Cesareo

 Sono all’ottavo mese di gravidanza e il medico ha previsto il parto cesareo. Vorrei sapere , avendo il desiderio di allattare al seno, se dovrò dare delle direttive alla nursery, ovvero, di non dare il ciuccio o l’acqua o altro, e dopo l’intervento, quando sarà possibile attaccare al seno il bimbo. Inoltre se dovrò allattare ogni qual volta lo richiede il bimbo, oppure dovrò seguire un tempo prefissato. Gradirei sapere quale comportamento notturno adottare.
Lei può allattare il piccolo da *subito*, mentre ancora stanno suturando l’addome – dopo averlo salutato e baciato. Sarà responsabilità del suo ginecologo permettere che questo avvenga. Il piccolo sarà asciugato e avvolto in un panno caldo: se messo subito a contatto *pelle-a-pelle* col suo petto e avrà le spalle coperte NON SI RAFFREDDERÀ’ (vv libro Quando comincia l’amore nei links) e il neonatologo lo potrà valutare mentre sta a contatto con la mamma. E’ meglio che lei faccia un ‘piano nascita’ subito, per evitare sorprese/soprusi dopo (a che serve partorire in un centro privato altrimenti?). Una volta in stanza continui a tenere il bambino con sé nel letto o in una culletta vicina, notte e giorno (rooming-in). Così facendo il piccolo non correrà rischi di cali glicemici perchè succhierà il colostro sin dalla nascita, e non gli verrà data sol. glucosata o latte artificiale. L’allattamento sarà a richiesta del piccolo: se tenuto vicino a lei, sarà ben in grado di succhiare come e quanto desidera. Il progetto biologico prevede che non ci sia separazione madre/bambino alla nascita – allo stesso modo in tutti gli altri *mammiferi*. Questa precoce, frequente e abbondante assunzione di colostro preserva i piccoli nati da T.C. dal maggior rischio futuro di gastroenteriti e asma che essi corrono rispetto a quelli nati per via naturale.

 Sono in procinto di partorire con parto cesario. Mi hanno detto che e’ piu’ difficile allattare in questo caso, perché il seno non e’ pronto naturalmente e quindi mi è stato consigliato di preparare il seno (massaggi,ghiaccio, limone,etc) per ovviare a questo problema. Mi sa dare dei consigli?
Ai fini di una montata lattea precoce *l’unica cosa* da salvaguardare è il contatto col neonato: le mamme che partoriscono in un ospedale che *veramente protegga* il loro allattamento, mette i piccoli al seno prima possibile, e lo lasciano lì 24/24 ore. Così facendo non avrà difficoltà diverse o maggiori rispetto a un parto per via naturale.

 Allattare mentre si stanno facendo antidolorifici dopo un parto cesareo fa male al neonato? Un neonato di 1 giorno è normale che dorma sempre? e che allatti dopo un cesareo ?
Un neonato di 24 ore può dormire quasi sempre e poppare tre volte; è assai probabile stia smaltendo gli effetti dell’analgesia (se l’anestesista non ha veramente calibrato i farmaci) e le fatiche della nascita. In tutto il mondo si allatta dopo un cesareo, sia in anestesia locale che generale: nel primo caso attaccando il bambino direttamente *in sala operatoria* e portando tutti e due così in stanza. Gli antidolorifici/anestetici rendono il neonato meno “attivo” nelle ore successive, ma passate le 24 ore, e stimolandolo, il lattante può – e deve essere sollecitato – a raggiungere il seno sempre più spesso.

 Sono la mamma di una bimba di 20 gg nata con un cesareo d’urgenza alla 40^ sett. a causa di un improvviso e momentaneo calo del battito. Alla nascita la piccola pesava kg 2470, recuperati in 15 gg. dopo un calo fisiologico di g 170. Sin dall’inizio non c’è stato verso di attaccarla al seno (ci si addormentava o ci giocava!) ed il procedimento da me seguito in ogni poppata era il seguente: tentare di attaccarla al seno, darle il latte da me preventivamente messo da parte tramite tiralatte elettrico (ca. g 20), darle l’integrazione artificiale, attaccarmi subito al tiralatte per produrre per la poppata successiva. Finalmente, due gg fa, la piccola ha deciso di SUCCHIARE, ed io non so più come regolarmi… Mi spiego: continuo a produrre non più di 20 g di latte, anzi meno, sia col tiralatte sia, pare, con la suzione della bambina (dico pare perché la bilancia non sempre li segna), al che mi chiedo: sto perdendo il latte o semplicemente ne ho poco? E comunque ho la speranza che a questo punto aumenti o è troppo tardi? Eventualmente che sistema devo adottare?

Il motivo per cui tante mamme di bambini vuoi prematuri, vuoi piccoli o cosiddetti ‘ pigri’ non producono abbastanza latte è perchè non si è provveduto metodicamente a estrarre sin dalle prime ore col tiralatte elettrico per 8 volte al dì il colostro prima e il latte dopo. Poiché la suzione della bimba non era(è) adeguata,le sue ghiandole mammarie si trovano a 20 gg ancora “sottotarate” rispetto al fabbisogno della piccola, e necessitano di ulteriore stimolazione. I giochi sono ancora aperti e mi muoverei così: eviterei la doppia pesata, inutile e frustrante; estrarrei il latte con tiralatte a kit doppio (quello dei gemelli per intendersi) 8 volte fra le 7 e le 23; attaccherei la piccola di notte a letto, per tutto il tempo che vuole e continuerei a darle l’aggiunta di latte materno spremuto preferibilmente NON col biberon, ma con mezzi alternativi. Inoltre contatterei una Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC.

  Mio figlio è nato da circa 15 giorni alla 38^ settimana di gestazione con p.c. Ha da pochi giorni recuperato il peso alla nascita di 2980 g sceso a 2540 g al 4° giorno di vita. Il mio primo problema è la quantità di latte al seno: circa 40 g a poppata. Mi è stata indicata l’aggiunta di 60 g di latte artificiale. Il secondo è che il bimbo si sveglia affamato intorno all’ 1:30 ed alle 4:30, facendo così 6 poppate senza una pausa di 6/7 ore notturne come consigliato. Durante il giorno dorme tantissimo e spesso dopo 4 ore di sonno sono costretta a svegliarlo per farlo mangiare. Potrebbe cortesemente darmi qualche consiglio o comunque qualche chiarimento sui problemi esposti?

Il motivo principale per cui lei non ha abbastanza latte è che il piccolo non fa sufficienti poppate! il miglior produttore di latte è un bambino affamato che non “dorme tantissimo”. Il suo dorme perchè non ha sufficiente energia per poppare e se non poppa non avrà energia. Come spezzare questo circolo vizioso? Certamente non perdendo tempo a fare la doppia pesata e rispettando una pausa di 6/7 ore notturne, ma:
– ascoltando la richiesta di cibo di suo figlio
– attaccandolo al seno ogni 2 ore di giorno e ogni 4 di notte ( o cmq ALMENO 8-12 volte nelle 24 ore)
– stando a letto due giorni col piccolo e alzandosi solo per andare al bagno: si farà anche portare da mangiare
– spremendo il latte se il piccolo fa poppate brevi, o se non si riesce a svegliarlo, e dandoglielo col cucchiaino
– dormendo quando dorme il piccolo -per recuperare le forze
– verificare che faccia 2-3 evacuazioni giallo oro al giorno e almeno 6 pipì chiare
Verificare che cresca almeno 140 g a settimana.

Poco latte

Ho una bambina di tre mesi che allatto esclusivamente al seno; nell’ultimo mese è cresciuta solamente di 100/120 a settimana, contro i 180/220 a settimana nei primi due mesi. La bambina al momento della poppata è molto irrequieta e quando arriva il picco di latte si sposta piangendo, poi quando si riattacca ho notato che succhia male producendo un schiocco con la bocca,penso che questo modo di succhiare abbia fatto diminuire il mio latte.La bimba ha sempre preso solo un seno per volta ogni 3/4 ore a volte anche 2 ore e ogni 5/6 ore la notte, e la durata della poppata dura solo 5/7 minuti.Cosa posso fare per riabituarla a succhiare bene,e aumentare il mio latte? La mia pediatra vuole che integri il mio latte con quello artificiale, ma io vorrei darle solo il mio.

La descrizione della poppata ‘disturbata’ mi fa pensare a una calata troppo vivace – cui la bimba risponde allontanandosi. Oppure a un problema interno cioè un RGE (Reflusso ) di cui c’è parecchio nelle FAQ. Nel primo caso occorre mettere le dita ‘a sigaretta’ intorno all’areola o allattare supina, con la bimba prona su di sè. Il latte riaumenterà spontaneamente a miglioramento delle condizioni in cui la bimba succhia (o aiutandola per il RGE come descritto), eliminando la necessità di pericolose aggiunte di artificiale – che sicuramente porterebbero a una minore produzione di latte.


Ho un bimbo di tre mesi allattato esclusivamente al seno. Da circa 10 giorni ho l’impressione che la sera il mio latte sia di meno. Il bimbo dorme lo stesso ma mi sento i seni svuotati e provando a spremere non esce nulla. Mi hanno consigliato di prendere il Lactogal, 1 cucchiaio di te per 3 volte al giorno 10 minuti prima dell’allattamento. Da circa una settimana, per evitare di dare latte artificiale al bimbo, sto tirando il latte tutte le mattine per congelarlo e avere delle scorte. Oggi ho tirato solo 80 g che alla fine ho dovuto dare subito al bimbo che piangeva perché avevo i seni vuoti e si metteva le manine in bocca. Potreste consigliarmi qualche rimedio efficace per aiutarmi con la produzione del latte? Vorrei arrivare almeno allo svezzamento con il mio latte.

I rimedi provati come efficaci – cioè il risultato di ricerche e osservazioni scientifiche e non frutto di semplice tradizione e credenze- sono: il contatto pelle-a-pelle, di notte (che è anche comodo ) e le poppate frequenti, di nuovo la notte perché ce n’è l’opportunità, o quando il bimbo si mette le mani in bocca e anche a seno *vuoto* (che non è mai vuoto, perché il bambino estrae molto di più di quanto non facciamo noi col tiralatte). Questo due sistemi sono quelli fisiologici, collaudati dalla natura in centinaia di migliaia di anni della nostra evoluzione. Il rimedio che lei cita è privo di documentazione scientifica, quindi una perdita di tempo e denaro – a differenza dei Galattogoghi di provata efficacia.

M. ha quasi due mesi, finora è cresciuto bene (4.650 g) con allattamento esclusivo al seno: a parte una non poca difficoltà a riprendere peso dopo il calo fisiologico: è stato 10 giorni senza aumentare per nulla. Ora, in questa settimana è cresciuto solo 30 g, a poppata mangia da 90 ai 120 g e mangia 7 volte al giorno. Sono un po’ preoccupata: devo dargli una poppata di latte artificiale! C’è qualche alimento/tisana che può aiutare ad avere un latte più “nutriente”? Dimenticavo: non tutti i giorni ultimamente si scarica e se lo fa lo fa massimo un paio di volte. Il mio latte non gli basta più? Un’ultima cosa: spesso durante le poppate M. si stacca e poi si riattacca… un continuo. Però nonostante questo, assume circa 100 g a volta, quindi nonostante il “tira e molla”, mangia! Però questo suo modo di mangiare, mi mette uno strano stato di agitazione e nervosismo, così il momento della poppata invece di essere un momento di tranquillità, di coccole…. si trasforma in un momento di nervosismo, almeno da parte mia! Dopo mangiato è tranquillo!
Il nervosismo di M. potrebbe essere collegato a una difficoltà sua ad emettere il latte. Cerchi di rilassarsi ascoltando o pensando qualcosa che le fa piacere; vanno bene anche i massaggi sulla schiena e ottimo è il contatto pelle-a-pelle fra lei e il piccolo. Ogni mamma produce latte adeguato al proprio bambino – non esiste latte poco nutriente. La non crescita potrebbe essere un errore di misurazione (con o senza vestiti, bilancia starata ecc)ma se dovesse essere confermata anche la prossima settimana lei non deve fare altro che aumentare il numero di poppate(non esistono tisane o alimenti “magici”). Concentrarsi sulle doppie pesate sposta l’attenzione dai segnali inviati dal bambino – i piccoli versi , le smorfie della bocca ecc – che comunicano desiderio del seno , allo strumento bilancia. Meglio evitarle!

Anche se ho il latte la mia bambina di 10 giorni si stanca subito e si addormenta dopo aver mangiato non più di 60 g. Il pediatra mi ha detto che se mangia meno di 90 g devo dare l’aggiunta. Ho provato con la compressione del seno ma ugualmente tira poco e dorme. Cosa devo fare?
E’ il bambino a richiedere la quantità giusta per lui/lei a seconda del peso, del tipo di nascita avuta, dell’età gestazionale ecc. Tutte queste variabili, insieme alle condizioni ambientali in cui si trova attualmente cioè dove dorme e quante poppate e come le fa incidono sulla quantità di latte assunto giornalmente. Perché se ne fa 9 o 10, allora 60 g vanno bene. Ma se le poppate sono poche, l’aggiunta di 30 ml – se veramente la bambina li vorrà prendere – servirà a saziarla e farle ricercare il seno ancora più tardi. Risultato: seno impigrito e poco latte  davvero. La tecnica della spremitura è una buona idea ma se non funziona significa probabilmente che la bambina non ce la fa proprio a ingerire più di 60 ml e la soluzione risiede sempre nell’aumentare il numero delle poppate. N.B. fare la doppia pesata sposta l’attenzione dalla bambina e il suo linguaggio corporeo alla bilancia. Occorre invece allenarsi a fare il ‘baby watching’ perché possiate rispondere meglio a quello che i bambini dicono.

Sono mamma di 3 bambini, l’ultimo ha quasi otto mesi ed è stato allattato per 5 mesi esclusivamente con latte materno. Improvvisamente la produzione di latte ha cominciato a diminuire e io ho introdotto il latte artificiale fino a che il mio è ovviamente scomparso. Non ho mai capito il motivo della diminuzione di produzione del mio latte, preciso però che la mia seconda bambina ha solo 15 mesi di differenza dal terzo e non dorme quasi mai, ne di giorno ne di notte; dal quarto mese anche il piccolino ha iniziato a non dormire ed io ero molto stanca. Vorrei solo un parere sulla vicenda perchè ormai ho iniziato la svezzamento del piccolo ma mi sento ancora oggi in colpa per non essere riuscita a continuare il mio allattamento a cui tenevo molto, tanto che ancora adesso mi capita di pensare tutti i giorni a come sarebbe bello se lo allattassi ancora. Penso di non aver fatto tutto il possibile per continuare ad allattare che consideravo e considero ancora oggi una della cose più importanti della mia vita. Non sono riuscita ad allattere nessuna degli altri due figli perchè non avevo abbastanza latte e mi sento di aver fallito anche con il mio terzo. Forse è solo uno sfogo personale quello che ho scritto, vorrei solo sapere di non essere stata così incapace e che ci fosse rimedio a tutto ciò.
La prima ragionevole ipotesi che posso fare è quella di una stanchezza che ha agito nel senso di distanziare le poppate, far approfittare delle lunghe dormite del piccolo, somministrare ciucci o tisane (che lei non nomina ma sono presenti in maniera pervasiva nelle abitudini odierne): il minimo comune denominatore di queste situazioni è che si riduce la stimolazione mammaria e quindi la produzione di latte. Non si avvilisca: la responsabilità non è solo delle donne ma di un sistema socio-sanitario che prima non le aiuta affatto e poi le colpevolizza di non aver portato avanti quello che decantava solo a parole.

Sono una mamma che disperatamente cerca di recuperare un allattamento al seno esclusivo dopo che è stata data “l’aggiunta” al suo bambino sin dalla seconda settimana di vita. Effettivamente il mio latte ha scarseggiato sin dall’inizio a causa di una forte debilitazione dopo il parto (ho perso molto sangue), mio figlio ha così perso peso dalle dimissioni dall’ospedale e ad una visita di controllo mi è stato praticamente imposto di integrare con latte in formula la sua alimentazione. Ora, a distanza di 40 giorni, il mio latte sembra essere aumentato, anche se non ho mai avuto segni di una montata lattea effettiva. Mi chiedo se è possibile dopo tanto tempo dal parto recuperare la situazione ed eliminare la tanto odiata “aggiunta” e soprattutto in che modo farlo senza affamare il mio piccolino?
E’ possibile nella misura in cui lei mamma si impegna a tirare il latte (vv FAQ) e somministrarlo al piccolo in modalità alternative (vv FAQ). Se il tutto è coordinato dalla guida di una Consulente IBCLC il progetto ha ovviamente probabilità superiori di riuscire. N.B. solo una perdita di sangue veramente acuta o massiva (oltre 800 ml) può causare un calo nella funzione ipofisaria e quindi nella secrezione lattea: meglio sarebbe stato se l’ospedale l’ avesse tempestivamente munita di un tiralatte, invece che assistere passivamente al calo di peso del bambino e poi scaricare su di lei madre “la responsabilità” di dare l’odiosa aggiunta pena l'”affamamento” del piccolino .

Sono mamma di L. che oggi ha 2 mesi e tre settimane.Alla nascita pesava 3 kg.La sto allattando esclusivamente al seno.Le sue poppate,circa 6 al giorno, sono molto lunghe (anche piu’ di 1 ora).Sono preoccupata perchè ad oggi la bimba pesa solo kg 4.400.Il primo mese di vita è aumentata di 1 kg ma le settimane seguenti non hanno sempre raggiunto il minimo di 120 gr. Desidererei moltissimo allattare ancora la mia bambina al seno ma ho paura che il mio latte non sia sufficiente.Sto assumendo tisana di finocchio e galega e 2 bustine di PIU’ LATTE al giorno.CHIEDO CORTESEMENTE DI SAPERE SE ESISTONO ALTRI RIMEDI PER AUMENTARE LA PRODUZIONE DI LATTE ED INOLTRE E’ POSSIBILE SAPERE SE IL LATTE E’ POVERO DI SOSTANZE NUTRITIVE.
La produzione di latte è scemata per mancanza di poppate frequenti (ha letto le Basi ?) e forse anche non adeguate (un drenaggio delle mammelle profondo). La risposta è nell’aumentare la frequenza con poppate da un minimo di 8 nelle 24 ore in su, compresa la notte (dove dorme la bimba è molto importante nel suo caso: la separazione in una culletta la priva dei fisiologici stimoli a risvegliarsi il maggiore numero di volte che le serve per procurarsi più latte). Il latte materno poco nutriente non esiste, infatti, e le bustine che lei ha assunto sono prodotte da una ditta che è stata multata dall’Autorità del Garante per pubblicità ingannevole (vv libro Allattare.net). Dalla tisana non ci aspettiamo effetti rilevanti. A mio parere lei ha bisogno di contattare una Consulente IBCLC, che possa coordinare un programma di ripresa dell’allattamento comprensivo di informazioni adeguate e azioni pratiche giuste per voi due.

Sono mamma di una bimba di 4 mesi,ultimamente mi sono accorta di avere meno latte alla sera mentre di giorno la produzione è come nei mesi precedenti.Al mattino riesco anche a tirare il latte e a conservalo in frigo.Vorrei aumentare la produzione,se alla sera quando sento il seno meno pieno propongo alla bimba il latte precedentemente tirato al mattino, rischio di peggiorare la situazione?Ho sentito dire che è normale dopo 4 mesi avere meno latte,è corretto?
La produzione o disponibilità di latte non diminuiscono col tempo – forse all’inizio non c’è stata piena calibrazione e adesso paga lo scotto di una ridotta ‘elasticità’ mammaria. Se il latte è veramente poco (cioè poche pipì/popò e crescita setimanale < 100 g a sett)allora più che tirare il latte aumenterei le poppate, acnhe quell notturne e farei contatto pelle-pelle. Il latte dovrebbe aumentare in 48 ore.

Mio figlio ha 6 giorni: all’inizio riusciva a prendere 10 g, oggi sono arrivata a circa 50 g (entrambi i seni). Avrebbe qualche consiglio da darmi, come aumentare la produzione. Mio figlio ora pesa 2.900.
Per produrre latte a sufficienza non serve fare la doppia pesata – anche se pervicacemente consigliata. La doppia pesata infatti può essere sbagliata quando si tratta di quantità così piccole. I bambini inoltre, possono prendere di più in alcune poppate o in alcune giornate. Il tempo che la doppia pesata porta via potrebbe essere impiegato allattando il piccolo un’altra o più volte: il segreto della produzione di latte risiede infatti nel drenaggio adeguato del seno – che si ottiene allattando frequentemente. Non è previsto alcun numero magico, ma è previsto che il bambino invii degli “indizi” che devono essere raccolti dalla madre sufficientemente attenta: come girare la testa, aprire la bocca tali da portarlo al seno il numero di volte – né più né meno- che necessitano a quel bambino di quella età. Se il numero fosse alto (bambino che si attacca ogni ora giorno e notte o tutti i giorni) allora dovremmo pensare a valutare la qualità di attacco e posizione. Per capire se il bambino prende latte a sufficienza bisogna che : faccia abbondante pipì chiara (almeno 6 al giorno) dal 6° giorno di vita in poi e cresca almeno 100-200 g (media) a settimana (nei primi 6 mesi) .

Il mio problema è sostanzialmente 1: sto perdendo il latte. Da un pò avevo notato una insoddisfazione a fine poppata della mia bimba di 2 mesi…2 giori fa faccio la fatidica doppia pesata e scopro che al massimo prende 30-40 gr!Ho provato ad attaccarla ache ad ogni ora ma nulla!!Non so come fare… Mi devo arrendere all’evidenza?
Il fatto che lei accenni alla ‘doppia pesata’ mi fa capire che non è stata aiutata a condurre l’allattamento con la “filosofia” dell’allattamento al seno , che consiste semplicemente in attaccare il bambino tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole a partire da un primo attacco precoce al seno nell’immediato post-parto. Questo fa sì che necessariamente il latte sia prodotto in volume/tempi/frequenza adeguate alla richiesta (a meno che non ci siano rare anomalie dell’attacco della bimba al seno).Piuttosto che arrendersi all’evidenza di lei può :leggere Le Basi o il libro Allattare.net, o meglio be contattare una Consulente IBCLC – per mettere in atto tutte le misure necessarie al ripristino della produzione di latte e cioè: – allattare 8-12 volte in 24 ore, di giorno e di notte e senza sentire dolore – far drenare bene la mammella alla piccola (che deve essere attaccata adeguatamente al seno) – non dare ciucci o tisane. Il tutto concedendosi tempo per farlo. Ci son voluti 2 mesi per arrivare a una produzione insufficiente, ci vorrà qualche settimana per risalire la china.

Sto allattando al seno da 2 mesi, vorrei fare aerobica 2 volte a sett dal mese prox, volevo sapere se rischio di perdere il latte.
Può stare tranquilla: le evidenze scientifiche depongono per la compatibilità dell’allattamento con l’attività fisica aerobica di moderata intensità.

Dopo tre mesi il mio latte è quasi andato completamente via. Volevo sapere se prendo il “lactogal” medicina omeopatica,potrà aiutarmi a farlo tornare?
Non ci sono prove di efficacia per questo farmaco. Legga le FAQ di Galattogoghi , per capire veramente come funziona la lattazione e capire anche perchè il suo latte è ‘sparito’…

Sono mamma di un bimbo di 5 mesi nato di 3.440 e con calo 3.170.Nel primo mese è cresciuto 1.800, nel secondo 1.200 e nel terzo 600g. Nel quarto e in questo mese sono sorti dei problemi: – ritorno delle mestruazioni; – inappetenza del bimbo e rifiuto totale dei seni secondo la pediatra dovuto al rinserimento nella mia dieta del latte; – influenza prima mia e poi del bimbo. In questi due mesi si altrnano giorni in cui le sue poppate (5/6) non sono mai inferiori a 200, e giorni in cui con 80g sta anche 5 ore rifiutando del tutto il seno. Da 20 gg ho inserito la frutta che mangia volentieri anche se sta anche 2 giorni senza scaricare e forse anche questo lo blocca nel mangiare – in questi giorni ad esempio rifiuta totalmente un seno e non mangia più di 140g. Il problema è che ora il suo peso è 7.100, quindi la sua crescita è stata neanche di 400, un arresto! Devo aggiungere del latte artificiale?
Non chiamerei arresto una crescita di 400g dal 4° al 5° mese, dato che 125 g a settimana sono ok. Parlerei di rallentamento, dovuto per prima cosa a un motivo tangibile: l’influenza. E per seconda alla riduzione in precedenza della frequenza delle poppate o di quelle notturne – altrimenti non le sarebbe ritornato il ciclo. Di sicuro smetterei di fare le doppie pesate , e sostituirei questa modalità di controllo della crescita con il più valido conteggio di pipì/popò (vv FAQ Crescita e Sviluppo). Non vedo perciò alcuna ragione di introdurre il latte artificiale: andrebbe a sostituirsi al *latte umano* che solo lei gli potrà fornire – a patto di crederci e farlo. Da ultimo: l’aumento della quota latte materno risolverà la stipsi del bambino, il cui intestino sta segnalando *in questo modo* di non essere pronto al 100% per cibi diversi dal latte materno.

Ho una bimba di un mese e mezzo che allatto al seno con le aggiunte di latte artificiale praticamente dai primi giorni, perché con la mia prima bimba ho aspettato circa un mese prima di aggiungere il latte artificiale con l’unico risultato di affamarla e di non farla crescere (in un mese aveva recuperato solo il calo fisiologico). Sto facendo di tutto per far aumentare un po’ il latte (in media ne produco un po’ meno di 300g al giorno), attaccandola a lungo e utilizzando integratori(ho provato il GALATTOPLUS, PIULATTE e LACTOGAL), tisane (ANICE, FINOCCHIO e GALEGA)e anche il domperidone, ma senza risultati. Continuo a leggere che in teoria ogni mamma dovrebbe riuscire a produrre una quantità di latte sufficiente per il proprio piccolo…ma per me c’è speranza? Oppure mi devo accontentare del fatto che comunque cresce bene e continuare così?
Galattoplus, piùlatte e lactogal non sono le misure giuste (ha letto le FAQ di Galattogoghi?), come pure le tisane … Il domperidone – unico farmaco di provata efficacia – poi funziona solo nei casi di prolattinemia bassa. E’ solo il completo drenaggio della mammella che “fa” latte, e se una bimba non lo fa lo dovrebbe fare un tiralatte. Mai e poi mai si fa piangere per fame una bambina: le aggiunte di latte artificiale vanno modulate con saggezza mentre si lavora all’aumento della produzione di latte materno, che alla fine sostituisce completamente l’artificiale.

Ho una bimba di 2 mesi che alla nascita pesava 2,7kg. Col calo è arrivata a 2,5kg per cui nei primi gg, in assenza del mio latte, è stato necessario nutrirla con latte artificiale. In sesta giornata è arrivata la montata e di lì a un paio di gg l’allattamento al seno è diventato esclusivo. Purtoppo però a dodici gg la bimba è stata ricoverata per un’infezione, mangiava pochissimo e quel poco lo vomitava. A due settimane di distanza l’infezione ha recidivato, con relativo scarso appetito. Ho sopperito con il tiralatte, il latte è rimasto abbondante e la bimba in due mesi, nonostante tutto, è cresciuta 2 kg. Dopo la 2a infezione però a me sono tornate perdite ematiche che durano circa 2-3 gg che si ripetono ogni 2 settimane circa. La prima volta in corrispndenza di ciò il latte si è ridotto moltissimo, per tornare nel giro di 48h. Successivamente si è verificato un episodio di agalattia improvvisa:una mattina avevo nausea, mal di testa, ero ipotesa e debole, e neanche una goccia di latte nel seno. E’ ritornato dopo 2 gg di ansia, integratori e riposo. Andava tutto bene, il seno era pieno, finchè un giorno, di nuovo, nonostante gli integratori e il riposo, di punto in bianco il latte come era venuto é andato.Solo in due occasioni sono stata costretta a dare l’aggiunta di latte artificale, ma questo tira e molla mi sfianca psicologicamente e ora sono al limite: sembra proprio che il latte non basti fin dal mattino. Il medico dice che nel mio caso attaccare troppo spesso a bimba è controproducente, perchè sono arrivata ad una sorta di esaurimento di risorse che si risolverà a patto di non pretendere troppo dal mio fisico. Ma, visto che anche con gli integratori ciclicamente la cosa si ripete,non è possibile che ci sia un problema ormonale a monte? E sarà risolvibile? Ci tengo perchè la piccola sta benissimo, è molto tranquilla, dorme come un angioletto e finora non ha avuto una colica…
Il fisico di una donna è programmato per fornire nutrimento alla prole sin dalla nascita e per molti mesi a seguire. Le maggiori richieste energetiche sono biologicamente attese, perciò non sono d’accordo con l’ipotesi dell’esaurimento delle risorse(???). Piuttosto dalla sua storia vedo che sono venute a mancare l’intensa e frequente stimolazione del seno nelle prime sei settimane postparto(latte artificiale nei primi due gg; suzione debole della bimba prima del ricovero; possibile ritardo oltre le 2 ore della prima poppata?) necessarie alla cosiddetta calibrazione mammaria. Tale ipostimolazione è alla base della relativa erogazione ‘a singhiozzo’ del suo latte. Gli integratori poi, a parte i galattogoghi menzionati nelle FAQ, sono un imbroglio… Continui ad avere fiducia in se stessa, si tenga la bimba nel lettone per consentirle di poppare *se* lo richiede (e questo accade proprio per *proteggere* la disponibilità di latte materno), mantenendo così l”elasticità’ del seno ed evitando attacchi di ‘prosciugamento’.

Ho una bimba di 3 mesi e 8 giorni che allatto esclusivamente al seno (peso alla nascita 3,200 Kg e peso attuale 5,800 Kg). Ho notato una diminuzione del latte nelle ultime settimane e ho quindi provato ad utilizzare lactogal, piùlatte e nursing senza ottenere grossi risultati. Allatto la bambina ogni volta che lo richiede (quindi spesso durante la giornata e due volte durante la notte). Ho chiesto alla mia ginecologa un suo parere sull’utilizzo del peridon per aumentare la produzione di latte ma mi ha categoricamente sconsigliato l’utilizzo di tale farmaco senza però darmi motivazioni precise. Mi chiedo quindi come mai alcuni medici lo consigliano e altri lo rifiutano assolutamente. Può effettivamente essere pericoloso per il neonato? Inoltre può essere venduto in farmacia senza prescrizione medica?
Vediamo di fare un pò di chiarezza. 1. la diminuzione del latte ha significato negativo solo se si accompagna alla riduzione della crescita: se la bambina continua a seguire più o meno la sua curva di crescita (OMS) allora la diminuzione è solo apparente 2. lactogal, nursing e più latte sino miscele di erbe ritenute favorevoli alla produzione di latte su base della tradizione e delle consuetudini, e/o addizionati di principi (silimarina) la cui efficacia è stata ipotizzata solo in studi su … vacche da latte. In breve sono delle perdite di tempo (e guarda un pò, di denaro) o dei veri e propri imbrogli – una delle ditte è stata più volte multata dalla AGCM (Agenzia Garante per la Concorrenza e il Mercato, vv dettagli nel libro Allattare.net) per pubblicità ingannevole. I ginecologi come altri medici non sono (ancora)informati adeguatamente sull’uso, effetti, maneggevolezza e indicazioni del domperidone, che in casi speciali e selezionati è efficace. Naturalmente si devono bilanciare i potenziali rischi che OGNI farmaco comporta (anche la più banale aspirina) con i benefici attesi. Nella esperienza delle letteratura non ci sono effetti nocivi per il lattante, alle dosi e protocolli consigliati dalle linee-guida (ben note alle Consulenti Professionali IBCLC) e sì, dato che si tratta di un farmaco, deve essere venduto in farmacia e su prescrizione.

Ho una storia di allattamento piuttosto fallimentare. Mia figlia ha tre mesi e prende l’aggiunta dal suo quinto giorno di vita. Il mio latte è sempre stato pochissimo (a tutt’oggi riesco a estrarne solo 30g) e nonostante i miei sforzi non è aumentato. Ho letto che l’ipolattia può dipendere, in rari casi, da fattori ormonali. Vorrei sapere quali esami dovrei fare per verificare se la mia situazione dipende appunto da problemi ormonali. Ho letto inoltre che il fieno greco è considerato un buon galattogogo, ho comprato la tintura madre e vorrei sapere in che quantità assumerne. Mi può infine indicare quali altri galattogoghi potrei utilizzare.
La cosiddetta ipogalattia – termone inventato dagli operatori di marketing dei sostituti di latte materno – non esiste nei testi di lattazione/ allattamento materno di nessuna parte del mondo. Quello che esiste è il *poco latte* causato comunemente da:

  • primo attacco del neonato al seno ritardato (anche già oltre le due ore)
  • assenza di rooming-in
  • assenza di esperienza della madre (prima gravidanza)
  • taglio cesareo
  • mancato aiuto competente nei primi giorni
  • aggiunte di latte artificiale intempestive, esagerate e con uso di biberon nei primi giorni

Una spiegazione più esauriente circa le cause rare di poco latte la potrà leggere nel libro Allattare.net Ragion per cui se lei volesse lei potrebbe, con l’aiuto di una Consulente IBCLC questa volta, tentare un *riallattamento* (vv FAQ Sfide materne), che prevede l’uso sapiente e ragionato di galattogoghi (vv FAQ) DOPO aver messo in atto tutti i passi propedeutici (e aver escluso le rarissime condizioni ormonali di poco latte). Buon lavoro!

Allatto il mio bambino di 3 mesi e mezzo esclusivamente al seno, e devo dire che cresce a meraviglia. Ultimamente, alcuni giorni sento il mio seno più vuoto ed effettivamente il bambino prova ad attaccarsi ma si mette a piangere. Ho pensato che questa diminuita produzione di latte sia dovuta allo stress (ho anche una bimba di 2 anni), al fatto che spesso la notte va in bianco. Esistono alimenti che possono favorire la produzione di latte? C’è altrimenti qualcosa che posso fare?
Non esistono alimenti con cui aumentare la produzione di latte – e meno male, perchè questa deve essere completamente sganciata da una cosa fluttuante come il cibo (oggi c’è, domani chissà). A lei occorre organizzare il sostegno intorno a sè: marito/amici/parenti/conoscenti la devono aiutare con la bimba più grande (anche considerando che una differenza di 17 mesi *non* è quella raccomandata/raccomandabile).Qualche giorno di riposo la rimetteranno in sesto – la natura è miracolosa, ma va aiutata …