Tandem (allattamento in gravidanza)

 Allatto un bimbo di quasi 16 mesi e vorrei cominciare a cercare il secondo. Ho letto la consulenza nelle faq sull’allattamento in tandem e non ho dubbi sul fatto di continuare ad allattare durante la gravidanza e dopo il parto se il primogenito lo vorrà. Mi chiedevo soltanto se i cambiamenti del latte durante la gravidanza possono indurre il bambino ad un suo svezzamento precoce.

Sì, talora accade anche questo.

 Ho una figlia di 5 mesi che allatto al seno. Abbiamo iniziato lo svezzamento da due settimane in quanto il mese scorso ho avuto il ciclo mestruale,ma comunque il latte non scarseggia.La mia domanda è questa,io e il mio compagno stiamo cercando di avere un secondo figlio ma molti ce l’hanno sconsigliato sia perchè sostengono che la piccola potrebbe rifiutare il seno in quanto il latte diventerebbe “cattivo”, sia perchè ho avuto un taglio cesareo, perchè la bimba era podalica e mi dicono che devo aspettare almeno un anno o due…lei cosa ne pensa?

La distanza ideale fra un figlio e l’altro è quella che permette il massimo recupero delle forze e salute materne e si calcola, ci dicono gli esperti di medicina riproduttiva, sommando 24 mesi (di allattamento)+ 6 mesi (di pausa) + 9 mesi (di gravidanza) = 39 mesi. Il taglio cesareo è un’altro motivo per dilazionare la successiva gravidanza in modo da partorire almeno dopo due anni, sempre idealmente. D’altra parte, fra l’deale e il reale c’è tutta una gamma di possibilità. Fra cui quella che si può rimanere incinta mentre si allatta e continuare a farlo fino al parto e oltre (ho tante clienti che lo fanno, è una loro scelta) senza che il latte diventi ‘cattivo'(gran sciocchezza).

 Ho una bimba di 10 mesi che allatto ancora al seno. ma ora ho scoperto di essere incinta. Posso ancora allattare mia figlia? e che cosa succede con il mio latte?
C’è una più che considerevole esperienza di madri incinte che allattano: si può fare se la gravidanza è fisiologica, e la donna è ben nutrita come è norma per le donne dei paesi occidentali. Il latte semplicemente ritorna a ‘colostro’ in corrispondenza del parto , per permettere al nuovo arrivato di goderne tutti gli insostituibili vantaggi.

 Il mio bambino ha quasi 16 mesi, lo allatto molto frequentemente, sia di giorno sia di notte. Vorrei sapere se, nel caso di una nuova gravidanza, dovrei interrompere l’allattamento; me ne dispiacerebbe molto e preferirei evitarlo, ma mi chiedo se ciò creerebbe problemi al nascituro e cosa accadrebbe dopo il parto, quando sarebbero in due a ciucciare!
Allattare un bambino in gravidanza è totalmente compatibile con la fisiologia di una donna sana e ben nutrita. Non ci sono neanche rischi per il feto, legati alla sua salute o ad un eventuale parto prematuro, contrariamente a quello che si vocifera. Molte donne lo fanno e continuano a farlo dopo la nascita del neonato, se se la sentono e se il bambino più grandicello supera il cambiamento di gusto del latte (che ritorna a ‘colostro’ nell’immediato periodo perinatale).

 Sono alla 26° settimana di gravidanza e allatto ancora mia figlia di quasi 21 mesi, le chiedevo: ci possono essere complicazioni per quanto riguarda l’ allattamento del mio prossimo bimbo se non smetto di allattare mia figlia o posso continuare tranquillamente senza nessun tipo di problema per uno e per l’ altro bimbo?


L’allattamento non è rischioso per il feto. Allattare in gravidanza, detto anche allattare “in tandem” non causa neanche interruzione precoce della gestazione , né più né meno che in tutte le altre situazioni in cui si libera ossitocina (durante l’orgasmo ad esempio). L’eccezione è data da una eventuale storia di pregressa poliabortività. Allattare dopo la nascita del neonato è possibile e non pregiudica la salute né dell’uno né dell’altro: si deve privilegiare il nuovo arrivato naturalmente e ci si deve alimentare adeguatamente.

 Il mio pediatra, oltre che incredulo che essendo incinta possa allattare ancora, mi ha allarmato perchè la bambina è obesa.
Comunque continuero’ ad allattarla col mio solito entusiasmo e amore nonostante le innumerevoli pressioni affinche’ smetta.
Per quel che riguarda l’estrazione e la conservazione del latte, intendevo conservarlo per la “bambina grande” e non per il bambino che nascera’. Faro’ sicuramente un cesareo e nell’ospedale in cui partoriro’ c’e’ il rooming in, il bambino sara’ con me sempre e subito dopo il parto.
Volevo estrarmelo affinche’ la bambina “grande” non risenta troppo del mio allontanamento in ospedale e possa continuare a bere il suo/mio latte anche nei giorni del mio ricovero. Naturalmente una volta a casa e se lo gradira’ ancora, saro’ ben lieta di continuare ad allattarla al seno, “privilegiando” il nuovo nato, come lei consiglia nelle faq, ma soddisfando anche le necessita’ della “bambina grande”.
Puo’ consigliarmi quelle per poppata o quotidiane necessarie alla bambina di un anno?

In realtà la grande non ha bisogno del suo latte in quanto tale, ma della relazione d’allattamento. Quindi non penserei a estrarmi il latte per lei, la cui quantità potrebbe oscillare da 300 a 900 ml/24 ore(?) ; peraltro l’allontanamento da casa potrebbe fungere da stimolo a mangiare , mentre nelle visite che farà in ospedale potrà ‘rubare’ delle ciucciate – se lei se la sente.