A richiesta

 F. HA 4 MESI. FINO AD UNA SETTIMANA FA POPPAVA SEI VOLTE, A VOLTE ANCHE SETTE. DA QUALCHE GIORNO NON RIESCO A FARGLI FARE UNA POPPATA COMPLETA DURANTE IL GIORNO. MANGIA MOLTO A FINE GIORNATA CON 2 POPPATE RAVVICINATE (19 – 21 CIRCA), POI INTORNO ALLE 2,30 A.M. + UN’ALTRA ALL’ALBA. POI SI ATTACCA PIù VOLTE MA AL MASSIMO PER TRE MINUTI! LA DOMANDA E’: è NORMALE? QUANTE SONO LE POPPATE CHE DI MEDIA DOVREBBE FARE ALLA SUA ETA’? DIFFICILE TROVARE RISCONTRO ALTROVE…TUTTI SEMBRANO ESSERE OSTILI ALL’ALLATTAMENTO NATURALE!
E’ normale, se il bambino cresce normalmente. Le poppate variano da bambino a bambino, con una media fra le 6 e le 12 poppate per 24 ore. Quando cominciano a distrarsi (4-5 mesi) tendono a fare poppate più brevi.

 Ieri mia figlia di 9 mesi che pesa kg. 8.920 (alla nascita kg. 2950) ha effettuato il controllo pediatrico. La bambina da circa 3 mesi ha iniziato lo svezzamento e ora mangia la minestrina/semolino/crema di riso con carne, pesce o rosso d’uovo a pranzo e con i formaggi la sera e per il resto della giornata il mio latte ( a richiesta anche se la pediatra dice che deve fare 4 pasti al giorno.L’ultimo mese è cresciuta 400 gr. e il medico ha detto che deve prendere almeno mezzo litro di latte al giorno e per essere sicura di questo devo effettuare la doppia pesata per 3 o 4 giorni riferendole poi il tutto.
Premetto che non sono riuscita a pesarla perchè chiaramente la bambina ad ogni movimento sballa tutto il peso. Ma è proprio necessario tutto questo stress?

No, non è affatto necessario. Dato che nel secondo semestre la crescita media si aggira dagli 85 ai 140 g a settimana (a differenza dei 100-200 g a settimana dei primi 6 mesi) la crescita della bimba è più che adeguata e di conseguenza la quantità di latte che sta assumendo, e che lei continua saggiamente a offrire guidata o su indicazione della bimba (o a libera domanda come si diceva prima).

 La mia piccola è nata 6 gg fa, la montata lattea è arrivata in seconda-terza giornata. Da ieri i sei sono meno gonfi però mi sembra di avere latte (ogni tanto sgocciola anche spontaneamente dal capezzolo). Il “problema” è che mentre di giorno dorme anche 4-5 ore di fila (cosa che a dir la verità mi preoccupa un pò temendo che sia troppo stanca per svegliarsi e piangere) di notte rimane quasi sempre sveglia ed ho l’impressione che voglia in continuazione attaccarsi al seno (tira fuori la lingua si agita). Io l’attacco ma poi si addormenta quasi subito la stacco la tengo 10-15 minuti in braccio ed appena la rimetto nella culla si risveglia e o piange o comunque si agita e tira fuori la lingua…quindi ricomincio tutto da capo. La cosa mi sfinisce sopratutto psicologicamente perchè ho paura di non avere un latte di qualità. La cambio circa 3-4 volte durante la notte e 2-4 volte durante il giorno .

Questa condotta è perfettamente normale: i primi giorni e soprattutto settimane corrispondono alla massima crescita di un individuo in *tutta* la vita. E’ logico che, essendo il latte umano un alimento leggero e altamente digeribile, la richiesta sia continua. E per questo che si raccomanda di tenere i neonati nel lettone: loro si nutrono, e la mamma riposa. Poi se di giorno dorme tanto, ne deve approfittare anche lei:-)
Se parla con altre mamme “che allattano con successo” però, troverà modo di non avvilirsi psicologicamente, anzi si sentirà confermata. E’ molto importante frequentare, se possibile, dei gruppi di mutuo aiuto fra mamme, come ne esistono in tante città.

 Il mio secondo figlio che sto allattando al seno a richiesta, ha 3 settimane mangia ogni 2 ore; i ritmi per me sono molto serrati anche perchè il suo timer non comincia da quando ha terminato la poppata, ahimè…ma da quando l’ha iniziata. Ha qualche consiglio da darmi?
L’allattamento guidato dal bambino (a richiesta) va innanzitutto guardato attraverso gli occhi del bambino. Per come è il suo stomaco, il latte specifico che ha davanti (il suo)e il suo modo di succhiare, questo è il risultato *migliore* che sa tirar fuori. La grande stimolazione del seno nelle prime 6 settimane dà le migliori garanzie di allattamento efficace e duraturo – quindi di una strada in discesa per i mesi a venire. Il segreto per riuscire a riposare è:
– chiedere aiuto per tutte le altre attività, sia pure per poche settimane (o giorni)
– delegare l’accudimento del grande a parenti, tate, nonne (almeno per un pò)
– dormire col piccolo nel lettone: lui fa il self-service e la mamma riposa (almeno la schiena)
– dormire quando il piccolo dorme (e perciò vv primi due punti)
– allattare sdraiata tutte le volte che può
– cercare sostegno in un gruppo di mamme che allattano anche esse (con efficacia), presso una Consulente ibclc, presso un pediatra amico dell’allattamento.

 Ho una bimba di 3 mesi oggi ed è allattata in modo esclusivo (5 poppate al giorno). Alla nascita pesava 2.860 Oggi pesa 5.055. Due settimane fa sono andata dal pediatra e pesava 4.820. Ciò significa che a fronte di un aumento buono (quasi 200 g a settimana) nei primi due mesi e mezzo nelle ultime due settimane è cresciuta solo 117 g a settimana circa. E normale? Non è che il mio latte non è più sufficiente alla sua crescita?
Se la bambina ha libero accesso al seno, di giorno (ma anche di notte, dormendo in prossimità della mamma) senza uso di ciucci/tisane e senza tirare l’orario ed è soddisfatta, questo è quanto ha ‘scelto’ di crescere – quindi va bene.

 Mio figlio che compira’ 3 mesi fra pochi giorni sembra avere sempre fame, allatto esclusivamente al seno ed e’ un po’ di giorni che se non e’ attaccato al seno, allora si ciuccia voracemente le mani. Alla nascita pesava 3450 dopo il calo fisiologico 3.175, ora pesa 5.600 per ora e’ sempre cresciuto piu’ di 200 kg. E’ normale pero’ adesso questo attaccamento morboso al seno ?
La voglia di raggiungere il proprio individuale obiettivo di crescita – non il nostro espresso in g a settimana – è ciò che guida un bambino. Sono straordinari gli strumenti di cui la natura dota un bambino che non può ovviamente aprire bocca e dire “Ho ancora fame”. E questi sono il suo orientamento netto, luminoso, poco incline a compromessi, la sua decisione e caparbietà nel raggiungere l’intento, insomma il suo comportamento che comunemente – ma anche un pò offensivamente – viene definito ‘morboso’. Si rallegri e lo assecondi: ha un bambino normale.

 Mio figlio ha compiuto da poco 3 mesi, pesa oltre 7 kg . Il suo peso è aumentato di 400-500 g a settimana fino ai 2 mesi e mezzo, ora sono circa 10 giorni che ha nasino intasato e tosse, curati con aerosol e sotto controllo pediatrico. Da una settimana circa ho la sensazione che il bambino mangi meno, l’intervallo tra le poppate è sempre maggiore (3-4 ore contro le 2 ore e mezza di prima) e mi accorgo che dopo 5 minuti di suzione non è più interessato al seno, anzi piange quando lo avvicino. Il mio seno rimane pieno e spesso devo ricorrere al tiralatte. La cosa che mi preoccupa è che pianga quando lo avvicino al seno, ha sempre mostrato molto interesse per il seno, anche solo per succhiare (non prende il ciuccio).
Il bambino si sta assestando – crescere 400 g a settimana non è più suo obiettivo – anche perchè continuando così oltre i 3 mesi i bambini … lievitirebbero. Segua la sua guida, il seno si deve adeguare alla richiesta dei bambini – quando chiedono di più ma anche quando chiedono di meno.

 Ho una bimba di 4 settimane allattata solo al seno. Dorme di notte in media tra le 6 a volte anche 8 ore filate, la mattina quindi facciamo anche 3 poppate a distanza molto ravvicinata anche meno di un ora perché è affamata: può farle male? la pediatra mi dice che devo aspettare di più perché il suo stomaco lavora troppo ed per questo che ha tante coliche al pomeriggio. Cosa mi consiglia?
I lattanti hanno la potenzialità di auto-regolarsi e così la piccola, dopo aver dormito tanto, decide che deve recuperare. Non so dove dorma: i bambini che dormono in prossimità della mamma tendono a non fare tante ore di fila e si svegliano per attaccarsi al seno, distribuendo la loro fame più regolarmente nell’arco delle 24 ore. Lo stomaco del neonato è *programmato* per lavorare spesso dato che l’alimento che riceve – il latte umano – è l’alimento più digeribile che esista (viene utilizzato anche per adulti gravemente ammalati). Le coliche pomeridiane hanno molta probabilità di essere causate da altri motivi: un po’ di rigurgito abituale del lattante (rge), stress di fine giornata, richiesta di contatto fisico – non si tratta necessariamente delle classiche coliche del lattante.

 Sono la mamma di un bambino di un mese che pesava 4 kg alla nascita, 3.850 alla dimissione e 5.180 ad oggi. Lo allatto a richiesta e dorme tutta la notte mentre di giorno non tira mai più di 2 ore (anche meno la sera) ho fiducia in questo metodo ma mi chiedo, è normale che il mio bimbo voglia stare attaccato anche mezz’ora per parte tutte le poppate (anche di più la sera)? Tra l’altro mangia per tutta la poppata e non si addormenta mai. Quando si auto-regolerà a ritmi meno serrati?
Allattare a richiesta o “su indicazione” di un bambino significa farlo secondo le sue esigenze, il suo impulso e desiderio. Solo così del resto questo bambino nato grosso può permettersi di dormire tutta la notte (vv anche domanda di sopra) e solo così è potuto crescere quasi 1.4 kg in un mese. Lei è perplessa perché viviamo in una cultura che dà molto valore al (basso)numero delle poppate, i minuti che durano e gli intervalli (preferibilmente lunghi). Vero è che nella giornata non si ritrova molto tempo per fare altre cose, ma la notte lei dorme il mitico sonno senza interruzioni. Improvvisamente quanto imprevedibilmente i ritmi potranno anche diventare più dolci.

 Mio figlio ha quasi un mese ed e’ cresciuto più di 1 Kg in un mese, da 3.715 Kg alla nascita e calo di circa 200 g, ora è 4.730 Kg. Oggi mi hanno detto al consultorio che e’ cresciuto troppo le ultime due settimane (sopra i 300 g) e che devo ridurre le poppate da 8 a 5-6. Lui nelle ultime settimane è molto nervoso, piange subito dopo la poppata, piange per crampi e per chissà cos’altro. Mi hanno detto che il troppo mangiare lo porta a essere cosi perché fa fatica a digerire e si crea aria in pancia. Sarà difficile tenerlo calmo per farlo mangiare ogni 4 ore, anche perché dorme poco, ma ci proverò. Lei cosa ne pensa, dato che dalle risposte mi pare di capire sia un sostenitore dell’ allattamento a richiesta?
Penso infatti che sia illogico e controproducente limitare il numero di poppate in generale e ancora più a un mese di vita. Fare questo nel periodo della “calibrazione” della produzione di latte, cioè le prime 4-6 settimane, comporta il rischio di far ingorgare il seno prima e di ridurne la produzione di latte dopo. Il bambino non sta mangiando troppo, mangia quello che gli serve e il mal di pancia può essere alleviato offrendo solo un seno a poppata, che comporta dare via via meno latte ma di qualità diversa.

 Sono la mamma di un bambino di 41 giorni allattato al seno. Alla nascita pesava kg 3.050. Ora pesa 5.250 kg. Mentre alle dimissioni dell’ospedale mi avevano raccomandato di allattarlo a richiesta e in modo esclusivo, dopo dieci giorni il pediatra mi ha detto di sopprimere le poppate notturne perché, a suo dire, affaticavano lo stomaco del piccolo, e di sostituirle con un biberon di camomilla. Ho obbedito per una sola notte poi ho lasciato perdere perché il piccolo era irrequieto e piangeva e non mi sembrava giusto togliergli la consolazione del seno. Ho conservato, però, l’abitudine di dargli, prima delle poppate, 30 ml di tisana al finocchio perché il dottore riteneva che il mio bambino ingurgitasse troppa aria e avesse bisogno di un aiuto per espellerla. Ora, l’ultima prescrizione del pediatra riguarda la durata delle poppate. Dice che il bimbo è molto paffuto e soprattutto è ancora gonfio di aria perciò mi ha imposto di dargli poppate a distanza di tre ore e che non durino più di dieci minuti (cinque per seno). L’idea di allattare con l’orologio e staccare il bambino prima che abbia finito semplicemente mi angoscia. Amici e parenti insinuano che questa dell’allattamento a richiesta sia una mia ossessione e non un’esigenza reale del bambino. Sono preoccupata e soprattutto temo di sbagliare rifiutandomi di ascoltare il pediatra. Preciso che ho eliminato anche le tisane, che il bimbo non prende il ciuccio e che cerco di allattarlo davvero a richiesta (ma devo farlo quasi di nascosto perché mio marito, genitori e suoceri mi dicono che sbaglio). Che devo fare?
Il senso dell’allattamento esclusivo è legato al fatto che più frequentemente (nel linguaggio scientifico non si può dire *sempre*) si associa a un allattamento efficace per la madre e alla crescita ottimale per il bambino. Le cui esigenze di seno possono essere di fame, di consolazione, di accompagnamento al sonno, cui la madre è biologicamente portata a rispondere. Le tisane interferiscono in questo processo e il cosiddetto “gonfiore” dei lattanti a crescita rapida si ridimensiona dopo il primo anno. Che il bimbo non prende il ciuccio non deve meravigliare: i piccoli sanno bene quello che vogliono (altri si adattano semplicemente). Mi spiace che lei debba nascondere la sua attività di nutrice . Perché non si fa accompagnare da suo marito a un colloquio con una Consulente IBCLC? Le suggerisco inoltre di cercare un pediatra con cui condividere dubbi e perplessità, non un padre padrone cui ‘obbedire’: nell’alimentazione dei bambini e nella pratica dell’allattamento le esperte sono le mamme, in quanto titolari dell’esperienza.

 S. ha 7 mesi peso alla nascita 3.270 ora e’ circa 8kg.allattata esclusivamente e assiduamete al seno finoalla fine del quinto mese poi ho iniziato con fruttae via via pappa a mezzogiorno e da 2 settimane, questa e’ la terza anche a cena.. ho seguito i vs consigli x l’allatamento,ma ora mi ritrovo con la bimba che praticamente dorme solo se prima ciuccia il mio latte e cmq si fa 30 miuti di pisolo..x lo piu’ in braccio…come faro’ quando dovro’ andare a lavorare cioe’ tra 2 mesi?mi spiego io le do’ ancora spesso il seno nella giornata mediamente 4/5 anche 6 volte, ma quando non ci saro’ come mi devo organizzare e riuscira’ la nonna a farla dormire in maniera indolore visto che non ci sara’ il mio seno?—forse non dovrei chiedere a lei consiglio…ma credo che questo sia un po’ la conseguenza dell’allattamento a richiesta…come accontentare le richieste quando non ci siamo…e non parlo solo di sfamare ma del contatto, il calore la consolazione che da’ il seno….la piccola ha gia’ 2 dentini e di notte si sveglia ancora almeno 2 volte…
Lei mi sta facendo un’ottima domanda. Cioè mi sta chiedendo se sarebbe meglio privare anzitempo la bambina, *approfittando* della sua immaturità de “il calore e la consolazione che le dà il seno” e – aggiungo io – del senso di fiducia nella madre (nel mondo ) durante la fase più veloce e delicata di crescita cerebrale della vita di un individuo noncè della  formazione della sua personalità (e felicità?). Anche se questo è quello che vediamo accadere comunemente non vuol dire che sia la pratica più giusta. Con la sofferenza non si è mai educato nessuno. Neanche gli altri mammiferi lasciano deliberatamente piangere i loro cuccioli senza necessità, pur sapendo che in epoca successiva dovranno lasciare la tana per cacciare (mentre alcune madri se li portano sempre appresso in groppa, vv le grandi scimmie). Dunque se la bambina protesta quando percepisce il vuoto della sua boccuccia, ciò vuol dire che è stata *programmata* perchè quella bocca venga riempita da un organo che è stato progettato allo scopo – anche nel 2008. Che fare dal punto di vista pratico? intanto S. avrà 9 mesi e sarà più attrezzata a capire il distacco, cioè a riaffigurarsi la mancanza della madre che a 7, 5 o 3 mesi. Poi sarà ben capace di adattarsi ad un’altra figura familiare di accudimento (la meravigliosa nonna), che troverà modi diversi di confortarla e accompagnarla al sonno (cullandola, passeggiandola, accarezzandola ecc). Infine lei avrà la potente arma di consolazione del suo seno, che avrà la possibilità di offrirle ancora quando rientrerà dal lavoro, la notte e i fine settimana – e le pare poco?

 Ho una bimba di 3 mesi, cresciuta di ben 1kg al mese dalla nascita, grazie a una media di 10 poppate al giorno. soffre ancora di coliche e la pediatra ha consigliato di introdurre una pausa di 3 ore tra una poppata e l’altra per non intasare il suo intestino e la somministrazione di tisane per superare queste pause. Ho però notato che bevendo i 30ml di tisana in tali pause, la bimba arriva con meno appetito al pasto, arrivando così a prendere meno peso a fine settimana. Inoltre non ho notato miglioramenti a livello di coliche. Devo tornare ad allattarla a richiesta?
Vedo che è arrivata alla risposta giusta da sola. L’intestino dei bambino non si può intasare col latte materno: sono infatti progettati biologicamente l’uno per l’altro. Le coliche hanno molte altre cause: bisogno di essere portati in braccio, di essere fasciati (dalla vita in giù), fumo materno?, RGE (vv FAQ), ecc

 La mia bimba ha 4 mesi,mangia il mio latte e cresce(5800kg oggi,alla nascita 2860kg),ho però un dubbio,da circa 2/3 settimane continua a portarsi le manine in bocca,leggendolo come un segnale di fame l’ho sempre fatta attaccare,ma la cosa non cambia.il ciuccio lo sputa anche perchè ho cominciato a proporglielo tardi e poco.possono essere i dentini,o non è mai sazia…
E’ un segnale di bisogno di soddisfazione orale: quanto sta attaccata al seno? le poppate sono veloci? la fa mai ‘ciucciare’ al seno tanto per? ci sono bambini che hanno più bisogno di ‘contatto’ che di cibo e forse sua figlia è una di questi. Un’altra possibilità è la compresenza di Rge (reflusso (vv FAQ), che causa questo tipo di comportamento.

 Sono la mamma di una bimba di 2 settimane e mezzo; vorrei chiedere se è normale che si alternino giorni in cui la bimba appare soddisfatta dopo le poppate, e giorni in cui per 5/6 ore succhia un pochino e dopo una pausa un un quarto d’ora richiede di nuovo il seno. Il pediatra mi ha consigliato un’aggiunta serale di latte artificiale; io non so se ho abbastanza latte o no, comunque la bimba fino ad ora è cresciuta bene.

Il fatto che la bimba cresca bene è la PROVA che non serve alcuna aggiunta di latte artificiale. La bambina deve poter guidare l’allattamento (i neonati sono competenti, come è scritto nel libro che ho appena pubblicato) e così facendo diventa responsabile della propria crescita. La mamma deve favorire questo comportamento – e lei lo sta facendo egregiamente – il pediatra deve “tenere le mani dietro la schiena”.