Basso peso alla nascita

 Quanti grammi dovrebbe mangiare il mio bimbo di 5 kg allattato al seno, nato prematuro di 2 kg tre mesi fa? Ha sempre poppato al seno,non riesco a capire bene quanto sarebbe la quantità giusta ottimale divisa in circa 6 pasti. Infatti dopo lui si lamenta ancora, potrebbe aver perso sostanza il mio latte?Dovrei dargli il mio latte che ho congelato e del quale non si lamentava?
Allattare al seno un bambino prematuro richiede la quantificazione del latte a loro destinato, ma solo inizialmente. Man mano che il bambino cresce e matura, si dovrebbe entrare tutti e due nell’allattamento ‘a richiesta’, che permette al piccolo di soddisfare le sue esigenze energetiche e affettive. Che il piccolo si lamenti a fine poppata indica probabilmente che i 6 pasti progettati a tavolino non … gli bastano. Riattaccarlo a richiesta serve a incrementare la produzione di latte – e risolvere il problema – dato che non esiste latte materno povero di sostanza.

 Sono alla mia seconda gravidanza. La settimana scorsa sono stata ricoverata per inizio di travaglio alla trentaduesima settimana di gestazione; dopo due giorni di contrazioni il travaglio si è inspiegabilmente interrotto da solo (per fortuna!). La mia sorpresa è accresciuta quando ho visto arrivare il latte! Non due gocce di colostro, tanto latte da bagnarmi la camicia da notte per tre giorni interi. Non ho spremuto o toccato il seno (per non aumentare la produzione e per non stimolare nuovamente un’attività contrattile all’utero) e finalmente il latte è andato via (dopo una settimana intera). Ora la mia preoccupazione è: quando sarà davvero il momento di nascere per M., il mio corpo gli darà ancora latte oppure, dopo questa montata senza infante, non sarò più in grado di allattarlo? le ostetriche in ospedale non hanno saputo dirmi nulla, limitandosi allo stupore.

Le è accaduta una cosa rara ma nota agli specialisti della lattazione:una vera e propria montata in travaglio di parto prematuro. Si tratta di un fenomeno non del tutto compreso dal punto di vista fisiologico, che potrebbe avere a che fare con il cortisone endogeno(da stress?) o con la sua somministrazione (se glielo hanno fatto per la prevenzione della immaturità polmonare del feto). Questo stimolerebbero la mammella prima del tempo e poi effettivamente – come lei intuisce – ci potrebbe essere una inadeguata secrezione mammaria dopo il parto vero. Per ovviare il quale fenomeno lei non deve lasciare riposare le mammelle nemmeno un po’, ma attaccare subito e spesso il piccolo (facendo rooming in). In caso di separazione del piccolo dovrà tirarsi il latte precocemente, già entro le 6 ore dal parto. Si metta in contatto per tempo con una Consulente IBCLC per ricevere assistenza diretta e tempestiva.

 Ho avuto il mio bambino a luglio, nato a 32 settimane, mi hanno detto che devo obbligatoriamente dargli il ferro perché i prematuri non hanno fatto in tempo a riceverlo dalla mamma; ma da quando gli sto dando il ferro in gocce il bambino soffre di coliche ed ora ha pure uno sfogo ( pelle desquamata , come se sia bruciato)sul viso e le orecchie. Visto che lo allatto posso prenderlo io per evitarle le coliche ?
I bambini prematuri nascono con meno riserve di ferro, quelle che normalmente servono per i primi sei mesi di età, al termine dei quali appunto si incominciano la cosiddetta alimentazione diversificata . Anche se la mamma prende il ferro, questo non passa nel latte. Se le coliche dipendono dalla terapia, si può trovare un dosaggio più adatto o un prodotto di ferro più tollerabile. Lo sfogo cutaneo non dipende invece dal ferro, ma dalla particolare cute del suo bambino (atopia).

 Ho un bimbo che compie oggi due mesi. E’ nato alla 34 settimana e pesava 2170. Ha subito due interventi per problemi intestinali (atresia digiunale e ileale) e nel mentre è’ stato alimentato con parenterale. Ora il bimbo e’ tornato a casa da 4 giorni e lo allatto io esclusivamente al seno dato che nel frattempo ho mantenuto il latte togliendomelo con il tiralatte. Per quanto tempo posso conservarlo quel latte dato che in ospedale(Buzzi Milano) mi hanno detto max 40 gg. in freezer. Io sapevo molto di più, almeno tre mesi. Mio figlio ha ancora problemi epatici dovuti sembrerebbe al prolungamento della parenterale e quindi deve assumere medicinali che vanno sciolti nel latte, quindi userei il latte congelato soprattutto per questo.
Sì, il latte materno dura in freezer dai tre ai sei mesi. Hanno preferito suggerire un periodo più ristretto perché si tratta di un bambino prematuro e ammalato. Ma si tratta sempre di fare i pro e i contro: è meglio il latte scongelato della propria specie e madre dopo (max 3 )mesi o un latte artificiale? Ogni caso va poi valutato singolarmente anche per capire che medicinali deve sciogliere nel suo latte . Per questi motivi le suggerisco di mettersi in contatto con una Consulente Professionale IBCLC.

 Come abituare al seno un bambino prematuro di 40 gg. Che vuole solo il latte artificiale, perché ormai abituato solo a quello?
Il percorso richiede un vero e proprio piano d’azione oltre che una grande tenacia da parte sua. Come potrà leggere nelle FAQ Sfide materne-> Riallattamento si tratta innanzitutto di riportare il bambino ad una condizione di fisiologica vicinanza/contatto col corpo materno, abituato com’è alla distanza fisica che l’interfaccia di plastica del bibe rappresenta. Poi occorre disabituarlo alla posizione della bocca a suzione di spaghetto tipica del biberon; in contemporanea dovrà spremersi il latte per riattivare una mammella a produrre quanto – né più né meno – richiesto dal piccolo. Rivolgendosi a una Consulente Professionale IBCLC lei riuscirà a capire fin dove può arrivare e quanta energia investire in questo progetto – che tante mamme portano a buon fine.

 A. è nato prematuro di 7 mesi e mezzo peso 2,120 kg. Gli do il mio latte ma la notte si lamenta di dolori alla pancia, le poppate sono ogni tre ore, il bambino pesa più di tre chili ora, sarà il mio latte non buono? cosa devo mangiare, sembra sempre che ha fame e ho paura di dargli un eccesso che possa causare una gastroenterite.
I prematuri hanno voglia di crescere ancora più dei nati a termine. Il latte di mamma è senz’altro il più adatto al proprio bambino (solo sotto i 1,500 kg di peso alla nascita è necessario arricchirlo con i cosiddetti “fortificanti”). Se ci fossero problemi di intolleranza (alle proteine del latte vaccino ingerito dalla mamma che poi passassero nel latte materno -evenienza piuttosto rara) egli si lamenterebbe anche di giorno. Credo che questo piccolo abbia bisogno di poppare e del contatto pelle-a-pelle che durante la poppata si realizza – anche la notte. Non abbia timore di alimentarlo (le vere gastroenteriti sono solo di origine infettiva).

 E’ possibile già dai primi mesi di gravidanza predisporre al meglio il proprio organismo per l’allattamento del piccolo? i miei primi 2 figli sono nati entrambi alla 34 esima settimana e per la seconda ho dovuto usare il tiralatte elettrico (bella invenzione la siringa è terribile, l’ho usata per il primo). Sono alla terza gravidanza e desidererei un allattamento più fluido.
Un allattamento più fluido, come giustamente lo chiama lei, si ottiene attaccando subito e spesso il bambino al seno. In gravidanza ci si può informare dove partorire perché anche un prematuro , una volta stabile, possa attaccarsi al seno della mamma e stimolarne precocemente la disponibilità di latte. Può inoltre già contattare una Consulente IBCLC, per averne il sostegno personalizzato già subito dopo la nascita del piccolo o appena arriva a casa.

 Sono la mamma di un bambino di 2 mesi e 6 giorni che è nato prematuro alla 32a settimana. Alla nascita pesava 1,370 kg, ora pesa 3,500 kg. Ha sempre preso il mio latte: i primi 40 giorni con il bibe (usavo il tiralatte), poi si è attaccato al seno e mangiava regolarmente tra i 60-70 grammi a poppata crescendo oltre 200 grammi a settimana. Da 2 giorni però il mio seno (e capezzolo) si è ammosciato drasticamente. Ho provato con la doppia pesata e sembra che anche se a fatica prenda comunque la sua dose. Ho timore che mi stia diminuendo il latte, cosa posso fare?
Complimenti per l’ottima riuscita dell’allattamento. La consistenza soffice del seno è la prova che finalmente produzione di latte mammaria e richiesta del bambino sono in pari – il fenomeno è comune, e nelle donne che allattano i nati a termine si verifica alla fine del primo mese.

 Nato di 36 settimane( peso kg 2.470) con un cesareo, sono riuscita ad allattare da subito T. senza aggiunte, sfidando l’incredulità dei pediatri ospedalieri che pretendevano un’integrazione.Nei primi 2 mesi è cresciuto bene, g 200 a settimana, nel terzo mese invece ha messo su solo g 200.
C’è da dire che è stato per lui un mese difficile con frequenti coliche.Nonostante ciò io allatto regolarmente a richiesta tanto di giorno quanto di notte senza tenere conto degli orari.
La mia pediatra e quello del consultorio ritengono che io possa avere poco latte e che quindi ci sia bisogno di un’integrazione.Ho provato ma ho avuto continui fallimenti perché Tommaso non prende il biberon né il ciuccio. Mi ha aiutato il nuovo biberon … con la tettarella molto simile al capezzolo. Nonostante ciò, la sua integrazione non rispecchia quella dettata dalla pediatra ma è di gran lunga inferiore rischiando anche di non riuscire io a svuotare completamente il seno.Quello che mi colpisce è che mio figlio è tranquillissimo, mangia quando vuole,anche in pubblico,e si stacca quando vuole.Io credo sia stato solamente un mese fisiologicamente pesante per lui e che si sia adattato. Sbaglio se seguo il mio istinto? Voglio assolutamente continuare ad allattare, integrando solo la sera qualora ce ne fosse bisogno per dare un po’ di serenità tanto a lui quanto a me.T. adesso pesa kg 4,200 e ha 3 mesi.Sono fiduciosa che fra un mese la situazione sia migliorata.

Lei ha ottenuto inizialmente e per suo solo merito, visto che l’ambiente era avverso, degli splendidi risultati. Ma c’è bisogno, e per questo ha fatto bene a consultarmi, di un occhio esterno E favorevole a un percorso d’allattamento materno, che osservi la crescita di T. alla luce delle Curve di Crescita OMS (nei Links): recentemente T. è calato al di sotto del 3° pct. E’ probabile che si sia adattato al poco come dice lei – essendo un bambino forse portato addosso più che trasportato – e per un po’ ne sia stato contento: ma è questo che vogliamo, o non piuttosto che possa raggiungere il massimo del suo potenziale di crescita? Occorrerebbe quindi intanto capire se c’è una causa sottostante a questo arresto (raffreddore? infez. vie urinarie? altro?) con una valutazione pediatrica; e quindi, se non è possibile riportare la crescita su percentili più alti con il solo miglioramento della qualità o frequenza della poppata, con altri mezzi. Questi non sono l’aggiunta di artificiale col biberon, non solo *non indispensabile* ma anche rifiutato dal furbo T., ma ad es.con il comodo Soft-Cup ( un biberon che termina col cucchiaino) o col Set per l’Allattamento al Seno (entrambi Medela e reperibili nelle sanitarie o online). In questi dispositivi si può mettere il latte materno che una mamma si spreme a fine poppata o fra le poppate – concordando, discutendo e scegliendo il tutto col supporto di una Consulente IBCLC.

 Sono la mamma di una bambina di 4 mesi (nata alla 36a settimana)che allatto esclusivamente al seno. La piccola ha un’ottima crescita ed è talmente brava che da un paio di settimane di notte dorme per 7-8 ore consecutive (dalle 9 di sera alle 4-5 del mattino). Volevo chiedervi se la lunga pausa notturna senza poppate può influenzare negativamente la secrezione lattea portando pian piano ad una diminuzione del latte e quindi se è meglio svegliarla per allattarla. Inoltre volevo sapere se lo svezzamento deve essere ritardato di un mese visto che la bambina è nata un mese prima.
1. se la bambina cresce e fa sufficienti poppate diurne, non la sveglierà. Se cresce meno/poco la sveglierà. Di solito riprendono a svegliarsi loro verso il 5° mese:-)
2. sì, le pappe si iniziano al compimento del 6° mese di età corretta e non cronologica – altrimenti l’intestino dei prematuri finisce per subire un impatto troppo precoce col cibo.

 Positiva del citomegalovirus IgG 103, IgM 0,20: posso allattare la mia bambina nata a settimane 31+6 al seno? Alcuni mi hanno detto di no, altri di si, ma dopo le 40 settimane (cosa cambierà?). Per il momento la bambina si nutre esclusivamente col mio latte che tiro con amore ma anche con fatica…La potrò allattare?
Le spiego subito: sotto le 32 settimane i prematuri si possono ammalare di CMV trasmesso dalla mamma col latte. Per questo si consiglia di pastorizzare il latte tirato prima di darlo al bambino. Ma, poiché passate le 32 settimane, non c’è nessun caso documentato di prematuri ammalati di CMV (anche se ci può essere infezione – cosa ben diversa) il bambino può assumere il latte tirato fresco o allattare direttamente al seno. Il discorso delle 40 settimane quindi non ha nessuna base scientifica (?). Le probabilità di allattarla saranno tanto più alte quanto prima lei la attaccherà al seno. Vada su http://www.aicpam.org/wp-content/uploads/2011/02/prematuro_AICPAM2.pdf e da lì scarichi il pieghevole “Come fornire latte al tuo pretermine”.

 Sto iniziando ad allattare al seno la mia bimba nata di 31 settimane, che è stata ricoverata in terapia intensiva. Adesso siamo alla 35 settimana e.g. corretta e inizia ad avere forza a sufficienza per la suzione ma non prende + di 40 g …e succhia solo da un seno…dopo è troppo stanca per succhiare dall’altro…in questo caso cosa devo fare?posso tirare il latte del seno ancora pieno o lo tengo pieno per il pasto successivo (circa 3-4 ore dopo)?
Dovrebbe tirare il latte dal seno ancora pieno e utilizzarlo per il pasto/i che verrà/nno dato/i alla bimba quando lei non c’è (se questo è il caso). Secondo la fisiologia infatti, il latte non drenato dà un graduale stop alla ulteriore produzione di latte – l’ esito finale essendo quello di avere nel prossimo futuro meno latte rispetto alle reali esigenze della piccola.
Una bambina di 35 settimane inoltre dovrebbe fare, *proprio perché si stanca* più pasti del nato a termine: in tal modo tenderà ad assumere meno latte ma più spesso (ogni 2 ore) recuperando energie.

 Il mio bimbo è nato il 14 gg fa con taglio cesareo alla 36a settimana. Ho cominciato subito a tirare il latte e oggi sono arrivata a produrre 280 ml di latte al giorno in 5 volte, ogni volta preceduto da fitte al seno. Verso le 5 di questa mattina, però, ho avuto fitte forti e dolorose solo al seno sinistro, che, tra l’altro, ha sempre avuto una produzione più abbondante dell’altro ma con un capezzolo più grosso e più dolorante. Pensando che le fitte fossero dovute ad una abbondante montata lattea ho cominciato a tirare il latte che invece è stato piuttosto scarso rispetto ai giorni scorsi, ed è ancora tutto dolorante. Cosa sta succedendo? cosa posso fare se, come temo, fosse un’infiammazione del capezzolo?
p.s. non ho ancora potuto attaccare il bimbo al seno perché ancora troppo debole per tirare.

Un capezzolo grosso e dolente mi fa pensare a un possibile traumatismo da coppa di tiralatte: questa deve essere della misura giusta (Medela fa diverse misure) e tirare il latte *non* deve fare male. Credo che lei abbia bisogno di farsi vedere da una Consulente, per verificare questa ipotesi – ed eventualmente curare l’infiammazione con analgesici e se necessario antibiotici. Occorre inoltre lavorare a una produzione più abbondante di latte: 5 sedute sono insufficienti a produrre tutto il fabbisogno di un bambino quando raggiungerà il termine e inizierà lo scatto di crescita (quello vero cui vanno incontro i nati prima del termine).

 La mia bimba ha 6 mesi e mezzo, è nata alla 39 settimana ma con un basso peso kg 2,280. A 4 mesi era 5 chili ed ora è kg 6,300. La pediatra mi ha detto che come altezza è nella media 67 cm ma il peso è troppo basso, è stata allattata esclusivamente al seno a richiesta fino a 6 mesi ed ora ho iniziato lo svezzamento con due pappe al giorno che mangia molto volentieri anche se con l’inizio dello svezzamento è comparsa un po’ di dermatite. La cosa che mi ha sempre preoccupato è il basso peso, ho paura di sbagliare qualcosa nello svezzamento io fino ad ora ho dato il seno prima della pappa, ma è giusto? anche perché le do il seno ma poppa poco poi le do la pappa e la mangia tutta cosa le succede? durante le 24 ore fa sempre 5-6 poppate o comunque cerco di darle il seno non appena mi sembra che abbia voglia di poppare.
La bambina ha PIU’ che raddoppiato il peso nascita e si trova ad un bel 15° centile nelle curve di crescita OMS (vv Link). Lei sta facendo – anzi ha sempre fatto – tutto bene considerando per di più da dove era partita, cioè dalla gestione di una bambina nata *piccola per l’età*. Questi bambini che soffrono di mancanza di nutrienti in utero grazie al *latte materno* hanno la possibilità di recuperare alla grande. Inoltre essi, ci dicono i dati, recuperano ancora più punti di QI (Quoziente Intellettivo) rispetto ai bambini alimentati artificialmente. Non sono d’accordo quindi con la definizione di basso peso data dalla sua pediatra, perché errata in assoluto e ancora più al di fuori di una valutazione più generale di salute. Continui a fare quello che fa.

 Sono la felice mamma di una bimba di 3 mesi e 8 giorni nata alla 36a settimana con il peso di 2.300, peso attuale di 4.900 . Le do’ esclusivamente il mio latte ma devo continuare a tirarlo perché all’inizio era troppo piccola per mangiare al seno. Adesso se riesco a farle fare una poppata al seno mangia solo da un lato per una quantità di 50/70 ml e se le propongo l’altro piange. In più il seno mi fa malissimo e devo tirarlo via con il rischio di non farle trovare nulla quando ha di nuovo fame. Ho paura che continuando con la tiralatte mi vada via il latte… dovrei provare per una settimana a offrirle solo il seno almeno un pasto al giorno a discapito di quanto mangi, sperando di conservare il latte così?

Insistere a far succhiare la bambina dal seno senza che ne abbia desiderio è controproducente – il pianto è un chiaro segnale di frustrazione. Il fatto che il seno le faccia male è un’ ulteriore riprova che la bambina debba ancora imparare a poppare e lei ad attaccarla adeguatamente – due facce della stessa medaglia. E’quindi l’eliminazione di questa poppata dolorosa che lei dovrebbe porsi come obiettivo per i seguenti motivi:
1. perchè da una poppata efficace e felice la bimba potrà succhiare molto più latte
2. perchè il contatto pelle-a-pelle durante la poppata stimolerà la produzione di latte da tirare le altre volte
3. perchè da una poppata efficace e fruttuosa lei potrà arrivare ad allattare direttamente al seno, eliminando le sedute al tiralatte.
Perciò non si accontenti di ‘sperare’, ma contatti una Consulente Professionale IBCLC (vada su Consulenti e su www.aicpam.org) per realizzare  degli obiettivi concreti.

 Sono mamma di un bambino nato molto prematuro (alla 27 settimana di gestazione) e che proprio a causa della sua grave prematurità è stato ricoverato per più di 2 mesi in neonatologia. Subito dopo il parto, non potendo allattare al seno mio figlio, ho iniziato a utilizzare il tiralatte elettrico; grazie alla mia costanza il latte non mi è mai mancato e durante la degenza mio figlio ha sempre potuto assumere il mio latte tramite biberon. Ora siamo tornati a casa, il mio latte è sempre abbondante (900 ml al giorno che ottengo in 5 stimolazioni), ma sono costretta a continuare a tirarlo artificialmente perchè mio figlio non riesce ad attaccarsi al seno essendo ormai abituato al biberon. Tutto ciò è molto demoralizzante, oltre che molto scomodo, perchè ovunque io vada devo sempre portare con me tutto il materiale che occorre per quest’operazione. Cosa posso fare? Diventando più grande c’è qualche speranza che impari a succhiare dal seno? In qualche modo può essere rilevante il fatto che ad oggi mio figlio sia ancora molto anemico (agli ultimi controlli 7,5 di emoglobina)?
Portare al seno un bambino prematuro alimentato solo con biberon è una sfida che moltissime mamme vedono coronata dal successo. E’ però necessario che la mamma intraprenda un percorso di *Riallattamento* (come accennato nelle FAQ), meglio se con l’assistenza di una figura competente come la Consulente IBCLC. Intanto la informo che la presenza dell’anemia è irrilevante rispetto alle competenze di attacco/suzione al seno.

 Da subito non sono riuscita ad allattare direttamente la bimba al seno perchè nata di peso basso, ma grazie all’utilizzo del tiralatte comunque per 3 1/2 mesi ha assunto il mio latte.E’ cresciuta bene ed oggi il suo peso è più di 5 kg.Il mio problema è questo: la quantità di latte che ora mangia( 150 ml circa per 5 pasti) è superiore a quanto io riesca ad estrarre(tiro il latte circa 4/5 volte al giorno ogni 4/5 ore).Ho integrato con l’aggiunta di 1/2 pasti di latte artificiale.Il quesito è questo:posso aumentare la quantità del mio latte oppure è meglio abbandonare e passare esclusivamente al latte artificiale? Ho provato più volte a fare riattaccare la bimba al seno anche con l’ausilio di paracapezzoli ,ma proprio non riesco.
Ci sono molti modi per aumentare la disponibilità del *proprio* latte – anche se la decisione ultima di passare esclusivamente al latte artificiale è personalissima. Eccone alcuni:
– usare un tiralatte a doppio attacco
– aumentare il numero di sedute almeno 3-4 giorni a settimana
– dormire con la bimba accanto, facendo contatto pelle-a-pelle
– fare la spremitura manuale dopo quella meccanica
– fare “power-pumping”: un paio di volte la settimana tirare il latte 10 min ogni ora per 4 ore di seguito.
Buon lavoro!

 Ho una bimba che a 10 giorni , e’ la mia prima figlia , e’ nata a 34 settimane e pesava 2220 dopo il calo fisiologico , adesso pesa 2340 , lei mangia il mio latte pero’ devo toglierlo con il tiralatte perché lei non riesce a attaccarsi , lei ci prova ma fa’ fatica a succhiare e non trova il capezzolo, mi hanno detto che e’ normale perché e’ nata prematura , c’e’ da dire che io ho un seno molto abbondante e il capezzolo e’ piatto dipenderà’ da quello ? riuscirò più avanti a farla attaccare ? e’ normale che la bambina di giorno mangia 40/50 gr ogni 4/5 ore e la notte invece arriva a mangiare 60/70 g ogni 2 ore ?
Con il capezzolo pianeggiante , come lei ha intuito, e una bambina immatura e con bocca più piccola occorre curare al 300% attacco/posizionamento (vv FAQ).Per farla attaccare occorre inoltre che la piccola ‘familiarizzi’ col seno, sentendone il calore e odore durante il contatto ‘pelle-a-pelle’ (ambedue mamma e bambina nude dalla vita in su). Mai come in questo caso occorre la guida sapiente di una Consulente IBCLC . E’ perfettamente normale che la richiesta di latte vari nella giornata – e la notte la prolattina è più elevata, proprio per rispondere a queste maggiori richieste.