Apparato digerente (coliche, stipsi, diarrea, sangue nelle feci ecc)

 Sono mamma di una bimba di 2 anni e 2 mesi…ancora felicemente allattata al seno…finora nessun problema ma un paio di giorni fa ha avuto un piccolo attacco di acetone e ovviamente in pediatria mi hanno detto niente latte….ma B. si attacca per addormentarsi e per consolarsi ( no ciuccio) quindi e’ davvero difficile farla resistere. Vorrei sapere, se possibile, se ci sono conseguenze negative vere per la bambina durante un attacco di acetone se continuo l’allattamento e soprattutto quanto dura solitamente e se può essere il primo di più casi oppure può essere sporadico.
Il cosiddetto “acetone” è un sintomo e non una malattia. Esso si produce tutte le volte che una malattia o disturbo interferisce con l’alimentazione dei piccoli e viene così a mancare substrato calorico glucidico. L’organismo passa quindi a utilizzare i grassi di deposito come fonte di combustione , producendo acetone nelle urine e nell’alito, oltre che altre sostanze. Meno male perciò che c’è il suo latte, così ricco di zuccheri (lo ha mai assaggiato?) altrimenti l’acetone sarebbe ancora più forte! E’ evidente quindi che la sospensione dell’allattamento non rappresenta la soluzione e che può continuare ad allattare fino a quando piacerà a voi due.

 La bimba ora ha 8 mesi e 7 gg e pesa 9,5 Kg. E’ ancora allattata a richiesta e mangia di tutto. Dalla nascita ha avuto 3 o 4 volte ragadi anali e 10 gg fa all’improvviso ha espulso feci dure con molto sforzo e dolore. Da quel momento si rifiuta di evacuare. Troviamo nel pannolino 1 o 2 palline dure e fa di tutto per trattenersi. La pediatra ci ha detto che finché ha le lesioni deve evacuare tutti i giorni feci molli e ci ha detto di farle un microclisma al giorno, di togliere patate e carote e farle mangiare zucchine e prugne ma B. mangia quotidianamente e abbondantemente zucchine,prugne e pere e le feci sono ugualmente dure.
Non vorrei farle interventi tipo stimolazione o microclismi perché ho paura che il suo intestino perda la normale peristalsi.

I microclismi sono formalmente sconsigliati dai gastroenterologi. Bisogna agire dall’alto. La causa non sembra essere la mancanza di fibre (come negli adulti), per questo aumentare prugne, zucchine ecc. non serve a molto.
Le dia ***, 3 bustine al giorno per qualche giorno poi a scendere fino a 1. L’intestino ha bisogno di ‘riabituarsi’ al passaggio di feci morbide, in modo da non trattenere – che è la vera causa della stipsi.

 Il mio terzo bambino ha 2 mesi, alla nascita pesava 3,450 kg, attualmente ne pesa 6,400 (ha preso 1,7 il primo mese dopo il calo fisiologico e 1,4 al secondo). Anche se sta crescendo a vista d’occhio, dopo pochi giorni dalla nascita ha cominciato ad avere coliche gassose che abbiamo affrontato con mylicon e fermenti lattici (e tanta pazienza…). Ora le coliche sembrano passate ma in compenso sta cambiando i suoi ritmi: mangia poco e spesso, ha frequenti rigurgiti, singhiozzi, spesso di giorno vuole dormire abbracciato…insomma abbiamo pensato al reflusso, ma la pediatra, forse perchè comunque la crescita è soddisfacente, non mi ha dato nulla per aiutarlo. Posso aspettare che il disturbo svanisca da solo o se persiste è meglio ricorrere a un antiacido?
Infatti non si tratta di ‘coliche’ ma reflusso gastro-esofageo sin dall’inizio (quanti fermenti lattici e mylicon riversati inutilmente nel bambino…). Che non necessariamente si associa ad arresto di crescita – anzi nei bambini allattati al seno non succede praticamente *mai* – un altro vantaggio misconosciuto del latte umano e dell’allattamento materno! Lei sta già alleviando il suo fastidio assecondando i suoi ritmi e confortandolo con l’abbraccio. Sulla necessità di usare rimedi farmacologici, ci sono parecchi suggerimenti già nel sito.

 Da circa una settimana sto prendendo una fibra alimentare(psyllogel)e volevo sapere se questa fibra può dare dei problemi al mio bambino di 4 mesi che allatto. Da quando assumo pssyllogel infatti mio figlio ha dei problemi nel fare la cacca. Potrebbe dipendere dalla fibra che assumo?
E cosa posso fare per aiutarlo a evacuare nel modo meno sofferente rispetto al micro clistere che il mio pediatra mi ha consigliato?

Il psyllogel non passa nel latte materno. La cosiddetta stipsi del bambino è probabilmente fisiologica (dopo le 6 settimane i bambini possono evacuare anche ogni 7 giorni, se stanno bene e crescono). I clisteri (e le suppostine di glicerina e i sondini) non fanno parte della cura di questa fisiologico rallentamento delle evacuazioni: nessun gastroenterologo vi fa ricorso. Il bambino può semmai essere aiutato a evacuare riattaccandolo al seno, cosa che stimola il riflesso gastro-colico, o massaggiandogli il pancino mentre gli solleva le gambe.

 Ho una bambina di 2 mesi che allatto esclusivamente al seno. Volevo sapere se così piccola può essere stitica perchè se il mese scorso si scaricava più volte al giorno da 15 giorni a questa parte si scarica con molta difficoltà. Una volta sono dovuta ricorrere a un piccolo clistere perchè erano 4 giorni che non faceva nulla. La mia alimentazione non è cambiata, cosa posso fare ?
La bimba può evacuare anche ogni 7 giorni (nella mia esperienza ambulatoriale arrivo anche a 10 giorni – dopo aver visitato i piccoli). La premessa è che stia bene e cresca. L’alimentazione materna non c’entra *in alcun modo*.

 Il mio bambino di quattro mesi allattato esclusivamente al seno (peso 8650 g)dal primo mese di vita ha manifestato i sintomi delle coliche. Gli ho somministrato il Milycon e i fermenti lattici senza successo e in seguito il colinox. La notte ha sempre dormito svegliandosi due volte per mangiare. Di giorno i sonnellini sono durati sempre circa 40 minuti perchè a mio avviso interrotti dal mal di pancia. Due settimane fa ha iniziato ad essere più insofferente, staccandosi dal seno piangendo mentre lo allattavo e svegliandosi di notte molto più spesso per le poppate. Gli è stato diagnosticato l’rge. Ora gli sto dando un antiacido più uno sciroppo anti reflusso. Possibile che abbia sempre avuto l’rge e non ce ne siamo mai accorti? e’ necessario che dorma “seduto” per evitare il reflusso?(attualmente dorme a pancia in giù) Com’è possibile che i suoi sonnellini si interrompano sempre dopo 40 minuti, cioè cosa succede nel suo corpicino dopo tale periodo?
Sì, probabilmente ha sempre avuto il rge e nessuno glielo ha mai diagnosticato anzi lo hanno curato per “coliche” somministrando farmaci inutili. Più che seduto, cosa che comporta un insaccamento dello stomaco, dovrebbe dormire inclinato a 30°: alzando il lettino o materasso e ‘imbragandolo’ in un lenzuolo extra che gli viene fatto passare fra le gambe e le cui punte vengono fissate ai lati del materasso con due spille di sicurezza. Va bene la posizione a pancia sotto, a patto che sia sorvegliato. Il sonno probabilmente si interrompe per la risalita in esofago del latte parzialmente digerito – ma sappia anche che i cicli del sonno dei bambini allattati al seno sono piuttosto brevi.

 Vorrei sapere se è possibile che le coliche gassose possano ripresentarsi anche a 6 mesi, il mio bimbo da una settimana circa non riesce più a dormire sereno, ogni notte incominciano i dolori di pancia e dopo tanti lamenti e pianti riesce a fare un po’ d’aria si calma ma dopo un po’ ricomincia succede solo la notte (non dormiamo praticamente più). Ho provato con il mylicon senza grande successo; cosa posso fare non esiste un rimedio naturale? lo allatto al seno, può dipendere dalla mia alimentazione?
E’ difficile che le coliche compaiano improvvisamente a sei mesi; ed è difficile che l’alimentazione materna c’entri. E’ più probabile che si tratti di un’indisposizione del momento, legata al cambiamento della flora microbica intestinale. I bambini a questa età toccano tutto e si mettono in bocca tutto. I farmaci andrebbero evitati senza una diagnosi ben precisa: questo in particolare avrebbe la funzione di frammentare le grosse bolle di gas dell’intestino in minutissime bollicine: come tutto si traduca in minore tensione gassosa del lume intestinale (se ricordo bene ancor le leggi dei gas) e in un beneficio per i bambini, rimane un mistero…

 Vorrei sapere se la cacciagione può disturbare il bambino poiché ho notato (sarà una coincidenza?) che in due occasioni in cui ho mangiato sughi con lepre o carne di fagiano, il bambino, che ha 1 mese, ha accusato gonfiori al pancino, difficoltà a dormire e continui lamenti.
E’ raro che quello che mangiamo abbia effetti sulla digestione del bambino, anche se la selvaggina viene comunemente e senza motivo annoverata fra gli alimenti da evitare. Perciò tenderei a pensare che si tratti di una coincidenza. Daremo più valore all’ipotesi alimentare (oppure il vino o altre bevande che hanno accompagnato il pasto?) se la coincidenza dovesse continuare a ripetersi.

 Quali alimenti sono consigliati e sconsigliati in allattamento, soprattutto se il bambino soffre di coliche?
E’ vero che durante l’allattamento per evitare allergie al bambino figlio di genitori allergici è necessario eliminare latte e uova dalla dieta?

Non ci sono alimenti sconsigliati: l’alimentazione materna può e deve essere libera, secondo le tradizioni locali e regionali e i propri gusti e tendenze. Contrariamente a quello che si crede, le cause delle ‘coliche’ sono riconducibili piuttosto a modalità d’accudimento con un basso livello di contatto fisico e al fumo di sigarette in gravidanza, non ad una particolare alimentazione materna. Solo se c’è una base allergica familiare, una dieta priva di latte e uova (e grano/soia, pesce/crostacei , noci e noccioline) sembra ridurre l’irritabilità dei lattanti nelle prime sei settimane di vita.

 Il figlio di un’amica ha 3 mesi ed è allattato esclusivamente al seno; da qualche giorno presenta sangue rosso vivo nelle feci. Se si esclude la presenza di una ragade a cosa suggerisce di pensare? Il pediatra ha pensato ad un’allergia alimentare e ha sospeso alla madre latte, derivati e quanto altro dalla dieta. Pensa che tutto ciò abbia senso?
Il sangue rosso vivo nelle feci rappresenta un dilemma nel bambino allattato al seno; una causa probabile sono le ragadi rettali interne; una causa molto rara è l’intolleranza (allergia) alle proteine del latte vaccino, che la mamma assume. I testi di allattamento dicono che il 50% dei sanguinamenti dal retto sono “idiopatici”, cioè non se ne sa ancora la causa.

 Ho una figlia, E. di tre mesi. Io seguo una dieta a base di carboidrati, carne, pomodoro insalata zucchine , bieta mi è stato detto di mangiare solo susine prugne mele pere no ad albicocche,pesche melone …La bimba per i primi due mesi scaricava ad ogni poppata , dai due mesi in poi non scarica più o almeno una volta ogni 5 giorni e qualche volta l’aiuto con una piccola stimolazione. La mia pediatra ha detto che dipende dalla mia alimentazione ma sinceramente non so più che altro mangiare oltre quello che mangio e poi con questo caldo l’appetito diminuisce. Che cosa posso fare per riequilibrare l’intestino della bimba? Può essere il caldo eccessivo a bloccare l’intestino?
La dieta materna non influisce sull’intestino dei lattanti, né in senso costipante né in senso diarroico . La salute intestinale del lattante è fisiologicamente sganciata (= troppo importante e perciò non previsto in natura) da potenziali variazioni della dieta di una nutrice : mangi pure liberamente tutto.

 Ho un bimbo di 15 giorni che ho sempre allattato al seno , a richiesta anche se le sue richieste sin ora hanno sempre coinciso con le tre ore di “rito” Il mio problema è che si attacca con voracità,ingurgita molta aria,fa poppate lunghissime e poi non riesce ad addormentarsi. Le coliche sono violente e non riesce a scaricare abbastanza . Ogni volta che espelle aria o fa quel poco di feci si sente meglio e si rasserena.
Durante le crisi di pianto anche se’origine è la pancia vuole sempre il seno quasi come consolazione ma ciò non fa che peggiorare la situazione.Cosa posso fare?

Lo stile di poppata di questo bambino non è certo quello ideale/idealizzato del bambino che mangia, fa un (educato) ruttino e crolla addormentato. E’ irruento, precipitoso, insomma è come un “amante focoso”:-) Ha solo 15 gg però e vi state appena conoscendo un po’ meglio! Provi perciò ad anticipare la richiesta di seno prima che arrivi come un torello scatenato al fatto: lo porti al seno non appena dà i segni di interesse a poppare: stiracchiamento di un braccio, palpebre che si muovono, boccuccia in ricerca – anche se precocemente rispetto alle tre ore di intervallo (che è un’invenzione). Si attaccherà più calmo e potrà fare delle pause per il ruttino, per evacuare o espellere aria deve potersi riattaccare (il seno serve a stimolare appunto il riflesso gastro-colico). Il piccolo quindi istintivamente non va cercando di peggiorare la situazione ma di migliorarla. Spalmandosi il bambino addosso in contatto pelle-a-pelle le crisi di pianto si risolvono spesso magicamente, ergo non di coliche si tratta ma di bisogno di rassicurazione (= meno pianto= meno aria ingurgitata).