Basso peso alla nascita

 Quanti grammi dovrebbe mangiare il mio bimbo di 5 kg allattato al seno, nato prematuro di 2 kg tre mesi fa? Ha sempre poppato al seno,non riesco a capire bene quanto sarebbe la quantità giusta ottimale divisa in circa 6 pasti. Infatti dopo lui si lamenta ancora, potrebbe aver perso sostanza il mio latte?Dovrei dargli il mio latte che ho congelato e del quale non si lamentava?
Allattare al seno un bambino prematuro richiede la quantificazione del latte a loro destinato, ma solo inizialmente. Man mano che il bambino cresce e matura, si dovrebbe entrare tutti e due nell’allattamento ‘a richiesta’, che permette al piccolo di soddisfare le sue esigenze energetiche e affettive. Che il piccolo si lamenti a fine poppata indica probabilmente che i 6 pasti progettati a tavolino non … gli bastano. Riattaccarlo a richiesta serve a incrementare la produzione di latte – e risolvere il problema – dato che non esiste latte materno povero di sostanza.

 Sono alla mia seconda gravidanza. La settimana scorsa sono stata ricoverata per inizio di travaglio alla trentaduesima settimana di gestazione; dopo due giorni di contrazioni il travaglio si è inspiegabilmente interrotto da solo (per fortuna!). La mia sorpresa è accresciuta quando ho visto arrivare il latte! Non due gocce di colostro, tanto latte da bagnarmi la camicia da notte per tre giorni interi. Non ho spremuto o toccato il seno (per non aumentare la produzione e per non stimolare nuovamente un’attività contrattile all’utero) e finalmente il latte è andato via (dopo una settimana intera). Ora la mia preoccupazione è: quando sarà davvero il momento di nascere per M., il mio corpo gli darà ancora latte oppure, dopo questa montata senza infante, non sarò più in grado di allattarlo? le ostetriche in ospedale non hanno saputo dirmi nulla, limitandosi allo stupore.

Le è accaduta una cosa rara ma nota agli specialisti della lattazione:una vera e propria montata in travaglio di parto prematuro. Si tratta di un fenomeno non del tutto compreso dal punto di vista fisiologico, che potrebbe avere a che fare con il cortisone endogeno(da stress?) o con la sua somministrazione (se glielo hanno fatto per la prevenzione della immaturità polmonare del feto). Questo stimolerebbero la mammella prima del tempo e poi effettivamente – come lei intuisce – ci potrebbe essere una inadeguata secrezione mammaria dopo il parto vero. Per ovviare il quale fenomeno lei non deve lasciare riposare le mammelle nemmeno un po’, ma attaccare subito e spesso il piccolo (facendo rooming in). In caso di separazione del piccolo dovrà tirarsi il latte precocemente, già entro le 6 ore dal parto. Si metta in contatto per tempo con una Consulente IBCLC per ricevere assistenza diretta e tempestiva.

 Ho avuto il mio bambino a luglio, nato a 32 settimane, mi hanno detto che devo obbligatoriamente dargli il ferro perché i prematuri non hanno fatto in tempo a riceverlo dalla mamma; ma da quando gli sto dando il ferro in gocce il bambino soffre di coliche ed ora ha pure uno sfogo ( pelle desquamata , come se sia bruciato)sul viso e le orecchie. Visto che lo allatto posso prenderlo io per evitarle le coliche ?
I bambini prematuri nascono con meno riserve di ferro, quelle che normalmente servono per i primi sei mesi di età, al termine dei quali appunto si incominciano la cosiddetta alimentazione diversificata . Anche se la mamma prende il ferro, questo non passa nel latte. Se le coliche dipendono dalla terapia, si può trovare un dosaggio più adatto o un prodotto di ferro più tollerabile. Lo sfogo cutaneo non dipende invece dal ferro, ma dalla particolare cute del suo bambino (atopia).

 Ho un bimbo che compie oggi due mesi. E’ nato alla 34 settimana e pesava 2170. Ha subito due interventi per problemi intestinali (atresia digiunale e ileale) e nel mentre è’ stato alimentato con parenterale. Ora il bimbo e’ tornato a casa da 4 giorni e lo allatto io esclusivamente al seno dato che nel frattempo ho mantenuto il latte togliendomelo con il tiralatte. Per quanto tempo posso conservarlo quel latte dato che in ospedale(Buzzi Milano) mi hanno detto max 40 gg. in freezer. Io sapevo molto di più, almeno tre mesi. Mio figlio ha ancora problemi epatici dovuti sembrerebbe al prolungamento della parenterale e quindi deve assumere medicinali che vanno sciolti nel latte, quindi userei il latte congelato soprattutto per questo.
Sì, il latte materno dura in freezer dai tre ai sei mesi. Hanno preferito suggerire un periodo più ristretto perché si tratta di un bambino prematuro e ammalato. Ma si tratta sempre di fare i pro e i contro: è meglio il latte scongelato della propria specie e madre dopo (max 3 )mesi o un latte artificiale? Ogni caso va poi valutato singolarmente anche per capire che medicinali deve sciogliere nel suo latte . Per questi motivi le suggerisco di mettersi in contatto con una Consulente Professionale IBCLC.

 Come abituare al seno un bambino prematuro di 40 gg. Che vuole solo il latte artificiale, perché ormai abituato solo a quello?
Il percorso richiede un vero e proprio piano d’azione oltre che una grande tenacia da parte sua. Come potrà leggere nelle FAQ Sfide materne-> Riallattamento si tratta innanzitutto di riportare il bambino ad una condizione di fisiologica vicinanza/contatto col corpo materno, abituato com’è alla distanza fisica che l’interfaccia di plastica del bibe rappresenta. Poi occorre disabituarlo alla posizione della bocca a suzione di spaghetto tipica del biberon; in contemporanea dovrà spremersi il latte per riattivare una mammella a produrre quanto – né più né meno – richiesto dal piccolo. Rivolgendosi a una Consulente Professionale IBCLC lei riuscirà a capire fin dove può arrivare e quanta energia investire in questo progetto – che tante mamme portano a buon fine.

 A. è nato prematuro di 7 mesi e mezzo peso 2,120 kg. Gli do il mio latte ma la notte si lamenta di dolori alla pancia, le poppate sono ogni tre ore, il bambino pesa più di tre chili ora, sarà il mio latte non buono? cosa devo mangiare, sembra sempre che ha fame e ho paura di dargli un eccesso che possa causare una gastroenterite.
I prematuri hanno voglia di crescere ancora più dei nati a termine. Il latte di mamma è senz’altro il più adatto al proprio bambino (solo sotto i 1,500 kg di peso alla nascita è necessario arricchirlo con i cosiddetti “fortificanti”). Se ci fossero problemi di intolleranza (alle proteine del latte vaccino ingerito dalla mamma che poi passassero nel latte materno -evenienza piuttosto rara) egli si lamenterebbe anche di giorno. Credo che questo piccolo abbia bisogno di poppare e del contatto pelle-a-pelle che durante la poppata si realizza – anche la notte. Non abbia timore di alimentarlo (le vere gastroenteriti sono solo di origine infettiva).

 E’ possibile già dai primi mesi di gravidanza predisporre al meglio il proprio organismo per l’allattamento del piccolo? i miei primi 2 figli sono nati entrambi alla 34 esima settimana e per la seconda ho dovuto usare il tiralatte elettrico (bella invenzione la siringa è terribile, l’ho usata per il primo). Sono alla terza gravidanza e desidererei un allattamento più fluido.
Un allattamento più fluido, come giustamente lo chiama lei, si ottiene attaccando subito e spesso il bambino al seno. In gravidanza ci si può informare dove partorire perché anche un prematuro , una volta stabile, possa attaccarsi al seno della mamma e stimolarne precocemente la disponibilità di latte. Può inoltre già contattare una Consulente IBCLC, per averne il sostegno personalizzato già subito dopo la nascita del piccolo o appena arriva a casa.

 Sono la mamma di un bambino di 2 mesi e 6 giorni che è nato prematuro alla 32a settimana. Alla nascita pesava 1,370 kg, ora pesa 3,500 kg. Ha sempre preso il mio latte: i primi 40 giorni con il bibe (usavo il tiralatte), poi si è attaccato al seno e mangiava regolarmente tra i 60-70 grammi a poppata crescendo oltre 200 grammi a settimana. Da 2 giorni però il mio seno (e capezzolo) si è ammosciato drasticamente. Ho provato con la doppia pesata e sembra che anche se a fatica prenda comunque la sua dose. Ho timore che mi stia diminuendo il latte, cosa posso fare?
Complimenti per l’ottima riuscita dell’allattamento. La consistenza soffice del seno è la prova che finalmente produzione di latte mammaria e richiesta del bambino sono in pari – il fenomeno è comune, e nelle donne che allattano i nati a termine si verifica alla fine del primo mese.

 Nato di 36 settimane( peso kg 2.470) con un cesareo, sono riuscita ad allattare da subito T. senza aggiunte, sfidando l’incredulità dei pediatri ospedalieri che pretendevano un’integrazione.Nei primi 2 mesi è cresciuto bene, g 200 a settimana, nel terzo mese invece ha messo su solo g 200.
C’è da dire che è stato per lui un mese difficile con frequenti coliche.Nonostante ciò io allatto regolarmente a richiesta tanto di giorno quanto di notte senza tenere conto degli orari.
La mia pediatra e quello del consultorio ritengono che io possa avere poco latte e che quindi ci sia bisogno di un’integrazione.Ho provato ma ho avuto continui fallimenti perché Tommaso non prende il biberon né il ciuccio. Mi ha aiutato il nuovo biberon … con la tettarella molto simile al capezzolo. Nonostante ciò, la sua integrazione non rispecchia quella dettata dalla pediatra ma è di gran lunga inferiore rischiando anche di non riuscire io a svuotare completamente il seno.Quello che mi colpisce è che mio figlio è tranquillissimo, mangia quando vuole,anche in pubblico,e si stacca quando vuole.Io credo sia stato solamente un mese fisiologicamente pesante per lui e che si sia adattato. Sbaglio se seguo il mio istinto? Voglio assolutamente continuare ad allattare, integrando solo la sera qualora ce ne fosse bisogno per dare un po’ di serenità tanto a lui quanto a me.T. adesso pesa kg 4,200 e ha 3 mesi.Sono fiduciosa che fra un mese la situazione sia migliorata.

Lei ha ottenuto inizialmente e per suo solo merito, visto che l’ambiente era avverso, degli splendidi risultati. Ma c’è bisogno, e per questo ha fatto bene a consultarmi, di un occhio esterno E favorevole a un percorso d’allattamento materno, che osservi la crescita di T. alla luce delle Curve di Crescita OMS (nei Links): recentemente T. è calato al di sotto del 3° pct. E’ probabile che si sia adattato al poco come dice lei – essendo un bambino forse portato addosso più che trasportato – e per un po’ ne sia stato contento: ma è questo che vogliamo, o non piuttosto che possa raggiungere il massimo del suo potenziale di crescita? Occorrerebbe quindi intanto capire se c’è una causa sottostante a questo arresto (raffreddore? infez. vie urinarie? altro?) con una valutazione pediatrica; e quindi, se non è possibile riportare la crescita su percentili più alti con il solo miglioramento della qualità o frequenza della poppata, con altri mezzi. Questi non sono l’aggiunta di artificiale col biberon, non solo *non indispensabile* ma anche rifiutato dal furbo T., ma ad es.con il comodo Soft-Cup ( un biberon che termina col cucchiaino) o col Set per l’Allattamento al Seno (entrambi Medela e reperibili nelle sanitarie o online). In questi dispositivi si può mettere il latte materno che una mamma si spreme a fine poppata o fra le poppate – concordando, discutendo e scegliendo il tutto col supporto di una Consulente IBCLC.

 Sono la mamma di una bambina di 4 mesi (nata alla 36a settimana)che allatto esclusivamente al seno. La piccola ha un’ottima crescita ed è talmente brava che da un paio di settimane di notte dorme per 7-8 ore consecutive (dalle 9 di sera alle 4-5 del mattino). Volevo chiedervi se la lunga pausa notturna senza poppate può influenzare negativamente la secrezione lattea portando pian piano ad una diminuzione del latte e quindi se è meglio svegliarla per allattarla. Inoltre volevo sapere se lo svezzamento deve essere ritardato di un mese visto che la bambina è nata un mese prima.
1. se la bambina cresce e fa sufficienti poppate diurne, non la sveglierà. Se cresce meno/poco la sveglierà. Di solito riprendono a svegliarsi loro verso il 5° mese:-)
2. sì, le pappe si iniziano al compimento del 6° mese di età corretta e non cronologica – altrimenti l’intestino dei prematuri finisce per subire un impatto troppo precoce col cibo.

 Positiva del citomegalovirus IgG 103, IgM 0,20: posso allattare la mia bambina nata a settimane 31+6 al seno? Alcuni mi hanno detto di no, altri di si, ma dopo le 40 settimane (cosa cambierà?). Per il momento la bambina si nutre esclusivamente col mio latte che tiro con amore ma anche con fatica…La potrò allattare?
Le spiego subito: sotto le 32 settimane i prematuri si possono ammalare di CMV trasmesso dalla mamma col latte. Per questo si consiglia di pastorizzare il latte tirato prima di darlo al bambino. Ma, poiché passate le 32 settimane, non c’è nessun caso documentato di prematuri ammalati di CMV (anche se ci può essere infezione – cosa ben diversa) il bambino può assumere il latte tirato fresco o allattare direttamente al seno. Il discorso delle 40 settimane quindi non ha nessuna base scientifica (?). Le probabilità di allattarla saranno tanto più alte quanto prima lei la attaccherà al seno. Vada su http://www.aicpam.org/wp-content/uploads/2011/02/prematuro_AICPAM2.pdf e da lì scarichi il pieghevole “Come fornire latte al tuo pretermine”.

 Sto iniziando ad allattare al seno la mia bimba nata di 31 settimane, che è stata ricoverata in terapia intensiva. Adesso siamo alla 35 settimana e.g. corretta e inizia ad avere forza a sufficienza per la suzione ma non prende + di 40 g …e succhia solo da un seno…dopo è troppo stanca per succhiare dall’altro…in questo caso cosa devo fare?posso tirare il latte del seno ancora pieno o lo tengo pieno per il pasto successivo (circa 3-4 ore dopo)?
Dovrebbe tirare il latte dal seno ancora pieno e utilizzarlo per il pasto/i che verrà/nno dato/i alla bimba quando lei non c’è (se questo è il caso). Secondo la fisiologia infatti, il latte non drenato dà un graduale stop alla ulteriore produzione di latte – l’ esito finale essendo quello di avere nel prossimo futuro meno latte rispetto alle reali esigenze della piccola.
Una bambina di 35 settimane inoltre dovrebbe fare, *proprio perché si stanca* più pasti del nato a termine: in tal modo tenderà ad assumere meno latte ma più spesso (ogni 2 ore) recuperando energie.

 Il mio bimbo è nato il 14 gg fa con taglio cesareo alla 36a settimana. Ho cominciato subito a tirare il latte e oggi sono arrivata a produrre 280 ml di latte al giorno in 5 volte, ogni volta preceduto da fitte al seno. Verso le 5 di questa mattina, però, ho avuto fitte forti e dolorose solo al seno sinistro, che, tra l’altro, ha sempre avuto una produzione più abbondante dell’altro ma con un capezzolo più grosso e più dolorante. Pensando che le fitte fossero dovute ad una abbondante montata lattea ho cominciato a tirare il latte che invece è stato piuttosto scarso rispetto ai giorni scorsi, ed è ancora tutto dolorante. Cosa sta succedendo? cosa posso fare se, come temo, fosse un’infiammazione del capezzolo?
p.s. non ho ancora potuto attaccare il bimbo al seno perché ancora troppo debole per tirare.

Un capezzolo grosso e dolente mi fa pensare a un possibile traumatismo da coppa di tiralatte: questa deve essere della misura giusta (Medela fa diverse misure) e tirare il latte *non* deve fare male. Credo che lei abbia bisogno di farsi vedere da una Consulente, per verificare questa ipotesi – ed eventualmente curare l’infiammazione con analgesici e se necessario antibiotici. Occorre inoltre lavorare a una produzione più abbondante di latte: 5 sedute sono insufficienti a produrre tutto il fabbisogno di un bambino quando raggiungerà il termine e inizierà lo scatto di crescita (quello vero cui vanno incontro i nati prima del termine).

 La mia bimba ha 6 mesi e mezzo, è nata alla 39 settimana ma con un basso peso kg 2,280. A 4 mesi era 5 chili ed ora è kg 6,300. La pediatra mi ha detto che come altezza è nella media 67 cm ma il peso è troppo basso, è stata allattata esclusivamente al seno a richiesta fino a 6 mesi ed ora ho iniziato lo svezzamento con due pappe al giorno che mangia molto volentieri anche se con l’inizio dello svezzamento è comparsa un po’ di dermatite. La cosa che mi ha sempre preoccupato è il basso peso, ho paura di sbagliare qualcosa nello svezzamento io fino ad ora ho dato il seno prima della pappa, ma è giusto? anche perché le do il seno ma poppa poco poi le do la pappa e la mangia tutta cosa le succede? durante le 24 ore fa sempre 5-6 poppate o comunque cerco di darle il seno non appena mi sembra che abbia voglia di poppare.
La bambina ha PIU’ che raddoppiato il peso nascita e si trova ad un bel 15° centile nelle curve di crescita OMS (vv Link). Lei sta facendo – anzi ha sempre fatto – tutto bene considerando per di più da dove era partita, cioè dalla gestione di una bambina nata *piccola per l’età*. Questi bambini che soffrono di mancanza di nutrienti in utero grazie al *latte materno* hanno la possibilità di recuperare alla grande. Inoltre essi, ci dicono i dati, recuperano ancora più punti di QI (Quoziente Intellettivo) rispetto ai bambini alimentati artificialmente. Non sono d’accordo quindi con la definizione di basso peso data dalla sua pediatra, perché errata in assoluto e ancora più al di fuori di una valutazione più generale di salute. Continui a fare quello che fa.

 Sono la felice mamma di una bimba di 3 mesi e 8 giorni nata alla 36a settimana con il peso di 2.300, peso attuale di 4.900 . Le do’ esclusivamente il mio latte ma devo continuare a tirarlo perché all’inizio era troppo piccola per mangiare al seno. Adesso se riesco a farle fare una poppata al seno mangia solo da un lato per una quantità di 50/70 ml e se le propongo l’altro piange. In più il seno mi fa malissimo e devo tirarlo via con il rischio di non farle trovare nulla quando ha di nuovo fame. Ho paura che continuando con la tiralatte mi vada via il latte… dovrei provare per una settimana a offrirle solo il seno almeno un pasto al giorno a discapito di quanto mangi, sperando di conservare il latte così?

Insistere a far succhiare la bambina dal seno senza che ne abbia desiderio è controproducente – il pianto è un chiaro segnale di frustrazione. Il fatto che il seno le faccia male è un’ ulteriore riprova che la bambina debba ancora imparare a poppare e lei ad attaccarla adeguatamente – due facce della stessa medaglia. E’quindi l’eliminazione di questa poppata dolorosa che lei dovrebbe porsi come obiettivo per i seguenti motivi:
1. perchè da una poppata efficace e felice la bimba potrà succhiare molto più latte
2. perchè il contatto pelle-a-pelle durante la poppata stimolerà la produzione di latte da tirare le altre volte
3. perchè da una poppata efficace e fruttuosa lei potrà arrivare ad allattare direttamente al seno, eliminando le sedute al tiralatte.
Perciò non si accontenti di ‘sperare’, ma contatti una Consulente Professionale IBCLC (vada su Consulenti e su www.aicpam.org) per realizzare  degli obiettivi concreti.

 Sono mamma di un bambino nato molto prematuro (alla 27 settimana di gestazione) e che proprio a causa della sua grave prematurità è stato ricoverato per più di 2 mesi in neonatologia. Subito dopo il parto, non potendo allattare al seno mio figlio, ho iniziato a utilizzare il tiralatte elettrico; grazie alla mia costanza il latte non mi è mai mancato e durante la degenza mio figlio ha sempre potuto assumere il mio latte tramite biberon. Ora siamo tornati a casa, il mio latte è sempre abbondante (900 ml al giorno che ottengo in 5 stimolazioni), ma sono costretta a continuare a tirarlo artificialmente perchè mio figlio non riesce ad attaccarsi al seno essendo ormai abituato al biberon. Tutto ciò è molto demoralizzante, oltre che molto scomodo, perchè ovunque io vada devo sempre portare con me tutto il materiale che occorre per quest’operazione. Cosa posso fare? Diventando più grande c’è qualche speranza che impari a succhiare dal seno? In qualche modo può essere rilevante il fatto che ad oggi mio figlio sia ancora molto anemico (agli ultimi controlli 7,5 di emoglobina)?
Portare al seno un bambino prematuro alimentato solo con biberon è una sfida che moltissime mamme vedono coronata dal successo. E’ però necessario che la mamma intraprenda un percorso di *Riallattamento* (come accennato nelle FAQ), meglio se con l’assistenza di una figura competente come la Consulente IBCLC. Intanto la informo che la presenza dell’anemia è irrilevante rispetto alle competenze di attacco/suzione al seno.

 Da subito non sono riuscita ad allattare direttamente la bimba al seno perchè nata di peso basso, ma grazie all’utilizzo del tiralatte comunque per 3 1/2 mesi ha assunto il mio latte.E’ cresciuta bene ed oggi il suo peso è più di 5 kg.Il mio problema è questo: la quantità di latte che ora mangia( 150 ml circa per 5 pasti) è superiore a quanto io riesca ad estrarre(tiro il latte circa 4/5 volte al giorno ogni 4/5 ore).Ho integrato con l’aggiunta di 1/2 pasti di latte artificiale.Il quesito è questo:posso aumentare la quantità del mio latte oppure è meglio abbandonare e passare esclusivamente al latte artificiale? Ho provato più volte a fare riattaccare la bimba al seno anche con l’ausilio di paracapezzoli ,ma proprio non riesco.
Ci sono molti modi per aumentare la disponibilità del *proprio* latte – anche se la decisione ultima di passare esclusivamente al latte artificiale è personalissima. Eccone alcuni:
– usare un tiralatte a doppio attacco
– aumentare il numero di sedute almeno 3-4 giorni a settimana
– dormire con la bimba accanto, facendo contatto pelle-a-pelle
– fare la spremitura manuale dopo quella meccanica
– fare “power-pumping”: un paio di volte la settimana tirare il latte 10 min ogni ora per 4 ore di seguito.
Buon lavoro!

 Ho una bimba che a 10 giorni , e’ la mia prima figlia , e’ nata a 34 settimane e pesava 2220 dopo il calo fisiologico , adesso pesa 2340 , lei mangia il mio latte pero’ devo toglierlo con il tiralatte perché lei non riesce a attaccarsi , lei ci prova ma fa’ fatica a succhiare e non trova il capezzolo, mi hanno detto che e’ normale perché e’ nata prematura , c’e’ da dire che io ho un seno molto abbondante e il capezzolo e’ piatto dipenderà’ da quello ? riuscirò più avanti a farla attaccare ? e’ normale che la bambina di giorno mangia 40/50 gr ogni 4/5 ore e la notte invece arriva a mangiare 60/70 g ogni 2 ore ?
Con il capezzolo pianeggiante , come lei ha intuito, e una bambina immatura e con bocca più piccola occorre curare al 300% attacco/posizionamento (vv FAQ).Per farla attaccare occorre inoltre che la piccola ‘familiarizzi’ col seno, sentendone il calore e odore durante il contatto ‘pelle-a-pelle’ (ambedue mamma e bambina nude dalla vita in su). Mai come in questo caso occorre la guida sapiente di una Consulente IBCLC . E’ perfettamente normale che la richiesta di latte vari nella giornata – e la notte la prolattina è più elevata, proprio per rispondere a queste maggiori richieste.

Poco latte

Ho una bambina di tre mesi che allatto esclusivamente al seno; nell’ultimo mese è cresciuta solamente di 100/120 a settimana, contro i 180/220 a settimana nei primi due mesi. La bambina al momento della poppata è molto irrequieta e quando arriva il picco di latte si sposta piangendo, poi quando si riattacca ho notato che succhia male producendo un schiocco con la bocca,penso che questo modo di succhiare abbia fatto diminuire il mio latte.La bimba ha sempre preso solo un seno per volta ogni 3/4 ore a volte anche 2 ore e ogni 5/6 ore la notte, e la durata della poppata dura solo 5/7 minuti.Cosa posso fare per riabituarla a succhiare bene,e aumentare il mio latte? La mia pediatra vuole che integri il mio latte con quello artificiale, ma io vorrei darle solo il mio.

La descrizione della poppata ‘disturbata’ mi fa pensare a una calata troppo vivace – cui la bimba risponde allontanandosi. Oppure a un problema interno cioè un RGE (Reflusso ) di cui c’è parecchio nelle FAQ. Nel primo caso occorre mettere le dita ‘a sigaretta’ intorno all’areola o allattare supina, con la bimba prona su di sè. Il latte riaumenterà spontaneamente a miglioramento delle condizioni in cui la bimba succhia (o aiutandola per il RGE come descritto), eliminando la necessità di pericolose aggiunte di artificiale – che sicuramente porterebbero a una minore produzione di latte.


Ho un bimbo di tre mesi allattato esclusivamente al seno. Da circa 10 giorni ho l’impressione che la sera il mio latte sia di meno. Il bimbo dorme lo stesso ma mi sento i seni svuotati e provando a spremere non esce nulla. Mi hanno consigliato di prendere il Lactogal, 1 cucchiaio di te per 3 volte al giorno 10 minuti prima dell’allattamento. Da circa una settimana, per evitare di dare latte artificiale al bimbo, sto tirando il latte tutte le mattine per congelarlo e avere delle scorte. Oggi ho tirato solo 80 g che alla fine ho dovuto dare subito al bimbo che piangeva perché avevo i seni vuoti e si metteva le manine in bocca. Potreste consigliarmi qualche rimedio efficace per aiutarmi con la produzione del latte? Vorrei arrivare almeno allo svezzamento con il mio latte.

I rimedi provati come efficaci – cioè il risultato di ricerche e osservazioni scientifiche e non frutto di semplice tradizione e credenze- sono: il contatto pelle-a-pelle, di notte (che è anche comodo ) e le poppate frequenti, di nuovo la notte perché ce n’è l’opportunità, o quando il bimbo si mette le mani in bocca e anche a seno *vuoto* (che non è mai vuoto, perché il bambino estrae molto di più di quanto non facciamo noi col tiralatte). Questo due sistemi sono quelli fisiologici, collaudati dalla natura in centinaia di migliaia di anni della nostra evoluzione. Il rimedio che lei cita è privo di documentazione scientifica, quindi una perdita di tempo e denaro – a differenza dei Galattogoghi di provata efficacia.

M. ha quasi due mesi, finora è cresciuto bene (4.650 g) con allattamento esclusivo al seno: a parte una non poca difficoltà a riprendere peso dopo il calo fisiologico: è stato 10 giorni senza aumentare per nulla. Ora, in questa settimana è cresciuto solo 30 g, a poppata mangia da 90 ai 120 g e mangia 7 volte al giorno. Sono un po’ preoccupata: devo dargli una poppata di latte artificiale! C’è qualche alimento/tisana che può aiutare ad avere un latte più “nutriente”? Dimenticavo: non tutti i giorni ultimamente si scarica e se lo fa lo fa massimo un paio di volte. Il mio latte non gli basta più? Un’ultima cosa: spesso durante le poppate M. si stacca e poi si riattacca… un continuo. Però nonostante questo, assume circa 100 g a volta, quindi nonostante il “tira e molla”, mangia! Però questo suo modo di mangiare, mi mette uno strano stato di agitazione e nervosismo, così il momento della poppata invece di essere un momento di tranquillità, di coccole…. si trasforma in un momento di nervosismo, almeno da parte mia! Dopo mangiato è tranquillo!
Il nervosismo di M. potrebbe essere collegato a una difficoltà sua ad emettere il latte. Cerchi di rilassarsi ascoltando o pensando qualcosa che le fa piacere; vanno bene anche i massaggi sulla schiena e ottimo è il contatto pelle-a-pelle fra lei e il piccolo. Ogni mamma produce latte adeguato al proprio bambino – non esiste latte poco nutriente. La non crescita potrebbe essere un errore di misurazione (con o senza vestiti, bilancia starata ecc)ma se dovesse essere confermata anche la prossima settimana lei non deve fare altro che aumentare il numero di poppate(non esistono tisane o alimenti “magici”). Concentrarsi sulle doppie pesate sposta l’attenzione dai segnali inviati dal bambino – i piccoli versi , le smorfie della bocca ecc – che comunicano desiderio del seno , allo strumento bilancia. Meglio evitarle!

Anche se ho il latte la mia bambina di 10 giorni si stanca subito e si addormenta dopo aver mangiato non più di 60 g. Il pediatra mi ha detto che se mangia meno di 90 g devo dare l’aggiunta. Ho provato con la compressione del seno ma ugualmente tira poco e dorme. Cosa devo fare?
E’ il bambino a richiedere la quantità giusta per lui/lei a seconda del peso, del tipo di nascita avuta, dell’età gestazionale ecc. Tutte queste variabili, insieme alle condizioni ambientali in cui si trova attualmente cioè dove dorme e quante poppate e come le fa incidono sulla quantità di latte assunto giornalmente. Perché se ne fa 9 o 10, allora 60 g vanno bene. Ma se le poppate sono poche, l’aggiunta di 30 ml – se veramente la bambina li vorrà prendere – servirà a saziarla e farle ricercare il seno ancora più tardi. Risultato: seno impigrito e poco latte  davvero. La tecnica della spremitura è una buona idea ma se non funziona significa probabilmente che la bambina non ce la fa proprio a ingerire più di 60 ml e la soluzione risiede sempre nell’aumentare il numero delle poppate. N.B. fare la doppia pesata sposta l’attenzione dalla bambina e il suo linguaggio corporeo alla bilancia. Occorre invece allenarsi a fare il ‘baby watching’ perché possiate rispondere meglio a quello che i bambini dicono.

Sono mamma di 3 bambini, l’ultimo ha quasi otto mesi ed è stato allattato per 5 mesi esclusivamente con latte materno. Improvvisamente la produzione di latte ha cominciato a diminuire e io ho introdotto il latte artificiale fino a che il mio è ovviamente scomparso. Non ho mai capito il motivo della diminuzione di produzione del mio latte, preciso però che la mia seconda bambina ha solo 15 mesi di differenza dal terzo e non dorme quasi mai, ne di giorno ne di notte; dal quarto mese anche il piccolino ha iniziato a non dormire ed io ero molto stanca. Vorrei solo un parere sulla vicenda perchè ormai ho iniziato la svezzamento del piccolo ma mi sento ancora oggi in colpa per non essere riuscita a continuare il mio allattamento a cui tenevo molto, tanto che ancora adesso mi capita di pensare tutti i giorni a come sarebbe bello se lo allattassi ancora. Penso di non aver fatto tutto il possibile per continuare ad allattare che consideravo e considero ancora oggi una della cose più importanti della mia vita. Non sono riuscita ad allattere nessuna degli altri due figli perchè non avevo abbastanza latte e mi sento di aver fallito anche con il mio terzo. Forse è solo uno sfogo personale quello che ho scritto, vorrei solo sapere di non essere stata così incapace e che ci fosse rimedio a tutto ciò.
La prima ragionevole ipotesi che posso fare è quella di una stanchezza che ha agito nel senso di distanziare le poppate, far approfittare delle lunghe dormite del piccolo, somministrare ciucci o tisane (che lei non nomina ma sono presenti in maniera pervasiva nelle abitudini odierne): il minimo comune denominatore di queste situazioni è che si riduce la stimolazione mammaria e quindi la produzione di latte. Non si avvilisca: la responsabilità non è solo delle donne ma di un sistema socio-sanitario che prima non le aiuta affatto e poi le colpevolizza di non aver portato avanti quello che decantava solo a parole.

Sono una mamma che disperatamente cerca di recuperare un allattamento al seno esclusivo dopo che è stata data “l’aggiunta” al suo bambino sin dalla seconda settimana di vita. Effettivamente il mio latte ha scarseggiato sin dall’inizio a causa di una forte debilitazione dopo il parto (ho perso molto sangue), mio figlio ha così perso peso dalle dimissioni dall’ospedale e ad una visita di controllo mi è stato praticamente imposto di integrare con latte in formula la sua alimentazione. Ora, a distanza di 40 giorni, il mio latte sembra essere aumentato, anche se non ho mai avuto segni di una montata lattea effettiva. Mi chiedo se è possibile dopo tanto tempo dal parto recuperare la situazione ed eliminare la tanto odiata “aggiunta” e soprattutto in che modo farlo senza affamare il mio piccolino?
E’ possibile nella misura in cui lei mamma si impegna a tirare il latte (vv FAQ) e somministrarlo al piccolo in modalità alternative (vv FAQ). Se il tutto è coordinato dalla guida di una Consulente IBCLC il progetto ha ovviamente probabilità superiori di riuscire. N.B. solo una perdita di sangue veramente acuta o massiva (oltre 800 ml) può causare un calo nella funzione ipofisaria e quindi nella secrezione lattea: meglio sarebbe stato se l’ospedale l’ avesse tempestivamente munita di un tiralatte, invece che assistere passivamente al calo di peso del bambino e poi scaricare su di lei madre “la responsabilità” di dare l’odiosa aggiunta pena l'”affamamento” del piccolino .

Sono mamma di L. che oggi ha 2 mesi e tre settimane.Alla nascita pesava 3 kg.La sto allattando esclusivamente al seno.Le sue poppate,circa 6 al giorno, sono molto lunghe (anche piu’ di 1 ora).Sono preoccupata perchè ad oggi la bimba pesa solo kg 4.400.Il primo mese di vita è aumentata di 1 kg ma le settimane seguenti non hanno sempre raggiunto il minimo di 120 gr. Desidererei moltissimo allattare ancora la mia bambina al seno ma ho paura che il mio latte non sia sufficiente.Sto assumendo tisana di finocchio e galega e 2 bustine di PIU’ LATTE al giorno.CHIEDO CORTESEMENTE DI SAPERE SE ESISTONO ALTRI RIMEDI PER AUMENTARE LA PRODUZIONE DI LATTE ED INOLTRE E’ POSSIBILE SAPERE SE IL LATTE E’ POVERO DI SOSTANZE NUTRITIVE.
La produzione di latte è scemata per mancanza di poppate frequenti (ha letto le Basi ?) e forse anche non adeguate (un drenaggio delle mammelle profondo). La risposta è nell’aumentare la frequenza con poppate da un minimo di 8 nelle 24 ore in su, compresa la notte (dove dorme la bimba è molto importante nel suo caso: la separazione in una culletta la priva dei fisiologici stimoli a risvegliarsi il maggiore numero di volte che le serve per procurarsi più latte). Il latte materno poco nutriente non esiste, infatti, e le bustine che lei ha assunto sono prodotte da una ditta che è stata multata dall’Autorità del Garante per pubblicità ingannevole (vv libro Allattare.net). Dalla tisana non ci aspettiamo effetti rilevanti. A mio parere lei ha bisogno di contattare una Consulente IBCLC, che possa coordinare un programma di ripresa dell’allattamento comprensivo di informazioni adeguate e azioni pratiche giuste per voi due.

Sono mamma di una bimba di 4 mesi,ultimamente mi sono accorta di avere meno latte alla sera mentre di giorno la produzione è come nei mesi precedenti.Al mattino riesco anche a tirare il latte e a conservalo in frigo.Vorrei aumentare la produzione,se alla sera quando sento il seno meno pieno propongo alla bimba il latte precedentemente tirato al mattino, rischio di peggiorare la situazione?Ho sentito dire che è normale dopo 4 mesi avere meno latte,è corretto?
La produzione o disponibilità di latte non diminuiscono col tempo – forse all’inizio non c’è stata piena calibrazione e adesso paga lo scotto di una ridotta ‘elasticità’ mammaria. Se il latte è veramente poco (cioè poche pipì/popò e crescita setimanale < 100 g a sett)allora più che tirare il latte aumenterei le poppate, acnhe quell notturne e farei contatto pelle-pelle. Il latte dovrebbe aumentare in 48 ore.

Mio figlio ha 6 giorni: all’inizio riusciva a prendere 10 g, oggi sono arrivata a circa 50 g (entrambi i seni). Avrebbe qualche consiglio da darmi, come aumentare la produzione. Mio figlio ora pesa 2.900.
Per produrre latte a sufficienza non serve fare la doppia pesata – anche se pervicacemente consigliata. La doppia pesata infatti può essere sbagliata quando si tratta di quantità così piccole. I bambini inoltre, possono prendere di più in alcune poppate o in alcune giornate. Il tempo che la doppia pesata porta via potrebbe essere impiegato allattando il piccolo un’altra o più volte: il segreto della produzione di latte risiede infatti nel drenaggio adeguato del seno – che si ottiene allattando frequentemente. Non è previsto alcun numero magico, ma è previsto che il bambino invii degli “indizi” che devono essere raccolti dalla madre sufficientemente attenta: come girare la testa, aprire la bocca tali da portarlo al seno il numero di volte – né più né meno- che necessitano a quel bambino di quella età. Se il numero fosse alto (bambino che si attacca ogni ora giorno e notte o tutti i giorni) allora dovremmo pensare a valutare la qualità di attacco e posizione. Per capire se il bambino prende latte a sufficienza bisogna che : faccia abbondante pipì chiara (almeno 6 al giorno) dal 6° giorno di vita in poi e cresca almeno 100-200 g (media) a settimana (nei primi 6 mesi) .

Il mio problema è sostanzialmente 1: sto perdendo il latte. Da un pò avevo notato una insoddisfazione a fine poppata della mia bimba di 2 mesi…2 giori fa faccio la fatidica doppia pesata e scopro che al massimo prende 30-40 gr!Ho provato ad attaccarla ache ad ogni ora ma nulla!!Non so come fare… Mi devo arrendere all’evidenza?
Il fatto che lei accenni alla ‘doppia pesata’ mi fa capire che non è stata aiutata a condurre l’allattamento con la “filosofia” dell’allattamento al seno , che consiste semplicemente in attaccare il bambino tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole a partire da un primo attacco precoce al seno nell’immediato post-parto. Questo fa sì che necessariamente il latte sia prodotto in volume/tempi/frequenza adeguate alla richiesta (a meno che non ci siano rare anomalie dell’attacco della bimba al seno).Piuttosto che arrendersi all’evidenza di lei può :leggere Le Basi o il libro Allattare.net, o meglio be contattare una Consulente IBCLC – per mettere in atto tutte le misure necessarie al ripristino della produzione di latte e cioè: – allattare 8-12 volte in 24 ore, di giorno e di notte e senza sentire dolore – far drenare bene la mammella alla piccola (che deve essere attaccata adeguatamente al seno) – non dare ciucci o tisane. Il tutto concedendosi tempo per farlo. Ci son voluti 2 mesi per arrivare a una produzione insufficiente, ci vorrà qualche settimana per risalire la china.

Sto allattando al seno da 2 mesi, vorrei fare aerobica 2 volte a sett dal mese prox, volevo sapere se rischio di perdere il latte.
Può stare tranquilla: le evidenze scientifiche depongono per la compatibilità dell’allattamento con l’attività fisica aerobica di moderata intensità.

Dopo tre mesi il mio latte è quasi andato completamente via. Volevo sapere se prendo il “lactogal” medicina omeopatica,potrà aiutarmi a farlo tornare?
Non ci sono prove di efficacia per questo farmaco. Legga le FAQ di Galattogoghi , per capire veramente come funziona la lattazione e capire anche perchè il suo latte è ‘sparito’…

Sono mamma di un bimbo di 5 mesi nato di 3.440 e con calo 3.170.Nel primo mese è cresciuto 1.800, nel secondo 1.200 e nel terzo 600g. Nel quarto e in questo mese sono sorti dei problemi: – ritorno delle mestruazioni; – inappetenza del bimbo e rifiuto totale dei seni secondo la pediatra dovuto al rinserimento nella mia dieta del latte; – influenza prima mia e poi del bimbo. In questi due mesi si altrnano giorni in cui le sue poppate (5/6) non sono mai inferiori a 200, e giorni in cui con 80g sta anche 5 ore rifiutando del tutto il seno. Da 20 gg ho inserito la frutta che mangia volentieri anche se sta anche 2 giorni senza scaricare e forse anche questo lo blocca nel mangiare – in questi giorni ad esempio rifiuta totalmente un seno e non mangia più di 140g. Il problema è che ora il suo peso è 7.100, quindi la sua crescita è stata neanche di 400, un arresto! Devo aggiungere del latte artificiale?
Non chiamerei arresto una crescita di 400g dal 4° al 5° mese, dato che 125 g a settimana sono ok. Parlerei di rallentamento, dovuto per prima cosa a un motivo tangibile: l’influenza. E per seconda alla riduzione in precedenza della frequenza delle poppate o di quelle notturne – altrimenti non le sarebbe ritornato il ciclo. Di sicuro smetterei di fare le doppie pesate , e sostituirei questa modalità di controllo della crescita con il più valido conteggio di pipì/popò (vv FAQ Crescita e Sviluppo). Non vedo perciò alcuna ragione di introdurre il latte artificiale: andrebbe a sostituirsi al *latte umano* che solo lei gli potrà fornire – a patto di crederci e farlo. Da ultimo: l’aumento della quota latte materno risolverà la stipsi del bambino, il cui intestino sta segnalando *in questo modo* di non essere pronto al 100% per cibi diversi dal latte materno.

Ho una bimba di un mese e mezzo che allatto al seno con le aggiunte di latte artificiale praticamente dai primi giorni, perché con la mia prima bimba ho aspettato circa un mese prima di aggiungere il latte artificiale con l’unico risultato di affamarla e di non farla crescere (in un mese aveva recuperato solo il calo fisiologico). Sto facendo di tutto per far aumentare un po’ il latte (in media ne produco un po’ meno di 300g al giorno), attaccandola a lungo e utilizzando integratori(ho provato il GALATTOPLUS, PIULATTE e LACTOGAL), tisane (ANICE, FINOCCHIO e GALEGA)e anche il domperidone, ma senza risultati. Continuo a leggere che in teoria ogni mamma dovrebbe riuscire a produrre una quantità di latte sufficiente per il proprio piccolo…ma per me c’è speranza? Oppure mi devo accontentare del fatto che comunque cresce bene e continuare così?
Galattoplus, piùlatte e lactogal non sono le misure giuste (ha letto le FAQ di Galattogoghi?), come pure le tisane … Il domperidone – unico farmaco di provata efficacia – poi funziona solo nei casi di prolattinemia bassa. E’ solo il completo drenaggio della mammella che “fa” latte, e se una bimba non lo fa lo dovrebbe fare un tiralatte. Mai e poi mai si fa piangere per fame una bambina: le aggiunte di latte artificiale vanno modulate con saggezza mentre si lavora all’aumento della produzione di latte materno, che alla fine sostituisce completamente l’artificiale.

Ho una bimba di 2 mesi che alla nascita pesava 2,7kg. Col calo è arrivata a 2,5kg per cui nei primi gg, in assenza del mio latte, è stato necessario nutrirla con latte artificiale. In sesta giornata è arrivata la montata e di lì a un paio di gg l’allattamento al seno è diventato esclusivo. Purtoppo però a dodici gg la bimba è stata ricoverata per un’infezione, mangiava pochissimo e quel poco lo vomitava. A due settimane di distanza l’infezione ha recidivato, con relativo scarso appetito. Ho sopperito con il tiralatte, il latte è rimasto abbondante e la bimba in due mesi, nonostante tutto, è cresciuta 2 kg. Dopo la 2a infezione però a me sono tornate perdite ematiche che durano circa 2-3 gg che si ripetono ogni 2 settimane circa. La prima volta in corrispndenza di ciò il latte si è ridotto moltissimo, per tornare nel giro di 48h. Successivamente si è verificato un episodio di agalattia improvvisa:una mattina avevo nausea, mal di testa, ero ipotesa e debole, e neanche una goccia di latte nel seno. E’ ritornato dopo 2 gg di ansia, integratori e riposo. Andava tutto bene, il seno era pieno, finchè un giorno, di nuovo, nonostante gli integratori e il riposo, di punto in bianco il latte come era venuto é andato.Solo in due occasioni sono stata costretta a dare l’aggiunta di latte artificale, ma questo tira e molla mi sfianca psicologicamente e ora sono al limite: sembra proprio che il latte non basti fin dal mattino. Il medico dice che nel mio caso attaccare troppo spesso a bimba è controproducente, perchè sono arrivata ad una sorta di esaurimento di risorse che si risolverà a patto di non pretendere troppo dal mio fisico. Ma, visto che anche con gli integratori ciclicamente la cosa si ripete,non è possibile che ci sia un problema ormonale a monte? E sarà risolvibile? Ci tengo perchè la piccola sta benissimo, è molto tranquilla, dorme come un angioletto e finora non ha avuto una colica…
Il fisico di una donna è programmato per fornire nutrimento alla prole sin dalla nascita e per molti mesi a seguire. Le maggiori richieste energetiche sono biologicamente attese, perciò non sono d’accordo con l’ipotesi dell’esaurimento delle risorse(???). Piuttosto dalla sua storia vedo che sono venute a mancare l’intensa e frequente stimolazione del seno nelle prime sei settimane postparto(latte artificiale nei primi due gg; suzione debole della bimba prima del ricovero; possibile ritardo oltre le 2 ore della prima poppata?) necessarie alla cosiddetta calibrazione mammaria. Tale ipostimolazione è alla base della relativa erogazione ‘a singhiozzo’ del suo latte. Gli integratori poi, a parte i galattogoghi menzionati nelle FAQ, sono un imbroglio… Continui ad avere fiducia in se stessa, si tenga la bimba nel lettone per consentirle di poppare *se* lo richiede (e questo accade proprio per *proteggere* la disponibilità di latte materno), mantenendo così l”elasticità’ del seno ed evitando attacchi di ‘prosciugamento’.

Ho una bimba di 3 mesi e 8 giorni che allatto esclusivamente al seno (peso alla nascita 3,200 Kg e peso attuale 5,800 Kg). Ho notato una diminuzione del latte nelle ultime settimane e ho quindi provato ad utilizzare lactogal, piùlatte e nursing senza ottenere grossi risultati. Allatto la bambina ogni volta che lo richiede (quindi spesso durante la giornata e due volte durante la notte). Ho chiesto alla mia ginecologa un suo parere sull’utilizzo del peridon per aumentare la produzione di latte ma mi ha categoricamente sconsigliato l’utilizzo di tale farmaco senza però darmi motivazioni precise. Mi chiedo quindi come mai alcuni medici lo consigliano e altri lo rifiutano assolutamente. Può effettivamente essere pericoloso per il neonato? Inoltre può essere venduto in farmacia senza prescrizione medica?
Vediamo di fare un pò di chiarezza. 1. la diminuzione del latte ha significato negativo solo se si accompagna alla riduzione della crescita: se la bambina continua a seguire più o meno la sua curva di crescita (OMS) allora la diminuzione è solo apparente 2. lactogal, nursing e più latte sino miscele di erbe ritenute favorevoli alla produzione di latte su base della tradizione e delle consuetudini, e/o addizionati di principi (silimarina) la cui efficacia è stata ipotizzata solo in studi su … vacche da latte. In breve sono delle perdite di tempo (e guarda un pò, di denaro) o dei veri e propri imbrogli – una delle ditte è stata più volte multata dalla AGCM (Agenzia Garante per la Concorrenza e il Mercato, vv dettagli nel libro Allattare.net) per pubblicità ingannevole. I ginecologi come altri medici non sono (ancora)informati adeguatamente sull’uso, effetti, maneggevolezza e indicazioni del domperidone, che in casi speciali e selezionati è efficace. Naturalmente si devono bilanciare i potenziali rischi che OGNI farmaco comporta (anche la più banale aspirina) con i benefici attesi. Nella esperienza delle letteratura non ci sono effetti nocivi per il lattante, alle dosi e protocolli consigliati dalle linee-guida (ben note alle Consulenti Professionali IBCLC) e sì, dato che si tratta di un farmaco, deve essere venduto in farmacia e su prescrizione.

Ho una storia di allattamento piuttosto fallimentare. Mia figlia ha tre mesi e prende l’aggiunta dal suo quinto giorno di vita. Il mio latte è sempre stato pochissimo (a tutt’oggi riesco a estrarne solo 30g) e nonostante i miei sforzi non è aumentato. Ho letto che l’ipolattia può dipendere, in rari casi, da fattori ormonali. Vorrei sapere quali esami dovrei fare per verificare se la mia situazione dipende appunto da problemi ormonali. Ho letto inoltre che il fieno greco è considerato un buon galattogogo, ho comprato la tintura madre e vorrei sapere in che quantità assumerne. Mi può infine indicare quali altri galattogoghi potrei utilizzare.
La cosiddetta ipogalattia – termone inventato dagli operatori di marketing dei sostituti di latte materno – non esiste nei testi di lattazione/ allattamento materno di nessuna parte del mondo. Quello che esiste è il *poco latte* causato comunemente da:

  • primo attacco del neonato al seno ritardato (anche già oltre le due ore)
  • assenza di rooming-in
  • assenza di esperienza della madre (prima gravidanza)
  • taglio cesareo
  • mancato aiuto competente nei primi giorni
  • aggiunte di latte artificiale intempestive, esagerate e con uso di biberon nei primi giorni

Una spiegazione più esauriente circa le cause rare di poco latte la potrà leggere nel libro Allattare.net Ragion per cui se lei volesse lei potrebbe, con l’aiuto di una Consulente IBCLC questa volta, tentare un *riallattamento* (vv FAQ Sfide materne), che prevede l’uso sapiente e ragionato di galattogoghi (vv FAQ) DOPO aver messo in atto tutti i passi propedeutici (e aver escluso le rarissime condizioni ormonali di poco latte). Buon lavoro!

Allatto il mio bambino di 3 mesi e mezzo esclusivamente al seno, e devo dire che cresce a meraviglia. Ultimamente, alcuni giorni sento il mio seno più vuoto ed effettivamente il bambino prova ad attaccarsi ma si mette a piangere. Ho pensato che questa diminuita produzione di latte sia dovuta allo stress (ho anche una bimba di 2 anni), al fatto che spesso la notte va in bianco. Esistono alimenti che possono favorire la produzione di latte? C’è altrimenti qualcosa che posso fare?
Non esistono alimenti con cui aumentare la produzione di latte – e meno male, perchè questa deve essere completamente sganciata da una cosa fluttuante come il cibo (oggi c’è, domani chissà). A lei occorre organizzare il sostegno intorno a sè: marito/amici/parenti/conoscenti la devono aiutare con la bimba più grande (anche considerando che una differenza di 17 mesi *non* è quella raccomandata/raccomandabile).Qualche giorno di riposo la rimetteranno in sesto – la natura è miracolosa, ma va aiutata …