Svezzamento brusco / programmato

 Sono disperata, da una settimana ho ridotto il numero delle poppate di mia figlia che ha 18 mesi finchè sono arrivata a darglielo solo la sera, durante il giorno al mio rifiuto è brava, a parte quando vuole dormire soprattutto dopo pranzo dove al mio rifiuto va in crisi isterica.Si picchia lei stessa, me e suo papà con molta violenza, non vuole biberon e rifiuta qualsiasi altro latte. La decisione di smettere di allattare l’ho presa e non voglio tornare indietro però vedere mia figlia così triste mi strappa il cuore, quand’è il momento giusto per toglierlo definitivamente anche la notte,unico momento che la allatto al seno? Preciso che durante il giorno io e mio marito la distraiamo in tutti i modi e la portiamo fuori il più possibile.
E’ evidente che la bambina sta dimostrando col suo comportamento che di giorno ce la fa a venirvi incontro, ma di notte proprio no, non riesce a spiegarsi perchè, e reagisce secondo il suo programma ‘biologico’. Credo vi servirebbe parlarne direttamente in consulenza – è la vera natura dell’allattamento a richiesta che contrasta con la norma culturale che stabilisce che 18 mesi sono più che sufficienti .

 Ho allattato il mio piccolo di 14 mesi fino a qualche giorno fa, quando ho scoperto di essere incinta ed il ginecologo mi ha detto di interrompere l’allattamento per evitare le contrazioni, che io peraltro già sentivo allattando.
Mio figlio si è abituato benissimo al biberon ed al latte vaccino,il mio seno sinistro invece è durissimo e presenta svariati noduli.
Il ginecologo mi ha suggerito impacchi caldi e fasciature al seno io non trovo grande giovamento da tutto ciò.

Lo svezzamento evidentemente è stato più brusco di quello che il suo seno era disposto a tollerare. Il trattamento consiste nell’impacco caldo seguito da una lieve spremitura manuale (vv FAQ), via via più breve e meno frequente, quindi da un’impacco freddo.

 Ho una bambina di 13 mesi che ho felicemente allattato fino ad oggi. L’inserimento delle pappe è andato benissimo e dall’età di nove mesi Elena prende solo due poppate, quella della mattina e la merenda. Sto pensando di interrompere dolcemente l’allattamento; io ci tengo molto, ma ritengo che la piccola sia pronta. Non chiede quasi mai il seno, sono io che lo propongo. Pensavo di toglierle prima una poppata (la merenda) e di lasciarle quella della mattina per poi togliere anche quella tra qualche mese. Lei cosa mi consiglia? Quale è il modo migliore per affrontare questo passaggio? E poi per quanto riguarda il latte da darle in sostituzione di quello mio è meglio quello di crescita o quello di mucca?
Il criterio è di togliere per ultima la poppata che sembra più importante alla piccola. I metodi sono quelli elencati nelle FAQ (abbreviare la poppata, distrarre la bimba ecc).
Il latte di crescita non ha alcuna ragione nutrizionale per essere preferito a un buon latte di mucca (io ho un debole per il biologico): è solo uno stratagemma … commerciale.

 Vorrei iniziare a svezzare la mia bambina di 20 mesi in modo dolce, ma non saprei come fare.
Se non le offro il seno a richiesta, e spesso, urla e si dispera e inoltre e’ l’unico modo in cui si addormenta…

Ci sono diversi trucchi , come:
– anticipare la fame o richiesta di seno con spuntini o bevande
– uscire se la bambina chiede il seno quando siete a casa
– stare a casa se la bambina chiede il seno quando uscite
– stare in compagnia se la bimba si butta su di lei quando siete sole
– coinvolgere nonni e tate nella ‘distrazione’
– accontentarla prontamente quando lo vuole ma terminare precocemente, avendo pronta una distrazione
– dare il seno quando è comodo a lei mamma (giocare d’anticipo).
Bisogna poi mettere in conto se la bambina si trova in una fase di particolare attaccamento dovuto ad es. all’ingresso all’asilo, alla dentizione, o altri cambiamenti, e agire con più gradualità ancora.

 Allatto ancora mia figlia di 25 mesi. Da un po’ penso di smettere, vista l’età e anche la mia stanchezza, e contavo di attuare uno svezzamento graduale, introducendo prima il latte vaccino e, se non ci fossero stati problemi intestinali, smettere di darle il seno. Purtroppo devo cambiare programma: devo iniziare subito una terapia per un forte reflusso gastro-esofageo e il medico mi dice che si tratta di farmaci assolutamente incompatibili con l’allattamento. Posso svezzare bruscamente mia figlia senza che abbia ancora introdotto il latte? E come gestire il lato emotivo? Mia figlia cerca la “tetta” soprattutto per conforto quando sta male e per dormire.
La buona notizia è che gli stessi farmaci per il reflusso ossia gli inibitori della pompa protonica e gli antagonosti dei recettori H2 sono utilizzati anche per il RGE dei bambini. Le esigue quantità che passano nel latte materno inoltre non avranno effetti clinici sulla bambina. Avrà quindi tutto il modo e il tempo per gestire uno svezzamento in modo graduale e rispettoso della sua stanchezza ma anche dei tempi della bambina.

 Ho una bimba di 15 mesi pesa 9 kg è serena non molto mangiona ma non ha grossi problemi. Ancora oggi però quando sono con lei mi chiede spesso il seno che ormai comincia a scarseggiare di latte. Lo richiede soprattutto per addormentarsi la notte e quando mi rivede dopo il lavoro. Non parliamo poi di quando sono con lei tutto il giorno starebbe sempre attaccata. Comincia però ad essere per me un peso e vorrei sapere come posso staccarla senza che ne soffra troppo. Avevo pensato che magari se il latte se ne andava lei avrebbe desisitito con questo vizio, ma non so se ci sono dei farmaci magari omeopatici. Come posso fare?
Ben comprendo che le pesi continuare ad allattare (ha allattato 15 mesi! dopo l’anno lo fa l’1% delle mamme in Italia) ma la debbo informare che non si tratta di un vizio , essendo la modalità più fisiologica (prevista in natura) per nutrire non solo ma favorire l’attaccamento ai figli, anche dopo i sei mesi di allattamento esclusivo. Ed è certo che se il latte ‘sparisce’ la bambina non può che adattarsi alla situazione : non ha altra scelta. Personalmente trovo poco valido l’uso di un farmaco(il dostinex è indicato per il postpartum, essendo associato a dolore/durezza del seno se usato in epoche successive; e personalmente non pratico l’omeopatia) per liberarsi di una relazione: è come prendere una pillola per rompere un’amicizia! Quello che può fare è diradare le poppate ed eliminare quelle che più le pesano – nel far questo occorre l’aiuto di un marito,nonna,tata – che distraggono la bimba e la coccolano. In tal modo lei otterrà il suo scopo e la piccola non ne soffrirà troppo anzi, se questo dovesse accadere, lei avrà modo di ripensare o la sospensione dell’allattamento.

 COME FARE PER SOSPENDERE L’ ALLATTAMENTO A UNA BIMBA DI 14 MESI CHE MI CERCA IL SENO DI GIORNO E DI NOTTE E DEVO SOTTOPORMI A TERAPIA E A RM,LE HO PROVATE DI TUTTE DA COLORARLE DI ROSSO O DI NERO HO MESSO IL NASTRO ADESIVO SALE AGLIO LIMONE PEPERONCINO ESISTE QUALCHE COMPRESSA PER SOPPRESSARE IL LATTE
Premesso che la maggior parte delle terapie non comporta la sospensione dell’allattamento ( a meno che non si tratti di farmaci radioattivi o antiblastici, che si usano nella cura dei tumori)come pure i mezzi di contrasto per effettuare indagini diagnostiche (che richiedono al massimo una sospensione temporanea) è necessario analizzare in che periodo si trova la piccolina. Che sembra poco pronta ad accettare un divezzamento più o meno brusco. L’inefficacia dei ‘dissuasori’ che ha già utilizzato me lo fa pensare . Perciò le consiglio di svezzare in modo graduale. Le pillole sono poco efficaci ad allattamento avanzato.

 Mi è stato consigliato dalla pediatra di usare il Dostinex per interrompere l’allattamento al seno; esistono dei metodi alternativi per staccare la mia bambina di 12 mesi che passa tutta la notte attaccata?
L’allattamento è una relazione (non solo una fonte di cibo) e sospenderlo bruscamente, e con un farmaco non privo da effetti avversi (ingorgo e dolore), sembrerebbe come dare un calcio alla porta cui è attaccato un dente guasto. Facendolo in modo graduale invece le permetterebbe di capire come la cosa viene accettata anche dalla … controparte. Esiste poi la possibilità di svezzare i bambini *solo* la notte, con l’aiuto di una persona cara (il papà o una nonna o tata) che coccolano la piccola mentre la mamma gradualmente riduce le poppate al seno e si allontana per la notte (in un’altra stanza o casa).

 Mia figlia ha 19 mesi è da due settimane che vuole di continuo succhiare al seno, quasi come quando non era ancora svezzata. Siamo passate da 2/3 volte al giorno a molte di più, specie di sabato e domenica, giorni in cui non vado al lavoro. Ciò nonostante mangi tutto. Eppure nella sua e nostra vita non è cambiato nulla che possa giustificare questo attaccamento continuo… Le confesso che sono molto stanca, anche perchè non vuole sentir ragioni, urla e si dispera finchè non ha quello che vuole (e io cedo, ovviamente).
La bambina probabilmente sente la sua mancanza e … vuole fare il pieno! Lei dice che nella vostra vita non è cambiato nulla, ma forse la bambina vede (e soffre) di cose che noi non notiamo. Il suo comportamento ha perciò una ragione e si scontra con le sue ragioni (la stanchezza). Anche su questa varrebbe la pena di fare un approfondimento: da quanto tempo ha ripreso a lavorare e che lavoro fa? che aiuto ha in famiglia? suo marito che ruolo ha? prima di decidere se sospendere l’allattamento (vv FAQ ) sarebbe meglio analizzare obiettivamente questi fatti.

 Quale è il sistema meno traumatico per smettere di attaccare al seno la mia bambina di 23 mesi? Devo farla piangere? Strofinare al seno aglio o sale? Me ne dicono di tutti i colori..”
Lo svezzamento graduale dal seno è il modo più rispettoso di farlo: davanti a sé c’è una persona, piccola e giovane sì, ma della cui immaturità psicologica non bisogna approfittare – anche se comunemente lo vediamo fare tutti i giorni! Il bello dello svezzamento tardivo è che c’è un dialogo, una condivisione di obiettivi e sentimenti. Le bambine di questa età accettano spiegazioni semplici e dal contenuto “magico” come: “le ciucce sono stanche” o “hanno sonno” “o, se la sensibilità individuale lo permette, “hanno la bua”. Aiutano poi le distrazioni da parte di altri, tenerli impegnati e non farli annoiare tutto il giorno, anticipare l’appetito – e la richiesta di latte – con qualche spuntino gustoso. Pianti o sensazioni di disgusto non sono esattamente quello che vorremmo conservare nel nostro cassetto di ricordi inconsci …

 “Allatto ancora mio figlio di quasi 18 mesi . L’ho sempre fatto con piacere ma ultimamente non riesco proprio a farlo con serenità. La cosa comincia a darmi fastidio. Avevo provato tre mesi fa a togliere il latte ma non ci sono riuscita. Mi sento molto stanca, debilitata e ho crisi di pianto, difficoltà digestive e non riesco a trovare la forza per andare avanti. Può dipendere dall’allattamento?”
Questo malessere non dipende dall’allattamento ma, probabilmente, dal non sentirsi in sintonia con l’ambiente e in qualche modo in conflitto con se stessa sul da farsi. In una situazione di approvazione generale probabilmente lei non sarebbe neanche stufa di allattare e non mostrerebbe sintomi organici (apparentemente psicosomatici). Cerchi prima di tutto di essere chiara con se stessa e decidere con serenità se sia meglio sospendere l’allattamento (svezzare dal seno il bambino). Dopo aver preso “la” decisione, dirà al figlio che le “ciucce” o “tette” o come vengono chiamate hanno di volta in volta sonno o sono stanche o sono esauste o che si potranno incontrare “dopo”. Scenda di numero mantenendo quelle che sembrano più importanti per lui. In base anche alle reazioni del bambino deciderà se farlo più o meno rapidamente, privilegiando quella del buongiorno e della buonanotte. La notte lo tenga vicino e lo allatti se riesce a farlo in serenità, altrimenti bisogna che il papà dedichi più attenzione al bambino (lo passeggi, gli faccia compagnia, lo consoli ). Sempre con l’aiuto dei familiari bisogna attuare un piano di distrazione dal seno con attività diversificate nella giornata, con uscite ai giardini e alle giostre, frequenti spuntini e bevande per anticipare la fame e prevenire la richiesta di seno. Lei manterrà con lui l’atteggiamento affettuoso di prima, anzi di più. Altre tecniche di svezzamento programmato sono: dare il seno per poco tempo e quando è inevitabile. Cambiare le routine quotidiane: se i bambino chiedeva il seno a casa per noia, uscire di più; se lo chiedeva per eccesso di stimoli e confusione, evitare queste occasioni.