Sonno

 Ho una bambina di 10 mesi che metto a letto alle 10 – 10:30 e fino alle 12:30 si sveglia ogni 1/2 ora. Quando si sveglia vuole essere cullata e a volte attaccata al seno.
Dopo si risveglia verso l’1:30, e poi verso le 2:30. A quest’ora in genere anche se l’attacco al seno non si riaddormenta bene e quindi dopo poco si risveglia e finisce che fino alle 3:30 – 4:00 rimango sveglia perchè lei non riesce a dormire.
Credo che dipenda dal distaccamento dal seno perchè se la tengo attaccata succhia ed è tranquilla ma se la stacco che non dorme bene si arrabbia e comincia a strillare. Sono disperata !

I bambini allattati al seno normalmente si svegliano ogni 3-4 ore e si riaddormentano se ‘riaccompagnati’ dalla poppata. E’ la modalità fisologica e solo alcuni accettano che venga sostituita da una passeggiata. La cosa più facile da fare quando i risvegli sono più frequenti (e questo può dipendere da come è gestito l’allattamento di giorno o altre ragioni che vanno approfondite) è di tenere la bambina nel lettone accanto a sè. In tal modo lei può riposare e la bambina si può attaccare tutto il tempo e le volte che vuole.

 Mia figlia ha 7 mesi. Lo svezzamento è iniziato a quasi 6 mesi e va molto bene. Da quando mangia 2 pappe al gioeno, di notte si sveglia una o due vote e attaccandosi al seno, dopo avere ciucciato bene, si riaddormenta. da 1 settimana circa di notte la piccola si sveglia ripetute volte e sembra inconsolabile. se l’attacco al seno si tranquillizza ma poi si stacca e rinizia a lamentarsi, inarcandosi e piangendo. non riesco a capire se è infastidita, magari dalle gengive che si preparano ai dentini, o da qualcos’altro. Dopo averla dondolata e addormentata in braccio, poi, appena la metto giù rischia subito di risvegliarsi. comunque mi chiedevo se continuare ad attaccarla al seno considerando che pare non servire a tranquillizzarla e se avete un’idea di quale potrebbe essere la causa di questo malessere notturno. Tra le altre cose la bimba ha iniziato il nido ma ormai è da un mese e mezzo che lo frequenta.
I risvegli notturni sono un evento frequente nei bambini allattati al seno , anche dopo il periodo dell’allattamento esclusivo. E’ facile che aumentino, e che si associno a sintomi di irritabilità come quelli che lei descrive, se teniamo conto della separazione e distacco creati dall’inserimento al nido. Questo non è previsto biologicamente dal giovane individuo della ns specie, essendo una pratica inserita solo recentemente nel ns stile di vita (consulta libro Allattare.net). Non sarebbe lei offesa la notte col suo ‘amante’ dopo essere stata mollata tutto il giorno ? La t-e-n-g-a  v-i-c-i-n-o a sè nel lettone, non avrà bisogno di dondolarla passeggiarla (e stancarsi) e l’attacchi al bisogno. Spesso sarà sufficiente e necessario appoggiarle una mano addosso :-)

 Sono mamma di una bimba di quasi tre mesi che allatto esclusivamente al seno.Da circa un mese e mezzo dorme tutta la notte dalle otto fino alle sei e mezza nella culla accanto a me, cresce bene e di giorno dorme spesso e mangia abbastanza ad orari. Mi chiedo è normale che dorma già così tanto di notte?e anche di giorno? a volte penso di avere proprio un angelo…

Lei come figlio ha … un dormiglione. Il segreto è di goderne e assecondarlo adesso che ‘fa comodo’ ( che è il bambino “buono”) ma anche se in futuro dovesse svegliarsi tante volte e cioè ‘disturbare’ (che è il bambino “cattivo”)!

 Ho un figlio di 5 mesi allattato in modo esclusivo. Ora lui pesa 8,100 kg (peso alla nascità 3,570 kg). Durante il giorno fa 4 poppate. Da più di un mese bimbo ha aumentato le poppate notturne dalle due ad un’infinità.. si sveglia ogni ora (capita anche ogni mezzora). Lo attacco al seno tutte le volte, ho notato che più lui mangia più il suo sonno diventa aggitato, con il brontolio nel pancino. La pediatra dice, che il bimbo non digerisce, mangiando di continuo. Mi ha consigliato di darli il biberon con la camomilla al posto del seno. Siccome lui non ha mai mangiato con il biberon, non lo vuole neanche con il mio latte.
Lo rifiuta e si agita. Sono confusa: è giusto o sbagliato quello che sto facendo? Ha raggione la pediatra? Tanti consigliano di non attaccarlo ma lasciarlo piangere finchè non si riaddormenta senza il seno. Cosa mi consiglia?

Se il bambino potesse parlare sceglierebbe il bibe di camomilla o il suo seno? le dico questo per sottolineare l’ovvietà della fisiologia del secondo rispetto al primo e le ragioni del rifiuto del piccolo ad accettare il primo. Oltre che leggere il mio libro Allattare.net per avere (e spiegare anche ad altri) nozioni di fisiologia e sviluppo umano, a me sembra che un bambino che fa solo 4 poppate di giorno, debba ben cercare di attaccarsi di più la notte. Capisco che per lei è stancante (lo è meno se lo tiene nel lettone però), ma per il bambino ancora non c’è differernza fra il giorno e la notte. Il mio suggerimento è di fare la prova : lo attacchi in continuazione un giorno, lo porti in braccio o in una fascia/marsupio, non usi ciucci o tisane (ci sono?) e gli faccia ‘il pieno’ verso sera. E’ molto probabile che si svegli di meno. Se la cosa perdura ne parli con una Consulente IBCLC, per trovare una soluzione personalizzata – ma sappia che i risvegli non hanno nulla a che fare con problemi digestivi (??), ma solo dal desiderio di contatto con la mamma .

 Ho una bambina di 2 mesi che allatta normalmente al seno. Il problema e’ che durante la giornata non riesco a farla dormire nella culla, non appena si addormenta in braccio e la sto per mettere nella culla comincia a piangere con le lacrime e si fa venire la tosse, non so più come comportarmi, ho provato a lasciarla piangere per un po’ perché pensavo fossero capricci ma non smette e si fa mancare addirittura il respiro. Non appena la riprendo in braccio smette all’istante.
Il comportamento di questa bambina è normale. I lattanti umani, come tutti i mammiferi, hanno bisogno di contatto fisico, chi più chi meno. Se esiste il bambino “dovelomettistà” questo è più un’eccezione che la norma. La sua bambina ha dovuto ricorrere al pianto vero e proprio ( grida + lacrime) e alla tosse, per riuscire a far capire quanto è profondo e ancestrale il suo bisogno di contatto. I bambini hanno paura di essere lasciati, molti anche di essere staccati sia pure per brevi periodi per non parlare della notte. Questo comportamento risponde al disegno di una specie di mammiferi che, non avendo le gambe lunghe di una gazzella, né essendo nascosti nella tana come i cuccioli di tigre, ha sviluppato l’arte del gridare per non rischiare di essere predata. Lei può aspettare che la bambina cada nella fase del sonno profondo (quando gli arti si afflosciano) prima di tentare di metterla giù. Se questo non funzionasse, potrebbe tenerla in una fascia porta bebè. Però, se ne parlasse con una Consulente IBCLC, verrebbe a sapere che i capricci non esistono…

 Mia figlia, tre mesi appena compiuti, nelle ultime due settimane è cresciuta di soli 200 g. Alla nascita pesava 3.100 e ora 4700. Da un mese circa non si sveglia durante la notte (dorme anche per 12 ore di seguito) e durante il giorno fa 6 poppate circa. A me sembra che sia in forma ma ho l’impressione che dopo 8-9 ore di sonno sia affamata ma non riesca a svegliarsi. Crede che sia possibile? E’ meglio che dorma di più o che si svegli prima di mangiare (rischiando poi di non riaddormentarsi?).
Una crescita di 200 g in due settimane è appena sufficiente, soprattutto se in caduta rispetto alle settimane precedenti. Per tale ragione un sonno di 8-9 ore è ‘eccessivo’. Se tenuta in prossimità del o dentro al lettone accanto alla mamma (la nicchia ecologica dei lattanti) probabilmente si sveglierebbe spontaneamente per fare una (o più) poppata che le permetterebbe di raggiungere un peso più adeguato al suo target genetico. Il seno poi ha anche la grande funzione di riaccompagnare nel sonno i piccoli.

 G. è una bimba di quasi 6 mesi e mezzo e pesa 7,5 kg.
Il problema che le pongo è quello classico: le poppate notturne. I risvegli notturni sono molto frequenti da circa un mese (4/5/6 volte) e mentre prima capitava che si svegliasse e riaddormentasse da sola durante la notte, ora protesta e non chiude gli occhi se non la attacco al seno che succhia per mangiare, non soltanto per consolarsi. Non è mai stata una gran dormigliona e, a parte un periodo di vacanza al mare di due settimane durante le quali dormiva la notte per 5/6 ore filate – aveva quasi 3 mesi – si era poi “stabilizzata” sui 2 risvegli notturni (verso l’una e le 4 del mattino). La pediatra ha ipotizzato che potesse avere fame e mi ha suggerito di provare 1 aggiunta di latte artificiale (latte di proseguimento)alla penultima poppata della giornata. Mah?!
La sera è molto irrequieta (sembra stanca, sbadiglia, si sfrega gli occhi); ho anticipato la poppata (che fino ad ora era stata alle 21:30) alle 20.30 perché piangeva disperata.. spesso il papà la addormenta cullandola verso le 19:30, lei dorme tre quarti d’ora, ma poi si sveglia piangendo e si calma al seno.
Da tre settimane circa abbiamo iniziato lo svezzamento con la classica pappa. L’ho sempre allattata esclusivamente al seno a richiesta (i primi mesi si attaccava molto spesso e a lungo, mangiava e si addormentava poppando, senza mai dormire per lunghi periodi, è sempre stata piuttosto attiva! Ora si addormenta al seno soltanto la sera e la notte) e continuo tutt’ora con 4 poppate diurne (alle 6:30/7, 10:30, 17.30, 20/20:30). Ha sempre rifiutato il succhiotto con il quale gioca mordicchiandolo e gradisce poco il biberon (mio latte).
La notte dorme nella sua culla (nella nostra stanza, accanto al nostro letto) dove la metto appena si è addormentata poppando; la allatto sdraiata soltanto se sono molto stanca e ho proprio bisogno di dormire perché si sveglia se la trasferisco in culla.
Le chiedo qualche consiglio per aiutarmi a capire cosa sta accadendo e per trascorrere una notte più riposante…

Sua figlia si sta comportando normalmente. I risvegli notturni sono tipici dei bambini allattati al seno e non hanno nulla a che fare con la fame (e ancor meno con la necessità di dare latte artificiale – argh) ma con il desiderio di rassicurazione e ‘contatto’ di cui noi mammiferi dal grande cervello abbiamo bisogno. Come trascorrere una notte più riposante? sapendo quello che sappiamo, dobbiamo usare trucchi e furbizie, insomma l’arte di allattare, allo stesso modo che con un ‘amante insaziabile’ con cui non vogliamo rompere la relazione :-)
1. si porti la bimba nel letto in modo da risparmiarsi l’andirivieni e il relativo freddo alla schiena- la bambina si attaccherà al seno e lei neanche se ne accorgerà, non aspetti di essere molto stanca per farlo
2. le faccia ‘il pieno’ di latte la sera – prima ancora che cominci a piangere l’attacchi da un lato poi dall’altro poi al primo ancora finchè non è piena- si faccia preparare dei gustosi bocconcini per cena in modo da mangiare solo con una mano. Ne guadagnerà l’armonia familiare (e condominiale) poichè nessuno si accorgerà che c’è una bambina se ne anticipa le esigenze.

 Ho un bambino di 2 mesi che allatto esclusivamente al seno. Nicola ha molta difficolta’ a prendere sonno e anche quando ci riesce(chiaramente al seno) una volta messo nella sua culla questo non dura mai più di venti-trenta minuti e si risveglia. In pratica riesce a dormire solo se è a contatto con il capezzolo. Da cosa può dipendere e come posso risolvere senza ricorrere al succhiotto che potrebbe interferire sull’allattamento? inoltre le poppate, a cui io do un limite massimo di 30-40 minuti, per lui non avrebbero mai fine. potrebbe trattarsi di latte insufficiente o solo di richiesta di contatto? (sta crescendo una media di 150 gr settimanali)?
La cosiddetta dipendenza dal seno per addormentarsi è parte del progetto biologico dell’infanzia – molto difficilmente saremmo spravvissuti nell’ambiente ostile dei primordi dell’umanità se i ns. cuccioli fossero stati ‘messi giù’ dalle madri. Adesso loro non sanno che l’ambiente esterno è cambiato . Quello che bisogna fare è aspettare che dal sonno leggero il piccolo cada nel sonno profondo (arti flosci) prima di metterlo giù, e dopo aver riscaldato la culla. Se il bambino cresce bene con poppate così lunghe, probabilmente è perchè non sa/può fare meglio. Semmai contatti una Consulente IBCLC, per vedere se la tecnica di poppata può migliorare.

 Allatto ancora il mio bimbo di 8 mesi che già da 2 fa pranzo, cena e merenda. Si sveglia di notte ogni 3 ore per attaccarsi al seno. E’ possibile evitare di darglielo facendolo piangere per qualche notte? Imparerebbe a dormire di più? E’ solo un capriccio o un’esigenza vera?
Come potrà leggere in Allattare.net i risvegli notturni sono legati allo sviluppo dei bambini, non sono capricci – come si fa intendere comunemente. E’ un’esigenza che nasce dalla maggiore maturità del giovene individuo che capisce meglio la separazione del giorno dalla notte e della madre dal sè (inizio della fine della simbiosi). Capisco la stanchezza (cui molte mamme ovviano portandosi i piccoli nel lettone), ma dovrebbe essere consolante sapere che il proprio bambino si sta sviluppando fisiologicamente!

 Sono papà di un bel bimbo di 18 mesi e vi scrivo per avere un parere.
Mia moglie allatta ancora al seno il nostro bimbo, essenzialmente il tardo pomeriggio quando torna dal nido e la sera per addormentarsi.
E qui nasce il problema: una volta addormentatosi, dopo un lasso temporale variabile dalla mezz’ora alle due ore, si sveglia invocando a gran voce la mamma e il suo seno.
In pratica, capita addirittura che non riesca a staccarlo dal seno per tutta la notte.
Durante la visita per il bilancio,la pediatra ci ha “caldamente invitato” a togliere il seno al bimbo, perchè potrebbe avere anche conseguenze per il suo sviluppo psicofisico.
E noi di conseguenza siamo combattuti su cosa sia meglio fare.

Non ci sono evidenze documentate e pubblicate di bambini con problemi psicofisici da allattamento prolungato. Perchè io non ne conosco, nè in italiano nè in inglese (che è la lingua ufficiale delle pubblicazioni scientifiche). Né ne incontro nella mia pratica. Né in questo paese, dove si era allattati per due anni fino ai primi del ‘900, c’erano problemi psicofisici più frequenti di adesso. Il bambino va all’asilo e per ricucire il rapporto con la mamma mette in funzione i canali bio-comportamentali che la natura gli ha fornito. Tutto qui.

 B. ha quasi 9 mesi ed e’ sempre stata allattata al seno a richiesta, ancora ora, nonostante le due pappe del giorno e della sera introdotte a 6 e 7 mesi. Mi chiedevo cosa fare con l’acqua, devo dargliela e quando oppure il latte e’ sufficiente ad idratarla? inoltre lei dorme molto la notte, ( in media 10/11 ore) ma poco durante il giorno, una mezz’oretta a meta’ mattinata, una 1/2 ora dopo pranzo e una 1/2 verso le 6 del pomeriggio. E’ sufficiente? non so come farla dormire perché’ lei e’ sempre attenta e curiosa a ciò che ha intorno si addormenta con me ( al seno) e quando me ne vado dopo poco si sveglia.
I bambini allattati sono appagati dall’acqua contenuta nel latte materno (87%). Quando hanno sete si fanno capire e come! Idem per le ore di sonno: lei dorme quando e quanto le serve.

 Ho un bambino di due anni che sto ancora allattando. Il problema è che si addormenta solo ciucciando e si sveglia ripetutamente durante la notte alla ricerca del seno per riaddormentarsi. Questo accade anche durante tutto l’arco della giornata usando il seno come consolazione. Vorrei riuscire a staccarlo dal seno perchè sta diventando molto pesante. Dormo ad intermittenza da ormai due anni. Mio marito dorme in un’altra camera per lasciarci “dormire” più larghi. Ho provato molti artifici per staccarlo dal seno ma non ci sono riuscita. Può aiutarmi a scegliere il metodo meno traumatico?
Bisogna che lei prenda innanzitutto con se stessa la decisione seria e serena di svezzare la bimba dal seno. Occorre ad es. che dopo la poppata della buona notte, lei si ‘sfili’ dal lettone e lasci che a gestire i risvegli del bambino sia suo marito (o altra persona di cui il bambino e lei vi fidate). Ci saranno delle proteste (forse deboli o forse per niente) ma lei può stare tranquilla perchè sa che qualcuno lo sta confortando. Al mattino potrà dargli la poppata del buongiorno. Non è una ricetta magica che funziona sempre, e ogni famiglia deve personalizzare tale tecnica – il minimo comune denominatore essendo sempre la gradualità e la sensibilità nei confronti del bambino che abbiamo davanti.

 Ho allattato già la mia bimba di quattro anni al seno fino ad un anno di età. Il mio secondo bimbo pesava alla nascita 4 kg e 100. A un mese pesava 5150, a due 6100. Fino ad una quindicina di gg fa la situazione notturna era gestibile. Mangiava un paio di volte e si riaddormentava. Ora però che a tre mesi pesa 7300 è diventato “insopportabile “. Si sveglia 7 o 8 volte. Eppure è proprio di notte che ho molto più latte…di giorno mangia più o meno ogni tre ore e dorme tranquillo …
Ho chiesto alla pediatra di dargli una pappina la sera ma mi ha sgridata. Mi ha risposto che prima di 4 mesi e mezzo non si svezza nessuno. Che lui mangia troppo in quanto di notte non lo dovrei allattare e di giorno ormai dovrebbe mangiare solo 4 o 5 volte. “ne vogliamo fare un obeso?”mi è stato detto. Sinceramente sapevo che il latte materno aiuta anche ad evitare l’obesità ma guardo mio figlio qnd mangia: è vorace, ha fame e le sue poppate non durano più di 10 minuti poi si stacca mi guarda soddisfatto e mi sento felice. Solo vorrei dormisse quattro ore di seguito la notte. Che fare? dormiamo già vicini nello stesso letto e poi?

Capisco quel suo desiderio di quattro ore di sonno, ma … l’altro non è ancora pronto. Questi bambini ‘poppoloni’ somigliano un po’ a quei mariti insaziabili che vogliono “farlo” sempre :-)
In realtà è tutto normale e anche se allatta tanto la notte il rischio obesità è veramente basso proprio perchè assume latte materno. Le pappe prima dei sei mesi possono non essere ben tollerate e non stimolare un’adeguata maturazione immunitaria: l’intestino non è solo l’organo della digestione ma anche il più grosso organo dell’immunità. Chi vuole avere cioè un bambino che dorme (e non è detto) ma che si ammala sempre? Il mio suggerimento è di dormire quando dorme lui (la nonna può dare una mano con l’altro) e pazientare un altro po’ – si assesterà presto.

 Sono mamma di un bambino di due anni e quasi 6 mesi allattato al seno e cresciuto bene pur essendo nato un po’ sotto peso 2,7 kg. All’inizio era spesso attaccato al seno perchè essendo piccolo si addormentava mentre ciucciava,così ha preso l’abitudine a dormire con il seno.
Ora dopo più di due anni per dormire vuole sempre il seno. Ho provato il metodo Estevil per 24 ore ma per tutto il giorno ha dormito solo 4 ore (dalle 2 di notte alle 6) poi non ha più dormito fino a mezzanotte del giorno dopo e io ho mollato il metodo (che mi sembrava ingiusto e inutile).
Ho provato sin da piccolo a fare rituali della nanna con storie, massaggi, canzoni,….ma non ha funzionato niente.
Io lavoro part-time e al pomeriggio è mia madre che dovrebbe farlo dormire ma quasi mai ci riesce… Come posso fare per staccarlo dal seno senza farlo piangere?

E’ molto comune per i bambini allattati al seno addormentarsi col seno. Non è una “dipendenza” acquisita, ma un meccanismo selezionatosi probabilmente con l’evoluzione dell’uomo e di una modalità di accudimento che garantiva, e ancora lo fa ai tempi nostri, nutrimento e protezione della prole allo stesso tempo. Molte mamme non se ne dolgono e lasciano che il bambino maturi spontaneamente, magari con delle ‘spintine’ come ne può leggere nelle FAQ. Se leggerete Allattare.net potrete poi trovare chiarimenti su cosa e normale cosa no. Infatti quello che mi riporta non è un *problema* in assoluto ma lo è spesso agli occhi/giudizio di altre figure (la nonna? il pediatra? amici?altri?). Oppure è un problema per lei (per la sua vita sociale? o sessuale? per il suo lavoro?per la sua salute? altro?). Non mi stupisce che non abbiano funzionato né il metodo Estevil né i “rituali”. Il primo non funziona perchè non ha basi scientifiche e non insegna l’empatia nei confronti dei piccoli, lasciando poi l’amaro in bocca ai genitori. I cosiddetti rituali sono delle tecniche estrapolate dalla psicologia comportamentista senza poggiare sulla fisiologia della lattazione.

 Il mio bimbo ha quasi 15 mesi. Ho smesso di allattarlo di giorno perchè lavoro e va al nido, ma continuo la notte perchè altrimenti non dorme. Non solo si sveglia per poppare, spesso dopo un paio d’ore di sonno proprio non ha più voglia di dormire. Allattandolo, alle volte, riesco a rimetterlo a letto.
Vorrei sapere se faccio bene a non allattarlo più di giorno o se questo può peggiorare le cose la notte… Il bambino dorme davvero male e ogni consiglio è ben accetto!

La domanda da porsi è:” Qual’è la normale fisiologia del sonno nei bambini allattati al seno – e perciò essi stessi NORMALI – nel secondo anno di vita?”. La norma è quella che lei mi descrive. Perciò interpretare il sonno di suo figlio come disturbato (‘dorme davvero male’)è una lettura del nostro tempo, secondo la quale il bambino deve fare una tirata di sonno come noi adulti. Poppare ancora la notte inoltre andrebbe salutato come il mantenimento di un comportamento normale davanti al fatto che di giorno il piccolo va all’asilo in una fase precoce rispetto alla sua maturità sociale (che si raggiunge -ebbene sì- a tre anni: le ragioni per cui i bambini vengono mandati prima all’asilo sono legate all’organizzazione del lavoro degli uomini e delle donne…). Insomma, lei sta facendo bene. Se poi fosse stanca e non ce la facesse, allora il discorso andrebbe affrontato in maniera diversa, tenendo conto di questi aspetti.
Se vuole capire di più sul sonno dei lattanti legga Allattare.net e Besame mucho di C. Gonzales .

 Allatto al seno la mia seconda bambina da 4 mesi con successo. Sei pasti sino al terzo mese, cinque sino a due settimane fa. La bambina, sin dai primi giorni di vita ha sempre dormito tutta la notte (dall’ultimo pasto alle ore 22.00 circa sino almeno alle 6.00 del mattino)ma da circa due settimane il risveglio mattutino è sempre più anticipato (5.00, 4.00 3.00!!)è molto assonnata quindi mangia quanto basta per poi riaddormentarsi sino alle sei, sette del mattino. E’ possibile che io abbia poco latte nelle ore serali, posto che dopo il pasto delle 18.00 non riesce più a mantenere un intervallo di quattro ore ma spesso richiede di mangiare dopo due ore e mezza, tre?
I bambini allattati al seno, lo dicono tutti oramai, non hanno né orari né schemi, né a 1 mese né dopo: la sua bambina quindi si sta comportando in base alle sue esigenze nutrizionali e di sviluppo. La assecondi, perchè evidentemente *adesso* le serve questa poppata notturna che *prima* non c’era. Non c’entra il poco latte. Per capirne di più legga Allattare.net : le saranno svelati tutti i segreti (e i tabù) che circondano il mito del sonno continuato dei lattanti!

 Mio figlio ormai ha quasi 15 mesi però prende ancora il mio latte, pur mangiando di tutto, ormai il latte mi è rimasto solo nel seno sinistro (per mia fortuna) molto spesso salta il pasto per prendere il seno, lui lo prenderebbe sempre, di giorno di notte in qualsiasi momento della giornata, io non ce la faccio più, di notte si sveglia dalle 4 alle 6 volte, non dormo più da un pezzo, diciamo da quasi 15 mesi.. io non lavoro per cui sono sempre a contatto con lui e per me è difficile gestire questa situazione visto che non voglio farlo piangere, si cerco di distrarlo ma alla fine cerca sempre il seno ed io stanca glielo do, vorrei levarmi il latte, tempo fa avevo chiesto alla pediatra come fare però non sono del tutto convinta, ho letto che potrebbe fare male, vorrei un consiglio da lei, un’altra problematica e farlo dormire nel lettino, lui dorme solo nel lettone con noi e non ha intenzione di stare da solo, ho provato per due sere ma niente, come lo mettevo nel lettino si svegliava, la notte dormiva veramente poco come se sentisse la nostra lontananza, ma secondo lei si sveglia spesso perchè ha fame e ormai il mio latte non è più sostanzioso come prima?

Non necessariamente la necessità di conciliare la salute fisica (il riposo notturno) di una mamma con l’allattamento di un bambino grandicello passa per la sospensione drastica dell’allattamento. Ci sono vie intermedie, come quella di sospendere l’allattamento solo di notte (vv FAQ Svezzamento programmato) e mantenerlo di giorno. La famosa pillola può far male perchè tutto ciò che blocca una funzione fisiologica del ns corpo (come l’allattamento ben avviato) può dare dei contraccolpi sul fisico. Ma soprattutto non è la soluzione ideale dal punto di vista della relazione col bambino – non le pare?
La questione del latte sostanzioso o meno: è plausibile che l’organismo consumi una frazione del suo bilancio energetico senza motivo? ovviamente no. In realtà i bambini dal latte e dal seno ottengono anche contatto oltre che nutrimento , la natura ha messo le due cose insieme. Sul libro Allattare.net è molto ben spiegato che cosa significa allattare a lungo, e anche di notte e ci sono diverse strategie che le mamme adottano per continuare o per smettere.

 Ho 19 anni e un bimbo di 2 mesi che è abbastanza tranquillo mangia e dorme .. volevo chiedere una cosa è possibile fargli fare tutto un tiro la notte??? intendo farlo dormire tt la notte … come si potrebbe fare?? non perchè mi stanchi o mi scocci ma era giusto per sapere.
Vedo che è molto giovane e che probabilmente per questo tende a dare ascolto a “credenze e miti sul sonno dei lattanti” che vengono tramandati da persone più grandi ma non per questo più esperte. Se leggerà il libro Allattare.net capirà che il sonno dei lattanti è fisiologicamente spezzato :-) Il motivo principale anche se non unico è che hanno bisogno di mangiare poco e spesso. Pensi che solo fino a 2 mesi fa il suo bambino mangiava continuativamente h24 grazie al …cordone ombelicale. La transizione a pasti più radi e all’interruzione notturna avviene perciò con la fine dell’allattamento.

 La mia bimba ha un anno e la allatto ancora. Ne sono particolarmente contenta perché l’inizio dell’allattamento era stato difficoltoso. Ovviamente mangia di tutto. La notte si sveglia due-tre volte e si riaddormenta stando attaccata al seno. Mentre dopo la prima poppata della notte la rimetto nel lettino, le volte successive la lascio nel lettone con me, in questo modo riesco a riposarmi abbastanza non facendo su e giù dal letto. Quindi, e vale anche per la pennichella dopo pranzo, la bimba si addormenta al seno o comunque in braccio e solo quando dorme pesantemente si riesce a metterla nel lettino, per cui quando si risveglia si ritrova in un luogo diverso da dove si era addormentata… mi chiedo se va bene questa cosa, o se per la piccola è ogni volta un piccolo spavento. In molti mi dicono che dovrei addormentarla direttamente nel lettino, ma lei non vuol proprio saperne… anche quando è molto stanca e sbadiglia, se la appoggiamo nel lettino piange disperata. Va bene se continuo così (ad addormentarla al seno o in braccio) o si tratta di un vizio da eliminare, visto che la bimba non è più piccolissima?

“… mi chiedo se va bene questa cosa, o se per la piccola è ogni volta un piccolo spavento”: questo varia da bambino a bambino ed è con la sensibilità che ogni madre ha maturato dopo un anno di allattamento che si può meglio valutare
“In molti mi dicono che dovrei addormentarla direttamente nel lettino”: si tratta degli stessi ‘molti’ che di allattamento sanno ‘poco’
“o si tratta di un vizio da eliminare, visto che la bimba non è più piccolissima?”: come può leggere nelle FAQ e in Allattare.net, il ‘vizio’ è una interpretazione culturale di un bisogno infantile, in una cultura come la nostra che esalta la separazione precoce dei bambini dalle madri.

 Ho un bambino di 20 mesi e lo allatto ancora perchè è l’unico modo per addormentarlo. So che è un brutto vizio ma non ha mai voluto nè ciuccio ,nè biberon. La notte si sveglia spesso e una volta riesce ad ottenere il suo tanto desiderato latte perchè,sfinita,glielo permetto. La prego di aiutarmi a risolvere questo problema che le assicuro mi sfinisce.
Se è sfinita allora deve con tutta probabilità attuare lo svezzamento notturno (vv FAQ Svezzamento programmato), che consiste nel lasciare il bambino dalle 24 alle 6 con qualcun’altro (che lo coccola, passeggia ecc e ne allevia i pianti) consentendole di “ricucire” la relazione d’allattamento di giorno (almeno per un altro po’) per non troncare l’allattamento di botto – se possibile. In realtà questa modalità d’addormentamento non è un vizio, ma la modalità prevista in natura per addormentare i cuccioli di mammiferi umani. Se è stata chiamata ‘vizio’ è perchè solo recentemente nella storia dell’umanità il dormire insieme ai genitori è … passato di moda.

A richiesta

 F. HA 4 MESI. FINO AD UNA SETTIMANA FA POPPAVA SEI VOLTE, A VOLTE ANCHE SETTE. DA QUALCHE GIORNO NON RIESCO A FARGLI FARE UNA POPPATA COMPLETA DURANTE IL GIORNO. MANGIA MOLTO A FINE GIORNATA CON 2 POPPATE RAVVICINATE (19 – 21 CIRCA), POI INTORNO ALLE 2,30 A.M. + UN’ALTRA ALL’ALBA. POI SI ATTACCA PIù VOLTE MA AL MASSIMO PER TRE MINUTI! LA DOMANDA E’: è NORMALE? QUANTE SONO LE POPPATE CHE DI MEDIA DOVREBBE FARE ALLA SUA ETA’? DIFFICILE TROVARE RISCONTRO ALTROVE…TUTTI SEMBRANO ESSERE OSTILI ALL’ALLATTAMENTO NATURALE!
E’ normale, se il bambino cresce normalmente. Le poppate variano da bambino a bambino, con una media fra le 6 e le 12 poppate per 24 ore. Quando cominciano a distrarsi (4-5 mesi) tendono a fare poppate più brevi.

 Ieri mia figlia di 9 mesi che pesa kg. 8.920 (alla nascita kg. 2950) ha effettuato il controllo pediatrico. La bambina da circa 3 mesi ha iniziato lo svezzamento e ora mangia la minestrina/semolino/crema di riso con carne, pesce o rosso d’uovo a pranzo e con i formaggi la sera e per il resto della giornata il mio latte ( a richiesta anche se la pediatra dice che deve fare 4 pasti al giorno.L’ultimo mese è cresciuta 400 gr. e il medico ha detto che deve prendere almeno mezzo litro di latte al giorno e per essere sicura di questo devo effettuare la doppia pesata per 3 o 4 giorni riferendole poi il tutto.
Premetto che non sono riuscita a pesarla perchè chiaramente la bambina ad ogni movimento sballa tutto il peso. Ma è proprio necessario tutto questo stress?

No, non è affatto necessario. Dato che nel secondo semestre la crescita media si aggira dagli 85 ai 140 g a settimana (a differenza dei 100-200 g a settimana dei primi 6 mesi) la crescita della bimba è più che adeguata e di conseguenza la quantità di latte che sta assumendo, e che lei continua saggiamente a offrire guidata o su indicazione della bimba (o a libera domanda come si diceva prima).

 La mia piccola è nata 6 gg fa, la montata lattea è arrivata in seconda-terza giornata. Da ieri i sei sono meno gonfi però mi sembra di avere latte (ogni tanto sgocciola anche spontaneamente dal capezzolo). Il “problema” è che mentre di giorno dorme anche 4-5 ore di fila (cosa che a dir la verità mi preoccupa un pò temendo che sia troppo stanca per svegliarsi e piangere) di notte rimane quasi sempre sveglia ed ho l’impressione che voglia in continuazione attaccarsi al seno (tira fuori la lingua si agita). Io l’attacco ma poi si addormenta quasi subito la stacco la tengo 10-15 minuti in braccio ed appena la rimetto nella culla si risveglia e o piange o comunque si agita e tira fuori la lingua…quindi ricomincio tutto da capo. La cosa mi sfinisce sopratutto psicologicamente perchè ho paura di non avere un latte di qualità. La cambio circa 3-4 volte durante la notte e 2-4 volte durante il giorno .

Questa condotta è perfettamente normale: i primi giorni e soprattutto settimane corrispondono alla massima crescita di un individuo in *tutta* la vita. E’ logico che, essendo il latte umano un alimento leggero e altamente digeribile, la richiesta sia continua. E per questo che si raccomanda di tenere i neonati nel lettone: loro si nutrono, e la mamma riposa. Poi se di giorno dorme tanto, ne deve approfittare anche lei:-)
Se parla con altre mamme “che allattano con successo” però, troverà modo di non avvilirsi psicologicamente, anzi si sentirà confermata. E’ molto importante frequentare, se possibile, dei gruppi di mutuo aiuto fra mamme, come ne esistono in tante città.

 Il mio secondo figlio che sto allattando al seno a richiesta, ha 3 settimane mangia ogni 2 ore; i ritmi per me sono molto serrati anche perchè il suo timer non comincia da quando ha terminato la poppata, ahimè…ma da quando l’ha iniziata. Ha qualche consiglio da darmi?
L’allattamento guidato dal bambino (a richiesta) va innanzitutto guardato attraverso gli occhi del bambino. Per come è il suo stomaco, il latte specifico che ha davanti (il suo)e il suo modo di succhiare, questo è il risultato *migliore* che sa tirar fuori. La grande stimolazione del seno nelle prime 6 settimane dà le migliori garanzie di allattamento efficace e duraturo – quindi di una strada in discesa per i mesi a venire. Il segreto per riuscire a riposare è:
– chiedere aiuto per tutte le altre attività, sia pure per poche settimane (o giorni)
– delegare l’accudimento del grande a parenti, tate, nonne (almeno per un pò)
– dormire col piccolo nel lettone: lui fa il self-service e la mamma riposa (almeno la schiena)
– dormire quando il piccolo dorme (e perciò vv primi due punti)
– allattare sdraiata tutte le volte che può
– cercare sostegno in un gruppo di mamme che allattano anche esse (con efficacia), presso una Consulente ibclc, presso un pediatra amico dell’allattamento.

 Ho una bimba di 3 mesi oggi ed è allattata in modo esclusivo (5 poppate al giorno). Alla nascita pesava 2.860 Oggi pesa 5.055. Due settimane fa sono andata dal pediatra e pesava 4.820. Ciò significa che a fronte di un aumento buono (quasi 200 g a settimana) nei primi due mesi e mezzo nelle ultime due settimane è cresciuta solo 117 g a settimana circa. E normale? Non è che il mio latte non è più sufficiente alla sua crescita?
Se la bambina ha libero accesso al seno, di giorno (ma anche di notte, dormendo in prossimità della mamma) senza uso di ciucci/tisane e senza tirare l’orario ed è soddisfatta, questo è quanto ha ‘scelto’ di crescere – quindi va bene.

 Mio figlio che compira’ 3 mesi fra pochi giorni sembra avere sempre fame, allatto esclusivamente al seno ed e’ un po’ di giorni che se non e’ attaccato al seno, allora si ciuccia voracemente le mani. Alla nascita pesava 3450 dopo il calo fisiologico 3.175, ora pesa 5.600 per ora e’ sempre cresciuto piu’ di 200 kg. E’ normale pero’ adesso questo attaccamento morboso al seno ?
La voglia di raggiungere il proprio individuale obiettivo di crescita – non il nostro espresso in g a settimana – è ciò che guida un bambino. Sono straordinari gli strumenti di cui la natura dota un bambino che non può ovviamente aprire bocca e dire “Ho ancora fame”. E questi sono il suo orientamento netto, luminoso, poco incline a compromessi, la sua decisione e caparbietà nel raggiungere l’intento, insomma il suo comportamento che comunemente – ma anche un pò offensivamente – viene definito ‘morboso’. Si rallegri e lo assecondi: ha un bambino normale.

 Mio figlio ha compiuto da poco 3 mesi, pesa oltre 7 kg . Il suo peso è aumentato di 400-500 g a settimana fino ai 2 mesi e mezzo, ora sono circa 10 giorni che ha nasino intasato e tosse, curati con aerosol e sotto controllo pediatrico. Da una settimana circa ho la sensazione che il bambino mangi meno, l’intervallo tra le poppate è sempre maggiore (3-4 ore contro le 2 ore e mezza di prima) e mi accorgo che dopo 5 minuti di suzione non è più interessato al seno, anzi piange quando lo avvicino. Il mio seno rimane pieno e spesso devo ricorrere al tiralatte. La cosa che mi preoccupa è che pianga quando lo avvicino al seno, ha sempre mostrato molto interesse per il seno, anche solo per succhiare (non prende il ciuccio).
Il bambino si sta assestando – crescere 400 g a settimana non è più suo obiettivo – anche perchè continuando così oltre i 3 mesi i bambini … lievitirebbero. Segua la sua guida, il seno si deve adeguare alla richiesta dei bambini – quando chiedono di più ma anche quando chiedono di meno.

 Ho una bimba di 4 settimane allattata solo al seno. Dorme di notte in media tra le 6 a volte anche 8 ore filate, la mattina quindi facciamo anche 3 poppate a distanza molto ravvicinata anche meno di un ora perché è affamata: può farle male? la pediatra mi dice che devo aspettare di più perché il suo stomaco lavora troppo ed per questo che ha tante coliche al pomeriggio. Cosa mi consiglia?
I lattanti hanno la potenzialità di auto-regolarsi e così la piccola, dopo aver dormito tanto, decide che deve recuperare. Non so dove dorma: i bambini che dormono in prossimità della mamma tendono a non fare tante ore di fila e si svegliano per attaccarsi al seno, distribuendo la loro fame più regolarmente nell’arco delle 24 ore. Lo stomaco del neonato è *programmato* per lavorare spesso dato che l’alimento che riceve – il latte umano – è l’alimento più digeribile che esista (viene utilizzato anche per adulti gravemente ammalati). Le coliche pomeridiane hanno molta probabilità di essere causate da altri motivi: un po’ di rigurgito abituale del lattante (rge), stress di fine giornata, richiesta di contatto fisico – non si tratta necessariamente delle classiche coliche del lattante.

 Sono la mamma di un bambino di un mese che pesava 4 kg alla nascita, 3.850 alla dimissione e 5.180 ad oggi. Lo allatto a richiesta e dorme tutta la notte mentre di giorno non tira mai più di 2 ore (anche meno la sera) ho fiducia in questo metodo ma mi chiedo, è normale che il mio bimbo voglia stare attaccato anche mezz’ora per parte tutte le poppate (anche di più la sera)? Tra l’altro mangia per tutta la poppata e non si addormenta mai. Quando si auto-regolerà a ritmi meno serrati?
Allattare a richiesta o “su indicazione” di un bambino significa farlo secondo le sue esigenze, il suo impulso e desiderio. Solo così del resto questo bambino nato grosso può permettersi di dormire tutta la notte (vv anche domanda di sopra) e solo così è potuto crescere quasi 1.4 kg in un mese. Lei è perplessa perché viviamo in una cultura che dà molto valore al (basso)numero delle poppate, i minuti che durano e gli intervalli (preferibilmente lunghi). Vero è che nella giornata non si ritrova molto tempo per fare altre cose, ma la notte lei dorme il mitico sonno senza interruzioni. Improvvisamente quanto imprevedibilmente i ritmi potranno anche diventare più dolci.

 Mio figlio ha quasi un mese ed e’ cresciuto più di 1 Kg in un mese, da 3.715 Kg alla nascita e calo di circa 200 g, ora è 4.730 Kg. Oggi mi hanno detto al consultorio che e’ cresciuto troppo le ultime due settimane (sopra i 300 g) e che devo ridurre le poppate da 8 a 5-6. Lui nelle ultime settimane è molto nervoso, piange subito dopo la poppata, piange per crampi e per chissà cos’altro. Mi hanno detto che il troppo mangiare lo porta a essere cosi perché fa fatica a digerire e si crea aria in pancia. Sarà difficile tenerlo calmo per farlo mangiare ogni 4 ore, anche perché dorme poco, ma ci proverò. Lei cosa ne pensa, dato che dalle risposte mi pare di capire sia un sostenitore dell’ allattamento a richiesta?
Penso infatti che sia illogico e controproducente limitare il numero di poppate in generale e ancora più a un mese di vita. Fare questo nel periodo della “calibrazione” della produzione di latte, cioè le prime 4-6 settimane, comporta il rischio di far ingorgare il seno prima e di ridurne la produzione di latte dopo. Il bambino non sta mangiando troppo, mangia quello che gli serve e il mal di pancia può essere alleviato offrendo solo un seno a poppata, che comporta dare via via meno latte ma di qualità diversa.

 Sono la mamma di un bambino di 41 giorni allattato al seno. Alla nascita pesava kg 3.050. Ora pesa 5.250 kg. Mentre alle dimissioni dell’ospedale mi avevano raccomandato di allattarlo a richiesta e in modo esclusivo, dopo dieci giorni il pediatra mi ha detto di sopprimere le poppate notturne perché, a suo dire, affaticavano lo stomaco del piccolo, e di sostituirle con un biberon di camomilla. Ho obbedito per una sola notte poi ho lasciato perdere perché il piccolo era irrequieto e piangeva e non mi sembrava giusto togliergli la consolazione del seno. Ho conservato, però, l’abitudine di dargli, prima delle poppate, 30 ml di tisana al finocchio perché il dottore riteneva che il mio bambino ingurgitasse troppa aria e avesse bisogno di un aiuto per espellerla. Ora, l’ultima prescrizione del pediatra riguarda la durata delle poppate. Dice che il bimbo è molto paffuto e soprattutto è ancora gonfio di aria perciò mi ha imposto di dargli poppate a distanza di tre ore e che non durino più di dieci minuti (cinque per seno). L’idea di allattare con l’orologio e staccare il bambino prima che abbia finito semplicemente mi angoscia. Amici e parenti insinuano che questa dell’allattamento a richiesta sia una mia ossessione e non un’esigenza reale del bambino. Sono preoccupata e soprattutto temo di sbagliare rifiutandomi di ascoltare il pediatra. Preciso che ho eliminato anche le tisane, che il bimbo non prende il ciuccio e che cerco di allattarlo davvero a richiesta (ma devo farlo quasi di nascosto perché mio marito, genitori e suoceri mi dicono che sbaglio). Che devo fare?
Il senso dell’allattamento esclusivo è legato al fatto che più frequentemente (nel linguaggio scientifico non si può dire *sempre*) si associa a un allattamento efficace per la madre e alla crescita ottimale per il bambino. Le cui esigenze di seno possono essere di fame, di consolazione, di accompagnamento al sonno, cui la madre è biologicamente portata a rispondere. Le tisane interferiscono in questo processo e il cosiddetto “gonfiore” dei lattanti a crescita rapida si ridimensiona dopo il primo anno. Che il bimbo non prende il ciuccio non deve meravigliare: i piccoli sanno bene quello che vogliono (altri si adattano semplicemente). Mi spiace che lei debba nascondere la sua attività di nutrice . Perché non si fa accompagnare da suo marito a un colloquio con una Consulente IBCLC? Le suggerisco inoltre di cercare un pediatra con cui condividere dubbi e perplessità, non un padre padrone cui ‘obbedire’: nell’alimentazione dei bambini e nella pratica dell’allattamento le esperte sono le mamme, in quanto titolari dell’esperienza.

 S. ha 7 mesi peso alla nascita 3.270 ora e’ circa 8kg.allattata esclusivamente e assiduamete al seno finoalla fine del quinto mese poi ho iniziato con fruttae via via pappa a mezzogiorno e da 2 settimane, questa e’ la terza anche a cena.. ho seguito i vs consigli x l’allatamento,ma ora mi ritrovo con la bimba che praticamente dorme solo se prima ciuccia il mio latte e cmq si fa 30 miuti di pisolo..x lo piu’ in braccio…come faro’ quando dovro’ andare a lavorare cioe’ tra 2 mesi?mi spiego io le do’ ancora spesso il seno nella giornata mediamente 4/5 anche 6 volte, ma quando non ci saro’ come mi devo organizzare e riuscira’ la nonna a farla dormire in maniera indolore visto che non ci sara’ il mio seno?—forse non dovrei chiedere a lei consiglio…ma credo che questo sia un po’ la conseguenza dell’allattamento a richiesta…come accontentare le richieste quando non ci siamo…e non parlo solo di sfamare ma del contatto, il calore la consolazione che da’ il seno….la piccola ha gia’ 2 dentini e di notte si sveglia ancora almeno 2 volte…
Lei mi sta facendo un’ottima domanda. Cioè mi sta chiedendo se sarebbe meglio privare anzitempo la bambina, *approfittando* della sua immaturità de “il calore e la consolazione che le dà il seno” e – aggiungo io – del senso di fiducia nella madre (nel mondo ) durante la fase più veloce e delicata di crescita cerebrale della vita di un individuo noncè della  formazione della sua personalità (e felicità?). Anche se questo è quello che vediamo accadere comunemente non vuol dire che sia la pratica più giusta. Con la sofferenza non si è mai educato nessuno. Neanche gli altri mammiferi lasciano deliberatamente piangere i loro cuccioli senza necessità, pur sapendo che in epoca successiva dovranno lasciare la tana per cacciare (mentre alcune madri se li portano sempre appresso in groppa, vv le grandi scimmie). Dunque se la bambina protesta quando percepisce il vuoto della sua boccuccia, ciò vuol dire che è stata *programmata* perchè quella bocca venga riempita da un organo che è stato progettato allo scopo – anche nel 2008. Che fare dal punto di vista pratico? intanto S. avrà 9 mesi e sarà più attrezzata a capire il distacco, cioè a riaffigurarsi la mancanza della madre che a 7, 5 o 3 mesi. Poi sarà ben capace di adattarsi ad un’altra figura familiare di accudimento (la meravigliosa nonna), che troverà modi diversi di confortarla e accompagnarla al sonno (cullandola, passeggiandola, accarezzandola ecc). Infine lei avrà la potente arma di consolazione del suo seno, che avrà la possibilità di offrirle ancora quando rientrerà dal lavoro, la notte e i fine settimana – e le pare poco?

 Ho una bimba di 3 mesi, cresciuta di ben 1kg al mese dalla nascita, grazie a una media di 10 poppate al giorno. soffre ancora di coliche e la pediatra ha consigliato di introdurre una pausa di 3 ore tra una poppata e l’altra per non intasare il suo intestino e la somministrazione di tisane per superare queste pause. Ho però notato che bevendo i 30ml di tisana in tali pause, la bimba arriva con meno appetito al pasto, arrivando così a prendere meno peso a fine settimana. Inoltre non ho notato miglioramenti a livello di coliche. Devo tornare ad allattarla a richiesta?
Vedo che è arrivata alla risposta giusta da sola. L’intestino dei bambino non si può intasare col latte materno: sono infatti progettati biologicamente l’uno per l’altro. Le coliche hanno molte altre cause: bisogno di essere portati in braccio, di essere fasciati (dalla vita in giù), fumo materno?, RGE (vv FAQ), ecc

 La mia bimba ha 4 mesi,mangia il mio latte e cresce(5800kg oggi,alla nascita 2860kg),ho però un dubbio,da circa 2/3 settimane continua a portarsi le manine in bocca,leggendolo come un segnale di fame l’ho sempre fatta attaccare,ma la cosa non cambia.il ciuccio lo sputa anche perchè ho cominciato a proporglielo tardi e poco.possono essere i dentini,o non è mai sazia…
E’ un segnale di bisogno di soddisfazione orale: quanto sta attaccata al seno? le poppate sono veloci? la fa mai ‘ciucciare’ al seno tanto per? ci sono bambini che hanno più bisogno di ‘contatto’ che di cibo e forse sua figlia è una di questi. Un’altra possibilità è la compresenza di Rge (reflusso (vv FAQ), che causa questo tipo di comportamento.

 Sono la mamma di una bimba di 2 settimane e mezzo; vorrei chiedere se è normale che si alternino giorni in cui la bimba appare soddisfatta dopo le poppate, e giorni in cui per 5/6 ore succhia un pochino e dopo una pausa un un quarto d’ora richiede di nuovo il seno. Il pediatra mi ha consigliato un’aggiunta serale di latte artificiale; io non so se ho abbastanza latte o no, comunque la bimba fino ad ora è cresciuta bene.

Il fatto che la bimba cresca bene è la PROVA che non serve alcuna aggiunta di latte artificiale. La bambina deve poter guidare l’allattamento (i neonati sono competenti, come è scritto nel libro che ho appena pubblicato) e così facendo diventa responsabile della propria crescita. La mamma deve favorire questo comportamento – e lei lo sta facendo egregiamente – il pediatra deve “tenere le mani dietro la schiena”.