Basso peso alla nascita

 Quanti grammi dovrebbe mangiare il mio bimbo di 5 kg allattato al seno, nato prematuro di 2 kg tre mesi fa? Ha sempre poppato al seno,non riesco a capire bene quanto sarebbe la quantità giusta ottimale divisa in circa 6 pasti. Infatti dopo lui si lamenta ancora, potrebbe aver perso sostanza il mio latte?Dovrei dargli il mio latte che ho congelato e del quale non si lamentava?
Allattare al seno un bambino prematuro richiede la quantificazione del latte a loro destinato, ma solo inizialmente. Man mano che il bambino cresce e matura, si dovrebbe entrare tutti e due nell’allattamento ‘a richiesta’, che permette al piccolo di soddisfare le sue esigenze energetiche e affettive. Che il piccolo si lamenti a fine poppata indica probabilmente che i 6 pasti progettati a tavolino non … gli bastano. Riattaccarlo a richiesta serve a incrementare la produzione di latte – e risolvere il problema – dato che non esiste latte materno povero di sostanza.

 Sono alla mia seconda gravidanza. La settimana scorsa sono stata ricoverata per inizio di travaglio alla trentaduesima settimana di gestazione; dopo due giorni di contrazioni il travaglio si è inspiegabilmente interrotto da solo (per fortuna!). La mia sorpresa è accresciuta quando ho visto arrivare il latte! Non due gocce di colostro, tanto latte da bagnarmi la camicia da notte per tre giorni interi. Non ho spremuto o toccato il seno (per non aumentare la produzione e per non stimolare nuovamente un’attività contrattile all’utero) e finalmente il latte è andato via (dopo una settimana intera). Ora la mia preoccupazione è: quando sarà davvero il momento di nascere per M., il mio corpo gli darà ancora latte oppure, dopo questa montata senza infante, non sarò più in grado di allattarlo? le ostetriche in ospedale non hanno saputo dirmi nulla, limitandosi allo stupore.

Le è accaduta una cosa rara ma nota agli specialisti della lattazione:una vera e propria montata in travaglio di parto prematuro. Si tratta di un fenomeno non del tutto compreso dal punto di vista fisiologico, che potrebbe avere a che fare con il cortisone endogeno(da stress?) o con la sua somministrazione (se glielo hanno fatto per la prevenzione della immaturità polmonare del feto). Questo stimolerebbero la mammella prima del tempo e poi effettivamente – come lei intuisce – ci potrebbe essere una inadeguata secrezione mammaria dopo il parto vero. Per ovviare il quale fenomeno lei non deve lasciare riposare le mammelle nemmeno un po’, ma attaccare subito e spesso il piccolo (facendo rooming in). In caso di separazione del piccolo dovrà tirarsi il latte precocemente, già entro le 6 ore dal parto. Si metta in contatto per tempo con una Consulente IBCLC per ricevere assistenza diretta e tempestiva.

 Ho avuto il mio bambino a luglio, nato a 32 settimane, mi hanno detto che devo obbligatoriamente dargli il ferro perché i prematuri non hanno fatto in tempo a riceverlo dalla mamma; ma da quando gli sto dando il ferro in gocce il bambino soffre di coliche ed ora ha pure uno sfogo ( pelle desquamata , come se sia bruciato)sul viso e le orecchie. Visto che lo allatto posso prenderlo io per evitarle le coliche ?
I bambini prematuri nascono con meno riserve di ferro, quelle che normalmente servono per i primi sei mesi di età, al termine dei quali appunto si incominciano la cosiddetta alimentazione diversificata . Anche se la mamma prende il ferro, questo non passa nel latte. Se le coliche dipendono dalla terapia, si può trovare un dosaggio più adatto o un prodotto di ferro più tollerabile. Lo sfogo cutaneo non dipende invece dal ferro, ma dalla particolare cute del suo bambino (atopia).

 Ho un bimbo che compie oggi due mesi. E’ nato alla 34 settimana e pesava 2170. Ha subito due interventi per problemi intestinali (atresia digiunale e ileale) e nel mentre è’ stato alimentato con parenterale. Ora il bimbo e’ tornato a casa da 4 giorni e lo allatto io esclusivamente al seno dato che nel frattempo ho mantenuto il latte togliendomelo con il tiralatte. Per quanto tempo posso conservarlo quel latte dato che in ospedale(Buzzi Milano) mi hanno detto max 40 gg. in freezer. Io sapevo molto di più, almeno tre mesi. Mio figlio ha ancora problemi epatici dovuti sembrerebbe al prolungamento della parenterale e quindi deve assumere medicinali che vanno sciolti nel latte, quindi userei il latte congelato soprattutto per questo.
Sì, il latte materno dura in freezer dai tre ai sei mesi. Hanno preferito suggerire un periodo più ristretto perché si tratta di un bambino prematuro e ammalato. Ma si tratta sempre di fare i pro e i contro: è meglio il latte scongelato della propria specie e madre dopo (max 3 )mesi o un latte artificiale? Ogni caso va poi valutato singolarmente anche per capire che medicinali deve sciogliere nel suo latte . Per questi motivi le suggerisco di mettersi in contatto con una Consulente Professionale IBCLC.

 Come abituare al seno un bambino prematuro di 40 gg. Che vuole solo il latte artificiale, perché ormai abituato solo a quello?
Il percorso richiede un vero e proprio piano d’azione oltre che una grande tenacia da parte sua. Come potrà leggere nelle FAQ Sfide materne-> Riallattamento si tratta innanzitutto di riportare il bambino ad una condizione di fisiologica vicinanza/contatto col corpo materno, abituato com’è alla distanza fisica che l’interfaccia di plastica del bibe rappresenta. Poi occorre disabituarlo alla posizione della bocca a suzione di spaghetto tipica del biberon; in contemporanea dovrà spremersi il latte per riattivare una mammella a produrre quanto – né più né meno – richiesto dal piccolo. Rivolgendosi a una Consulente Professionale IBCLC lei riuscirà a capire fin dove può arrivare e quanta energia investire in questo progetto – che tante mamme portano a buon fine.

 A. è nato prematuro di 7 mesi e mezzo peso 2,120 kg. Gli do il mio latte ma la notte si lamenta di dolori alla pancia, le poppate sono ogni tre ore, il bambino pesa più di tre chili ora, sarà il mio latte non buono? cosa devo mangiare, sembra sempre che ha fame e ho paura di dargli un eccesso che possa causare una gastroenterite.
I prematuri hanno voglia di crescere ancora più dei nati a termine. Il latte di mamma è senz’altro il più adatto al proprio bambino (solo sotto i 1,500 kg di peso alla nascita è necessario arricchirlo con i cosiddetti “fortificanti”). Se ci fossero problemi di intolleranza (alle proteine del latte vaccino ingerito dalla mamma che poi passassero nel latte materno -evenienza piuttosto rara) egli si lamenterebbe anche di giorno. Credo che questo piccolo abbia bisogno di poppare e del contatto pelle-a-pelle che durante la poppata si realizza – anche la notte. Non abbia timore di alimentarlo (le vere gastroenteriti sono solo di origine infettiva).

 E’ possibile già dai primi mesi di gravidanza predisporre al meglio il proprio organismo per l’allattamento del piccolo? i miei primi 2 figli sono nati entrambi alla 34 esima settimana e per la seconda ho dovuto usare il tiralatte elettrico (bella invenzione la siringa è terribile, l’ho usata per il primo). Sono alla terza gravidanza e desidererei un allattamento più fluido.
Un allattamento più fluido, come giustamente lo chiama lei, si ottiene attaccando subito e spesso il bambino al seno. In gravidanza ci si può informare dove partorire perché anche un prematuro , una volta stabile, possa attaccarsi al seno della mamma e stimolarne precocemente la disponibilità di latte. Può inoltre già contattare una Consulente IBCLC, per averne il sostegno personalizzato già subito dopo la nascita del piccolo o appena arriva a casa.

 Sono la mamma di un bambino di 2 mesi e 6 giorni che è nato prematuro alla 32a settimana. Alla nascita pesava 1,370 kg, ora pesa 3,500 kg. Ha sempre preso il mio latte: i primi 40 giorni con il bibe (usavo il tiralatte), poi si è attaccato al seno e mangiava regolarmente tra i 60-70 grammi a poppata crescendo oltre 200 grammi a settimana. Da 2 giorni però il mio seno (e capezzolo) si è ammosciato drasticamente. Ho provato con la doppia pesata e sembra che anche se a fatica prenda comunque la sua dose. Ho timore che mi stia diminuendo il latte, cosa posso fare?
Complimenti per l’ottima riuscita dell’allattamento. La consistenza soffice del seno è la prova che finalmente produzione di latte mammaria e richiesta del bambino sono in pari – il fenomeno è comune, e nelle donne che allattano i nati a termine si verifica alla fine del primo mese.

 Nato di 36 settimane( peso kg 2.470) con un cesareo, sono riuscita ad allattare da subito T. senza aggiunte, sfidando l’incredulità dei pediatri ospedalieri che pretendevano un’integrazione.Nei primi 2 mesi è cresciuto bene, g 200 a settimana, nel terzo mese invece ha messo su solo g 200.
C’è da dire che è stato per lui un mese difficile con frequenti coliche.Nonostante ciò io allatto regolarmente a richiesta tanto di giorno quanto di notte senza tenere conto degli orari.
La mia pediatra e quello del consultorio ritengono che io possa avere poco latte e che quindi ci sia bisogno di un’integrazione.Ho provato ma ho avuto continui fallimenti perché Tommaso non prende il biberon né il ciuccio. Mi ha aiutato il nuovo biberon … con la tettarella molto simile al capezzolo. Nonostante ciò, la sua integrazione non rispecchia quella dettata dalla pediatra ma è di gran lunga inferiore rischiando anche di non riuscire io a svuotare completamente il seno.Quello che mi colpisce è che mio figlio è tranquillissimo, mangia quando vuole,anche in pubblico,e si stacca quando vuole.Io credo sia stato solamente un mese fisiologicamente pesante per lui e che si sia adattato. Sbaglio se seguo il mio istinto? Voglio assolutamente continuare ad allattare, integrando solo la sera qualora ce ne fosse bisogno per dare un po’ di serenità tanto a lui quanto a me.T. adesso pesa kg 4,200 e ha 3 mesi.Sono fiduciosa che fra un mese la situazione sia migliorata.

Lei ha ottenuto inizialmente e per suo solo merito, visto che l’ambiente era avverso, degli splendidi risultati. Ma c’è bisogno, e per questo ha fatto bene a consultarmi, di un occhio esterno E favorevole a un percorso d’allattamento materno, che osservi la crescita di T. alla luce delle Curve di Crescita OMS (nei Links): recentemente T. è calato al di sotto del 3° pct. E’ probabile che si sia adattato al poco come dice lei – essendo un bambino forse portato addosso più che trasportato – e per un po’ ne sia stato contento: ma è questo che vogliamo, o non piuttosto che possa raggiungere il massimo del suo potenziale di crescita? Occorrerebbe quindi intanto capire se c’è una causa sottostante a questo arresto (raffreddore? infez. vie urinarie? altro?) con una valutazione pediatrica; e quindi, se non è possibile riportare la crescita su percentili più alti con il solo miglioramento della qualità o frequenza della poppata, con altri mezzi. Questi non sono l’aggiunta di artificiale col biberon, non solo *non indispensabile* ma anche rifiutato dal furbo T., ma ad es.con il comodo Soft-Cup ( un biberon che termina col cucchiaino) o col Set per l’Allattamento al Seno (entrambi Medela e reperibili nelle sanitarie o online). In questi dispositivi si può mettere il latte materno che una mamma si spreme a fine poppata o fra le poppate – concordando, discutendo e scegliendo il tutto col supporto di una Consulente IBCLC.

 Sono la mamma di una bambina di 4 mesi (nata alla 36a settimana)che allatto esclusivamente al seno. La piccola ha un’ottima crescita ed è talmente brava che da un paio di settimane di notte dorme per 7-8 ore consecutive (dalle 9 di sera alle 4-5 del mattino). Volevo chiedervi se la lunga pausa notturna senza poppate può influenzare negativamente la secrezione lattea portando pian piano ad una diminuzione del latte e quindi se è meglio svegliarla per allattarla. Inoltre volevo sapere se lo svezzamento deve essere ritardato di un mese visto che la bambina è nata un mese prima.
1. se la bambina cresce e fa sufficienti poppate diurne, non la sveglierà. Se cresce meno/poco la sveglierà. Di solito riprendono a svegliarsi loro verso il 5° mese:-)
2. sì, le pappe si iniziano al compimento del 6° mese di età corretta e non cronologica – altrimenti l’intestino dei prematuri finisce per subire un impatto troppo precoce col cibo.

 Positiva del citomegalovirus IgG 103, IgM 0,20: posso allattare la mia bambina nata a settimane 31+6 al seno? Alcuni mi hanno detto di no, altri di si, ma dopo le 40 settimane (cosa cambierà?). Per il momento la bambina si nutre esclusivamente col mio latte che tiro con amore ma anche con fatica…La potrò allattare?
Le spiego subito: sotto le 32 settimane i prematuri si possono ammalare di CMV trasmesso dalla mamma col latte. Per questo si consiglia di pastorizzare il latte tirato prima di darlo al bambino. Ma, poiché passate le 32 settimane, non c’è nessun caso documentato di prematuri ammalati di CMV (anche se ci può essere infezione – cosa ben diversa) il bambino può assumere il latte tirato fresco o allattare direttamente al seno. Il discorso delle 40 settimane quindi non ha nessuna base scientifica (?). Le probabilità di allattarla saranno tanto più alte quanto prima lei la attaccherà al seno. Vada su http://www.aicpam.org/wp-content/uploads/2011/02/prematuro_AICPAM2.pdf e da lì scarichi il pieghevole “Come fornire latte al tuo pretermine”.

 Sto iniziando ad allattare al seno la mia bimba nata di 31 settimane, che è stata ricoverata in terapia intensiva. Adesso siamo alla 35 settimana e.g. corretta e inizia ad avere forza a sufficienza per la suzione ma non prende + di 40 g …e succhia solo da un seno…dopo è troppo stanca per succhiare dall’altro…in questo caso cosa devo fare?posso tirare il latte del seno ancora pieno o lo tengo pieno per il pasto successivo (circa 3-4 ore dopo)?
Dovrebbe tirare il latte dal seno ancora pieno e utilizzarlo per il pasto/i che verrà/nno dato/i alla bimba quando lei non c’è (se questo è il caso). Secondo la fisiologia infatti, il latte non drenato dà un graduale stop alla ulteriore produzione di latte – l’ esito finale essendo quello di avere nel prossimo futuro meno latte rispetto alle reali esigenze della piccola.
Una bambina di 35 settimane inoltre dovrebbe fare, *proprio perché si stanca* più pasti del nato a termine: in tal modo tenderà ad assumere meno latte ma più spesso (ogni 2 ore) recuperando energie.

 Il mio bimbo è nato il 14 gg fa con taglio cesareo alla 36a settimana. Ho cominciato subito a tirare il latte e oggi sono arrivata a produrre 280 ml di latte al giorno in 5 volte, ogni volta preceduto da fitte al seno. Verso le 5 di questa mattina, però, ho avuto fitte forti e dolorose solo al seno sinistro, che, tra l’altro, ha sempre avuto una produzione più abbondante dell’altro ma con un capezzolo più grosso e più dolorante. Pensando che le fitte fossero dovute ad una abbondante montata lattea ho cominciato a tirare il latte che invece è stato piuttosto scarso rispetto ai giorni scorsi, ed è ancora tutto dolorante. Cosa sta succedendo? cosa posso fare se, come temo, fosse un’infiammazione del capezzolo?
p.s. non ho ancora potuto attaccare il bimbo al seno perché ancora troppo debole per tirare.

Un capezzolo grosso e dolente mi fa pensare a un possibile traumatismo da coppa di tiralatte: questa deve essere della misura giusta (Medela fa diverse misure) e tirare il latte *non* deve fare male. Credo che lei abbia bisogno di farsi vedere da una Consulente, per verificare questa ipotesi – ed eventualmente curare l’infiammazione con analgesici e se necessario antibiotici. Occorre inoltre lavorare a una produzione più abbondante di latte: 5 sedute sono insufficienti a produrre tutto il fabbisogno di un bambino quando raggiungerà il termine e inizierà lo scatto di crescita (quello vero cui vanno incontro i nati prima del termine).

 La mia bimba ha 6 mesi e mezzo, è nata alla 39 settimana ma con un basso peso kg 2,280. A 4 mesi era 5 chili ed ora è kg 6,300. La pediatra mi ha detto che come altezza è nella media 67 cm ma il peso è troppo basso, è stata allattata esclusivamente al seno a richiesta fino a 6 mesi ed ora ho iniziato lo svezzamento con due pappe al giorno che mangia molto volentieri anche se con l’inizio dello svezzamento è comparsa un po’ di dermatite. La cosa che mi ha sempre preoccupato è il basso peso, ho paura di sbagliare qualcosa nello svezzamento io fino ad ora ho dato il seno prima della pappa, ma è giusto? anche perché le do il seno ma poppa poco poi le do la pappa e la mangia tutta cosa le succede? durante le 24 ore fa sempre 5-6 poppate o comunque cerco di darle il seno non appena mi sembra che abbia voglia di poppare.
La bambina ha PIU’ che raddoppiato il peso nascita e si trova ad un bel 15° centile nelle curve di crescita OMS (vv Link). Lei sta facendo – anzi ha sempre fatto – tutto bene considerando per di più da dove era partita, cioè dalla gestione di una bambina nata *piccola per l’età*. Questi bambini che soffrono di mancanza di nutrienti in utero grazie al *latte materno* hanno la possibilità di recuperare alla grande. Inoltre essi, ci dicono i dati, recuperano ancora più punti di QI (Quoziente Intellettivo) rispetto ai bambini alimentati artificialmente. Non sono d’accordo quindi con la definizione di basso peso data dalla sua pediatra, perché errata in assoluto e ancora più al di fuori di una valutazione più generale di salute. Continui a fare quello che fa.

 Sono la felice mamma di una bimba di 3 mesi e 8 giorni nata alla 36a settimana con il peso di 2.300, peso attuale di 4.900 . Le do’ esclusivamente il mio latte ma devo continuare a tirarlo perché all’inizio era troppo piccola per mangiare al seno. Adesso se riesco a farle fare una poppata al seno mangia solo da un lato per una quantità di 50/70 ml e se le propongo l’altro piange. In più il seno mi fa malissimo e devo tirarlo via con il rischio di non farle trovare nulla quando ha di nuovo fame. Ho paura che continuando con la tiralatte mi vada via il latte… dovrei provare per una settimana a offrirle solo il seno almeno un pasto al giorno a discapito di quanto mangi, sperando di conservare il latte così?

Insistere a far succhiare la bambina dal seno senza che ne abbia desiderio è controproducente – il pianto è un chiaro segnale di frustrazione. Il fatto che il seno le faccia male è un’ ulteriore riprova che la bambina debba ancora imparare a poppare e lei ad attaccarla adeguatamente – due facce della stessa medaglia. E’quindi l’eliminazione di questa poppata dolorosa che lei dovrebbe porsi come obiettivo per i seguenti motivi:
1. perchè da una poppata efficace e felice la bimba potrà succhiare molto più latte
2. perchè il contatto pelle-a-pelle durante la poppata stimolerà la produzione di latte da tirare le altre volte
3. perchè da una poppata efficace e fruttuosa lei potrà arrivare ad allattare direttamente al seno, eliminando le sedute al tiralatte.
Perciò non si accontenti di ‘sperare’, ma contatti una Consulente Professionale IBCLC (vada su Consulenti e su www.aicpam.org) per realizzare  degli obiettivi concreti.

 Sono mamma di un bambino nato molto prematuro (alla 27 settimana di gestazione) e che proprio a causa della sua grave prematurità è stato ricoverato per più di 2 mesi in neonatologia. Subito dopo il parto, non potendo allattare al seno mio figlio, ho iniziato a utilizzare il tiralatte elettrico; grazie alla mia costanza il latte non mi è mai mancato e durante la degenza mio figlio ha sempre potuto assumere il mio latte tramite biberon. Ora siamo tornati a casa, il mio latte è sempre abbondante (900 ml al giorno che ottengo in 5 stimolazioni), ma sono costretta a continuare a tirarlo artificialmente perchè mio figlio non riesce ad attaccarsi al seno essendo ormai abituato al biberon. Tutto ciò è molto demoralizzante, oltre che molto scomodo, perchè ovunque io vada devo sempre portare con me tutto il materiale che occorre per quest’operazione. Cosa posso fare? Diventando più grande c’è qualche speranza che impari a succhiare dal seno? In qualche modo può essere rilevante il fatto che ad oggi mio figlio sia ancora molto anemico (agli ultimi controlli 7,5 di emoglobina)?
Portare al seno un bambino prematuro alimentato solo con biberon è una sfida che moltissime mamme vedono coronata dal successo. E’ però necessario che la mamma intraprenda un percorso di *Riallattamento* (come accennato nelle FAQ), meglio se con l’assistenza di una figura competente come la Consulente IBCLC. Intanto la informo che la presenza dell’anemia è irrilevante rispetto alle competenze di attacco/suzione al seno.

 Da subito non sono riuscita ad allattare direttamente la bimba al seno perchè nata di peso basso, ma grazie all’utilizzo del tiralatte comunque per 3 1/2 mesi ha assunto il mio latte.E’ cresciuta bene ed oggi il suo peso è più di 5 kg.Il mio problema è questo: la quantità di latte che ora mangia( 150 ml circa per 5 pasti) è superiore a quanto io riesca ad estrarre(tiro il latte circa 4/5 volte al giorno ogni 4/5 ore).Ho integrato con l’aggiunta di 1/2 pasti di latte artificiale.Il quesito è questo:posso aumentare la quantità del mio latte oppure è meglio abbandonare e passare esclusivamente al latte artificiale? Ho provato più volte a fare riattaccare la bimba al seno anche con l’ausilio di paracapezzoli ,ma proprio non riesco.
Ci sono molti modi per aumentare la disponibilità del *proprio* latte – anche se la decisione ultima di passare esclusivamente al latte artificiale è personalissima. Eccone alcuni:
– usare un tiralatte a doppio attacco
– aumentare il numero di sedute almeno 3-4 giorni a settimana
– dormire con la bimba accanto, facendo contatto pelle-a-pelle
– fare la spremitura manuale dopo quella meccanica
– fare “power-pumping”: un paio di volte la settimana tirare il latte 10 min ogni ora per 4 ore di seguito.
Buon lavoro!

 Ho una bimba che a 10 giorni , e’ la mia prima figlia , e’ nata a 34 settimane e pesava 2220 dopo il calo fisiologico , adesso pesa 2340 , lei mangia il mio latte pero’ devo toglierlo con il tiralatte perché lei non riesce a attaccarsi , lei ci prova ma fa’ fatica a succhiare e non trova il capezzolo, mi hanno detto che e’ normale perché e’ nata prematura , c’e’ da dire che io ho un seno molto abbondante e il capezzolo e’ piatto dipenderà’ da quello ? riuscirò più avanti a farla attaccare ? e’ normale che la bambina di giorno mangia 40/50 gr ogni 4/5 ore e la notte invece arriva a mangiare 60/70 g ogni 2 ore ?
Con il capezzolo pianeggiante , come lei ha intuito, e una bambina immatura e con bocca più piccola occorre curare al 300% attacco/posizionamento (vv FAQ).Per farla attaccare occorre inoltre che la piccola ‘familiarizzi’ col seno, sentendone il calore e odore durante il contatto ‘pelle-a-pelle’ (ambedue mamma e bambina nude dalla vita in su). Mai come in questo caso occorre la guida sapiente di una Consulente IBCLC . E’ perfettamente normale che la richiesta di latte vari nella giornata – e la notte la prolattina è più elevata, proprio per rispondere a queste maggiori richieste.

Prolungato

 Le riscrivo dopo cinque mesi, ora la mia bambina ha venti mesi ed è ancora allattata alla sera (prima della nanna) ed al mattino (fa colazione solo con il mio latte).
Durante la notte, in questo ultimo periodo, i risvegli si sono notevolmente ridotti e se capita è sufficiente avvicinarla o darle da bere un po’ di acqua, se la richiede, per continuare il suo sonno. A questo punto la mia domanda è: è sufficiente che al mattino faccia colazione sono con il mio latte? Anche perché non riesco proprio a capire quanto latte possa succhiare, in quanto il seno non è gonfio, ma se provo a spremerlo effettivamente esce ancora latte! Comunque la piccola quando si stacca è tutta soddisfatta!
Ho anche provato a proporle il latte con i biscotti, ma non ne vuole sapere, e poi comunque vuole succhiare.
A pranzo, merenda e cena mangia tutto quello che le proponiamo . La bimba non ha mai avuto problemi di salute, ai controlli il pediatra non ha mai riscontrato problemi di crescita. Cosa ne pensa e cosa mi consiglia?

Lei le sta dando ancora qualitativamente e quantitativamente il miglior latte possibile immaginabile, non solo, ma pensi poi a una cosa: se la bambina è stata così brava a succhiarne le quantità necessarie per crescere adeguatamente solo con esso nei primi sei mesi di vita, perchè dovrebbe essere diventata meno competente nella gestione dei suoi bisogni adesso che è cresciuta?? non le sembrerebbe un pò strano se da un lato fosse progredita nel crescere, parlare, camminare, socializzare e dall’altro fosse regredita a fare qualcosa di controproducente per la sua salute fisica e sviluppo psico-motorio?? è mai possibile che l’allattamento sia *funzionale* solo fino a tot (mi dica lei quanti) mesi e dopo no? :-)

 Ho un bambino di 19 mesi che ancora allatta e non so come fare per poterlo staccare dal seno. Il bambino si attacca parecchie volte al giorno e non so se è un bene o un male, tenga presente che il bambino è in ottima salute e mangia tutto,l’unica cosa è che non beve volentieri il latte artificiale. cosa mi consiglia di fare?
Può leggere come fare uno svezzamento dal seno leggendo le FAQ, ma prima di decidere se è bene o male esamini i seguenti punti di vista.
Dal punto di vista antropologico è un bene: il bambino sta bevendo un latte di specie.
Dal punto di vista della salute fisica infantile è un bene: il bambino sta bevendo il latte che più gli dà vantaggi di salute.
Dal punto di vista della salute materna è un bene: meno rischio di cancro all’ovaio e al seno e di diabete di tipo adulto.
Dal punto di vista psicologico è un bene: il bambino riceve nutrimento e attaccamento in un colpo solo.
Dal punto di vista sociale è un bene: il bambino riceve educazione oltre che nutrimento (sa quando si può fare e quando no).
Dal punto di vista ecologico è un bene: lei consuma meno latte artificiale e animale e perciò produce meno CO2.
Dal punto di vista dei consumi è un male: lei spende poco, porta poco il bambino dal dottore e meno ancora lo ricovera in ospedale.
Dal punto di vista dell’approvazione sociale è un male: la gente critica tutti coloro che si discostano dalla ‘norma’ generale.

 Sona la mamma di una bimba di 15 mesi che ancora oggi è allattata al seno (colazione, al rientro dal lavoro ca. alle 18,30, ma non sempre, prima di addormentarsi e durante i risvegli notturni che fortunatamente si stanno diradando).
Gradirei sapere se è il caso di inserire anche il latte vaccino, che non ho ancora proposta alla bimba se non sotto forma di formaggio (ricotta, certosa, robiola, formaggino, parmigiano) e yogurt.
Premetto che la bimba, pur non essendo grossissima, pesa solo Kg. 9,500, non ha mai avuto nessun problema di salute e ha sempre accettato tutte le pappe proposte (mangia tutto, anche se è un po’ distratta, ossia deve essere sempre indaffarata a fare qualcosa sul tavolinetto del suo seggiolone per aprire la bocca, ad esempio spargere pizzichi di formaggio grana nella sua pappa!), inoltre è di una vivacità incredibile senza per altro essere capricciosa (almeno per adesso!).
Le pongo questa domanda, in quanto sento che le altre mamme danno interi biberon di latte vaccino con biscotti tipo plasmon, io personalmente non ho ancora utilizzato questo tipo di beverone né al mattino né alla sera prima di andare a dormire, ma mi chiedo se il latte che ancora succhia da me sarà sufficiente alla sue esigenze e soprattutto se posso ancora andare avanti così come sto facendo e per quanto tempo (allattarla non mi è mai pesato né prima né adesso).

E’ stata chiarissima, e altrettanto sarò io: lei sta fornendo alla sua bimba il ‘latte di specie’ non il latte di un’altra specie con un eccesso di grassi, proteine e sali, per non parlare delle inutili calorie fornite da biscotti conditi con grassi vegetali di scarso valore (olio di cocco o olio di palma:  quello che costa di meno sulla piazza). Continui ad allattarla finchè se la sente e le fornisca latte vaccino in piccole quantità, tal quale e come qualsiasi altro cibo.

 Il mio terzogenito (20 mesi) ha una grande passione per il “lattuccio” di mamma. Mi fa piacere, ed anche comodo, allattarlo ancora, ma ultimamente durante il giorno la sua è una richiesta continua. Sto provando quindi ad usare i suoi consigli per lo svezzamento programmato, in modo da ridurre le poppate almeno durante il giorno. Vorrei però sapere se la poppata mattutina è, per un bimbo della sua età (>97 perc. in altezza, 50-75 perc. in peso), nutriente quanto una colazione a base di latte vaccino. E poi, perchè i pediatri insistono tanto sulla necessità di togliere il latte materno ai bambini dopo una certa età?
A 20 mesi l’aspetto nutrizionale dell’allattamento è irrilevante rispetto a quello relazionale – nondimeno c’è del nutrimento, in quanto il latte che lei fornisce è latte ‘specie-specifico’ ed è stato provato che nel secondo anno di vita esso è percentualmente più grasso. Nei miei studi pediatrici non mi è stato insegnato nulla di fisiologia dell’allattamento e ancora meno di come sostenere le mamme: non mi meraviglia quindi che i miei colleghi proibiscano quello che non conoscono e, se sono donne, quello che non hanno sperimentato.

 Mio figlio ha quasi 20 mesi ed è stato allattato al seno da subito con mia grande gioia; ora continua a richiedere il seno nonostante abbia un’ alimentazione regolare e mangi di tutto. Il seno è diventato un ciuccio ..una coccola….. il problema è che la notte si sveglia una/due volte e si riaddormenta solo con il seno !!!!! Vorrei smettere di allattarlo ma ho paura di togliere qualcosa di prezioso per il suo equilibrio !!!!!!! cosa dovrei fare ?????
Per la verità il seno è da sempre anche ciuccio, solo che all’inizio la funzione nutrizionale prevale. Non c’è niente di male che il bambino si addormenti col seno, è stato ‘progettato’ così . E’ solo che la cosa viene criticata da tutti in una cultura che dà biberon e proclama l’indipendenza precoce dei piccoli. A questo punto lei ha le informazioni da ambo i fronti e può decidere cosa fare – purtroppo nessuno glielo può dire…

Ho due bimbe una di cinque e l’altra di due anni, la piccola di due anni l’allatto ancora, con piacere, anche perchè lavorando e non potendomela godere almeno la sera e la notte mi fa piacere allattarla, anche se non so se esista un limite temporale a questo, ossia fino a che età è utile ed opportuno allatare al seno. Ciò che mi preme inoltre sapere è cosa fare perchè la piccola beve volentieri il mio latte, mentre, ha spesso, per non dire sempre, inappetenza, infatti, pesa 11 kg scarsi, si ammala spesso (raffreddore, febbre, tosse, cattiva respirazione e sono costretta a somministrarle tachipirina, ventolin, bentelan o l’antibiotico del caso) probabilmente perchè la sorellina porta a casa i virus dall’asilo, e non so se esista qualcosa che possa darle per stimolarle l’appetito e renderla piu’ forte, le do la pappa reale ma non sortisce grandi risultati!!
Lei sta già facendo il massimo per la piccola, mentre 11 kg sono appena sotto il 50° pct secondo le curve OMS (vv Link). Non esistono termini oltre cui allattare non è accettabile (nè su quali termini: nutrizionali? morali? economici?) : antropologicamente parlando i nostri antenati allattavano per 4-7 anni. Se ne preoccupi quando comincerà a stufarsene!

 Il mio bimbo ha 15 mesi e viene allattato al seno la mattina e la sera, ma io credo che la quantità di latte che mangia sia minima, circa 70 ml. e credo sia poco per un bimbo della sua età anche se devo dire che non è un mangione nemmeno di pappa, lui mangierebbe in grandi quantità la frutta, il fruttolo e lo yogurt, ma pasta, carne ect. non ne mangia molto.
Comunque ritornando al latte, è lui che si stacca dal seno e non sembra abbia ancora fame, ma io temo che il mio latte sia proprio diventato poco. Dovrei dargli il latte nel biberon?

Se il bambino mangia latticini e yogurt e cresce e sta in salute, non c’è necessità di aggiungere latte vaccino tal quale e col biberon. Fra gli alimenti ricchi di calcio non dimentichi la ricotta e le mandorle; fra quelli ricchi di ferro i legumi e il germe di grano (che può essere spolverato sullo yogurt).

 Sono la mamma di un bimbo di 16 mesi. Ho smesso di allattarlo al seno, per scelta, ( e ne sono gà pentita) da pochi giorni, il piccolo ha accettato, suo malgrado la cosa, ma prende pochissimo latte dal biberon. Vorrei sapere c’è una dose precisa di latte che i bambini così piccoli dovrebbere assumere? In compenso mangia yogurt ogni mattina e spesso la ricotta o mozzarella può bastare?
La quantità di latte raccomandata nel secondo anno di vita va dai 200 ai 400 ml al giorno. Latticini e yogurt sono ancora più importanti se tali volumi non vengono raggiunti.

 Sono la mamma di Alessio che allatto felicemente da ben 2 anni.
Vorrei provare gradualmente ad interrompere l’allattamento perchè vedo che Alessio si sta attacando sempre di più e quando non ci sono piange perchè vuole la sisa, non vorrei combinare qualche pasticcio….purtroppo o per fortuna non ha delle abitudini, prende la sisa quando vuole ed anche la notte.
Qualche consiglio per iniziare ad allentare la presa?

In genere i bambini allattati a lungo non piangono per avere la sisa … più di quanto non piangano i bambini di questa età che vogliono … la mamma. Farei quindi molta attenzione a non scambiare il *particolare* per il *generale*, anche se forse tutti intorno a lei lo fanno. Oltre che leggere le FAQ di Svezzamento graduale perciò la inviterei a fare una Consulenza diretta, per capire bene i termini della questione e rassicurarsi così che non è per via dell’allattamento che si causano i pasticci.

 Ho letto delle esperienze delle mamme sull’allattamento prolungato e sono veramente felice di essermi sempre ascoltata nonostante ciò che gli altri mi dicevano pensando di sapere.
In pratica io allatto ininterrottamente da sette anni tra la prima e il secondo. Preferendo io il distacco naturale e senza traumi la bambina ha bevuto il mio latte anche quando è nato suo fratello. Era giudiziosa così le ho spiegato (aveva quasi quattro anni) che poteva continuare a berlo ma solo quello che avanzava dalla poppata del fratellino che ne aveva più bisogno.. lentamente poi si è staccata. Il piccolo di tre anni e un mese è un po’ meno giudizioso, e anche se nell’ultimo mese mangia un po’ di più io penso che la sua buona crescita sia stata agevolata dal mio latte.. non trovo altra spiegazione. Sono contenta perché ho imparato in questi sette anni e laddove avevo qualche dubbio il vostro sito e quello della Leche league mi sono stati utilissimi. Tutt’ora mi scontro con numerosi preconcetti, disinformazione, ignoranza.. ma non me la prendo più perché mi sento fortificata dalla mia stupenda esperienza. A volte, è vero, sono un po’ stanca perchè il piccolo è stancante in tutti i sensi e specialmente quando vuol bere la notte, però poi penso al latte come medicina e penso che passerà e anche lui si staccherà senza traumi. Entrambi sono abbastanza indipendenti e con le idee chiare contrariamente a quanti mi dicevano che con l’allattamento prolungato (tanto prolungato)sarebbero stati invece dipendenti, come se il latte e questo fatto invece così naturale fossero una “droga”. Sono trascorsi sette anni e ho aspettato questo momento per poter dire non soltanto che stavo facendo la cosa giusta ma che potevo anche provarla… Quindi auguro a tutte un buon proseguimento di allattamento e suggerisco a tutte di ascoltare il proprio istinto senza lasciarsi influenzare da chi in fondo non sa o parla per sentito dire.
Saluti Alessandra Bertoncini

Grazie per la testimonianza.

 La mia bambina ha 13 mesi e la allatto ancora.
La sua è una cosa psicologica, per lei è una coccola, una sicurezza, un modo per avere la certezza che la sua mamma è accanto a lei.
Ogni volta che mi vede tornare dal lavoro, a pranzo e nel pomeriggio, come mi vede vuole poppare e è impossibile distrarla. Una volta che ha preso il suo latte torna serena.
La bambina mangia tutto, non da nessun problema da questo punto di vista e io sinceramente non ho fretta di smettere di allattarla, non mi pesa, anzi lo faccio volentieri, ma ho paura che ci sia qualcosa di sbagliato. Ho paura che si sappia consolare solo in quel modo e non so se sto sbagliando qualcosa.
Sottolineo che io sono molto fisica con lei, la bacio e la coccolo tantissimo e anche lei lo è, o per carattere o per abitudine. Anche la notte si sveglia ancora due volte circa per il latte e molto raramente riusciamo a riaddormentarla senza seno. Non prende nè il ciuccio nè nessun altro tipo di latte o bevanda calda.
Come devo fare? E’ giusto che io l’assecondi? Sinceramente di smettere tutto un botto non me la sento proprio. Credo che rimarrebbe solo traumatizzata e ne soffrirebbe e assolutamente non lo voglio.

Sa qual’è il problema? è che una cosa fisiolgica e normale come quella che lei descrive e che funziona perchè si è evoluta insieme alla ns specie non è *più comune* e viene vista come strana. Per cui chi ne è protagonista, cioè la mamma finisce per sentirsi come una mosca bianca…

 Sto continuando ad allattare felicemente il mio secondogenito di 13 mesi(colazione, spesso il pomeriggio quando torno dal lavoro, sera prima della nanna e talvolta la notte) e mi chiedevo se è normale che dopo tutto questo tempo non mi sia ancora comparso il capoparto.Con la mia primogenita il ciclo mi era tornato intorno ai nove mesi ma il maschietto prende decisamente più latte della sorella.
A onor del vero io non mi preoccupavo minimamente di questa cosa ma oltre ai commenti allarmati di mamma/suocera/colleghe ora anche il mio medico di famiglia mi ha detto che forse sarebbe il caso di fare un controllo dal ginecologo…generalmente mi vede una volta l’anno ad agosto, devo anticipare?
Inoltre volevo sapere se è vero che con l’arrivo del ciclo il latte cambia e perde sostanza, me lo dicono in tantissime.

L’assenza di ciclo è un fenomeno biologicamente previsto che riflette l’intensità/la frequenza/l’orario delle poppate. Molte mamme perciò hanno il capoparto dopo il 2° anno di allattamento in ragione di una maggiore inibizione del meccanismo ovulatorio. Il processo è “naturale” e comporta risparmio di ferro per la mamma, la protezione dal cancro mammario e ovarico, la protezione dal rischio osteoporosi in età avanzata e altro ancora. Può riportare questi dati ai suoi familiari, mentre può – con le dovute premure – informare il medico di famiglia di informarsi, per es. scrivendomi: sarò felice di rispondere.
Alle mamme che, avendo smesso di allattare prima non hanno perciò idea di cosa stanno parlando, dirà semplicemente che il latte umano si adatta all’età del bambino allattato, per rispondere alle esigenze nutrizionali diverse di un bambino grandicello rispetto a un neonato. E’ perciò *vero* che cambia, e qui sta il bello, ma *falso* che sia privo di sostanza. Tanto è vero che chi vende ha tentato di copiare il modello, inventandosi latti “di partenza”, latti “di proseguimento” e latti “di crescita”.

 Quando si parla di allattamento prolungato fino a quando si intende? La mia bambina ha 27 mesi ed ancora mi chiede di attaccarsi (diverse volte al giorno, oppure solo un paio a seconda delle giornate), la cosa non mi pesa, anzi mi fa piacere, ma mi domando, succhierà qualcosa, visto che non mi sembra di avere più niente e lei si attacca per pochi minuti?
La definizione di allattamento prolungato è puramente “accademica” e niente affatto condivisa: poichè da noi solo il 10% delle donne allatta fino all’anno, allora si definisce prolungato l’ allattamento oltre tale termine. Allattare a 27 mesi e con piacere è (o dovrebbe essere) normale, in quanto i nostri corpi vi sono biologicamente predisposti. Se succhia senza arrecare fastidio, allora passa del latte. Questo è biochimicamente differente dal latte dei primi mesi ma perfettamente e unicamente adattato alle esigenze di un organismo di 27 mesi.E scusate se è poco.

 Ho un bimbo di due anni e sette mesi che sto ancora allattando, quando me lo chiede (soprattutto la notte quando si sveglia e prima di addormentarsi, ma anche durante il giorno se ne ha voglia); io ne sono molto contenta; ultimamente però, soprattutto a sinistra, mi capita di sentire un po’ male quando succhia, è normale? E poi, prenderà del latte oppure non le viene più niente perchè il mio latte è finito (come sostengono i miei familiari)? Dovrebbere bere del latte vaccino? In realtà non lo vuole nemmeno assaggiare.

Il dolore non è mai normale: è un segnale del ns corpo per avvisarci che c’è qualcosa che non va (un microtaglietto o altro). Ai suoi familiari dica che se la bambina succhiasse ‘a secco’ il dolore sarebbe insopportabile: che provassero loro stessi! Il latte vaccino *non è* un obbligo: è un altro alimento, come la carne il pesce le verdure la frutta ecc mentre il latte umano è il latte per i cuccioli umani.

 Ho un bimbo di 27 mesi che ancora allatto quando me lo chiede di giorno e come routine la sera e la mattina..Sono separata ma in buoni rapporti con il papà.Il bimbo dorme anche da lui. Mi chiedo se averlo nel lettone e allattarlo possa creare qualche problema vedendo che la mamma è tutta per lui..E poi mi chiedo…smettono da soli di chiedere la tetta???
Per l’argomento in generale le consiglio di leggere le altre FAQ di Allattamento prolungato e il libro Allattare.net :-)
Nello specifico, la continuazione della relazione d’allattamento anche durante la notte con la condivisione del letto non è di per sè *causa* di problemi nello sviluppo infantile – è la relazione di attaccamento con la madre nel suo insieme che lo può essere. La relazione d’allattamento è semplicemente usata dagli psicologi come un ‘indicatore’ di potenziali disturbi , con l’aggravante che essendo pocco praticata hanno perso il senso della normalità di tale relazione.

 Sono la mamma di una bimba di quasi un anno, allattata al seno e a richiesta da sempre. Ho introdotto i pasti complementari senza mai smettere di darle il seno quando lei lo chiede.
Ora la notte si sveglia un paio di volte cosi’ io posso prendermi il mio riposo.
La mia intenzione e’ di continuare, ma mi sento un po’ debilitate, c’e’ qualcosa che posso fare per riprendermi le mie energie?

Nell’ordine: una visita medica per escludere eventuali patologie da *post partum* che NON vuol dire da allattamento, quali anemia e tiroiditi. Poi una consulenza con una Consulente IBCLC per esplorare l’ipotesi di una eventuale lieve depressione post-partum – che viene comunemente scambiata a livello sociale come ‘esaurimento fisico’ da super lavoro (allattamento).

 Sono la mamma di un bambino di nove mesi allattato esclusivamente al seno fino ai sei mesi; in seguito ho introdotto lo spuntino di metà mattina poi il pranzo , e poi la cena a partire dal mese scorso. Continuo a dargli il mio latte a colazione, a merenda , e la notte quando si sveglia, anche se non so se abbia effettivamente ancora fame o magari vuole solo un po’ di coccole.
Mentre il bambino all’inizio è cresciuto molto rapidamente, negli ultimi mesi non sta aumentando molto di peso: a 6 mesi e 13 giorni pesava 8,210 kg, a 7 mesi e 19 giorni pesava 8,570 kg e a 9 mesi 8,690 kg. La pediatra ha detto che comunque rimane nella norma del peso per la sua età, ma in ogni caso mi ha consigliato di sostituire sia la poppata a merenda con yogurt, frutta e biscotto oppure farina lattea, sia l’ultima poppata serale con il latte di proseguimento; mi ha detto, infatti, che il mio latte dopo nove mesi non è più così nutriente (anche se a me sembra di aver letto diversamente). In questo modo continuerei a dargli il mio latte solo la mattina a colazione e, se lo richiede, la notte. Volevo quindi chiedere:
1.è vero che il latte perde le sostanze nutritive andando avanti con il tempo?
2.mi consiglia di seguire le indicazioni della mia pediatra? 3.Quando si parla di proseguire l’allattamento fino all’anno di età e oltre, a quanti pasti si fa riferimento?

Mi sembra contraddittorio affermare che il peso ” rimane nella norma” e allo stesso tempo che questo stesso latte così buono fino adesso non lo sia più ” dopo nove mesi ” Saremmo l’unica specie di mammiferi il cui latte dopo un certo periodo (quale??) perde valore. Quello che invece è vero è che i bambini alla cui dieta a base di cibi solidi si aggiunge latte artificiale tendono a smettere di allattare al seno, sostituendo il meglio col mediocre. In realtà lei potrà continuare ad allattare al seno e aggiungere altro cibo nel piatto del bambino *se e quando* lo richiederà. Allattare al seno non comporta osservare un ‘numero’ definito di poppate ma di praticarle sempre su richiesta, sia per soddisfare la sete che il fabbisogno di nutrienti – che solo il bambino sa percepire attraverso il cambiamento di gusto – sia per soddisfare il bisogno di contatto/conforto.

Rifiuto del seno

 Sono due mesi che allatto, e volevo iniziare a fare degli esercizi pettorali.Si possono fare allattando, e secondo lei ha senso farli ora che il seno si riempie e svuota di latte, o e’ meglio farli a fine allattamento?
In allattamento si possono fare tutti gli allenamenti che comportino uno sforzo max. di intensità ‘moderata’.

 Allatto al seno una bimba di 11 mesi con 8 denti che da qualche settimana, a fine poppata(3/4 al gg)mi morde.Non tutte le volte, ma almeno 1 v al gg mia figlia mi morde con forza la parte finale del capezzolo e non lo lascia nemmeno a sentire il mio grido di dolore.L’ho sgridata, negato il seno in quel momento ma niente, continua a farlo. Io NON VOGLIO INTERROMPERE L’ALLATTAMENTO,come posso fare?
Prima di tutto dovrà essere brava a cogliere i segnali di ridotta intensità di suzione (= non vuole più succhiare) per staccarla rapidamente. In seconda battuta le dia una schicchera non dolorosa alla base del naso e la guardi *seriamente* negli occhi dicendole ‘NO’e staccandola. Funziona.

 Mio figlio è allattato esclusivamente al seno alla nascita il peso ero di kg 3770 e ora che ha 4 mesi pesa 8450 nell’ultimo mese è cresciuto g 600 eppure la pediatra mi ha consigliato di iniziare lo svezzamento sostituendo la poppata di mezzogiorno con brodo vegetale con crema di riso a me sembra inopportuno iniziare ora lo svezzamento notando che il bimbo ha un’ottima crescita lei cosa mi consiglia?

Il peso di questo bambino si colloca all’ultima curva (vv percentiles OMS ) di peso per l’età: è talora preoccupazione dei pediatri che questi bambini grossi non ce la facciano ad andare avanti con le riserve di ferro accumulato in utero, anche se mancano evidenze scientifiche in tal senso (se ci fossero dei dubbi basterebbe fare un esame del sangue). Il mio suggerimento è di continuare ad allattare esclusivamente al seno fino a sei mesi e partire poi con cibi ricchi di ferro.

 Ho un bimbo di 4 mesi e 1/2. Alla nascita pesava 3150 ora 6190 per 65 cm. E’ sempre cresciuto bene ma ultimamente poco. L’ultima settimana ha preso 90 g, fa 4 pasti da 2 mesi e dorme tranquillo tutta la notte. La pediatra mi ha consigliato la doppia pesata e poi l’aggiunta di artificiale, dovrebbe mangiare 250 a pasto. Se poi non volesse l’aggiunta bisognerebbe sostituire il pasto serale interamente con l’artificiale. Io vorrei evitare per iniziare le pappe al 5 mese compiuto. E’ possibile che mi sia diminuito il latte? Cosa posso fare per evitare l’aggiunta? deve mangiare sempre 250 g a pasto?
4 poppate sono andate bene finora ma se volete vedere una crescita più sostenuta devono aumentare di numero, non la quantità di latte a poppata – dati i limiti di capacità dello stomaco dei lattanti. Il “dorme tranquillo” tutta la notte è probabilmente il risultato di un bambino che dorme da solo nella sua culletta, che quindi non riceve le sollecitazioni a svegliarsi e poppare di un bambino che dorme vicino alla mamma (vedi Allattamento notturno). L’aggiunta di un latte qualitativamente inferiore al latte umano , il latte artificiale, dilazionerebbe ancora di più le poppate al seno e limiterebbe la quantità di latte umano prodotto.

 Sono purtroppo una madre fumatrice (8-10 sigarette al giorno) che allatta un bambino di due mesi: vorrei sapere cosa veramente fa la nicotina e che conseguenze ha sul bambino adesso e in futuro. C’è chi mi dice che è meglio smettere di allattare …
Il fumo non è più considerato una controindicazione ad allattare, a prescindere dal numero di sigarette fumate, perché i vantaggi del latte umano e dell’allattamento sono netti anche a fronte della presenza di sostanze estranee derivate dal fumo di tabacco. Però è come se fumare rendesse in qualche modo il bambino allattato al seno più simile al bambino alimentato artificialmente, cioè più esposto a patologie respiratorie acute e croniche, deficit cognitivi e altro. Forse perché il latte viene impoverito di iodio (le fumatrici devono fare più attenzione ad assumerne a sufficienza) o perché si altera il profilo dei grassi. Si può evitare di caricare il latte di nicotina e altre sostanze estranee in eccesso fumando in un’altra stanza e fumando dopo la poppata e – ovviamente – fumando di meno. Ma anche evitando di tenere il bambino a letto la notte se non per lo stretto necessario ad allattare ed evitando di ingerire alimenti ricchi di nicotina naturale (pomodori , cavoli, cavolfiori e melanzane).

Esclusivo

 Sono due mesi che allatto, e volevo iniziare a fare degli esercizi pettorali.Si possono fare allattando, e secondo lei ha senso farli ora che il seno si riempie e svuota di latte, o e’ meglio farli a fine allattamento?
In allattamento si possono fare tutti gli allenamenti che comportino uno sforzo max. di intensità moderata.

 Allatto al seno una bimba di 11 mesi con 8 denti che da qualche settimana, a fine poppata(3/4 al gg)mi morde.Non tutte le volte, ma almeno 1v al gg mia figlia mi morde con forza la parte finale del capezzolo e non lo lascia nemmeno a sentire il mio grido di dolore.L’ho sgridata, negato il seno in quel momento ma niente, continua a farlo. Io NON VOGLIO INTERROMPERE L’ALLATTAMENTO,come posso fare?
Le dia una schicchera sufficientemente forte alla base del naso e la guardi *seriamente* negli occhi dicendole ‘NO’e staccandola. Funziona.

 “Mio figlio è allattato esclusivamente al seno alla nascita il peso ero di kg 3770 e ora che ha 4 mesi pesa 8450 nell’ultimo mese è cresciuto g 600 eppure la pediatra mi ha consigliato di iniziare lo svezzamento sostituendo la poppata di mezzogiorno con brodo vegetale con crema di riso a me sembra inopportuno iniziare ora lo svezzamento notando che il bimbo ha un’ottima crescita lei cosa mi consiglia?”
Il peso di questo bambino si colloca all’ultima curva (Curve Oms ) di peso per l’età: è talora preoccupazione dei pediatri che questi bambini grossi non ce la facciano ad andare avanti con le riserve di ferro accumulato in utero, anche se mancano evidenze scientifiche in tal senso (se ci fossero dei dubbi basterebbe fare un esame del sangue). Il mio suggerimento è di continuare ad allattare esclusivamente al seno fino a sei mesi e partire poi con cibi ricchi di ferro.

 “Ho un bimbo di 4 mesi e 1/2. Alla nascita pesava 3150 ora 6190 per 65 cm. E’ sempre cresciuto bene ma ultimamente poco. L’ultima settimana ha preso 90 g, fa 4 pasti da 2 mesi e dorme tranquillo tutta la notte. La pediatra mi ha consigliato la doppia pesata e poi l’aggiunta di artificiale, dovrebbe mangiare 250 a pasto. Se poi non volesse l’aggiunta bisognerebbe sostituire il pasto serale interamente con l’artificiale. Io vorrei evitare per iniziare le pappe al 5 mese compiuto. E’ possibile che mi sia diminuito il latte? Cosa posso fare per evitare l’aggiunta? deve mangiare sempre 250 g a pasto?”
4 poppate sono andate bene finora ma se volete vedere una crescita più sostenuta devono aumentare di numero, non la quantità di latte a poppata – dati i limiti di capacità dello stomaco dei lattanti. Il “dorme tranquillo” tutta la notte è probabilmente il risultato di un bambino che dorme da solo nella sua culletta, che quindi non riceve le sollecitazioni a svegliarsi e poppare di un bambino che dorme vicino alla mamma (vedi sopra). L’aggiunta di un latte qualitativamente inferiore al latte umano , il latte artificiale, dilazionerebbe ancora di più le poppate al seno e limiterebbe la quantità di latte umano prodotto.

 “Sono purtroppo una madre fumatrice (8-10 sigarette al giorno) che allatta un bambino di due mesi: vorrei sapere cosa veramente fa la nicotina e che conseguenze ha sul bambino adesso e in futuro. C’è chi mi dice che è meglio smettere di allattare …”
Il fumo non è più considerato una controindicazione ad allattare, a prescindere dal numero di sigarette fumate, perché i vantaggi del latte umano e dell’allattamento sono netti anche a fronte della presenza di sostanze estranee derivate dal fumo di tabacco. Però è come se fumare rendesse in qualche modo il bambino allattato al seno più simile al bambino alimentato artificialmente, cioè più esposto a patologie respiratorie acute e croniche, deficit cognitivi e altro. Forse perché il latte viene impoverito di iodio (le fumatrici devono fare più attenzione ad assumerne a sufficienza) o perché il profilo dei suoi grassi si altera. Si può evitare di caricare il latte di nicotina e altre sostanze estranee in eccesso fumando in un’altra stanza e fumando dopo la poppata e – ovviamente – fumando di meno. Ma anche evitando di tenere il bambino a letto la notte se non per lo stretto necessario ad allattare ed evitando di ingerire alimenti ricchi di nicotina naturale (pomodori , cavoli, cavolfiori e melanzane).