Sono la mamma di una piccolina di 3 mesi e mezzo allattata esclusivamente al seno, poichè ultimamente sento il seno meno pieno. Mi è stato consigliato di assumere fieno greco. E’ vero che tale prodotto può rendere sgradevole il sapore e l’odore del latte??
La sensazione del seno vuoto andrebbe confermata con il dato oggettivo della *scarsa crescita*, prima di ricorrere a metodi salva-latte di cui l’assunzione di galattogoghi fa parte. Sì, il fieno greco in dosi piene dà un odore di fieno appunto a sudore, urina, e latte, non necessariamente sgradevole però.
Ho una bimba di 3 mesi e 8 giorni che allatto esclusivamente al seno (peso alla nascita 3,200 Kg e peso attuale 5,800 Kg). Ho notato una diminuzione del latte nelle ultime settimane e ho quindi provato ad utilizzare lactogal, piùlatte e nursing senza ottenere grossi risultati. Allatto la bambina ogni volta che lo richiede (quindi spesso durante la giornata e due volte durante la notte). Ho chiesto alla mia ginecologa un suo parere sull’utilizzo del peridon per aumentare la produzione di latte ma mi ha categoricamente sconsigliato l’utilizzo di tale farmaco senza però darmi motivazioni precise. Mi chiedo quindi come mai alcuni medici lo consigliano e altri lo rifiutano assolutamente. Può effettivamente essere pericoloso per il neonato? Inoltre può essere venduto in farmacia senza prescrizione medica?
Vediamo di fare un pò di chiarezza. 1. la diminuzione del latte ha significato negativo solo se si accompagna alla riduzione della crescita: se la bambina continua a seguire più o meno la sua curva di crescita (vv Link OMS) allora la diminuzione è solo apparente 2. lactogal, nursing e più latte sino miscele di erbe ritenute favorevoli alla produzione di latte su base della tradizione e delle consuetudini, e/o addizionati di principi (silimarina) di non provata efficacia (vv sito EFSA). In breve sono delle perdite di tempo (e guarda un pò, di denaro) o dei veri e propri imbrogli – una delle ditte è stata più volte multata dalla AGCM (Agenzia Garante per la Concorrenza e il Mercato, vv dettagli nel libro Allattare.net) per pubblicità ingannevole. I ginecologi come altri medici non sono (ancora)informati adeguatamente sull’uso, effetti, maneggevolezza e indicazioni del domperidone, che in casi speciali e selezionati è efficace. Naturalmente si devono bilanciare i potenziali rischi che OGNI farmaco comporta (anche la più banale aspirina) con i benefici attesi. Nella esperienza delle letteratura non ci sono effetti nocivi per il lattante, alle dosi e protocolli consigliati dalle linee-guida (ben note alle Consulenti Professionali IBCLC) e sì, dato che si tratta di un farmaco, deve essere venduto in farmacia e su prescrizione.
Ho 46 anni e un figlio di 3 anni e mezzo ed una figlia di due settimane. Per il primo figlio ho avuto grossi problemi di allattamento (avevo poco latte e il bimbo cresceva, ha impiegato un mese e mezzo per recuperare il calo fisiologico), che mi hanno costretta a ricorrere al latte artificiale. Per la nuova arrivata si sta ripetendo la medesima situazione: cresce poco o niente, succhia avidamente quando la attacco al seno, ma subito dopo le poppate è nervosa e dà segni di appetito. In ospedale, ad uno dei controlli, sia la pediatra sia un’ostetrica mi hanno consigliato di ricorrere al PERIDON per aumentare la produzione di latte per evitare di ricorrere da subito al latte artificiale (ci tengo davvero tanto a poter allattare al seno, per le innumerevoli qualità del latte materno). Volevo quindi sapere se l’assunzione di PERIDON può comportare problemi (mi hanno detto che è prassi consolidata per le mamme di nati prematuri che hanno poco latte),e se effettivamente è efficace per l’aumento di produzione di latte.
Il Peridon è un’opzione praticabile ma un caso come il suo richiede un approccio più rigoroso e complessivo che non la semplice offerta di un farmaco. Una professionista dell’allattamento (IBCLC) può stabilire se le cause del poco latte siano dovute alle *solite* cause ospedaliere come il primo attacco ritardato al seno, assenza di rooming in ecc oppure a più *rare* cause materne: poco tessuto mammario ? interferenza da parte di ormoni androgeni? insufficiente ormone tiroideo? ecc In ogni caso deve essere approntato un piano terapeutico efficace e immediato: – attacco accurato e frequente giorno e notte da parte del bambino – estrazione di latte con un tiralatte di qualità – spremitura manuale alla fine delle sedute – sostegno da parte della famiglia per la gestione della casa e dell’altra bambina per le prime, importanti settimane.
Mio figlio ha tre mesi.In farmacia mi hanno consigliato le gocce lactogal: sono efficaci oppure portano problemi e se sono buone come devo prenderle?
Il lactogal è un prodotto omeopatico le cui proprietà galattogoghe vengono vantate in base alla presenza di una certa quantità di una pianta officinale, la galega. L’uso di questa si diffuse in Europa sin dai primi del ’900 quando venne utilizzata con successo … nelle mucche. Ma non è mai stato fatto uno studio controllato sulle femmine umane. Gli esperti della lattazione ritengono che, se la miscela in cui si trova, come appunto il lactogal, non contiene sostanze tossiche/contaminanti ambientali, sia del tutto innocua. Da qui ad affermare e soprattutto a proporre il prodotto come ‘galattogogo’ , ne corre. I casi di eventuali successi sono probabilmente ascrivibili al comune effetto placebo, che le case farmaceutiche ben conoscono e da cui traggono immensi vantaggi economici. La vendita commerciale di questo e analoghi prodotti, inoltre, fa perdere tempo alla mamma nelle situazioni di poco latte che richiedono interventi effettivi che non la semplice assunzione di una “pillola magica”.
Sto assumendo il Peridon da un mese in dosaggio 10mg per3; ho notato solo un piccolo aumento ma sono sempre con l’ansia della poppata perchè i seni spesso sono mosci dopo aver rischiato per due volte che il latte non mi tornasse(in seguito prima ad influenza e disidratazione poi a forte stress). La bimba ha due mesi e mezzo. Posso aumentare le dosi? Se si, quando prendere il farmaco?
La dose può essere aumentata a 20 mg x 3, 1 1/2 ora dopo i pasti. Ma è necessario che l’intervento farmacologico sia prescritto da un medico che collabori con una Consulente IBCLC in un piano d’intervento più completo (e per chiarire altri punti, come il fatto che i seni molli di per sè non indicano insufficienza di latte).
Ho una bimba di 4 mesi e da 2 settimane il latte sembra non bastarle così mi è stato prescritto il Motilium, 3 compresse al giorno, tutto bene per i primi 5giorni ma oggi mi ritrovo con il seno quasi a secco. Dovrei aumentare la dose di farmaco o forse cambiare farmaco?
La produzione di latte aumenta parallelamente con la frequenza delle poppate (se necessario mettendosi a letto con la piccola per 48 ore – vedere per credere). La terapia farmacologica può servire in casi selezionati e cmq DOPO aver tentato di aumentare le poppate. Essa va gestita da un pediatra esperto in allattamento o che collabori con una Consulente Professionale IBCLC.
Si può assumere contemporaneamente il Peridon 10mg e il fieno greco? inoltre, è possibile che il fieno greco dia fastidio al bimbo nel senso di coliche o dolori al pancino?
1. non ci sono dati sull’abbinamento di domperidone e fieno greco 2. non ci sono dati sul passaggio di fieno greco nel latte e da qui nel lattante, e quindi di eventuali effetti sfavorevoli sul bambino (soprattutto se generici come coliche e dolori addominali: quali bambini non ne hanno?)
Prendo il Peridon da qualche giorno, ho notato che il bambino fa le feci più liquide, può dipendere da quello?
E’ improbabile che le minutissime quantità di Peridon che passano nel latte abbiano questo effetto nel bambino.
Ho un bimbo di quasi 3 mesi che allatto esclusivamente al seno volevo sapere se l’assunzione di prodotti a base di cardo mariano può aumentare la quantità di latte realmente, o sono solo input pubblicitari, ben consapevole che l’attacco frequente è il miglior modo per stimolare la produzione del latte stesso.
Sul cardo mariano c’è un ampia aneddotica positiva in tal senso, ma mancano le evidenze scientifiche. Tenga presente poi che una cosa è il prodotto tal quale usato come dicevo nella tradizione , in libertà e tranquillità; altra è il principio attivo che viene commercializzato sulla scia di pseudo- pubblicazioni di cui nella letteratura internazionale della lattazione non c’è *alcuna* menzione . E mi creda saremmo i primi a farne argomento di convegni e tavole rotonde se veramente ci fossero tali prove …
Sono riuscita ad allattare la piccola nata a 38 sett. ma di basso peso (2400gr) fino a 4 mesi ora che da due mesi mi è tornato il ciclo e la bimba ha avuto diarrea acuta alimentandosi meno, il latte è calato passando da 160 g a poppata a poco più di 70. In un mese è cresciuta solo 190 g. La pediatra mi ha consigliato l’aggiunta (con il mio latte conservato per ora) e il domperidone . Qual è il dosaggio esatto?
Il domperidone è senz’altro una risorsa, ma un’ultima risorsa da destinarsi a casi particolari. Spesso infatti è solo necessario attaccare più spesso i bambini al seno. Nel suo caso la bimba lo farà una volta passata l’infezione acuta, e questo da sè è sufficiente a far ritornare il latte. Il dosaggio dovrebbe essere stabilito dal Consulente che ha ampia esperienza con tale farmaco.
Sono la mamma di una bimba di 4 mesi allattata al seno, peso alla nascita kg 3,660 ora kg 6,100. Da molto tempo sto prendendo il domperidone, volevo sapere se posso continuare ad assumerlo o se è meglio sospenderlo. Se si, con che modalità?
I galattogoghi di dimostrata efficacia sono essenzialmente due: il domperidone e il fieno greco. Il primo è un farmaco che viene commercializzato e quindi autorizzato per i disturbi gastrointestinali e non per stimolare la prolattina, che è un effetto secondario. Per questo nel foglietto illustrativo si trova la proscrizione all’uso in allattamento. In studi scientifici pubblicati in riviste soggette a revisione editoriale è stato documentato che è efficace e sicuro, a patto che il suo uso venga abbinato al buon attacco del bambino al seno e all’adeguato drenaggio della mammella. Non va usato in casi (rari) di interferenza della lattazione da parte di altri ormoni, ragion per cui l’uso del domperidone va prescritto dal medico, mentre la Consulente Professionale IBCLC segue l’allattamento nel suo complesso. Il dosaggio è di 10 mg tre volte al giorno, 1 e 1/2 ora dopo i pasti. Gli effetti possono vedersi anche dopo 3-4 giorni. Se non si vedono dopo 4 giorni si può aumentare il dosaggio fino a 20 mg tre volte al giorno. La durata della terapia è di 3 – 8 settimane nella maggior parte dei casi, durante le quali si valuta se continuare, aumentare la dose o sospendere. La sospensione va fatta gradualmente eliminando una compressa ogni 4 giorni, quando la produzione di latte si è assestata. Se lei sta prendendo il domperidone da più di tre mesi, dovrebbe discutere i rischi o i benefici della continuazione della terapia con la Consulente. Il fieno greco è attivo alla dose di 3-6 g al giorno; si trova in opercoli da erboristeria da circa 450 mg, il che comporta l’assunzione di numerose capsule. A differenza del domperidone l’uso del fieno greco non è basato sui studi scientifici, ma solo su una grossa, secolare tradizione. N.B. il fieno greco non è raccomandato se la madre o il bambino hanno problemi di coagulazione, soffrono di diabete o di asma.
Sono la mamma di una bimba di 4 mesi. Fino a due mesi sono riuscita ad avere abbastanza latte per le sue necessità, poi il pediatra mi ha consigliato di assumere il peridon per stimolare la produzione di prolattina. Per quanto si può continuare ad assumere questo farmaco? E, visto che da circa 10 giorni ho dovuto comunque inserire il latte artificiale come aggiunta, ma non voglio abbandonare del tutto l’allattamento al seno, come posso fare per mantenere almeno qualche poppata?
Il Peridon ® è efficace in madri con prolattina bassa o supposta tale. I protocolli più rigorosi raccomandano un uso fino a due mesi. Il senso di dare una medicina a una madre che allatta (e passarne piccolissime quantità al bambino allattato) è basato sul calcolo dei rischi: molto bassi o teorici, a fronte di rischi certi per la salute dell’infanzia legati all’alimentazione con latte artificiale. L’uso del Peridon si deve abbinare alle buone pratiche di aumento della produzione di latte.
Ho letto nel forum che l’assunzione del Peridon aumenta la produzione di prolattina.Vorrei conoscere tempi e modalità di assunzione di tale farmaco perchè penso di non avere abbastanza latte per il mio bambino di 5 mesi nonostante lo allatti a richiesta durante il giorno e una volta la notte.
Il domperidone (Peridon)aumenta la prolattina nelle donne in cui essa è carente. Tuttavia a 5 mesi è il “drenaggio” della mammella che stimola la produzione di latte, più che il risultato di un controllo ormonale ‘centrale’ come quello dell’ormone prolattina. Può comunque tentare, facendosi prescrivere il farmaco da un medico ma curare l’allattamento da una Consulente ibclc.
