Biberon

Ho letto proprio ieri (11/03/10) un articolo sui biberon che non vanno messi nel microonde in quanto, se di policarbonato, rilasciano il BPA nel latte. Ho allattato mio figlio fino a 13 mesi e da allora fino ad oggi (ne ha quasi 16) ho inserito il latte vaccino – scaldato sempre nel microonde – nel biberon Avent(che ieri ho scoperto contenere BPA).Sono molto preoccupata. è possibile che il BPA passato dal biberon al latte a causa del calore del liquido possa aver danneggiato – come ho letto – il sistema endocrino del bambino? E’ vero che i biberon vanno sostituiti immediatamente quando presentano graffi? sono molto amareggiata e preoccupata.  Ovviamente sono corsa a comprare dei biberon BPA free. PS sul sito stesso della casa produttrice (philips) non viene minimamente accennato il fatto che il BPA è stato bandito dai biberon in canada e negli Usa ma si afferma che le scelte di lasciare i biberon in policarbonato in Italia sono semplicemente scelte dettate dal mercato locale: come mai anche in italia non esiste una disciplina in proposito?
Capisco la sua amarezza e proverò a risponderle. Il BPA fa parte di quelle sostanze che prima vengono immesse in circolo per anni e poi, a seguito di studi che ne riportano i rischi per la salute, devono essere disciplinate. Non so calcolare a quanto BPA sia stato esposto il bambino, probabilmente a quantità estremamente basse. L’allarme viene come sempre da quei paesi in cui l’opinione pubblica è più attenta all’ambiente e fa più pressione sue governi affinchè promulghino leggi più incisive e tempestive. Quello che lei può fare è associarsi a un’organizzazione di consumatori, scrivere ai giornali , parlare alle radio, denunciare il fatto all’agenzia di sanità pubblica della sua regione, scrivere al Ministero della Salute.

Mio figlio nato di 3.6 Kg e dimesso con un peso di 3.380 Kg ha oggi 3 mesi e 12 giorni con un peso di 6.0 Kg. Il mio pediatra vista la scarsa crescita nell’ultimo mese (non più di 140 gr a settimana) mi ha fatto introdurre il latte artificiale arrivando a sostituire con esso tre poppate su sei al giorno. Ora il mio piccolo non mangia con appetito nè il biberon con il latte artificiale nè il latte dal mio seno. Lui si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto. Le altre poppate artificiali e non le fà con enormi difficoltà, a volte piangendo, dimenando le gambette, inarcando la schiena e a volte solo interrompendosi a 90 gr (a fatica riesco a fargli assumere alti 40/50 gr) e con mio grandissimo stress. Spesso dato che non si attacca al seno tiro il latte e glielo dò al biberon. Cosa pensa lei di questa situazione? Lorenzo nel resto della giornata è un bimbo allegro, attivo anche se fà frequenti pisolini ed è molto sereno. La notte dorme circa 6 ore di seguito e dopo la poppata mattutina si riaddormenta. Mi aiuti a capirci di più e se le è gradito mi dia il consiglio di un’esperta qual è lei.

Il bambino sta chiaramente mostrando a) di non volere il biberon e b) di non volere altro latte, sia artificiale che materno. Le proteste alla imposizione di volumi calcolati teoricamente sono ulteriore segno che il bambino non ha tutto questo bisogno di alimentarsi se, come sappiamo, lui è capace di decidere per sè – lo ha fatto finora, cosa dovrebbe impedirglielo adesso? Inoltre penso che una crescita di 140 a settimana sia adeguata e che ciò che ha destato la preoccupazione, per me infondata, nel collega è il fatto che abbia “incrociato” una curva percentile (guardando le Curve di crescita OMS fra i Links). Voglio però andare oltre. Se infatti lei mi dice “si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto” questo potrebbe significare che il seno sia sottotarato rispetto alle esigenze del bambino nell’arco delle 24 ore – da quanto tempo il piccolo ha preso a dormire la notte con gran piacere vostro e plauso degli altri? o i pisolini diurni gli fanno ‘dimenticare’ di poppare, mentre lei è più indaffarata? ecc. Tale caso è facile da verificare: provando a offrire più spesso il seno, si attiva una maggiore disponibilità di latte, la cui produzione si risetta a livelli maggiori in 48 ore circa. Offrire il seno la notte, nel dormiveglia del piccolo tenuto nel lettone, può coprire il 20% del fabbisogno giornaliero complessivo. Se dopo una settimana o due così la crescita risale, allora voleva dire che ce n’era bisogno!

Ho un bimbo di 2 mesi che allatto al seno. Il problema è che succhia troppo velocemente ed ha continue coliche. Ho pensato di aiutarmi con il biberon Haberman che ho sentito dire offre dei buoni risultati anche su bimbi che non hanno patologie specifiche. Cosa mi consiglia?
Dato che le coliche vere sono piuttosto rare nei bambini allattati al seno, è importante fare un diagnosi di certezza. Il bibe Haberman è un prodotto che comporta una precedente estrazione di latte, e il bypassaggio della mammella poi. Oltre che essere un processo brigoso, si finisce appunto di ‘allattare al seno’ per dare latte spremuto con un bibe. Non conviene farlo se non dopo aver imparato ad aiutare il bambino a gestire la poppata nel modo più corretto possibile, anche perchè col tempo i bambini (e le mamme) diventano più abili nell’arte di allattare e i “problemi” si attenuano o spariscono.

La mia seconda figlia ha quasi sette mesi e da un po’ sto iniziando lo svezzamento con la merenda dandole il biberon dove però non riesce a prendere. La bambina non vuole il ciuccio, come posso fare per insegnarle a mangiare con il biberon? con il primo figlio non ho avuto nessun problema con il biberon. Mi piacerebbe che la piccola imparasse a mangiare con il biberon x la comodità in quanto io lavoro fino alle otto di sera!
Il biberon verrà dato all’inizio come un gioco, sganciato quindi dalla “necessità” di mangiare. Andrà offerto fra le poppate al seno, dopo aver solleticato UNA volta le labbra dall’alto verso il basso e, se non vengono socchiuse, UN’ ALTRA sola volta: stiamo cioè chiedendo il permesso alla bimba, che ce lo accorderà o meno. L’importante è provare e trovare il momento di buona disposizione. Se ci prova un’altra persona è anche meglio. Alcuni suggeriscono di tenere i bambini , a seconda della loro diversa sensibilità, o rivolti verso il seno o rivolti verso l’esterno (una finestra ad es.).