Lavoro

 Quanto latte “berrà” un bimbo di 18 mesi come il mio che dall’ora della merenda(quando io rientro dal lavoro) al mattino ( notte compresa..) ciuccia ancora diverse volte( 6 o più..)? Io sento svuotare il seno ma tutti mi dicono che ormai è solo coccola..( loro dicono “vizio” va be….). Io credo invece che alcune delle poppate lo “nutrono” anche come cibo..
Nel 2° anno di vita un bambino con questi ritmi può bere tranquillamente fino a 400 ml al giorno – lo dica loro.

 Sono mamma di un bimbo di 4 mesi e mezzo allattato esclusivamente al seno.
Ad aprile, quando il piccolo avrà 6 mesi riprenderò il mio lavoro come infermiera prof.le, probabilmente sarò assegnata in radiologia ma ancora non è sicuro, volevo sapere se ci sono rischi per farmaci e altro per il mio latte in quel servizio o altri reparti in generale.

Probabilmente la radiologia è il reparto più sicuro. Quello meno sicuro, perchè non ci sono dati, potrebbe essere la camera operatoria, a causa dei farmaci volatili usati in anestesia. Anche in questo caso però bisogna sempre fare il bilancio rischio/beneficio fra latte materno *contenente* residui di farmaci e latte artificiale *senza* anticorpi, immunomodulatori, ormoni, sostanze anti-infiammatorie, insulina, acidi grassi a catena linga, probiotici ecc ecc.

 Ho una bambina di 7 mesi che fra poco porterò all’asilo nido per ragioni di lavoro. Mi sono all’uopo comprata un tiralatte per poter conservare il mio latte da dare agli operatori dell’asilo nido. Ormai la bambina fa due pappe al giorno. Volevo però sapere quanto latte mi devo tirare al giorno e quanto latte più o meno assume per ogni poppata, assumendo circa 6-7 poppate al giorno (faccio l’allattamento a richiesta).
Tre o quattro settimane prima di rientrare al lavoro conviene cominciare a fare scorta di latte materno. In questo caso la mamma si tirerà il latte 6-7-volte , in ragione delle poppate che faceva la bambina. Se una bambina poppa meno si possono fare meno sedute. Ma in generale conviene farne parecchie, per garantire una equivalente produzione di latte. Occorre lavarsi bene le mani prima di ogni seduta, mentre per il seno è sufficiente fare la doccia quotidiana. – il tiralatte può essere applicato in linea di massima : 2 min (da un lato) + 2 min (dall’altro); 3 min + 3 min; 5 min + 5 min, continuando a tirare per due minuti dopo l’ultima goccia di latte (cioè per ottenere migliori risultati con i tiralatte tradizionali è necessario fare uno stacco prima di passare all’altro seno), per un totale di 20-30 minuti a seduta , inizialmente. Poi durerà quello che servirà a produrre abbastanza latte quanto ne serve alla piccola. È importante che la misura della coppa del tiralatte possa accomodare il capezzolo senza irritarlo o costringerlo. È utile sfruttare le sensazioni della calata (formicolio, tensione) per attaccarsi il tiralatte anche se non è l’ora prestabilita . Il latte tirato sarà poco inizialmente e via via aumenterà (non spaventarsi) . Il latte tirato può essere conservato in frigo o freezer (vedi sopra) ma i tempi si riducono in caso di bambino malato o prematuro e vanno stabiliti individualmente (in accordo con esistenti linee-guida) .

 Ho un bambino di 7 mesi peso 10 kg già svezzato. Fra pochi giorni devo rientrare a lavorare e non so come fare per il latte. Ha sempre bevuto il mio ho provato a toglierlo ma senza successo così ho deciso di passare a quello artificiale ma senza successo. Ho provato varie marche ma si rifiuta. L’unica cosa che beve è la camomilla di notte nel biberon e di giorno pochissima acqua ma nel bicchiere , biberon niente. Come posso fare sono disperata anche perché deve pur bere qualcosa.
Il punto di forza di molti bambini sani e a termine , quello per cui sono in grado di riconoscere la differenza fra latte artificiale e latte materno e fra bibe e seno, paradossalmente diventa un ostacolo per il rientro al lavoro delle madri – che comporta una separazione non prevista in natura. La loro adattabilità però ci dà modo di intervenire in più modi, a patto di farlo con tatto e rispettando la loro sensibilità. Oltre che dare il biberon in modo dolce (vv FAQ) si può offrire una tazzina: tenendo il bambino seduto e sostenuto, munito di bavaglino per lo sgocciolamento iniziale, gli si avvicina alla bocca una tazzina da caffè riempita a tre quarti ; o si può utilizzare il Soft Cup (Medela®): è una sorta di penna stilografica che si carica di latte e che termina con un morbido cucchiaino di silicone. Il cucchiaino pieno di latte si appoggia delicatamente agli angoli della bocca senza premere e senza rovesciarne il contenuto in bocca. Da esso il piccolo potrà sorseggiare la camomilla , per iniziare, o del latte artificiale o del latte materno che avrà cominciato a tirare. Questo sistema è meglio accettato se una Consulente IBCLC ne mostra l’uso corretto. In alternativa ancora, c’è la Suzione al dito (vv FAQ).

 Mio figlio di 4 mesi allattato esclusivamente al seno pesa 8.300 kg per 68 cm. Sta bene. Prende il latte 5 volte nelle 24 h. Tra due mesi riprenderò il lavoro e non potrò più allattare per i turni non regolari della mia professione. Sarà traumatico per il bambino passare al biberon? Come è meglio che mi comporti?
Il passaggio al biberon non sarà traumatico perché non comporterà la scomparsa delle poppate al seno, che continueranno quando lei è a casa e nei fine settimana. Tre-quattro settimane prima di rientrare al lavoro lei potrà cominciare a tirarsi il latte, facendolo fra le poppate o cmq quando si sente comoda. In tal modo potrà lasciare una piccola scorta di latte per integrare una pappa o per un bibe in caso rientrasse tardi (facendola stare molto più tranquilla ). I bambini che rifiutassero il biberon, possono bere il latte materno da una tazza o tazzina e farlo anche molto bene, anche prima dei classici 9 mesi. Al lavoro si potrà tirare il latte un paio di volte e produrre latte in quantità, perché saranno le poppate che il bambino non farà. Se lo porterà a casa avrà dell’altro latte da far prendere al bambino il giorno dopo invece di un latte artificiale o di origine animale.

 Sono mamma di due bambini, il primo di tre anni per inesperienza, consigli sbagliati, pigrizia del bambino e scarsa crescita non allattattato al seno il secondo di 5 mesi allattato al seno.
Purtroppo sono rientrata già da tempo al lavoro (a tempo pieno) sono fuori casa dalle ore 8,45 alle 13,15 e dalle 14,50 alle 19,15 mi sono organizzata con un tiralatte manuale col quale la mattina presto 5,30 cercavo con grande sacrificio di lasciare le scorte per le ore di assenza.
Da qualche giorno, ho iniziato lo svezzamento da due giorni (solo pranzo), ho la sensazione che il seno sia più sgonfio e che il latte sia diminuito infatti con il tiralatte non riesco più a crearmi le scorte necessarie.
Cosa posso fare? Può essere utile la somministrazione di galattogoghi?
So che molto dipende dalla mancata suzione del bambino, infatti un paio di settimane fa ho avuto un ingorgo mammario, ma è possibile che in pochi giorni sia del tutto cambiata la produzione di latte?

La ripresa del lavoro rappresenta una grande sfida per la mamma che allatta. Essa impone che ci si attrezzi in modo puntuale:
– il tiralatte manuale va bene per delle estrazioni occasionali non sistematiche, per queste ultime serve meglio un tiralatte elettrico di qualità Medela o Ameda (si declina ogni conflitto di interesse)
– il bambino dovrebbe potersi attaccare al seno la notte e nei fine settimana meglio se in contatto pelle-a-pelle
Gli attacchi frequenti ed efficaci del bambino infatti arginano l’insorgenza degli ingorghi e la necessità di curarli – compreso il rientro della produzione e disponibilità di latte, che ad essi può seguire.

 Ho una bimba di tre mesi (e una di tre anni allattata sei mesi con ricinus) che sto allattando con l’ausilio di ricinus e Più Latte e come già avevo intuito non servono a nulla se non ad un effetto placebo. Da quando la mia piccola aveva un mese e mezzo ho sostituito la poppata della sera con il latte artif. (su consiglio del pediatra visto che riferivo che il latte materno scarseggiava…). Ora anche di giorno non riesco a darle più di 60/90 e non vorrei impazzire con l’aggiunta, visto che poi non la gradisce, e vorrei avere più latte ma premetto che non posso essere presente con la bambina se non per le 5 poppate in quanto lavoro. Posso iniziare con peridon e fieno greco?
Sia il peridon che il fieno greco sono subordinati alla stimolazione mammaria: se non può stare vicino alla piccola dovrebbe poter tirare il latte o manualmente o con tiralatte al lavoro almeno un paio di volte ; e attaccare la bimba almeno un paio di volte la notte, in modo da fare una decina di ‘stimolazioni del seno’ in 24 ore. Durante il week end dovrebbe attaccare di più la bimba, invece che usare il tiralatte. E’ così che il latte può aumentare.

 Avrei bisogno di un consiglio x far smettere a mio figlio di 13 mesi di usarmi come ciuccio tutta la notte. Di giorno frequenta il nido e appena arrivo a casa vuole attaccarsi al seno ma poi la cosa si ripete prima di andare a letto e di notte si sveglia in continuazione x cercare il seno. Il fatto è che sono rientrata al lavoro da un mese e mi sto consumando di stanchezza. Non dormendo poi sono ovviamente “cotta” durante la giornata. Volevo smettere di allattarlo più avanti x non causargli trauma doppio nido e via “tetta” ma proprio nn ce la faccio più.
La stanchezza che la pervade a causa della ripresa del lavoro mentre lei continua ad allattare la notte è comune a moltissime mamme. Essa è il risultato della inconsapevolezza del bambino a perseguire imperterrito il suo mandato biologico, non alla volontà di ‘usare la mamma’. Se lo sapesse infatti, se ne guarderebbe bene, perchè non è un parassita! Lei ha fatto veramente il possibile nel tentare di procrastinare lo svezzamento in considerazione dell’ingresso all’asilo – ed è probabilmente questo evento che il bambino sta compensando con queste continue poppate la notte. Che fare ora? uno svezzamento solo notturno sarebbe meno traumatico per il piccolo. Una modalità dolce è quella di approfittare di un week-end (o prendendo un paio di gg di riposo) per allattarlo intensamente la sera, mettersi giù con lui su di un materasso messo per terra, e allontanarsene quando lui sarà profondamente addormentato. Lei sparisce in un’altra stanza (o appartamento) e affida il bambino e la gestione affettuosa dei suoi risvegli – e relativi pianti – al papà o nonna o altra persona di cui si fida. L’importante è che lei ricompaia al mattino per riallattarlo come prima: la sofferenza notturna verrà stemperata dalla vicinanza di una figura familiare, e la relazione d’allattamento potrà continuare la mattina e il pomeriggio. E’ importante che lei non nutra risentimenti nei confronti del bambino, che sta facendo del suo meglio per adattarsi a una situazione nuova e imprevista come la frequenza all’asilo in anticipo rispetto alle tappe evolutive (a tre anni i bambini sono pronti per una vita di relazione sociale extra-familiare).

 IL MIO PICCOLO HA QUASI 7 MESI E LO ALLATTO FELICE DI FARLO, DA UN MESE CIRCA PASSA LA NOTTE ATTACCATO AL SENO SVEGLIANDOSI NON APPENA LO TOLGO IDEM I SONNELLINI DURANTE IL GIORNO HO PROVATO TUTTI I TIPI DI CIUCCI MA NULLA…
PREMESSO CHE MANGIA LE PAPPE PRANZO E CENA, COME POSSO FARE? TRA UN PO’ RIENTRO AL LAVORO E NON SO’ COME FARE

Se la cosa non pesa a lei, non c’è da preoccuparsi, perchè di solito il bambino fa di necessità virtù. Quando non c’è la mamma si accontenta di altro (pupazzo, pezza di stoffa o pigiama della mamma, dita) e quando la mamma ritorna si proietta su di lei – senza esitazioni, tentennamenti e confusione.

 Ho una bimba di 17 mesi che allatto ancora sopratutto la notte e quando torno dall’ufficio. Il mio problema è che ho ripreso a fumare quando sono tornata a lavorare a pieno ritmo e per questo motivo ho provato a smettere di allattare ma non ci riesco e mi sento in colpa. Cosa devo fare?
Allattare è una relazione così importante – soprattutto per una mamma che lavora…che è ben comprensibile che non riesca a smettere. Gli studi ci informano che anche fumando è bene continuare ad allattare: lo si può fare dopo la poppata, dato che il picco della nicotina nel latte è a circa un’ora dopo(altre info sul fumo sono nelle FAQ Malattie/Disturbi).

 Sono mamma di una bimba di due mesi, da sempre allatata al seno. Da una settimana ho notato i seni meno gonfi del solito e faccio fatica a tirare il latte. Lascio infatti la piccola il pomeriggio da mia madre e di solito le lascio il latte tirato il giorno prima nell’unica poppata che salta. Mentre prima ne tiravo 100 ml senza fatica, ora faccio scarsi 60 ml, e praticamente solo da un seno (quello che comunque era sempre piu’ pieno).
La sera vedo la bimba piu’ irrequieta nelle poppate e da qualche giorno ha ripreso le poppate di mezzanotte e delle tre che aveva saltato ormai da qualche settimana.
Possibile che il mio latte gia’ stia scarseggiando? o e’ solo una mia paranoia? la bimba per ora cresce bene (anche se nell’ultima settimana meno rispetto alle altre), bagna i pannolini e evacua almeno una volta al giorno.
Non vorrei gia’ passare alle aggiunte, ma il pomeriggio devo lavorare e se non riesco piu’ a tirarmi il latte non vedo alternative.

La produzione di latte è un evento dinamico: quando le poppate si diradano, vv il salto della mezzanotte e delle tre, la produzione scende. Allora la bambina si risetta su poppate più frequenti e il latte ri-aumenta: bello, no?
Nel frattempo si tiri il latte un’altra volta (al lavoro è possibile?); o usi l’attacco doppio o effettui la compressione del seno durante la seduta, che si vede bene nel videoclip del dr. Newman fra i Links.

 Da due giorni ho cominciato a lavorare e allatto la piccolina di otto mesi e mezzo prima di andare al lavoro e al pomeriggio quando rientro (verso le 16,30), mentre a pranzo prende la pappa. Purtroppo però la baby-sitter mi dice che piange molto spesso perchè cerca la tetta (prima ero sempre con lei e soddisfacevo tutte le sue richieste) e anche se le ha provato a dare il mio latte tirato con il bicchierino o cucchiaino lei lo rifiuta. Mi ha proposto allora di usare il biberon perchè così secondo lei è più soddisfatta perchè succhia. Io sono sempre stata contraria perchè mi ci sono voluti mesi per abituare la mia bambina alla suzione al seno (prima lo tiravo via e glielo davo con il biberon per i primi tre mesi) e ora che è abbastanza vigorosa temo di “ritornare” indietro proponendole il biberon e di correre il rischio che poi non voglia più il seno con conseguente diminuzione di latte. Allo stesso tempo però mi dispiace che sia triste tutta la giornata. Mi può dare un consiglio su come procedere?
Considerando che la bimba si trova in una circostanza non prevista biologicamente (l’allontanamento della mamma per ragioni di lavoro) a cui cmq non sta mostrando di adattarsi passivamente, forse in questo caso la baby-sitter non ha tutti i torti. Io propongo una tettarella un pò duretta, di quelle di silicone, in modo che la bambina ne tragga conforto, ma senza perdere la preferenza per il morbido seno di mamma!

 Tra 2 mesi devo rientrare al lavoro. Dato che lavorerò anche di notte (1 notte ogni 5)volevo sapere come preparare al meglio me e il mio bambino di 10 mesi. Ancora prende quasi esclusivamente tutto il suo nutrimento dal mio latte: rifiuta in modo molto deciso le pappe e il biberon e da qualche giorno ho iniziato a dargli quello che mangiamo noi in pezzi grossi che succhia e sembra apprezzare. La notte si sveglia 1 o 2 volte e mi sembra che si attacchi per fame e non per consolazione. Anche di giorno cerca il seno 5 volte “solo per nutrirsi”. Sarebbe meglio iniziare a provare a dargli il biberon la notte o aspettare quando non ci sarò per davvero? Ho sentito che i bambini compensano le poppate quando la mamma c’è. Ho paura di non riuscire a sostenere nottate di lavoro e poppate extra e quindi di trovarmi ad interrompere l’allattamento per sfinimento, già adesso a volte mi sento molto stanca. Ma come posso smettere di dargli il latte adesso che mangia pochissimo altri cibi?
Il biberon non è una modalità obbligatoria: i bambini imparano benissimo a bere dalla tazza o bicchiere con o senza beccuccio. Perciò può cominciare a offrirgli del latte (vaccino, intero biologico) se in piccole quantità. Quando lei sarà assente la persona che lo accudirà gli offrirà il latte così: se avrà fame lo berrà, altrimenti aspetterà il suo rientro. Se già adesso si sente molto stanca puo iniziare a far dare il latte al bambino la notte dal papà (dopo averci provato naturalmente prima di giorno). Il latte vaccino potrà aumentare se il bambino assumerà quantità adeguate di carne con la dieta per l’apporto di ferro, e di frutta per l’apporto di vit C che favorisce l’assorbimento del ferro.

 Dalle notizie sull’allattamento al seno che leggo (a richiesta, notturno, ecc.) mi sono fatta l’idea che sia una cosa che riguarda soprattutto donne che non lavorano. Sto praticando l’allattamento misto e tra due mesi (alla scadenza dell’indennità di maternità) devo tornare a lavorare. La mia “lotta” è quella di poterla continuare ad allattare al seno nonostante l’aggiunta (dicono che sfociare nell’allattamento solo artificiale è molto facile quando si dà l’aggiunta). Vorrei quindi sapere come conciliare il mio desiderio (penso che tornare all’allattamento esclusivo al seno sia oramai difficile, molto faticoso e tale da richiedere che io non lavori per nulla) con il ritorno al lavoro.
Ha perfettamente ragione quando dice che ritornare all’allattamento esclusivo da un allattamento misto è molto impegnativo…Ciò nondimeno le donne che vengono aiutate ad allattare con successo sin dall’inizio riescono poi a conciliare allattamento esclusivo e lavoro, e a tal fine è di fondamentale importanza usufruire di un “cuscinetto” di protezione che è il congedo di maternità. L’allattamento notturno poi è una fatica se condotto con una ritualità che impone di doversi alzare, accendere la luce, mettersi sedute o addirittura spostarsi sul divano (che può essere pericoloso) ecc. Mentre è di grande sollievo se attuato col bambino a letto, sdraiate sul fianco con un cuscino dietro la schiena e un cuscinetto fra le gambe (provare per credere). Ed’è questo il modo che mi sento di suggerirle per continuare ad allattare. Così infatti potrà far dare il bibe a qualcun’altro, ma manterrà un rapporto privilegiato di notte ( e nei fine settimana) che da un lato salvaguarderà la produzione del suo latte, e dall’altro renderà il rientro al lavoro più dolce.

 Fortunatamente allatto mia figlia da quando è nata, ora ha 22 mesi ed è molto in forma.
A volte, causa anche il lavoro che ho ripreso quando mia figlia aveva 5 mesi, mi sento stanca e mi pesa allattarla (oltre al fatto che mia suocera insiste perchè smetta con l’allattamento)
L’allattamento consiste in un “sorsetto” quando rientro a casa e prima di addormentarsi; salvo casi in cui non stia male o sia particolarmente nervosa. Gradirei un consiglio.

La sua stanchezza è direttamente correlata alla mancanza di “tifo” che una donna riceve in quanto allatta a lungo *E* lavora. Voglio dire che se invece lei ricevesse il plauso della suocera – che non c’è; dei suoi datori di lavoro – che probabilmente ignorano che lei allatti; del suo pediatra – idem; delle sue amiche/conoscenti – chi altro lo fa? della società tutta, probabilmente la stanchezza sarebbe così attenuata che non staremmo a parlarne …

 Sono una mamma di un bambino di 6 mesi appena compiuti allattato esclusivamente al seno.Tra un mese tornerò al lavoro e 2 volte alla settimana tornerò a mezzanotte quindi non potrò allattarlo nella poppata delle 19:00 e prima di dormire. Come devo comportarmi? Posso sostituire la pappa di pranzo (inizierò lo svezzamento tra qualche giorno) e offrirgliela a cena? Prima di andare a letto vuole sempre attaccarsi al seno anche per consolazione. Come devo comportarmi nella mia assenza?
“Posso sostituire la pappa di pranzo e offrirgliela a cena?” : certamente
“Come devo comportarmi nella mia assenza?”: il bambino imparerà a fare di necessità virtù, dopo un periodo di adattamento. Aiuterà la vicinanza di una’altra persona familiare (papà, nonna, tata)

 RIENTRARE AL LAVORO O NO?Questa è la domanda che mi assilla da tempo; tra circa un mese dovrei rientrare al lavoro ma non me la sento di allontanarmi da mio figlio che allatto con piacere a richiesta da quasi 8 mesi sia di giorno che di notte; è giusto dover fare adattare il piccolo ad una situazione di distacco?non gli provocherà traumi?mentre invece se io non riprendessi il lavoro non diventerà un mammone, sempre attaccato solo a me, magari meno socievole ecc.?
Ovviamente non diventerà un mammone un bambino che allatta tanto e a lungo; ma altrettanto non subirà traumi per il rientro al lavoro della mamma: tutto dipende da come ‘la pietanza viene cucinata’ . Non sarò io a darle la ricetta… questa è scelta dalla mamma :-)

 La mia bambina ha 9 mesi. l’ho allattata esclusivamente fino ai 6. Spesso, fino a quella data, voleva il seno anche per dormire, sia la sera che il pomeriggio.
Intorno ai 6 mesi è passata a ciucciarsi il dito per dormire.
Ho ripreso a lavorare circa un mese fa. La piccola a pranzo e cena mangia la pappa, prende il mio latte la mattina e la sera un’oretta dopo la cena prima di dormire..
Da quando ho ripreso a lavorare rivuole il seno anche il pomeriggio, e il sabato e la domenica quando sono a casa, anche a metà mattinata per fare il riposino.
Posso assecondare questo suo atteggiamento? A me sembra dettato dalla sua volontà di stare con la mamma più che altro.
La bimba durante le ore in cui lavoro sta con la nonna, e si addormenta tranquillamente col dito. Quando torno a casa la trovo piuttosto serena.

La necessità di poppare per i bambini *comprende* sia ricevere e dare alla mamma contatto, rassicurazione, calore, affetto ecc che ricevere nutrimento (le calorie, gli anticorpi ecc). Solo la pediatria e la cultura corrente hanno separato le due cose e creato confusione nelle mamme …
Buon proseguimento di allattamento!

 Ho un bimbo di 9 mesi che allatto due volte al giorno, al mattino e a merenda (poppata, questa, molto breve).Tra un mese dovrò assentarmi per lavoro per tre giorni e dovrò quindi sospendere completamente l’allattamento : al mio ritorno ci sarà ancora latte e potrò riprendere l’allattamento senza problemi?Secondo lei è indispensabile che usi un tiralatte durante la separazione dalla bimba?

1. E’ verosimile che l’allattamento dopo i tre gg di assenza riparta senza difficoltà, a patto che la bimba succhi con più vigore/frequenza del solito
2. E’ sicuro che se si tira il latte nei momenti di tensione del seno (= alle poppate mancanti) l’allattamento continui meglio e più a lungo.

 Il mio problema è sempre stato la paura che il mio piccolo non crescesse, paura sempre smentita tranne questo mese.Il piccolo è cresciuto solo 100 g.
Dietro suo consiglio gli do’ il latte quando lo richiede (3 volte al giorno per addormentarsi). Il problema è che probabilmente mangia poco cibo: 2 “piccole” pappe (mezzogiorno e sera). Per merenda non vuole niente (niente latte: non ha sonno – niente yogurt – niente frutta se non 2 cucchiaini).
Dove sbaglio????!!!! Sono disperata: la prossima settimana ricomincerò a lavorare tutto il giorno e forse non riuscirò più ad allattare nemmeno quelle 3 volte.
Due figli sbattuti 1 a destra e l’altro a sinistra…. e questo perché una donna non si può permettere di lasciare il lavoro perché c’è una grande crisi e perché nessuno ti assume 1/2 giornata perché costi troppo.
Come posso aiutare il mio bambino a crescere un po’ di più?
Poi da ieri il piccolo ha iniziato anche l’antibiotico a causa di una tosse che si trascina da 2 settimane quindi forse bruceremo anche quei miseri 100 g.
Le chiedo cortesemente una risposta che mi aiuti a capire quale strada devo percorrere, sono molto confusa e qualche parola di conforto per una mamma che lavora tanto e riceve poco aiuto psicologico.

E’ possibile che il bambino non succhi con vigore o non sia cresciuto perché è indebolito dalla malattia che si trascina da 2 settimane …
Il mio suggerimento è di rimediare tirandosi il latte dopo le sue troppo brevi/inefficaci poppate e qualche altra volta in più: il latte così ottenuto può essere dato tal quale al piccolo o arricchito di crema di riso e dato col cucchiaino. Mi faccia sapere.
Sì, la situazione delle mamme italiane è uno schifo.

 Sono felicemente diventata mamma della mia seconda bambina da cinque mesi. Ho potuto godere finora di una bellissima relazione d’allattamento, che ho intenzione di portare avanti più a lungo possibile, anche con l’aiuto del tiralatte, visto che tra due settimane riprenderò a lavorare.
Mi sono organizzata preparando delle scorte di latte e ho provato a proporre il biberon alla piccola già alcune volte, senza successo.
Ho cercato di mettere in pratica tutti i Suoi suggerimenti, purtroppo, la bimba piange appena le si avvicina il biberon e si rifiuta di aprire la bocca.
Sono preoccupata, visto che ormai manca davvero poco al termine del mio periodo di congedo.
Potrebbe essere utile un approccio con il Soft Cup?

Potrebbe essere utile:
– che qualcun altro intervenga con una tazzina (il Soft Cup probabilmente è troppo simile al biberon perché la bimba possa accettarlo…)
– che si infili il biberon sotto l’ascella per assimilarlo a un attacco al seno
– offrirle il bibe nel dormiveglia
– darle il latte freddo tal quale dal frigo
– dare il latte con il cucchiaino

 Allatto la mia piccola di 13 mesi alla sera prima della nanna e più volte durante la notte.Posso continuare nonostante il mio lavoro in sala operatoria?
Posto che semplicemente non abbiamo dati della ricerca, la risposta è sì. Perché cmq il latte umano e quello della propria madre è il miglior latte possibile per il suo bambino.

 La mia bambina ha sette mesi e prende volentieri la pappa del mezzogiorno.
Siccome sono una mamma che lavora, abbiamo provato, già un paio di mesi fa, a proporre alla piccola il biberon o comunque il latte materno tirato, ma lei non ne ha mai voluto sapere.
Rispettosi delle sue esigenze, abbiamo fatto in modo che la bimba mi venisse portata in ufficio per allattarla, ma da metà mese questo non sarà più possibile.
Fermo restando che ritenteremo con il biberon, mi chiedevo se, qualora non dovessimo riuscire a farglielo accettare, la baby sitter potesse offrire alla bambina della frutta a metà mattina – anche se, per la verità, finora ha sempre fatto un’unica tirata dalla poppata delle 8 fino al pranzo – e uno yogurt alle 16, in attesa del mio rientro dal lavoro alle 17.30. In caso positivo, dovrei comunque tirarmi il latte in coincidenza di questi “pasti”?

Mentre lo yogurt sostituisce degnamente una poppata, non altrettanto fa la frutta. Il latte materno mescolato con crema di riso a fare una pappa ‘dolce’ da somministrare con cucchiaino, sarebbe un egregio sostituto. Se si tirerà il latte in coincidenza dei pasti, manterrà più a lungo la produzione di latte :-)

 B. ha quasi 8 mesi, e’ allattata al seno ed a richiesta da sempre. Al sesto mese ho iniziato a darle la pappa a pranzo, al settimo a cena. Tutto il resto e’ il mio latte ( a a parte un po’ di acqua dopo la pappa). Volevo sapere due cose:
– se e’ il caso di darle un po’ di frutta di tanto in tanto
– lei inizierà’ il nido tra circa un mese, io la sto svezzando con lo svezzamento graduale, vorrei continuare ad allattarla il più possibile, mi sto già tirando il latte per il nido. Ovviamente li glielo daranno con il biberon, come posso evitare che cosi’ facendo non si impigrisca al seno?

Se il suo obiettivo è di evitare il rallentamento e la fine della lattazione (“impigrimento ” del seno),messa alla prova dalla separazione e dall’uso del bibe, le conviene:
– non pensare alla frutta, gliela daranno al nido
– non svezzarla ma allattarla finché state insieme, tirandosi il latte fra le poppate. Quando la bimba sarà al nido le sarà ancora più facile togliere il latte corrispondente alle poppate mancanti e mantenere la scorta.

 Sono la mamma di due gemellini di quasi 10 mesi allattati ancora al seno mattina e sera. Tra poco rientrerò al lavoro, e sono convinta per l’interruzione dell’allattamento. Da qualche giorno, in previsione del mio rientro al lavoro, ho cominciato a dar loro a merenda un biberon da 150 ml per metà latte (intero fresco alta qualità della centrale del latte di Torino) e metà acqua. Un bambino lo digerisce benissimo mentre l’altro fa la cacca molto molle, anche se non penso sia definibile come diarrea in quanto si scarica una sola volta al giorno. Premetto che da mesi ormai mangiano ricotta, robiola, certosa, formaggino e yogurt. La mia domanda è: è preferibile passare ad un allattamento artificiale o, come consigliato da alcuni, passare ad un latte ad alta digeribilità (accadi, zymil ecc…). Ci tengo a precisare che il nostro pediatra ci consiglia latte di crescita da adesso fino ai tre anni, cosa per me assurda …
In *assenza* di latte materno il latte indicato è il latte artificiale *fino ai 12 mesi* – sui tre anni non esistono né indicazioni/né linee guida, ma solo pressioni commerciali. In presenza di latte materno parziale e alimenti ricchi di ferro (carne, legumi) e dopo i 9 mesi è accettabile somministrare latte vaccino, come fanno in Danimarca e Canada. Gli esperti infatti sono molto preoccupati per il rischio di anemia che è associato al latte vaccino. Il latte ad alta digeribilità non è neppure un’alternativa, poichè il problema del latte vaccino per i lattanti è quello di essere TROPPO PROTEICO, non del lattosio (che è un problema per gli adulti). Infine bisogna considerare il singolo bambino che abbiamo davanti: la sua maturità (a quante settimane è nato), la tolleranza a questo latte(feci molli/diarroiche)e poi trarre le conclusioni del caso.

 Mia figlia ha 3 settimane prende solo il latte materno, tra un po’ dovrei ricominciare a lavorare, quindi ci sara’ la necessita’ del tiralatte, mi chiedevo, di quanti grammi ha bisogno?

Fermo restando che conviene rientrare al lavoro dopo almeno 6 settimane, quando la produzione di latte è arrivata a consolidarsi, la quantità da lasciare si aggirerà intorno ai 90 ml a poppata. Sarà la bambina a lasciare o chiedere di più – per cui conviene avere a disposizione delle aggiuntine da 30 ml.

 Leggevo tra le FAQ sulle diete/alimentazione che il tagliare drasticamente calorie/apporto nutritivo non porta alcun beneficio all’allattamento, anzi rischio di “intossicare” mio figlio.
Ha 13 mesi e lo allatto a richiesta, quando non lavoro. Il mio problema è che lavoro full time a turni in un negozio all’interno di un centro commerciale, e mi ritrovo spesso costretta a saltare i pasti. Purtroppo siamo in tre dipendenti, i clienti entrano, lavorando a turni non copriamo il turno dell’altro e spesso mi ritrovo a saltare/rinunciare al pasto (peraltro frugale e mai completo perché mangiato di corsa e in piedi). Sto facendo del male a mio figlio con questo atteggiamento insano? E’ che non ho molta scelta se non cercare un altro lavoro che al momento è difficile trovare.

Intanto complimenti. Lei è la testimonianza vivente che pur lavorando e facendo un lavoro che si desidera cambiare, si può allattare al seno.
Ha fatto bene a fare la domanda perché la questione  riguarda gli stili alimentari lontani dalla ‘perfezione’ di un’alimentazione sempre sana e in tranquillità. Questa infatti non fa neanche parte della vita normale dei nostri tempi (né di quelli passati), ed è compensata da quei pasti che anche lei avrà modo di fare a casa sia pure solo uno-due giorni la settimana.

 Ho una bimba di quasi 6 mesi( il 13 dicembre 2010) che ho iniziato a svezzare da 3 giorni dovendo a breve tornare a lavorare (dal lun al ven dalle 10 alle 17).Pesa 8.350 kg per 63 cm.La bimba prende il mio latte a colazione poi pranza con la pappa( brodo di verdure+ carne, verdure che mangia volentieri)a volte le propongo un po’ del mio latte per appisolarsi.
Fa merenda con la frutta e qualche volta ancora il mio latte ( sempre proposto da me per mantenere la produzione del latte).Tardo pomeriggio e sera ancora il mio latte. La notte dorme senza svegliarsi quasi mai.
Dicevo che devo rientrare a gennaio a lavoro, la bimba avrà 7 mesi, al nido mi hanno detto che non somministrano latte materno che io vorrei tirarmi e portare secondo necessità della bimba.
Come fare??? Non voglio assolutamente darle latte artificiale o similari, ho già avuto una esperienza positiva di allattamento col primo figlio(fino a 14 mesi)con cui per fortuna sono rientrata tardi a lavoro.

Al nido non somministrano latte materno???? faccia una denuncia alla ASL e a chi di competenza. E’ suo diritto.

 Il prossimo 25 Marzo tornerò al lavoro e mio figlio, nato il 24 Novembre, dovrà saltare un paio di poppate. Ho tirato il mio latte ed ho provato a darglielo col biberon ma niente, il bimbo resta con la bocca aperta e non prova neanche a ciucciare… Ha provato a dargli il biberon prima mia madre, poi io, con tettarelle per bimbi di 3 mesi, per bimbi di 6, quando era affamato, quando era più tranquillo… nulla! Mi darebbe qualche consiglio?
Se il bibe non funziona può provare il Soft-Cup (Medela): funziona. Se neanche questo funziona, bisogna contattare direttamente una Consulente IBCLC .

Aggiunte di latte artificiale

 Il mio bimbo ha compiuto da pochi giorni 4 mesi.
I primi 2 è cresciuto rispettivemente 1,050kg e 1,300kg;il terzo mese 650 gr e negli ultimi 29 giorni solo 300gr(è normale?). La sua pediatra mi ha consigliato un allattamento misto.
Il problema è che il bambino alle volte rifiuta il biberon altre lo vuole;quando lo rifiuta ovviamente gli offro il seno ma ho paura che così non si abitui mai.Come posso fare?

No, non è normale – ma non è normale neanche risolvere con l’aggiunta di latte artificiale… E meno male che il bambino rifiuta il biberon!
La risposta sta nelle cause di questo decremento, che proverò a ipotizzare:
– troppe ore di sonno notturno a fronte di uno stesso numero di poppate diurne
– culla lontana dal letto della mamma
– tentativi di ‘tirare’ l’ora (le tre ore ad es) o di non rispondere al piantarello perchè “ha mangiato da poco”
– uso di tisane per le stesse ragioni
– mamma che ha ripreso la routine di casa, impegni sociali ecc e tende a lasciare il piccolo in una sdraietta o carrozzina
– bambino “buono”, che cioè si accontenta di stare giù, con qualche diversivo, o passeggiando o dormendo o consolandosi con le dita.
Quello che può fare invece è l’opposto di tutto ciò, scegliendo fra tutte o alcune di queste opzioni:
–  rispondendo alla richiesta anche minima di voler poppare
– “indossando” il bambino in una fascia o marsupio piuttosto che trasportandolo
– offrendo attivamente le poppate, di giorno anche ogni due ore
– tenendo il bambino accanto al letto o nel lettone la notte (si “servono” più facilmente e ci si riposa pure).
L’incremento ponderale che segue a queste misure è garantito nel 99% dei casi!

 Mio figlio ha quasi due mesi (Kg 3250 alla nascita e 3160 in uscita dall’ospedale). Ho cominciato ad allattarlo al seno prima delle 48 ore ed ho sempre avuto latte sufficiente per soddisfarlo ad ogni poppata (4/5 al giorno). Così, almeno, mi è sembrato e d’altronde mi ha sempre confermato la neonatologa. Lo dimostra anche il buon aumento di peso (Kg. 4300).Il bimbo soffre di coliche gassose e la neonatologa ha sempre attribuito a questa circostanza il fatto che spesso le poppate risultassero difficoltose, perché E. si stacca e si riattacca al seno in continuazione. Circa due giorni fa, improvvisamente, la poppata serale (che è sempre la più difficile della giornata) è risultata quasi impossibile per le tantissime volte in cui il bimbo si staccava e riattacava arrivando addirittura a piangere.La neonatologa mi ha consigliato di integrare con 60 ml di latte artificiale ed in effetti lui si è calmato. Il giorno successivo non c’è stato bisogno di integrazione, mentre ieri sera sì (90 ml) ed oggi addirittura durante la poppata pomeridiana perché ad un certo punto non riusciva più ad attaccarsi. Dimenava gambe e braccia ed espelleva aria dal sederino. Spremendo dall’areola verso il capezzolo, però, vedevo che il latte usciva. Allora, vorrei capire se il problema sono le coliche oppure il mio latte non è più sufficiente.E in tal caso, perché tutto insieme è diminuito? Premetto che ho sempre bevuto 3 lt di acqua (+ tisana al finocchio+ tisana all’anice stellato) al giorno. Il latte non finirà per andarmi via del tutto se dò le integrazioni artificiali?
Il latte non è diminuito di botto, è solo che il bambino si è ‘accontentato’ per un pò e poi è …esploso. E’ molto raro che 4-5 poppate sostengano un allattamento oltre il primo mese/mese e mezzo, quando c’è richiesta di una disponibilità lievemente superiore (la famosa goccia …). Bere oltre la sete – inoltre – riduce la prolattina, e non conviene. Quello che deve fare è attaccarlo, riattaccarlo e attaccarlo ancora giorno e notte, senza procrastinare le poppate e senza usare diversivi come passeggiate/tisane/succhiotti (se ve nesono): il latte aumenterà in 48 ore.

 Sono la mamma di una bambina di due mesi che ho allattato al seno fino a pochi giorni fa e ora allattata artificialmente per ipogalattia. Ho notato che la bimba non riesce ad evacuare neanche una volta al giorno se non, naturalmente sotto stimolo (microclisma). Inoltre la consistenza delle feci (più dense) ed il colore (verdastro) mi preoccupano. Cosa significa?
Il colore e la consistenza delle feci sono uno degli effetti del latte artificiale. Se va sulle FAQ di Riallattamento vedrà che lei è ancora più che in tempo per riprendere ad allattare al seno, magari con il sostegno di una Consulente IBCLC.
P.S. il termine “ipogalattia” è totalmente sconosciuto nella letteratura della lattazione umana. È solo un termine dal suono scientifico messo in circolazione dal marketing dei sostituti del latte materno. Esiste invece un coacervo di situazioni di ‘poco latte’ dovute alla mancata stimolazione della ghiandola mammaria.

 Ho un bimbo di 4 mesi e mezzo, ho provato da pochi giorni a dare un aggiunta, ma lui non vuole saperne (nell’ultimo mese è cresciuto di soli 400g.) Il suo peso attuale è di 6200g, inoltre a me è già venuto il capoparto…temo che il mio latte anche se abbondante non ha la consistenza di prima…appena vede il biberon piange fortissimo devo insistere o lasciare perdere visto che cmq il mio seno è quasi sempre pieno???
La crescita dei bambini allattati al seno rallenta dopo i primi 3 mesi e questo bambino “lo sa” . Molto probabilmente perciò non c’è bisogno di aggiunte (anche se, per via del capoparto, il latte può diminuire per qualche giorno). Se il bimbo piange alla vista del bibe è un altro segno che non lo vuole (o che gli è stato dato a forza – vedi FAQ Come Dare il Biberon). Probabilmente vuole essere solo coccolato. Lo coccoli mentre si rilassa tenendolo “pelle-a-pelle” e lasci che sia lui a riattaccarsi. Così facendo ripristinerà una maggiore produzione di latte. Il contatto “pelle-a-pelle” è stato originariamente introdotto per i prematuri, ma i benefici ne sono stati dimostrati anche per i lattanti a termine.

 Sono la mamma di L. nato 26 giorni fa con il peso di 4030 g e la lunghezza di 51 cm. Alla dimissione L. pesava 3750 g, oggi pesa 4250 g ed è lungo 55 cm. Il pediatra dice che l’aumento di peso è normale ma il bimbo è un po’ magrolino pertanto mi consiglia l’aggiunta di latte artificiale da proporre al termine di ogni poppata. Fino ad ora mi è sembrato che il mio latte fosse sufficiente visto il numero di pipì e di evacuazioni quotidiane e visto anche la tranquillità del bimbo che richiede latte ogni due ore e mezza/tre ore, ma da un paio di giorni mi sembra più affamato (ogni ora/ora e mezza). Il pediatra dice che siccome il bimbo è grande, crescendo ha più fame ed il mio latte non è più sufficiente, sarà vero?
Il bambino finalmente si sta attivando a succhiare di più PER PRODURRE PIU’ LATTE e poter crescere di più. L’introduzione dell’aggiunta farà diminuire rapidamente la produzione già scarsa di latte materno e il suo allattamento diventerà misto e poi… artificiale. Legga invece le FAQ relative al poco latte e all’allattamento esclusivo e capirà meglio come funziona la fisologia umana.

 Sono madre di N. nato da 25 giorni . Alla nascita pesava 3.870 e alla dimissione 3.310. Oggi, con un allattamento esclusivo al seno, il suo peso è di circa 3.700. Il pediatra, non avendo N. ancora riacquistato il peso della nascita dopo tre settimane, ci ha prescritto di supportare ogni poppata al seno con un’aggiunta di latte artificiale. Il bimbo “sporca” il pannolino di popo regolarmente a ogni poppata; regolare anche la pipi. Ora siamo in dubbio sull’effettiva necessità della poppata. Le chiedo cortesemente il suo parere in merito vale a dire: reputa la crescita di N. effettivamente scarsa e quindi da sostenere con l’aggiunta?
Le linee guida ci guidano appunto verso l’obiettivo della ripresa del peso nascita a max 10 gg di vita e da qui di un aumento costante di peso. E’ infatti importantissomo garantire nutrimento ai bambini nel periodo di massima crescita dei tessuti (anche quello cerebrale)che si ha nelle primissime settimane e mesi di vita. N. ha necessità di aggiunte di latte:  meglio se latte materno (vv Tiralatte e Riallattamento) e solo in mancanza di questo latte artificiale.

 Sto allattando mio figlio da un mese con integrazioni di latte artificiale, ho iniziato con un biberon per la poppata la sera e dopo 20 gg anche uno al pomeriggio.Ora sono due giorni che già a ora di pranzo si stacca e riattacca lamentanosi e poi piangendo, insomma il latte è sempre meno. Non voglio smettere di dargli il mio latte (se ciò è possibile)e in farmacia mi hanno dato il lactogal da prendere prima di ogni poppata un cucchiaino da caffè, sono 2 gg che lo prendo e non ho nessun miglioramento, mi sento il seno duro solo le prime due/ tre poppate. Che consiglio mi date? faccio dalle 5/6 poppate al giorno e G. ha 3 mesi e mezzo.

Il solo modo efficace per aumentare il latte è attaccare, riattaccare e attaccare ancora il piccolo al seno . Lo attacchi la notte nel lettone, quando fate il bagno insieme, facendo pelle-a-pelle: il latte aumenta nel giro di 48 ore se le poppate aumentano a 8-12 (o più) nelle 24 ore, dato che 5-6 poppate non sono fisiologiche usualmente. Contemporaneamente occorre diminuire gradualmente la giunta di artificiale, tirare o spremere il proprio latte e dare questo con metodi alternativi. Ci vuole tanta pazienza e forza di volontà, ma tante mamme ci riescono ogni giorno, soprattutto se circondate da persone che le incoraggiano e da professionisti competenti.

 M. ha sei mesi, alla sera si attacca mal volentieri al seno e, se lo fa, dopo poche suzioni si addormenta per risvegliarsi poco dopo per la fame e ripetere le stesse scene. Ho provato a darle il latte col biberon e lo prende serena e si addormenta. Insisto col seno (tra le sue urla e il mio nervoso) o le dò direttamente il biberon?
Sembra che la bambina abbia perso (o mai acquistato?) le competenze a succhiare il latte materno direttamente dal seno e si sia abituata al bibe. Ora dipende dalle sue intenzioni: se tiene ad allattare non è attraverso urla e forzature che ciò avviene, ma con la riscoperta del piacere di stare al petto della mamma (vv Allattamento notturno e il libro Allattare.net) . Sarà molto utile anche stimolare il seno con il tiralatte per aumentare la produzione e far trovare alla bimba più latte e più soddisfazione quando si attacca. disponibilità. 

 Allatto la mia bambina da quasi 5 mesi, ma ultimamente non capisco perche non dorme piu bene e ogni volta che si sveglia ha una fame pazzesca, e anche dopo averla attaccata al seno, sembra non essersi saziata, anche se il latte esce a sufficienza! Poi provo a dare l’aggiunta, a volte la prende e altre volte no!è diventato cosi stressante allattarla al seno, che perdo il coraggio, ma vorrei tanto allattarla a tempo pieno almeno fino al sesto mese!
Le suggerisco di interrompere l’aggiunta che confonde la bambina(che a questa età si sveglia la notte per fame ma soprattutto per assicurarsi di avere la mamma vicino ) e confonde lei (che dubita che il suo seno possa farcela). Conceda alla bimba il contatto ‘pelle-a-pelle’ nel lettone, e si affidi alla richiesta della bimba tutte le volte che lei sollecita di essere allattata.

  Mio figlio è nato da circa 15 giorni alla 38^ settimana di gestazione con p.c. Ha da pochi giorni recuperato il peso alla nascita di 2980 g sceso a 2540 g al 4° giorno di vita. Il mio primo problema è la quantità di latte al seno: circa 40 g a poppata. Mi è stata indicata l’aggiunta di 60 g di Latte artificiale. Il secondo è che il bimbo si sveglia affamato intorno all’1:30 ed alle 4:30, facendo così 6 poppate senza una pausa di 6/7 ore notturne come consigliato. Durante il giorno dorme tantissimo e spesso dopo 4 ore di sonno sono costretta a svegliarlo per farlo mangiare. Potrebbe cortesemente darmi qualche consiglio o comunque qualche chiarimento sui problemi esposti?

Il motivo principale per cui lei non ha abbastanza latte è che il piccolo non fa sufficienti poppate!il miglior produttore di latte è un bambino affamato che non “dorme tantissimo”. Il suo dorme perchè non ha sufficiente energia per poppare e se non poppa non avrà energia. Come spezzare questo circolo vizioso? Certamente non perdendo tempo a fare la doppia pesata e rispettndo una pausa di 6/7 ore notturne, ma:
– ascoltando la richiesta di cibo di suo figlio
– attaccandolo al seno ogni 2 ore di giorno e ogni 4 di notte ( o cmq ALMENO 8-12 volte nelle 24 ore)
– stando a letto due giorni col piccolo e alzandosi solo per andare al bagno: si farà anche portare da mangiare
– spremendo il latte se il piccolo fa poppate brevi, o se non si riesce a svegliarlo, e dandoglielo col cucchiaino
– dormendo quando dorme il piccolo -per recuperare le forze
– verificare che faccia 2-3 evacuazioni giallo oro al giorno e almeno 6 pipì chiare
Verificare che cresca circa 125 g a settimana.

 Da tre giorni il mio G. di due mesi ha aumentato la richiesta al seno a tal punto da voler rimanere attaccato anche tutto il giorno… mi sono accorta che il mio seno sembra sempre vuoto… non sento più la tipica sensazione di quando arriva il latte e per scrupolo ho pesato il bimbo che solitamente aumenta 200gr alla settimana: questa settimana ne ha presi 100 scarsi.
Alla luce di questi sintomi (irritabilità e pianti aumentati così come la richiesta di seno, calo dell’aumento ponderale settimanale) mi chiedo se il mio latte non stia andando via. Il primo figlio l’ho allattato per quindici mesi efficacemente, ma anche con lui intorno al terzo mese ho rischiato di perdere il latte: era stato drammatico perchè lui rifiutava l’artificiale e io non riuscivo a farmi tornare il latte (siamo anche finiti in pronto soccorso perchè non mangiava più). Non voglio rivivere lo stesso incubo… Per ora il tiralatte non aiuta e il poco latte che estraggo viene prontamente rifiutato pechè somministrato con il bibe… CHE COSA DEVO FARE??

Deve assecondarlo. La cosa peggiore in questo momento è di farsi prendere dal panico e dare un’aggiunta. Il bambino con la sua richiesta ‘esagerata’ tara la produzione di latte sui suoi bisogni e crea i presupposti per un aumento dell’incremento ponderale e di una successiva normalizzazione della frequenza delle poppate. Se poi c’è, come c’è anche se non sono presente, quella componente emotiva di apprensione che inibisce la calata di latte, ecco allora i pianti e l’irritabilità. Si rassereni facendo:
– una passeggiata
– un massaggio
– mettendo il bimbo in una fascia
– contatto pelle a pelle nel lettone o nella vasca da bagno
e la calata di latte ne risentirà positivamente.

 Il mio piccolo ha tre mesi. Nel mese scorso pesava 5930 ed era lungo 58 cm, ad oggi con la visita mensile dal pediatra ci siamo accorti che è aumentato di solo 70 g, pesando 6 kg. Si è però allungato tantissimo, ben 7 cm arrivando a misurare 65 cm. Il pediatra vuole che io gli dia un’aggiunta credendo che il mio latte non sia abbastanza. Effettivamente io non mi sento più i senti gonfi come un mese fà, ma credo che sia dovuta anche dal fatto che nel mese scorso ho avuto delle perdite simile al ciclo e poi alla fine di quest’ultimo mi sono tornate proprio le mestruazioni. Secondo lei è giusto che inizi a dare un aggiunta?
Quando leggerà le FAQ di Poco latte, Aggiunte di latte artificiale e Crescita in peso/lunghezza, capirà che MOLTO RARAMENTE è necessario passare alle aggiunte di latte artificiale. La filosofia alla base del sostegno all’allattamento materno è che la PRIMA COSA da fare è di aumentare le poppate, continuare o ripristinare o incominciare le poppate notturne, e verificare che ci sia un incremento di peso. Magari con l’aiuto di una Consulente Professionale di Allattamento Materno IBCLC.

 Ho una bimba di 5 mesi e mezzo allattata al seno dalla nascita. E’ sempre cresciuta bene ma nell’ultimo mese ha preso solo 300 g. Ora pesa 7 chili. Il pediatra mi ha consigliato l’introduzione di una pappa al giorno ed eventualmente fare una aggiunta di latte.Ho iniziato a darle la pappa e la gradisce moltissimo ma penso anche di avere ancora latte e non riesco a spiegarmi come mai la bimba sia cresciuta così poco visto che succhia molto e spesso e poi è tranquilla. Volevo sapere anche se dopo la pappa le devo dare l’acqua(e quanta al giorno)o il seno come sto facendo ora.
E’ possibile che la bambina abbia avuto un’infezione virale che in una settimana o due ha arrestato la crescita – evidenziatasi poi come scarsa al controllo mensile (con un valore assoluto cmq buono).
Mentre la pappa è gradita alla piccola e quindi offrirgliela equivale a *rispondere* a una chiara esigenza del suo organismo e completarla con la poppata soddisfa la sete, darle l’aggiunta di latte artificiale creerebbe una inevitabile interferenza con la funzione lattea e una precoce fine dell’allattamento.

 Ho un bambino di 3 mesi e mezzo. Quando e’ nato era kg 4,040, si e’ attaccato dopo mezz’ora al seno, ma poi mi hanno portata in sala operatoria per una sutura, mi hanno fatto l’anestesia totale e quindi me l’hanno fatto attaccare dopo piu’ di 10 ore. A quel punto non riusciva ad attaccarsi se non dopo molti tentativi perche’ ho il seno grosso e molto morbido e i capezzoli piccoli e piatti.Mi hanno fatto usare i paracapezzoli poi mi hanno detto di non usarli, gli hanno dato una giunta e poi me l’hanno negata,mi hanno dimesso dopo 2 giorni, con febbre,ferite dolorosissime, l’intestino che non si e’ svuotato per 10 giorni e mi dava dolori pazzeschi. Non ho avuto una vera e propria montata, ma il bimbo dopo il primo decremento di 400 g ha ricominciato a crescere 150 g alla settimana.Lo tenevo sempre attaccato.A un mese la pediatra mi ha detto che doveva fare al massimo 7 pasti, dopo un po’secondo lei era cresciuto poco(600 g in un mese) mi ha detto di tenere in casa il latte per eventuali crisi di fame. Gliel’ho dato subito perche’ non riusciva ad arrivare alle 4 ore, piangeva disperato e io piangevo con lui e contavo i minuti. Non e’ giusto…comunque poi il mio latte e’ diminuito moltissimo, io mi sono data da fare per cercare soluzioni (la pediatra mi ha detto che era un processo inevitabile e che la giunta non c’entrava niente). Ho trovato il vs sito e ho capito quanto avevo sbagliato. Ho ricominciato ad attaccarlo sempre, ho diminuito la giunta, da 180 grammi totali ieri sono arrivata a 20 g e il mio bimbo l’ha rifiutata!!!il mio latte è aumentato molto, di notte ne tiro un tot di 200 g circa che gli dò con il bibe durante il giorno dopo le poppate. Ieri la pediatra l’ha trovato benissimo, e’ cresciuto 1 kg in un mese. Non le ho detto che non gli davo piu’ la giunta. Adesso vorrei sapere: quanto devo continuare con il tiralatte? basta diminuire gradualmente le giunte con il bibe normale o devo usare per forza un metodo alternativo? il bimbo succhia bene ma spesso si appisola e non so quanto latte possa assumere in dormiveglia. Inoltre da qualche giorno la sera piange molto, si stacca/riattacca dal seno, inarca la schiena, ha rigurgiti, salivazione e le mani sempre in bocca. Pesa 6,500 kg , dorme 5/6 ore di notte e pochissimo di giorno. E’ tranquillo, molto sorridente, fa 5/6 pipi al giorno e anche 3 popò abbondanti.
Complimenti per la tenacia con cui ha portato avanti il suo allattamento – in pratica ha fatto tutto da sola e contro quanti ostacoli!
Dunque, basta che continui gradualmente a diminuire la giunta compensando con una poppata via via più lunga (spostandolo da un seno all’altro per svegliarlo, facendo contatto pelle-pelle, portandoselo nel lettone per farlo succhiare la notte). In tal modo la notte se ne tirerà sempre meno – avrà il tiralatte ‘naturale’!
Il comportamento serale è legato probabilmente a RGE (Reflusso) di cui c’è a sufficienza nelle FAQ.

 Ho una bambina di tre mesi che allatto esclusivamente al seno; nell’ultimo mese è cresciuta solamente di 100/120 a settimana, contro i 180/220 a settimana nei primi due mesi. La bambina al momento della poppata è molto irrequieta e quando arriva il picco di latte si sposta piangendo, poi quando si riattacca ho notato che succhia male producendo un schiocco con la bocca,penso che questo modo di succhiare abbia fatto diminuire il mio latte.La bimba ha sempre preso solo un seno per volta ogni 3/4 ore a volte anche 2 ore e ogni 5/6 ore la notte, e la durata della poppata dura solo 5/7 minuti.Cosa posso fare per riabituarla a succhiare bene,e aumentare il mio latte? La mia pediatra vuole che integri il mio latte con quello artificiale, ma io vorrei darle solo il mio.

La descrizione della poppata ‘disturbata’ mi fa pensare a una calata troppo vivace – cui la bimba risponde allontanandosi. Oppure a un problema interno cioè un RGE (Reflusso ) di cui c’è parecchio nelle FAQ. Nel primo caso occorre mettere le dita ‘a sigaretta’ intorno all’areola o allattare supina, con la bimba prona su di sè. Il latte riaumenterà spontaneamente a miglioramento delle condizioni in cui la bimba succhia (o aiutandola per il RGE come descritto), eliminando la necessità di pericolose aggiunte di artificiale – che sicuramente porterebbero a una minore produzione di latte.

 Mio figlio nato di 3.6 Kg e dimesso con un peso di 3.380 Kg ha oggi 3 mesi e 12 giorni con un peso di 6.0 Kg. Il mio pediatra vista la scarsa crescita nell’ultimo mese (non più di 140 gr a settimana) mi ha fatto introdurre il latte artificiale arrivando a sostituire con esso tre poppate su sei al giorno. Ora il mio piccolo non mangia con appetito nè il biberon con il latte artificiale nè il latte dal mio seno. Lui si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto. Le altre poppate artificiali e non le fà con enormi difficoltà, a volte piangendo, dimenando le gambette, inarcando la schiena e a volte solo interrompendosi a 90 gr (a fatica riesco a fargli assumere alti 40/50 gr) e con mio grandissimo stress. Spesso dato che non si attacca al seno tiro il latte e glielo dò al biberon. Cosa pensa lei di questa situazione? Lorenzo nel resto della giornata è un bimbo allegro, attivo anche se fà frequenti pisolini ed è molto sereno. La notte dorme circa 6 ore di seguito e dopo la poppata mattutina si riaddormenta. Mi aiuti a capirci di più e se le è gradito mi dia il consiglio di un’esperta qual è lei.
Il bambino sta chiaramente mostrando a) di non volere il biberon e b) di non volere altro latte, sia artificiale che materno. Le proteste alla imposizione di volumi calcolati teoricamente sono ulteriore segno che il bambino non ha tutto questo bisogno di alimentarsi se, come sappiamo, lui è capace di decidere per sè – lo ha fatto finora, cosa dovrebbe impedirglielo adesso? Inoltre penso che una crescita di 140 a settimana sia adeguata e che ciò che ha destato la preoccupazione, per me infondata,nel collega è il fatto che abbia “incrociato” una curva percentile (Curve di crescita OMS ). Voglio però andare oltre. Se infatti lei mi dice “si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto” questo potrebbe significare che il seno sia sottotarato rispetto alle esigenze del bambino nell’arco delle 24 ore – da quanto tempo il piccolo ha preso a dormire la notte con gran piacere vostro e plauso degli altri? o i pisolini diurni gli fanno ‘dimenticare’ di poppare, mentre lei è più indaffarata? ecc. Tale caso è facile da verificare: provando a offrire più spesso il seno, si attiva una maggiore disponibilità di latte, la cui produzione si risetta a livelli maggiori in 48 ore circa. Offrire il seno la notte, nel dormiveglia del piccolo tenuto nel lettone, può coprire il 20% del fabbisogno giornaliero complessivo. Se dopo una settimana o due così la crescita risale, allora voleva dire che ce n’era bisogno!

 La mia bimba ha quasi 2 mesi e mezzo ed ha sempre preso circa 200 gr a settimana allattandola esclusivamente al seno.Questa settimana ho notato che ha preso solo 60 gr. La pediatra mi ha consigliato di fare la doppia pesata e se non prende almeno 120 gr da me, dovrei dare la giunta per la differenza. Ho fatto la prova e la mattina prende 150 gr (ho il seno molto gonfio di latte) verso sera solo 70/80 gr.L’ostretrica al consultorio invece mi ha detto di continuare solo col mio latte perche’ puo’ capitare una settimana in cui cresce meno. Lei cosa ne pensa? Ieri sera l’ho allattata ma si staccava continuamente dal seno e piangeva disperata. Alla fine ho ceduto e dando la giunta si e’ calmata…
Penso che delle settimane ‘no’ possano capitare e che la maggior parte sono dovute a scarsa stimolazione del seno da parte dei bambini (per i motivi più vari); i quali poi si agitano trovandosi davanti a un seno meno generoso. La risposta giusta consiste nel fare un grosso respiro, un bagno caldo, una seduta in contatto pelle-pelle insomma qualsiasi altra cosa serva a rilassarsi per *meglio ovviare* al nervosismo della bimba e pazientemente ricondurla ad attaccarsi al seno, fosse anche nell’arco di un paio di giorni. Insomma, bisogna rientrare in un circolo virtuoso di calma che permette anche meglio al latte di scendere – cosa che può anche fare applicando le compressioni al seno (vv Link del dr. Newman). Ma di certo la risposta giusta *non può* essere quella della giunta – e per di più in prima battuta, dopo solo una settimana di scarsa crescita e sulla base della doppia pesata.

 Ho tre figli di 10 e 8 anni e 2 mesi. Mio figlio di due mesi, alla 5 settimana era cresciuto solo 130 gr in 10 gg e la pediatra mi ha detto di dargli due/tre aggiunte di 60 gr. Glielo ho date e intanto però lo attaccavo al seno continuamente:è cresciuto di 300 gr (!) in una settimana. Allora ho diminuito le aggiunte ma di nuovo è aumentato di 130 gr in 11 giorni. La pediatra mi ha detto di aumentare quantità (75 gr) e volte (4) delle aggiunte. In questi giorni ho cercato di attaccarlo al seno continuamente ma non ho l’impressione che il latte aumenti, anzi, al pomeriggio lo sento proprio vuoto e il bambino spesso si innervosisce. Posso riuscire a recuperare il latte? come devo fare? quanto tempo ci vorrà?
Io vorrei riuscire ad allattare esclusivamente al seno, ma anche con la prima (10 anni) e il secondo (8 anni) ho allattato solo fino al 2°mese.

Il fatto di aver allattato anche i primi due solo due mesi probabilmente non è segno di una produzione difettosa di latte da parte sua. E’ invece il frutto degli stessi errati consigli : dare l’aggiunta. Se infatti la crescita di un bebè non è soddisfacente, la risposta giusta è quello di attaccarlo giorno e notte, al minimo segno di richiesta o desiderio (niente ciucci o tisane). Ogni loro desiderio a questa età soddisfa un bisogno. I seni appariranno vuoti inizialmente e sempre inizialmente il bambino si innervosirà. La produzione di latte è *in corso* e il bambino sta *lavorando*. Qualsiasi interferenza rallenterà il suo lavoro e determinerà il passaggio alla sempre più crescente somministrazione di artificiale.

 Il mio bambino ha 4 mesi,l’ho allattato in modo esclusivo solo il primo mese e mezzo e anche allattarlo in modo misto è stata una sfida. Mi sono fatta aiutare da una consulente segnalata sul Suo libro (è stata fantastica) e ho fatto di tutto…il contatto pelle pelle,mi sono tirata il latte e lo davo con la siringa,attaccavo in continuazione il bambino… Alla fine il traguardo è stato quello di allattarlo con il mio latte al 60%. Fortunatamente è uno di quei rari bambini che continuano a preferire il seno al biberon, infatti nei mesi la percentuale di latte materno che assume è rimasta tra il 50 e il 60% del totale e ancora oggi a volte piange quando gli dò il biberon. Il pediatra mi ha detto che ora è meglio che inizi a svezzarlo e a passare gradualmente al latte artificiale in modo totale e tutte le persone intorno a me sono d’accordo con lui.Il pediatra dice che un allattamento misto ha benefici molto relativi per il bambino.

Veramente il latte materno e l’allattamento rispondono al principio dose/risposta, un pò come i farmaci: più ci si avvicina al dosaggio giusto, migliori sono i risultati. Tanti studi infatti evidenziano che i benefici sono massimali per gli allattamenti esclusivi, assenti per i non allattamenti d intermedi per gli allattamenti misti – cosa da non disprezzarsi.

 Ho allattato la mia bimba di 6 mesi fin’ora ma adesso mi rendo conto che il mio latte non le basta più nonostante l’abbia già svezzata (di notte prima si svegliava 1 volta ora siamo a 3 volte per notte). Il problema è che non ne vuole sapere nè del latte artificiale nè del biberon, ho provato diverse marche sia di latte che di tettarelle, ho provato anche con i l bicchiere da cui beve benissimo l’acqua ma il risultato è il più completo rifiuto. Non so proprio come fare in quanto credo sia giunta l’ora di passare all’artificale ma ho questi grossi problemi.

I risvegli notturni che riprendono più frequenti a sei mesi non indicano poco latte :-) Essi sono il mezzo che ha la bambina di continuare ad assumere il latte migliore che c’è (quello della sua specie) anche dopo l’introduzione della pappa. Il latte artificiale non è , ripeto non è, un passaggio obbligato. Se ci sono altre esigenze da coniugare (mancanza di sonno? lavoro?) è il caso parlarne con una Consulente IBCLC.

 Ho un bimbo di 3 mesi e mezzo,alla nascita pesava 3.180gr, attualmente pesa 8.180gr. So molto bene che fino a questo momento è cresciuto splendidamente ma da 2 settimane il suo peso non varia e non evacua feci se non con con un sondino e le sue feci sono verde scuro e molto vischiose. Comunque bagna almeno 6 pannetti al giorno con pipì abbondanti.La mia pediatra mi ha prescritto dei fermenti lattici (lactobacillus reuteri) e mi ha detto di aspettare.La mia domanda è: può essere che il mio latte non sia più sufficiente e il mio bimbo possa avere bisogno di una aggiunta di latte artificiale?
E’ molto difficile che un latte che abbia funzionato prima diventi ‘improvvisamente’ inadeguato. Il motivo per cui un bambino non cresce è legato *al bambino* nella maggior parte dei casi e non alla madre.
Le ragioni sono varie (raffeddore, dentizione, infez. intestinale, vaccinazione ecc) e comportano che il bambino succhi meno. Altre ragioni sono le poppate in meno che una mamma fa perchè ha ripreso a dedicarsi alla casa, a organizzare un battesimo o un trasloco (lei non menziona l’uso di succhiotto o tisane che pure dilazionano le poppate). Tutte queste ragioni comportano l’assunzione di meno latte e quindi ridotte evacuazioni: i bambini non vanno stimolati (nessun gastroenterolgo lo approva) nè sondati. Non si tratta infatti di stipsi (cioè emissione di feci dure). Quando popperanno di più evacueranno. L’uso dei probiotici per la stipsi non ha avuto sufficienti indicazioni scientifiche al momento (dic 2011). Anche perchè è il latte umano già possiede prebiotici che aiutano lo sviluppo dei probiotici!!!!!!!!!! Cosa fare dunque: provare ad attaccare di più il piccolo al seno, tenendolo in braccio, facendo contatto pelle-a-pelle, tenendolo nel lettone la notte, indossandolo in una fascia. Appena le poppate aumenteranno, la crescita riprenderà e le feci si normalizzaranno.