Riallattamento

 Il mio bambino ha un anno e mezzo. E’ tre settimane che non lo allatto e ora volglio assolutamente riprendere l’allattamento perchè l’interruzione è stata un grande errore di cui stiamo soffrendo entrambi ma sopratutto il bimbo. Ho provato a riattaccarlo ma sento proprio ciucciare a vuoto con dolore e non so cosa posso fare per farmi tornare il latte, farmaci? ciucciare comunque anche se sento proprio che non c’è? il dolore lo sopporto se serve a farlo tornare?
Riallattare è un fenomeno *fisiologico*, attivabile a 3 mesi come a 18: basta che il bambino lo desideri, sia cioè ancora attratto dal seno, come nel suo caso. E’ la suzione frequente di un bambino (o di un tiralatte: può provare a usarlo) che stimola la produzione di latte, persino in donne che non hanno partorito.
Il dolore (della suzione a vuoto) a mio avviso però non dovrebbe far parte della relazione d’allattamento. Ma proprio perchè lei semba disposta a passarci sopra io mi trovo davanti a una situazione che oltrepassa i limiti di una semplice risposta per email: occorre un incontro di Consulenza vero e proprio con una Consulente IBCLC .

 Si trova da qualche parte ancora balie? non potendo allattare vorrei sapere se si trova una balia.
Che io sappia non esiste un’organizzazione ufficiale di “balie”. Tenga presente che, salvo alcune eccezioni, la balia svezzava precocemente dal seno il proprio piccolo per offrirsi sul mercato. Non credo che oggi sia più accettabile una situazione del genere.

 Ho un bimbo di 15 giorni nato con cianosi 15 gg prima del termine e per 2 giorni non ho potuto attaccarlo al seno. Lo hanno nutrito con latte artificiale mezzo biberon e nonostante abbia passato 6 gg in ospedale non hanno insistito molto con l’allattamento al seno, tant’è che mio figlio non si è mai attaccato nonostante io provassi prima di ogni pasto.
Tornati a casa ho noleggiato un tiralatte elettrico e fino a ieri ho tirato ogni 3/4 ore notte esclusa il necessario per la sua pappa, circa 60-70 cc di latte per seno.
Solo che da ieri pomeriggio non riesco a togliermi più di 25 per seno per pasto, significa che stò perdendo il latte??
Sono un pò preoccupata perchè in ospedale mi hanno detto che devo integrare con l’artificiale, l’ostetrica dell’asl mi ha invece detto di insistere con il tiralatte perchè il piccolo deve crescere e sviluppare la lingua, un’altra mi ha detto che devo aspettare che il bimbo raggiunga i 2 kg e 900 per attaccarlo..
Premetto che lo attacco al seno e in questi 15 gg si è attaccato solo 3 volte e per 2 ha mangiato circa 20 cc.Sono molto confusa e triste perchè io ce la stò mettendo tutta ma lui non ne vuole sapere del mio seno…vorrei che facesse come tutti i bimbi che ho visto in ospedale appena nati e subito attaccati al seno..e invece è una lotta quotidiana per mangiare…

Per riportare un bambino al seno occorre l’aiuto di una Consulente IBCLC (le nozioni sono cmq espresse nelle FAQ di Come allattare, Rifiuto del Seno ecc). E’ vero, se insiste con il tiralatte in maniera saggia(anche qui vv le FAQ) il latte aumenterà. Non esiste alcun limite di peso del bambino prima del quale non può essere portato al seno: nei centri di terapia intensiva in cui l’allattamento è curato il bambino viene portato al seno anche se pesa solo 1 kg, per ambientarsi e succhiare qualche goccia, mentre il resto dell’alimentazione viene affidato a un sondino che gli fornisce latte di mamma spremuto :-)

 HO UN BAMBINO DI 2 MESI CHE ALLATTO SIA AL SENO CHE ARTIFICIALMENTE,QUANDO E’NATO ALL’OSPEDALE OGNI VOLTA CHE FINIVO DI ALLATTARLO MI PORTAVANO L’AGGIUNTA,COSI’ HO CONTINUATO CON QUESTO METODO SINO AD OGGI;SOLO CHE PIANO PIANO HO L’IMPRESSIONE CHE,NONOSTANTE IL LATTE CI SIA, IL MIO BAMBINO NON SIA SODDISFATTO.QUANDO LO ATTACCO AL SENO SI AGITA,SI LAMENTA ED EMMETTE PARECCHIA ARIA,COSI’ QUANDO MI STANCO DI INSISTERE E PASSO AL BIBERON,SUCCHIA TRANQUILLO ANCHE 90 GR…MI PIACEREBBE ALLATTARLO ESCLUSIVAMENTE AL SENO…MA,COME POSSO FARE?
Il percorso (perchè di questo si tratta) è quello del ri-allattamento. Infatti il seno si sta piano piano tarando su di una richiesta sempre minore di latte, dato che il bambino si sazia con le (impercettibilmente crescenti) aggiunte di latte artificiale. Con l’uso del bibe inoltre il bambino non ha mai bene imparato a ‘drenare’ latte dal seno nel modo corretto cioè utilizzando la muscolatura apposita (vv libro Allattare.net). Occorre perciò, e meglio ancora sotto la guida di un “coach” come la Consulente IBCLC:
– aumentare la disponibilità del latte materno, tirando il latte con un tiralatte elettrico dopo la poppata o appena possibile e per 6-8 volte/24 ore inizialmente
– dare sempre meno latte artificiale, sostituendolo con il latte materno spremuto
– dare questa aggiunta con metodi alternativi al bibe (Soft-Cup , tazzina, siringa al dito, Sistema di Allattamento Supplementare: quello che meglio funziona per lei)                                         – far re innamorare il bambino del seno, praticando il contatto pelle-pelle tutte le volte che è possibile, perché impari a ‘cacciare il cibo’ nel territorio di caccia originario e non aspettarlo passivamente come l’animale di uno zoo.

 Il mio bimbo (nato di 3.8 kg, 20 giorni fa) è stato da subito attaccato al seno e, nonostante io avessi fatto un cesareo, abbiamo visto che tirava bene il colostro. Ero così contenta! però c’è stato un calo fisiologico troppo notevole (- 400 g in 72 ore) per cui mi han fatto iniziare con molto allarmismo, a farlo attaccare sempre al seno ogni 3 ore, e subito dopo il seno a dargli l’aggiunta di 60 ml di latte artificiale!
Lui così è sereno, mi sembra stia bene, cresce di misura come dice il pediatra, ed io di latte ne produco perché sento che ciuccia bene e mi esce.
Però vorrei arrivare all’allattamento esclusivo! e ci provo, ma lui dopo si cerca le manine, apre la bocca e sembra che mi chieda l’aggiunta!
Secondo lei, sono ancora in tempo? come posso comportarmi? l’aggiunta, se la elimino, lo farà calare di peso?
Il pediatra dice di non fissarmi solo con il seno, ma io ci vorrei provare, per me e per lui, ma senza far danno al mio bimbo.

Il riallattamento di un bambino che si è abituato a non tirare adeguatamente dalla nascita (per questo è calato così tanto) comporta che:
– sia fatta una valutazione della posizione e attacco del neonato al seno. Troppe volte vedo attacchi inadeguati che erano stati giudicati ‘buoni’
– si attacchi il bambino tante volte di giorno e di notte, meglio se  ‘pelle-a-pelle'(dalle 8 alle 12 volte)
– si dia al piccolo una giunta di latte materno spremuto (vv FAQ Spremitura manuale e Tiralatte) al posto del latte artificiale
– si dia il latte tirato *preferibilmente* con dispositivi alternativi al bibe (tazzina, bicchierino, Soft-Cup).
Deve inoltre circondarsi di persone che la incoraggino e di professionisti che la guidino con atteggiamento positivo ( se l’allattamento fosse competenza maschile, ben vedremmo come sarebbero ‘fissati’ gli uomini in proposito!).

 Ho un bimbo di un mese. Dopo una decina di giorni di allattamento esclusivo al seno il bimbo non è cresciuto per niente e il pediatra mi ha dato l’integrazione di latte artificiale. Ho comunque continuato a tirarmi il latte e a darlo al bimbo col biberon perchè nel frattempo lui si è impigrito e non tira più. Adesso che sono più serena e continuo posso aumentare la produzione di latte ed eliminare l’integrazione di latte artificiale? come? esiste un metodo preciso da seguire?
Il metodo c’è ed è quello di allattare e allattare in continuazione il piccolo,notte e giorno, tenendolo in contatto pelle-a-pelle; contemporaneamente è meglio sostituire il bibe (verificandolo col bambino) con il Soft-Cup (Medela) che è uno speciale biberon a cucchiaino che lascia al bambino la voglia di succhiare. Con il riemergere di questa voglia sarà il bambino ad attaccarsi sempre più volte e sempre più a lungo, lasciando prima il latte artificiale e evitando a lei poi di tirare il latte. E’ meglio se in questo percorso si circonda di professionisti e persone in genere amiche dell’allattamento: dato che si troverà a camminare ‘in salita’, c’è bisogno di molto tifo!

 Ho un bimbo di quasi 4 mesi. Alla nascita pesava g 2870 e non riusciva ad attaccarsi al seno. Sono rimasta 5 gg all’ospedale durante i quali al bambino è stato dato latte artificiale (aveva perso più del 10% del peso che aveva alla nascita). Al momento della dimissione il bambino aveva imparato anche ad attaccarsi al seno. Arrivata a casa però, è stato subito palese che al bambino il mio latte non bastava in quanto poco dopo aver poppato aveva fame.. Pertanto ho sempre ricorso all’aggiunta di latte artificiale ma adesso il mio latte è talmente poco (quasi non ne ho più) che mi chiedo se c’è un modo per farlo tornare ed eliminare l’aggiunta o se mi debba rassegnare al latte artificiale. Premetto che la pediatra mi ha consigliato l’uso di piùlatte della milte ed ho incominciato a prenderlo a 20 gg dal parto senza grandi successi.
La cosiddetta ‘calibrazione’della produzione di latte in conformità alle esigenze nutrizionali dei lattanti si verifica normalmente prima dei 4 mesi, cioè a 4-6 settimane. E’ allora che si può aumentare facilmente la disponibilità di latte tramite:
– poppate frequenti diurne (e notturne) con buon attacco/posizione al seno
– graduale diminuzione della giunta (togliendo ad es 10 ml al giorno)
– eventuale estrazione di latte (fra le poppate o a fine poppata se questa è inefficace) con spremitura manuale o un tiralatte adeguato
– somministrazione della giunta con mezzo diverso dal biberon (vv Mezzi Alternativi), dato che questo vizia la suzione naturale dei piccoli
– eventuale somministrazione di Galattogogo efficace (vv FAQ GAlattogoghi),  non milte o piulatte che non hanno prove di efficacia scientifica per essere raccomandato (se è
ancora in vendita non chieda a me perché).
Tutto queste carte possono essere meglio giocate con il sostegno personalizzato di una Consulente IBCLC.
Se farlo adesso e con che probabilità di successo, dipende molto da quant’è la giunta e da quanto ‘lavoro’ sia lei sia il bambino siete disposti a sobbarcarvi.

Ho una bimba di tre mesi, l’ho allattata il primo mese poi non scendeva più una goccia di latte. Che tristezza! Allora sono passata al latte in polvere con grande dolore, attaccandola ogni tanto al seno. Da un po’ di tempo non l’attacco più perché non c’è più una goccia. Ho saputo che è possibile riavviare l’allattamento. Cosa devo fare?

Il riallattamento è un processo possibile se è vero che esiste anche l’induzione della lattazione, cioè l’allattamento in una donna che non ha partorito, il cui esempio comune è quello della madre adottiva. Entrambe le pratiche sono comuni nei paesi dove allattare è culturalmente accettato come insito nelle competenze di tutte le donne (ad es. in Brasile). La molla scatenante la produzione di latte è il contatto con il seno e la stimolazione del capezzolo. Nel suo caso bisogna:
1) riportare la frequentazione della “zona seno” alla normalità, facendo il contatto “pelle-a-pelle”, di giorno e più ancora di notte. La bambina deve essere scoperta dalla vita in su ed essere portata “indosso”
2) attaccare la bimba al seno regolarmente e frequentemente: almeno 6-8 volte in 24 ore
3) se la bimba non si attacca o si attacca brevemente, integrare la stimolazione delle mammelle con un tiralatte e/o con la spremitura manuale e poi dare questo latte come nel punto 4
4) eliminare l’uso di biberon e ciucci, che agiscono come diaframmi fra bambina e seno, ma dare il latte con: sondino al dito; tazzina o SoftCup®
5) lavorare gradualmente ma coerentemente alla riduzione del latte artificiale (ad es. 10 g a poppata al giorno).
I punti 1 e 2 possono attuarsi in contemporanea con il Sistema di Allattamento Supplementare (Medela®). Esso consiste in un flacone di plastica che si riempie di latte da cui partono dei sondini di silicone che si assicurano ai capezzoli. Il bambino, che però si deve attaccare al seno correttamente, può quindi prendere l’aggiunta di latte, artificiale inizialmente e latte materno spremuto successivamente, direttamente al seno. La tempistica della produzione di latte varia da caso a caso ed è funzione della insistenza della mamma e da quanto viene sostenuta a livello familiare e professionale. Nei paesi in via di sviluppo il ritorno completo al seno (o la induzione della lattazione) danno risultati positivi quasi al 100%. Da noi la percentuale è più bassa, segno che la presenza dei sostituti del latte materno costituisce una possibilità di appiglio troppo allettante per potervi rinunciare. In taluni casi la Consulente suggerisce la somministrazione di galattogoghi (vedi FAQ).

 Sono mamma di un bambino che inizialmente ha avuto molti problemi ad attaccarsi al seno. Da circa 7 gg sono passata al latte artificiale (non aveva preso peso per 5 gg di seguito, usciti dall’ospedale); adesso che ha recuperato peso, posso pensare di non offrirgli biberon per 1 giorno e attaccarlo al seno per riattivare il latte materno (sono passati ca. 7 gg in cui lo attacco poco e prende solo 10 g per poppata per 7 poppate al giorno)? Il latte materno può tornare anche dopo 7 gg di scarsità eccessiva?
Il latte materno può tornare anche a distanza di mesi. Il punto è che le mammelle non sono state *rodate* per produrre il fabbisogno di latte di un bambino di circa due settimane; lei si trova davanti un bambino di questa età con un seno che è rimasto “indietro” di una settimana come offerta di latte. Perciò dovrebbe:
1. curare attacco e posizione
2. tirasi il latte con un tiralatte (e darlo al piccolo *preferibilmente*con tazzina; tazzina o Soft Cup ®; sondino al dito)
3. diminuire gradualmente ma decisamente il latte artificiale.

 Il mio bimbo ha quasi sei mesi e fino ad un mese fa l’ho allattato al seno, un po’ tra alti e bassi, ma con tanta soddisfazione perché è cresciuto bene. Purtroppo sono stata ricoverata per una polmonite e da un giorno all’altro il piccolino ha dovuto cominciare con il latte artificiale. La mia malattia si è protratta per tre settimane e siccome il bimbo ha accettato bene il nuovo latte (e il mio piano piano è scomparso), ho deciso un po’ a malincuore di smettere di allattare. E’ stato difficile a livello psicologico, perché pur non essendo una “stacanovista” del latte al seno, volevo calare gradualmente in vista del rientro al lavoro e soprattutto volevo che fosse una mia scelta. Ho avuto per qualche giorno il magone… però ho la fortuna di avere un bimbo che accetta di buon grado i cambiamenti, che adora la frutta frullata e sembra apprezzare anche la prima pappa. In fondo in fondo però mi è rimasto un po’ di senso di colpa… mi può dare un suo giudizio? Forse avrei dovuto tirare molte volte il latte per mantenerlo, ma l’ho fatto solo una volta al giorno e il latte è quasi scomparso mentre ero ancora ricoverata… Leggendo tutte le documentazioni sull’allattamento al seno mi sento un po’ come se non avessi fatto il mio dovere, Lei cosa ne pensa?
Il ricovero per polmonite ha rappresentato un ostacolo per l’allattamento al seno che qualcun altro avrebbe dovuto aiutarla a superare, visto che lei era già abbastanza impegnata a combattere con la malattia. Il sistema ospedaliero avrebbe dovuto incoraggiarla e caso mai intervenire regolarmente con un tiralatte elettrico, così come interveniva con l’antibiotico da mettere in flebo. Noi donne siamo portate ad assumerci la responsabilità della salute dei nostri cari e di un po’ tutto ciò che va storto con essi. Ma se ci pensa è un atto di orgoglio da un lato e una valutazione non oggettiva dall’altro: non è che lei non abbia fatto il suo dovere, semplicemente non è stata aiutata a sufficienza. E’ paradossale che proprio per non essere stata stacanovista, quindi assolutamente normale e neutrale, lei abbia patito un torto: la sua storia evidenzia che per ottenere il “normale” cioè allattare “normalmente”, una donna deve lottare con le unghie e con i denti. Ora a prescindere da quanto tempo sia passato la lattazione può essere ripristinata. Allattando spesso il piccolo portandoselo a letto di notte; diminuendo gradualmente la quota di latte artificiale; spremendosi il seno regolarmente ogni 3-4 ore di giorno .

 Ho una bimba di quasi due mesi che ho allattato al seno per 25 giorni. A causa della mia fragilità psicologica (e stupidità) mi sono fatta convincere ad allattare artificialmente e ne sono pentita. Ho continuato ad attaccare la bimba più volte al giorno e ogni tanto riesco a tirarmi 50-60 ml di latte, prevalentemente al mattino. E’ possibile, insistendo, riattivare l’allattamento esclusivo al seno o devo abbandonare le speranze?
È del tutto possibile, insistendo, riattivare l’allattamento esclusivo al seno. Questo comporta determinazione (e mi sembra che non le manchi), disponibilità da parte della bambina (da verificare), ma soprattutto un piano d’azione ben congegnato con un congruo numero di sedute al tiralatte prima e poppate dopo. Intanto il primo passo è quello di aumentare la produzione di latte, usando un tiralatte professionale (a nolo) con doppio attacco e farlo almeno 8 volte/24 ore (ad es. ogni 2 ore di giorno e 4 di notte). Con l’aiuto di una Consulente Professionale IBCLC si potrà poi personalizzare il numero di sedute, in base a quanto latte ottiene giornalmente e quanto ogni mamma vuole e può arrivare.

Lavoro

 Quanto latte “berrà” un bimbo di 18 mesi come il mio che dall’ora della merenda(quando io rientro dal lavoro) al mattino ( notte compresa..) ciuccia ancora diverse volte( 6 o più..)? Io sento svuotare il seno ma tutti mi dicono che ormai è solo coccola..( loro dicono “vizio” va be….). Io credo invece che alcune delle poppate lo “nutrono” anche come cibo..
Nel 2° anno di vita un bambino con questi ritmi può bere tranquillamente fino a 400 ml al giorno – lo dica loro.

 Sono mamma di un bimbo di 4 mesi e mezzo allattato esclusivamente al seno.
Ad aprile, quando il piccolo avrà 6 mesi riprenderò il mio lavoro come infermiera prof.le, probabilmente sarò assegnata in radiologia ma ancora non è sicuro, volevo sapere se ci sono rischi per farmaci e altro per il mio latte in quel servizio o altri reparti in generale.

Probabilmente la radiologia è il reparto più sicuro. Quello meno sicuro, perchè non ci sono dati, potrebbe essere la camera operatoria, a causa dei farmaci volatili usati in anestesia. Anche in questo caso però bisogna sempre fare il bilancio rischio/beneficio fra latte materno *contenente* residui di farmaci e latte artificiale *senza* anticorpi, immunomodulatori, ormoni, sostanze anti-infiammatorie, insulina, acidi grassi a catena linga, probiotici ecc ecc.

 Ho una bambina di 7 mesi che fra poco porterò all’asilo nido per ragioni di lavoro. Mi sono all’uopo comprata un tiralatte per poter conservare il mio latte da dare agli operatori dell’asilo nido. Ormai la bambina fa due pappe al giorno. Volevo però sapere quanto latte mi devo tirare al giorno e quanto latte più o meno assume per ogni poppata, assumendo circa 6-7 poppate al giorno (faccio l’allattamento a richiesta).
Tre o quattro settimane prima di rientrare al lavoro conviene cominciare a fare scorta di latte materno. In questo caso la mamma si tirerà il latte 6-7-volte , in ragione delle poppate che faceva la bambina. Se una bambina poppa meno si possono fare meno sedute. Ma in generale conviene farne parecchie, per garantire una equivalente produzione di latte. Occorre lavarsi bene le mani prima di ogni seduta, mentre per il seno è sufficiente fare la doccia quotidiana. – il tiralatte può essere applicato in linea di massima : 2 min (da un lato) + 2 min (dall’altro); 3 min + 3 min; 5 min + 5 min, continuando a tirare per due minuti dopo l’ultima goccia di latte (cioè per ottenere migliori risultati con i tiralatte tradizionali è necessario fare uno stacco prima di passare all’altro seno), per un totale di 20-30 minuti a seduta , inizialmente. Poi durerà quello che servirà a produrre abbastanza latte quanto ne serve alla piccola. È importante che la misura della coppa del tiralatte possa accomodare il capezzolo senza irritarlo o costringerlo. È utile sfruttare le sensazioni della calata (formicolio, tensione) per attaccarsi il tiralatte anche se non è l’ora prestabilita . Il latte tirato sarà poco inizialmente e via via aumenterà (non spaventarsi) . Il latte tirato può essere conservato in frigo o freezer (vedi sopra) ma i tempi si riducono in caso di bambino malato o prematuro e vanno stabiliti individualmente (in accordo con esistenti linee-guida) .

 Ho un bambino di 7 mesi peso 10 kg già svezzato. Fra pochi giorni devo rientrare a lavorare e non so come fare per il latte. Ha sempre bevuto il mio ho provato a toglierlo ma senza successo così ho deciso di passare a quello artificiale ma senza successo. Ho provato varie marche ma si rifiuta. L’unica cosa che beve è la camomilla di notte nel biberon e di giorno pochissima acqua ma nel bicchiere , biberon niente. Come posso fare sono disperata anche perché deve pur bere qualcosa.
Il punto di forza di molti bambini sani e a termine , quello per cui sono in grado di riconoscere la differenza fra latte artificiale e latte materno e fra bibe e seno, paradossalmente diventa un ostacolo per il rientro al lavoro delle madri – che comporta una separazione non prevista in natura. La loro adattabilità però ci dà modo di intervenire in più modi, a patto di farlo con tatto e rispettando la loro sensibilità. Oltre che dare il biberon in modo dolce (vv FAQ) si può offrire una tazzina: tenendo il bambino seduto e sostenuto, munito di bavaglino per lo sgocciolamento iniziale, gli si avvicina alla bocca una tazzina da caffè riempita a tre quarti ; o si può utilizzare il Soft Cup (Medela®): è una sorta di penna stilografica che si carica di latte e che termina con un morbido cucchiaino di silicone. Il cucchiaino pieno di latte si appoggia delicatamente agli angoli della bocca senza premere e senza rovesciarne il contenuto in bocca. Da esso il piccolo potrà sorseggiare la camomilla , per iniziare, o del latte artificiale o del latte materno che avrà cominciato a tirare. Questo sistema è meglio accettato se una Consulente IBCLC ne mostra l’uso corretto. In alternativa ancora, c’è la Suzione al dito (vv FAQ).

 Mio figlio di 4 mesi allattato esclusivamente al seno pesa 8.300 kg per 68 cm. Sta bene. Prende il latte 5 volte nelle 24 h. Tra due mesi riprenderò il lavoro e non potrò più allattare per i turni non regolari della mia professione. Sarà traumatico per il bambino passare al biberon? Come è meglio che mi comporti?
Il passaggio al biberon non sarà traumatico perché non comporterà la scomparsa delle poppate al seno, che continueranno quando lei è a casa e nei fine settimana. Tre-quattro settimane prima di rientrare al lavoro lei potrà cominciare a tirarsi il latte, facendolo fra le poppate o cmq quando si sente comoda. In tal modo potrà lasciare una piccola scorta di latte per integrare una pappa o per un bibe in caso rientrasse tardi (facendola stare molto più tranquilla ). I bambini che rifiutassero il biberon, possono bere il latte materno da una tazza o tazzina e farlo anche molto bene, anche prima dei classici 9 mesi. Al lavoro si potrà tirare il latte un paio di volte e produrre latte in quantità, perché saranno le poppate che il bambino non farà. Se lo porterà a casa avrà dell’altro latte da far prendere al bambino il giorno dopo invece di un latte artificiale o di origine animale.

 Sono mamma di due bambini, il primo di tre anni per inesperienza, consigli sbagliati, pigrizia del bambino e scarsa crescita non allattattato al seno il secondo di 5 mesi allattato al seno.
Purtroppo sono rientrata già da tempo al lavoro (a tempo pieno) sono fuori casa dalle ore 8,45 alle 13,15 e dalle 14,50 alle 19,15 mi sono organizzata con un tiralatte manuale col quale la mattina presto 5,30 cercavo con grande sacrificio di lasciare le scorte per le ore di assenza.
Da qualche giorno, ho iniziato lo svezzamento da due giorni (solo pranzo), ho la sensazione che il seno sia più sgonfio e che il latte sia diminuito infatti con il tiralatte non riesco più a crearmi le scorte necessarie.
Cosa posso fare? Può essere utile la somministrazione di galattogoghi?
So che molto dipende dalla mancata suzione del bambino, infatti un paio di settimane fa ho avuto un ingorgo mammario, ma è possibile che in pochi giorni sia del tutto cambiata la produzione di latte?

La ripresa del lavoro rappresenta una grande sfida per la mamma che allatta. Essa impone che ci si attrezzi in modo puntuale:
– il tiralatte manuale va bene per delle estrazioni occasionali non sistematiche, per queste ultime serve meglio un tiralatte elettrico di qualità Medela o Ameda (si declina ogni conflitto di interesse)
– il bambino dovrebbe potersi attaccare al seno la notte e nei fine settimana meglio se in contatto pelle-a-pelle
Gli attacchi frequenti ed efficaci del bambino infatti arginano l’insorgenza degli ingorghi e la necessità di curarli – compreso il rientro della produzione e disponibilità di latte, che ad essi può seguire.

 Ho una bimba di tre mesi (e una di tre anni allattata sei mesi con ricinus) che sto allattando con l’ausilio di ricinus e Più Latte e come già avevo intuito non servono a nulla se non ad un effetto placebo. Da quando la mia piccola aveva un mese e mezzo ho sostituito la poppata della sera con il latte artif. (su consiglio del pediatra visto che riferivo che il latte materno scarseggiava…). Ora anche di giorno non riesco a darle più di 60/90 e non vorrei impazzire con l’aggiunta, visto che poi non la gradisce, e vorrei avere più latte ma premetto che non posso essere presente con la bambina se non per le 5 poppate in quanto lavoro. Posso iniziare con peridon e fieno greco?
Sia il peridon che il fieno greco sono subordinati alla stimolazione mammaria: se non può stare vicino alla piccola dovrebbe poter tirare il latte o manualmente o con tiralatte al lavoro almeno un paio di volte ; e attaccare la bimba almeno un paio di volte la notte, in modo da fare una decina di ‘stimolazioni del seno’ in 24 ore. Durante il week end dovrebbe attaccare di più la bimba, invece che usare il tiralatte. E’ così che il latte può aumentare.

 Avrei bisogno di un consiglio x far smettere a mio figlio di 13 mesi di usarmi come ciuccio tutta la notte. Di giorno frequenta il nido e appena arrivo a casa vuole attaccarsi al seno ma poi la cosa si ripete prima di andare a letto e di notte si sveglia in continuazione x cercare il seno. Il fatto è che sono rientrata al lavoro da un mese e mi sto consumando di stanchezza. Non dormendo poi sono ovviamente “cotta” durante la giornata. Volevo smettere di allattarlo più avanti x non causargli trauma doppio nido e via “tetta” ma proprio nn ce la faccio più.
La stanchezza che la pervade a causa della ripresa del lavoro mentre lei continua ad allattare la notte è comune a moltissime mamme. Essa è il risultato della inconsapevolezza del bambino a perseguire imperterrito il suo mandato biologico, non alla volontà di ‘usare la mamma’. Se lo sapesse infatti, se ne guarderebbe bene, perchè non è un parassita! Lei ha fatto veramente il possibile nel tentare di procrastinare lo svezzamento in considerazione dell’ingresso all’asilo – ed è probabilmente questo evento che il bambino sta compensando con queste continue poppate la notte. Che fare ora? uno svezzamento solo notturno sarebbe meno traumatico per il piccolo. Una modalità dolce è quella di approfittare di un week-end (o prendendo un paio di gg di riposo) per allattarlo intensamente la sera, mettersi giù con lui su di un materasso messo per terra, e allontanarsene quando lui sarà profondamente addormentato. Lei sparisce in un’altra stanza (o appartamento) e affida il bambino e la gestione affettuosa dei suoi risvegli – e relativi pianti – al papà o nonna o altra persona di cui si fida. L’importante è che lei ricompaia al mattino per riallattarlo come prima: la sofferenza notturna verrà stemperata dalla vicinanza di una figura familiare, e la relazione d’allattamento potrà continuare la mattina e il pomeriggio. E’ importante che lei non nutra risentimenti nei confronti del bambino, che sta facendo del suo meglio per adattarsi a una situazione nuova e imprevista come la frequenza all’asilo in anticipo rispetto alle tappe evolutive (a tre anni i bambini sono pronti per una vita di relazione sociale extra-familiare).

 IL MIO PICCOLO HA QUASI 7 MESI E LO ALLATTO FELICE DI FARLO, DA UN MESE CIRCA PASSA LA NOTTE ATTACCATO AL SENO SVEGLIANDOSI NON APPENA LO TOLGO IDEM I SONNELLINI DURANTE IL GIORNO HO PROVATO TUTTI I TIPI DI CIUCCI MA NULLA…
PREMESSO CHE MANGIA LE PAPPE PRANZO E CENA, COME POSSO FARE? TRA UN PO’ RIENTRO AL LAVORO E NON SO’ COME FARE

Se la cosa non pesa a lei, non c’è da preoccuparsi, perchè di solito il bambino fa di necessità virtù. Quando non c’è la mamma si accontenta di altro (pupazzo, pezza di stoffa o pigiama della mamma, dita) e quando la mamma ritorna si proietta su di lei – senza esitazioni, tentennamenti e confusione.

 Ho una bimba di 17 mesi che allatto ancora sopratutto la notte e quando torno dall’ufficio. Il mio problema è che ho ripreso a fumare quando sono tornata a lavorare a pieno ritmo e per questo motivo ho provato a smettere di allattare ma non ci riesco e mi sento in colpa. Cosa devo fare?
Allattare è una relazione così importante – soprattutto per una mamma che lavora…che è ben comprensibile che non riesca a smettere. Gli studi ci informano che anche fumando è bene continuare ad allattare: lo si può fare dopo la poppata, dato che il picco della nicotina nel latte è a circa un’ora dopo(altre info sul fumo sono nelle FAQ Malattie/Disturbi).

 Sono mamma di una bimba di due mesi, da sempre allatata al seno. Da una settimana ho notato i seni meno gonfi del solito e faccio fatica a tirare il latte. Lascio infatti la piccola il pomeriggio da mia madre e di solito le lascio il latte tirato il giorno prima nell’unica poppata che salta. Mentre prima ne tiravo 100 ml senza fatica, ora faccio scarsi 60 ml, e praticamente solo da un seno (quello che comunque era sempre piu’ pieno).
La sera vedo la bimba piu’ irrequieta nelle poppate e da qualche giorno ha ripreso le poppate di mezzanotte e delle tre che aveva saltato ormai da qualche settimana.
Possibile che il mio latte gia’ stia scarseggiando? o e’ solo una mia paranoia? la bimba per ora cresce bene (anche se nell’ultima settimana meno rispetto alle altre), bagna i pannolini e evacua almeno una volta al giorno.
Non vorrei gia’ passare alle aggiunte, ma il pomeriggio devo lavorare e se non riesco piu’ a tirarmi il latte non vedo alternative.

La produzione di latte è un evento dinamico: quando le poppate si diradano, vv il salto della mezzanotte e delle tre, la produzione scende. Allora la bambina si risetta su poppate più frequenti e il latte ri-aumenta: bello, no?
Nel frattempo si tiri il latte un’altra volta (al lavoro è possibile?); o usi l’attacco doppio o effettui la compressione del seno durante la seduta, che si vede bene nel videoclip del dr. Newman fra i Links.

 Da due giorni ho cominciato a lavorare e allatto la piccolina di otto mesi e mezzo prima di andare al lavoro e al pomeriggio quando rientro (verso le 16,30), mentre a pranzo prende la pappa. Purtroppo però la baby-sitter mi dice che piange molto spesso perchè cerca la tetta (prima ero sempre con lei e soddisfacevo tutte le sue richieste) e anche se le ha provato a dare il mio latte tirato con il bicchierino o cucchiaino lei lo rifiuta. Mi ha proposto allora di usare il biberon perchè così secondo lei è più soddisfatta perchè succhia. Io sono sempre stata contraria perchè mi ci sono voluti mesi per abituare la mia bambina alla suzione al seno (prima lo tiravo via e glielo davo con il biberon per i primi tre mesi) e ora che è abbastanza vigorosa temo di “ritornare” indietro proponendole il biberon e di correre il rischio che poi non voglia più il seno con conseguente diminuzione di latte. Allo stesso tempo però mi dispiace che sia triste tutta la giornata. Mi può dare un consiglio su come procedere?
Considerando che la bimba si trova in una circostanza non prevista biologicamente (l’allontanamento della mamma per ragioni di lavoro) a cui cmq non sta mostrando di adattarsi passivamente, forse in questo caso la baby-sitter non ha tutti i torti. Io propongo una tettarella un pò duretta, di quelle di silicone, in modo che la bambina ne tragga conforto, ma senza perdere la preferenza per il morbido seno di mamma!

 Tra 2 mesi devo rientrare al lavoro. Dato che lavorerò anche di notte (1 notte ogni 5)volevo sapere come preparare al meglio me e il mio bambino di 10 mesi. Ancora prende quasi esclusivamente tutto il suo nutrimento dal mio latte: rifiuta in modo molto deciso le pappe e il biberon e da qualche giorno ho iniziato a dargli quello che mangiamo noi in pezzi grossi che succhia e sembra apprezzare. La notte si sveglia 1 o 2 volte e mi sembra che si attacchi per fame e non per consolazione. Anche di giorno cerca il seno 5 volte “solo per nutrirsi”. Sarebbe meglio iniziare a provare a dargli il biberon la notte o aspettare quando non ci sarò per davvero? Ho sentito che i bambini compensano le poppate quando la mamma c’è. Ho paura di non riuscire a sostenere nottate di lavoro e poppate extra e quindi di trovarmi ad interrompere l’allattamento per sfinimento, già adesso a volte mi sento molto stanca. Ma come posso smettere di dargli il latte adesso che mangia pochissimo altri cibi?
Il biberon non è una modalità obbligatoria: i bambini imparano benissimo a bere dalla tazza o bicchiere con o senza beccuccio. Perciò può cominciare a offrirgli del latte (vaccino, intero biologico) se in piccole quantità. Quando lei sarà assente la persona che lo accudirà gli offrirà il latte così: se avrà fame lo berrà, altrimenti aspetterà il suo rientro. Se già adesso si sente molto stanca puo iniziare a far dare il latte al bambino la notte dal papà (dopo averci provato naturalmente prima di giorno). Il latte vaccino potrà aumentare se il bambino assumerà quantità adeguate di carne con la dieta per l’apporto di ferro, e di frutta per l’apporto di vit C che favorisce l’assorbimento del ferro.

 Dalle notizie sull’allattamento al seno che leggo (a richiesta, notturno, ecc.) mi sono fatta l’idea che sia una cosa che riguarda soprattutto donne che non lavorano. Sto praticando l’allattamento misto e tra due mesi (alla scadenza dell’indennità di maternità) devo tornare a lavorare. La mia “lotta” è quella di poterla continuare ad allattare al seno nonostante l’aggiunta (dicono che sfociare nell’allattamento solo artificiale è molto facile quando si dà l’aggiunta). Vorrei quindi sapere come conciliare il mio desiderio (penso che tornare all’allattamento esclusivo al seno sia oramai difficile, molto faticoso e tale da richiedere che io non lavori per nulla) con il ritorno al lavoro.
Ha perfettamente ragione quando dice che ritornare all’allattamento esclusivo da un allattamento misto è molto impegnativo…Ciò nondimeno le donne che vengono aiutate ad allattare con successo sin dall’inizio riescono poi a conciliare allattamento esclusivo e lavoro, e a tal fine è di fondamentale importanza usufruire di un “cuscinetto” di protezione che è il congedo di maternità. L’allattamento notturno poi è una fatica se condotto con una ritualità che impone di doversi alzare, accendere la luce, mettersi sedute o addirittura spostarsi sul divano (che può essere pericoloso) ecc. Mentre è di grande sollievo se attuato col bambino a letto, sdraiate sul fianco con un cuscino dietro la schiena e un cuscinetto fra le gambe (provare per credere). Ed’è questo il modo che mi sento di suggerirle per continuare ad allattare. Così infatti potrà far dare il bibe a qualcun’altro, ma manterrà un rapporto privilegiato di notte ( e nei fine settimana) che da un lato salvaguarderà la produzione del suo latte, e dall’altro renderà il rientro al lavoro più dolce.

 Fortunatamente allatto mia figlia da quando è nata, ora ha 22 mesi ed è molto in forma.
A volte, causa anche il lavoro che ho ripreso quando mia figlia aveva 5 mesi, mi sento stanca e mi pesa allattarla (oltre al fatto che mia suocera insiste perchè smetta con l’allattamento)
L’allattamento consiste in un “sorsetto” quando rientro a casa e prima di addormentarsi; salvo casi in cui non stia male o sia particolarmente nervosa. Gradirei un consiglio.

La sua stanchezza è direttamente correlata alla mancanza di “tifo” che una donna riceve in quanto allatta a lungo *E* lavora. Voglio dire che se invece lei ricevesse il plauso della suocera – che non c’è; dei suoi datori di lavoro – che probabilmente ignorano che lei allatti; del suo pediatra – idem; delle sue amiche/conoscenti – chi altro lo fa? della società tutta, probabilmente la stanchezza sarebbe così attenuata che non staremmo a parlarne …

 Sono una mamma di un bambino di 6 mesi appena compiuti allattato esclusivamente al seno.Tra un mese tornerò al lavoro e 2 volte alla settimana tornerò a mezzanotte quindi non potrò allattarlo nella poppata delle 19:00 e prima di dormire. Come devo comportarmi? Posso sostituire la pappa di pranzo (inizierò lo svezzamento tra qualche giorno) e offrirgliela a cena? Prima di andare a letto vuole sempre attaccarsi al seno anche per consolazione. Come devo comportarmi nella mia assenza?
“Posso sostituire la pappa di pranzo e offrirgliela a cena?” : certamente
“Come devo comportarmi nella mia assenza?”: il bambino imparerà a fare di necessità virtù, dopo un periodo di adattamento. Aiuterà la vicinanza di una’altra persona familiare (papà, nonna, tata)

 RIENTRARE AL LAVORO O NO?Questa è la domanda che mi assilla da tempo; tra circa un mese dovrei rientrare al lavoro ma non me la sento di allontanarmi da mio figlio che allatto con piacere a richiesta da quasi 8 mesi sia di giorno che di notte; è giusto dover fare adattare il piccolo ad una situazione di distacco?non gli provocherà traumi?mentre invece se io non riprendessi il lavoro non diventerà un mammone, sempre attaccato solo a me, magari meno socievole ecc.?
Ovviamente non diventerà un mammone un bambino che allatta tanto e a lungo; ma altrettanto non subirà traumi per il rientro al lavoro della mamma: tutto dipende da come ‘la pietanza viene cucinata’ . Non sarò io a darle la ricetta… questa è scelta dalla mamma :-)

 La mia bambina ha 9 mesi. l’ho allattata esclusivamente fino ai 6. Spesso, fino a quella data, voleva il seno anche per dormire, sia la sera che il pomeriggio.
Intorno ai 6 mesi è passata a ciucciarsi il dito per dormire.
Ho ripreso a lavorare circa un mese fa. La piccola a pranzo e cena mangia la pappa, prende il mio latte la mattina e la sera un’oretta dopo la cena prima di dormire..
Da quando ho ripreso a lavorare rivuole il seno anche il pomeriggio, e il sabato e la domenica quando sono a casa, anche a metà mattinata per fare il riposino.
Posso assecondare questo suo atteggiamento? A me sembra dettato dalla sua volontà di stare con la mamma più che altro.
La bimba durante le ore in cui lavoro sta con la nonna, e si addormenta tranquillamente col dito. Quando torno a casa la trovo piuttosto serena.

La necessità di poppare per i bambini *comprende* sia ricevere e dare alla mamma contatto, rassicurazione, calore, affetto ecc che ricevere nutrimento (le calorie, gli anticorpi ecc). Solo la pediatria e la cultura corrente hanno separato le due cose e creato confusione nelle mamme …
Buon proseguimento di allattamento!

 Ho un bimbo di 9 mesi che allatto due volte al giorno, al mattino e a merenda (poppata, questa, molto breve).Tra un mese dovrò assentarmi per lavoro per tre giorni e dovrò quindi sospendere completamente l’allattamento : al mio ritorno ci sarà ancora latte e potrò riprendere l’allattamento senza problemi?Secondo lei è indispensabile che usi un tiralatte durante la separazione dalla bimba?

1. E’ verosimile che l’allattamento dopo i tre gg di assenza riparta senza difficoltà, a patto che la bimba succhi con più vigore/frequenza del solito
2. E’ sicuro che se si tira il latte nei momenti di tensione del seno (= alle poppate mancanti) l’allattamento continui meglio e più a lungo.

 Il mio problema è sempre stato la paura che il mio piccolo non crescesse, paura sempre smentita tranne questo mese.Il piccolo è cresciuto solo 100 g.
Dietro suo consiglio gli do’ il latte quando lo richiede (3 volte al giorno per addormentarsi). Il problema è che probabilmente mangia poco cibo: 2 “piccole” pappe (mezzogiorno e sera). Per merenda non vuole niente (niente latte: non ha sonno – niente yogurt – niente frutta se non 2 cucchiaini).
Dove sbaglio????!!!! Sono disperata: la prossima settimana ricomincerò a lavorare tutto il giorno e forse non riuscirò più ad allattare nemmeno quelle 3 volte.
Due figli sbattuti 1 a destra e l’altro a sinistra…. e questo perché una donna non si può permettere di lasciare il lavoro perché c’è una grande crisi e perché nessuno ti assume 1/2 giornata perché costi troppo.
Come posso aiutare il mio bambino a crescere un po’ di più?
Poi da ieri il piccolo ha iniziato anche l’antibiotico a causa di una tosse che si trascina da 2 settimane quindi forse bruceremo anche quei miseri 100 g.
Le chiedo cortesemente una risposta che mi aiuti a capire quale strada devo percorrere, sono molto confusa e qualche parola di conforto per una mamma che lavora tanto e riceve poco aiuto psicologico.

E’ possibile che il bambino non succhi con vigore o non sia cresciuto perché è indebolito dalla malattia che si trascina da 2 settimane …
Il mio suggerimento è di rimediare tirandosi il latte dopo le sue troppo brevi/inefficaci poppate e qualche altra volta in più: il latte così ottenuto può essere dato tal quale al piccolo o arricchito di crema di riso e dato col cucchiaino. Mi faccia sapere.
Sì, la situazione delle mamme italiane è uno schifo.

 Sono felicemente diventata mamma della mia seconda bambina da cinque mesi. Ho potuto godere finora di una bellissima relazione d’allattamento, che ho intenzione di portare avanti più a lungo possibile, anche con l’aiuto del tiralatte, visto che tra due settimane riprenderò a lavorare.
Mi sono organizzata preparando delle scorte di latte e ho provato a proporre il biberon alla piccola già alcune volte, senza successo.
Ho cercato di mettere in pratica tutti i Suoi suggerimenti, purtroppo, la bimba piange appena le si avvicina il biberon e si rifiuta di aprire la bocca.
Sono preoccupata, visto che ormai manca davvero poco al termine del mio periodo di congedo.
Potrebbe essere utile un approccio con il Soft Cup?

Potrebbe essere utile:
– che qualcun altro intervenga con una tazzina (il Soft Cup probabilmente è troppo simile al biberon perché la bimba possa accettarlo…)
– che si infili il biberon sotto l’ascella per assimilarlo a un attacco al seno
– offrirle il bibe nel dormiveglia
– darle il latte freddo tal quale dal frigo
– dare il latte con il cucchiaino

 Allatto la mia piccola di 13 mesi alla sera prima della nanna e più volte durante la notte.Posso continuare nonostante il mio lavoro in sala operatoria?
Posto che semplicemente non abbiamo dati della ricerca, la risposta è sì. Perché cmq il latte umano e quello della propria madre è il miglior latte possibile per il suo bambino.

 La mia bambina ha sette mesi e prende volentieri la pappa del mezzogiorno.
Siccome sono una mamma che lavora, abbiamo provato, già un paio di mesi fa, a proporre alla piccola il biberon o comunque il latte materno tirato, ma lei non ne ha mai voluto sapere.
Rispettosi delle sue esigenze, abbiamo fatto in modo che la bimba mi venisse portata in ufficio per allattarla, ma da metà mese questo non sarà più possibile.
Fermo restando che ritenteremo con il biberon, mi chiedevo se, qualora non dovessimo riuscire a farglielo accettare, la baby sitter potesse offrire alla bambina della frutta a metà mattina – anche se, per la verità, finora ha sempre fatto un’unica tirata dalla poppata delle 8 fino al pranzo – e uno yogurt alle 16, in attesa del mio rientro dal lavoro alle 17.30. In caso positivo, dovrei comunque tirarmi il latte in coincidenza di questi “pasti”?

Mentre lo yogurt sostituisce degnamente una poppata, non altrettanto fa la frutta. Il latte materno mescolato con crema di riso a fare una pappa ‘dolce’ da somministrare con cucchiaino, sarebbe un egregio sostituto. Se si tirerà il latte in coincidenza dei pasti, manterrà più a lungo la produzione di latte :-)

 B. ha quasi 8 mesi, e’ allattata al seno ed a richiesta da sempre. Al sesto mese ho iniziato a darle la pappa a pranzo, al settimo a cena. Tutto il resto e’ il mio latte ( a a parte un po’ di acqua dopo la pappa). Volevo sapere due cose:
– se e’ il caso di darle un po’ di frutta di tanto in tanto
– lei inizierà’ il nido tra circa un mese, io la sto svezzando con lo svezzamento graduale, vorrei continuare ad allattarla il più possibile, mi sto già tirando il latte per il nido. Ovviamente li glielo daranno con il biberon, come posso evitare che cosi’ facendo non si impigrisca al seno?

Se il suo obiettivo è di evitare il rallentamento e la fine della lattazione (“impigrimento ” del seno),messa alla prova dalla separazione e dall’uso del bibe, le conviene:
– non pensare alla frutta, gliela daranno al nido
– non svezzarla ma allattarla finché state insieme, tirandosi il latte fra le poppate. Quando la bimba sarà al nido le sarà ancora più facile togliere il latte corrispondente alle poppate mancanti e mantenere la scorta.

 Sono la mamma di due gemellini di quasi 10 mesi allattati ancora al seno mattina e sera. Tra poco rientrerò al lavoro, e sono convinta per l’interruzione dell’allattamento. Da qualche giorno, in previsione del mio rientro al lavoro, ho cominciato a dar loro a merenda un biberon da 150 ml per metà latte (intero fresco alta qualità della centrale del latte di Torino) e metà acqua. Un bambino lo digerisce benissimo mentre l’altro fa la cacca molto molle, anche se non penso sia definibile come diarrea in quanto si scarica una sola volta al giorno. Premetto che da mesi ormai mangiano ricotta, robiola, certosa, formaggino e yogurt. La mia domanda è: è preferibile passare ad un allattamento artificiale o, come consigliato da alcuni, passare ad un latte ad alta digeribilità (accadi, zymil ecc…). Ci tengo a precisare che il nostro pediatra ci consiglia latte di crescita da adesso fino ai tre anni, cosa per me assurda …
In *assenza* di latte materno il latte indicato è il latte artificiale *fino ai 12 mesi* – sui tre anni non esistono né indicazioni/né linee guida, ma solo pressioni commerciali. In presenza di latte materno parziale e alimenti ricchi di ferro (carne, legumi) e dopo i 9 mesi è accettabile somministrare latte vaccino, come fanno in Danimarca e Canada. Gli esperti infatti sono molto preoccupati per il rischio di anemia che è associato al latte vaccino. Il latte ad alta digeribilità non è neppure un’alternativa, poichè il problema del latte vaccino per i lattanti è quello di essere TROPPO PROTEICO, non del lattosio (che è un problema per gli adulti). Infine bisogna considerare il singolo bambino che abbiamo davanti: la sua maturità (a quante settimane è nato), la tolleranza a questo latte(feci molli/diarroiche)e poi trarre le conclusioni del caso.

 Mia figlia ha 3 settimane prende solo il latte materno, tra un po’ dovrei ricominciare a lavorare, quindi ci sara’ la necessita’ del tiralatte, mi chiedevo, di quanti grammi ha bisogno?

Fermo restando che conviene rientrare al lavoro dopo almeno 6 settimane, quando la produzione di latte è arrivata a consolidarsi, la quantità da lasciare si aggirerà intorno ai 90 ml a poppata. Sarà la bambina a lasciare o chiedere di più – per cui conviene avere a disposizione delle aggiuntine da 30 ml.

 Leggevo tra le FAQ sulle diete/alimentazione che il tagliare drasticamente calorie/apporto nutritivo non porta alcun beneficio all’allattamento, anzi rischio di “intossicare” mio figlio.
Ha 13 mesi e lo allatto a richiesta, quando non lavoro. Il mio problema è che lavoro full time a turni in un negozio all’interno di un centro commerciale, e mi ritrovo spesso costretta a saltare i pasti. Purtroppo siamo in tre dipendenti, i clienti entrano, lavorando a turni non copriamo il turno dell’altro e spesso mi ritrovo a saltare/rinunciare al pasto (peraltro frugale e mai completo perché mangiato di corsa e in piedi). Sto facendo del male a mio figlio con questo atteggiamento insano? E’ che non ho molta scelta se non cercare un altro lavoro che al momento è difficile trovare.

Intanto complimenti. Lei è la testimonianza vivente che pur lavorando e facendo un lavoro che si desidera cambiare, si può allattare al seno.
Ha fatto bene a fare la domanda perché la questione  riguarda gli stili alimentari lontani dalla ‘perfezione’ di un’alimentazione sempre sana e in tranquillità. Questa infatti non fa neanche parte della vita normale dei nostri tempi (né di quelli passati), ed è compensata da quei pasti che anche lei avrà modo di fare a casa sia pure solo uno-due giorni la settimana.

 Ho una bimba di quasi 6 mesi( il 13 dicembre 2010) che ho iniziato a svezzare da 3 giorni dovendo a breve tornare a lavorare (dal lun al ven dalle 10 alle 17).Pesa 8.350 kg per 63 cm.La bimba prende il mio latte a colazione poi pranza con la pappa( brodo di verdure+ carne, verdure che mangia volentieri)a volte le propongo un po’ del mio latte per appisolarsi.
Fa merenda con la frutta e qualche volta ancora il mio latte ( sempre proposto da me per mantenere la produzione del latte).Tardo pomeriggio e sera ancora il mio latte. La notte dorme senza svegliarsi quasi mai.
Dicevo che devo rientrare a gennaio a lavoro, la bimba avrà 7 mesi, al nido mi hanno detto che non somministrano latte materno che io vorrei tirarmi e portare secondo necessità della bimba.
Come fare??? Non voglio assolutamente darle latte artificiale o similari, ho già avuto una esperienza positiva di allattamento col primo figlio(fino a 14 mesi)con cui per fortuna sono rientrata tardi a lavoro.

Al nido non somministrano latte materno???? faccia una denuncia alla ASL e a chi di competenza. E’ suo diritto.

 Il prossimo 25 Marzo tornerò al lavoro e mio figlio, nato il 24 Novembre, dovrà saltare un paio di poppate. Ho tirato il mio latte ed ho provato a darglielo col biberon ma niente, il bimbo resta con la bocca aperta e non prova neanche a ciucciare… Ha provato a dargli il biberon prima mia madre, poi io, con tettarelle per bimbi di 3 mesi, per bimbi di 6, quando era affamato, quando era più tranquillo… nulla! Mi darebbe qualche consiglio?
Se il bibe non funziona può provare il Soft-Cup (Medela): funziona. Se neanche questo funziona, bisogna contattare direttamente una Consulente IBCLC .

Cesareo

 Sono all’ottavo mese di gravidanza e il medico ha previsto il parto cesareo. Vorrei sapere , avendo il desiderio di allattare al seno, se dovrò dare delle direttive alla nursery, ovvero, di non dare il ciuccio o l’acqua o altro, e dopo l’intervento, quando sarà possibile attaccare al seno il bimbo. Inoltre se dovrò allattare ogni qual volta lo richiede il bimbo, oppure dovrò seguire un tempo prefissato. Gradirei sapere quale comportamento notturno adottare.
Lei può allattare il piccolo da *subito*, mentre ancora stanno suturando l’addome – dopo averlo salutato e baciato. Sarà responsabilità del suo ginecologo permettere che questo avvenga. Il piccolo sarà asciugato e avvolto in un panno caldo: se messo subito a contatto *pelle-a-pelle* col suo petto e avrà le spalle coperte NON SI RAFFREDDERÀ’ (vv libro Quando comincia l’amore nei links) e il neonatologo lo potrà valutare mentre sta a contatto con la mamma. E’ meglio che lei faccia un ‘piano nascita’ subito, per evitare sorprese/soprusi dopo (a che serve partorire in un centro privato altrimenti?). Una volta in stanza continui a tenere il bambino con sé nel letto o in una culletta vicina, notte e giorno (rooming-in). Così facendo il piccolo non correrà rischi di cali glicemici perchè succhierà il colostro sin dalla nascita, e non gli verrà data sol. glucosata o latte artificiale. L’allattamento sarà a richiesta del piccolo: se tenuto vicino a lei, sarà ben in grado di succhiare come e quanto desidera. Il progetto biologico prevede che non ci sia separazione madre/bambino alla nascita – allo stesso modo in tutti gli altri *mammiferi*. Questa precoce, frequente e abbondante assunzione di colostro preserva i piccoli nati da T.C. dal maggior rischio futuro di gastroenteriti e asma che essi corrono rispetto a quelli nati per via naturale.

 Sono in procinto di partorire con parto cesario. Mi hanno detto che e’ piu’ difficile allattare in questo caso, perché il seno non e’ pronto naturalmente e quindi mi è stato consigliato di preparare il seno (massaggi,ghiaccio, limone,etc) per ovviare a questo problema. Mi sa dare dei consigli?
Ai fini di una montata lattea precoce *l’unica cosa* da salvaguardare è il contatto col neonato: le mamme che partoriscono in un ospedale che *veramente protegga* il loro allattamento, mette i piccoli al seno prima possibile, e lo lasciano lì 24/24 ore. Così facendo non avrà difficoltà diverse o maggiori rispetto a un parto per via naturale.

 Allattare mentre si stanno facendo antidolorifici dopo un parto cesareo fa male al neonato? Un neonato di 1 giorno è normale che dorma sempre? e che allatti dopo un cesareo ?
Un neonato di 24 ore può dormire quasi sempre e poppare tre volte; è assai probabile stia smaltendo gli effetti dell’analgesia (se l’anestesista non ha veramente calibrato i farmaci) e le fatiche della nascita. In tutto il mondo si allatta dopo un cesareo, sia in anestesia locale che generale: nel primo caso attaccando il bambino direttamente *in sala operatoria* e portando tutti e due così in stanza. Gli antidolorifici/anestetici rendono il neonato meno “attivo” nelle ore successive, ma passate le 24 ore, e stimolandolo, il lattante può – e deve essere sollecitato – a raggiungere il seno sempre più spesso.

 Sono la mamma di una bimba di 20 gg nata con un cesareo d’urgenza alla 40^ sett. a causa di un improvviso e momentaneo calo del battito. Alla nascita la piccola pesava kg 2470, recuperati in 15 gg. dopo un calo fisiologico di g 170. Sin dall’inizio non c’è stato verso di attaccarla al seno (ci si addormentava o ci giocava!) ed il procedimento da me seguito in ogni poppata era il seguente: tentare di attaccarla al seno, darle il latte da me preventivamente messo da parte tramite tiralatte elettrico (ca. g 20), darle l’integrazione artificiale, attaccarmi subito al tiralatte per produrre per la poppata successiva. Finalmente, due gg fa, la piccola ha deciso di SUCCHIARE, ed io non so più come regolarmi… Mi spiego: continuo a produrre non più di 20 g di latte, anzi meno, sia col tiralatte sia, pare, con la suzione della bambina (dico pare perché la bilancia non sempre li segna), al che mi chiedo: sto perdendo il latte o semplicemente ne ho poco? E comunque ho la speranza che a questo punto aumenti o è troppo tardi? Eventualmente che sistema devo adottare?

Il motivo per cui tante mamme di bambini vuoi prematuri, vuoi piccoli o cosiddetti ‘ pigri’ non producono abbastanza latte è perchè non si è provveduto metodicamente a estrarre sin dalle prime ore col tiralatte elettrico per 8 volte al dì il colostro prima e il latte dopo. Poiché la suzione della bimba non era(è) adeguata,le sue ghiandole mammarie si trovano a 20 gg ancora “sottotarate” rispetto al fabbisogno della piccola, e necessitano di ulteriore stimolazione. I giochi sono ancora aperti e mi muoverei così: eviterei la doppia pesata, inutile e frustrante; estrarrei il latte con tiralatte a kit doppio (quello dei gemelli per intendersi) 8 volte fra le 7 e le 23; attaccherei la piccola di notte a letto, per tutto il tempo che vuole e continuerei a darle l’aggiunta di latte materno spremuto preferibilmente NON col biberon, ma con mezzi alternativi. Inoltre contatterei una Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC.

  Mio figlio è nato da circa 15 giorni alla 38^ settimana di gestazione con p.c. Ha da pochi giorni recuperato il peso alla nascita di 2980 g sceso a 2540 g al 4° giorno di vita. Il mio primo problema è la quantità di latte al seno: circa 40 g a poppata. Mi è stata indicata l’aggiunta di 60 g di latte artificiale. Il secondo è che il bimbo si sveglia affamato intorno all’ 1:30 ed alle 4:30, facendo così 6 poppate senza una pausa di 6/7 ore notturne come consigliato. Durante il giorno dorme tantissimo e spesso dopo 4 ore di sonno sono costretta a svegliarlo per farlo mangiare. Potrebbe cortesemente darmi qualche consiglio o comunque qualche chiarimento sui problemi esposti?

Il motivo principale per cui lei non ha abbastanza latte è che il piccolo non fa sufficienti poppate! il miglior produttore di latte è un bambino affamato che non “dorme tantissimo”. Il suo dorme perchè non ha sufficiente energia per poppare e se non poppa non avrà energia. Come spezzare questo circolo vizioso? Certamente non perdendo tempo a fare la doppia pesata e rispettando una pausa di 6/7 ore notturne, ma:
– ascoltando la richiesta di cibo di suo figlio
– attaccandolo al seno ogni 2 ore di giorno e ogni 4 di notte ( o cmq ALMENO 8-12 volte nelle 24 ore)
– stando a letto due giorni col piccolo e alzandosi solo per andare al bagno: si farà anche portare da mangiare
– spremendo il latte se il piccolo fa poppate brevi, o se non si riesce a svegliarlo, e dandoglielo col cucchiaino
– dormendo quando dorme il piccolo -per recuperare le forze
– verificare che faccia 2-3 evacuazioni giallo oro al giorno e almeno 6 pipì chiare
Verificare che cresca almeno 140 g a settimana.

Sonno

 Ho una bambina di 10 mesi che metto a letto alle 10 – 10:30 e fino alle 12:30 si sveglia ogni 1/2 ora. Quando si sveglia vuole essere cullata e a volte attaccata al seno.
Dopo si risveglia verso l’1:30, e poi verso le 2:30. A quest’ora in genere anche se l’attacco al seno non si riaddormenta bene e quindi dopo poco si risveglia e finisce che fino alle 3:30 – 4:00 rimango sveglia perchè lei non riesce a dormire.
Credo che dipenda dal distaccamento dal seno perchè se la tengo attaccata succhia ed è tranquilla ma se la stacco che non dorme bene si arrabbia e comincia a strillare. Sono disperata !

I bambini allattati al seno normalmente si svegliano ogni 3-4 ore e si riaddormentano se ‘riaccompagnati’ dalla poppata. E’ la modalità fisologica e solo alcuni accettano che venga sostituita da una passeggiata. La cosa più facile da fare quando i risvegli sono più frequenti (e questo può dipendere da come è gestito l’allattamento di giorno o altre ragioni che vanno approfondite) è di tenere la bambina nel lettone accanto a sè. In tal modo lei può riposare e la bambina si può attaccare tutto il tempo e le volte che vuole.

 Mia figlia ha 7 mesi. Lo svezzamento è iniziato a quasi 6 mesi e va molto bene. Da quando mangia 2 pappe al gioeno, di notte si sveglia una o due vote e attaccandosi al seno, dopo avere ciucciato bene, si riaddormenta. da 1 settimana circa di notte la piccola si sveglia ripetute volte e sembra inconsolabile. se l’attacco al seno si tranquillizza ma poi si stacca e rinizia a lamentarsi, inarcandosi e piangendo. non riesco a capire se è infastidita, magari dalle gengive che si preparano ai dentini, o da qualcos’altro. Dopo averla dondolata e addormentata in braccio, poi, appena la metto giù rischia subito di risvegliarsi. comunque mi chiedevo se continuare ad attaccarla al seno considerando che pare non servire a tranquillizzarla e se avete un’idea di quale potrebbe essere la causa di questo malessere notturno. Tra le altre cose la bimba ha iniziato il nido ma ormai è da un mese e mezzo che lo frequenta.
I risvegli notturni sono un evento frequente nei bambini allattati al seno , anche dopo il periodo dell’allattamento esclusivo. E’ facile che aumentino, e che si associno a sintomi di irritabilità come quelli che lei descrive, se teniamo conto della separazione e distacco creati dall’inserimento al nido. Questo non è previsto biologicamente dal giovane individuo della ns specie, essendo una pratica inserita solo recentemente nel ns stile di vita (consulta libro Allattare.net). Non sarebbe lei offesa la notte col suo ‘amante’ dopo essere stata mollata tutto il giorno ? La t-e-n-g-a  v-i-c-i-n-o a sè nel lettone, non avrà bisogno di dondolarla passeggiarla (e stancarsi) e l’attacchi al bisogno. Spesso sarà sufficiente e necessario appoggiarle una mano addosso :-)

 Sono mamma di una bimba di quasi tre mesi che allatto esclusivamente al seno.Da circa un mese e mezzo dorme tutta la notte dalle otto fino alle sei e mezza nella culla accanto a me, cresce bene e di giorno dorme spesso e mangia abbastanza ad orari. Mi chiedo è normale che dorma già così tanto di notte?e anche di giorno? a volte penso di avere proprio un angelo…

Lei come figlio ha … un dormiglione. Il segreto è di goderne e assecondarlo adesso che ‘fa comodo’ ( che è il bambino “buono”) ma anche se in futuro dovesse svegliarsi tante volte e cioè ‘disturbare’ (che è il bambino “cattivo”)!

 Ho un figlio di 5 mesi allattato in modo esclusivo. Ora lui pesa 8,100 kg (peso alla nascità 3,570 kg). Durante il giorno fa 4 poppate. Da più di un mese bimbo ha aumentato le poppate notturne dalle due ad un’infinità.. si sveglia ogni ora (capita anche ogni mezzora). Lo attacco al seno tutte le volte, ho notato che più lui mangia più il suo sonno diventa aggitato, con il brontolio nel pancino. La pediatra dice, che il bimbo non digerisce, mangiando di continuo. Mi ha consigliato di darli il biberon con la camomilla al posto del seno. Siccome lui non ha mai mangiato con il biberon, non lo vuole neanche con il mio latte.
Lo rifiuta e si agita. Sono confusa: è giusto o sbagliato quello che sto facendo? Ha raggione la pediatra? Tanti consigliano di non attaccarlo ma lasciarlo piangere finchè non si riaddormenta senza il seno. Cosa mi consiglia?

Se il bambino potesse parlare sceglierebbe il bibe di camomilla o il suo seno? le dico questo per sottolineare l’ovvietà della fisiologia del secondo rispetto al primo e le ragioni del rifiuto del piccolo ad accettare il primo. Oltre che leggere il mio libro Allattare.net per avere (e spiegare anche ad altri) nozioni di fisiologia e sviluppo umano, a me sembra che un bambino che fa solo 4 poppate di giorno, debba ben cercare di attaccarsi di più la notte. Capisco che per lei è stancante (lo è meno se lo tiene nel lettone però), ma per il bambino ancora non c’è differernza fra il giorno e la notte. Il mio suggerimento è di fare la prova : lo attacchi in continuazione un giorno, lo porti in braccio o in una fascia/marsupio, non usi ciucci o tisane (ci sono?) e gli faccia ‘il pieno’ verso sera. E’ molto probabile che si svegli di meno. Se la cosa perdura ne parli con una Consulente IBCLC, per trovare una soluzione personalizzata – ma sappia che i risvegli non hanno nulla a che fare con problemi digestivi (??), ma solo dal desiderio di contatto con la mamma .

 Ho una bambina di 2 mesi che allatta normalmente al seno. Il problema e’ che durante la giornata non riesco a farla dormire nella culla, non appena si addormenta in braccio e la sto per mettere nella culla comincia a piangere con le lacrime e si fa venire la tosse, non so più come comportarmi, ho provato a lasciarla piangere per un po’ perché pensavo fossero capricci ma non smette e si fa mancare addirittura il respiro. Non appena la riprendo in braccio smette all’istante.
Il comportamento di questa bambina è normale. I lattanti umani, come tutti i mammiferi, hanno bisogno di contatto fisico, chi più chi meno. Se esiste il bambino “dovelomettistà” questo è più un’eccezione che la norma. La sua bambina ha dovuto ricorrere al pianto vero e proprio ( grida + lacrime) e alla tosse, per riuscire a far capire quanto è profondo e ancestrale il suo bisogno di contatto. I bambini hanno paura di essere lasciati, molti anche di essere staccati sia pure per brevi periodi per non parlare della notte. Questo comportamento risponde al disegno di una specie di mammiferi che, non avendo le gambe lunghe di una gazzella, né essendo nascosti nella tana come i cuccioli di tigre, ha sviluppato l’arte del gridare per non rischiare di essere predata. Lei può aspettare che la bambina cada nella fase del sonno profondo (quando gli arti si afflosciano) prima di tentare di metterla giù. Se questo non funzionasse, potrebbe tenerla in una fascia porta bebè. Però, se ne parlasse con una Consulente IBCLC, verrebbe a sapere che i capricci non esistono…

 Mia figlia, tre mesi appena compiuti, nelle ultime due settimane è cresciuta di soli 200 g. Alla nascita pesava 3.100 e ora 4700. Da un mese circa non si sveglia durante la notte (dorme anche per 12 ore di seguito) e durante il giorno fa 6 poppate circa. A me sembra che sia in forma ma ho l’impressione che dopo 8-9 ore di sonno sia affamata ma non riesca a svegliarsi. Crede che sia possibile? E’ meglio che dorma di più o che si svegli prima di mangiare (rischiando poi di non riaddormentarsi?).
Una crescita di 200 g in due settimane è appena sufficiente, soprattutto se in caduta rispetto alle settimane precedenti. Per tale ragione un sonno di 8-9 ore è ‘eccessivo’. Se tenuta in prossimità del o dentro al lettone accanto alla mamma (la nicchia ecologica dei lattanti) probabilmente si sveglierebbe spontaneamente per fare una (o più) poppata che le permetterebbe di raggiungere un peso più adeguato al suo target genetico. Il seno poi ha anche la grande funzione di riaccompagnare nel sonno i piccoli.

 G. è una bimba di quasi 6 mesi e mezzo e pesa 7,5 kg.
Il problema che le pongo è quello classico: le poppate notturne. I risvegli notturni sono molto frequenti da circa un mese (4/5/6 volte) e mentre prima capitava che si svegliasse e riaddormentasse da sola durante la notte, ora protesta e non chiude gli occhi se non la attacco al seno che succhia per mangiare, non soltanto per consolarsi. Non è mai stata una gran dormigliona e, a parte un periodo di vacanza al mare di due settimane durante le quali dormiva la notte per 5/6 ore filate – aveva quasi 3 mesi – si era poi “stabilizzata” sui 2 risvegli notturni (verso l’una e le 4 del mattino). La pediatra ha ipotizzato che potesse avere fame e mi ha suggerito di provare 1 aggiunta di latte artificiale (latte di proseguimento)alla penultima poppata della giornata. Mah?!
La sera è molto irrequieta (sembra stanca, sbadiglia, si sfrega gli occhi); ho anticipato la poppata (che fino ad ora era stata alle 21:30) alle 20.30 perché piangeva disperata.. spesso il papà la addormenta cullandola verso le 19:30, lei dorme tre quarti d’ora, ma poi si sveglia piangendo e si calma al seno.
Da tre settimane circa abbiamo iniziato lo svezzamento con la classica pappa. L’ho sempre allattata esclusivamente al seno a richiesta (i primi mesi si attaccava molto spesso e a lungo, mangiava e si addormentava poppando, senza mai dormire per lunghi periodi, è sempre stata piuttosto attiva! Ora si addormenta al seno soltanto la sera e la notte) e continuo tutt’ora con 4 poppate diurne (alle 6:30/7, 10:30, 17.30, 20/20:30). Ha sempre rifiutato il succhiotto con il quale gioca mordicchiandolo e gradisce poco il biberon (mio latte).
La notte dorme nella sua culla (nella nostra stanza, accanto al nostro letto) dove la metto appena si è addormentata poppando; la allatto sdraiata soltanto se sono molto stanca e ho proprio bisogno di dormire perché si sveglia se la trasferisco in culla.
Le chiedo qualche consiglio per aiutarmi a capire cosa sta accadendo e per trascorrere una notte più riposante…

Sua figlia si sta comportando normalmente. I risvegli notturni sono tipici dei bambini allattati al seno e non hanno nulla a che fare con la fame (e ancor meno con la necessità di dare latte artificiale – argh) ma con il desiderio di rassicurazione e ‘contatto’ di cui noi mammiferi dal grande cervello abbiamo bisogno. Come trascorrere una notte più riposante? sapendo quello che sappiamo, dobbiamo usare trucchi e furbizie, insomma l’arte di allattare, allo stesso modo che con un ‘amante insaziabile’ con cui non vogliamo rompere la relazione :-)
1. si porti la bimba nel letto in modo da risparmiarsi l’andirivieni e il relativo freddo alla schiena- la bambina si attaccherà al seno e lei neanche se ne accorgerà, non aspetti di essere molto stanca per farlo
2. le faccia ‘il pieno’ di latte la sera – prima ancora che cominci a piangere l’attacchi da un lato poi dall’altro poi al primo ancora finchè non è piena- si faccia preparare dei gustosi bocconcini per cena in modo da mangiare solo con una mano. Ne guadagnerà l’armonia familiare (e condominiale) poichè nessuno si accorgerà che c’è una bambina se ne anticipa le esigenze.

 Ho un bambino di 2 mesi che allatto esclusivamente al seno. Nicola ha molta difficolta’ a prendere sonno e anche quando ci riesce(chiaramente al seno) una volta messo nella sua culla questo non dura mai più di venti-trenta minuti e si risveglia. In pratica riesce a dormire solo se è a contatto con il capezzolo. Da cosa può dipendere e come posso risolvere senza ricorrere al succhiotto che potrebbe interferire sull’allattamento? inoltre le poppate, a cui io do un limite massimo di 30-40 minuti, per lui non avrebbero mai fine. potrebbe trattarsi di latte insufficiente o solo di richiesta di contatto? (sta crescendo una media di 150 gr settimanali)?
La cosiddetta dipendenza dal seno per addormentarsi è parte del progetto biologico dell’infanzia – molto difficilmente saremmo spravvissuti nell’ambiente ostile dei primordi dell’umanità se i ns. cuccioli fossero stati ‘messi giù’ dalle madri. Adesso loro non sanno che l’ambiente esterno è cambiato . Quello che bisogna fare è aspettare che dal sonno leggero il piccolo cada nel sonno profondo (arti flosci) prima di metterlo giù, e dopo aver riscaldato la culla. Se il bambino cresce bene con poppate così lunghe, probabilmente è perchè non sa/può fare meglio. Semmai contatti una Consulente IBCLC, per vedere se la tecnica di poppata può migliorare.

 Allatto ancora il mio bimbo di 8 mesi che già da 2 fa pranzo, cena e merenda. Si sveglia di notte ogni 3 ore per attaccarsi al seno. E’ possibile evitare di darglielo facendolo piangere per qualche notte? Imparerebbe a dormire di più? E’ solo un capriccio o un’esigenza vera?
Come potrà leggere in Allattare.net i risvegli notturni sono legati allo sviluppo dei bambini, non sono capricci – come si fa intendere comunemente. E’ un’esigenza che nasce dalla maggiore maturità del giovene individuo che capisce meglio la separazione del giorno dalla notte e della madre dal sè (inizio della fine della simbiosi). Capisco la stanchezza (cui molte mamme ovviano portandosi i piccoli nel lettone), ma dovrebbe essere consolante sapere che il proprio bambino si sta sviluppando fisiologicamente!

 Sono papà di un bel bimbo di 18 mesi e vi scrivo per avere un parere.
Mia moglie allatta ancora al seno il nostro bimbo, essenzialmente il tardo pomeriggio quando torna dal nido e la sera per addormentarsi.
E qui nasce il problema: una volta addormentatosi, dopo un lasso temporale variabile dalla mezz’ora alle due ore, si sveglia invocando a gran voce la mamma e il suo seno.
In pratica, capita addirittura che non riesca a staccarlo dal seno per tutta la notte.
Durante la visita per il bilancio,la pediatra ci ha “caldamente invitato” a togliere il seno al bimbo, perchè potrebbe avere anche conseguenze per il suo sviluppo psicofisico.
E noi di conseguenza siamo combattuti su cosa sia meglio fare.

Non ci sono evidenze documentate e pubblicate di bambini con problemi psicofisici da allattamento prolungato. Perchè io non ne conosco, nè in italiano nè in inglese (che è la lingua ufficiale delle pubblicazioni scientifiche). Né ne incontro nella mia pratica. Né in questo paese, dove si era allattati per due anni fino ai primi del ‘900, c’erano problemi psicofisici più frequenti di adesso. Il bambino va all’asilo e per ricucire il rapporto con la mamma mette in funzione i canali bio-comportamentali che la natura gli ha fornito. Tutto qui.

 B. ha quasi 9 mesi ed e’ sempre stata allattata al seno a richiesta, ancora ora, nonostante le due pappe del giorno e della sera introdotte a 6 e 7 mesi. Mi chiedevo cosa fare con l’acqua, devo dargliela e quando oppure il latte e’ sufficiente ad idratarla? inoltre lei dorme molto la notte, ( in media 10/11 ore) ma poco durante il giorno, una mezz’oretta a meta’ mattinata, una 1/2 ora dopo pranzo e una 1/2 verso le 6 del pomeriggio. E’ sufficiente? non so come farla dormire perché’ lei e’ sempre attenta e curiosa a ciò che ha intorno si addormenta con me ( al seno) e quando me ne vado dopo poco si sveglia.
I bambini allattati sono appagati dall’acqua contenuta nel latte materno (87%). Quando hanno sete si fanno capire e come! Idem per le ore di sonno: lei dorme quando e quanto le serve.

 Ho un bambino di due anni che sto ancora allattando. Il problema è che si addormenta solo ciucciando e si sveglia ripetutamente durante la notte alla ricerca del seno per riaddormentarsi. Questo accade anche durante tutto l’arco della giornata usando il seno come consolazione. Vorrei riuscire a staccarlo dal seno perchè sta diventando molto pesante. Dormo ad intermittenza da ormai due anni. Mio marito dorme in un’altra camera per lasciarci “dormire” più larghi. Ho provato molti artifici per staccarlo dal seno ma non ci sono riuscita. Può aiutarmi a scegliere il metodo meno traumatico?
Bisogna che lei prenda innanzitutto con se stessa la decisione seria e serena di svezzare la bimba dal seno. Occorre ad es. che dopo la poppata della buona notte, lei si ‘sfili’ dal lettone e lasci che a gestire i risvegli del bambino sia suo marito (o altra persona di cui il bambino e lei vi fidate). Ci saranno delle proteste (forse deboli o forse per niente) ma lei può stare tranquilla perchè sa che qualcuno lo sta confortando. Al mattino potrà dargli la poppata del buongiorno. Non è una ricetta magica che funziona sempre, e ogni famiglia deve personalizzare tale tecnica – il minimo comune denominatore essendo sempre la gradualità e la sensibilità nei confronti del bambino che abbiamo davanti.

 Ho allattato già la mia bimba di quattro anni al seno fino ad un anno di età. Il mio secondo bimbo pesava alla nascita 4 kg e 100. A un mese pesava 5150, a due 6100. Fino ad una quindicina di gg fa la situazione notturna era gestibile. Mangiava un paio di volte e si riaddormentava. Ora però che a tre mesi pesa 7300 è diventato “insopportabile “. Si sveglia 7 o 8 volte. Eppure è proprio di notte che ho molto più latte…di giorno mangia più o meno ogni tre ore e dorme tranquillo …
Ho chiesto alla pediatra di dargli una pappina la sera ma mi ha sgridata. Mi ha risposto che prima di 4 mesi e mezzo non si svezza nessuno. Che lui mangia troppo in quanto di notte non lo dovrei allattare e di giorno ormai dovrebbe mangiare solo 4 o 5 volte. “ne vogliamo fare un obeso?”mi è stato detto. Sinceramente sapevo che il latte materno aiuta anche ad evitare l’obesità ma guardo mio figlio qnd mangia: è vorace, ha fame e le sue poppate non durano più di 10 minuti poi si stacca mi guarda soddisfatto e mi sento felice. Solo vorrei dormisse quattro ore di seguito la notte. Che fare? dormiamo già vicini nello stesso letto e poi?

Capisco quel suo desiderio di quattro ore di sonno, ma … l’altro non è ancora pronto. Questi bambini ‘poppoloni’ somigliano un po’ a quei mariti insaziabili che vogliono “farlo” sempre :-)
In realtà è tutto normale e anche se allatta tanto la notte il rischio obesità è veramente basso proprio perchè assume latte materno. Le pappe prima dei sei mesi possono non essere ben tollerate e non stimolare un’adeguata maturazione immunitaria: l’intestino non è solo l’organo della digestione ma anche il più grosso organo dell’immunità. Chi vuole avere cioè un bambino che dorme (e non è detto) ma che si ammala sempre? Il mio suggerimento è di dormire quando dorme lui (la nonna può dare una mano con l’altro) e pazientare un altro po’ – si assesterà presto.

 Sono mamma di un bambino di due anni e quasi 6 mesi allattato al seno e cresciuto bene pur essendo nato un po’ sotto peso 2,7 kg. All’inizio era spesso attaccato al seno perchè essendo piccolo si addormentava mentre ciucciava,così ha preso l’abitudine a dormire con il seno.
Ora dopo più di due anni per dormire vuole sempre il seno. Ho provato il metodo Estevil per 24 ore ma per tutto il giorno ha dormito solo 4 ore (dalle 2 di notte alle 6) poi non ha più dormito fino a mezzanotte del giorno dopo e io ho mollato il metodo (che mi sembrava ingiusto e inutile).
Ho provato sin da piccolo a fare rituali della nanna con storie, massaggi, canzoni,….ma non ha funzionato niente.
Io lavoro part-time e al pomeriggio è mia madre che dovrebbe farlo dormire ma quasi mai ci riesce… Come posso fare per staccarlo dal seno senza farlo piangere?

E’ molto comune per i bambini allattati al seno addormentarsi col seno. Non è una “dipendenza” acquisita, ma un meccanismo selezionatosi probabilmente con l’evoluzione dell’uomo e di una modalità di accudimento che garantiva, e ancora lo fa ai tempi nostri, nutrimento e protezione della prole allo stesso tempo. Molte mamme non se ne dolgono e lasciano che il bambino maturi spontaneamente, magari con delle ‘spintine’ come ne può leggere nelle FAQ. Se leggerete Allattare.net potrete poi trovare chiarimenti su cosa e normale cosa no. Infatti quello che mi riporta non è un *problema* in assoluto ma lo è spesso agli occhi/giudizio di altre figure (la nonna? il pediatra? amici?altri?). Oppure è un problema per lei (per la sua vita sociale? o sessuale? per il suo lavoro?per la sua salute? altro?). Non mi stupisce che non abbiano funzionato né il metodo Estevil né i “rituali”. Il primo non funziona perchè non ha basi scientifiche e non insegna l’empatia nei confronti dei piccoli, lasciando poi l’amaro in bocca ai genitori. I cosiddetti rituali sono delle tecniche estrapolate dalla psicologia comportamentista senza poggiare sulla fisiologia della lattazione.

 Il mio bimbo ha quasi 15 mesi. Ho smesso di allattarlo di giorno perchè lavoro e va al nido, ma continuo la notte perchè altrimenti non dorme. Non solo si sveglia per poppare, spesso dopo un paio d’ore di sonno proprio non ha più voglia di dormire. Allattandolo, alle volte, riesco a rimetterlo a letto.
Vorrei sapere se faccio bene a non allattarlo più di giorno o se questo può peggiorare le cose la notte… Il bambino dorme davvero male e ogni consiglio è ben accetto!

La domanda da porsi è:” Qual’è la normale fisiologia del sonno nei bambini allattati al seno – e perciò essi stessi NORMALI – nel secondo anno di vita?”. La norma è quella che lei mi descrive. Perciò interpretare il sonno di suo figlio come disturbato (‘dorme davvero male’)è una lettura del nostro tempo, secondo la quale il bambino deve fare una tirata di sonno come noi adulti. Poppare ancora la notte inoltre andrebbe salutato come il mantenimento di un comportamento normale davanti al fatto che di giorno il piccolo va all’asilo in una fase precoce rispetto alla sua maturità sociale (che si raggiunge -ebbene sì- a tre anni: le ragioni per cui i bambini vengono mandati prima all’asilo sono legate all’organizzazione del lavoro degli uomini e delle donne…). Insomma, lei sta facendo bene. Se poi fosse stanca e non ce la facesse, allora il discorso andrebbe affrontato in maniera diversa, tenendo conto di questi aspetti.
Se vuole capire di più sul sonno dei lattanti legga Allattare.net e Besame mucho di C. Gonzales .

 Allatto al seno la mia seconda bambina da 4 mesi con successo. Sei pasti sino al terzo mese, cinque sino a due settimane fa. La bambina, sin dai primi giorni di vita ha sempre dormito tutta la notte (dall’ultimo pasto alle ore 22.00 circa sino almeno alle 6.00 del mattino)ma da circa due settimane il risveglio mattutino è sempre più anticipato (5.00, 4.00 3.00!!)è molto assonnata quindi mangia quanto basta per poi riaddormentarsi sino alle sei, sette del mattino. E’ possibile che io abbia poco latte nelle ore serali, posto che dopo il pasto delle 18.00 non riesce più a mantenere un intervallo di quattro ore ma spesso richiede di mangiare dopo due ore e mezza, tre?
I bambini allattati al seno, lo dicono tutti oramai, non hanno né orari né schemi, né a 1 mese né dopo: la sua bambina quindi si sta comportando in base alle sue esigenze nutrizionali e di sviluppo. La assecondi, perchè evidentemente *adesso* le serve questa poppata notturna che *prima* non c’era. Non c’entra il poco latte. Per capirne di più legga Allattare.net : le saranno svelati tutti i segreti (e i tabù) che circondano il mito del sonno continuato dei lattanti!

 Mio figlio ormai ha quasi 15 mesi però prende ancora il mio latte, pur mangiando di tutto, ormai il latte mi è rimasto solo nel seno sinistro (per mia fortuna) molto spesso salta il pasto per prendere il seno, lui lo prenderebbe sempre, di giorno di notte in qualsiasi momento della giornata, io non ce la faccio più, di notte si sveglia dalle 4 alle 6 volte, non dormo più da un pezzo, diciamo da quasi 15 mesi.. io non lavoro per cui sono sempre a contatto con lui e per me è difficile gestire questa situazione visto che non voglio farlo piangere, si cerco di distrarlo ma alla fine cerca sempre il seno ed io stanca glielo do, vorrei levarmi il latte, tempo fa avevo chiesto alla pediatra come fare però non sono del tutto convinta, ho letto che potrebbe fare male, vorrei un consiglio da lei, un’altra problematica e farlo dormire nel lettino, lui dorme solo nel lettone con noi e non ha intenzione di stare da solo, ho provato per due sere ma niente, come lo mettevo nel lettino si svegliava, la notte dormiva veramente poco come se sentisse la nostra lontananza, ma secondo lei si sveglia spesso perchè ha fame e ormai il mio latte non è più sostanzioso come prima?

Non necessariamente la necessità di conciliare la salute fisica (il riposo notturno) di una mamma con l’allattamento di un bambino grandicello passa per la sospensione drastica dell’allattamento. Ci sono vie intermedie, come quella di sospendere l’allattamento solo di notte (vv FAQ Svezzamento programmato) e mantenerlo di giorno. La famosa pillola può far male perchè tutto ciò che blocca una funzione fisiologica del ns corpo (come l’allattamento ben avviato) può dare dei contraccolpi sul fisico. Ma soprattutto non è la soluzione ideale dal punto di vista della relazione col bambino – non le pare?
La questione del latte sostanzioso o meno: è plausibile che l’organismo consumi una frazione del suo bilancio energetico senza motivo? ovviamente no. In realtà i bambini dal latte e dal seno ottengono anche contatto oltre che nutrimento , la natura ha messo le due cose insieme. Sul libro Allattare.net è molto ben spiegato che cosa significa allattare a lungo, e anche di notte e ci sono diverse strategie che le mamme adottano per continuare o per smettere.

 Ho 19 anni e un bimbo di 2 mesi che è abbastanza tranquillo mangia e dorme .. volevo chiedere una cosa è possibile fargli fare tutto un tiro la notte??? intendo farlo dormire tt la notte … come si potrebbe fare?? non perchè mi stanchi o mi scocci ma era giusto per sapere.
Vedo che è molto giovane e che probabilmente per questo tende a dare ascolto a “credenze e miti sul sonno dei lattanti” che vengono tramandati da persone più grandi ma non per questo più esperte. Se leggerà il libro Allattare.net capirà che il sonno dei lattanti è fisiologicamente spezzato :-) Il motivo principale anche se non unico è che hanno bisogno di mangiare poco e spesso. Pensi che solo fino a 2 mesi fa il suo bambino mangiava continuativamente h24 grazie al …cordone ombelicale. La transizione a pasti più radi e all’interruzione notturna avviene perciò con la fine dell’allattamento.

 La mia bimba ha un anno e la allatto ancora. Ne sono particolarmente contenta perché l’inizio dell’allattamento era stato difficoltoso. Ovviamente mangia di tutto. La notte si sveglia due-tre volte e si riaddormenta stando attaccata al seno. Mentre dopo la prima poppata della notte la rimetto nel lettino, le volte successive la lascio nel lettone con me, in questo modo riesco a riposarmi abbastanza non facendo su e giù dal letto. Quindi, e vale anche per la pennichella dopo pranzo, la bimba si addormenta al seno o comunque in braccio e solo quando dorme pesantemente si riesce a metterla nel lettino, per cui quando si risveglia si ritrova in un luogo diverso da dove si era addormentata… mi chiedo se va bene questa cosa, o se per la piccola è ogni volta un piccolo spavento. In molti mi dicono che dovrei addormentarla direttamente nel lettino, ma lei non vuol proprio saperne… anche quando è molto stanca e sbadiglia, se la appoggiamo nel lettino piange disperata. Va bene se continuo così (ad addormentarla al seno o in braccio) o si tratta di un vizio da eliminare, visto che la bimba non è più piccolissima?

“… mi chiedo se va bene questa cosa, o se per la piccola è ogni volta un piccolo spavento”: questo varia da bambino a bambino ed è con la sensibilità che ogni madre ha maturato dopo un anno di allattamento che si può meglio valutare
“In molti mi dicono che dovrei addormentarla direttamente nel lettino”: si tratta degli stessi ‘molti’ che di allattamento sanno ‘poco’
“o si tratta di un vizio da eliminare, visto che la bimba non è più piccolissima?”: come può leggere nelle FAQ e in Allattare.net, il ‘vizio’ è una interpretazione culturale di un bisogno infantile, in una cultura come la nostra che esalta la separazione precoce dei bambini dalle madri.

 Ho un bambino di 20 mesi e lo allatto ancora perchè è l’unico modo per addormentarlo. So che è un brutto vizio ma non ha mai voluto nè ciuccio ,nè biberon. La notte si sveglia spesso e una volta riesce ad ottenere il suo tanto desiderato latte perchè,sfinita,glielo permetto. La prego di aiutarmi a risolvere questo problema che le assicuro mi sfinisce.
Se è sfinita allora deve con tutta probabilità attuare lo svezzamento notturno (vv FAQ Svezzamento programmato), che consiste nel lasciare il bambino dalle 24 alle 6 con qualcun’altro (che lo coccola, passeggia ecc e ne allevia i pianti) consentendole di “ricucire” la relazione d’allattamento di giorno (almeno per un altro po’) per non troncare l’allattamento di botto – se possibile. In realtà questa modalità d’addormentamento non è un vizio, ma la modalità prevista in natura per addormentare i cuccioli di mammiferi umani. Se è stata chiamata ‘vizio’ è perchè solo recentemente nella storia dell’umanità il dormire insieme ai genitori è … passato di moda.

Crescita peso / lunghezza

 IL MIO BAMBINO PESAVA KG 4040 ALLA NASCITA. DIMESSO CON CALO A KG 3630 ORA A DUE MESI ESATTI PESA KG 6950, ALLATTAMENTO SEMPRE AL SENO. IL BIMBO CRESCE DAI 300 AI 500 GRAMMI A SETTIMANA E MANGIA OGNI 3 – 4 ORE A RICHIESTA. MI DOMANDO SE QUESTA CRESCITA ESPONENZIALE POSSA NASCONDERE QUALCHE PROBLEMA O E’ DEL TUTTO NORMALE.
E’ normale; il bambino non ha neanche incrociato 1 percentile in due mesi e non i 2-3 che ci farebbero definire la crescita esponenziale. Egli è passato infatti da >85° alla nascita a <97° a due mesi (vv Curve di crescita OMS fra i Link).

 La mia bimba di tre mesi pesa 5,34 kg e alla nascita pesava 2,600. Le sue poppate fino a 15 gg fa erano abbondanti, da 120-150 g l’una, con una crescita settimanale di 200 a volte 250 g. Nelle ultime due settimane mangia 90 gg a poppata . E’ normale questa crescita?
La piccola ha più che raddoppiato il peso nascita a soli tre mesi. Il rallentamento della crescita è fenomeno normale nei bambini allattati al seno, passati i primi mesi. È meglio evitare di fare la doppia pesata, perché quello che conta è fare attenzione ai segnali di fame e soddisfazione della piccola (che può voler mangiare di meno ma più volte) e all’andamento lungo la curva di crescita.

 Il mio bambino ha tre mesi, peso alla nascita Kg 2.97, ora pesa Kg 5.02. Lo allatto al seno ogni 4 ore circa, nell’ultimo mese mi pare abbia rallentato la sua crescita: una settimana è stata nulla (ho dato la colpa alla gola arrossata), la successiva g 180 (abbastanza bene anche se nei primi mesi cresceva di più), poi g 140 (era la settimana in cui ha fatto il vaccino) e l’ultima solo g 50. Preciso che in alcuni giorni il bambino ha frequenti ed abbondanti rigurgiti sia di latte cagliato che ancora liquido. Mi devo preoccupare?

Il bimbo sta mantenendo la sua curva di crescita  OMS . Se la frenata dell’ultima settimana, probabilmente legata al malessere da vaccinazione, dovesse ripetersi allora dovrà rivedere l’alimentazione al seno (frequenza delle poppate, presenza di ciucci o tisane, altre ragioni di separazione mamma/lattante). I rigurgiti abituali del lattante non comportano ritardo di crescita nella stragrande maggioranza dei casi.

 Mio figlio ha sempre poppato regolarmente crescendo circa 1 kg al mese. Ora al quarto mese però ha aumentato la frequenza delle poppate, e l’ultima settimana è cresciuto solo 120 grammi. I miei seni sono più morbidi e temo di stare perdendo il latte; mi consigliano la aggiunta. Cosa devo fare?
La crescita normale di un lattante è di 100 – 200 g a settimana ( a seconda dell’età, sesso, peso nascita ) mediamente nei primi sei mesi di vita; di 85 – 140 g a settimana nei secondi sei mesi (dati Oms-Unicef). Quindi un aumento di peso di 120 g a settimana è senz’altro più che adeguato, anche perché man mano che passano i mesi l’incremento ponderale si va riducendo. Se le poppate sono aumentate può essere legato al caldo stagionale, e quindi a una maggior richiesta di liquidi; o a una maggiore richiesta di contatto con la mamma (quante poppate faceva prima, quando lei dice ” regolarmente”?). I seni sono più morbidi…per fortuna! Vuol dire che si sono aggiustati alla richiesta del piccolo e sono in grado di offrire tutto il latte necessario alla sua crescita senza indurirsi fastidiosamente. È bene non introdurre alcuna aggiunta perciò, e continuare ad allattare esclusivamente per 6 mesi.

 Il mio bimbo (di circa 40 giorni), che allatto esclusivamente al seno, sta crescendo splendidamente. Pesandolo nudo una volta alla settimana è aumentato di: 260 g, poi di 330 g, di 360 g, infine di 410 g. Mi chiedo: sarà troppo??? Per le prossime settimane, devo aspettarmi sempre una crescita intorno ai 400 g o è possibile che l’aumento di peso sarà minore?
Questa crescita,veramente strepitosa, si placherà quando…il bambino deciderà di assumere meno latte. I lattanti allattati al seno infatti, sono dotati di sistemi di autoregolazione che fanno sì che, passati i primi 2-3 mesi, crescano via via meno.

 Ho una bambina di un anno e dieci giorni, pesa 13.800 kg. Attualmente prende due pappe e tante poppate sia di giorno che di notte, tra l’altro non beve altri liquidi, neanche l’acqua.
Il pediatra mi ha detto che la piccola pesa troppo, rischia l’obesita’ e che dovrei sostituire le poppata con la camomilla.La bambina non l’ha mai bevuta e in pratica ne assaggia qualche cucchiaino e basta.
Fermo restando che desidero ancora allattarla senza nuocere in nessun modo alla sua salute, puo’ dirmi quante poppate a questa eta’ dovrebbe fare?


Di bambine allattate al seno e sovrappeso, e delle loro crescita non abbiamo dati. Personalmente – e il mio ambulatorio è ad alta prevalenza di bambini allattati – non ne ho mai visto che rimangono sovrappeso/obesi oltre il 2°-3° anno di vita. Si sono tutti ‘sfinati’ una volta cessato l’allattamento. La bambina farà tutte le poppate che vuole , non ci sono numeri ‘esatti’, continui pure ad allattarla a richiesta.

 Sono mamma di un bambino (il primo) do tre mesi allattato esclusivamente al seno, peso alla nascita 4,3kg, 4,1kg alle dimissioni dall’ospedale e oggi 6,3kg.In questo ultimo mese dormendo nel lettino il bambino fa 6-7 ore continue di sonno la notte (in carrozzina era irrequieto) e le poppate nelle 24 ore si sono ridotte a 5 (6 in casi eccezionali).Il bambino sta bene, quando è sveglio è attivo, desideroso di giocare e sorride spesso, la mia preoccupazione è che in queste ultime settimane è cresciuto 50 g scarsi….può essere che sia dovuto al fatto che in previsione dei tre mesi (appena raggiunti comunque) il peso abbia incominciato a crescere di meno?e’ vero che non bisogna fare confronti ma altri bambini nati con un peso inferiore hanno registrato all’età di tre mesi pesi superiori…è anche un discorso di geni o comunque costituzione fisica?

Il discorso è infatti non di genetica o di rallentamento di crescita ma di … troppe ore di sonno innaturale. Come potrà leggere in Allattare.net, le poppate dei piccoli devono potersi dipanare nell’arco delle 24 ore con richieste spontanee di seno. Ma il *luogo* in cui questo comportamento emerge spontaneamente non deve essere di separazione fisica dal corpo della madre – come un lettino o una carrozzina. Ergo, si metta il bambino vicino la notte (o parte di essa) in modo tale che il bambino possa svegliarsi col fruscio delle lenzuola, col movimento del corpo materno, il suo odore e calore e sincronozzarsi ai suoi (non avvertiti) risvegli. Le poppate in più gli forniranno latte in più. Alternativamente, lo indossi di giorno in una fascia e gli fornisca le poppate in più nelle ore diurne. Quante ? quante ne servono a crescere almeno 110-130 g a settimana, cioè 3-4- 5 in più, sarà il bambino a stabilirlo (allattamento a richiesta). Probabilmente serviranno tutte e due le opzioni.

 Mi figlia ha tre mesi ed una settimana, quando è nata pesava 3.610 e lunga 49.50 cm- ad oggi pesa 5,825 e lunga circa 64 cm – la settimana scorsa è aumentata di peso solo 55gr (non ho dato molta importanza perchè aveva fatto da poco la vaccinazione). Questa settimana pero’ è aumentata solo di 30g e le poppate variano da tre a quattro al giorno (per necessità ho dovuto titare il latte e riesco a tirarne circa 120/130 gr). E’ il mio latte che non “va” ? mi devo preoccupare che la bimba non sta crescendo? quanto dovrebbe mangiare a poppata?
Non è il latte ‘che non va’ ma sono le poche poppate al seno, non si fissi sulla quantità di latte a singola poppata. E’ utile fare la ‘maratona di 48 ore”: si metta a letto con la bambina senza fare altro , fa finta di essere ammalata:) , allattandola in continuazione giorno e notte e facendo contatto ‘pelle-a-pelle’. In due giorni crescerà più che nella scorsa settimana. Si circondi di mamme che allattano con efficacia e cerchi un pediatra ‘amico dell’allattamento’.

 Ho un bambino di quasi 4 mesi allattato finora esclusivamente al seno, alla nascita pesava 2,640, adesso pesa 6,100. Nei prmi due mesi è cresciuto bene (quasi 1,300 al mese) adesso ha rallentato molto la crescita, non è un grande mangione vuole ciucciare da un seno solo, so per certo di avere latte in abbondanza. Si attacca solo se ha veramente fame altrimenti si arrabbia se gli propongo il seno. Prima ciucciava ogni tre ore circa, adesso le ha allungate a quattro ore e rotte e non prende maggior quantità di latte perchè, anche se so che è sbagliato a volte faccio la doppia pesata(non ne prende mai più di 140 al massimo… è possibile che non gli piaccia più il mio latte? dovrei iniziare ad introdurre altri cibi? la mia prima bambina l’ho allattata esclusivamente al seno fino a quasi sette mesi le ho dato giusto solo un pò di frutta dal quarto mese… inizio ad essere un pò in crisi mi aiuti.
Allora accetti la crescita del piccolo, che si colloca più o meno in linea con il peso nascita (vv Curve di Crescita OMS fra i Links). NON vi è necessità di introdurre precocemente la frutta (che si usa nelle diete dimagranti), ma lo assecondi e aspetti i sei mesi.

 Sono mamma di una bimba di 6 mesi,sin dall’inizio allattata al seno,ora è da circa un mese che ho iniziato lo svezzamento,vorrei sapere quanti grammi dovrebbe prendere dal sesto mese in poi?
La crescita del lattanti rallenta già dopo il 3°-4° mese; dopo il sesto mese i bambini crescono normalmente da 85 a 140 g a settimana di media.

 Quanti grammi di latte per poppata dovrebbe assumere mediamente una bimba di 45 giorni?
Poiché la produzione di latte avviene in ragione delle frequenti richieste del bambino, essa può variare da poppata a poppata, da giornata a giornata e da bambino a bambino. Per questo ha poco senso quantificare la singola poppata tramite la doppia-pesata. Ha più senso semmai parlare di produzione giornaliera, che oscilla intorno agli 800 ml pro die, a partire dalle 4-6 settimane di vita.

Ho una bimba di 3 settimane. Dopo la montata lattea, mia figlia è aumentata di peso i primi giorni, poi dopo una settimana l’abbiamo pesata ed era tornata al peso delle dimissioni dall’ospedale.
Il pediatra ci ha consigliato di fare la doppia pesata e dare l’aggiunta. Così abbiamo fatto per 3 giorni ma a me piacerebbe allattare esclusivamente al seno.
Leggendo il vostro sito abbiamo capito che dobbiamo scalare l’aggiunta ma, se non usiamo la doppia pesata, come capiamo se mangia a sufficienza?”

La doppia pesata non fa parte della conduzione dell’allattamento al seno dei bambini sani e nati a termine, per varie ragioni: il latte tirato da una bimba non allenata sarà poco inizialmente, e la bilancia potrà non registrare neanche la differenza, con conseguente avvilimento della mamma. Consuma tempo e innervosisce i bambini. E’ invece sul numero di pipì/popò che si controlla se una bambina assume latte a sufficienza : 1-2-3-4 pipì al giorno, dal primo g di vita al quarto; poi le pipì devono apparire chiare e inodore come l’acqua, arrivare a 5 e poi 6 o più dal sesto giorno di vita. Le scariche saranno di meconio per i primi 2 giorni, poi di transizione per altri 1-2 giorni, poi giallo oro o senape in numero da 1-3 dal quinto – sesto giorno. Questo, insieme a una crescita settimanale che varia da 100-200 (media) a settimana nei primi 3 mesi di vita, a bambina soddisfatta e vitale, ci indica che assume latte a sufficienza.

 Mia figlia ha sei mesi; nata di 2700 g, sempre allattata esclusivamente al seno ha avuto un incremento del peso elevato sino ai 4 mesi (6 Kg); in seguito ha preso molto meno ed ora pesa circa 7 Kg. La pediatra mi ha consigliato già un mese fa l’aggiunta serale, ma io l’ho solo attaccata più spesso al seno durante il giorno e la notte.
Mi chiedo se semplicemente la bimba non sia ritornata sulla ‘sua’ normale curva di crescita che aveva quando è nata. Tra poco vorrei iniziare lo svezzamento: quanto dovrebbe crescere?

Se lei scarica le curve di crescita OMS dal Link e ci riporta i due pesi, noterà che essi si collocano più o meno sulla stessa curva, detta percentile. ANZI: attualmente il peso si trova leggermente più in alto, a significare che la bambina sta crescendo egregiamente, lei si può fidare della sua richiesta e non c’è bisogno di fornire aggiunte di latte artificiale.
Nel secondo semestre i lattanti crescono da 85 a 140 g a settimana, a seconda dell’individuo.

 Il mio bambino compie quattro mesi dopodomani.Fino ad ora è sempre cresciuto molto bene(200-250g a settimana)ma nelle ultime tre settimane è cresciuto 50-100-50.La pediatra mi ha fatto fare la doppia pesata.da qui è risultato che mangia,per esempio le propongo una giornata:120-120-80-55-130-35-55-70 in più la poppata notturna che non ho pesato. Ora la mia pediatra mi dice che seccondo lei bisogna fare un aggiunta di 80 g perchè dovrebbe mangiare circa 180g a pasto,ma io non sono d’accordo. E’ vero che a volte mi sembra un po’ nervoso,ma penso che se avesse fame non dormirebbe dalle 8 le 2 come un sasso.E poi se lo porto fuori tutto sparisce.Potrebbe essere che si attacca così spesso,magari mangiando poco,per noia? Comunque rimane che è cresciuto poco.Secondo lei come mi devo comportare?Il primo l’ho allattato esclusivo anno,vorrei fare lo stesso col secondo.
Dormire 6 ore di fila per un bambino che cresce ha un significato – sazietà; in un bambino che non cresce ne ha un’altro – rifugio nel sonno. Non condivido però la soluzione di dare l’aggiunta perchè questa – come lei ha intuito – inibirebbe ulteriormente la secrezione di latte. La soluzione perciò è di allattarlo di notte, portandoselo comodamente nel lettone o in un lettino attaccato.

Ho un bambino di 5 mesi, cresciuto alcuni mesi bene altri meno bene.
La mia domanda è un’altra. Nel libro dice che un bambino fino a sei mesi deve bagnare 6 pannolini di pipì al giorno per confermare che si nutra a suffucienza. Noi arriviamo a 5 ed alcuni abbastanza scarichi.
Quanta pipì ci deve essere in questi pannolini?

Il numero di pannolini bagnati deve cmq essere confrontato con la crescita del bambino – se questa è adeguata, va tutto bene. Un pannolino di peso adeguato è quello che si soppesa con la mano dopo avervi versato 3 cucchiai di acqua.

 Grazie anche ai vostri consigli la mia bambina è stata fino ad oggi allattata esclusivamente al seno. Ha ormai cento giorni esatti, è gioiosa e vivace ma ho paura che sia sotto peso. Oggi pesa 5.650 kg, alla nascita pesava 3.640 Kg. Ho paura che non sia cresciuta abbastanza e che si renda necessario latte artificiale.

La “crescita” di un lattante va oltre il mero incremento ponderale. In altre parole, è più sano un bambino in allattamento esclusivo al seno che raggiunge un peso accettabile o uno in allattamento misto che raggiunge un peso superiore? la risposta giusta è la prima.

 Sono la mamma di una bellissima bambina che a giorni spegnerà la sua prima candelina. Ho avuto un cesareo ma mi sono da subito impegnata nella fantastica esperienza dell’allattamento e tutt’ora sono felice di potere ancora viverla. Sono state tante, però, le difficoltà:per primi i pediatri dell’ospedale dove ho partorito che “sponsorizzano” molto l’alimentazione artificiale mettendo a dura prova la sicurezza che ogni mamma PUO’ e deve allattare. Ora, però, a me viene un dubbio…dal sesto mese ho cominciato a svezzare la mia piccola senza mai farle mancare il mio latte..da qualche mese ho ripreso a lavorare, perciò, anche se quando ci sono vige sempre la regola dell’allattamento a richiesta, le poppate si sono ridotte e il mio seno sembra sgonfio, inoltre da quando ho cominciato a lavorare, la piccola non vuole il cibo quando non ci sono e negli ultimi 2 mesi è cresciuta davvero poco (rimane comunque una bambina di peso sopra la media, pesa infatti 10,300kg).Che siano i seni morbidi e un pò meno importanti causa dello scarso accresimento di mia figlia? e poi, quanto incide il latte a quest’età nella crescita di un bambino?secondo lei dovrei aggiungere nella sua dieta, fatta non solo di pappe e minestre,ma anche di yogurt e frutta, anche del latte vaccino o quello di proseguimento?
Lei ha colto perfettamento quanto il rientro al lavoro rappresenti una sfida per la mamma che allatta! Tuttavia la rallentata crescita dei lattanti nel secondo semestre di vita è un fenomeno normale: se la bambina avesse fame si getterebbe più voracemente sul cibo (che mi sembra più che adeguato per quantità e qualità)o si sveglierebbe la notte per poppare di più. I seni meno pieni sono solo il segno dell’aggiustamento fra offerta e richiesta di latte :-)

 La mia bambina ha 5 mesi, peso alla nascita kg 3.500 ora kg 8.500. E’ allattata esclusivamente al seno, nell’ultima settimana anziché aumentare di peso ha perso 100 g pesava kg. 8.650.Si attacca al seno 4/5 volte al giorno, non faccio la doppia pesata, pertanto non so quanto latte assuma ad ogni poppata. Il mio latte è ancora abbastanza, quando la bimba si stacca dal seno vedo che continua ad uscire latte. E’ forse arrivato il momento dello svezzamento? potrebbe essere il mio latte meno nutriente? Da cos’altro potrebbe dipendere il calo di peso?

La bambina ha *ben* più che raddoppiato il peso nascita, cosa che ci impedisce di pensare che un latte così nutriente sia improvvisamente e misteriosamente diventato inadeguato … Rer poter essere più mirata dovrei vedervi in consulenza, in mancanza della quale posso ipotizzare perchè la bambina non sia cresciuta bene:
– è stata vaccinata
– sta incubando un’infezione per cui ha poco appetito
– è disturbata dalla dentizione
– la mamma si è occupata d’altro (battesimo, trasloco ecc)
– l’ha messa a dormire da sola
– ha utilizzato un ciuccio che prima non c’era
– è molto distratta
– ha deciso di ridimensionarsi nella crescita
In ogni caso l’inizio delle pappe deve essere preceduto dalla prontezza/desiderio/interesse della bimba e cmq in presenza di scarsa crescita che si verifica dopo un “aumento” delle poppate, e non la sua diminuzione come nel suo caso :-)

 Leggendo il suo libro capisco che il latte materno è l’alimento migliore per tutto il primo anno di vita del bambino.
Però con la mia prima bambina allattata con latte materno al biberon all’età di 9 mesi aveva avuto un arresto di crescita, recuperato con l’aggiunta della seconda pappa al giorno.
Anche il mio secondo bimbo ha rallentato molto la crescita: tra il 5 e il 6 mese è cresciuto solo 4 hg.
Mi sa spiegare il motivo?

La causa principale di arresto di crescita negli allattati al seno – dopo aver verificato che cmq la crescita rallenta fisiologicamente nel secondo semestre (vv Curve OMS nei Link)- è il mancato … aumento delle poppate al seno quando un bambino entra nella fase di maggiore attività fisica (gattonamento, deambulazione ecc) ed è perciò distratto. Oppure quando il piccolo comincia a dormire tutta la notte, cosa molto gradita alla madre e a tutta la famiglia, ma viene a perdere circa il 20% del fabbisogno giornaliero.
Una crescita dal 5° al 6° mese di 400 g è la crescita normale di un bambino che viaggia quasi al 50° pct (OMS) e che può portare a un’avventata integrazione con latte artificiale: una volta che questa sia iniziata, il latte materno … diminuirà per davvero!

 Mia figlia ha tre mesi, è allattata esclusivamente al seno e pesa 4,780 kg. nell’ultimo mese ha preso poco peso(220 g  in 2 settimane)e la pediatra mi ha consigliato un’aggiunta con il mio latte(ne ho tanto che ne perdo), perchè dice che deve raggiungere ad ogni poppata 150 g!
Ho provato a darle il biberon con 30 g di latte ma non l’ha preso.

La dose di un tot a poppata … non esiste. Esiste una curva di crescita individuale sulla quale ciascun bambino, libero di attaccarsi come quando e quanto vuole, decide di crescere. Secondo le curve OMS  la sua si colloca fra il 3° e il 15° pct che *non* vuol dire bambina sotto peso, ma bambina che come circa il 10% della popolazione femminile di quella età cresce … in questo modo.

 Mi è nato il secondo figlio alla 36^ settimana il 23 settembre scorso (il primo ha quasi tre anni allattato esclusivamente al seno fino a un anno con integrazioni delle pappine dal 6^ mese) ha difficoltà ad assumere il quantitativo di latte necessario (intorno ai 100 g per pasto?) e si addormenta dopo poco tempo al seno. E’ circa 5 kg. alla nascita 2940 g. Devo incrementare con latte tirato (che a volte rifiuta) o continuare con pasti inferiori (al giorno assume intorno ai 600) a quanto indicato dalla pediatra?
Grazie Anche con il primo figlio mi è stata di aiuto e di sostegno!”

Le indicazioni del suo pediatra sono basate sulla doppia pesata. Noi IBCLC ci basiamo piuttosto sugli strumenti oggettivi di valutazione dell’allattamento e cioè : adeguata eliminazione pipì/popò e adeguata crescita settimanale in presenza di un bambino soddisfatto. Non ho elementi sulle eliminazioni ma di fronte a una crescita di 1 kg al mese, tre cose sono palesi: 1.che questo allattamento va alla grande 2.che lei può fidarsi del suo bambino anche se si addormenta – vuol dire che ha preso a sufficienza e 3. che 600 ml sono un calcolo teorico non basato sui fatti.

 Ho una bambina di 7 mesi allattata sempre ed esclusivamente al seno, è nata Kg 2.760 ed è sempre cresciuta nella norma, al compimento dei 6 mesi pesava Kg 7.680 ed ho iniziato ad introdurre i primi alimenti, ieri al controllo del 7° mese la bambina pesava Kg 7.450, come è possibile che sia dimagrita? La mia pediatra dice che il mio latte non va più bene…a suoi dire è “acqua” , non la nutre più, e mi ha prescritto il latte artificiale! Da precisare che la bambina per un mese ha fatto solo un pasto di pappa e la merenda, non sempre consumato del tutto e poi mattina e sera il latte (la sera più volte) non è una bambina mangiona. C’è poi da dire che questo mese le è spuntato il primo dentino ed è molto irrequieta per il fastidio alla bocca. Lei cosa ne pensa? Ritiene che sia necessaria l’integrazione di latte artificiale? Io non vorrei ma allo stesso tempo non voglio che la bambina dimagrisca ancora.
Ritengo che prima di dare il latte artificiale sia doveroso suggerire a una mamma di aumentare le poppate. Il latte materno ‘acquoso’ semplicemente … non esiste. Ritengo inoltre che dovrebbe venire a consulenza, sia per verificare il peso attuale (possibile errore di misurazione) che impratichirsi con le curve di crescita OMS .

  HO UNA BIMBA DI 12 MESI CHE AMO ALLATTARE MA CHE NON So SE ANCHE LEI DESIDERA LO STESSO, IN QUANTO NELL’ULTIMO MESE FORSE PER CAUSA INFLUENZA E RICADUTA NON TIRA COME PRIMA E DEVO ESSERE SINCERA NON MANGIA NEPPURE LA PAPPA. AL CONTROLLO DALLA PEDIATRA IN DUE MESI NON è CRESCIUTA Nè IN ALTEZZA NE IN PESO!!! SONO ALLARMATA E LA PEDIATRA MI HA CONSIGLIATA DI TOGLIERE IL MIO LATTE E DI DARGLI IL DAVID!!!!
PERCHè NON BEVE? LE PREMETTO CHE MI è TORNATO IL CICLO SOLO ADESSO AL 12° MESE DI VITA SUO.

Dunque,togliendo il suo latte (che è poco)la bambina dovrebbe mangiare di più perchè si butterebbe avidamente sul david ??? mi sembra poco plausibile. La combinazione ritorno del ciclo e malattia della bimba sono alla base della sua inappetenza. Cosa fare? allora: si tiri il latte per offrire così del latte materno prima e delle mammelle più gonfie alla piccola poi; se ancora rifiuta utilizzi il latte per un semolino con uvetta o per una crema di verdure più ricca; l’allatti di notte, spesso nel dormiveglia i bambini mangiano ; le dia dei morbidi pezzetti di carne in punta di dita: anche se mangia poco assumerà carne e con essa ferro e zinco che le aumenteranno l’appetito.

Notturno

 Ho una bimba di 10 mesi oggi. E’ stata sempre allattata al seno a richiesta( grazie al libro e ai vostri consigli), a sei mesi ho introdotto la pappa al pranzo e a sette quella di cena, per il resto sempre allattando a richiesta. Anna ha sempre dormito nella sua culla accanto al mio letto, si addormenta al seno e poi la metto nella sua culla. Da sei mesi ha iniziato a svegliarsi un paio di volte la notte ( prima no) so che questo e’ normale, ma la mia prima domanda e’ questa: nella prima parte della notte lei dorme profondamente, poi si sveglia, io la prendo nel mio letto, le offro il seno e quando si riaddormenta la sposto di nuovo nel suo letto. Ultimamente pero’ lei si risveglia e non c’e modo di farla riaddormentare se non riattaccandola al seno. Cosa che io faccio, poi per evitare di ricominciare tutto di nuovo la tengo con me. Non mi costa molto svegliarmi ed allattarla, ma tenerla tutta la notte con me e’ dura, perche’ praticamente io non dormo piu’ , preoccupata di non farla cadere ecc. Qualche tempo fa le si svegliava verso le 5 per cui non sarebbe un problema, ma da mezzanotte e’ troppo. Come posso fare? Credo che comprare ora la culla che si attacca al mio letto e’ troppo tardi perche’ lei e’ molto grande e sarebbe per poco.
Poi, quando potremmo iniziare ad abituarla alla sua camera? non ci vogliamo liberare di lei, vorremmo solo capire in quale momento e’ bene che lei abbia il suo spazio e noi riprendiamo il nostro.

Ecco alcune soluzione trovate da famiglie che hanno dato la precedenza all’allattamento conciliandolo in maniera pragmatica alle proprie esigenze di vita: accostare il letto alla alla parete; mettere il materasso per terra (alla giapponese); acquistare un materasso più ampio; costruire un (economico) lettino per bambini con materasso in spuma 180cm x 120cm su di una base di legno molto bassa (10-20 cm da terra)da accostare a un angolo, metterci la bimba e andare lì ad allattarla al primo risveglio, per poi uscirne – invece che portare la bimba nel lettone e spostarla. Funzionano.
La cameretta ha senso quando le poppate notturne sono cessate, insomma quando è comodo per tutti.

 La mia bimba di 3 mesi (peso alla nascita con 12 gg di anticipo 2790 g) nell’ultima settimana ha perso quasi 100 grammi. Il suo peso attuale è di 5570. Nell’ultima settimana il cambiamento maggiore è stato il sonno notturno e che è continuo (quasi 10 ore). Pensa che sia il caso di svegliarla per farle fare la poppata notturna? Dorme nella culla accanto a me.
Sì, perdere peso senza una causa plausibile (raffreddore o altra malattia) segnala la necessità di approfittare senza esitare delle poppate notturne. Queste mediamente forniscono il 20 % del fabbisogno di un lattante…

 Ho un figlio di 3 mesi che fino a qualche giorno fa si svegliava ogni 4 o 5 ore x mangiare adesso lo fa ogni 2 o 3 ore è normale!poi mi succhia solo dal seno destro al sinistro mi succhia solo la notte come posso fare x farlo succhiare anche di giorno ?
L’allattamento guidato dal bambino (un tempo definito a richiesta) è così: quando l’organismo sente bisogno di più poppate – per crescere, per bisogno di sicurezza, per conforto, perchè il latte materno o il suo rilascio sta attraversando modificazioni dinamiche ecc – il bambino poppa più volte. E’ un’ulteriore prova delle competenze del bambino a sopravvivere nel modo migliore nelle circostanze che gli si presentano. Le ragioni per cui preferisce un seno di giorno e uno di notte sone analoghe: *solo* il bambino è in grado di percepire variazioni di gusto o flusso che gli danno motivo di comportarsi così. Se questo è motivo di disagio, può all’occasione spremere manualmente un pò di latte dal seno troppo pieno.

 G. ha tre settimane ed è allattata a richiesta esclusivamente al seno. Seguendo il mio istinto la notte dorme con me,in modo da mantenere quel meraviglioso rapporto pelle a pelle.. La pediatra mi ha però “vietato” tale pratica affermando che dormire nel lettone con i genitori è una delle causa della SIDS… pur avendo trovato conferma a ciò in alcuni siti dedicati a tale argomento,vorrei sapere da voi se davvero è tanto pericoloso tenerla accanto a noi di notte!

Non è “vietato” tenere i bambini nel lettone a patto che lo si faccia in sicurezza. Se il letto è sicuro (il materasso non affonda, non ha fessure con la parete, non ci mettete piumini flosci) , la stanza non è eccessivamente calda e i genitori non fumano, il rischio (minimo) di tenere i bambini nel lettone va misurato con l’effetto PROTETTIVO DALLA SIDS dell’allattamento, pratica che non dura a lungo se non la si fa anche di notte.

 Mia figlia di 4 mesi da qualche giorno ha eliminato la poppata notturna dormendo 8-9 ore difilato. E’ normale e la lascio dormire o devo svegliala per farla mangiare?
Una bambina di 4 mesi che dorme 8-9 ore la notte lo fa per i seguenti motivi:
– allatta molto intensamente di giorno e cresce tanto. In tal caso ci si affida a lei, soprattutto se dorme in prossimità della mamma
– allatta ogni 3-4 ore di giorno e cresce ok. In tal caso fra qualche giorno riprenderà a svegliarsi la notte, ma è meglio che già lo faccia lei
– allatta ogni 3-4 ore di giorno e fa uso di ciucci/tisane. In tal caso dorme la notte per risparmiare calorie e dorme un lungo sonno innaturale se sta nella culletta e cresce poco o appena il giusto. In questo caso deve essere svegliata.

 Sono una mamma di una bimba di 7 mesi che ancora allatta alternando con le pappine.La cosa un pò stancante è l’allattamento notturno perchè a volte non smette mai di ciucciare,questo lo fa da quando ha cominciato ad avere disturbi alla bocca e quindi non prende più il latte con il biberon bensì con il cucchiaino,mentre prima dormiva tranquilla fino al mattino. E’un disturbo passeggero dovuto alla crescita dei denti o un morboso attaccamento alla sua mamma?
I bambini non sono mai morbosi (vv libro Allattare.net): si comportano secondo quello che la natura ha provvisto loro biologicamente e cioè cercano conforto dal seno materno. La ricerca può diventare spasmodica se ci sono motivi come dentizione o disturbi non meglio precisati alla bocca. Inoltre a questa età i bambini diventano più consapevoli della separazione dalla mamma e vogliono assicurarsi che la madre di notte sia … nei paraggi. Le variabili e le dinamiche sono tante (comprese quelle della singola famiglia) che per capire cosa sta succedendo e meglio consigliarla, sarebbe opportuno parlarne direttamente con una Consulente IBCLC.

 Allatto in modo esclusivo al seno la mia bimba di due mesi (nata di 2560 g è ora di 4900 g).E’ stata sempre molto vorace e l’ho allattata sempre a richiesta, senza mai guardare gli orari, nell’attesa che raggiungesse un suo equilibrio.Ma continua a cercare il seno al massimo ogni due ore( a volte anche meno) sia notte che giorno, e succhia per davvero…quindi non lo usa come ciuccio (per fortuna prende quello di caucciù).
Confesso che per me è una gran fatica specie di notte, perchè per problemi miei di salute dovrei dormire almeno 8 ore per notte.
Chiedevo se è possibile riuscire ad allungare il riposo notturno dando un’aggiunta di LA dopo l’ultima poppata serale.
Da precisare che ho molto latte (al punto da tirarlo e conservarlo la mattina quando è in eccesso)quindi sono convinta e sostengo pienamente l’allattamento al seno, ma vorrei trovare un attimo di respiro.
Un’ultima domanda: di sera durante la poppata delle 19, fà sempre storie.mi spiego sembra avere tanta fame , ma non appena inizia ad arrivare il latte si stacca e piange, poi si riattacca e inizia a piangere di nuovo.Sono costretta a darle il biberon col mio latte, ma a volte fà storie anche con quello.Questo solo con questa poppata..per il resto della giornata prende il seno senza esitare.
Ne ho parlato anche con la pediatra senza riuscire a trovare una soluzione.

Molte mamme si sentono spiazzate da un bambino ‘esigente’come una lattante vorace che chiede il seno ogni due ore . Il fatto è che probabilmente E’ QUESTO il suo equilibrio ancora per un pò, e da parte della mamma ci vuole più pazienza e più furbizia d’allattamento, insomma più ‘arte’, ma anche probabilmente più sostegno familiare e sociale (che intuisco non esserci). Se a questo aggiungiamo i sintomi serali di pianto e attacca/stacca al seno (che potrebbe indicare un grado lieve il reflusso -vv RGE nelle FAQ)posso ben immaginare come si senta sopraffatta. Mi lasci però spiegare che anche in queste situazioni ci sono rimedi e in particolare:
1)la sera la bambina vuole il seno/ciuccio e non il latte e perciò può essere utile stringere le dita a sigaretta intorno all’areola per frenare la calata.Il seno infatti è *anche* ciuccio…
2)partendo da un punto di forza come quello di avere tanto latte credo sia più saggio non ricorrere al latte artificiale, potrebbe tirarlo e far dare questo alla bambina la sera/notte.
3)Non so se ha mai approfittato di allattare sdraiata con la bimba a fianco: è molto comodo e così facendo le mamme si svegliano decisamente più riposate rispetto a quando si alzavano per la/le poppata/e (non so quale sia la patologia che impone a una mamma di dormire 8 ore di fila…)
4)di tutto ciò può parlare con noi specialiste IBCLC.

 Ho notato che il problema delle poppate notturne è comune a molte mamme, ma comunque difficile da capire. Il mio bambino ha 7 mesi pesa quasi 9 kili e ho iniziato lo svezzamento, per ora senza problemi, dal sesto mese. Ma non abbiamo mai sospeso l’allattamento notturno(2 poppate x notte). Anzi da 10 gg la situazione è drammaticamente peggiorata, con risvegli continui ogni ora e pianti inconsolabili. Non capisco perchè questa “regressione” ora, dopo 50 gg dall’inizio dello svezzamento. Ho solo tentato di togliere la poppata del pomeriggio, perchè mi sembrava inutile e gli riduceva l’appetito per la cena. Può essere sufficiente questo cambiamento per determinare un’irritabilità così eccessiva durante la notte? mi conviene reintrodurla? Cosa mi dovrò aspettare quando sospenderò definitivamente l’allattamento?
In verità il ‘problema’ dei risvegli notturni non è un problema, ma viene percepito come tale nel ns stile di vita. Come potrà leggere in Allattare. net i bambini si svegliano fisiologicamente più volte la notte, SE allattati al seno. A questa età la “regressione” è dovuta semplicemente alla maggiore consapevolezza del bebè come altro dalla mamma. Nel suo caso è anche possibile che la eliminazione della poppata pomeridiana si sia inserita ad aggravare il quadro – c’era un equilibrio che forse vale al pena di ripristinare.

 Il mio bimbo compie 5 mesi domani e si sveglia ancora la notte 2 volte per mangiare. Alla nascita pesava 3900 g ed ora 7400 g, non ho ancora iniziato lo svezzamento e lo allatto io senza bisogno di aggiunte. Gli orari delle poppate sono all’incirca le 9 di mattina, tra le 12 e le 13, tra le 16 e le 17 e alle 20. Poi alle 21 lo mettiamo a letto e si addormenta abbastanza velocemente salvo svegliarsi per mangiare tra l’1 e le 3 e un’altra volta tra le 4 e le 6. So che varia da bimbo a bimbo ma a che età smette di mangiare la notte? E’ una situazione normale? Vedo bimbi di amiche molto più piccoli che già dormono la notte intera.
La frequenza delle poppate del bambino che cresce sano (e felice) è dettata dalla sua ” richiesta”. Che serve a soddisfare bisogni non sono solo nutrizionali, ma di rassicurazione e contatto con la madre. Soprattutto in una fase di realizzazione della madre come distinta da “sé” . Consideri inoltre che , poppando solo 4 volte di giorno, le 2 poppate notturne sono quasi d’obbligo.

 Ho un bimbo di tredici mesi che dorme con noi , viene allattato, di notte a richiesta e di giorno quando si ricorda di volere un po’ di tetta io sono ancora a casa dal lavoro perciò gli dedico molto del mio tempo, andiamo al parco, giochiamo insieme e suo padre è molto presente e sta con lui quasi tutte le mattine. Ebbene il bimbo dorme sempre peggio, si sveglia sempre più frequentemente e fa sempre più fatica ad addormentarsi , questo di notte , di giorno è meraviglioso, gioca ed è molto tranquillo anche se fisicamente attivissimo, fa due pisolini di un’ora circa ognuno e si addormenta nel passeggino senza ciuccio senza pianti e molto tranquillamente , di notte è però tutta un’altra storia, sono un po’ stanca di questo sonno interrotto e le chiedo qualche consiglio…
La grande fase di attività e gioco che un bimbo di un anno circa attraversa di giorno è la stessa per cui di notte… si ricorda di poppare/ciucciare di più. Secondo la teoria dei Touchpoints del famoso dr. Brazelton, ogni fase di sviluppo è accompagnata o preceduta da una regressione: rimettersi a fare qualcosa che si faceva prima è rassicurante. E cosa è più rassicurante di una poppata? In questo caso suggerirei di trovare delle pause diurne nell’attività del piccolo per “RICORDARGLI” di fare delle poppate accompagnate da coccole e abbracci. Lo stesso si può ripetere la sera dopo cena, facendogli fare “il pieno” prima di dormire. Se neanche questo funzionasse, allora dovrebbe tentare con l’aiuto di suo marito lo Svezzamento programmato (vv FAQ).

 Sono la mamma di una bimba di 4 mesi allattata esclusivamente al seno. La bimba alla nascita pesava 3110 adesso pesa 7800, ma la cosa che mi preoccupa e’ la bimba durante la notte invece di diminuire le poppate le ha aumentate. Infatti si sveglia più volte e prima delle tre ore e cerco di riaddormentarla ma lei vuole riaddormentarsi con il seno. Cosa sta succedendo ? Sta forse diminuendo il latte? Non dovrebbe ormai saltare la poppata notturna? Cosa devo fare?
Il salto della poppata notturna non si verifica nei bambini allattati al seno (neanche a 4 mesi), dato che le poppate notturne servono a fornire almeno il 20% del fabbisogno di un lattante . Se è vero che alcuni bambini dormono la notte molte ore di seguito, questa è più l’eccezione che la norma. I bambini poi che lo facevano “riprendono” a svegliarsi verso i 4-5 mesi perché diventano consapevoli della figura “diversa da sé” che è la figura materna, che li accudisce. Il latte perciò non sta diminuendo , è solo una fase fisiologica dello sviluppo neuro-comportamentale della bimba. La assecondi cercando di allattare sdraiata comodamente.

 Sono la mamma di una bimba di 7 mesi e mezzo (peso 9,5 kg altezza 73 cm). La bimba è stata sempre allattata al seno in modo esclusivo, da circa 1 mese mangia le pappe complete a pranzo e cena e fa una merenda a base di yogurt. I restanti pasti li prende ancora al seno (uno spuntino dopo pranzo per dormire, ciucciata serale dopo cena sempre per dormire…varie ciucciate notturne e di prima mattina). Il problema è proprio dovuto al numero delle poppate notturne…mai meno di 3! La bimba dorme nel lettone con me e il padre…proprio perché io non ce la faccio ad alzarmi ogni 2 ore per allattarla (l’ho sempre allatta sdraiata e quindi riportarla nel suo lettino è un dramma dopo la poppata perché si sveglia arrabbiatissima e bisogna farla ciucciare di nuovo….). E’ normale che si svegli così spesso (la prima volta dopo 3/4 ore e poi ogni 2 ore anche 1?)…io sono stanchissima…lei vuole stare attaccata per dormire…a volte ciuccia in modo attivo, ma spesso in maniera consolatoria e io ho la schiena a pezzi a furia di stare di lato (anche se stesa è scomodo così a lungo!)…inoltre…possibile che a 7 mesi ancora non riesca a dormire più di 2 ore senza svegliarsi? E’ stata sempre poco dormigliona…ma adesso comincio a perdere le forze tanto più che sono tornata al lavoro…
Il ritorno al lavoro rappresenta una sfida non indifferente. D’altra parte la bambina fa … il suo mestiere. Anche se ha 7 mesi è perfettamente normale che non dorma le 5-6 ore di fila ‘previste’ e che cerchi il seno per riaddormentarsi. Lei ha perciò due possibilità : o adattarsi ancora un po’ a questo andamento, ma rendendolo molto più pratico e comodo. O cominciare a staccarla dal seno la notte (vedi Svezzamento programmato) . Nel primo caso si tratta di cambiare probabilmente materasso, e sceglierne uno che le protegga la colonna anche se sta di fianco. L’aiuteranno un guanciale dietro la schiena cui appoggiarsi e un cuscinetto fra le gambe. Oppure può adottare una culla da agganciare al lettone in modo che la bimba stia lì, ma lei si possa poi mettere di schiena o a pancia sotto quando ha finito di allattare.

 Ho bisogno della sua consulenza per quanto riguarda l’allattamento al seno di mia figlia. L. alla nascita pesava 2600 g, alla dimissione dall’ospedale 2390 g e ora a due mesi ne pesa 3920, nell’ultimo mese è cresciuta 620 g. Il pediatra mi ha consigliato di darle l’aggiunta di latte artificiale, senza per altro essere molto chiaro su quante volte al giorno, prima mi ha detto di darle l’ultima poppata con il biberon, quando ho obiettato dicendo che la notte sta già 7 o 8 ore senza mangiare e quando si sveglia ho i seni doloranti, ha ripiegato dicendo di darlo alternato al mio latte, di giorno mangia in media ogni 4 ore. Ci tengo molto ad allattare mia figlia ma purtroppo vivo all’estero e qui non danno all’ allattamento al seno la giusta IMPORTANZA e quindi non il sostegno dovuto alle madri, tant’è che già quando la bambina aveva 10 gg aveva “tentato” la strada dell’allattamento artificiale. Cosa devo fare?

In una bambina il cui peso è sotto il 3° centile (e che alla nascita era invece poco sopra) ma che cmq è cresciuta bene nell’ultimo mese (+ 620 g) la mia impressione è che abbia avuto difficoltà d’avvio al primo mese che deve poter recuperare. Col latte materno della madre – naturalmente – senza neanche che se lo tiri, ma semplicemente *attaccandola* la notte. Un numero di ore di sonno di 7-8 infatti è raramente naturale, solo appena accettabile se il lattante cresce – in presenza di un segno importante come il seno dolorante. La bambina dorme queste lunghe ore perchè riposa probabilmente in una sede che non le permette di emergere dai leggeri risvegli notturni che tutti noi abbiamo (leggi Allattare.net ordinabile su ibs.it), cioè in una culla separata. Se la tenga accanto nel lettone e sarà tutto più automatico!

Rifiuto del seno

 Sono due mesi che allatto, e volevo iniziare a fare degli esercizi pettorali.Si possono fare allattando, e secondo lei ha senso farli ora che il seno si riempie e svuota di latte, o e’ meglio farli a fine allattamento?
In allattamento si possono fare tutti gli allenamenti che comportino uno sforzo max. di intensità ‘moderata’.

 Allatto al seno una bimba di 11 mesi con 8 denti che da qualche settimana, a fine poppata(3/4 al gg)mi morde.Non tutte le volte, ma almeno 1 v al gg mia figlia mi morde con forza la parte finale del capezzolo e non lo lascia nemmeno a sentire il mio grido di dolore.L’ho sgridata, negato il seno in quel momento ma niente, continua a farlo. Io NON VOGLIO INTERROMPERE L’ALLATTAMENTO,come posso fare?
Prima di tutto dovrà essere brava a cogliere i segnali di ridotta intensità di suzione (= non vuole più succhiare) per staccarla rapidamente. In seconda battuta le dia una schicchera non dolorosa alla base del naso e la guardi *seriamente* negli occhi dicendole ‘NO’e staccandola. Funziona.

 Mio figlio è allattato esclusivamente al seno alla nascita il peso ero di kg 3770 e ora che ha 4 mesi pesa 8450 nell’ultimo mese è cresciuto g 600 eppure la pediatra mi ha consigliato di iniziare lo svezzamento sostituendo la poppata di mezzogiorno con brodo vegetale con crema di riso a me sembra inopportuno iniziare ora lo svezzamento notando che il bimbo ha un’ottima crescita lei cosa mi consiglia?

Il peso di questo bambino si colloca all’ultima curva (vv percentiles OMS ) di peso per l’età: è talora preoccupazione dei pediatri che questi bambini grossi non ce la facciano ad andare avanti con le riserve di ferro accumulato in utero, anche se mancano evidenze scientifiche in tal senso (se ci fossero dei dubbi basterebbe fare un esame del sangue). Il mio suggerimento è di continuare ad allattare esclusivamente al seno fino a sei mesi e partire poi con cibi ricchi di ferro.

 Ho un bimbo di 4 mesi e 1/2. Alla nascita pesava 3150 ora 6190 per 65 cm. E’ sempre cresciuto bene ma ultimamente poco. L’ultima settimana ha preso 90 g, fa 4 pasti da 2 mesi e dorme tranquillo tutta la notte. La pediatra mi ha consigliato la doppia pesata e poi l’aggiunta di artificiale, dovrebbe mangiare 250 a pasto. Se poi non volesse l’aggiunta bisognerebbe sostituire il pasto serale interamente con l’artificiale. Io vorrei evitare per iniziare le pappe al 5 mese compiuto. E’ possibile che mi sia diminuito il latte? Cosa posso fare per evitare l’aggiunta? deve mangiare sempre 250 g a pasto?
4 poppate sono andate bene finora ma se volete vedere una crescita più sostenuta devono aumentare di numero, non la quantità di latte a poppata – dati i limiti di capacità dello stomaco dei lattanti. Il “dorme tranquillo” tutta la notte è probabilmente il risultato di un bambino che dorme da solo nella sua culletta, che quindi non riceve le sollecitazioni a svegliarsi e poppare di un bambino che dorme vicino alla mamma (vedi Allattamento notturno). L’aggiunta di un latte qualitativamente inferiore al latte umano , il latte artificiale, dilazionerebbe ancora di più le poppate al seno e limiterebbe la quantità di latte umano prodotto.

 Sono purtroppo una madre fumatrice (8-10 sigarette al giorno) che allatta un bambino di due mesi: vorrei sapere cosa veramente fa la nicotina e che conseguenze ha sul bambino adesso e in futuro. C’è chi mi dice che è meglio smettere di allattare …
Il fumo non è più considerato una controindicazione ad allattare, a prescindere dal numero di sigarette fumate, perché i vantaggi del latte umano e dell’allattamento sono netti anche a fronte della presenza di sostanze estranee derivate dal fumo di tabacco. Però è come se fumare rendesse in qualche modo il bambino allattato al seno più simile al bambino alimentato artificialmente, cioè più esposto a patologie respiratorie acute e croniche, deficit cognitivi e altro. Forse perché il latte viene impoverito di iodio (le fumatrici devono fare più attenzione ad assumerne a sufficienza) o perché si altera il profilo dei grassi. Si può evitare di caricare il latte di nicotina e altre sostanze estranee in eccesso fumando in un’altra stanza e fumando dopo la poppata e – ovviamente – fumando di meno. Ma anche evitando di tenere il bambino a letto la notte se non per lo stretto necessario ad allattare ed evitando di ingerire alimenti ricchi di nicotina naturale (pomodori , cavoli, cavolfiori e melanzane).