Riallattamento

 Il mio bambino ha un anno e mezzo. E’ tre settimane che non lo allatto e ora volglio assolutamente riprendere l’allattamento perchè l’interruzione è stata un grande errore di cui stiamo soffrendo entrambi ma sopratutto il bimbo. Ho provato a riattaccarlo ma sento proprio ciucciare a vuoto con dolore e non so cosa posso fare per farmi tornare il latte, farmaci? ciucciare comunque anche se sento proprio che non c’è? il dolore lo sopporto se serve a farlo tornare?
Riallattare è un fenomeno *fisiologico*, attivabile a 3 mesi come a 18: basta che il bambino lo desideri, sia cioè ancora attratto dal seno, come nel suo caso. E’ la suzione frequente di un bambino (o di un tiralatte: può provare a usarlo) che stimola la produzione di latte, persino in donne che non hanno partorito.
Il dolore (della suzione a vuoto) a mio avviso però non dovrebbe far parte della relazione d’allattamento. Ma proprio perchè lei semba disposta a passarci sopra io mi trovo davanti a una situazione che oltrepassa i limiti di una semplice risposta per email: occorre un incontro di Consulenza vero e proprio con una Consulente IBCLC .

 Si trova da qualche parte ancora balie? non potendo allattare vorrei sapere se si trova una balia.
Che io sappia non esiste un’organizzazione ufficiale di “balie”. Tenga presente che, salvo alcune eccezioni, la balia svezzava precocemente dal seno il proprio piccolo per offrirsi sul mercato. Non credo che oggi sia più accettabile una situazione del genere.

 Ho un bimbo di 15 giorni nato con cianosi 15 gg prima del termine e per 2 giorni non ho potuto attaccarlo al seno. Lo hanno nutrito con latte artificiale mezzo biberon e nonostante abbia passato 6 gg in ospedale non hanno insistito molto con l’allattamento al seno, tant’è che mio figlio non si è mai attaccato nonostante io provassi prima di ogni pasto.
Tornati a casa ho noleggiato un tiralatte elettrico e fino a ieri ho tirato ogni 3/4 ore notte esclusa il necessario per la sua pappa, circa 60-70 cc di latte per seno.
Solo che da ieri pomeriggio non riesco a togliermi più di 25 per seno per pasto, significa che stò perdendo il latte??
Sono un pò preoccupata perchè in ospedale mi hanno detto che devo integrare con l’artificiale, l’ostetrica dell’asl mi ha invece detto di insistere con il tiralatte perchè il piccolo deve crescere e sviluppare la lingua, un’altra mi ha detto che devo aspettare che il bimbo raggiunga i 2 kg e 900 per attaccarlo..
Premetto che lo attacco al seno e in questi 15 gg si è attaccato solo 3 volte e per 2 ha mangiato circa 20 cc.Sono molto confusa e triste perchè io ce la stò mettendo tutta ma lui non ne vuole sapere del mio seno…vorrei che facesse come tutti i bimbi che ho visto in ospedale appena nati e subito attaccati al seno..e invece è una lotta quotidiana per mangiare…

Per riportare un bambino al seno occorre l’aiuto di una Consulente IBCLC (le nozioni sono cmq espresse nelle FAQ di Come allattare, Rifiuto del Seno ecc). E’ vero, se insiste con il tiralatte in maniera saggia(anche qui vv le FAQ) il latte aumenterà. Non esiste alcun limite di peso del bambino prima del quale non può essere portato al seno: nei centri di terapia intensiva in cui l’allattamento è curato il bambino viene portato al seno anche se pesa solo 1 kg, per ambientarsi e succhiare qualche goccia, mentre il resto dell’alimentazione viene affidato a un sondino che gli fornisce latte di mamma spremuto :-)

 HO UN BAMBINO DI 2 MESI CHE ALLATTO SIA AL SENO CHE ARTIFICIALMENTE,QUANDO E’NATO ALL’OSPEDALE OGNI VOLTA CHE FINIVO DI ALLATTARLO MI PORTAVANO L’AGGIUNTA,COSI’ HO CONTINUATO CON QUESTO METODO SINO AD OGGI;SOLO CHE PIANO PIANO HO L’IMPRESSIONE CHE,NONOSTANTE IL LATTE CI SIA, IL MIO BAMBINO NON SIA SODDISFATTO.QUANDO LO ATTACCO AL SENO SI AGITA,SI LAMENTA ED EMMETTE PARECCHIA ARIA,COSI’ QUANDO MI STANCO DI INSISTERE E PASSO AL BIBERON,SUCCHIA TRANQUILLO ANCHE 90 GR…MI PIACEREBBE ALLATTARLO ESCLUSIVAMENTE AL SENO…MA,COME POSSO FARE?
Il percorso (perchè di questo si tratta) è quello del ri-allattamento. Infatti il seno si sta piano piano tarando su di una richiesta sempre minore di latte, dato che il bambino si sazia con le (impercettibilmente crescenti) aggiunte di latte artificiale. Con l’uso del bibe inoltre il bambino non ha mai bene imparato a ‘drenare’ latte dal seno nel modo corretto cioè utilizzando la muscolatura apposita (vv libro Allattare.net). Occorre perciò, e meglio ancora sotto la guida di un “coach” come la Consulente IBCLC:
– aumentare la disponibilità del latte materno, tirando il latte con un tiralatte elettrico dopo la poppata o appena possibile e per 6-8 volte/24 ore inizialmente
– dare sempre meno latte artificiale, sostituendolo con il latte materno spremuto
– dare questa aggiunta con metodi alternativi al bibe (Soft-Cup , tazzina, siringa al dito, Sistema di Allattamento Supplementare: quello che meglio funziona per lei)                                         – far re innamorare il bambino del seno, praticando il contatto pelle-pelle tutte le volte che è possibile, perché impari a ‘cacciare il cibo’ nel territorio di caccia originario e non aspettarlo passivamente come l’animale di uno zoo.

 Il mio bimbo (nato di 3.8 kg, 20 giorni fa) è stato da subito attaccato al seno e, nonostante io avessi fatto un cesareo, abbiamo visto che tirava bene il colostro. Ero così contenta! però c’è stato un calo fisiologico troppo notevole (- 400 g in 72 ore) per cui mi han fatto iniziare con molto allarmismo, a farlo attaccare sempre al seno ogni 3 ore, e subito dopo il seno a dargli l’aggiunta di 60 ml di latte artificiale!
Lui così è sereno, mi sembra stia bene, cresce di misura come dice il pediatra, ed io di latte ne produco perché sento che ciuccia bene e mi esce.
Però vorrei arrivare all’allattamento esclusivo! e ci provo, ma lui dopo si cerca le manine, apre la bocca e sembra che mi chieda l’aggiunta!
Secondo lei, sono ancora in tempo? come posso comportarmi? l’aggiunta, se la elimino, lo farà calare di peso?
Il pediatra dice di non fissarmi solo con il seno, ma io ci vorrei provare, per me e per lui, ma senza far danno al mio bimbo.

Il riallattamento di un bambino che si è abituato a non tirare adeguatamente dalla nascita (per questo è calato così tanto) comporta che:
– sia fatta una valutazione della posizione e attacco del neonato al seno. Troppe volte vedo attacchi inadeguati che erano stati giudicati ‘buoni’
– si attacchi il bambino tante volte di giorno e di notte, meglio se  ‘pelle-a-pelle'(dalle 8 alle 12 volte)
– si dia al piccolo una giunta di latte materno spremuto (vv FAQ Spremitura manuale e Tiralatte) al posto del latte artificiale
– si dia il latte tirato *preferibilmente* con dispositivi alternativi al bibe (tazzina, bicchierino, Soft-Cup).
Deve inoltre circondarsi di persone che la incoraggino e di professionisti che la guidino con atteggiamento positivo ( se l’allattamento fosse competenza maschile, ben vedremmo come sarebbero ‘fissati’ gli uomini in proposito!).

 Ho un bimbo di un mese. Dopo una decina di giorni di allattamento esclusivo al seno il bimbo non è cresciuto per niente e il pediatra mi ha dato l’integrazione di latte artificiale. Ho comunque continuato a tirarmi il latte e a darlo al bimbo col biberon perchè nel frattempo lui si è impigrito e non tira più. Adesso che sono più serena e continuo posso aumentare la produzione di latte ed eliminare l’integrazione di latte artificiale? come? esiste un metodo preciso da seguire?
Il metodo c’è ed è quello di allattare e allattare in continuazione il piccolo,notte e giorno, tenendolo in contatto pelle-a-pelle; contemporaneamente è meglio sostituire il bibe (verificandolo col bambino) con il Soft-Cup (Medela) che è uno speciale biberon a cucchiaino che lascia al bambino la voglia di succhiare. Con il riemergere di questa voglia sarà il bambino ad attaccarsi sempre più volte e sempre più a lungo, lasciando prima il latte artificiale e evitando a lei poi di tirare il latte. E’ meglio se in questo percorso si circonda di professionisti e persone in genere amiche dell’allattamento: dato che si troverà a camminare ‘in salita’, c’è bisogno di molto tifo!

 Ho un bimbo di quasi 4 mesi. Alla nascita pesava g 2870 e non riusciva ad attaccarsi al seno. Sono rimasta 5 gg all’ospedale durante i quali al bambino è stato dato latte artificiale (aveva perso più del 10% del peso che aveva alla nascita). Al momento della dimissione il bambino aveva imparato anche ad attaccarsi al seno. Arrivata a casa però, è stato subito palese che al bambino il mio latte non bastava in quanto poco dopo aver poppato aveva fame.. Pertanto ho sempre ricorso all’aggiunta di latte artificiale ma adesso il mio latte è talmente poco (quasi non ne ho più) che mi chiedo se c’è un modo per farlo tornare ed eliminare l’aggiunta o se mi debba rassegnare al latte artificiale. Premetto che la pediatra mi ha consigliato l’uso di piùlatte della milte ed ho incominciato a prenderlo a 20 gg dal parto senza grandi successi.
La cosiddetta ‘calibrazione’della produzione di latte in conformità alle esigenze nutrizionali dei lattanti si verifica normalmente prima dei 4 mesi, cioè a 4-6 settimane. E’ allora che si può aumentare facilmente la disponibilità di latte tramite:
– poppate frequenti diurne (e notturne) con buon attacco/posizione al seno
– graduale diminuzione della giunta (togliendo ad es 10 ml al giorno)
– eventuale estrazione di latte (fra le poppate o a fine poppata se questa è inefficace) con spremitura manuale o un tiralatte adeguato
– somministrazione della giunta con mezzo diverso dal biberon (vv Mezzi Alternativi), dato che questo vizia la suzione naturale dei piccoli
– eventuale somministrazione di Galattogogo efficace (vv FAQ GAlattogoghi),  non milte o piulatte che non hanno prove di efficacia scientifica per essere raccomandato (se è
ancora in vendita non chieda a me perché).
Tutto queste carte possono essere meglio giocate con il sostegno personalizzato di una Consulente IBCLC.
Se farlo adesso e con che probabilità di successo, dipende molto da quant’è la giunta e da quanto ‘lavoro’ sia lei sia il bambino siete disposti a sobbarcarvi.

Ho una bimba di tre mesi, l’ho allattata il primo mese poi non scendeva più una goccia di latte. Che tristezza! Allora sono passata al latte in polvere con grande dolore, attaccandola ogni tanto al seno. Da un po’ di tempo non l’attacco più perché non c’è più una goccia. Ho saputo che è possibile riavviare l’allattamento. Cosa devo fare?

Il riallattamento è un processo possibile se è vero che esiste anche l’induzione della lattazione, cioè l’allattamento in una donna che non ha partorito, il cui esempio comune è quello della madre adottiva. Entrambe le pratiche sono comuni nei paesi dove allattare è culturalmente accettato come insito nelle competenze di tutte le donne (ad es. in Brasile). La molla scatenante la produzione di latte è il contatto con il seno e la stimolazione del capezzolo. Nel suo caso bisogna:
1) riportare la frequentazione della “zona seno” alla normalità, facendo il contatto “pelle-a-pelle”, di giorno e più ancora di notte. La bambina deve essere scoperta dalla vita in su ed essere portata “indosso”
2) attaccare la bimba al seno regolarmente e frequentemente: almeno 6-8 volte in 24 ore
3) se la bimba non si attacca o si attacca brevemente, integrare la stimolazione delle mammelle con un tiralatte e/o con la spremitura manuale e poi dare questo latte come nel punto 4
4) eliminare l’uso di biberon e ciucci, che agiscono come diaframmi fra bambina e seno, ma dare il latte con: sondino al dito; tazzina o SoftCup®
5) lavorare gradualmente ma coerentemente alla riduzione del latte artificiale (ad es. 10 g a poppata al giorno).
I punti 1 e 2 possono attuarsi in contemporanea con il Sistema di Allattamento Supplementare (Medela®). Esso consiste in un flacone di plastica che si riempie di latte da cui partono dei sondini di silicone che si assicurano ai capezzoli. Il bambino, che però si deve attaccare al seno correttamente, può quindi prendere l’aggiunta di latte, artificiale inizialmente e latte materno spremuto successivamente, direttamente al seno. La tempistica della produzione di latte varia da caso a caso ed è funzione della insistenza della mamma e da quanto viene sostenuta a livello familiare e professionale. Nei paesi in via di sviluppo il ritorno completo al seno (o la induzione della lattazione) danno risultati positivi quasi al 100%. Da noi la percentuale è più bassa, segno che la presenza dei sostituti del latte materno costituisce una possibilità di appiglio troppo allettante per potervi rinunciare. In taluni casi la Consulente suggerisce la somministrazione di galattogoghi (vedi FAQ).

 Sono mamma di un bambino che inizialmente ha avuto molti problemi ad attaccarsi al seno. Da circa 7 gg sono passata al latte artificiale (non aveva preso peso per 5 gg di seguito, usciti dall’ospedale); adesso che ha recuperato peso, posso pensare di non offrirgli biberon per 1 giorno e attaccarlo al seno per riattivare il latte materno (sono passati ca. 7 gg in cui lo attacco poco e prende solo 10 g per poppata per 7 poppate al giorno)? Il latte materno può tornare anche dopo 7 gg di scarsità eccessiva?
Il latte materno può tornare anche a distanza di mesi. Il punto è che le mammelle non sono state *rodate* per produrre il fabbisogno di latte di un bambino di circa due settimane; lei si trova davanti un bambino di questa età con un seno che è rimasto “indietro” di una settimana come offerta di latte. Perciò dovrebbe:
1. curare attacco e posizione
2. tirasi il latte con un tiralatte (e darlo al piccolo *preferibilmente*con tazzina; tazzina o Soft Cup ®; sondino al dito)
3. diminuire gradualmente ma decisamente il latte artificiale.

 Il mio bimbo ha quasi sei mesi e fino ad un mese fa l’ho allattato al seno, un po’ tra alti e bassi, ma con tanta soddisfazione perché è cresciuto bene. Purtroppo sono stata ricoverata per una polmonite e da un giorno all’altro il piccolino ha dovuto cominciare con il latte artificiale. La mia malattia si è protratta per tre settimane e siccome il bimbo ha accettato bene il nuovo latte (e il mio piano piano è scomparso), ho deciso un po’ a malincuore di smettere di allattare. E’ stato difficile a livello psicologico, perché pur non essendo una “stacanovista” del latte al seno, volevo calare gradualmente in vista del rientro al lavoro e soprattutto volevo che fosse una mia scelta. Ho avuto per qualche giorno il magone… però ho la fortuna di avere un bimbo che accetta di buon grado i cambiamenti, che adora la frutta frullata e sembra apprezzare anche la prima pappa. In fondo in fondo però mi è rimasto un po’ di senso di colpa… mi può dare un suo giudizio? Forse avrei dovuto tirare molte volte il latte per mantenerlo, ma l’ho fatto solo una volta al giorno e il latte è quasi scomparso mentre ero ancora ricoverata… Leggendo tutte le documentazioni sull’allattamento al seno mi sento un po’ come se non avessi fatto il mio dovere, Lei cosa ne pensa?
Il ricovero per polmonite ha rappresentato un ostacolo per l’allattamento al seno che qualcun altro avrebbe dovuto aiutarla a superare, visto che lei era già abbastanza impegnata a combattere con la malattia. Il sistema ospedaliero avrebbe dovuto incoraggiarla e caso mai intervenire regolarmente con un tiralatte elettrico, così come interveniva con l’antibiotico da mettere in flebo. Noi donne siamo portate ad assumerci la responsabilità della salute dei nostri cari e di un po’ tutto ciò che va storto con essi. Ma se ci pensa è un atto di orgoglio da un lato e una valutazione non oggettiva dall’altro: non è che lei non abbia fatto il suo dovere, semplicemente non è stata aiutata a sufficienza. E’ paradossale che proprio per non essere stata stacanovista, quindi assolutamente normale e neutrale, lei abbia patito un torto: la sua storia evidenzia che per ottenere il “normale” cioè allattare “normalmente”, una donna deve lottare con le unghie e con i denti. Ora a prescindere da quanto tempo sia passato la lattazione può essere ripristinata. Allattando spesso il piccolo portandoselo a letto di notte; diminuendo gradualmente la quota di latte artificiale; spremendosi il seno regolarmente ogni 3-4 ore di giorno .

 Ho una bimba di quasi due mesi che ho allattato al seno per 25 giorni. A causa della mia fragilità psicologica (e stupidità) mi sono fatta convincere ad allattare artificialmente e ne sono pentita. Ho continuato ad attaccare la bimba più volte al giorno e ogni tanto riesco a tirarmi 50-60 ml di latte, prevalentemente al mattino. E’ possibile, insistendo, riattivare l’allattamento esclusivo al seno o devo abbandonare le speranze?
È del tutto possibile, insistendo, riattivare l’allattamento esclusivo al seno. Questo comporta determinazione (e mi sembra che non le manchi), disponibilità da parte della bambina (da verificare), ma soprattutto un piano d’azione ben congegnato con un congruo numero di sedute al tiralatte prima e poppate dopo. Intanto il primo passo è quello di aumentare la produzione di latte, usando un tiralatte professionale (a nolo) con doppio attacco e farlo almeno 8 volte/24 ore (ad es. ogni 2 ore di giorno e 4 di notte). Con l’aiuto di una Consulente Professionale IBCLC si potrà poi personalizzare il numero di sedute, in base a quanto latte ottiene giornalmente e quanto ogni mamma vuole e può arrivare.