Prolungato

 Le riscrivo dopo cinque mesi, ora la mia bambina ha venti mesi ed è ancora allattata alla sera (prima della nanna) ed al mattino (fa colazione solo con il mio latte).
Durante la notte, in questo ultimo periodo, i risvegli si sono notevolmente ridotti e se capita è sufficiente avvicinarla o darle da bere un po’ di acqua, se la richiede, per continuare il suo sonno. A questo punto la mia domanda è: è sufficiente che al mattino faccia colazione sono con il mio latte? Anche perché non riesco proprio a capire quanto latte possa succhiare, in quanto il seno non è gonfio, ma se provo a spremerlo effettivamente esce ancora latte! Comunque la piccola quando si stacca è tutta soddisfatta!
Ho anche provato a proporle il latte con i biscotti, ma non ne vuole sapere, e poi comunque vuole succhiare.
A pranzo, merenda e cena mangia tutto quello che le proponiamo . La bimba non ha mai avuto problemi di salute, ai controlli il pediatra non ha mai riscontrato problemi di crescita. Cosa ne pensa e cosa mi consiglia?

Lei le sta dando ancora qualitativamente e quantitativamente il miglior latte possibile immaginabile, non solo, ma pensi poi a una cosa: se la bambina è stata così brava a succhiarne le quantità necessarie per crescere adeguatamente solo con esso nei primi sei mesi di vita, perchè dovrebbe essere diventata meno competente nella gestione dei suoi bisogni adesso che è cresciuta?? non le sembrerebbe un pò strano se da un lato fosse progredita nel crescere, parlare, camminare, socializzare e dall’altro fosse regredita a fare qualcosa di controproducente per la sua salute fisica e sviluppo psico-motorio?? è mai possibile che l’allattamento sia *funzionale* solo fino a tot (mi dica lei quanti) mesi e dopo no? :-)

 Ho un bambino di 19 mesi che ancora allatta e non so come fare per poterlo staccare dal seno. Il bambino si attacca parecchie volte al giorno e non so se è un bene o un male, tenga presente che il bambino è in ottima salute e mangia tutto,l’unica cosa è che non beve volentieri il latte artificiale. cosa mi consiglia di fare?
Può leggere come fare uno svezzamento dal seno leggendo le FAQ, ma prima di decidere se è bene o male esamini i seguenti punti di vista.
Dal punto di vista antropologico è un bene: il bambino sta bevendo un latte di specie.
Dal punto di vista della salute fisica infantile è un bene: il bambino sta bevendo il latte che più gli dà vantaggi di salute.
Dal punto di vista della salute materna è un bene: meno rischio di cancro all’ovaio e al seno e di diabete di tipo adulto.
Dal punto di vista psicologico è un bene: il bambino riceve nutrimento e attaccamento in un colpo solo.
Dal punto di vista sociale è un bene: il bambino riceve educazione oltre che nutrimento (sa quando si può fare e quando no).
Dal punto di vista ecologico è un bene: lei consuma meno latte artificiale e animale e perciò produce meno CO2.
Dal punto di vista dei consumi è un male: lei spende poco, porta poco il bambino dal dottore e meno ancora lo ricovera in ospedale.
Dal punto di vista dell’approvazione sociale è un male: la gente critica tutti coloro che si discostano dalla ‘norma’ generale.

 Sona la mamma di una bimba di 15 mesi che ancora oggi è allattata al seno (colazione, al rientro dal lavoro ca. alle 18,30, ma non sempre, prima di addormentarsi e durante i risvegli notturni che fortunatamente si stanno diradando).
Gradirei sapere se è il caso di inserire anche il latte vaccino, che non ho ancora proposta alla bimba se non sotto forma di formaggio (ricotta, certosa, robiola, formaggino, parmigiano) e yogurt.
Premetto che la bimba, pur non essendo grossissima, pesa solo Kg. 9,500, non ha mai avuto nessun problema di salute e ha sempre accettato tutte le pappe proposte (mangia tutto, anche se è un po’ distratta, ossia deve essere sempre indaffarata a fare qualcosa sul tavolinetto del suo seggiolone per aprire la bocca, ad esempio spargere pizzichi di formaggio grana nella sua pappa!), inoltre è di una vivacità incredibile senza per altro essere capricciosa (almeno per adesso!).
Le pongo questa domanda, in quanto sento che le altre mamme danno interi biberon di latte vaccino con biscotti tipo plasmon, io personalmente non ho ancora utilizzato questo tipo di beverone né al mattino né alla sera prima di andare a dormire, ma mi chiedo se il latte che ancora succhia da me sarà sufficiente alla sue esigenze e soprattutto se posso ancora andare avanti così come sto facendo e per quanto tempo (allattarla non mi è mai pesato né prima né adesso).

E’ stata chiarissima, e altrettanto sarò io: lei sta fornendo alla sua bimba il ‘latte di specie’ non il latte di un’altra specie con un eccesso di grassi, proteine e sali, per non parlare delle inutili calorie fornite da biscotti conditi con grassi vegetali di scarso valore (olio di cocco o olio di palma:  quello che costa di meno sulla piazza). Continui ad allattarla finchè se la sente e le fornisca latte vaccino in piccole quantità, tal quale e come qualsiasi altro cibo.

 Il mio terzogenito (20 mesi) ha una grande passione per il “lattuccio” di mamma. Mi fa piacere, ed anche comodo, allattarlo ancora, ma ultimamente durante il giorno la sua è una richiesta continua. Sto provando quindi ad usare i suoi consigli per lo svezzamento programmato, in modo da ridurre le poppate almeno durante il giorno. Vorrei però sapere se la poppata mattutina è, per un bimbo della sua età (>97 perc. in altezza, 50-75 perc. in peso), nutriente quanto una colazione a base di latte vaccino. E poi, perchè i pediatri insistono tanto sulla necessità di togliere il latte materno ai bambini dopo una certa età?
A 20 mesi l’aspetto nutrizionale dell’allattamento è irrilevante rispetto a quello relazionale – nondimeno c’è del nutrimento, in quanto il latte che lei fornisce è latte ‘specie-specifico’ ed è stato provato che nel secondo anno di vita esso è percentualmente più grasso. Nei miei studi pediatrici non mi è stato insegnato nulla di fisiologia dell’allattamento e ancora meno di come sostenere le mamme: non mi meraviglia quindi che i miei colleghi proibiscano quello che non conoscono e, se sono donne, quello che non hanno sperimentato.

 Mio figlio ha quasi 20 mesi ed è stato allattato al seno da subito con mia grande gioia; ora continua a richiedere il seno nonostante abbia un’ alimentazione regolare e mangi di tutto. Il seno è diventato un ciuccio ..una coccola….. il problema è che la notte si sveglia una/due volte e si riaddormenta solo con il seno !!!!! Vorrei smettere di allattarlo ma ho paura di togliere qualcosa di prezioso per il suo equilibrio !!!!!!! cosa dovrei fare ?????
Per la verità il seno è da sempre anche ciuccio, solo che all’inizio la funzione nutrizionale prevale. Non c’è niente di male che il bambino si addormenti col seno, è stato ‘progettato’ così . E’ solo che la cosa viene criticata da tutti in una cultura che dà biberon e proclama l’indipendenza precoce dei piccoli. A questo punto lei ha le informazioni da ambo i fronti e può decidere cosa fare – purtroppo nessuno glielo può dire…

Ho due bimbe una di cinque e l’altra di due anni, la piccola di due anni l’allatto ancora, con piacere, anche perchè lavorando e non potendomela godere almeno la sera e la notte mi fa piacere allattarla, anche se non so se esista un limite temporale a questo, ossia fino a che età è utile ed opportuno allatare al seno. Ciò che mi preme inoltre sapere è cosa fare perchè la piccola beve volentieri il mio latte, mentre, ha spesso, per non dire sempre, inappetenza, infatti, pesa 11 kg scarsi, si ammala spesso (raffreddore, febbre, tosse, cattiva respirazione e sono costretta a somministrarle tachipirina, ventolin, bentelan o l’antibiotico del caso) probabilmente perchè la sorellina porta a casa i virus dall’asilo, e non so se esista qualcosa che possa darle per stimolarle l’appetito e renderla piu’ forte, le do la pappa reale ma non sortisce grandi risultati!!
Lei sta già facendo il massimo per la piccola, mentre 11 kg sono appena sotto il 50° pct secondo le curve OMS (vv Link). Non esistono termini oltre cui allattare non è accettabile (nè su quali termini: nutrizionali? morali? economici?) : antropologicamente parlando i nostri antenati allattavano per 4-7 anni. Se ne preoccupi quando comincerà a stufarsene!

 Il mio bimbo ha 15 mesi e viene allattato al seno la mattina e la sera, ma io credo che la quantità di latte che mangia sia minima, circa 70 ml. e credo sia poco per un bimbo della sua età anche se devo dire che non è un mangione nemmeno di pappa, lui mangierebbe in grandi quantità la frutta, il fruttolo e lo yogurt, ma pasta, carne ect. non ne mangia molto.
Comunque ritornando al latte, è lui che si stacca dal seno e non sembra abbia ancora fame, ma io temo che il mio latte sia proprio diventato poco. Dovrei dargli il latte nel biberon?

Se il bambino mangia latticini e yogurt e cresce e sta in salute, non c’è necessità di aggiungere latte vaccino tal quale e col biberon. Fra gli alimenti ricchi di calcio non dimentichi la ricotta e le mandorle; fra quelli ricchi di ferro i legumi e il germe di grano (che può essere spolverato sullo yogurt).

 Sono la mamma di un bimbo di 16 mesi. Ho smesso di allattarlo al seno, per scelta, ( e ne sono gà pentita) da pochi giorni, il piccolo ha accettato, suo malgrado la cosa, ma prende pochissimo latte dal biberon. Vorrei sapere c’è una dose precisa di latte che i bambini così piccoli dovrebbere assumere? In compenso mangia yogurt ogni mattina e spesso la ricotta o mozzarella può bastare?
La quantità di latte raccomandata nel secondo anno di vita va dai 200 ai 400 ml al giorno. Latticini e yogurt sono ancora più importanti se tali volumi non vengono raggiunti.

 Sono la mamma di Alessio che allatto felicemente da ben 2 anni.
Vorrei provare gradualmente ad interrompere l’allattamento perchè vedo che Alessio si sta attacando sempre di più e quando non ci sono piange perchè vuole la sisa, non vorrei combinare qualche pasticcio….purtroppo o per fortuna non ha delle abitudini, prende la sisa quando vuole ed anche la notte.
Qualche consiglio per iniziare ad allentare la presa?

In genere i bambini allattati a lungo non piangono per avere la sisa … più di quanto non piangano i bambini di questa età che vogliono … la mamma. Farei quindi molta attenzione a non scambiare il *particolare* per il *generale*, anche se forse tutti intorno a lei lo fanno. Oltre che leggere le FAQ di Svezzamento graduale perciò la inviterei a fare una Consulenza diretta, per capire bene i termini della questione e rassicurarsi così che non è per via dell’allattamento che si causano i pasticci.

 Ho letto delle esperienze delle mamme sull’allattamento prolungato e sono veramente felice di essermi sempre ascoltata nonostante ciò che gli altri mi dicevano pensando di sapere.
In pratica io allatto ininterrottamente da sette anni tra la prima e il secondo. Preferendo io il distacco naturale e senza traumi la bambina ha bevuto il mio latte anche quando è nato suo fratello. Era giudiziosa così le ho spiegato (aveva quasi quattro anni) che poteva continuare a berlo ma solo quello che avanzava dalla poppata del fratellino che ne aveva più bisogno.. lentamente poi si è staccata. Il piccolo di tre anni e un mese è un po’ meno giudizioso, e anche se nell’ultimo mese mangia un po’ di più io penso che la sua buona crescita sia stata agevolata dal mio latte.. non trovo altra spiegazione. Sono contenta perché ho imparato in questi sette anni e laddove avevo qualche dubbio il vostro sito e quello della Leche league mi sono stati utilissimi. Tutt’ora mi scontro con numerosi preconcetti, disinformazione, ignoranza.. ma non me la prendo più perché mi sento fortificata dalla mia stupenda esperienza. A volte, è vero, sono un po’ stanca perchè il piccolo è stancante in tutti i sensi e specialmente quando vuol bere la notte, però poi penso al latte come medicina e penso che passerà e anche lui si staccherà senza traumi. Entrambi sono abbastanza indipendenti e con le idee chiare contrariamente a quanti mi dicevano che con l’allattamento prolungato (tanto prolungato)sarebbero stati invece dipendenti, come se il latte e questo fatto invece così naturale fossero una “droga”. Sono trascorsi sette anni e ho aspettato questo momento per poter dire non soltanto che stavo facendo la cosa giusta ma che potevo anche provarla… Quindi auguro a tutte un buon proseguimento di allattamento e suggerisco a tutte di ascoltare il proprio istinto senza lasciarsi influenzare da chi in fondo non sa o parla per sentito dire.
Saluti Alessandra Bertoncini

Grazie per la testimonianza.

 La mia bambina ha 13 mesi e la allatto ancora.
La sua è una cosa psicologica, per lei è una coccola, una sicurezza, un modo per avere la certezza che la sua mamma è accanto a lei.
Ogni volta che mi vede tornare dal lavoro, a pranzo e nel pomeriggio, come mi vede vuole poppare e è impossibile distrarla. Una volta che ha preso il suo latte torna serena.
La bambina mangia tutto, non da nessun problema da questo punto di vista e io sinceramente non ho fretta di smettere di allattarla, non mi pesa, anzi lo faccio volentieri, ma ho paura che ci sia qualcosa di sbagliato. Ho paura che si sappia consolare solo in quel modo e non so se sto sbagliando qualcosa.
Sottolineo che io sono molto fisica con lei, la bacio e la coccolo tantissimo e anche lei lo è, o per carattere o per abitudine. Anche la notte si sveglia ancora due volte circa per il latte e molto raramente riusciamo a riaddormentarla senza seno. Non prende nè il ciuccio nè nessun altro tipo di latte o bevanda calda.
Come devo fare? E’ giusto che io l’assecondi? Sinceramente di smettere tutto un botto non me la sento proprio. Credo che rimarrebbe solo traumatizzata e ne soffrirebbe e assolutamente non lo voglio.

Sa qual’è il problema? è che una cosa fisiolgica e normale come quella che lei descrive e che funziona perchè si è evoluta insieme alla ns specie non è *più comune* e viene vista come strana. Per cui chi ne è protagonista, cioè la mamma finisce per sentirsi come una mosca bianca…

 Sto continuando ad allattare felicemente il mio secondogenito di 13 mesi(colazione, spesso il pomeriggio quando torno dal lavoro, sera prima della nanna e talvolta la notte) e mi chiedevo se è normale che dopo tutto questo tempo non mi sia ancora comparso il capoparto.Con la mia primogenita il ciclo mi era tornato intorno ai nove mesi ma il maschietto prende decisamente più latte della sorella.
A onor del vero io non mi preoccupavo minimamente di questa cosa ma oltre ai commenti allarmati di mamma/suocera/colleghe ora anche il mio medico di famiglia mi ha detto che forse sarebbe il caso di fare un controllo dal ginecologo…generalmente mi vede una volta l’anno ad agosto, devo anticipare?
Inoltre volevo sapere se è vero che con l’arrivo del ciclo il latte cambia e perde sostanza, me lo dicono in tantissime.

L’assenza di ciclo è un fenomeno biologicamente previsto che riflette l’intensità/la frequenza/l’orario delle poppate. Molte mamme perciò hanno il capoparto dopo il 2° anno di allattamento in ragione di una maggiore inibizione del meccanismo ovulatorio. Il processo è “naturale” e comporta risparmio di ferro per la mamma, la protezione dal cancro mammario e ovarico, la protezione dal rischio osteoporosi in età avanzata e altro ancora. Può riportare questi dati ai suoi familiari, mentre può – con le dovute premure – informare il medico di famiglia di informarsi, per es. scrivendomi: sarò felice di rispondere.
Alle mamme che, avendo smesso di allattare prima non hanno perciò idea di cosa stanno parlando, dirà semplicemente che il latte umano si adatta all’età del bambino allattato, per rispondere alle esigenze nutrizionali diverse di un bambino grandicello rispetto a un neonato. E’ perciò *vero* che cambia, e qui sta il bello, ma *falso* che sia privo di sostanza. Tanto è vero che chi vende ha tentato di copiare il modello, inventandosi latti “di partenza”, latti “di proseguimento” e latti “di crescita”.

 Quando si parla di allattamento prolungato fino a quando si intende? La mia bambina ha 27 mesi ed ancora mi chiede di attaccarsi (diverse volte al giorno, oppure solo un paio a seconda delle giornate), la cosa non mi pesa, anzi mi fa piacere, ma mi domando, succhierà qualcosa, visto che non mi sembra di avere più niente e lei si attacca per pochi minuti?
La definizione di allattamento prolungato è puramente “accademica” e niente affatto condivisa: poichè da noi solo il 10% delle donne allatta fino all’anno, allora si definisce prolungato l’ allattamento oltre tale termine. Allattare a 27 mesi e con piacere è (o dovrebbe essere) normale, in quanto i nostri corpi vi sono biologicamente predisposti. Se succhia senza arrecare fastidio, allora passa del latte. Questo è biochimicamente differente dal latte dei primi mesi ma perfettamente e unicamente adattato alle esigenze di un organismo di 27 mesi.E scusate se è poco.

 Ho un bimbo di due anni e sette mesi che sto ancora allattando, quando me lo chiede (soprattutto la notte quando si sveglia e prima di addormentarsi, ma anche durante il giorno se ne ha voglia); io ne sono molto contenta; ultimamente però, soprattutto a sinistra, mi capita di sentire un po’ male quando succhia, è normale? E poi, prenderà del latte oppure non le viene più niente perchè il mio latte è finito (come sostengono i miei familiari)? Dovrebbere bere del latte vaccino? In realtà non lo vuole nemmeno assaggiare.

Il dolore non è mai normale: è un segnale del ns corpo per avvisarci che c’è qualcosa che non va (un microtaglietto o altro). Ai suoi familiari dica che se la bambina succhiasse ‘a secco’ il dolore sarebbe insopportabile: che provassero loro stessi! Il latte vaccino *non è* un obbligo: è un altro alimento, come la carne il pesce le verdure la frutta ecc mentre il latte umano è il latte per i cuccioli umani.

 Ho un bimbo di 27 mesi che ancora allatto quando me lo chiede di giorno e come routine la sera e la mattina..Sono separata ma in buoni rapporti con il papà.Il bimbo dorme anche da lui. Mi chiedo se averlo nel lettone e allattarlo possa creare qualche problema vedendo che la mamma è tutta per lui..E poi mi chiedo…smettono da soli di chiedere la tetta???
Per l’argomento in generale le consiglio di leggere le altre FAQ di Allattamento prolungato e il libro Allattare.net :-)
Nello specifico, la continuazione della relazione d’allattamento anche durante la notte con la condivisione del letto non è di per sè *causa* di problemi nello sviluppo infantile – è la relazione di attaccamento con la madre nel suo insieme che lo può essere. La relazione d’allattamento è semplicemente usata dagli psicologi come un ‘indicatore’ di potenziali disturbi , con l’aggravante che essendo pocco praticata hanno perso il senso della normalità di tale relazione.

 Sono la mamma di una bimba di quasi un anno, allattata al seno e a richiesta da sempre. Ho introdotto i pasti complementari senza mai smettere di darle il seno quando lei lo chiede.
Ora la notte si sveglia un paio di volte cosi’ io posso prendermi il mio riposo.
La mia intenzione e’ di continuare, ma mi sento un po’ debilitate, c’e’ qualcosa che posso fare per riprendermi le mie energie?

Nell’ordine: una visita medica per escludere eventuali patologie da *post partum* che NON vuol dire da allattamento, quali anemia e tiroiditi. Poi una consulenza con una Consulente IBCLC per esplorare l’ipotesi di una eventuale lieve depressione post-partum – che viene comunemente scambiata a livello sociale come ‘esaurimento fisico’ da super lavoro (allattamento).

 Sono la mamma di un bambino di nove mesi allattato esclusivamente al seno fino ai sei mesi; in seguito ho introdotto lo spuntino di metà mattina poi il pranzo , e poi la cena a partire dal mese scorso. Continuo a dargli il mio latte a colazione, a merenda , e la notte quando si sveglia, anche se non so se abbia effettivamente ancora fame o magari vuole solo un po’ di coccole.
Mentre il bambino all’inizio è cresciuto molto rapidamente, negli ultimi mesi non sta aumentando molto di peso: a 6 mesi e 13 giorni pesava 8,210 kg, a 7 mesi e 19 giorni pesava 8,570 kg e a 9 mesi 8,690 kg. La pediatra ha detto che comunque rimane nella norma del peso per la sua età, ma in ogni caso mi ha consigliato di sostituire sia la poppata a merenda con yogurt, frutta e biscotto oppure farina lattea, sia l’ultima poppata serale con il latte di proseguimento; mi ha detto, infatti, che il mio latte dopo nove mesi non è più così nutriente (anche se a me sembra di aver letto diversamente). In questo modo continuerei a dargli il mio latte solo la mattina a colazione e, se lo richiede, la notte. Volevo quindi chiedere:
1.è vero che il latte perde le sostanze nutritive andando avanti con il tempo?
2.mi consiglia di seguire le indicazioni della mia pediatra? 3.Quando si parla di proseguire l’allattamento fino all’anno di età e oltre, a quanti pasti si fa riferimento?

Mi sembra contraddittorio affermare che il peso ” rimane nella norma” e allo stesso tempo che questo stesso latte così buono fino adesso non lo sia più ” dopo nove mesi ” Saremmo l’unica specie di mammiferi il cui latte dopo un certo periodo (quale??) perde valore. Quello che invece è vero è che i bambini alla cui dieta a base di cibi solidi si aggiunge latte artificiale tendono a smettere di allattare al seno, sostituendo il meglio col mediocre. In realtà lei potrà continuare ad allattare al seno e aggiungere altro cibo nel piatto del bambino *se e quando* lo richiederà. Allattare al seno non comporta osservare un ‘numero’ definito di poppate ma di praticarle sempre su richiesta, sia per soddisfare la sete che il fabbisogno di nutrienti – che solo il bambino sa percepire attraverso il cambiamento di gusto – sia per soddisfare il bisogno di contatto/conforto.