Tappe evolutive

 Mio figlio di 10 mesi e mezzo è molto precoce(cammina da solo,lo sto ancora allattando al seno)ed è molto attivo. Il mio problema è che di giorno dorme solo 30 minuti la mattina e 30 minuti di pomeriggio e a volte alte 30 in tardo pomeriggio. E’ normale questa cosa? perché quando è molto stanco rifiuta di addormentarsi? la notte si sveglia parecchie volte piangendo e si riaddormenta solo con la tetta. Un altro problema è che non beve acqua o tè solo latte materno e non prende il biberon. Con la tazzina riesco a fargli bere solo 2,3 sorsi. Come posso fare per farlo bere di più, considerando anche che vorrei svezzarlo definitivamente ?
Tutto ciò fa parte dell'”allattamento a richiesta”, tanto più intenso quanto più i bambini si immergono in attività fisiche che li portano lontano (gattonamento veloce, deambulazione, piccoli incidenti ecc) cioè li *allontanano dalla base*. Non vanno perciò considerati dei problemi ma semmai delle sfide :-) che i bambini più avanzati neurologicamente – i bambini allattati – pongono. Idem per i risvegli frequenti la notte, per i quali un buon incontro con una Consulente IBCLC può schiudere margini di miglioramento (leggi anche il capitolo sul sonno dei Allattare.net). Biberon: dato che i bambini allattati non hanno bisogno di acqua e tè (quale tè? come è stato deteinato? che zuccheri o sostituti vengono usati?) che semmai servono a compensare gli eccessivi carichi salini da latte artificiale/vaccino negli altri, è sufficiente quello che bevono dalla tazzina con beccuccio – miglioreranno crescendo e gli daranno il latte vaccino dopo lo svezzamento.

 La mia bimba di 18 mesi negli ultimi 15 -20 giorni mi chiede continuamente la “tetta” sia di notte che di giorno. Sinceramente non so che pensare, da una parte so che in queste due ultime settimane ha avuto ed ha tuttora una brutta tosse dalla quale non riesce a liberarsi e so anche che non l’ho più mandata all’asilo proprio a causa della tosse, asilo dal quale nel frattempo l’ho ritirata considerati i continui malanni avuti da settembre ad oggi [20 nov]. Pensando ad altri fattori contingenti non mi viene in mente altro, gli ultimi denti hanno “bucato” circa due settimane fa, non ha molto appetito ma ha sempre avuto periodi del genere, è molto lagnosa,la sera fa fatica ad addormentarsi, e la vedo un po’ impaurita per esempio si nasconde tra le mie gambe quando sente rumori che non conosce.La richiesta è diventata più pressante da quando dice “tetta” e riesce a chiedermelo esplicitamente.
In conclusione mi chiedevo se a suo avviso questa richiesta è da attribuirsi a malesseri fisici o più ad un maggiore bisogno affettivo o di attenzioni e se secondo lei va assecondata o in qualche modo limitata.

La richiesta di poppate più frequenti, quindi una “regressione”, fa da contraltare oltre che ai temi che lei ha menzionato, anche ai progressi nello sviluppo del comportamento. Per es. un avanzamento nell’area motoria che comporta un allontanamento maggiore della bimba (e quindi separazione, cadute, spaventi ecc) dalla base determina il bisogno di rassicurazione e di punti fermi che le poppate rappresentano. Ancora, le avventure di esplorazione diurna si rivivono la notte, causando risvegli e quindi ricerca della poppata rassicuratrice. E’ una fase. Detto questo sarà lei a decidere se assecondare o limitare questo comportamento.

 Il mio bambino di 3 mesi e 10 giorni allattato esclusivamente al seno è da 2 mesi che non fa più la cacca da solo,deve sempre essere stimolato con il sondino.Possibile che non ci sia un metodo meno invasivo,ho paura che il sondino renda il suo intestino ancora più pigro perchè all’inizio appena lo usavo la faceva subito,mentre ora devo stare lì 20 minuti prima che faccia effetto.C’è chi dice di mangiare cibi che aiutano l’intestino ma non hanno fatto effetto,ho provato anche a bere più acqua ma niente.Mi hanno detto anche di provare a dargli la pera cotta ma a me sembra un po’ presto e poi se non succede niente neanche con quella? non so più che fare ormai
Ma è *normale* che i bambini allattati al seno e che crescono non evacuino tutti i giorni dopo le prime sei settimane. L’intestino della madre e le sue funzioni poi sono del tutto separati da quelle dei lattanti: è perciò inutile assumere cibi ricchi di fibre o più acqua. Meno male infine che l’istinto l’ha fatta desistere dal dare la pera cotta …

 Mio figlio ha 13 mesi e non ha mai preso altro latte che il mio. Nei primi 3 mesi ciucciava di continuo, anche ogni mezz’ora, poi ha cominciato a richiedere a orari sempre più regolari. Fino al mese scorso faceva perlopiù 2 poppate al giorno, mattina e sera, ma negli ultimi tempi ha iniziato a chiedere il seno sempre più spesso, negli ultimi giorni attaccandosi anche 6-7 volte, inoltre dimostra un attaccamento esagerato nei miei confronti. Mi pare che il tutto coincida con un mio particolare periodo di forte stress e stanchezza,tra l’altro a settembre rientrerò a lavoro e l’unico distacco da me che lui ha “subito” in questi mesi consiste in un pomeriggio a settimana in cui lo lascio solo col papà. Volevo iniziare a inserire il latte vaccino per poter essere un po’ più libera e sostituire ad es. la poppata serale per concedermi qualche uscita. Pensavo che questa maggiore richiesta dipendesse da una diminuzione del mio latte, ma forse può dipendere dal fatto che lui avverte il mio nervosismo e il mio bisogno di riprendermi degli spazi…senza di lui?
Mmmh non so. Potrebbe essere come dice lei , o potrebbe essere vero anche il contrario, cioè che il bambino stia attraversando una fase dello sviluppo associata a un maggiore bisogno di poppare , come quando impara a camminare, correre ecc. a cui lei reagisce con ‘nervosismo’. Il latte vaccino potrebbe essere una soluzione efficace, sapendo però che la ricerca di seno non è solo bisogno ‘nutrizionale’ di latte, ma bisogno di sicurezza e contatto assolutamente compatibili con lo sviluppo emotivo di un bambino di (soli) 13 mesi.

 Sono mamma di un bambino di sei mesi, ho iniziato a dargli la frutta qualche giorno fa, da poco ho iniziato con la pappa di mezzogiorno, il mio latte stava scarseggiando. Il mio bambino mangia quasi volentieri sia frutta che pappa ma dopo ogni pasto completo vuole attaccarsi, è normale? devo attaccarlo oppure no? non si dovrebbe già sentire pieno con frutta o pappa?
Sì, è normale. Stranamente non viene mai spiegato alle mamme che, dopo aver riempito lo stomaco, il lattante vuole fare il pieno di ‘coccole’. In questo caso di latte che scarseggia ci sarà inoltre uno stimolo alla sua produzione.

 Mio figlio 9 mesi ha 6 dentini e durante le poppate notturne mi morsica provocando leggere ma dolorose lesioni. Come curare le ferite? Come fargli capire di modificare il comportamento?
Per aiutare la guarigione può applicare del latte spremuto ; per farlo smettere gli dia una leggera schicchera alla base del naso fra le sopracciglia e gli dica con dolcezza ma fermezza “no” !

 Ho una bimba di quasi tre mesi che che allatto al seno da quando è nata. La bimba cresce bene ; ora pesa circa 6 chili.Il problema è che non si scarica tutti i giorni,a volte passano anche 2 giorni.La scorsa settimana sotto consiglio pediatrico gli ho messo una supposta di glicerina perchè non faceva la cacca da 5 giorni.E’normale questa irregolarità?
Le scariche infrequenti sono fisiologiche dopo le prime sei settimane. I bambino possono non evacuare fino a 10 giorni se stanno bene e crescono. Non occorre fare alcuna stimolazione: che senso ha esporre la delicata mucosa rettale a irritanti quali glicerina in soluzione o supposte quando tutto funziona molto bene perchè il latte umano produce poche scorie?

 Mio figlio ha quasi 11 mesi ed in seguito ad un’influenza coincidente con l’uscita dei primi denti ha ripreso ad alimentarsi solo ed esclusivamente al seno senza accettare nient’altro. Il mio latte sarà sufficiente a nutrire un bambino di oltre nove kg?
L’allattamento esclusivo e a richiesta, anche dopo i 6 mesi raccomandati, rappresenta in situazioni speciali come la dentizione o una malattia, una *risorsa* preziosa e insuperabile. Il suo apporto nutrizionale e idrico permette ai piccoli di non perdere troppo peso, in attesa che la situazione si normalizzi. Anche se pesa oltre i 9 chili.

 Sono mamma di un bimbo di 5 mesi e 20 gg allattato esclusivamente al seno che fino ad una settimana andava di corpo da 2 a 4 volte al giorno. Poi per 4 giorni più nulla e come suggerito dal pediatra gli ho fatto un microclisma, e subito dopo il bimbo si è “liberato”. Da quel giorno però continua a non andare di corpo, se non pochissima quantità di feci emessa dopo una piccola stimolazione anale con olio…E sono 4 giorni…C’è qualcosa che posso fare per aiutarlo ad essere regolare ad esempio ingerendo cibi adatti?Legumi?Verdure?Il pediatra vuole che faccia un altro microclisma e che poi inizi con uno sciroppo ad azione “ammorbidente” sulle feci…è compatibile con l’allattamento esclusivo?Con lo svezzamento che farò a breve la situazione migliorerà?
Il bambino allattato al seno evacua frequentemente nelle prime 4-6 settimane. Dopo di che può farlo una volta al giorno o più giorni. Se sta bene può evacuare dopo molti giorni, anche 10. L’importante è che non abbia gonfiore addominale, non si lamenti e mangi come al solito, in poche parole sia sano e cresca. Per tale ragione la stimolazione meccanica o farmacologica non ha senso e disturba solamente il lattante. Né la dieta materna può influire: l’alimentazione materna è del tutto sganciata dalle funzioni dell’intestino del lattante.

Apparato digerente (coliche, stipsi, diarrea, sangue nelle feci ecc)

 Sono mamma di una bimba di 2 anni e 2 mesi…ancora felicemente allattata al seno…finora nessun problema ma un paio di giorni fa ha avuto un piccolo attacco di acetone e ovviamente in pediatria mi hanno detto niente latte….ma B. si attacca per addormentarsi e per consolarsi ( no ciuccio) quindi e’ davvero difficile farla resistere. Vorrei sapere, se possibile, se ci sono conseguenze negative vere per la bambina durante un attacco di acetone se continuo l’allattamento e soprattutto quanto dura solitamente e se può essere il primo di più casi oppure può essere sporadico.
Il cosiddetto “acetone” è un sintomo e non una malattia. Esso si produce tutte le volte che una malattia o disturbo interferisce con l’alimentazione dei piccoli e viene così a mancare substrato calorico glucidico. L’organismo passa quindi a utilizzare i grassi di deposito come fonte di combustione , producendo acetone nelle urine e nell’alito, oltre che altre sostanze. Meno male perciò che c’è il suo latte, così ricco di zuccheri (lo ha mai assaggiato?) altrimenti l’acetone sarebbe ancora più forte! E’ evidente quindi che la sospensione dell’allattamento non rappresenta la soluzione e che può continuare ad allattare fino a quando piacerà a voi due.

 La bimba ora ha 8 mesi e 7 gg e pesa 9,5 Kg. E’ ancora allattata a richiesta e mangia di tutto. Dalla nascita ha avuto 3 o 4 volte ragadi anali e 10 gg fa all’improvviso ha espulso feci dure con molto sforzo e dolore. Da quel momento si rifiuta di evacuare. Troviamo nel pannolino 1 o 2 palline dure e fa di tutto per trattenersi. La pediatra ci ha detto che finché ha le lesioni deve evacuare tutti i giorni feci molli e ci ha detto di farle un microclisma al giorno, di togliere patate e carote e farle mangiare zucchine e prugne ma B. mangia quotidianamente e abbondantemente zucchine,prugne e pere e le feci sono ugualmente dure.
Non vorrei farle interventi tipo stimolazione o microclismi perché ho paura che il suo intestino perda la normale peristalsi.

I microclismi sono formalmente sconsigliati dai gastroenterologi. Bisogna agire dall’alto. La causa non sembra essere la mancanza di fibre (come negli adulti), per questo aumentare prugne, zucchine ecc. non serve a molto.
Le dia ***, 3 bustine al giorno per qualche giorno poi a scendere fino a 1. L’intestino ha bisogno di ‘riabituarsi’ al passaggio di feci morbide, in modo da non trattenere – che è la vera causa della stipsi.

 Il mio terzo bambino ha 2 mesi, alla nascita pesava 3,450 kg, attualmente ne pesa 6,400 (ha preso 1,7 il primo mese dopo il calo fisiologico e 1,4 al secondo). Anche se sta crescendo a vista d’occhio, dopo pochi giorni dalla nascita ha cominciato ad avere coliche gassose che abbiamo affrontato con mylicon e fermenti lattici (e tanta pazienza…). Ora le coliche sembrano passate ma in compenso sta cambiando i suoi ritmi: mangia poco e spesso, ha frequenti rigurgiti, singhiozzi, spesso di giorno vuole dormire abbracciato…insomma abbiamo pensato al reflusso, ma la pediatra, forse perchè comunque la crescita è soddisfacente, non mi ha dato nulla per aiutarlo. Posso aspettare che il disturbo svanisca da solo o se persiste è meglio ricorrere a un antiacido?
Infatti non si tratta di ‘coliche’ ma reflusso gastro-esofageo sin dall’inizio (quanti fermenti lattici e mylicon riversati inutilmente nel bambino…). Che non necessariamente si associa ad arresto di crescita – anzi nei bambini allattati al seno non succede praticamente *mai* – un altro vantaggio misconosciuto del latte umano e dell’allattamento materno! Lei sta già alleviando il suo fastidio assecondando i suoi ritmi e confortandolo con l’abbraccio. Sulla necessità di usare rimedi farmacologici, ci sono parecchi suggerimenti già nel sito.

 Da circa una settimana sto prendendo una fibra alimentare(psyllogel)e volevo sapere se questa fibra può dare dei problemi al mio bambino di 4 mesi che allatto. Da quando assumo pssyllogel infatti mio figlio ha dei problemi nel fare la cacca. Potrebbe dipendere dalla fibra che assumo?
E cosa posso fare per aiutarlo a evacuare nel modo meno sofferente rispetto al micro clistere che il mio pediatra mi ha consigliato?

Il psyllogel non passa nel latte materno. La cosiddetta stipsi del bambino è probabilmente fisiologica (dopo le 6 settimane i bambini possono evacuare anche ogni 7 giorni, se stanno bene e crescono). I clisteri (e le suppostine di glicerina e i sondini) non fanno parte della cura di questa fisiologico rallentamento delle evacuazioni: nessun gastroenterologo vi fa ricorso. Il bambino può semmai essere aiutato a evacuare riattaccandolo al seno, cosa che stimola il riflesso gastro-colico, o massaggiandogli il pancino mentre gli solleva le gambe.

 Ho una bambina di 2 mesi che allatto esclusivamente al seno. Volevo sapere se così piccola può essere stitica perchè se il mese scorso si scaricava più volte al giorno da 15 giorni a questa parte si scarica con molta difficoltà. Una volta sono dovuta ricorrere a un piccolo clistere perchè erano 4 giorni che non faceva nulla. La mia alimentazione non è cambiata, cosa posso fare ?
La bimba può evacuare anche ogni 7 giorni (nella mia esperienza ambulatoriale arrivo anche a 10 giorni – dopo aver visitato i piccoli). La premessa è che stia bene e cresca. L’alimentazione materna non c’entra *in alcun modo*.

 Il mio bambino di quattro mesi allattato esclusivamente al seno (peso 8650 g)dal primo mese di vita ha manifestato i sintomi delle coliche. Gli ho somministrato il Milycon e i fermenti lattici senza successo e in seguito il colinox. La notte ha sempre dormito svegliandosi due volte per mangiare. Di giorno i sonnellini sono durati sempre circa 40 minuti perchè a mio avviso interrotti dal mal di pancia. Due settimane fa ha iniziato ad essere più insofferente, staccandosi dal seno piangendo mentre lo allattavo e svegliandosi di notte molto più spesso per le poppate. Gli è stato diagnosticato l’rge. Ora gli sto dando un antiacido più uno sciroppo anti reflusso. Possibile che abbia sempre avuto l’rge e non ce ne siamo mai accorti? e’ necessario che dorma “seduto” per evitare il reflusso?(attualmente dorme a pancia in giù) Com’è possibile che i suoi sonnellini si interrompano sempre dopo 40 minuti, cioè cosa succede nel suo corpicino dopo tale periodo?
Sì, probabilmente ha sempre avuto il rge e nessuno glielo ha mai diagnosticato anzi lo hanno curato per “coliche” somministrando farmaci inutili. Più che seduto, cosa che comporta un insaccamento dello stomaco, dovrebbe dormire inclinato a 30°: alzando il lettino o materasso e ‘imbragandolo’ in un lenzuolo extra che gli viene fatto passare fra le gambe e le cui punte vengono fissate ai lati del materasso con due spille di sicurezza. Va bene la posizione a pancia sotto, a patto che sia sorvegliato. Il sonno probabilmente si interrompe per la risalita in esofago del latte parzialmente digerito – ma sappia anche che i cicli del sonno dei bambini allattati al seno sono piuttosto brevi.

 Vorrei sapere se è possibile che le coliche gassose possano ripresentarsi anche a 6 mesi, il mio bimbo da una settimana circa non riesce più a dormire sereno, ogni notte incominciano i dolori di pancia e dopo tanti lamenti e pianti riesce a fare un po’ d’aria si calma ma dopo un po’ ricomincia succede solo la notte (non dormiamo praticamente più). Ho provato con il mylicon senza grande successo; cosa posso fare non esiste un rimedio naturale? lo allatto al seno, può dipendere dalla mia alimentazione?
E’ difficile che le coliche compaiano improvvisamente a sei mesi; ed è difficile che l’alimentazione materna c’entri. E’ più probabile che si tratti di un’indisposizione del momento, legata al cambiamento della flora microbica intestinale. I bambini a questa età toccano tutto e si mettono in bocca tutto. I farmaci andrebbero evitati senza una diagnosi ben precisa: questo in particolare avrebbe la funzione di frammentare le grosse bolle di gas dell’intestino in minutissime bollicine: come tutto si traduca in minore tensione gassosa del lume intestinale (se ricordo bene ancor le leggi dei gas) e in un beneficio per i bambini, rimane un mistero…

 Vorrei sapere se la cacciagione può disturbare il bambino poiché ho notato (sarà una coincidenza?) che in due occasioni in cui ho mangiato sughi con lepre o carne di fagiano, il bambino, che ha 1 mese, ha accusato gonfiori al pancino, difficoltà a dormire e continui lamenti.
E’ raro che quello che mangiamo abbia effetti sulla digestione del bambino, anche se la selvaggina viene comunemente e senza motivo annoverata fra gli alimenti da evitare. Perciò tenderei a pensare che si tratti di una coincidenza. Daremo più valore all’ipotesi alimentare (oppure il vino o altre bevande che hanno accompagnato il pasto?) se la coincidenza dovesse continuare a ripetersi.

 Quali alimenti sono consigliati e sconsigliati in allattamento, soprattutto se il bambino soffre di coliche?
E’ vero che durante l’allattamento per evitare allergie al bambino figlio di genitori allergici è necessario eliminare latte e uova dalla dieta?

Non ci sono alimenti sconsigliati: l’alimentazione materna può e deve essere libera, secondo le tradizioni locali e regionali e i propri gusti e tendenze. Contrariamente a quello che si crede, le cause delle ‘coliche’ sono riconducibili piuttosto a modalità d’accudimento con un basso livello di contatto fisico e al fumo di sigarette in gravidanza, non ad una particolare alimentazione materna. Solo se c’è una base allergica familiare, una dieta priva di latte e uova (e grano/soia, pesce/crostacei , noci e noccioline) sembra ridurre l’irritabilità dei lattanti nelle prime sei settimane di vita.

 Il figlio di un’amica ha 3 mesi ed è allattato esclusivamente al seno; da qualche giorno presenta sangue rosso vivo nelle feci. Se si esclude la presenza di una ragade a cosa suggerisce di pensare? Il pediatra ha pensato ad un’allergia alimentare e ha sospeso alla madre latte, derivati e quanto altro dalla dieta. Pensa che tutto ciò abbia senso?
Il sangue rosso vivo nelle feci rappresenta un dilemma nel bambino allattato al seno; una causa probabile sono le ragadi rettali interne; una causa molto rara è l’intolleranza (allergia) alle proteine del latte vaccino, che la mamma assume. I testi di allattamento dicono che il 50% dei sanguinamenti dal retto sono “idiopatici”, cioè non se ne sa ancora la causa.

 Ho una figlia, E. di tre mesi. Io seguo una dieta a base di carboidrati, carne, pomodoro insalata zucchine , bieta mi è stato detto di mangiare solo susine prugne mele pere no ad albicocche,pesche melone …La bimba per i primi due mesi scaricava ad ogni poppata , dai due mesi in poi non scarica più o almeno una volta ogni 5 giorni e qualche volta l’aiuto con una piccola stimolazione. La mia pediatra ha detto che dipende dalla mia alimentazione ma sinceramente non so più che altro mangiare oltre quello che mangio e poi con questo caldo l’appetito diminuisce. Che cosa posso fare per riequilibrare l’intestino della bimba? Può essere il caldo eccessivo a bloccare l’intestino?
La dieta materna non influisce sull’intestino dei lattanti, né in senso costipante né in senso diarroico . La salute intestinale del lattante è fisiologicamente sganciata (= troppo importante e perciò non previsto in natura) da potenziali variazioni della dieta di una nutrice : mangi pure liberamente tutto.

 Ho un bimbo di 15 giorni che ho sempre allattato al seno , a richiesta anche se le sue richieste sin ora hanno sempre coinciso con le tre ore di “rito” Il mio problema è che si attacca con voracità,ingurgita molta aria,fa poppate lunghissime e poi non riesce ad addormentarsi. Le coliche sono violente e non riesce a scaricare abbastanza . Ogni volta che espelle aria o fa quel poco di feci si sente meglio e si rasserena.
Durante le crisi di pianto anche se’origine è la pancia vuole sempre il seno quasi come consolazione ma ciò non fa che peggiorare la situazione.Cosa posso fare?

Lo stile di poppata di questo bambino non è certo quello ideale/idealizzato del bambino che mangia, fa un (educato) ruttino e crolla addormentato. E’ irruento, precipitoso, insomma è come un “amante focoso”:-) Ha solo 15 gg però e vi state appena conoscendo un po’ meglio! Provi perciò ad anticipare la richiesta di seno prima che arrivi come un torello scatenato al fatto: lo porti al seno non appena dà i segni di interesse a poppare: stiracchiamento di un braccio, palpebre che si muovono, boccuccia in ricerca – anche se precocemente rispetto alle tre ore di intervallo (che è un’invenzione). Si attaccherà più calmo e potrà fare delle pause per il ruttino, per evacuare o espellere aria deve potersi riattaccare (il seno serve a stimolare appunto il riflesso gastro-colico). Il piccolo quindi istintivamente non va cercando di peggiorare la situazione ma di migliorarla. Spalmandosi il bambino addosso in contatto pelle-a-pelle le crisi di pianto si risolvono spesso magicamente, ergo non di coliche si tratta ma di bisogno di rassicurazione (= meno pianto= meno aria ingurgitata).

Aggiunte di latte artificiale

 Il mio bimbo ha compiuto da pochi giorni 4 mesi.
I primi 2 è cresciuto rispettivemente 1,050kg e 1,300kg;il terzo mese 650 gr e negli ultimi 29 giorni solo 300gr(è normale?). La sua pediatra mi ha consigliato un allattamento misto.
Il problema è che il bambino alle volte rifiuta il biberon altre lo vuole;quando lo rifiuta ovviamente gli offro il seno ma ho paura che così non si abitui mai.Come posso fare?

No, non è normale – ma non è normale neanche risolvere con l’aggiunta di latte artificiale… E meno male che il bambino rifiuta il biberon!
La risposta sta nelle cause di questo decremento, che proverò a ipotizzare:
– troppe ore di sonno notturno a fronte di uno stesso numero di poppate diurne
– culla lontana dal letto della mamma
– tentativi di ‘tirare’ l’ora (le tre ore ad es) o di non rispondere al piantarello perchè “ha mangiato da poco”
– uso di tisane per le stesse ragioni
– mamma che ha ripreso la routine di casa, impegni sociali ecc e tende a lasciare il piccolo in una sdraietta o carrozzina
– bambino “buono”, che cioè si accontenta di stare giù, con qualche diversivo, o passeggiando o dormendo o consolandosi con le dita.
Quello che può fare invece è l’opposto di tutto ciò, scegliendo fra tutte o alcune di queste opzioni:
–  rispondendo alla richiesta anche minima di voler poppare
– “indossando” il bambino in una fascia o marsupio piuttosto che trasportandolo
– offrendo attivamente le poppate, di giorno anche ogni due ore
– tenendo il bambino accanto al letto o nel lettone la notte (si “servono” più facilmente e ci si riposa pure).
L’incremento ponderale che segue a queste misure è garantito nel 99% dei casi!

 Mio figlio ha quasi due mesi (Kg 3250 alla nascita e 3160 in uscita dall’ospedale). Ho cominciato ad allattarlo al seno prima delle 48 ore ed ho sempre avuto latte sufficiente per soddisfarlo ad ogni poppata (4/5 al giorno). Così, almeno, mi è sembrato e d’altronde mi ha sempre confermato la neonatologa. Lo dimostra anche il buon aumento di peso (Kg. 4300).Il bimbo soffre di coliche gassose e la neonatologa ha sempre attribuito a questa circostanza il fatto che spesso le poppate risultassero difficoltose, perché E. si stacca e si riattacca al seno in continuazione. Circa due giorni fa, improvvisamente, la poppata serale (che è sempre la più difficile della giornata) è risultata quasi impossibile per le tantissime volte in cui il bimbo si staccava e riattacava arrivando addirittura a piangere.La neonatologa mi ha consigliato di integrare con 60 ml di latte artificiale ed in effetti lui si è calmato. Il giorno successivo non c’è stato bisogno di integrazione, mentre ieri sera sì (90 ml) ed oggi addirittura durante la poppata pomeridiana perché ad un certo punto non riusciva più ad attaccarsi. Dimenava gambe e braccia ed espelleva aria dal sederino. Spremendo dall’areola verso il capezzolo, però, vedevo che il latte usciva. Allora, vorrei capire se il problema sono le coliche oppure il mio latte non è più sufficiente.E in tal caso, perché tutto insieme è diminuito? Premetto che ho sempre bevuto 3 lt di acqua (+ tisana al finocchio+ tisana all’anice stellato) al giorno. Il latte non finirà per andarmi via del tutto se dò le integrazioni artificiali?
Il latte non è diminuito di botto, è solo che il bambino si è ‘accontentato’ per un pò e poi è …esploso. E’ molto raro che 4-5 poppate sostengano un allattamento oltre il primo mese/mese e mezzo, quando c’è richiesta di una disponibilità lievemente superiore (la famosa goccia …). Bere oltre la sete – inoltre – riduce la prolattina, e non conviene. Quello che deve fare è attaccarlo, riattaccarlo e attaccarlo ancora giorno e notte, senza procrastinare le poppate e senza usare diversivi come passeggiate/tisane/succhiotti (se ve nesono): il latte aumenterà in 48 ore.

 Sono la mamma di una bambina di due mesi che ho allattato al seno fino a pochi giorni fa e ora allattata artificialmente per ipogalattia. Ho notato che la bimba non riesce ad evacuare neanche una volta al giorno se non, naturalmente sotto stimolo (microclisma). Inoltre la consistenza delle feci (più dense) ed il colore (verdastro) mi preoccupano. Cosa significa?
Il colore e la consistenza delle feci sono uno degli effetti del latte artificiale. Se va sulle FAQ di Riallattamento vedrà che lei è ancora più che in tempo per riprendere ad allattare al seno, magari con il sostegno di una Consulente IBCLC.
P.S. il termine “ipogalattia” è totalmente sconosciuto nella letteratura della lattazione umana. È solo un termine dal suono scientifico messo in circolazione dal marketing dei sostituti del latte materno. Esiste invece un coacervo di situazioni di ‘poco latte’ dovute alla mancata stimolazione della ghiandola mammaria.

 Ho un bimbo di 4 mesi e mezzo, ho provato da pochi giorni a dare un aggiunta, ma lui non vuole saperne (nell’ultimo mese è cresciuto di soli 400g.) Il suo peso attuale è di 6200g, inoltre a me è già venuto il capoparto…temo che il mio latte anche se abbondante non ha la consistenza di prima…appena vede il biberon piange fortissimo devo insistere o lasciare perdere visto che cmq il mio seno è quasi sempre pieno???
La crescita dei bambini allattati al seno rallenta dopo i primi 3 mesi e questo bambino “lo sa” . Molto probabilmente perciò non c’è bisogno di aggiunte (anche se, per via del capoparto, il latte può diminuire per qualche giorno). Se il bimbo piange alla vista del bibe è un altro segno che non lo vuole (o che gli è stato dato a forza – vedi FAQ Come Dare il Biberon). Probabilmente vuole essere solo coccolato. Lo coccoli mentre si rilassa tenendolo “pelle-a-pelle” e lasci che sia lui a riattaccarsi. Così facendo ripristinerà una maggiore produzione di latte. Il contatto “pelle-a-pelle” è stato originariamente introdotto per i prematuri, ma i benefici ne sono stati dimostrati anche per i lattanti a termine.

 Sono la mamma di L. nato 26 giorni fa con il peso di 4030 g e la lunghezza di 51 cm. Alla dimissione L. pesava 3750 g, oggi pesa 4250 g ed è lungo 55 cm. Il pediatra dice che l’aumento di peso è normale ma il bimbo è un po’ magrolino pertanto mi consiglia l’aggiunta di latte artificiale da proporre al termine di ogni poppata. Fino ad ora mi è sembrato che il mio latte fosse sufficiente visto il numero di pipì e di evacuazioni quotidiane e visto anche la tranquillità del bimbo che richiede latte ogni due ore e mezza/tre ore, ma da un paio di giorni mi sembra più affamato (ogni ora/ora e mezza). Il pediatra dice che siccome il bimbo è grande, crescendo ha più fame ed il mio latte non è più sufficiente, sarà vero?
Il bambino finalmente si sta attivando a succhiare di più PER PRODURRE PIU’ LATTE e poter crescere di più. L’introduzione dell’aggiunta farà diminuire rapidamente la produzione già scarsa di latte materno e il suo allattamento diventerà misto e poi… artificiale. Legga invece le FAQ relative al poco latte e all’allattamento esclusivo e capirà meglio come funziona la fisologia umana.

 Sono madre di N. nato da 25 giorni . Alla nascita pesava 3.870 e alla dimissione 3.310. Oggi, con un allattamento esclusivo al seno, il suo peso è di circa 3.700. Il pediatra, non avendo N. ancora riacquistato il peso della nascita dopo tre settimane, ci ha prescritto di supportare ogni poppata al seno con un’aggiunta di latte artificiale. Il bimbo “sporca” il pannolino di popo regolarmente a ogni poppata; regolare anche la pipi. Ora siamo in dubbio sull’effettiva necessità della poppata. Le chiedo cortesemente il suo parere in merito vale a dire: reputa la crescita di N. effettivamente scarsa e quindi da sostenere con l’aggiunta?
Le linee guida ci guidano appunto verso l’obiettivo della ripresa del peso nascita a max 10 gg di vita e da qui di un aumento costante di peso. E’ infatti importantissomo garantire nutrimento ai bambini nel periodo di massima crescita dei tessuti (anche quello cerebrale)che si ha nelle primissime settimane e mesi di vita. N. ha necessità di aggiunte di latte:  meglio se latte materno (vv Tiralatte e Riallattamento) e solo in mancanza di questo latte artificiale.

 Sto allattando mio figlio da un mese con integrazioni di latte artificiale, ho iniziato con un biberon per la poppata la sera e dopo 20 gg anche uno al pomeriggio.Ora sono due giorni che già a ora di pranzo si stacca e riattacca lamentanosi e poi piangendo, insomma il latte è sempre meno. Non voglio smettere di dargli il mio latte (se ciò è possibile)e in farmacia mi hanno dato il lactogal da prendere prima di ogni poppata un cucchiaino da caffè, sono 2 gg che lo prendo e non ho nessun miglioramento, mi sento il seno duro solo le prime due/ tre poppate. Che consiglio mi date? faccio dalle 5/6 poppate al giorno e G. ha 3 mesi e mezzo.

Il solo modo efficace per aumentare il latte è attaccare, riattaccare e attaccare ancora il piccolo al seno . Lo attacchi la notte nel lettone, quando fate il bagno insieme, facendo pelle-a-pelle: il latte aumenta nel giro di 48 ore se le poppate aumentano a 8-12 (o più) nelle 24 ore, dato che 5-6 poppate non sono fisiologiche usualmente. Contemporaneamente occorre diminuire gradualmente la giunta di artificiale, tirare o spremere il proprio latte e dare questo con metodi alternativi. Ci vuole tanta pazienza e forza di volontà, ma tante mamme ci riescono ogni giorno, soprattutto se circondate da persone che le incoraggiano e da professionisti competenti.

 M. ha sei mesi, alla sera si attacca mal volentieri al seno e, se lo fa, dopo poche suzioni si addormenta per risvegliarsi poco dopo per la fame e ripetere le stesse scene. Ho provato a darle il latte col biberon e lo prende serena e si addormenta. Insisto col seno (tra le sue urla e il mio nervoso) o le dò direttamente il biberon?
Sembra che la bambina abbia perso (o mai acquistato?) le competenze a succhiare il latte materno direttamente dal seno e si sia abituata al bibe. Ora dipende dalle sue intenzioni: se tiene ad allattare non è attraverso urla e forzature che ciò avviene, ma con la riscoperta del piacere di stare al petto della mamma (vv Allattamento notturno e il libro Allattare.net) . Sarà molto utile anche stimolare il seno con il tiralatte per aumentare la produzione e far trovare alla bimba più latte e più soddisfazione quando si attacca. disponibilità. 

 Allatto la mia bambina da quasi 5 mesi, ma ultimamente non capisco perche non dorme piu bene e ogni volta che si sveglia ha una fame pazzesca, e anche dopo averla attaccata al seno, sembra non essersi saziata, anche se il latte esce a sufficienza! Poi provo a dare l’aggiunta, a volte la prende e altre volte no!è diventato cosi stressante allattarla al seno, che perdo il coraggio, ma vorrei tanto allattarla a tempo pieno almeno fino al sesto mese!
Le suggerisco di interrompere l’aggiunta che confonde la bambina(che a questa età si sveglia la notte per fame ma soprattutto per assicurarsi di avere la mamma vicino ) e confonde lei (che dubita che il suo seno possa farcela). Conceda alla bimba il contatto ‘pelle-a-pelle’ nel lettone, e si affidi alla richiesta della bimba tutte le volte che lei sollecita di essere allattata.

  Mio figlio è nato da circa 15 giorni alla 38^ settimana di gestazione con p.c. Ha da pochi giorni recuperato il peso alla nascita di 2980 g sceso a 2540 g al 4° giorno di vita. Il mio primo problema è la quantità di latte al seno: circa 40 g a poppata. Mi è stata indicata l’aggiunta di 60 g di Latte artificiale. Il secondo è che il bimbo si sveglia affamato intorno all’1:30 ed alle 4:30, facendo così 6 poppate senza una pausa di 6/7 ore notturne come consigliato. Durante il giorno dorme tantissimo e spesso dopo 4 ore di sonno sono costretta a svegliarlo per farlo mangiare. Potrebbe cortesemente darmi qualche consiglio o comunque qualche chiarimento sui problemi esposti?

Il motivo principale per cui lei non ha abbastanza latte è che il piccolo non fa sufficienti poppate!il miglior produttore di latte è un bambino affamato che non “dorme tantissimo”. Il suo dorme perchè non ha sufficiente energia per poppare e se non poppa non avrà energia. Come spezzare questo circolo vizioso? Certamente non perdendo tempo a fare la doppia pesata e rispettndo una pausa di 6/7 ore notturne, ma:
– ascoltando la richiesta di cibo di suo figlio
– attaccandolo al seno ogni 2 ore di giorno e ogni 4 di notte ( o cmq ALMENO 8-12 volte nelle 24 ore)
– stando a letto due giorni col piccolo e alzandosi solo per andare al bagno: si farà anche portare da mangiare
– spremendo il latte se il piccolo fa poppate brevi, o se non si riesce a svegliarlo, e dandoglielo col cucchiaino
– dormendo quando dorme il piccolo -per recuperare le forze
– verificare che faccia 2-3 evacuazioni giallo oro al giorno e almeno 6 pipì chiare
Verificare che cresca circa 125 g a settimana.

 Da tre giorni il mio G. di due mesi ha aumentato la richiesta al seno a tal punto da voler rimanere attaccato anche tutto il giorno… mi sono accorta che il mio seno sembra sempre vuoto… non sento più la tipica sensazione di quando arriva il latte e per scrupolo ho pesato il bimbo che solitamente aumenta 200gr alla settimana: questa settimana ne ha presi 100 scarsi.
Alla luce di questi sintomi (irritabilità e pianti aumentati così come la richiesta di seno, calo dell’aumento ponderale settimanale) mi chiedo se il mio latte non stia andando via. Il primo figlio l’ho allattato per quindici mesi efficacemente, ma anche con lui intorno al terzo mese ho rischiato di perdere il latte: era stato drammatico perchè lui rifiutava l’artificiale e io non riuscivo a farmi tornare il latte (siamo anche finiti in pronto soccorso perchè non mangiava più). Non voglio rivivere lo stesso incubo… Per ora il tiralatte non aiuta e il poco latte che estraggo viene prontamente rifiutato pechè somministrato con il bibe… CHE COSA DEVO FARE??

Deve assecondarlo. La cosa peggiore in questo momento è di farsi prendere dal panico e dare un’aggiunta. Il bambino con la sua richiesta ‘esagerata’ tara la produzione di latte sui suoi bisogni e crea i presupposti per un aumento dell’incremento ponderale e di una successiva normalizzazione della frequenza delle poppate. Se poi c’è, come c’è anche se non sono presente, quella componente emotiva di apprensione che inibisce la calata di latte, ecco allora i pianti e l’irritabilità. Si rassereni facendo:
– una passeggiata
– un massaggio
– mettendo il bimbo in una fascia
– contatto pelle a pelle nel lettone o nella vasca da bagno
e la calata di latte ne risentirà positivamente.

 Il mio piccolo ha tre mesi. Nel mese scorso pesava 5930 ed era lungo 58 cm, ad oggi con la visita mensile dal pediatra ci siamo accorti che è aumentato di solo 70 g, pesando 6 kg. Si è però allungato tantissimo, ben 7 cm arrivando a misurare 65 cm. Il pediatra vuole che io gli dia un’aggiunta credendo che il mio latte non sia abbastanza. Effettivamente io non mi sento più i senti gonfi come un mese fà, ma credo che sia dovuta anche dal fatto che nel mese scorso ho avuto delle perdite simile al ciclo e poi alla fine di quest’ultimo mi sono tornate proprio le mestruazioni. Secondo lei è giusto che inizi a dare un aggiunta?
Quando leggerà le FAQ di Poco latte, Aggiunte di latte artificiale e Crescita in peso/lunghezza, capirà che MOLTO RARAMENTE è necessario passare alle aggiunte di latte artificiale. La filosofia alla base del sostegno all’allattamento materno è che la PRIMA COSA da fare è di aumentare le poppate, continuare o ripristinare o incominciare le poppate notturne, e verificare che ci sia un incremento di peso. Magari con l’aiuto di una Consulente Professionale di Allattamento Materno IBCLC.

 Ho una bimba di 5 mesi e mezzo allattata al seno dalla nascita. E’ sempre cresciuta bene ma nell’ultimo mese ha preso solo 300 g. Ora pesa 7 chili. Il pediatra mi ha consigliato l’introduzione di una pappa al giorno ed eventualmente fare una aggiunta di latte.Ho iniziato a darle la pappa e la gradisce moltissimo ma penso anche di avere ancora latte e non riesco a spiegarmi come mai la bimba sia cresciuta così poco visto che succhia molto e spesso e poi è tranquilla. Volevo sapere anche se dopo la pappa le devo dare l’acqua(e quanta al giorno)o il seno come sto facendo ora.
E’ possibile che la bambina abbia avuto un’infezione virale che in una settimana o due ha arrestato la crescita – evidenziatasi poi come scarsa al controllo mensile (con un valore assoluto cmq buono).
Mentre la pappa è gradita alla piccola e quindi offrirgliela equivale a *rispondere* a una chiara esigenza del suo organismo e completarla con la poppata soddisfa la sete, darle l’aggiunta di latte artificiale creerebbe una inevitabile interferenza con la funzione lattea e una precoce fine dell’allattamento.

 Ho un bambino di 3 mesi e mezzo. Quando e’ nato era kg 4,040, si e’ attaccato dopo mezz’ora al seno, ma poi mi hanno portata in sala operatoria per una sutura, mi hanno fatto l’anestesia totale e quindi me l’hanno fatto attaccare dopo piu’ di 10 ore. A quel punto non riusciva ad attaccarsi se non dopo molti tentativi perche’ ho il seno grosso e molto morbido e i capezzoli piccoli e piatti.Mi hanno fatto usare i paracapezzoli poi mi hanno detto di non usarli, gli hanno dato una giunta e poi me l’hanno negata,mi hanno dimesso dopo 2 giorni, con febbre,ferite dolorosissime, l’intestino che non si e’ svuotato per 10 giorni e mi dava dolori pazzeschi. Non ho avuto una vera e propria montata, ma il bimbo dopo il primo decremento di 400 g ha ricominciato a crescere 150 g alla settimana.Lo tenevo sempre attaccato.A un mese la pediatra mi ha detto che doveva fare al massimo 7 pasti, dopo un po’secondo lei era cresciuto poco(600 g in un mese) mi ha detto di tenere in casa il latte per eventuali crisi di fame. Gliel’ho dato subito perche’ non riusciva ad arrivare alle 4 ore, piangeva disperato e io piangevo con lui e contavo i minuti. Non e’ giusto…comunque poi il mio latte e’ diminuito moltissimo, io mi sono data da fare per cercare soluzioni (la pediatra mi ha detto che era un processo inevitabile e che la giunta non c’entrava niente). Ho trovato il vs sito e ho capito quanto avevo sbagliato. Ho ricominciato ad attaccarlo sempre, ho diminuito la giunta, da 180 grammi totali ieri sono arrivata a 20 g e il mio bimbo l’ha rifiutata!!!il mio latte è aumentato molto, di notte ne tiro un tot di 200 g circa che gli dò con il bibe durante il giorno dopo le poppate. Ieri la pediatra l’ha trovato benissimo, e’ cresciuto 1 kg in un mese. Non le ho detto che non gli davo piu’ la giunta. Adesso vorrei sapere: quanto devo continuare con il tiralatte? basta diminuire gradualmente le giunte con il bibe normale o devo usare per forza un metodo alternativo? il bimbo succhia bene ma spesso si appisola e non so quanto latte possa assumere in dormiveglia. Inoltre da qualche giorno la sera piange molto, si stacca/riattacca dal seno, inarca la schiena, ha rigurgiti, salivazione e le mani sempre in bocca. Pesa 6,500 kg , dorme 5/6 ore di notte e pochissimo di giorno. E’ tranquillo, molto sorridente, fa 5/6 pipi al giorno e anche 3 popò abbondanti.
Complimenti per la tenacia con cui ha portato avanti il suo allattamento – in pratica ha fatto tutto da sola e contro quanti ostacoli!
Dunque, basta che continui gradualmente a diminuire la giunta compensando con una poppata via via più lunga (spostandolo da un seno all’altro per svegliarlo, facendo contatto pelle-pelle, portandoselo nel lettone per farlo succhiare la notte). In tal modo la notte se ne tirerà sempre meno – avrà il tiralatte ‘naturale’!
Il comportamento serale è legato probabilmente a RGE (Reflusso) di cui c’è a sufficienza nelle FAQ.

 Ho una bambina di tre mesi che allatto esclusivamente al seno; nell’ultimo mese è cresciuta solamente di 100/120 a settimana, contro i 180/220 a settimana nei primi due mesi. La bambina al momento della poppata è molto irrequieta e quando arriva il picco di latte si sposta piangendo, poi quando si riattacca ho notato che succhia male producendo un schiocco con la bocca,penso che questo modo di succhiare abbia fatto diminuire il mio latte.La bimba ha sempre preso solo un seno per volta ogni 3/4 ore a volte anche 2 ore e ogni 5/6 ore la notte, e la durata della poppata dura solo 5/7 minuti.Cosa posso fare per riabituarla a succhiare bene,e aumentare il mio latte? La mia pediatra vuole che integri il mio latte con quello artificiale, ma io vorrei darle solo il mio.

La descrizione della poppata ‘disturbata’ mi fa pensare a una calata troppo vivace – cui la bimba risponde allontanandosi. Oppure a un problema interno cioè un RGE (Reflusso ) di cui c’è parecchio nelle FAQ. Nel primo caso occorre mettere le dita ‘a sigaretta’ intorno all’areola o allattare supina, con la bimba prona su di sè. Il latte riaumenterà spontaneamente a miglioramento delle condizioni in cui la bimba succhia (o aiutandola per il RGE come descritto), eliminando la necessità di pericolose aggiunte di artificiale – che sicuramente porterebbero a una minore produzione di latte.

 Mio figlio nato di 3.6 Kg e dimesso con un peso di 3.380 Kg ha oggi 3 mesi e 12 giorni con un peso di 6.0 Kg. Il mio pediatra vista la scarsa crescita nell’ultimo mese (non più di 140 gr a settimana) mi ha fatto introdurre il latte artificiale arrivando a sostituire con esso tre poppate su sei al giorno. Ora il mio piccolo non mangia con appetito nè il biberon con il latte artificiale nè il latte dal mio seno. Lui si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto. Le altre poppate artificiali e non le fà con enormi difficoltà, a volte piangendo, dimenando le gambette, inarcando la schiena e a volte solo interrompendosi a 90 gr (a fatica riesco a fargli assumere alti 40/50 gr) e con mio grandissimo stress. Spesso dato che non si attacca al seno tiro il latte e glielo dò al biberon. Cosa pensa lei di questa situazione? Lorenzo nel resto della giornata è un bimbo allegro, attivo anche se fà frequenti pisolini ed è molto sereno. La notte dorme circa 6 ore di seguito e dopo la poppata mattutina si riaddormenta. Mi aiuti a capirci di più e se le è gradito mi dia il consiglio di un’esperta qual è lei.
Il bambino sta chiaramente mostrando a) di non volere il biberon e b) di non volere altro latte, sia artificiale che materno. Le proteste alla imposizione di volumi calcolati teoricamente sono ulteriore segno che il bambino non ha tutto questo bisogno di alimentarsi se, come sappiamo, lui è capace di decidere per sè – lo ha fatto finora, cosa dovrebbe impedirglielo adesso? Inoltre penso che una crescita di 140 a settimana sia adeguata e che ciò che ha destato la preoccupazione, per me infondata,nel collega è il fatto che abbia “incrociato” una curva percentile (Curve di crescita OMS ). Voglio però andare oltre. Se infatti lei mi dice “si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto” questo potrebbe significare che il seno sia sottotarato rispetto alle esigenze del bambino nell’arco delle 24 ore – da quanto tempo il piccolo ha preso a dormire la notte con gran piacere vostro e plauso degli altri? o i pisolini diurni gli fanno ‘dimenticare’ di poppare, mentre lei è più indaffarata? ecc. Tale caso è facile da verificare: provando a offrire più spesso il seno, si attiva una maggiore disponibilità di latte, la cui produzione si risetta a livelli maggiori in 48 ore circa. Offrire il seno la notte, nel dormiveglia del piccolo tenuto nel lettone, può coprire il 20% del fabbisogno giornaliero complessivo. Se dopo una settimana o due così la crescita risale, allora voleva dire che ce n’era bisogno!

 La mia bimba ha quasi 2 mesi e mezzo ed ha sempre preso circa 200 gr a settimana allattandola esclusivamente al seno.Questa settimana ho notato che ha preso solo 60 gr. La pediatra mi ha consigliato di fare la doppia pesata e se non prende almeno 120 gr da me, dovrei dare la giunta per la differenza. Ho fatto la prova e la mattina prende 150 gr (ho il seno molto gonfio di latte) verso sera solo 70/80 gr.L’ostretrica al consultorio invece mi ha detto di continuare solo col mio latte perche’ puo’ capitare una settimana in cui cresce meno. Lei cosa ne pensa? Ieri sera l’ho allattata ma si staccava continuamente dal seno e piangeva disperata. Alla fine ho ceduto e dando la giunta si e’ calmata…
Penso che delle settimane ‘no’ possano capitare e che la maggior parte sono dovute a scarsa stimolazione del seno da parte dei bambini (per i motivi più vari); i quali poi si agitano trovandosi davanti a un seno meno generoso. La risposta giusta consiste nel fare un grosso respiro, un bagno caldo, una seduta in contatto pelle-pelle insomma qualsiasi altra cosa serva a rilassarsi per *meglio ovviare* al nervosismo della bimba e pazientemente ricondurla ad attaccarsi al seno, fosse anche nell’arco di un paio di giorni. Insomma, bisogna rientrare in un circolo virtuoso di calma che permette anche meglio al latte di scendere – cosa che può anche fare applicando le compressioni al seno (vv Link del dr. Newman). Ma di certo la risposta giusta *non può* essere quella della giunta – e per di più in prima battuta, dopo solo una settimana di scarsa crescita e sulla base della doppia pesata.

 Ho tre figli di 10 e 8 anni e 2 mesi. Mio figlio di due mesi, alla 5 settimana era cresciuto solo 130 gr in 10 gg e la pediatra mi ha detto di dargli due/tre aggiunte di 60 gr. Glielo ho date e intanto però lo attaccavo al seno continuamente:è cresciuto di 300 gr (!) in una settimana. Allora ho diminuito le aggiunte ma di nuovo è aumentato di 130 gr in 11 giorni. La pediatra mi ha detto di aumentare quantità (75 gr) e volte (4) delle aggiunte. In questi giorni ho cercato di attaccarlo al seno continuamente ma non ho l’impressione che il latte aumenti, anzi, al pomeriggio lo sento proprio vuoto e il bambino spesso si innervosisce. Posso riuscire a recuperare il latte? come devo fare? quanto tempo ci vorrà?
Io vorrei riuscire ad allattare esclusivamente al seno, ma anche con la prima (10 anni) e il secondo (8 anni) ho allattato solo fino al 2°mese.

Il fatto di aver allattato anche i primi due solo due mesi probabilmente non è segno di una produzione difettosa di latte da parte sua. E’ invece il frutto degli stessi errati consigli : dare l’aggiunta. Se infatti la crescita di un bebè non è soddisfacente, la risposta giusta è quello di attaccarlo giorno e notte, al minimo segno di richiesta o desiderio (niente ciucci o tisane). Ogni loro desiderio a questa età soddisfa un bisogno. I seni appariranno vuoti inizialmente e sempre inizialmente il bambino si innervosirà. La produzione di latte è *in corso* e il bambino sta *lavorando*. Qualsiasi interferenza rallenterà il suo lavoro e determinerà il passaggio alla sempre più crescente somministrazione di artificiale.

 Il mio bambino ha 4 mesi,l’ho allattato in modo esclusivo solo il primo mese e mezzo e anche allattarlo in modo misto è stata una sfida. Mi sono fatta aiutare da una consulente segnalata sul Suo libro (è stata fantastica) e ho fatto di tutto…il contatto pelle pelle,mi sono tirata il latte e lo davo con la siringa,attaccavo in continuazione il bambino… Alla fine il traguardo è stato quello di allattarlo con il mio latte al 60%. Fortunatamente è uno di quei rari bambini che continuano a preferire il seno al biberon, infatti nei mesi la percentuale di latte materno che assume è rimasta tra il 50 e il 60% del totale e ancora oggi a volte piange quando gli dò il biberon. Il pediatra mi ha detto che ora è meglio che inizi a svezzarlo e a passare gradualmente al latte artificiale in modo totale e tutte le persone intorno a me sono d’accordo con lui.Il pediatra dice che un allattamento misto ha benefici molto relativi per il bambino.

Veramente il latte materno e l’allattamento rispondono al principio dose/risposta, un pò come i farmaci: più ci si avvicina al dosaggio giusto, migliori sono i risultati. Tanti studi infatti evidenziano che i benefici sono massimali per gli allattamenti esclusivi, assenti per i non allattamenti d intermedi per gli allattamenti misti – cosa da non disprezzarsi.

 Ho allattato la mia bimba di 6 mesi fin’ora ma adesso mi rendo conto che il mio latte non le basta più nonostante l’abbia già svezzata (di notte prima si svegliava 1 volta ora siamo a 3 volte per notte). Il problema è che non ne vuole sapere nè del latte artificiale nè del biberon, ho provato diverse marche sia di latte che di tettarelle, ho provato anche con i l bicchiere da cui beve benissimo l’acqua ma il risultato è il più completo rifiuto. Non so proprio come fare in quanto credo sia giunta l’ora di passare all’artificale ma ho questi grossi problemi.

I risvegli notturni che riprendono più frequenti a sei mesi non indicano poco latte :-) Essi sono il mezzo che ha la bambina di continuare ad assumere il latte migliore che c’è (quello della sua specie) anche dopo l’introduzione della pappa. Il latte artificiale non è , ripeto non è, un passaggio obbligato. Se ci sono altre esigenze da coniugare (mancanza di sonno? lavoro?) è il caso parlarne con una Consulente IBCLC.

 Ho un bimbo di 3 mesi e mezzo,alla nascita pesava 3.180gr, attualmente pesa 8.180gr. So molto bene che fino a questo momento è cresciuto splendidamente ma da 2 settimane il suo peso non varia e non evacua feci se non con con un sondino e le sue feci sono verde scuro e molto vischiose. Comunque bagna almeno 6 pannetti al giorno con pipì abbondanti.La mia pediatra mi ha prescritto dei fermenti lattici (lactobacillus reuteri) e mi ha detto di aspettare.La mia domanda è: può essere che il mio latte non sia più sufficiente e il mio bimbo possa avere bisogno di una aggiunta di latte artificiale?
E’ molto difficile che un latte che abbia funzionato prima diventi ‘improvvisamente’ inadeguato. Il motivo per cui un bambino non cresce è legato *al bambino* nella maggior parte dei casi e non alla madre.
Le ragioni sono varie (raffeddore, dentizione, infez. intestinale, vaccinazione ecc) e comportano che il bambino succhi meno. Altre ragioni sono le poppate in meno che una mamma fa perchè ha ripreso a dedicarsi alla casa, a organizzare un battesimo o un trasloco (lei non menziona l’uso di succhiotto o tisane che pure dilazionano le poppate). Tutte queste ragioni comportano l’assunzione di meno latte e quindi ridotte evacuazioni: i bambini non vanno stimolati (nessun gastroenterolgo lo approva) nè sondati. Non si tratta infatti di stipsi (cioè emissione di feci dure). Quando popperanno di più evacueranno. L’uso dei probiotici per la stipsi non ha avuto sufficienti indicazioni scientifiche al momento (dic 2011). Anche perchè è il latte umano già possiede prebiotici che aiutano lo sviluppo dei probiotici!!!!!!!!!! Cosa fare dunque: provare ad attaccare di più il piccolo al seno, tenendolo in braccio, facendo contatto pelle-a-pelle, tenendolo nel lettone la notte, indossandolo in una fascia. Appena le poppate aumenteranno, la crescita riprenderà e le feci si normalizzaranno.