Malattie / disturbi

 Allatto la mia seconda bambina di 3 mesi e sono ricominciate le mie emicranie, sospese durante la gravidanza. Nell’allattamento del mio primogenito riuscivo a tenere a bada l’emicrania con la tachipirina, ma ora l’unico farmaco efficace è il Moment.Posso prenderlo con questa frequenza senza danneggiare la mia piccola? Altrimenti quale farmaco mi consiglia?

Sì, l’ibuprofene che è il principio attivo del moment, è il farmaco più sicuro e il suo uso una volta a settimana è modesto (anche portato a 800 mg a dose). Esistono altri farmaci più potenti (sumatriptan) sempre compatibili con l’allattamento, che vanno però prescritti dal neurologo.

 Sono una neomamma da 7 giorni e mi sono accorta che ho pochissimo latte da un seno e niente dall’altro. Soffro di ipotiroidismo e negli ultimi giorni ho sospeso la cura di eutirox. Può aver provocato la mancanza di latte, e esistono rimedi medicinali per poter favorire l’arrivo di latte?
L’ipotiroidismo si associa, anche se esistono lodevoli eccezioni, al poco latte, dato che la funzione tiroidea sostiene molte funzioni dell’organismo. Le suggerisco di riprendere con la consulenza dello specialista la terapia sostitutiva, tranquillamente assunta da molte madri che allattano.

Allatto ancora la mia bambina di 13 mesi (al mattino e spec. durante la notte) e finora non avevamo avuto nessun problema. Ora però negli ultimi 15 giorni sono soggetta ad orticaria. Questo problema si era presentato parecchi anni fa e tenevo sotto controllo l’eruzione cutanea con antistaminici e assumevo dei farmaci per aiutare la digestione. Poiché sto allattando non ho preso alcun medicinale e l’orticaria è sempre più forte. Una soluzione potrebbe essere far andare via il latte. Ma in che modo?
Perché fare andare via il latte? La mamma che allatta può stare bene e DEVE curarsi: l’orticaria può essere curata con creme cortisoniche. Ma anche con antistaminici dosati con sapienza dato tenendo conto che, seppure possano ridurre la secrezione lattea, la piccola ha 13 mesi e assume cibo solido oltre che latte per la sua crescita.

 Sono la mamma di una bimba di tre mesi che sto allattando esclusivamente al seno. Adesso devo fare una cura antibiotica.Essendo allergica all’amoxocillina volevo chiederle se il veclam può dare problemi durante l’allattamento alla bimba.
E’ veramente improbabile per non dire impossibile che la sua ‘allergia’ si trasmetta alla bimba con il latte.

 Sto allattando un bambino di 15 mesi;ancora lo allatto spesso, la notte, mattina, prima e dopo i pasti, merenda ecc. ecc. Da 1 m o 2 a questa parte sto avendo dei problemi fisici generici sine causa tra i quali stanchezza, giramenti di testa, nausea ogni tanto e un drastico dimagrimento da 58 kg post parto a 45,5 kg per 1,69 di altezza odierno.Le analisi sono tutte perfette comprese quelle ormonali.
Esiste una casistica di donne che in allattamento ha un eccessivo calo di peso, e come posso porvi rimedio?
In ultimo volevo dirle che assumo un adeguata quantità e qualità di cibo e calorie anche oltre il mio fabbisogno e ancora chiaramente sia per l’ allattamento sia per il peso non ho avuto il capoparto.

L’allattamento prolungato non si associa a calo di peso eccessivo, a meno che non ci siano alterazioni tiroidee (i dosaggi vanno fatti presso laboratori che tengano conto dei valori femminili; e vanno ripetuti nel tempo). E’ poi necessaria la consulenza del dietologo, per stabilire meglio il fabbisogno calorico in base al suo peso, attività fisica ecc e tenendo conto che se lei fornisce ancora >500 ml di latte al giorno , il suo fabbisogno calorico deve includere ca. 700 kcal in più.

 Ho un figlio di 6 mesi, allattato al seno e in via di svezzamento (frutta mattina e pomeriggio, pappa a mezzodì). Soffro di artrite e mi si è infiammato un ginocchio (con conseguente versamento di liquido). Il mio medico mi consiglia di interrompere l’allattamento per assumere prima di tutto farmaci antinfiammatori e in seguito, ma non troppo, pianificare una terapia per tamponare gli effetti dovuti al risvegliarsi della malattia. Ha qualche consiglio da darmi in merito? mi piange veramente il cuore interrompere questa meravigliosa avventura …
Una buona parte dei farmaci anti-infiammatori è compatibile con l’allattamento. Sarà meglio condividere il piano terapeutico completo con una Consulente IBCLC onde evitare di sospendere l’allattamento soprattutto ora che il piccolo ha 6 mesi e già mangia la pappa. In questa fase infatti la sua alimentazione e crescita non sono unicamente dipendenti dal latte e dagli eventuali residui di farmaci in esso contenuti.

 Ho una bimba di 18 giorni che allatto al seno. Domani devo togliere un dente del giudizio. Dentista e pediatra mi dicono che dopo l’anestesia locale, non devo allattare al seno bensì dare alla piccola del latte formulato (o il mio se l’avessi tirato ma non l’ho fatto) per 12 ore e nel frattempo tirare il mio latte x buttarlo perché “infettato” dall’anestesia. Leggo su internet che invece l’anestesia locale non è nociva per la piccolina. A chi devo credere? io sarei sicuramente più comoda a continuare ad allattare tranquillamente.
Allatti tranquillamente, non butti niente, il suo latte è *oro* anche con minutissima quantità di farmaci, che verranno assorbiti dalla bimba in percentuali ancora minori.

 Allatto al seno in modo esclusivo,la bimba ha già’ 3 mesi e mezzo e tutto procede bene:una sola cosa mi preoccupa:da alcuni giorni mi cadono ciocche di capelli:cosa posso fare?Forse e’ consigliabile l’assunzione di qualcosa,compatibile con l’allattamento?
L’eccesso di caduta di capelli (effluvium) nel postpartum è un fenomeno fisiologico, che segue alla mancata caduta che si osserva in gravidanza. Probabilmente si tratta di questo fenomeno, ma in alcuni casi potrebbe dipendere da problemi ormonali (carenza di ormone tiroideo) per i quali occorre una diagnosi medica.

 Devo effettuare un’estrazione dentaria e un’otturazione, saranno previste anestesie locali e radiografie locali. Ho una bambina di 23 mesi che sto ancora allattando prima della nanna notturna. Cosa devo fare ? posso continuare senza interruzione?
Tutte le cure dentarie, radiografie, anestesie locali, antibioticoterapie e analgesici (vv Analgesici) sono compatibili con l’allattamento al seno.

 Ho un bimbo di un mese e lo allatto al seno ma ora ho ricominciato ad avere fortissimi mal di testa alle tempie. Il paracetamolo non mi fa praticamente niente, che altro farmaco è possibile prendere in questi casi?
Si possono usare: ibuprofene, ketoralac, finanche il sumatriptan – che utilizzano gli emicranici.

 Ho un bimbo di 6 mesi e mezzo che allatto 3 volte al giorno. Il bimbo è in fase di svezzamento e fa due pappe al giorno. Purtroppo ormai da circa 2 mesi (in concomitanza con la ripresa del mio lavoro)ho cominciato a soffrire di insonnia. Ho provato con rimedi naturali e con la melatonina ma con scarso successo. Il problema è che non riesco a prendere sonno se non nelle prime ore della mattina, mentre il piccolo invece dorme tutta la notte dall’età di circa due mesi. Non avevo mai sofferto di questo problema neanche nel periodo delle poppate notturne. C’è qualche farmaco da poter utilizzare senza dover smettere l’allattamento ?
Farmaci per l’insonnia(detti ipnotici) sono compatibili con l’allattamento per periodi brevissimi e uso saltuario. Poiché l’insonnia può essere l’altra faccia della medaglia del disturbo depressivo o di personalità, le suggerisco di chiedere una consulenza psicoterapeutica ( i nuovi farmaci per la depressione sono invece compatibili con l’allattamento).

 Mi hanno diagnosticato la sindrome del tunnel carpale alla mano destra e quella del dito a scatto alla sinistra. Dovrei essere operata in anestesia locale, ma sto allattando una bimba di 2 mesi e ho paura di due cose:
– che l’anestesia mi obblighi a smettere di allattare
– che la convalescenza dopo i due interventi mi impedisca di accudire mia figlia (non ho avuto notizie precise, per lo meno concordanti da più fonti).
Sono molto frustrata all’idea di dover scegliere tra mia figlia e la mia salute (veramente la mano sinistra mi hanno detto che è già pronta per l’operazione).

Se le cure mediche (applicazione di docce articolari, uso moderato di diuretici/analgesici) non bastano, l’intervento va visto come un’opportunità per stare meglio e meglio accudire la sua bambina.
L’anestesia non comporta alcuna necessità di procrastinare l’allattamento ma lei avrà bisogno di aiuto nel post-operatorio. Dato che non potrà prendere la bimba infatti, si dovrà organizzare con qualcuno che gliela ‘porgerà’, allo stesso modo che dopo un cesareo o qualsiasi altro intervento chirurgico. Dovrà provare poi tutte le posizioni d’allattamento immaginabili (sdraiata di fianco o di schiena con la bimba addosso) che le daranno agio di continuare e superare i primi e più difficili giorni.

 Ho 30 anni, sono alla mia prima gravidanza. Miope da quando ne avevo sei(ad oggi -15 diottrie ad entrambi gli occhi),continuo a ricevere pareri contrastanti riguardo al tema miopia-allattamento. Dagli ultimi controlli non risulta che ci siano problemi alla retina e mentre il mio oculista mi incoraggia ad affrontare serenamente sia un parto naturale che l’allattamento,la mia ginecologa ritiene che sia l’uno che l’altro possano rappresentare un rischio per i miei occhi indeboliti da questa forte miopia. Qual’è il suo parere in merito?
Non ci sono prove oggettive che allattare, che è normale completamento di gravidanza e parto, causi un peggioramento della miopia. In nessuna parte del mondo si sconsiglia di allattare per tale ragione.

Come passa la nicotina nel latte? Quanto tempo ci rimane? Quanto e che male fa al bambino?
Il fumo NON è PIU’ considerato una controindicazione ad allattare, sostanzialmente perché i benefici dell’allattamento anche abbinato al fumo superano i rischi legati all’alimentazione artificiale (Accademia Americana di Pediatria 2012) e per rispondere ai suoi quesiti le giro dei frammenti dal libro “Allattare.net”:

1)… si consiglia di fumare dopo una bella poppata – se però il bambino vuole ancora il seno, è sempre meglio attaccarlo che metterlo a orario in funzione della sigaretta (il picco di nicotina raggiunge il massimo a 30-60 min; si dimezza a 95 min e crolla a 3 ore ) o dargli il latte artificiale
2) … Dallo studio di Mennella[una ricercatrice] apprendiamo che il fumo di sigaretta è una miscela complessa di >4000 sostanze , di cui conosciamo il trasporto nel latte solo per la nicotina… Ci sono ben definiti rischi associati al fumo, maggiori se presente già in gravidanza come “aumento delle infezioni respiratorie, otite media, asma – la cui gravità aumenta con l’aumento del fumo;aumento di SIDS , problemi comportamentali, deficit cognitivi e aumento del fumo in adolescenza”.

 Probabilmente dovrò asportare un neo, presumo in anestesia locale. Posso continuare ad allattare la mia bambina di quindici mesi senza rischi?

Anche l’anestesia locale non odontoiatrica è perfettamente compatibile con l’allattamento.

 Ho una bimba di quasi 10 mesi che a causa di uno svezzamento difficile allatto ancora circa 3 o 4 volte al giorno. Da circa un mese ho un dolore sopra la cresta iliaca sx durante il movimento e avendo escluso patologie degli organi interni, ho fatto una visita ortopedica + rx anche e seppur non sia emerso nulla di grave l’ortopedico presume una possibile “osteoporosi transitoria dell’anca” che può’ insorgere al terzo mese di gravidanza o nel post-partum. Può essere? Se conosce questa patologia, sa come possa intervenire essendo ancora in allattamento? avevo sempre saputo che l’allattamento al seno, specie se protratto oltre gli 8 mesi, fosse positivo per evitare l’osteoporosi e questa diagnosi mi ha lasciata un po’ perplessa.
L’impoverimento di calcio osseo da allattamento è transitorio e non dà mai sintomi – se così fosse vedremmo in giro donne azzoppate o incurvate in altre parole *disabili* da allattamento, cosa che non è plausibile dal punto di vista biologico e fisiologico. Durante la fase di svezzamento, quindi dal sesto mese in poi per quanto graduale sia – e lo svezzamento deve essere graduale – si verifica una inversione di tendenza del metabolismo del calcio e una sua maggiore deposizione ossea – cosa che inevitabilmente si sta verificando anche in lei. Per diagnosticare l’osteoporosi occorre effettuare la MOC dato che i RX non la evidenziano, ed è un po’ strano che sia unilaterale … La mia impressione è che lei abbia un disturbo di altra natura, verificatosi *in* allattamento e non *per* l’allattamento e che oltre a continuare ad allattare serenamente dovrebbe cercare il parere di un bravo reumatologo.

 Sto allattando al seno mio figlio di 5 mesi; purtroppo sto soffrendo un po’ in ritardo di depressione post partum e il mio medico mi ha consigliato di prendere per un anno un farmaco chiamato Zoloft….lei che ne pensa? e’ compatibile con l’allattamento? e poi perché per un anno?

La sertralina (principio attivo dello Zoloft) è compatibile con l’allattamento, specie se a dosaggio giornaliero inferiore a 150 mg.
L’unica cosa che le raccomando è di rivolgersi a uno specialista – per confermare la diagnosi, selezionare il farmaco o la combinazione di farmaci più adatta, stabilirne la durata e avviare una psicoterapia di supporto.

 A mia sorella è stato diagnosticato un eczema disidrosico alle mani. E’ ad uno stadio molto grave , ha 33 anni e sta allattando un bambino di 8 mesi. Domani sera sarà costretta a staccarlo definitivamente dal seno perché deve assumere PROTOPIC 01 in crema e COLCHICINA 1-2 mg al giorno. C’è per caso una minima speranza che possa continuare l’allattamento magari assumendo sostituti compatibili?
Mentre il Protopic è compatibile con l’allattamento (ne viene assorbito pochissimo per via cutanea e ancora meno viene assorbito per via gastrica dal lattante) non così è la colchicina. Il mio suggerimento è di cercare di farsi dare una terapia alternativa o cercare un secondo parere dermatologico.

 Che conseguenze ha fumare cannabis quando si allatta al seno?
I metaboliti (prodotti di degradazione ) della cannabis si ritrovano nelle urine del lattante anche a distanza di settimane sia perché questi assume la cannabis dal latte sia perché la fuma passivamente. Benché non siano stati dimostrati effetti clinici nel lattante, mancano studi a lungo termine ragion per cui se ne sconsiglia l’uso.

 PREMESSO CHE SONO ALLA 36° SETTIMANA DI GESTAZIONE, VORREI SAPERE SE POTRÒ’ ALLATTARE IL MIO BIMBO VISTO CHE HO CONTRATTO IL CMV INTORNO ALLA 31° SETTIMANA E A TUTT’OGGI SONO ANCORA POSITIVA.
Le madri CMV positive possono allattare i bambini nati a termine. Sono invece necessarie delle precauzioni (trattamento termico del latte) prima di fornire il loro latte a un nato pretermine al di sotto delle 32 settimane.

 Sono stata colpita da una forte contrattura lombo sacrale.(Colpo della strega!)
Cerco di curarmi con rimedi omeopatici ma senza successo. In passato ho usato il Muscoril cp. E’ pericoloso per il mio bambino di 3 mesi che sto allattando? Cosa mi consiglierebbe eventualmente per combattere il forte dolore?

Sul Muscoril non ci sono dati… ma sugli antiinfiammatori detti FANS ce ne sono di compatibili con l’allattamento (ibuprofene, ketoralac ecc vv FAQ). Inoltre si può ricorrere alle prestazioni di un bravo osteopata.

 Ho un bimbo di 4 mesi e sto allattando al seno. Soffro di psoriasi , posso continuare con l’allattamento?

Sì – certamente, e per tutto il tempo che vorrete!

 Quattro anni fa ho subito un intervento di correzione della miopia tramite laser ad eccimeri, perfettamente riuscito. Adesso allatto il mio bambino di quasi 9 mesi, e vorrei farlo il più a lungo possibile, ma l’oculista mi ha detto che potrebbe ritornare qualche problema alla vista. Cosa può dirmi in merito?
Che non ci sono dati pubblicati in nessuna lingua, né evidenze spicciole di chi ha esperienza con mamme che allattano a lungo, a conferma di quanto detto dal suo oculista.

 Soffro di una severa forma di artrite psoriasica e allatto un bambino di 2 mesi. Causa peggioramento di artrite e psoriasi (anche sul seno)mi è stato consigliato di iniziare con il latte artificiale, riducendo e quindi sospendendo l’allattamento per poter prendere il “mio” solito farmaco, l’Enbrel (farmaco biologico).
Poiché il principio attivo dell’ Enbrel ha un peso molecolare elevatissimo, il suo passaggio nel latte materno ne risulta praticamente azzerato non solo, ma per la sua struttura molecolare non è biodisponibile per via orale da parte dei lattanti. Ne deriva che spingere in direzione della sospensione dell’allattamento è quanto meno inappropriato.

 Sto allattando il mio bimbo di 10 mesi. Al momento non so di preciso il numero di poppate quotidiane ma si sono sicuramente ridotte molto dal momento che mangia altri cibi solidi. Da diverso tempo soffro di attacchi di emicrania settimanalmente (mi sto rivolgendo ad un centro per le cefalee). Assumo circa 400 mg di ibuprofene o addirittura 600-800 mg nelle 24 ore fino alla sua scomparsa. Vorrei sapere se ciò può nuocere alla bimba oppure no. Lo so che a questa età potrei smettere di allattare ma per noi è un momento ancora importante dal punto di vista relazionale.
Non fa parte della politica sanitaria di una Consulente Professionale IBCLC dire a una madre di ‘smettere di allattare’ perché c’è un problema di salute (leggi Allattare.net). La filosofia di base è che le madri si possono/devono curare continuando ad allattare in sicurezza.
L’ ibuprofene può essere assunto dalla madre che allatta fino a 800 mg tre volte al giorno, che si traducono in bassissimi livelli nel latte e ancora meno nel lattante.

 Ho un bimbo di 11 mesi che allatto al seno al mattino, il pomeriggio in modo “lieve” per il pisolino e per la nanna. Per un’otite sono dovuta andare al p.s. otoiatrico dove mi hanno prescritto Deflan 30mg a scalare per 7 gg, Fluimucil 600 per 8 gg, Augumentin per 10 gg e Nasonex per 12 gg. Ora, ho comunicato loro che allatto ma mi hanno detto che se voglio guarire il Deflan lo devo prendere. Che rischi ci sono per la mia bimba? Il Deflan dovrei assumerlo solo di mattina, dopo colazione. Mio figlio, nonostante i miei ripetuti tentativi in passato, non ha mai preso biberon e ciucci. Possibile che non esistano medicine alternative?

Ha fatto bene a scrivere a una Consulente in Allattamento IBCLC. Nel 2014 abbiamo facilità a consultare manuali specialistici e siti online (ma potrebbero farlo anche i miei colleghi di P.S., ospedalieri, ambulatoriali ecc) che ci dicono se un farmaco è compatibile o meno. Il Deflan (principio attivo deflazacort) è un cortisonico e in quanto tale assumibile in tutta sicurezza per periodi definiti dalla madre che allatta. Le basta solo pensare quante volte viene prescritto … ai bambini stessi.
Infine, non c’è alcun bisogno di *insegnare* l’uso di ciucci o biberon ai piccoli, essendo oggetti ben lontani dal rappresentare quei presidi salva-vita o salva-salute o salva-equilibrio familiare che si ritiene comunemente.

 Volevo sapere se (e se sì quanto) influisce l’allattamento materno sulla decalcificazione dentaria o altri disturbi ai denti. Allatto mio figlio da quando è nato ad oggi che ha quasi 16 mesi.

La decalcificazione dentaria in allattamento fa parte della decalcificazione ossea. Uno studio giapponese del 2004 su donne che allattavano >12 mesi ha mostrato che se la dieta materna è adeguata per l’assunzione di calcio (1 g /die, quello normalmente assunto da una donna italiana ) la decalcificazione è minima. E anche quando non lo era, la ridensificazione ossea si ripristinava fra i 6 e i 12 mesi dopo la sospensione delle poppate. Gli altri disturbi (gengiviti ecc) sono conseguenza della maggiore sensibilità (e scarsa igiene/cure) gengivale in *gravidanza* e non *per l’allattamento*.

 Il mio bambino ha 12 mesi e mezzo. Io voglio continuare ad allattarlo, ma devo fare alcune otturazioni con anestesia. Il dentista mi ha detto che l’anestesia può rendere cattivo il latte, ma non fa male al bambino. E’ vero?
Devo purtroppo contraddire il suo dentista (che evidentemente non ha esperienza di mamme che allattano …). L’anestesia è per definizione *locale* e le minute quantità di farmaco che sfuggono e raggiungono il latte non possono alterare il latte.