Sonno

 Ho una bambina di 10 mesi che metto a letto alle 10 – 10:30 e fino alle 12:30 si sveglia ogni 1/2 ora. Quando si sveglia vuole essere cullata e a volte attaccata al seno.
Dopo si risveglia verso l’1:30, e poi verso le 2:30. A quest’ora in genere anche se l’attacco al seno non si riaddormenta bene e quindi dopo poco si risveglia e finisce che fino alle 3:30 – 4:00 rimango sveglia perchè lei non riesce a dormire.
Credo che dipenda dal distaccamento dal seno perchè se la tengo attaccata succhia ed è tranquilla ma se la stacco che non dorme bene si arrabbia e comincia a strillare. Sono disperata !

I bambini allattati al seno normalmente si svegliano ogni 3-4 ore e si riaddormentano se ‘riaccompagnati’ dalla poppata. E’ la modalità fisologica e solo alcuni accettano che venga sostituita da una passeggiata. La cosa più facile da fare quando i risvegli sono più frequenti (e questo può dipendere da come è gestito l’allattamento di giorno o altre ragioni che vanno approfondite) è di tenere la bambina nel lettone accanto a sè. In tal modo lei può riposare e la bambina si può attaccare tutto il tempo e le volte che vuole.

 Mia figlia ha 7 mesi. Lo svezzamento è iniziato a quasi 6 mesi e va molto bene. Da quando mangia 2 pappe al gioeno, di notte si sveglia una o due vote e attaccandosi al seno, dopo avere ciucciato bene, si riaddormenta. da 1 settimana circa di notte la piccola si sveglia ripetute volte e sembra inconsolabile. se l’attacco al seno si tranquillizza ma poi si stacca e rinizia a lamentarsi, inarcandosi e piangendo. non riesco a capire se è infastidita, magari dalle gengive che si preparano ai dentini, o da qualcos’altro. Dopo averla dondolata e addormentata in braccio, poi, appena la metto giù rischia subito di risvegliarsi. comunque mi chiedevo se continuare ad attaccarla al seno considerando che pare non servire a tranquillizzarla e se avete un’idea di quale potrebbe essere la causa di questo malessere notturno. Tra le altre cose la bimba ha iniziato il nido ma ormai è da un mese e mezzo che lo frequenta.
I risvegli notturni sono un evento frequente nei bambini allattati al seno , anche dopo il periodo dell’allattamento esclusivo. E’ facile che aumentino, e che si associno a sintomi di irritabilità come quelli che lei descrive, se teniamo conto della separazione e distacco creati dall’inserimento al nido. Questo non è previsto biologicamente dal giovane individuo della ns specie, essendo una pratica inserita solo recentemente nel ns stile di vita (consulta libro Allattare.net). Non sarebbe lei offesa la notte col suo ‘amante’ dopo essere stata mollata tutto il giorno ? La t-e-n-g-a  v-i-c-i-n-o a sè nel lettone, non avrà bisogno di dondolarla passeggiarla (e stancarsi) e l’attacchi al bisogno. Spesso sarà sufficiente e necessario appoggiarle una mano addosso :-)

 Sono mamma di una bimba di quasi tre mesi che allatto esclusivamente al seno.Da circa un mese e mezzo dorme tutta la notte dalle otto fino alle sei e mezza nella culla accanto a me, cresce bene e di giorno dorme spesso e mangia abbastanza ad orari. Mi chiedo è normale che dorma già così tanto di notte?e anche di giorno? a volte penso di avere proprio un angelo…

Lei come figlio ha … un dormiglione. Il segreto è di goderne e assecondarlo adesso che ‘fa comodo’ ( che è il bambino “buono”) ma anche se in futuro dovesse svegliarsi tante volte e cioè ‘disturbare’ (che è il bambino “cattivo”)!

 Ho un figlio di 5 mesi allattato in modo esclusivo. Ora lui pesa 8,100 kg (peso alla nascità 3,570 kg). Durante il giorno fa 4 poppate. Da più di un mese bimbo ha aumentato le poppate notturne dalle due ad un’infinità.. si sveglia ogni ora (capita anche ogni mezzora). Lo attacco al seno tutte le volte, ho notato che più lui mangia più il suo sonno diventa aggitato, con il brontolio nel pancino. La pediatra dice, che il bimbo non digerisce, mangiando di continuo. Mi ha consigliato di darli il biberon con la camomilla al posto del seno. Siccome lui non ha mai mangiato con il biberon, non lo vuole neanche con il mio latte.
Lo rifiuta e si agita. Sono confusa: è giusto o sbagliato quello che sto facendo? Ha raggione la pediatra? Tanti consigliano di non attaccarlo ma lasciarlo piangere finchè non si riaddormenta senza il seno. Cosa mi consiglia?

Se il bambino potesse parlare sceglierebbe il bibe di camomilla o il suo seno? le dico questo per sottolineare l’ovvietà della fisiologia del secondo rispetto al primo e le ragioni del rifiuto del piccolo ad accettare il primo. Oltre che leggere il mio libro Allattare.net per avere (e spiegare anche ad altri) nozioni di fisiologia e sviluppo umano, a me sembra che un bambino che fa solo 4 poppate di giorno, debba ben cercare di attaccarsi di più la notte. Capisco che per lei è stancante (lo è meno se lo tiene nel lettone però), ma per il bambino ancora non c’è differernza fra il giorno e la notte. Il mio suggerimento è di fare la prova : lo attacchi in continuazione un giorno, lo porti in braccio o in una fascia/marsupio, non usi ciucci o tisane (ci sono?) e gli faccia ‘il pieno’ verso sera. E’ molto probabile che si svegli di meno. Se la cosa perdura ne parli con una Consulente IBCLC, per trovare una soluzione personalizzata – ma sappia che i risvegli non hanno nulla a che fare con problemi digestivi (??), ma solo dal desiderio di contatto con la mamma .

 Ho una bambina di 2 mesi che allatta normalmente al seno. Il problema e’ che durante la giornata non riesco a farla dormire nella culla, non appena si addormenta in braccio e la sto per mettere nella culla comincia a piangere con le lacrime e si fa venire la tosse, non so più come comportarmi, ho provato a lasciarla piangere per un po’ perché pensavo fossero capricci ma non smette e si fa mancare addirittura il respiro. Non appena la riprendo in braccio smette all’istante.
Il comportamento di questa bambina è normale. I lattanti umani, come tutti i mammiferi, hanno bisogno di contatto fisico, chi più chi meno. Se esiste il bambino “dovelomettistà” questo è più un’eccezione che la norma. La sua bambina ha dovuto ricorrere al pianto vero e proprio ( grida + lacrime) e alla tosse, per riuscire a far capire quanto è profondo e ancestrale il suo bisogno di contatto. I bambini hanno paura di essere lasciati, molti anche di essere staccati sia pure per brevi periodi per non parlare della notte. Questo comportamento risponde al disegno di una specie di mammiferi che, non avendo le gambe lunghe di una gazzella, né essendo nascosti nella tana come i cuccioli di tigre, ha sviluppato l’arte del gridare per non rischiare di essere predata. Lei può aspettare che la bambina cada nella fase del sonno profondo (quando gli arti si afflosciano) prima di tentare di metterla giù. Se questo non funzionasse, potrebbe tenerla in una fascia porta bebè. Però, se ne parlasse con una Consulente IBCLC, verrebbe a sapere che i capricci non esistono…

 Mia figlia, tre mesi appena compiuti, nelle ultime due settimane è cresciuta di soli 200 g. Alla nascita pesava 3.100 e ora 4700. Da un mese circa non si sveglia durante la notte (dorme anche per 12 ore di seguito) e durante il giorno fa 6 poppate circa. A me sembra che sia in forma ma ho l’impressione che dopo 8-9 ore di sonno sia affamata ma non riesca a svegliarsi. Crede che sia possibile? E’ meglio che dorma di più o che si svegli prima di mangiare (rischiando poi di non riaddormentarsi?).
Una crescita di 200 g in due settimane è appena sufficiente, soprattutto se in caduta rispetto alle settimane precedenti. Per tale ragione un sonno di 8-9 ore è ‘eccessivo’. Se tenuta in prossimità del o dentro al lettone accanto alla mamma (la nicchia ecologica dei lattanti) probabilmente si sveglierebbe spontaneamente per fare una (o più) poppata che le permetterebbe di raggiungere un peso più adeguato al suo target genetico. Il seno poi ha anche la grande funzione di riaccompagnare nel sonno i piccoli.

 G. è una bimba di quasi 6 mesi e mezzo e pesa 7,5 kg.
Il problema che le pongo è quello classico: le poppate notturne. I risvegli notturni sono molto frequenti da circa un mese (4/5/6 volte) e mentre prima capitava che si svegliasse e riaddormentasse da sola durante la notte, ora protesta e non chiude gli occhi se non la attacco al seno che succhia per mangiare, non soltanto per consolarsi. Non è mai stata una gran dormigliona e, a parte un periodo di vacanza al mare di due settimane durante le quali dormiva la notte per 5/6 ore filate – aveva quasi 3 mesi – si era poi “stabilizzata” sui 2 risvegli notturni (verso l’una e le 4 del mattino). La pediatra ha ipotizzato che potesse avere fame e mi ha suggerito di provare 1 aggiunta di latte artificiale (latte di proseguimento)alla penultima poppata della giornata. Mah?!
La sera è molto irrequieta (sembra stanca, sbadiglia, si sfrega gli occhi); ho anticipato la poppata (che fino ad ora era stata alle 21:30) alle 20.30 perché piangeva disperata.. spesso il papà la addormenta cullandola verso le 19:30, lei dorme tre quarti d’ora, ma poi si sveglia piangendo e si calma al seno.
Da tre settimane circa abbiamo iniziato lo svezzamento con la classica pappa. L’ho sempre allattata esclusivamente al seno a richiesta (i primi mesi si attaccava molto spesso e a lungo, mangiava e si addormentava poppando, senza mai dormire per lunghi periodi, è sempre stata piuttosto attiva! Ora si addormenta al seno soltanto la sera e la notte) e continuo tutt’ora con 4 poppate diurne (alle 6:30/7, 10:30, 17.30, 20/20:30). Ha sempre rifiutato il succhiotto con il quale gioca mordicchiandolo e gradisce poco il biberon (mio latte).
La notte dorme nella sua culla (nella nostra stanza, accanto al nostro letto) dove la metto appena si è addormentata poppando; la allatto sdraiata soltanto se sono molto stanca e ho proprio bisogno di dormire perché si sveglia se la trasferisco in culla.
Le chiedo qualche consiglio per aiutarmi a capire cosa sta accadendo e per trascorrere una notte più riposante…

Sua figlia si sta comportando normalmente. I risvegli notturni sono tipici dei bambini allattati al seno e non hanno nulla a che fare con la fame (e ancor meno con la necessità di dare latte artificiale – argh) ma con il desiderio di rassicurazione e ‘contatto’ di cui noi mammiferi dal grande cervello abbiamo bisogno. Come trascorrere una notte più riposante? sapendo quello che sappiamo, dobbiamo usare trucchi e furbizie, insomma l’arte di allattare, allo stesso modo che con un ‘amante insaziabile’ con cui non vogliamo rompere la relazione :-)
1. si porti la bimba nel letto in modo da risparmiarsi l’andirivieni e il relativo freddo alla schiena- la bambina si attaccherà al seno e lei neanche se ne accorgerà, non aspetti di essere molto stanca per farlo
2. le faccia ‘il pieno’ di latte la sera – prima ancora che cominci a piangere l’attacchi da un lato poi dall’altro poi al primo ancora finchè non è piena- si faccia preparare dei gustosi bocconcini per cena in modo da mangiare solo con una mano. Ne guadagnerà l’armonia familiare (e condominiale) poichè nessuno si accorgerà che c’è una bambina se ne anticipa le esigenze.

 Ho un bambino di 2 mesi che allatto esclusivamente al seno. Nicola ha molta difficolta’ a prendere sonno e anche quando ci riesce(chiaramente al seno) una volta messo nella sua culla questo non dura mai più di venti-trenta minuti e si risveglia. In pratica riesce a dormire solo se è a contatto con il capezzolo. Da cosa può dipendere e come posso risolvere senza ricorrere al succhiotto che potrebbe interferire sull’allattamento? inoltre le poppate, a cui io do un limite massimo di 30-40 minuti, per lui non avrebbero mai fine. potrebbe trattarsi di latte insufficiente o solo di richiesta di contatto? (sta crescendo una media di 150 gr settimanali)?
La cosiddetta dipendenza dal seno per addormentarsi è parte del progetto biologico dell’infanzia – molto difficilmente saremmo spravvissuti nell’ambiente ostile dei primordi dell’umanità se i ns. cuccioli fossero stati ‘messi giù’ dalle madri. Adesso loro non sanno che l’ambiente esterno è cambiato . Quello che bisogna fare è aspettare che dal sonno leggero il piccolo cada nel sonno profondo (arti flosci) prima di metterlo giù, e dopo aver riscaldato la culla. Se il bambino cresce bene con poppate così lunghe, probabilmente è perchè non sa/può fare meglio. Semmai contatti una Consulente IBCLC, per vedere se la tecnica di poppata può migliorare.

 Allatto ancora il mio bimbo di 8 mesi che già da 2 fa pranzo, cena e merenda. Si sveglia di notte ogni 3 ore per attaccarsi al seno. E’ possibile evitare di darglielo facendolo piangere per qualche notte? Imparerebbe a dormire di più? E’ solo un capriccio o un’esigenza vera?
Come potrà leggere in Allattare.net i risvegli notturni sono legati allo sviluppo dei bambini, non sono capricci – come si fa intendere comunemente. E’ un’esigenza che nasce dalla maggiore maturità del giovene individuo che capisce meglio la separazione del giorno dalla notte e della madre dal sè (inizio della fine della simbiosi). Capisco la stanchezza (cui molte mamme ovviano portandosi i piccoli nel lettone), ma dovrebbe essere consolante sapere che il proprio bambino si sta sviluppando fisiologicamente!

 Sono papà di un bel bimbo di 18 mesi e vi scrivo per avere un parere.
Mia moglie allatta ancora al seno il nostro bimbo, essenzialmente il tardo pomeriggio quando torna dal nido e la sera per addormentarsi.
E qui nasce il problema: una volta addormentatosi, dopo un lasso temporale variabile dalla mezz’ora alle due ore, si sveglia invocando a gran voce la mamma e il suo seno.
In pratica, capita addirittura che non riesca a staccarlo dal seno per tutta la notte.
Durante la visita per il bilancio,la pediatra ci ha “caldamente invitato” a togliere il seno al bimbo, perchè potrebbe avere anche conseguenze per il suo sviluppo psicofisico.
E noi di conseguenza siamo combattuti su cosa sia meglio fare.

Non ci sono evidenze documentate e pubblicate di bambini con problemi psicofisici da allattamento prolungato. Perchè io non ne conosco, nè in italiano nè in inglese (che è la lingua ufficiale delle pubblicazioni scientifiche). Né ne incontro nella mia pratica. Né in questo paese, dove si era allattati per due anni fino ai primi del ‘900, c’erano problemi psicofisici più frequenti di adesso. Il bambino va all’asilo e per ricucire il rapporto con la mamma mette in funzione i canali bio-comportamentali che la natura gli ha fornito. Tutto qui.

 B. ha quasi 9 mesi ed e’ sempre stata allattata al seno a richiesta, ancora ora, nonostante le due pappe del giorno e della sera introdotte a 6 e 7 mesi. Mi chiedevo cosa fare con l’acqua, devo dargliela e quando oppure il latte e’ sufficiente ad idratarla? inoltre lei dorme molto la notte, ( in media 10/11 ore) ma poco durante il giorno, una mezz’oretta a meta’ mattinata, una 1/2 ora dopo pranzo e una 1/2 verso le 6 del pomeriggio. E’ sufficiente? non so come farla dormire perché’ lei e’ sempre attenta e curiosa a ciò che ha intorno si addormenta con me ( al seno) e quando me ne vado dopo poco si sveglia.
I bambini allattati sono appagati dall’acqua contenuta nel latte materno (87%). Quando hanno sete si fanno capire e come! Idem per le ore di sonno: lei dorme quando e quanto le serve.

 Ho un bambino di due anni che sto ancora allattando. Il problema è che si addormenta solo ciucciando e si sveglia ripetutamente durante la notte alla ricerca del seno per riaddormentarsi. Questo accade anche durante tutto l’arco della giornata usando il seno come consolazione. Vorrei riuscire a staccarlo dal seno perchè sta diventando molto pesante. Dormo ad intermittenza da ormai due anni. Mio marito dorme in un’altra camera per lasciarci “dormire” più larghi. Ho provato molti artifici per staccarlo dal seno ma non ci sono riuscita. Può aiutarmi a scegliere il metodo meno traumatico?
Bisogna che lei prenda innanzitutto con se stessa la decisione seria e serena di svezzare la bimba dal seno. Occorre ad es. che dopo la poppata della buona notte, lei si ‘sfili’ dal lettone e lasci che a gestire i risvegli del bambino sia suo marito (o altra persona di cui il bambino e lei vi fidate). Ci saranno delle proteste (forse deboli o forse per niente) ma lei può stare tranquilla perchè sa che qualcuno lo sta confortando. Al mattino potrà dargli la poppata del buongiorno. Non è una ricetta magica che funziona sempre, e ogni famiglia deve personalizzare tale tecnica – il minimo comune denominatore essendo sempre la gradualità e la sensibilità nei confronti del bambino che abbiamo davanti.

 Ho allattato già la mia bimba di quattro anni al seno fino ad un anno di età. Il mio secondo bimbo pesava alla nascita 4 kg e 100. A un mese pesava 5150, a due 6100. Fino ad una quindicina di gg fa la situazione notturna era gestibile. Mangiava un paio di volte e si riaddormentava. Ora però che a tre mesi pesa 7300 è diventato “insopportabile “. Si sveglia 7 o 8 volte. Eppure è proprio di notte che ho molto più latte…di giorno mangia più o meno ogni tre ore e dorme tranquillo …
Ho chiesto alla pediatra di dargli una pappina la sera ma mi ha sgridata. Mi ha risposto che prima di 4 mesi e mezzo non si svezza nessuno. Che lui mangia troppo in quanto di notte non lo dovrei allattare e di giorno ormai dovrebbe mangiare solo 4 o 5 volte. “ne vogliamo fare un obeso?”mi è stato detto. Sinceramente sapevo che il latte materno aiuta anche ad evitare l’obesità ma guardo mio figlio qnd mangia: è vorace, ha fame e le sue poppate non durano più di 10 minuti poi si stacca mi guarda soddisfatto e mi sento felice. Solo vorrei dormisse quattro ore di seguito la notte. Che fare? dormiamo già vicini nello stesso letto e poi?

Capisco quel suo desiderio di quattro ore di sonno, ma … l’altro non è ancora pronto. Questi bambini ‘poppoloni’ somigliano un po’ a quei mariti insaziabili che vogliono “farlo” sempre :-)
In realtà è tutto normale e anche se allatta tanto la notte il rischio obesità è veramente basso proprio perchè assume latte materno. Le pappe prima dei sei mesi possono non essere ben tollerate e non stimolare un’adeguata maturazione immunitaria: l’intestino non è solo l’organo della digestione ma anche il più grosso organo dell’immunità. Chi vuole avere cioè un bambino che dorme (e non è detto) ma che si ammala sempre? Il mio suggerimento è di dormire quando dorme lui (la nonna può dare una mano con l’altro) e pazientare un altro po’ – si assesterà presto.

 Sono mamma di un bambino di due anni e quasi 6 mesi allattato al seno e cresciuto bene pur essendo nato un po’ sotto peso 2,7 kg. All’inizio era spesso attaccato al seno perchè essendo piccolo si addormentava mentre ciucciava,così ha preso l’abitudine a dormire con il seno.
Ora dopo più di due anni per dormire vuole sempre il seno. Ho provato il metodo Estevil per 24 ore ma per tutto il giorno ha dormito solo 4 ore (dalle 2 di notte alle 6) poi non ha più dormito fino a mezzanotte del giorno dopo e io ho mollato il metodo (che mi sembrava ingiusto e inutile).
Ho provato sin da piccolo a fare rituali della nanna con storie, massaggi, canzoni,….ma non ha funzionato niente.
Io lavoro part-time e al pomeriggio è mia madre che dovrebbe farlo dormire ma quasi mai ci riesce… Come posso fare per staccarlo dal seno senza farlo piangere?

E’ molto comune per i bambini allattati al seno addormentarsi col seno. Non è una “dipendenza” acquisita, ma un meccanismo selezionatosi probabilmente con l’evoluzione dell’uomo e di una modalità di accudimento che garantiva, e ancora lo fa ai tempi nostri, nutrimento e protezione della prole allo stesso tempo. Molte mamme non se ne dolgono e lasciano che il bambino maturi spontaneamente, magari con delle ‘spintine’ come ne può leggere nelle FAQ. Se leggerete Allattare.net potrete poi trovare chiarimenti su cosa e normale cosa no. Infatti quello che mi riporta non è un *problema* in assoluto ma lo è spesso agli occhi/giudizio di altre figure (la nonna? il pediatra? amici?altri?). Oppure è un problema per lei (per la sua vita sociale? o sessuale? per il suo lavoro?per la sua salute? altro?). Non mi stupisce che non abbiano funzionato né il metodo Estevil né i “rituali”. Il primo non funziona perchè non ha basi scientifiche e non insegna l’empatia nei confronti dei piccoli, lasciando poi l’amaro in bocca ai genitori. I cosiddetti rituali sono delle tecniche estrapolate dalla psicologia comportamentista senza poggiare sulla fisiologia della lattazione.

 Il mio bimbo ha quasi 15 mesi. Ho smesso di allattarlo di giorno perchè lavoro e va al nido, ma continuo la notte perchè altrimenti non dorme. Non solo si sveglia per poppare, spesso dopo un paio d’ore di sonno proprio non ha più voglia di dormire. Allattandolo, alle volte, riesco a rimetterlo a letto.
Vorrei sapere se faccio bene a non allattarlo più di giorno o se questo può peggiorare le cose la notte… Il bambino dorme davvero male e ogni consiglio è ben accetto!

La domanda da porsi è:” Qual’è la normale fisiologia del sonno nei bambini allattati al seno – e perciò essi stessi NORMALI – nel secondo anno di vita?”. La norma è quella che lei mi descrive. Perciò interpretare il sonno di suo figlio come disturbato (‘dorme davvero male’)è una lettura del nostro tempo, secondo la quale il bambino deve fare una tirata di sonno come noi adulti. Poppare ancora la notte inoltre andrebbe salutato come il mantenimento di un comportamento normale davanti al fatto che di giorno il piccolo va all’asilo in una fase precoce rispetto alla sua maturità sociale (che si raggiunge -ebbene sì- a tre anni: le ragioni per cui i bambini vengono mandati prima all’asilo sono legate all’organizzazione del lavoro degli uomini e delle donne…). Insomma, lei sta facendo bene. Se poi fosse stanca e non ce la facesse, allora il discorso andrebbe affrontato in maniera diversa, tenendo conto di questi aspetti.
Se vuole capire di più sul sonno dei lattanti legga Allattare.net e Besame mucho di C. Gonzales .

 Allatto al seno la mia seconda bambina da 4 mesi con successo. Sei pasti sino al terzo mese, cinque sino a due settimane fa. La bambina, sin dai primi giorni di vita ha sempre dormito tutta la notte (dall’ultimo pasto alle ore 22.00 circa sino almeno alle 6.00 del mattino)ma da circa due settimane il risveglio mattutino è sempre più anticipato (5.00, 4.00 3.00!!)è molto assonnata quindi mangia quanto basta per poi riaddormentarsi sino alle sei, sette del mattino. E’ possibile che io abbia poco latte nelle ore serali, posto che dopo il pasto delle 18.00 non riesce più a mantenere un intervallo di quattro ore ma spesso richiede di mangiare dopo due ore e mezza, tre?
I bambini allattati al seno, lo dicono tutti oramai, non hanno né orari né schemi, né a 1 mese né dopo: la sua bambina quindi si sta comportando in base alle sue esigenze nutrizionali e di sviluppo. La assecondi, perchè evidentemente *adesso* le serve questa poppata notturna che *prima* non c’era. Non c’entra il poco latte. Per capirne di più legga Allattare.net : le saranno svelati tutti i segreti (e i tabù) che circondano il mito del sonno continuato dei lattanti!

 Mio figlio ormai ha quasi 15 mesi però prende ancora il mio latte, pur mangiando di tutto, ormai il latte mi è rimasto solo nel seno sinistro (per mia fortuna) molto spesso salta il pasto per prendere il seno, lui lo prenderebbe sempre, di giorno di notte in qualsiasi momento della giornata, io non ce la faccio più, di notte si sveglia dalle 4 alle 6 volte, non dormo più da un pezzo, diciamo da quasi 15 mesi.. io non lavoro per cui sono sempre a contatto con lui e per me è difficile gestire questa situazione visto che non voglio farlo piangere, si cerco di distrarlo ma alla fine cerca sempre il seno ed io stanca glielo do, vorrei levarmi il latte, tempo fa avevo chiesto alla pediatra come fare però non sono del tutto convinta, ho letto che potrebbe fare male, vorrei un consiglio da lei, un’altra problematica e farlo dormire nel lettino, lui dorme solo nel lettone con noi e non ha intenzione di stare da solo, ho provato per due sere ma niente, come lo mettevo nel lettino si svegliava, la notte dormiva veramente poco come se sentisse la nostra lontananza, ma secondo lei si sveglia spesso perchè ha fame e ormai il mio latte non è più sostanzioso come prima?

Non necessariamente la necessità di conciliare la salute fisica (il riposo notturno) di una mamma con l’allattamento di un bambino grandicello passa per la sospensione drastica dell’allattamento. Ci sono vie intermedie, come quella di sospendere l’allattamento solo di notte (vv FAQ Svezzamento programmato) e mantenerlo di giorno. La famosa pillola può far male perchè tutto ciò che blocca una funzione fisiologica del ns corpo (come l’allattamento ben avviato) può dare dei contraccolpi sul fisico. Ma soprattutto non è la soluzione ideale dal punto di vista della relazione col bambino – non le pare?
La questione del latte sostanzioso o meno: è plausibile che l’organismo consumi una frazione del suo bilancio energetico senza motivo? ovviamente no. In realtà i bambini dal latte e dal seno ottengono anche contatto oltre che nutrimento , la natura ha messo le due cose insieme. Sul libro Allattare.net è molto ben spiegato che cosa significa allattare a lungo, e anche di notte e ci sono diverse strategie che le mamme adottano per continuare o per smettere.

 Ho 19 anni e un bimbo di 2 mesi che è abbastanza tranquillo mangia e dorme .. volevo chiedere una cosa è possibile fargli fare tutto un tiro la notte??? intendo farlo dormire tt la notte … come si potrebbe fare?? non perchè mi stanchi o mi scocci ma era giusto per sapere.
Vedo che è molto giovane e che probabilmente per questo tende a dare ascolto a “credenze e miti sul sonno dei lattanti” che vengono tramandati da persone più grandi ma non per questo più esperte. Se leggerà il libro Allattare.net capirà che il sonno dei lattanti è fisiologicamente spezzato :-) Il motivo principale anche se non unico è che hanno bisogno di mangiare poco e spesso. Pensi che solo fino a 2 mesi fa il suo bambino mangiava continuativamente h24 grazie al …cordone ombelicale. La transizione a pasti più radi e all’interruzione notturna avviene perciò con la fine dell’allattamento.

 La mia bimba ha un anno e la allatto ancora. Ne sono particolarmente contenta perché l’inizio dell’allattamento era stato difficoltoso. Ovviamente mangia di tutto. La notte si sveglia due-tre volte e si riaddormenta stando attaccata al seno. Mentre dopo la prima poppata della notte la rimetto nel lettino, le volte successive la lascio nel lettone con me, in questo modo riesco a riposarmi abbastanza non facendo su e giù dal letto. Quindi, e vale anche per la pennichella dopo pranzo, la bimba si addormenta al seno o comunque in braccio e solo quando dorme pesantemente si riesce a metterla nel lettino, per cui quando si risveglia si ritrova in un luogo diverso da dove si era addormentata… mi chiedo se va bene questa cosa, o se per la piccola è ogni volta un piccolo spavento. In molti mi dicono che dovrei addormentarla direttamente nel lettino, ma lei non vuol proprio saperne… anche quando è molto stanca e sbadiglia, se la appoggiamo nel lettino piange disperata. Va bene se continuo così (ad addormentarla al seno o in braccio) o si tratta di un vizio da eliminare, visto che la bimba non è più piccolissima?

“… mi chiedo se va bene questa cosa, o se per la piccola è ogni volta un piccolo spavento”: questo varia da bambino a bambino ed è con la sensibilità che ogni madre ha maturato dopo un anno di allattamento che si può meglio valutare
“In molti mi dicono che dovrei addormentarla direttamente nel lettino”: si tratta degli stessi ‘molti’ che di allattamento sanno ‘poco’
“o si tratta di un vizio da eliminare, visto che la bimba non è più piccolissima?”: come può leggere nelle FAQ e in Allattare.net, il ‘vizio’ è una interpretazione culturale di un bisogno infantile, in una cultura come la nostra che esalta la separazione precoce dei bambini dalle madri.

 Ho un bambino di 20 mesi e lo allatto ancora perchè è l’unico modo per addormentarlo. So che è un brutto vizio ma non ha mai voluto nè ciuccio ,nè biberon. La notte si sveglia spesso e una volta riesce ad ottenere il suo tanto desiderato latte perchè,sfinita,glielo permetto. La prego di aiutarmi a risolvere questo problema che le assicuro mi sfinisce.
Se è sfinita allora deve con tutta probabilità attuare lo svezzamento notturno (vv FAQ Svezzamento programmato), che consiste nel lasciare il bambino dalle 24 alle 6 con qualcun’altro (che lo coccola, passeggia ecc e ne allevia i pianti) consentendole di “ricucire” la relazione d’allattamento di giorno (almeno per un altro po’) per non troncare l’allattamento di botto – se possibile. In realtà questa modalità d’addormentamento non è un vizio, ma la modalità prevista in natura per addormentare i cuccioli di mammiferi umani. Se è stata chiamata ‘vizio’ è perchè solo recentemente nella storia dell’umanità il dormire insieme ai genitori è … passato di moda.

Frequenza

 Il mio terzo bimbo ha 3 mesi e 5 giorni, pesava 6 kg abbondanti la scorsa settimana. Il primo mese ha preso 1,8 kg e il secondo 1,2 kg solo con il mio latte. Fa 6 poppate durante le 24 h, la notte lo devo svegliare io poichè fa pause molto lunghe (anche 7 ore) e il seno mi fa male. Ora di giorno la durata della poppata è molto diminuita: prima durava mezz’ora circa ogni 3 ore, adesso dura al massimo 15 minuti; volevo sapere se lo devo attaccare al seno più spesso visto che prenderà una minore quantità di latte ogni poppata.

Sono i bambini che regolano l’andamento della ‘vettura’. Se però la ‘vettura’ soffre, allora è indicato chiedere aiuto al conducente :”Vuoi, per piacere, poppare un pò di più così il seno smette di dolermi visto che probabilmente gli serve ancora tempo per mettersi in pari con le tue reali – e ridotte – esigenze?”

 L. ha due mesi e 15 giorni pesa 6 kili lo all’atto esclusivamente al seno. Si attacca bene ma frequentemente, a me sembra che voglia il seno anche per dormire perché’ dopo circa 1 ora e mezza piange e cerca il seno per poi addormentarsi attaccato. Dopodiche’ dorme per poco e quando si sveglia si vuole riattaccare. Volevo sapere se devo assecondarlo ogni volta oppure proporgli il ciuccio per dormire.Con il primo figlio ho abbandonato l’allattamento perché soprattutto alla sera era sempre attaccato al seno e se tentavo di staccarlo urlava ed io non capivo se aveva fame, mal di pancia o altro. Aiutatemi non vorrei arrendermi anche questa volta.

L’allattamento è un processo unico e irripetibile, diverso da donna a donna e da bambino a bambino, pur nella generalità dei principi fisiologici che lo governano. Quello che voglio dire è che se *il suo bambino* fa così è perchè questo è il miglior modo che lui ha di fare nel contesto in cui si trova, cioè con ‘quel’ seno, ‘quel’ latte ecc. E quindi va assecondato ANCHE se talora è pesante, ANCHE se gli altri non fanno così, ANCHE se piovono consigli e critiche da tutte le parti. Probabilmente si tratta di un bambino ad alto bisogno di contatto (come il suo primo), probabilmente ha bisogno di sentirsi in una fascia (se a lei piace), probabilmente rallenterà i ritmi nel tempo . Probabilmente questo è un caso per cui la mamma trova grande giovamento nel farsi seguire da una Consulente Professionale IBCLC.

 B. è nato a 36+4 settimane, peso 2,900 Kg. Allattato esclusivamente al seno, oggi, a 41 giorni, pesa 4,360 Kg.Fino a circa tre giorni addietro io e lui eravamo riusciti ad ottenere una certa regolarità nelle poppate: richiedeva il seno ogni 2 ore circa. Anche la notte si svegliava con una certa regolarità, poppava e poi, una volta riaddormentasosi sul seno, lo riponevo nella culla accanto al lettone. Da tre giorni tutto sembra essere cambiato. E’ nervosissimo, vuole stare sempre attaccato al seno(e quando dico sempre significa letteralmente SEMPRE), sempre e solo in braccio alla mamma. Non riesco più a posarlo nella cesta nè di giorno nè di notte, perchè urla e strepita. Anche se lo poso addormentato nel cestone, dopo dieci minuti si sveglia e vuol essere preso in braccio ed attaccato al seno. Sembra avere una fame divorante e voler solo IL seno della mamma, per mangiare e per dormici su. E’ normale? Sarà un momento passeggero? Ritornerà ad avere un certo ritmo, o devo pensare che sarà sempre così d’ora in poi?

E’ normale :-) Il bambino ha voglia di ancora più contatto, anche se poppa già frequentemente. Dai dati di una (seria)ricerca australiana pubblicata nel 2006 il numero di poppate nei primi sei mesi oscilla normalmente da 6 a 18 (lo può leggere su Allattare.net). Un trucco efficace adottato dalle mamme che allattano con successo è di tenere il piccolo accanto a sè nel letto la notte.

 Il mio bimbo ha 2 mesi,quanto latte dovrebbe assumere durante il giorno?Il fatto che cresca 1 kg al mese nonostante alla sera io abbia i seni sgonfi e lui vuole stare sempre attaccato mi può far stare tranquilla?

La produzione di latte giusta per la crescita varia da 500 a 1000 ml al giorno, in media. Ogni bambino determina quello che è giusto per sè, facendo più o meno poppate. Quando si arriva all’equilibrio fra domanda del bambino e offerta dei seni, questi appaiono … sgonfi. Può perciò stare tranquilla (legga bene le Basi e, per approfondire, il libro).

 La mia bimba ha 2 mesi e cresce bene (120 gr in 4 giorni) però si attacca sempre molto frequentemente di notte. Noto però che i miei seni sono diminuiti molto di volume e sono molto morbidi, se li spremo esce latte senza fatica però ho paura che stia andando via il latte. E’ normale che il seno si sgonfi? Ho perso praticamente una taglia (naturalmente ho una prima, subito dopo la montata si era stabilita una quarta ora una terza o giuù di lì).

L’ammorbidimento dei seni corrisponde al raggiungimento del perfetto equilibrio fra domanda e offerta, cioè la calibrazione mammaria, che si realizza usualmente dopo la 6a settimana. La natura prevede infatti che non ci sia alcun disagio o fastidio o pesantezza da parte di un’organo così ben inserito nella nostra struttura biologica a prescindere dalle fasi in cui si trova (riposo, inizio attività, attività a regime, riposo di nuovo).

 Fino a tre mesi ho allattata esclusivamente la bimba al seno poi la produzione del latte è diminuita anche perché la bimba si è regolata da sola su 4 poppate al giorno di circa 200 gr ogni 4 ore e la notte un sonno prolungato di circa 11 ore. Da un mese sto integrando con il latte artificiale ma non sono soddisfatta dal momento che, nonostante abbia assunto per 20gg GALEGA TM (20 gtt/3 volte al dì) ed ora, da 10 gg LACTOGAL (1cucchiaino da tè diluito in 1/2 bicchiere d’acqua/5 volte al dì), il mio latte non fa che diminuire.
Vorrei sapere se faccio male a pensare di riaccorciare la distanza tra una poppata e l’altra, magari arrivando a 5 poppate ogni 3 ore e conservando il sonno notturno prolungato o se invece sia meglio riabituare la bimba alla poppata notturna.
Aggiungo che, ovviamente, sono molto felice che la bimba dorma bene la notte ma sarei ancora più felice che ricominciasse a nutrirsi esclusivamente al seno.

La fisiologia comporta suzioni frequenti (8-12) nelle 24 ore, se vogliamo garantire al lattante una produzione adeguata di latte. Queste suzioni sono solitamente indicate dal bambino che, non subendo manipolazioni relative al distanziamento delle poppate (con succhiotti, tisane, passeggiate ecc) realizza così autonomamente il suo obiettivo di crescita (in coerenza con ciò, dormire tanto la notte è un’esigenza più nostra che dei bambini ). Poichè le tisane che assume sono solo di supporto a drenaggi *completi e frequenti* del seno (e neppure ci sono prove scientifiche della loro efficacia), non ci si può aspettare che magicamente risollevino la sua produzione di latte. E’ solo lei quindi che può decidere se la rende più felice allattare *affidandosi * alla richiesta della piccola e quindi più spesso e di notte, liberandosi totalmente dell’aggiunta di latte artificiale; o allattare solo una volta in più per mantenere cmq la continuità del sonno (e forse sempre con un’aggiunta di artificiale).

 Ho una bimba di 20 gg , pesa 3315 (nascita 3060) fa 5-6 pasti al giorno, gli ultimi due pasti serali sono più scarsi, sento i seni meno pieni (verificato con doppia pesata) e di notte dorme 7 ore. Cosa mi consiglia, la devo svegliare anche la notte ? Inoltre la bimba è un po’ pigra, temo non stimoli abbastanza il seno, cosa posso fare?
Sto pure assumendo il Lactogal fra una poppata e l’altre e un litro di tisana al finocchio al dì.

Sì, la svegli la notte – tenga presente che se i bambini stessero nel lettone accanto alla mamma – che è il loro ecosistema –  si sveglierebbero da sè. I prodotti che sta assumendo non sono basati su evidenze scientifiche e beva le tisane se le piacciono: quello che fa latte in realtà è il frequente, completo drenaggio dei seni. Che,tempo due giorni, sentirà più pieni.

 Ho partorito 13 gg fa con parto naturale un bimbo di 4,030 Kg. L’ho sempre allattato al seno arrivando la settimana scorsa a 4 poppate da circa 200 g l’una. Questa settimana però il latte ha iniziato a scarseggiare ed il piccolo svuota tutti e due i seni rimanendo comunque insoddisfatto. Ci tengo molto a continuare l’allattamento al seno e da ieri ho aumentato le poppate a 7 al fine di riattivare la produzione di latte. Oggi ho continuato ad attaccarlo al seno con poppate da circa 100 g l’una ogni volta che il bimbo voleva ma neanche così sembra che possa essere soddisfatto né che la produzione si riattivi. Premetto che non è mai stato un dormiglione durante il giorno quando invece la notte dorme tranquillo anche per 7/8 ore ma ora piange anche parecchio soprattutto nelle ultime poppate. Potete darmi un consiglio per fare in modo che il latte torni.

È successo che il seno, lavorando 4 volte al giorno, si è impigrito come un muscolo che lavora poco. Quando è arrivata la richiesta di maggior cibo, non aveva l’elasticità di offrire di più. La misurazione del latte (anche se cospicua) è stata perciò falsamente rassicurante, mentre l’aver aumentato il numero delle poppate è stato un passo nella giusta direzione. Vediamo però che 7 poppate da 100 ml non hanno egualmente soddisfatto il piccolo (non a caso si suggeriscono 8-12 poppate nelle 24 ore mediamente, nelle prime settimane di vita). Il nocciolo della questione è di focalizzarsi sulle sue esigenze e attaccarlo più volte, quante ne vuole , evitando di fare le doppie pesate. Dormire 7/8 ore può sembrare positivo a una neo-mamma, ma comporta un ridotto numero di poppate e quindi di dover fare i conti col pianto (= richiesta insistente) del piccolo verso sera. Insomma o lo tiene attaccato tante volte la sera per fargli fare “il pieno” o lo porta nel lettone di notte, dandogli l’occasione di girarsi verso il seno e servirsi in automatico. In ambo i modi il numero di poppate aumenta secondo la richiesta del bambino, e col giusto tempo (circa 48 ore) le mammelle si tareranno su una disponibilità di latte pari alle sue esigenze.

 Ho una bimba di 4 mesi nata a termine di gr 2450 e con calo fisiologico 2280. Allatto esclusivamene al seno e non uso ciuccio. La crescita è un po’ scarsa.
30/08 gr 4480
24/09 gr 4860
22/10 gr 5120.
Può dipendere dal valore nutrizionale del mio latte?
La bimba non piange per fame fa circa 6-7 pasti e 1 ancora la notte. L’allattamento è a richiesta e la tengo attaccata al seno il tempo che vuole.
Esame urine consigliato dal pediatra negativo. Il pediatra mi ha suggerito di introdurre un pasto di latte artificiale o la frutta con biscotto granulare.
Come sarebbe meglio fare? La bimba inoltre non è abituata al biberon.

Il latte poco nutriente non esiste. Esiste assai più concretamente il poco latte a causa di poche poppate (mamma più indaffarata? ripresa lavorativa? viaggio o trasloco? malattia? ecc) che, in una bambina che alla nascita era al 3° pct (vv curve OMS fra i Links), la stanno riportando verso questo stesso centile, dopo essersene discostata per un paio di mesi. Confido che nel suo caso ci sarà un netto miglioramento con poppate più frequenti di notte (se la porti a letto) e di giorno. In alternativa lei si potrebbe estrarre del latte (manualmente o con tiralatte) ed evitare così di far assumere *in prima istanza* (argh) alla piccola latte artificiale o la frutta e biscotto granulare (doppio argh). Se non vede miglioramenti in una settimana mi riscriva.

 Allattare mentre si stanno facendo antidolorifici dopo un parto cesareo fa male al neonato? Un neonato di 1 giorno è normale che dorma sempre? e che allatti dopo un cesareo ?
Un neonato di 24 ore può dormire quasi sempre e poppare tre volte; è assai probabile stia smaltendo gli effetti dell’analgesia. In tutto il mondo si allatta dopo un cesareo, sia in anestesia locale che generale: nel primo caso attaccando il bambino direttamente *in sala operatoria* e portando tutti e due così in stanza. Gli antidolorifici/anestetici rendono il neonato meno “attivo” nelle ore successive  – a meno che l’anestesita non sia amico dell’allattamento e non calibri *perfettamente* il dosaggio dei farmaci – ma passate le 24 ore, e stimolandolo, il lattante può e deve essere sollecitato a raggiungere il seno sempre più spesso.