Allergia / atopia / intolleranze

 Mia figlia (15 mesi) è allergica al latte vaccino e io che la allatto l’ho molto ridotto in tutte le sue forme dalla mia dieta (inizialmente eliminato completamente).
Vorrei avere consigli riguardo a integratori di calcio per entrambe.

Ci sono innumerevoli prodotti che può prescriverle il pediatra/ medico di famiglia. Alla piccola servono 500 mg e a lei 1 g al giorno.

 Mio figlio di 4 mesi soffre di dermatite. La pediatra mi ha dato la crema Locoidon e sto analizzando quali possono essere gli alimenti che io assumo che gli provocano allergia (è allattato al seno). Ho ristretto le possibilità a: latte e latticini, marmellata di fragole, Kiwi, clementine, birra. Questi sono gli alimenti che assumo con frequenza quasi giornaliera, mentre, per il resto, ho un’alimentazione varia. Fra tali alimenti quali possono essere allergizzanti e quali no?
Fra 2 settimane, il piccolo avrà 4 mesi e 1/2, dovrò ricominciare il lavoro per 4 ore al giorno. Durante la mia assenza c’è chi mi ha consigliato di fargli dare XXX di proseguimento, chi latte di riso o di mandorle, che il fruttino. Qual’è la scelta migliore? A parte questa assenza vorrei continuare con l’allattamento al seno fino ai 6 mesi.

Solo raramente la dermatite atopica ha basi allergiche. Sono necessarie creme emollienti a go-go in abbinamento a crema cortisonica a uso intermittente. Se quindi la dermatite non è di natura allergico-alimentare, cosa che va diagnosticata, la bimba potrà avere un latte artificiale standard. Altrimenti dovrà assumere un ipo-allergenico. Il latte di riso e mandorle non sono abbastanza nutrienti. Poi lei potrebbe cominciare a tirarsi il latte da lasciare come piccola scorta per quando riprenderà a lavorare. E una volta rientrata al lavoro potrebbe, forse,continuare a produrla nel break del lavoro.

 Mia figlia ha cinque mesi e stavo cominciando lo svezzamento (avevo cominciato con un omogeneizzato alla pera al giorno) in previsione di un parziale rientro al lavoro. Solamente che la bimba è affetta da una dermatite atopica medio-grave abbastanza diffusa su tutto il corpo, per cui la sua pediatra e un dermatologo specializzato in allergologia che ho consultato mi hanno consigliato di rimanadre lo svezzamento. Cosa mi consiglia? Mantengo l’omogeneizzato? Rimando lo svezzamento? Per un ipotetico rientro al lavoro potrei usare il tiralatte, ma mia figlia ha sempre rifiutato il biberon. Quando ha fame lo prenderà oppure continuerà a rifiutarlo comunque?
Le buone notizie sono che il biberon non è necessario: i bambini bevono benissimo da tazzina/bicchiere. Addirittura esiste un dispositivo – il Soft Cup (Medela)- che rappresenta una valida alternativa. Naturalmente li si deve iniziare a offrire alla piccola quando *non* ha fame, come per gioco. L’introduzione dei cibi solidi , cmq raccomandata al 6° mese, lo è tanto più in caso di Dermatite Atopica, se di grado moderato-grave.

 Ho un bambino di quasi 5 mesi. Già intorno ai 2 mesi ha iniziato ad arrossarsi e screpolarsi un angioma che ha dietro al collo(si tratta di una macchia rossa che aveva fin dalla nascita). La pediatra mi ha prescritto una crema a base di cortisone e dopo pochi giorni è scomparso il rossore, la screpolatura e addiruttura il rosso della macchia originaria. Dopo una settimana però, si è di nuovo arrossata, screpolata e poi inspessita nonostante applicassi sempre una crema per eczema non cortisonica. Così ho provato un altro pediatra che gli ha prescritto un’altra crema a basa di cortisone (ma con bassa percentuale) da dare per 5 gg, per poi proseguire con un latte emolliente. E io ho evitato di mangiare latte e derivati. Sono passate due settimane, e come la scorsa volta era tutto scomparso dopo pochi giorni, ma adesso si sta arrossando e screpolando. E’ vero che si tratta di un eczema atopico? Non c’è rimedio?
L’ atopia di grado lieve come questo non necessita di alcuna dieta materna: essa è indipendente dall’alimentazione della mamma, diversamente dai casi più gravi ed estesi di cui possono essere responsabili le minute quantità di proteine del latte vaccino (o altri allergeni) ingerite dalla madre. La terapia dermatologica si effettua con un sapiente schema sequenziale di crema cortisonica alla giusta potenza alternato a creme emollienti.

 Ho una bambina di 8 mesi che allatto tuttora 3 volte al giorno (grazie ai vostri consigli!) e che soffre di episodi di dermatite atopica. Il pediatra fin dall’inizio mi ha sconsigliato di mangiare i seguenti alimenti: aglio, cipolla, insaccati, fritti, tè, caffè, cioccolata, latticini di ogni tipo, albume poco cotto e pomodoro. Essendo anche vegetariana (no carne e pesce) questa “dieta” mi comincia a stare veramente stretta. Oltre al pomodoro che ho accertato provocare veramente reazione allergica, quali sono gli alimenti che potrei cominciare a introdurre? Il mio pediatra mi dice di tener duro ancora un po’ pensando forse che smetterò presto di allattare, ma io intendo continuare più a lungo possibile.
Se la dermatite atopica è grave e diffusa, e insorta precocemente è ragionevole mettere la mamma a dieta. Questa sarà più rigorosa inizialmente, e poi in base all’andamento dei sintomi si può pensare a reintrodurre questo o quell’alimento. Gli alimenti più incriminati sono: latte e derivati; uova, pesce e crostacei; noci, nocciole e soia; grano. Non ne fanno ancora parte aglio, cipolla, né i poveri fritti…(quanti fritti all’anno si mangiano?). Anche perché come vegetariana lei sta molto attenta alla dieta e alla qualità degli ingredienti che utilizza. Un altro punto è che se i sintomi della bambina sono facilmente controllabili con creme emollienti e anti-infiammatorie (cortisone) , l’ipotesi allergica perde forza e lei potrebbe ambire a una normale alimentazione e vita in cui inserire un normale allattamento.

Apparato digerente (coliche, stipsi, diarrea, sangue nelle feci ecc)

 Sono mamma di una bimba di 2 anni e 2 mesi…ancora felicemente allattata al seno…finora nessun problema ma un paio di giorni fa ha avuto un piccolo attacco di acetone e ovviamente in pediatria mi hanno detto niente latte….ma B. si attacca per addormentarsi e per consolarsi ( no ciuccio) quindi e’ davvero difficile farla resistere. Vorrei sapere, se possibile, se ci sono conseguenze negative vere per la bambina durante un attacco di acetone se continuo l’allattamento e soprattutto quanto dura solitamente e se può essere il primo di più casi oppure può essere sporadico.
Il cosiddetto “acetone” è un sintomo e non una malattia. Esso si produce tutte le volte che una malattia o disturbo interferisce con l’alimentazione dei piccoli e viene così a mancare substrato calorico glucidico. L’organismo passa quindi a utilizzare i grassi di deposito come fonte di combustione , producendo acetone nelle urine e nell’alito, oltre che altre sostanze. Meno male perciò che c’è il suo latte, così ricco di zuccheri (lo ha mai assaggiato?) altrimenti l’acetone sarebbe ancora più forte! E’ evidente quindi che la sospensione dell’allattamento non rappresenta la soluzione e che può continuare ad allattare fino a quando piacerà a voi due.

 La bimba ora ha 8 mesi e 7 gg e pesa 9,5 Kg. E’ ancora allattata a richiesta e mangia di tutto. Dalla nascita ha avuto 3 o 4 volte ragadi anali e 10 gg fa all’improvviso ha espulso feci dure con molto sforzo e dolore. Da quel momento si rifiuta di evacuare. Troviamo nel pannolino 1 o 2 palline dure e fa di tutto per trattenersi. La pediatra ci ha detto che finché ha le lesioni deve evacuare tutti i giorni feci molli e ci ha detto di farle un microclisma al giorno, di togliere patate e carote e farle mangiare zucchine e prugne ma B. mangia quotidianamente e abbondantemente zucchine,prugne e pere e le feci sono ugualmente dure.
Non vorrei farle interventi tipo stimolazione o microclismi perché ho paura che il suo intestino perda la normale peristalsi.

I microclismi sono formalmente sconsigliati dai gastroenterologi. Bisogna agire dall’alto. La causa non sembra essere la mancanza di fibre (come negli adulti), per questo aumentare prugne, zucchine ecc. non serve a molto.
Le dia ***, 3 bustine al giorno per qualche giorno poi a scendere fino a 1. L’intestino ha bisogno di ‘riabituarsi’ al passaggio di feci morbide, in modo da non trattenere – che è la vera causa della stipsi.

 Il mio terzo bambino ha 2 mesi, alla nascita pesava 3,450 kg, attualmente ne pesa 6,400 (ha preso 1,7 il primo mese dopo il calo fisiologico e 1,4 al secondo). Anche se sta crescendo a vista d’occhio, dopo pochi giorni dalla nascita ha cominciato ad avere coliche gassose che abbiamo affrontato con mylicon e fermenti lattici (e tanta pazienza…). Ora le coliche sembrano passate ma in compenso sta cambiando i suoi ritmi: mangia poco e spesso, ha frequenti rigurgiti, singhiozzi, spesso di giorno vuole dormire abbracciato…insomma abbiamo pensato al reflusso, ma la pediatra, forse perchè comunque la crescita è soddisfacente, non mi ha dato nulla per aiutarlo. Posso aspettare che il disturbo svanisca da solo o se persiste è meglio ricorrere a un antiacido?
Infatti non si tratta di ‘coliche’ ma reflusso gastro-esofageo sin dall’inizio (quanti fermenti lattici e mylicon riversati inutilmente nel bambino…). Che non necessariamente si associa ad arresto di crescita – anzi nei bambini allattati al seno non succede praticamente *mai* – un altro vantaggio misconosciuto del latte umano e dell’allattamento materno! Lei sta già alleviando il suo fastidio assecondando i suoi ritmi e confortandolo con l’abbraccio. Sulla necessità di usare rimedi farmacologici, ci sono parecchi suggerimenti già nel sito.

 Da circa una settimana sto prendendo una fibra alimentare(psyllogel)e volevo sapere se questa fibra può dare dei problemi al mio bambino di 4 mesi che allatto. Da quando assumo pssyllogel infatti mio figlio ha dei problemi nel fare la cacca. Potrebbe dipendere dalla fibra che assumo?
E cosa posso fare per aiutarlo a evacuare nel modo meno sofferente rispetto al micro clistere che il mio pediatra mi ha consigliato?

Il psyllogel non passa nel latte materno. La cosiddetta stipsi del bambino è probabilmente fisiologica (dopo le 6 settimane i bambini possono evacuare anche ogni 7 giorni, se stanno bene e crescono). I clisteri (e le suppostine di glicerina e i sondini) non fanno parte della cura di questa fisiologico rallentamento delle evacuazioni: nessun gastroenterologo vi fa ricorso. Il bambino può semmai essere aiutato a evacuare riattaccandolo al seno, cosa che stimola il riflesso gastro-colico, o massaggiandogli il pancino mentre gli solleva le gambe.

 Ho una bambina di 2 mesi che allatto esclusivamente al seno. Volevo sapere se così piccola può essere stitica perchè se il mese scorso si scaricava più volte al giorno da 15 giorni a questa parte si scarica con molta difficoltà. Una volta sono dovuta ricorrere a un piccolo clistere perchè erano 4 giorni che non faceva nulla. La mia alimentazione non è cambiata, cosa posso fare ?
La bimba può evacuare anche ogni 7 giorni (nella mia esperienza ambulatoriale arrivo anche a 10 giorni – dopo aver visitato i piccoli). La premessa è che stia bene e cresca. L’alimentazione materna non c’entra *in alcun modo*.

 Il mio bambino di quattro mesi allattato esclusivamente al seno (peso 8650 g)dal primo mese di vita ha manifestato i sintomi delle coliche. Gli ho somministrato il Milycon e i fermenti lattici senza successo e in seguito il colinox. La notte ha sempre dormito svegliandosi due volte per mangiare. Di giorno i sonnellini sono durati sempre circa 40 minuti perchè a mio avviso interrotti dal mal di pancia. Due settimane fa ha iniziato ad essere più insofferente, staccandosi dal seno piangendo mentre lo allattavo e svegliandosi di notte molto più spesso per le poppate. Gli è stato diagnosticato l’rge. Ora gli sto dando un antiacido più uno sciroppo anti reflusso. Possibile che abbia sempre avuto l’rge e non ce ne siamo mai accorti? e’ necessario che dorma “seduto” per evitare il reflusso?(attualmente dorme a pancia in giù) Com’è possibile che i suoi sonnellini si interrompano sempre dopo 40 minuti, cioè cosa succede nel suo corpicino dopo tale periodo?
Sì, probabilmente ha sempre avuto il rge e nessuno glielo ha mai diagnosticato anzi lo hanno curato per “coliche” somministrando farmaci inutili. Più che seduto, cosa che comporta un insaccamento dello stomaco, dovrebbe dormire inclinato a 30°: alzando il lettino o materasso e ‘imbragandolo’ in un lenzuolo extra che gli viene fatto passare fra le gambe e le cui punte vengono fissate ai lati del materasso con due spille di sicurezza. Va bene la posizione a pancia sotto, a patto che sia sorvegliato. Il sonno probabilmente si interrompe per la risalita in esofago del latte parzialmente digerito – ma sappia anche che i cicli del sonno dei bambini allattati al seno sono piuttosto brevi.

 Vorrei sapere se è possibile che le coliche gassose possano ripresentarsi anche a 6 mesi, il mio bimbo da una settimana circa non riesce più a dormire sereno, ogni notte incominciano i dolori di pancia e dopo tanti lamenti e pianti riesce a fare un po’ d’aria si calma ma dopo un po’ ricomincia succede solo la notte (non dormiamo praticamente più). Ho provato con il mylicon senza grande successo; cosa posso fare non esiste un rimedio naturale? lo allatto al seno, può dipendere dalla mia alimentazione?
E’ difficile che le coliche compaiano improvvisamente a sei mesi; ed è difficile che l’alimentazione materna c’entri. E’ più probabile che si tratti di un’indisposizione del momento, legata al cambiamento della flora microbica intestinale. I bambini a questa età toccano tutto e si mettono in bocca tutto. I farmaci andrebbero evitati senza una diagnosi ben precisa: questo in particolare avrebbe la funzione di frammentare le grosse bolle di gas dell’intestino in minutissime bollicine: come tutto si traduca in minore tensione gassosa del lume intestinale (se ricordo bene ancor le leggi dei gas) e in un beneficio per i bambini, rimane un mistero…

 Vorrei sapere se la cacciagione può disturbare il bambino poiché ho notato (sarà una coincidenza?) che in due occasioni in cui ho mangiato sughi con lepre o carne di fagiano, il bambino, che ha 1 mese, ha accusato gonfiori al pancino, difficoltà a dormire e continui lamenti.
E’ raro che quello che mangiamo abbia effetti sulla digestione del bambino, anche se la selvaggina viene comunemente e senza motivo annoverata fra gli alimenti da evitare. Perciò tenderei a pensare che si tratti di una coincidenza. Daremo più valore all’ipotesi alimentare (oppure il vino o altre bevande che hanno accompagnato il pasto?) se la coincidenza dovesse continuare a ripetersi.

 Quali alimenti sono consigliati e sconsigliati in allattamento, soprattutto se il bambino soffre di coliche?
E’ vero che durante l’allattamento per evitare allergie al bambino figlio di genitori allergici è necessario eliminare latte e uova dalla dieta?

Non ci sono alimenti sconsigliati: l’alimentazione materna può e deve essere libera, secondo le tradizioni locali e regionali e i propri gusti e tendenze. Contrariamente a quello che si crede, le cause delle ‘coliche’ sono riconducibili piuttosto a modalità d’accudimento con un basso livello di contatto fisico e al fumo di sigarette in gravidanza, non ad una particolare alimentazione materna. Solo se c’è una base allergica familiare, una dieta priva di latte e uova (e grano/soia, pesce/crostacei , noci e noccioline) sembra ridurre l’irritabilità dei lattanti nelle prime sei settimane di vita.

 Il figlio di un’amica ha 3 mesi ed è allattato esclusivamente al seno; da qualche giorno presenta sangue rosso vivo nelle feci. Se si esclude la presenza di una ragade a cosa suggerisce di pensare? Il pediatra ha pensato ad un’allergia alimentare e ha sospeso alla madre latte, derivati e quanto altro dalla dieta. Pensa che tutto ciò abbia senso?
Il sangue rosso vivo nelle feci rappresenta un dilemma nel bambino allattato al seno; una causa probabile sono le ragadi rettali interne; una causa molto rara è l’intolleranza (allergia) alle proteine del latte vaccino, che la mamma assume. I testi di allattamento dicono che il 50% dei sanguinamenti dal retto sono “idiopatici”, cioè non se ne sa ancora la causa.

 Ho una figlia, E. di tre mesi. Io seguo una dieta a base di carboidrati, carne, pomodoro insalata zucchine , bieta mi è stato detto di mangiare solo susine prugne mele pere no ad albicocche,pesche melone …La bimba per i primi due mesi scaricava ad ogni poppata , dai due mesi in poi non scarica più o almeno una volta ogni 5 giorni e qualche volta l’aiuto con una piccola stimolazione. La mia pediatra ha detto che dipende dalla mia alimentazione ma sinceramente non so più che altro mangiare oltre quello che mangio e poi con questo caldo l’appetito diminuisce. Che cosa posso fare per riequilibrare l’intestino della bimba? Può essere il caldo eccessivo a bloccare l’intestino?
La dieta materna non influisce sull’intestino dei lattanti, né in senso costipante né in senso diarroico . La salute intestinale del lattante è fisiologicamente sganciata (= troppo importante e perciò non previsto in natura) da potenziali variazioni della dieta di una nutrice : mangi pure liberamente tutto.

 Ho un bimbo di 15 giorni che ho sempre allattato al seno , a richiesta anche se le sue richieste sin ora hanno sempre coinciso con le tre ore di “rito” Il mio problema è che si attacca con voracità,ingurgita molta aria,fa poppate lunghissime e poi non riesce ad addormentarsi. Le coliche sono violente e non riesce a scaricare abbastanza . Ogni volta che espelle aria o fa quel poco di feci si sente meglio e si rasserena.
Durante le crisi di pianto anche se’origine è la pancia vuole sempre il seno quasi come consolazione ma ciò non fa che peggiorare la situazione.Cosa posso fare?

Lo stile di poppata di questo bambino non è certo quello ideale/idealizzato del bambino che mangia, fa un (educato) ruttino e crolla addormentato. E’ irruento, precipitoso, insomma è come un “amante focoso”:-) Ha solo 15 gg però e vi state appena conoscendo un po’ meglio! Provi perciò ad anticipare la richiesta di seno prima che arrivi come un torello scatenato al fatto: lo porti al seno non appena dà i segni di interesse a poppare: stiracchiamento di un braccio, palpebre che si muovono, boccuccia in ricerca – anche se precocemente rispetto alle tre ore di intervallo (che è un’invenzione). Si attaccherà più calmo e potrà fare delle pause per il ruttino, per evacuare o espellere aria deve potersi riattaccare (il seno serve a stimolare appunto il riflesso gastro-colico). Il piccolo quindi istintivamente non va cercando di peggiorare la situazione ma di migliorarla. Spalmandosi il bambino addosso in contatto pelle-a-pelle le crisi di pianto si risolvono spesso magicamente, ergo non di coliche si tratta ma di bisogno di rassicurazione (= meno pianto= meno aria ingurgitata).

Malattie / disturbi

 M. ha 14 mesi ma prende comunque il latte la sera e la mattina, e adesso che ha il virus intestinale ( me lo ha attaccato!!!) digerisce solo il mio latte. Lui è curato dalla pediatra io invece la mia dssa che mi vuole dare solo cose che poi mi impediscono di allattare…io non voglio…

Continuare ad allattare quando il bambino è malato è la cosa più corretta da fare; se pure la mamma è contagiata dalla stessa infezione gastrointestinale, a parte i cosiddetti ‘probiotici’ , compatibili con l’allattamento, non ci sono altri farmnaci da assumere.

 Io e mia figlia (4 mesi e 20 giorni) siamo reduci da un virus gastro-intestinale che ci ha causato una giornata di febbre, dolori addominali e diarrea per parecchi giorni. Mentre io sono tornata in forma, la mia bambina non riesce a fare la cacca e se riesce le feci sono scarse, verdine e molto liquide. Io ho avuto per due giorni un calo di latte incredibile poi a poco a poco è tornato abbondante tanto da causarmi un fastidioso ingorgo: oggi sembra tutto normale. Come posso accelerare il ritorno alle feci giallo-oro di prima?
La bambina, forse per la debolezza e la mancanza d’appetito, non ha drenato a sufficienza la mammella: questo spiega l’ingorgo e le feci verdi.Facendoglielo fare le feci dovrebbero ritornare come prima.

 Il mio piccolo di quasi 4 mesi, nato di 3,5 kg pesa adesso 6,3 kg (allattato al seno); sono ormai 3 settimane che non aumenta di peso. Dopo aver fatto stick delle urine, è risultato positivo a nitriti e leucociti e pertanto sta facendo terapia antibiotica. Domando: è possibile che questa infezione abbia fermato la sua crescita? O cosa potrebbe essere ? Il mio latte che ha perso sostanza ?
E’ raro che ci sia un’infezione delle vie urinarie in allattamento al seno soprattutto in assenza di febbre – per la conferma occorre un’urinocoltura. E’ d’altra parte vero che le infezioni rallentano la crescita. Il latte che perde sostanza *non esiste*.

RGE (reflusso gastro-esofageo)

 Il mio terzo bambino ha 2 mesi, alla nascita pesava 3,450 kg, attualmente ne pesa 6,400 (ha preso 1,7 il primo mese dopo il calo fisiologico e 1,4 al secondo). Anche se sta crescendo a vista d’occhio, dopo pochi giorni dalla nascita ha cominciato ad avere coliche gassose che abbiamo affrontato con mylicon e fermenti lattici (e tanta pazienza…). Ora le coliche sembrano passate ma in compenso sta cambiando i suoi ritmi: mangia poco e spesso, ha frequenti rigurgiti, singhiozzi, spesso di giorno vuole dormire abbracciato…insomma abbiamo pensato al reflusso, ma la pediatra, forse perchè comunque la crescita è soddisfacente, non mi ha dato nulla per aiutarlo. Posso aspettare che il disturbo svanisca da solo o se persiste è meglio ricorrere a un antiacido?
Infatti non si tratta di ‘coliche’ ma reflusso gastro-esofageo sin dall’inizio (quanti fermenti lattici e mylicon riversati inutilmente nel bambino…). Che non necessariamente si associa ad arresto di crescita – anzi nei bambini allattati al seno non succede praticamente *mai* – un altro vantaggio misconosciuto del latte umano e dell’allattamento materno! Lei sta già alleviando il suo fastidio assecondando i suoi ritmi e confortandolo con l’abbraccio. Sulla necessità di usare rimedi farmacologici, ci sono parecchi suggerimenti già nel sito.

 Ho un bimbo di circa 3 mesi allattato esclusivamente al seno, che cresce benissimo( peso alla nascita 3.700 KG- attuale 6.240Kg), il problema però è che allattare è diventato un’impresa.Quasi a tutte le poppate il bambino si irrigidisce, piange, si inarca con il bisto e la testa ed io mi sento in colpa. Spesso mi sorge il dubbio di non avere latte, ma appena strizzo il capezzolo ne esce in abbondanza, così come quando lo tiro perchè non mi svuota i seni. Sto male nel vedere il mio piccolo vivere così male un momento che dovrebbe essere rilassante e di complicità tra di noi.Ho avuto il sospetto che potesse avere un problema di reflusso gastroesofageo, ma senza rigurgito.

I suoi sospetti sono fondati perchè anche a me sembra così. Il reflusso ‘sotto traccia’ risponde a :
– offerta di uno stesso seno per 3-4 ore di seguito
– posizione frontale (a cavalcioni) durante la poppata
– somministrazione saltuaria (o regolare ogni 3-4 ore) di un comune sciroppo antiacido.

 La mia bambina di 3 mesi e 14 giorni dopo aver mangiato (allattamento al seno) è da due giorni che appena la stacco e la tiro su per farle fare il ruttino, vomita un pò di latte, anche più volte a distanza della poppata…a volte non fa il ruttino e si addormenta e dopo poco che dorme, si sveglia e rigurgita un pò di latte, anche a distanza di 2 ore dalla poppata.La bambina sembra tranquilla, ma non capisco come mai, non è mai successo…Preciso che fino a 2 mesi l’ho allattata esclusivamente al seno dopodichè ho dovuto integrare con del latte artificiale. Può essere che il mio latte sia troppo pesante ultimamente e la bambina fa fatica a digerirlo o dipende dalla mia alimentazione o ancora dal latte artificiale?
Lei mi descrive tutti i sintomi del RGE ( Reflussso gastro-esofageo), un comune disturbo dei lattanti che passa con la crescita. E’ di solito sotto traccia con l’allattamento al seno ma si fa evidente con la somministrazione di latte artificiale. E’ quindi il latte artificiale TROPPO PESANTE – non il latte umano (nè l’alimentazione materna lo “appesantisce”).

 Il mio secondo figlio (il primo è stato allattato per oltre un anno e mezzo, ha 1 mese e 20 giorni e, dopo una buona partenza dell’allattamento, da circa 2 settimane non mangia più come all’inizio e anche la crescita ultimamente ne sta risentendo. Negli ultimi 10 giorni non solo non è più aumentato di peso ma addirittura era calato a 5040 g (osservando le curve dell’OMS ho notato che è passato dal 75 percentile della nascita a meno del 50 attuale).
Inizialmente il bambino poppava abbastanza rapidamente e in maniera vigorosa, talvolta da un solo seno, talvolta da entrambi. La settimana scorsa ha cominciato a ridurre la durata delle poppate, quando si staccava infastidito e piangente e poi non ne voleva più sapere. Questa settimana questo comportamento è cessato, ma il bambino succhia con poco vigore, spesso limitandosi ad un solo seno o per breve tempo, addormentandosi. Se cerco di riattaccarlo vuole solo giocare e non apre la bocca. Il bambino per il resto è vispo e non piange particolarmente, la notte dorme 3-5 ore tra una poppata e l’altra. Con il tiralatte ho visto che dopo le poppate c’è ancora latte quindi non è un problema di mancanza di latte.
Ha qualche idea sul disinteresse del bambino per il latte e su come posso fare per migliorare l’allattamento?

Il comportamento del bambino segnala a mio avviso quella precoce sazietà che ha chi soffre di RGE in fase iniziale o “sottotraccia”. Spesso il reflusso gastroesofageo inizia in sordina prima di manifestarsi con tutti i suoi sintomi (salivazione, singhiozzi, rigurgiti più o meno abbondanti). Per migliorare la qualità delle poppate e riprendere (eventualmente) la curva di crescita di prima, dopo essermi convinta della diagnosi solitamente ricorro a sciroppi antiacido.

 Mio figlio compie 7 mesi il 15 novembre prossimo,il 1 ottobre ha iniziato lo svezzamento con la prima pappa, circa un mese dopo ho introdotto la pappa serale. Lo svezzamento è proceduto bene senza problemi con il cucchiaino e la crescita di 1 Kg in circa 1 mese.
Premetto che è stato trattato tra il secondo ed il quarto mese con Ranidil per sintomi sottotraccia di RGE (piangeva e si staccava dal seno mentre succhiava; adesso lunedì sera dopo aver fatto la pappa svoltasi con un pò di pianti da parte sua, ha vomitato tutto dopo un paio di ore e da quel giorno o mangia poco o vuole mangiare ma inizia a piangere e non ci si riesce a mangiare con tranquillità. Inoltre dorme poco ed è abbastanza nervoso. Sto ancora allattando al seno per le restanti poppate. Da cosa può dipendere tale comportamento.
Da una riaccensione del RGE – tipica del passaggio dalla dieta lattea al cibo solido.

 La mia bimba di 5 mesi soffre di reflusso gastro esofageo ed attualmente (da circa 10 giorni) è in terapia con ranitidina sciroppo 1.5 ml x 2 vv/die. Alla valutazione del peso da parte del pediatra abbiamo visto che la bimba è cresciuta solo di 100 grammi in quindici giorni(è nata di 3.250kg e adesso pesa 6.300kg!) Lei fa più o meno 5 poppate di latte materno nell’arco delle 24 ore ma questa scarsissima crescita mi scoraggia.. Lei cosa ne pensa??
Penso che fa poche poppate e che dovrebbero aumentare con le classiche misure: contatto pelle-a-pelle la notte, portandola in braccio, niente ciucci. Solo raramente il reflusso è causa di scarsa crescita, a tal punto cioè da far ridurre la fisiologica e frequente richiesta di seno da parte della bimba.

 Mia figlia di poco più di un mese da alcuni giorni ha iniziato ad allungare le poppate fino ad un’ora, durante la poppata si dimena e si stacca spesso per poi riattaccarsi nuovamente dopo qualche secondo. A fine poppata si addormenta tranquillamente nella posizione del ruttino ma più o meno dopo una mezz’ora da che la stendo si sveglia e inizia a piangere spalancando la bocca e tentando di ciucciare qualunque cosa le capiti a tiro. Ho provato a riattaccarla al seno ma si ripete la stessa scena con il risultato che potrei passare la giornata allattando! Ho pensato di avere poco latte e ho provato a darle un’aggiunta ma con il medesimo risultato: pianto disperato dopo alcuni minuti dalla poppata. Cosa potrebbe essere?
Potrebbe essere il reflusso gastro-esofageo. Questo consiste nella risalita di latte ingerito, mista a succhi gastrici, nell’esofago e in gola alla bambina. Non necessariamente c’è rigurgito o vomito evidente. Si tratta di un fenomeno evolutivo, che cioè tende a passare con la crescita, dopo aver raggiunto il picco dei sintomi a 4 mesi. Comunemente si assiste a questo comportamento di attacca-stacca-pianti al seno che fanno sentire la mamma inadeguata. Si controlla così: – attaccando la bimba allo stesso seno parecchie volte – utilizzando la pappata frontale, a calcioni davanti al seno, appena la crescita lo permetta – usando sciroppi anti-acido, che controllano l’acidità – usando sciroppi addensanti, che addensano il latte ingerito.

 Al mio bimbo (tre mesi oggi) non è stato diagnosticato in tempo l’RGE, nonostante un’ecografia fatta a un mese e mezzo di vita e la consultazione di ben quattro pediatri, omeopati e non… così ora si ritrova – a detta della gastroenterologa di pediatria che ho consultato la settimana scorsa – con una brutta esofagite. Mi sono state prescritte alcune medicine (Mepral 10: mezza compressa al mattino e un quarto la sera, a digiuno e mezzora prima della poppata + Gaviscon sciroppo: 1ml quattro volte al dì, dopo le poppate). Io sono stata sottoposta a una dieta rigorosa, che esclude uova, latte e qualunque derivato, soia, mele, carne di pollo e tacchino e carne vaccina di qualsiasi genere. Ho iniziato la terapia tre giorni fa e sembra quasi piangere di più, senza contare che stamattina la pipì era rosata. Visto che vi ho già scritto una volta e chi mi ha risposto aveva perfettamente capito il problema (in barba a tutti i pediatri consultati!), vi sarei infinitamente grata se mi diceste la vostra opinione su questa cura.
Il reperto di un’ecografia negativo non elimina la diagnosi di RGE. Infatti le linee guida internazionali hanno escluso l’ecografia della giunzione gastro-esofagea nell’iter diagnostico di questa patologia, proprio perché molte volte è falsamente tranquillizzante. La diagnosi è clinica e la terapia data è corretta (ci sono vari farmaci, variamente combinati fra di loro), ci vuole del tempo. L’intervento dietetico sulla mamma va individualizzato e riservato ai casi di elevato familiarità allergica.

Vorrei sapere quali sono i sintomi ‘sotto traccia’ del reflusso gastro-esofageo.
Chiamo “sotto traccia” tutti i sintomi quali: ruttini, ruminazioni, lamentii, salivazione, singhiozzo continuo, pianti, attacca/stacca al seno, “coliche”, inarcamento della schiena, deviazione del collo verso un lato, rifiuto del seno da soli o in associazione, senza che sia presente un rigurgito visibile.

 Mio figlio ha 38 giorni e da diverse settimane noto in lui questi sintomi: irrequieto durante tutto il giorno, piagnucola quasi continuamente; mentre mangia ( lo allatto al seno anche se con fatica) spesso si irrigidisce, agita il capo, diventa tutto rosso in viso, e alla fine della poppata piange disperato ;ha spessissimo il singhiozzo e una sorta di ranocchia quando respira; non dorme praticamente mai, anche se di notte va leggermente meglio e dorme tre orette di fila. Non ha mai vomitato e a volte ha rigurgiti dopo circa un’ oretta dalla poppata. Leggendola mi sono chiesta se mio figlio possa soffrire di rge anche in assenza di vomito. La pediatra minimizza, ma io dopo giorni e notti insonni a cullare un bambino che non smette mai di piangere ma che comunque cresce bene( 1 Kg nel mese)sono disperata. Qual è il suo parere?
Che molto probabilmente sia RGE e che se piange deve poter essere aiutato, cioè ricevere un trattamento.

Bimbi “pigri”

 Ho una bimba di appena 23 giorni che ho cercato di alimentare al seno fin dalla prima mezz’ora dalla sua nascita.La bambina alla nascita ha pesato 2560 e ha avuto un calo fisiologico fino a 2280.Purtroppo al secondo giorno di vita le hanno diagnosticato l’ittero con conseguente ricovero. Premetto che la bambina è molto dormigliona, e che non succhia tanto, a me era appena arrivata la montata lattea,e in ospedale mi dicevano che la bambina aveva un ittero ” da fame” e siccome io non avevo ancora il latte me la facevano attaccare 5 minuti al seno e poi le davano le aggiunte. Alla dimissione la bimba ha pesato 2380, e mi hanno consigliato di procedere con l’integrazione di artificiale 7 pasti da 60 grammi di latte artificiale. La bambina però rifiutava il biberon e sputava l’artificiale, allora io ho cominciato ad attaccarla di continuo al mio seno, giorno e notte. Ad una settimana dalla dimissione ha pesato alla visita dal pediatra 2470. Purtroppo sabato scorso io e mio marito ci siamo resi conto che la piccola era di nuovo gialla e l’abbiamo nuovamente portata all’ospedale con nuovo ricovero. Qui è iniziato il mio incubo, la bambina al momento del ricovero ha pesato 2630, e mi hanno detto che era cresciuta pochissimo, che era colpa mia se la bambina aveva di nuovo l’ittero perchè attaccandola così spesso non le davo il tempo di digerire. Siamo rimasti in ospedale 3 giorni fino ad oggi, in questi 3 giorni hanno imposto alla mia bambina il biberon tenendomi 24 h senza farmela attaccare. La bambina il latte artificiale lo vomitava, ma loro dicevano che si doveva abituare, che io non ho latte e che la bambina deve mangiare. Da stamattina, prima della dimissione, mi hanno permesso nuovamente di farla riattaccare al seno, a patto che ci rimanga solo 5-10 minuti per parte e solo ogni 3 ore e poi integrare con l’artificiale. Solo che adesso a casa, dopo aver riassaporato il mio seno la bambina non vuole il biberon e vomita l’artificiale. Ho provato ad attaccarla al seno per più tempo ed è riuscita a succhiare quasi 60 grammi, solo che io adesso sono molto confusa, in ospedale mi hanno fatto sentire la “causa” del malessere di mia figlia, sono in piena crisi, ho paura di offrirle solo il seno per paura di una nuova recidiva di ittero.
Cosa devo fare ? Il momento del pasto sta diventando un incubo, fonte di stress e di confusione, io non so cosa fare, la bambina rifiuta biberon e artificiale, ma ho paura che dal mio seno prenda poco, ho paura di aver commesso degli errori e che la mia bambina stia male per colpa mia.

Capisco bene la sua confusione e il timore di un altro ittero. Lei non ha commesso errori, è stata solo accompagnata molto male e le spiego perchè. Solitamente questi itteri sono dovuti alla somma di ittero fisiologico + ittero da scarsa assunzione di latte. Quest’ultima è dovuta alla debolezza di suzione del bebè. E’ perciò assurdo che la mamma venga colpevolizzata!
Adesso il mio suggerimento è di attaccare la bimba almeno 8 volte/24 ore, almeno 20 min per seno; subito dopo farla succhiare al dito (vv FAQ Sistemi Alternativi) che non è affatto equivalente a ficcare un bibe in bocca alla bimba (che causa rifiuto), del latte che inzialmente sarà artificiale ma poi sostituirà con latte materno che lei si tirerà fra le poppate. SE la bambina avrà fame, succhierà il latte dal sondino , altrimenti lo lascerà e lei non avrà più bisogno di tirarlo. Contemporanemanete per vedere se cresce dovrà contare pipì e popò nelle 24 ore (vv FAQ Poco Latte) e fare la verifica settimanale di peso (almeno 125 g).
Dopo la prima volta lei dovrà seguire l’ordine:
1° attaccare la bimba
2° dare l’aggiunta al dito
3° tirare il latte (che sarà adesso disponibile per lo step 2° del ciclo successivo !)
il tutto impiegando 1 ora, in modo da permettersi di fare anche una passeggiata . Le IBCLC che troverà in elenco sono le professioniste specializzate a seguire questi percorsi di riallattamento portandoli al successo.

Sono una mamma di un bimbo di 25 giorni nato di 3500kg ma dopo 3 giorni a causa del suo calo oltre a trattenermi un giorno in più, gli hanno dato l’aggiunta, intanto io avevo una montata lattea esagerata…adesso sto continuando a dargli l’aggiunta e anche il seno..ma non riesco a dargli piu di 20 grammi e anche a fatica visto che si dimena e piange tirandomi il capezzolo, oppure ciuccia senza tirare addormentandosi. Sono disperata vorrei tanto allattare senza problemi, cosa posso fare x aumentere il latte e farlo attaccare?

E’ chiaro che se il bambino non fosse stato separato alla nascita (lei non me lo dice ma è avvenuto molto probabilmente così) lei non si sarebbe ingorgata (montata lattea esagerata) e l’aggiunta non sarebbe stata necessaria. Il fatto che il bambino si mostri pigro cioè si addormenta al seno, è dovuto al fatto che non ha ancora imparato a succhiare dal ‘vivo’, avendo avuto esperienza principalmente con uno spuntone di gomma o silicone (cioè la tettarella di un biberon). La soluzione risiede nell’aumentare il latte (vv FAQ Sfide Materne e Poco Latte) e nel mettersi il bambino addosso, in contatto pelle-a-pelle , lei semisdraiata e lui prono su di lei. Questa posizione, detta istintiva o BN (Biologial Nurturing) mette il lattante in condizione di raggiungere il seno spalancando la bocca e succhiare con vigore praticamente da solo.