Frequenza

 Il mio terzo bimbo ha 3 mesi e 5 giorni, pesava 6 kg abbondanti la scorsa settimana. Il primo mese ha preso 1,8 kg e il secondo 1,2 kg solo con il mio latte. Fa 6 poppate durante le 24 h, la notte lo devo svegliare io poichè fa pause molto lunghe (anche 7 ore) e il seno mi fa male. Ora di giorno la durata della poppata è molto diminuita: prima durava mezz’ora circa ogni 3 ore, adesso dura al massimo 15 minuti; volevo sapere se lo devo attaccare al seno più spesso visto che prenderà una minore quantità di latte ogni poppata.

Sono i bambini che regolano l’andamento della ‘vettura’. Se però la ‘vettura’ soffre, allora è indicato chiedere aiuto al conducente :”Vuoi, per piacere, poppare un pò di più così il seno smette di dolermi visto che probabilmente gli serve ancora tempo per mettersi in pari con le tue reali – e ridotte – esigenze?”

 L. ha due mesi e 15 giorni pesa 6 kili lo all’atto esclusivamente al seno. Si attacca bene ma frequentemente, a me sembra che voglia il seno anche per dormire perché’ dopo circa 1 ora e mezza piange e cerca il seno per poi addormentarsi attaccato. Dopodiche’ dorme per poco e quando si sveglia si vuole riattaccare. Volevo sapere se devo assecondarlo ogni volta oppure proporgli il ciuccio per dormire.Con il primo figlio ho abbandonato l’allattamento perché soprattutto alla sera era sempre attaccato al seno e se tentavo di staccarlo urlava ed io non capivo se aveva fame, mal di pancia o altro. Aiutatemi non vorrei arrendermi anche questa volta.

L’allattamento è un processo unico e irripetibile, diverso da donna a donna e da bambino a bambino, pur nella generalità dei principi fisiologici che lo governano. Quello che voglio dire è che se *il suo bambino* fa così è perchè questo è il miglior modo che lui ha di fare nel contesto in cui si trova, cioè con ‘quel’ seno, ‘quel’ latte ecc. E quindi va assecondato ANCHE se talora è pesante, ANCHE se gli altri non fanno così, ANCHE se piovono consigli e critiche da tutte le parti. Probabilmente si tratta di un bambino ad alto bisogno di contatto (come il suo primo), probabilmente ha bisogno di sentirsi in una fascia (se a lei piace), probabilmente rallenterà i ritmi nel tempo . Probabilmente questo è un caso per cui la mamma trova grande giovamento nel farsi seguire da una Consulente Professionale IBCLC.

 B. è nato a 36+4 settimane, peso 2,900 Kg. Allattato esclusivamente al seno, oggi, a 41 giorni, pesa 4,360 Kg.Fino a circa tre giorni addietro io e lui eravamo riusciti ad ottenere una certa regolarità nelle poppate: richiedeva il seno ogni 2 ore circa. Anche la notte si svegliava con una certa regolarità, poppava e poi, una volta riaddormentasosi sul seno, lo riponevo nella culla accanto al lettone. Da tre giorni tutto sembra essere cambiato. E’ nervosissimo, vuole stare sempre attaccato al seno(e quando dico sempre significa letteralmente SEMPRE), sempre e solo in braccio alla mamma. Non riesco più a posarlo nella cesta nè di giorno nè di notte, perchè urla e strepita. Anche se lo poso addormentato nel cestone, dopo dieci minuti si sveglia e vuol essere preso in braccio ed attaccato al seno. Sembra avere una fame divorante e voler solo IL seno della mamma, per mangiare e per dormici su. E’ normale? Sarà un momento passeggero? Ritornerà ad avere un certo ritmo, o devo pensare che sarà sempre così d’ora in poi?

E’ normale :-) Il bambino ha voglia di ancora più contatto, anche se poppa già frequentemente. Dai dati di una (seria)ricerca australiana pubblicata nel 2006 il numero di poppate nei primi sei mesi oscilla normalmente da 6 a 18 (lo può leggere su Allattare.net). Un trucco efficace adottato dalle mamme che allattano con successo è di tenere il piccolo accanto a sè nel letto la notte.

 Il mio bimbo ha 2 mesi,quanto latte dovrebbe assumere durante il giorno?Il fatto che cresca 1 kg al mese nonostante alla sera io abbia i seni sgonfi e lui vuole stare sempre attaccato mi può far stare tranquilla?

La produzione di latte giusta per la crescita varia da 500 a 1000 ml al giorno, in media. Ogni bambino determina quello che è giusto per sè, facendo più o meno poppate. Quando si arriva all’equilibrio fra domanda del bambino e offerta dei seni, questi appaiono … sgonfi. Può perciò stare tranquilla (legga bene le Basi e, per approfondire, il libro).

 La mia bimba ha 2 mesi e cresce bene (120 gr in 4 giorni) però si attacca sempre molto frequentemente di notte. Noto però che i miei seni sono diminuiti molto di volume e sono molto morbidi, se li spremo esce latte senza fatica però ho paura che stia andando via il latte. E’ normale che il seno si sgonfi? Ho perso praticamente una taglia (naturalmente ho una prima, subito dopo la montata si era stabilita una quarta ora una terza o giuù di lì).

L’ammorbidimento dei seni corrisponde al raggiungimento del perfetto equilibrio fra domanda e offerta, cioè la calibrazione mammaria, che si realizza usualmente dopo la 6a settimana. La natura prevede infatti che non ci sia alcun disagio o fastidio o pesantezza da parte di un’organo così ben inserito nella nostra struttura biologica a prescindere dalle fasi in cui si trova (riposo, inizio attività, attività a regime, riposo di nuovo).

 Fino a tre mesi ho allattata esclusivamente la bimba al seno poi la produzione del latte è diminuita anche perché la bimba si è regolata da sola su 4 poppate al giorno di circa 200 gr ogni 4 ore e la notte un sonno prolungato di circa 11 ore. Da un mese sto integrando con il latte artificiale ma non sono soddisfatta dal momento che, nonostante abbia assunto per 20gg GALEGA TM (20 gtt/3 volte al dì) ed ora, da 10 gg LACTOGAL (1cucchiaino da tè diluito in 1/2 bicchiere d’acqua/5 volte al dì), il mio latte non fa che diminuire.
Vorrei sapere se faccio male a pensare di riaccorciare la distanza tra una poppata e l’altra, magari arrivando a 5 poppate ogni 3 ore e conservando il sonno notturno prolungato o se invece sia meglio riabituare la bimba alla poppata notturna.
Aggiungo che, ovviamente, sono molto felice che la bimba dorma bene la notte ma sarei ancora più felice che ricominciasse a nutrirsi esclusivamente al seno.

La fisiologia comporta suzioni frequenti (8-12) nelle 24 ore, se vogliamo garantire al lattante una produzione adeguata di latte. Queste suzioni sono solitamente indicate dal bambino che, non subendo manipolazioni relative al distanziamento delle poppate (con succhiotti, tisane, passeggiate ecc) realizza così autonomamente il suo obiettivo di crescita (in coerenza con ciò, dormire tanto la notte è un’esigenza più nostra che dei bambini ). Poichè le tisane che assume sono solo di supporto a drenaggi *completi e frequenti* del seno (e neppure ci sono prove scientifiche della loro efficacia), non ci si può aspettare che magicamente risollevino la sua produzione di latte. E’ solo lei quindi che può decidere se la rende più felice allattare *affidandosi * alla richiesta della piccola e quindi più spesso e di notte, liberandosi totalmente dell’aggiunta di latte artificiale; o allattare solo una volta in più per mantenere cmq la continuità del sonno (e forse sempre con un’aggiunta di artificiale).

 Ho una bimba di 20 gg , pesa 3315 (nascita 3060) fa 5-6 pasti al giorno, gli ultimi due pasti serali sono più scarsi, sento i seni meno pieni (verificato con doppia pesata) e di notte dorme 7 ore. Cosa mi consiglia, la devo svegliare anche la notte ? Inoltre la bimba è un po’ pigra, temo non stimoli abbastanza il seno, cosa posso fare?
Sto pure assumendo il Lactogal fra una poppata e l’altre e un litro di tisana al finocchio al dì.

Sì, la svegli la notte – tenga presente che se i bambini stessero nel lettone accanto alla mamma – che è il loro ecosistema –  si sveglierebbero da sè. I prodotti che sta assumendo non sono basati su evidenze scientifiche e beva le tisane se le piacciono: quello che fa latte in realtà è il frequente, completo drenaggio dei seni. Che,tempo due giorni, sentirà più pieni.

 Ho partorito 13 gg fa con parto naturale un bimbo di 4,030 Kg. L’ho sempre allattato al seno arrivando la settimana scorsa a 4 poppate da circa 200 g l’una. Questa settimana però il latte ha iniziato a scarseggiare ed il piccolo svuota tutti e due i seni rimanendo comunque insoddisfatto. Ci tengo molto a continuare l’allattamento al seno e da ieri ho aumentato le poppate a 7 al fine di riattivare la produzione di latte. Oggi ho continuato ad attaccarlo al seno con poppate da circa 100 g l’una ogni volta che il bimbo voleva ma neanche così sembra che possa essere soddisfatto né che la produzione si riattivi. Premetto che non è mai stato un dormiglione durante il giorno quando invece la notte dorme tranquillo anche per 7/8 ore ma ora piange anche parecchio soprattutto nelle ultime poppate. Potete darmi un consiglio per fare in modo che il latte torni.

È successo che il seno, lavorando 4 volte al giorno, si è impigrito come un muscolo che lavora poco. Quando è arrivata la richiesta di maggior cibo, non aveva l’elasticità di offrire di più. La misurazione del latte (anche se cospicua) è stata perciò falsamente rassicurante, mentre l’aver aumentato il numero delle poppate è stato un passo nella giusta direzione. Vediamo però che 7 poppate da 100 ml non hanno egualmente soddisfatto il piccolo (non a caso si suggeriscono 8-12 poppate nelle 24 ore mediamente, nelle prime settimane di vita). Il nocciolo della questione è di focalizzarsi sulle sue esigenze e attaccarlo più volte, quante ne vuole , evitando di fare le doppie pesate. Dormire 7/8 ore può sembrare positivo a una neo-mamma, ma comporta un ridotto numero di poppate e quindi di dover fare i conti col pianto (= richiesta insistente) del piccolo verso sera. Insomma o lo tiene attaccato tante volte la sera per fargli fare “il pieno” o lo porta nel lettone di notte, dandogli l’occasione di girarsi verso il seno e servirsi in automatico. In ambo i modi il numero di poppate aumenta secondo la richiesta del bambino, e col giusto tempo (circa 48 ore) le mammelle si tareranno su una disponibilità di latte pari alle sue esigenze.

 Ho una bimba di 4 mesi nata a termine di gr 2450 e con calo fisiologico 2280. Allatto esclusivamene al seno e non uso ciuccio. La crescita è un po’ scarsa.
30/08 gr 4480
24/09 gr 4860
22/10 gr 5120.
Può dipendere dal valore nutrizionale del mio latte?
La bimba non piange per fame fa circa 6-7 pasti e 1 ancora la notte. L’allattamento è a richiesta e la tengo attaccata al seno il tempo che vuole.
Esame urine consigliato dal pediatra negativo. Il pediatra mi ha suggerito di introdurre un pasto di latte artificiale o la frutta con biscotto granulare.
Come sarebbe meglio fare? La bimba inoltre non è abituata al biberon.

Il latte poco nutriente non esiste. Esiste assai più concretamente il poco latte a causa di poche poppate (mamma più indaffarata? ripresa lavorativa? viaggio o trasloco? malattia? ecc) che, in una bambina che alla nascita era al 3° pct (vv curve OMS fra i Links), la stanno riportando verso questo stesso centile, dopo essersene discostata per un paio di mesi. Confido che nel suo caso ci sarà un netto miglioramento con poppate più frequenti di notte (se la porti a letto) e di giorno. In alternativa lei si potrebbe estrarre del latte (manualmente o con tiralatte) ed evitare così di far assumere *in prima istanza* (argh) alla piccola latte artificiale o la frutta e biscotto granulare (doppio argh). Se non vede miglioramenti in una settimana mi riscriva.

 Allattare mentre si stanno facendo antidolorifici dopo un parto cesareo fa male al neonato? Un neonato di 1 giorno è normale che dorma sempre? e che allatti dopo un cesareo ?
Un neonato di 24 ore può dormire quasi sempre e poppare tre volte; è assai probabile stia smaltendo gli effetti dell’analgesia. In tutto il mondo si allatta dopo un cesareo, sia in anestesia locale che generale: nel primo caso attaccando il bambino direttamente *in sala operatoria* e portando tutti e due così in stanza. Gli antidolorifici/anestetici rendono il neonato meno “attivo” nelle ore successive  – a meno che l’anestesita non sia amico dell’allattamento e non calibri *perfettamente* il dosaggio dei farmaci – ma passate le 24 ore, e stimolandolo, il lattante può e deve essere sollecitato a raggiungere il seno sempre più spesso.

In ospedale

 Sono una neomamma, un pò disperata, sono uscita ieri dal ospedale con mia piccola, 4 giorni in ospedale di cui 3 senza molta difficultà in attaccare la bimba, l’ultima notte invece mi è arrivata la montata di latte e la bimba non ha voluto piu prendere la tetta, piangeva molto e le infermiere mi hanno spiegato che per conta del arrivo del latte i miei capezzoli erano diventati duri e la bimba faceva piu fatica a tirare, quindi mi hanno dato in prestito un paracapezzoli e lì dopo molta fatica si è attacata.
Tornata a casa ho preso uno anche a me, ma non mi è servito a niente, non ho dormito tutta la notte con la bimba che piangeva, questa mattina mio marito è andato a prendere il latte in farmacia, e quando lei ha preso il biberon ho visto o quanto aveva fame, non so cosa fare voglio tanto allattare al seno, ma non sopporto vederla piangere, ho provato a fare le comprese di acqua calda e massaggi, il latte c’è ma lei non prende il petto, aiuto cosa posso fare???

Contatti immediatamente una Consulente (vv Consulenti o va sulla pagina Consulenti del sito AICPAM): poichè in ospedale la bambina probabilmente non è sempre stata vicino a lei a succhiare, il seno s’è ingorgato. Non l’hanno neanche aiutata a drenarlo e di conseguenza la piccola non ha saputo attaccarsi … Per ridurre l’ingorgo intanto alterni impacchi caldo umidi a quelli freddi, poi si tiri il latte manualmente o con tiralatte (vv FAQ Tiralatte e Link Spremitura manuale).

 Scrivo per mia sorella che ha 26 anni, appena partorito con taglio cesareo una bimba, al momento dell’allattamento dai due seni fuoriusciva liquido di colore scuro, premetto che in gravidanza ha sofferto di ragadi e non è stata molto attenta nella cura del seno, a mio avviso, comunque ora alla bimba le danno del latte artificiale perchè lei non lo può tirare. Ci sono delle cure? è normale la fuoriuscita di questo liquido? ho paura che la bimba che ora ha solo 4 gg si abitui con la bottiglietta e non preferisca più il seno.

Il colostro può assumere diversi colori – fino al nero, che indica la presenza di prodotti di degradazione dell’emoglobina (cioè sangue). Questo aspetto “brutto” si contrappone alla qualità “sempre buona” del colostro, che quindi non dovrebbe essere negato al neonato. Sua sorella perciò dovrebbe immediatamente cominciare a tirare il lette e contemporaneamente portare la bambina in posizione petto contro petto perchè non perda la familiarità col seno materno e l’istinto ad allattare, con più probabilità di successo se accompagnata da una Consulente IBCLC.

 Sono appena stata dimessa dall’ospedale dove, a seguito di un aborto interno, mi è stato praticato il raschiamento in day hospital.
Ho chiesto al ginecologo che mi ha dimessa come dovevo comportarmi per l’allattamento e mi ha risposto di aspettare 24-48 perchè passi l’anestesia (generale).

E perchè mai? le donne che partoriscono con cesareo e anestesia generale allattano subito…

 Quando aspettavo il mio primo bambino, nato nel febbraio del 2008,scelsi di donare il sangue cordonale.
Ora (2011) sono in attesa di una bimba, che nascerà il prossimo luglio e, avendo letto di recente che il taglio precoce del cordone ombelicale è, nel parto fisiologico, procedura invasiva e non giustificata, mi chiedevo se fosse fondata questa informazione e se, in caso positivo, possa pretendere dal personale che mi assisterà al parto che il clampaggio venga ritardato fino alla cessazione delle pulsazioni o all’espulsione della placenta.

Mi sembra una domanda più che sensata: questo approccio fa parte del “piano del parto” che è l’insieme di richieste che la mamma dovrebbe poter presentare all’ostetrica/punto nascita in cui intende partorire. Fra le altre cose la futura mamma specifica se intende o meno fare l’epidurale, l’episiotomia, la manovra di Cristeller, se avere il bambino subito appoggiato al seno prima ancora che riceva le gocce oculari e il bagnetto – come previsto dalle linee guida della Società Italiana di Neonatologia. Naturalmente deve trovare un punto nascita in cui questo tipo di dialogo, comune in molti paesi d’Europa e d’America, è previsto e condiviso. Che ci abbiano già lavorato su. Purtroppo non sono molti, ma cominciano anche da noi a essere sviluppati dei percorsi di rispettosa e dignitosa  accoglienza della donna che partorisce , come persona e non più come ‘paziente che deve subire’ le routine di un reparto senza avere voce in capitolo.

 Sono mamma di una bambina di sette settimane che alla nascita,dopo il calo fisiologico,pesava 2.750;ora ne pesa 4,con una media di crescita settimanale di 180g.Purtroppo la mia piccola ha avuto una sofferenza perinatale che ha comportato il ricovero in neonatologia nei primi quattro giorni di vita. Andavo regolarmente a provare ad attaccarla al seno ogni tre ore(orari del reparto),ma ovviamente la situazione non era ottimale, soprattutto psicologicamente.Poichè ho avuto la montata lattea in terza giornata le hanno dato latte materno preso dalla banca del latte ospedaliero tramite biberon.Così si è abituata a succhiare dal biberon. A casa,la situazione non è molto cambiata,sebbene io abbia provato in ogni modo a farla attaccare di più, sempre pronta alle sue richieste;succhia dal seno circa 30-40 grammi di latte,poi smette e vuole il biberon,che riempio sempre con il mio latte,precedentemente tirato col tiralatte.Ho provato a darle solo il seno per alcuni giorni,ma erano pianti continui per tirare solo pochi grammi ogni volta(quella settimana non è cresciuta quasi niente).
Crede che questo comportamento derivi dall’imprinting dei primi giorni,oppure da una sua difficoltà di suzione?

Sì, la bambina ha molto probabilmente avuto un imprinting negativo, di cui la difficoltà di suzione in realtà *fa parte*. Il suo modo di succhiare non può variare se non si mette in atto una strategia di riallattamento (vv FAQ di Riallattamento)con pari energie e competenza di quelle erogate per curare la sofferenza perinatale alla nascita. Nessuno è più preparato in questo compito di una Consulente IBCLC (clicchi Consulenti e vada anche sulla pagina Consulenti del sito AICPAM).

 Scrivo dalla provincia di Udine. Ho già una figlia di un anno e mezzo, allattata con successo fino a 12 mesi, però ho avuto dei problemi di ingorgo mammario e ragadi (con sanguinamento) i primi 10 giorni dalla sua nascita, risolti con continuo uso del mastosuttore e dei paracapezzoli. Ora attendo il secondo bambino e vorrei sapere se sia possibile prevenire, con qualche gesto o uso di creme, quei problemi.
La prevenzione delle ragadi risiede nella prevenzione dell’ingorgo. La prevenzione dell’ingorgo si realizza con la *non separazione* al parto del neonato dalla mamma – neanche per poche ore. Attaccandosi subito al seno infatti il bambino succhierà il latte che si produrrà man mano e non ristagnerà nel seno, facendolo oscillare fra ingorgo (eccesso di latte) e svuotamento (poco latte). Il gesto da fare quindi è quello della sua mano che tenga il bambino accanto a sè per le prime 24 ore. Le gocce oculari e la profilassi com vit K possono essere effettuate senza prelevare il bambino, e il bagnetto e il resto possono aspettare 24 ore. Sulle creme non ci sono dati di efficacia: si usano perchè fa piacere mettere qualcosa ‘su’ (in tal caso usare solo quelle a base di lanolina purificata). Presenti un ‘piano d’allattamento’al punto nascita e sia determinata – eviterà: ingorghi, ragadi, mastosuttore, sofferenza e tempo sprecato.

 Sono all’ottavo mese di gravidanza io mi chiedevo con un parto normale dopo quanto tempo posso allattare il mio bambino cioe il latte mi scende subito ? grazie
Il colostro c’è già prima del parto (fuoriesce solitamente ma non necessariamente dopo stimolazione del seno) e il bambino appena nato e messo sul seno della mamma è perfettamente in grado di succhiarlo (cerchi un punto nascita che garantisca questa fase importantissima); la montata lattea vera propria compare a 48 ore circa.

 Sono alla seconda gravidanza, durante la prima gravidanza ho cominciato qualche mese prima del parto a macchiare il reggiseno ora invece, sono alla 34-esima settimana e ancora nulla, la mia paura più grande è non riuscire ad allattare neanche il secondo, può essere indicativa questa mancanza di fuoriuscita di colostro prima del parto?
Non è ‘obbligatorio’ macchiare il reggiseno. Se non è riuscita ad allattare il primo, adesso deve cercare un luogo del parto dove non si separano i bambini alla nascita per essere messi al nido – la causa principale del poco latte; meglio ancora un BFH (Baby Friendly Hospital ).

  Ho scoperto qualche giorno dopo la nascita di mio figlio, ed in maniera molto dolorosa, di avere entrambi i capezzoli ciechi. Mi hanno detto, cioè, che i dotti mammari non arrivano fino al capezzolo, ma si fermano prima, quindi è come se i canali di fuoriuscita del latte si fermassero a metà strada. Mi può dare qualche indicazione maggiore, se e come è possibile risolvere il problema e come mi dovrei comportare in previsione di una futura gravidanza.
I capezzoli ciechi *non* esistono. Non ho mai visto una donna dal cui seno non uscisse almeno qualche goccia di colostro. Molto probabilmente lei non è stata aiutata ad attaccare precocemente il bambino al seno, che è la modalità prevista in natura per un attacco efficace e piacevole.

 Posso donare il mio latte (il mio bimbo ha 22 mesi) per un bimbo di una mia amica nato prematuro di 3-4 settimane, 2,700 kg, e separato dalla madre?

Tale pratica non è ufficialmente raccomandata: lei dovrebbe avere una cartella clinica impeccabile e la sua amica dovrebbe poterle dare un consenso scritto. Cosa succederebbe infatti in futuro se il bimbo ammalasse di una malattia virale attribuibile al latte materno?

 Sono in attesa del mio secondo figlio e dovendo subire nuovamente un cesareo vorrei sapere come comportarmi subito dopo l’intervento visto che del primo figlio mi hanno permesso di allattarlo solo l’indomani,dopo che ho sospeso gli antidolorifici(tramadolo).Questo mi ha dato un pò di problemi ad attaccarlo.Ci sono riuscita comunque,contro la volontà di tutti perchè lo desideravo sopra ogni cosa tanto da arrivare ad allattarlo fino a poco tempo fa(mio figlio ora ha 2 anni). Io vorrei allattarlo subito,sapendo però di non arrecargli danno.Cosa mi consiglia di fare?
Ma infatti non gli arrecherà alcun danno: gli antidolorifici che lei assumerà non sono controindicati in allattamento (neanche il tramadolo). Si assicuri che il punto nascita le garantisca l’attacco precoce del neonato – altrimenti cambi punto nascita. Visto che è un cesareo programmato scelga il luogo meno avverso all’avvio dell’allattamento.