Paracapezzoli

Ho un figlio di 10 giorni e mia moglie lo allatta la seno con l’utilizzo di un parcapezzolo, consigliatole in ospedale. Il nostro P. si attacca più volte al giorno, ogni 2-3 ore anche, e succhia avidamente (sembra) per un tot (mezz’ora, o anche un’ora). Mia moglie ha il dubbio che lui non mangi abbastanza, perchè e forse ha poco latte, oppure succhia male. In effetti ci è stato detto che se il bambino succhia correttamente dopo la poppata dovrebbe dormire. Questo succede a volte, altre no, si rimette a piagnucolare ,tenta di mangiarsi le manine, fa i cerchi con la bocca. Tra l’altro, mi dicono che a quest’età ancora non dovrebbe avere momenti in cui non dorme se non è arrabbiato, ma nei dieci minuti appena trascorsi era lì tranquillo e fermo con gli occhi aperti che guardava un’apina di pezza appesa sopra la carrozzina. Il pediatra ci disse di pesarlo, solo che o sbaglio a pesarlo o mio figlio sta male: spesso prende tra i 20 e i 40 g . C’è un modo per capire se mangia abbastanza, o se ci sono dei problemi di suzione, se si attacca male, se succhia poco o che?
I vs dubbi sono più che legittimi. Il fatto cruciale e che sembra *nessuno* abbia sollevato è che il paracapezzolo di per sè rappresenta già un importante fattore di rischio per il passaggio del latte: manca infatti il contatto diretto e l’efficace spremitura del tessuto mammario in bocca al bambino. Inoltre i parametri da osservare per capire se un lattante assume latte a sufficienza e sembra anche qui che nessuno vi abbia informati, sono: – fare almeno 6 pipì chiare e inodore /24 ore – 3 popò gialle /24 ore – essere soddisfatto dopo le poppate o almeno la maggior parte di esse, anche se frequenti ogni due ore (vv FAQ Poco latte) Se ciò non accade il bambino deve essere valutato da una Consulente Professionale IBCLC e con urgenza.

Ho un bellissima bimba di 1 mese e mezzo che sta bene e cresce, non tanto (120 g a settimana) ma regolarmente. La mia esperienza di allattamento è molto travagliata. Nonostante gli sforzi fin dalla nascita (in ospedale le abbiamo anche tagliato il frenulo) la mia bimba non ha mai voluto attaccarsi al seno. Ritornata a casa su suggerimento di un’amica ho scopeto il paracapezzolo. Per 10 gg lo abbiamo usato e la piccola si attaccava al seno, apparentemente senza problemi. Tuttavia, in consultorio alla misurazione del peso ci siamo resi conto che in 15 gg non aveva neppure recuperato il calo fisiologico. Su consiglio di pediatra e ostetrica ho cominciato ha tirarmi il latte (ne ho tantissimo) e a nutrire la piccola con il biberon. La quale seppur non tantissimo ha cominciato a crescere e oggi mangia 60/70 cl ogni 2 ore circa. Ogni tanto tento di attaccarla al seno senza paracapezzolo ma inutilmente. Se invece provo con il paracapezzolo, si attacca e sembra mangiare con voracità. La mia domanda è : posso adesso che la bimba ha un mese e mezzo passare all’uso del paracapezzolo (dato che lei è più forte e tira di più) monitornando la sua crescita, o questi mille passaggi (seno, paracapezzolo biberon e paracapezzolo) possono ingenerare in lei solo confusione e a questo punto è maglio che io vada avanti con il biberon tirandomi al latte?
L’istinto la sta guidando nella direzione giusta: una bambina più vigorosa , come nota lei, può ben passare dal biberon al paracapezzolo – a qualunque età -naturalmente monitorando la crescita. Non c’è nessuna confusione nella testa dei bambini, loro vogliono “quello”, e cioè il seno, e si accontentano di quello che c’è … Non solo, ma noi IBCLC aiutiamo le mamme a passare dal paracapezzolo al seno.

All’ospedale visto che il mio bimbo (che ora ha un mese) faticava ad attaccarsi mi hanno praticamente costretta all’uso del paracapezzolo (alternativa biberon). Ho letto che fa diminuire la produzione di latte (anche se per ora non ho avuto problemi da questo lato). Come toglierlo? Quando provo ad attaccarlo senza urla e non prova neanche. Rischio veramente di non riuscire ad allattarlo a lungo se continuo a usarlo?
Il paracapezzolo è effettivamente un’alternativa valida se non si riesce in nessun modo a far attaccare il bambino al seno. Anche se al momento lei non ha problemi di produzione – e se alcune donne non li hanno mai – vale la pena di tentare di toglierglielo con pazienza e gradualità: quando è semi addormentato o già un pò sazio, sfilandolo per brevi periodi e poi del tutto. Si può inoltre far protrudere il capezzolo usando un tiralatte a bassa pressione per 5 min prima di ogni poppata. Si può infine ottimizzare l’apertura della bocca del bambino (con l’aiuto di una Consulente IBCLC) se possibile, in modo che inglobi non il capezzolo, ma buona parte dell’areola.

Mi potete spiegare quali sono gli svantaggi di un allattamento al seno con i paracapezzoli?
La perdita del contatto pelle-pelle riduce la stimolazione cutanea che rappresenta lo stimolo per il rilascio di prolattina, l’ormone che sintetizza il latte. In casi di ipersecrezione lattea, che si può verificare in certe donne, tale ridotta produzione di latte non si verifica – ma è difficile predirlo. Inoltre, in questi casi, il latte prodotto ma non drenato prepara la strada per una mastite.

Ho una bimba di tre mesi che fin dalla nascita non ha mai voluto attaccarsi al seno.Inutili tutti i tentativi,stavo per rinunciare all’allattamento quando mi hanno consigliato il paracapezzolo.La bimba come per miracolo si è attaccata e ha cominciato a mangiare con soddisfazione.Pensavo di aver risolto il problema,invece ho letto e mi ha confermato il pediatra che con il tempo l’uso del paracapezzolo può influire negativamente sulla produzione del latte.Quindi ho riniziato a proporre graduatamente il seno,ma lei lo rifiuta categoricamente piangendo disperata.La bimba cresce molto,circa 300g a settimana e io ho sempre molto latte. E’ possibile che il paracapezzolo nel mio caso non abbia influito negativamente?Sono fuori pericolo o potrebbe verificarsi fra qualche mese la perdita del latte?
Sì, è possibile che essendo lei una “iper-lattea” il paracapezzolo non influsica. Se e quando dovesse accadere il modo per liberarsi del paracapezzolo è schematicamente: A) allungare i capezzoli con un tiralatte a bassa pressione usato per 5 min prima della poppata B) posizionare la bimba al seno sorreggendola con l’altro braccio (posizione incrociata – meglio se mostrata da una Consulente) in modo che arrivi con la bocca al capezzolo leggermente di lato C) curare la massima apertura della bocca. Se non funziona, occorre rimettere il paracapezzolo e toglierlo durante la poppata, lasciandolo sempre meno.

Il mio piccolo ha 2 mesi e purtroppo nei sui primi giorni, in ospedale,a causa di presunti problemi di suzione, è stata avviata l’alimentazione con il biberon, pur somministrandogli il mio latte estratto con il tiralatte. Nonostante ciò non ho mai perso la speranza di avviare l’allattamento diretto al seno, anche in considerazione dei problemi connessi con l’uso prolungato del tiralatte (la stanchezza, i seni dolenti, ecc.).Tutti i precedenti tentativi sono andati falliti, soprattutto perché non sono mai riuscita ad eliminare la tettarella, ad esempio sostituendola con il cucchiaino, ma la scorsa settimana, dopo alcuni giorni di seni particolarmente dolenti che mi facevano pensare di smettere presto con il mio latte, ho provato ad utilizzare un paracapezzolo. Con mia grande sorpresa il mio bambino si è avvicinato immediatamente al seno ed ha mangiato con soddisfazione. La cosa è proseguita e da allora non sto più utilizzando il biberon. Ho letto nel suo sito le controindicazioni sull’utilizzo dei paracapezzoli, ma nel mio caso dovrei fare? Consideri che se provo a sfilare il paracapezzolo il mio piccolo sembra non riconoscere il capezzolo.
Se è vero che il paracapezzolo è indicato solo per capezzoli piatti e, con la giusta guida la mamma può imparare a liberarsene (perché in una situazione in cui bisogna aumentare la disponibilità di latte, lo “sbarramento” creato dal paracapezzolo può essere più un danno che un vantaggio) questo caso rappresenta un’ingegnosa applicazione del paracapezzolo: una strategia per passare al seno dal biberon. Dopo 2 mesi di alimentazione al biberon lei ha trovato la soluzione giusta per il suo bambino. Ciò non toglie che in futuro, con calma, dovrà provare a sfilare questo paracapezzolo: quando il bambino è nel dormiveglia, a fine poppata prima e poi sempre più precocemente.

Mia figlia ha 9 giorni,faccio fatica ad attaccarla al seno; talvolta si attacca e talvolta mi rifiuta il seno sputandomi l’aureola e il capezzolo puntando le braccine e mettendosi a piangere,io insisisto per mezz’ora un’ora ma niente da fare..ed allor l’unica soluzione è usare un paracapezzolo per farla attaccare(è piccolina e sottopeso e non posso rischiare che non mangi),però in questo modo secondo me non riesce a succhiare abbastanza…perchè sta attaccata per ore…ho preso un tiralatte per estrarmi il latte rimasto nel seno ed utilizzarlo come “aggiunta” alla poppata…sono un pò in crisi e non so come risolvere il problema,poichè ho cercato di valutare le variabili in gioco ma non ne vengo fuori.
Sta facendo tutte le cose giuste – date le circostanze. Ma in realtà può fare anche meglio, cioè mettere il latte tirato (in fase di ‘calibrazione’ il paracapezzoli interferisce con la produzione di latte e per questo la bambina sta attaccata ore)nel Sistema d’Allattamento Integrativo – Medela . Il sondino andrà inserito sotto al paracapezzoli. In tal modo la bimba prende l’aggiunta del suo latte al seno e la poppata avrà un inizio e una fine. In una fase successiva potrà insegnare alla bimba ad attaccarsi direttamente al seno e liberarsi del paracapezzoli e di tutto il resto. Tenga duro :-) Contatti una Consulente IBCLC cliccando sul tasto Consulenti e andando su www.ibclc.it

Biberon

Ho letto proprio ieri (11/03/10) un articolo sui biberon che non vanno messi nel microonde in quanto, se di policarbonato, rilasciano il BPA nel latte. Ho allattato mio figlio fino a 13 mesi e da allora fino ad oggi (ne ha quasi 16) ho inserito il latte vaccino – scaldato sempre nel microonde – nel biberon Avent(che ieri ho scoperto contenere BPA).Sono molto preoccupata. è possibile che il BPA passato dal biberon al latte a causa del calore del liquido possa aver danneggiato – come ho letto – il sistema endocrino del bambino? E’ vero che i biberon vanno sostituiti immediatamente quando presentano graffi? sono molto amareggiata e preoccupata.  Ovviamente sono corsa a comprare dei biberon BPA free. PS sul sito stesso della casa produttrice (philips) non viene minimamente accennato il fatto che il BPA è stato bandito dai biberon in canada e negli Usa ma si afferma che le scelte di lasciare i biberon in policarbonato in Italia sono semplicemente scelte dettate dal mercato locale: come mai anche in italia non esiste una disciplina in proposito?
Capisco la sua amarezza e proverò a risponderle. Il BPA fa parte di quelle sostanze che prima vengono immesse in circolo per anni e poi, a seguito di studi che ne riportano i rischi per la salute, devono essere disciplinate. Non so calcolare a quanto BPA sia stato esposto il bambino, probabilmente a quantità estremamente basse. L’allarme viene come sempre da quei paesi in cui l’opinione pubblica è più attenta all’ambiente e fa più pressione sue governi affinchè promulghino leggi più incisive e tempestive. Quello che lei può fare è associarsi a un’organizzazione di consumatori, scrivere ai giornali , parlare alle radio, denunciare il fatto all’agenzia di sanità pubblica della sua regione, scrivere al Ministero della Salute.

Mio figlio nato di 3.6 Kg e dimesso con un peso di 3.380 Kg ha oggi 3 mesi e 12 giorni con un peso di 6.0 Kg. Il mio pediatra vista la scarsa crescita nell’ultimo mese (non più di 140 gr a settimana) mi ha fatto introdurre il latte artificiale arrivando a sostituire con esso tre poppate su sei al giorno. Ora il mio piccolo non mangia con appetito nè il biberon con il latte artificiale nè il latte dal mio seno. Lui si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto. Le altre poppate artificiali e non le fà con enormi difficoltà, a volte piangendo, dimenando le gambette, inarcando la schiena e a volte solo interrompendosi a 90 gr (a fatica riesco a fargli assumere alti 40/50 gr) e con mio grandissimo stress. Spesso dato che non si attacca al seno tiro il latte e glielo dò al biberon. Cosa pensa lei di questa situazione? Lorenzo nel resto della giornata è un bimbo allegro, attivo anche se fà frequenti pisolini ed è molto sereno. La notte dorme circa 6 ore di seguito e dopo la poppata mattutina si riaddormenta. Mi aiuti a capirci di più e se le è gradito mi dia il consiglio di un’esperta qual è lei.

Il bambino sta chiaramente mostrando a) di non volere il biberon e b) di non volere altro latte, sia artificiale che materno. Le proteste alla imposizione di volumi calcolati teoricamente sono ulteriore segno che il bambino non ha tutto questo bisogno di alimentarsi se, come sappiamo, lui è capace di decidere per sè – lo ha fatto finora, cosa dovrebbe impedirglielo adesso? Inoltre penso che una crescita di 140 a settimana sia adeguata e che ciò che ha destato la preoccupazione, per me infondata, nel collega è il fatto che abbia “incrociato” una curva percentile (guardando le Curve di crescita OMS fra i Links). Voglio però andare oltre. Se infatti lei mi dice “si attacca bene e succhia bene solo la mattina presto” questo potrebbe significare che il seno sia sottotarato rispetto alle esigenze del bambino nell’arco delle 24 ore – da quanto tempo il piccolo ha preso a dormire la notte con gran piacere vostro e plauso degli altri? o i pisolini diurni gli fanno ‘dimenticare’ di poppare, mentre lei è più indaffarata? ecc. Tale caso è facile da verificare: provando a offrire più spesso il seno, si attiva una maggiore disponibilità di latte, la cui produzione si risetta a livelli maggiori in 48 ore circa. Offrire il seno la notte, nel dormiveglia del piccolo tenuto nel lettone, può coprire il 20% del fabbisogno giornaliero complessivo. Se dopo una settimana o due così la crescita risale, allora voleva dire che ce n’era bisogno!

Ho un bimbo di 2 mesi che allatto al seno. Il problema è che succhia troppo velocemente ed ha continue coliche. Ho pensato di aiutarmi con il biberon Haberman che ho sentito dire offre dei buoni risultati anche su bimbi che non hanno patologie specifiche. Cosa mi consiglia?
Dato che le coliche vere sono piuttosto rare nei bambini allattati al seno, è importante fare un diagnosi di certezza. Il bibe Haberman è un prodotto che comporta una precedente estrazione di latte, e il bypassaggio della mammella poi. Oltre che essere un processo brigoso, si finisce appunto di ‘allattare al seno’ per dare latte spremuto con un bibe. Non conviene farlo se non dopo aver imparato ad aiutare il bambino a gestire la poppata nel modo più corretto possibile, anche perchè col tempo i bambini (e le mamme) diventano più abili nell’arte di allattare e i “problemi” si attenuano o spariscono.

La mia seconda figlia ha quasi sette mesi e da un po’ sto iniziando lo svezzamento con la merenda dandole il biberon dove però non riesce a prendere. La bambina non vuole il ciuccio, come posso fare per insegnarle a mangiare con il biberon? con il primo figlio non ho avuto nessun problema con il biberon. Mi piacerebbe che la piccola imparasse a mangiare con il biberon x la comodità in quanto io lavoro fino alle otto di sera!
Il biberon verrà dato all’inizio come un gioco, sganciato quindi dalla “necessità” di mangiare. Andrà offerto fra le poppate al seno, dopo aver solleticato UNA volta le labbra dall’alto verso il basso e, se non vengono socchiuse, UN’ ALTRA sola volta: stiamo cioè chiedendo il permesso alla bimba, che ce lo accorderà o meno. L’importante è provare e trovare il momento di buona disposizione. Se ci prova un’altra persona è anche meglio. Alcuni suggeriscono di tenere i bambini , a seconda della loro diversa sensibilità, o rivolti verso il seno o rivolti verso l’esterno (una finestra ad es.).

Succhiotti

Sono mamma di una bambina di quasi 5 mesi allattata esclusivamente e a richiesta al seno. Ora P. inizia a mettersi il pollice in bocca( come ho fatto io fino a ben sei anni. Ho letto tutto cio’ che scrivete sul ciuccio, per cui eviterei di darglielo, ma come faccio a non farle prendere il vizio del pollice? so che tanto il pollice quanto il ciuccio potrebbero rovinare la futura dentatura di P. Mi date un consiglio?
Non necessariamente sua figlia seguirà i passi materni. L’uso del ciuccio fino a età ‘indecenti’ è più probabile nei bambini privi dell’allattamento *a richiesta* , a coloro cui viene lesinato il seno *come ciuccio* (che lo è) e in coloro che avrebbero voluto allattare più a lungo di quanto la madre non avesse in agenda.

Allatto a richiesta da 2 settimane. Il bimbo cresce bene e a 10 gg aveva già ripreso il peso della nascita (nascita a 36+4 settimane, peso 2,930kg, poi passati a 2,800kg ed infine totalmente recuperati ). Ad oggi però la situazione si è complicata perchè il piccolo vuol stare attaccato di continuo.In genere si attacca ogni ora, ora e mezza, ma il problema è che ultimamente, dopo una poppata di circa mezz’ora, tre quarti d’ora si stacca, lo poso nella culletta e dopo dieci minuti piange e lancia i segnali di voler nuovamente attaccarsi (apre la bocca, ruota la testa, porta le manine alla bocca). Io, veramente molto ma molto stanca, ho ceduto proprio oggi al ciuccio ma mi sento molto in colpa e mi chiedo se rischio di compromettere così l’allattamento al seno. Vorrei dare il ciuccio soltanto nei casi da me descritti, e cioè se, alla fine di una lunga poppata, dopo che il piccolo si è staccato da solo, dovesse richiedere nuovamente il seno al trascorrere di soli 10 minuti. Faccio male?
Il ciuccio è un’arma a doppio taglio: se effettivamente è dato solo a stomaco pieno, come pare che sia adesso, non è un problema visto che è cresciuto così bene :-) L’unica cosa è che questa ricerca continua di seno potrebbe significare che lui ha intenzione di voler crescere nel prossimo futuro *ancora di più* – in fondo è nato con quasi un mese d’anticipo e mettergli davanti un ciuccio rischia di dargli una risposta che va bene per lei ma non per lui.

Premetto che mia figlia di 6 mesi non prende ciucci,vuole il seno per addormentarsi,il problema è cosa deve fare mia sorella se la bimba ha sonno è piange perchè vuole il seno e lei deve tornare al lvoro?
Questa domanda, fatta non dalla diretta interessata e quindi priva di info che possano aiutare a circostanziare il “problema”, come l’età della bimba e della mamma, il tipo di allattamento che ha fatto, quanti fratelli/allattamenti, la qualità del sostegno familiare e *professionale* ricevuti ecc, mi dà modo di dare una spiegazione della pervasività della vendita/acquisto di succhiotti.I bambini si “adattano” alla realtà che poniamo loro davanti, anche quella che non è per loro biologicamente prevista come una precoce separazione dalla mamma – che la dice lunga sul tipo di accudimento che come società offriamo loro. Come società abbiamo perciò predisposto un oggetto sostitutivo della suzione al seno – il ciuccio. Dunque sì, *in assenza* della mamma o di una balia (ovviamente inesistente) la bambina che non avessa ancora scoperto le sue mani e rifiutato un pupazzetto di tessuto (che regalano pure in una famosa catena di abbigliamento per l’infanzia) o altro oggetto munito di morbide sporgenze, imparerà ad accettare il succhiotto. E alla mamma andrà spiegato di ri-sostituirlo col seno tutte le volte che ci sarà e potrà, per riprendere il ‘dialogo’.

Mio figlio (quasi due mesi e mezzo) ha sempre usato il mio seno come “ciuccio” rifiutando quello “sintetico”; la situazione mi è sempre andata abbastanza bene ma ora non capisco più quando ha fame perchè non fà che attaccarsi a brevi intervalli; il mio seno ormai sembra sempre vuoto, produce poco latte non appena il bimbo si attacca ma dopo poche ciucciate lui si addormenta o si stacca e il latte si interrompe… la conseguenza mi sembra quella di aver sempre meno latte… non ho più la bella montata da pasto e non vorrei che il seno-ciuccio inibisse il seno-nutrimento di latte.
Il fatto è che proprio a voler separare le diverse funzioni del seno fra fornitore di ‘cibo’ e ‘succhiotto’ che si crea il problema. Il ciuccio sintetico è il pallido sostituto di qualcosa che si è perfezionato nell’evoluzione biologica e sociale degli umani. E’ come se oggi si fosse rotta una sorta di cinghia di trasmissione per cui la disponibilità a dare il seno anche come “ciuccio” è stata messa in discussione. Se il bambino cresce ed è soddisfatto (sufficientemente sereno, e appagato, normalmente reattivo e sviluppato) allora va bene così. Se invece nel tempo (e qui occorre più di una settimana, vv Curve OMS fra i Link)) la crescita risultasse deficitaria, allora si dovrebbe intervenire correggendo l’attacco al seno.

Volevo sapere cosa ne pensava dell’uso del ciuccio, visto che la mia compagna non lo vuole usare pur vedendo che nostro figlio di poco più di 2 mesi passa il tempo a ciucciarsi mani e dita.
Il ciuccio è un *sostituto* del seno. Nelle società tradizionali dove si allatta comunemente al seno il ciuccio è assente (ricordo una trasmissione dei “Turisti per caso” sui Chiapas del Messico: nessun bambino aveva ciucci). I bambini hanno bisogno di ciucciare per ottenere soddisfazione orale (pare si produca ossitocina che dà un senso di appagamento ) e il seno è attrezzato per procurare tale soddisfazione. Col ns stile di vita dare il seno sempre o cmq a un bambino particolarmente richiedente è diventato un “fastidio” e per questo è stato introdotto il succhiotto. Il rischio è che le poppate si diradino o che la mamma non capisca più cosa dare al bambino o che il bambino non sappia più neanche lui che vuole ; oppure che col tempo si deformi il palato e le arcate dentarie. L’uso eccessivo delle mani in un bambino di 2 mesi indica solitamente bisogno di seno: sua moglie lo potrà verificare facilmente, se il bambino lo vuole non dirà di no! e sarà contento di essere stato capito e non ignorato – una bella iniezione di fiducia in se stessi.

Ho una bimba di 5 mesi già svezzata ma che ancora allatto, o meglio, il mio seno funge più che altro da ciuccio che fra l’altro non vuole assolutamente.Come posso staccarla? E come insegnargli a prendere il ciuccio?
Il seno è *anche* ciuccio (vv il libro Allattare.net)e cmq anche semplicemente ciucciando si trasferiscono al bambino sostanze nutritive, ormonali, enzimatiche, odori, sapori ecc e chissà quanto altro che ancora deve essere scoperto. Il ciuccio è un sostituto del seno che deforma il palato e l’anatomia della cavità orale, un sostituto che non fa parte delle aspettative dei piccoli, che richiederà l’intervento di un ortodonzista nei prossimi anni. Prima di decidere se staccarla definitivamente quindi occorre pensarci seriamente, soppesando i pro e i contro.

Abbiamo una piccolina di 10 giorni. Io e la mia compagna ci prendiamo cura di lei ma su alcune cose tipo l’uso del ciuccio per calmarla non siamo d’accordo. Per quel che mi riguarda mi sono letto diversi articoli su internet e a dire la verità ci sono opinioni discordanti sull’uso del ciuccio o meno anche se la maggior parte lo sconsigliano nei primi mesi di vita. La mia compagna, forse spinta dai consigli della mamma, (che però è stata mamma 30 anni fa) dice che non succede nulla se la piccola usa il ciuccio anche adesso. Io penso che se la piccola ha bisogno di succhiare anche se magari non ha vera e propria fame e si attacca 5 minuti addormentandosi, è meglio attaccarla al seno. Mi piacerebbe ricevere una sua opinione in merito rispetto all’uso del ciuccio per calmare la piccina.
Ha veramente messo il dito nella piaga: il ciuccio diventa una “necessità” in caso di alimentazione al biberon, che si conclude rapidamente lasciando inevasi i bisogni di suzione e soddisfazione orale dei piccoli. Oppure se ci sono poche poppate al seno, per lo stesso motivo. Con l’allattamento al seno diventa un “ostacolo” alla produzione di latte (e crescita) perché si saltano delle poppate mentre la madre lo vede come una *soluzione* per non allattare in continuazione. È il tipico caso in cui l’apparente soluzione fa più danno … Per queste ragioni tutti sono concordi a sconsigliarne l’uso nel primo mese circa di vita, epoca dell’avvio dell’allattamento. Noi Consulenti IBCLC lo sconsigliamo in generale per tutta la durata dell’allattamento , perché, posto che ci sia un attacco adeguato al seno, è il bambino con le sue competenze innate del bambino che può decidere che ritmi assumere con quel latte che ha a disposizione da quella mamma , in relazione al proprio stomaco, peso , sesso ed età.

Tiralatte

Da quando è nato mio figlio (cioè circa 2 mesi) mi tiro il latte con il tiralatte ogni 3 ore. Può essere dannoso per il seno? Verso i 4 mesi posso ridurre le “tirate” da 8 a 6 al giorno senza provocare l’arresto della produzione di latte?
Non è affatto dannoso per il seno tirare il latte meccanicamente(???). Lei potrà ridurre il numero delle sedute compatibilmente con la quantità di latte che sarà necessario estrarre per soddisfare le esigenze del piccolo.

Mio figlio ha 7 mesi. Fino a 6 l’ho allatto in modo esclusivo al seno a richiesta. In questo mese ho iniziato a svezzarlo in maniera graduale inserendo prima la pappa a pranzo e solo da qualche giorno anche quella a cena. Molte donne mi hanno detto che con l’inserimento della seconda pappa il latte tende a diminuire e mi hanno consigliato di usare un tiralatte per cercare di mantenere la produzione di latte alta per un tempo più lungo. Secondo loro dovrei tirare il latte in concomitanza delle pappe e conservarlo. Mio figlio prende il mio latte la mattina presto, al centro della mattina, a merenda il pomeriggio e prima della nanna. Inoltre continua con brevi poppate notturne, in genere 2-3 volte. Per ora non finisce mai tutta la sua pappa né a pranzo né a cena ma assaggia con entusiasmo. Io lo assecondo in tutto. Vorrei chiedervi se è utile l’uso di un tiralatte come mi è stato consigliato. Desidero allattare mio figlio sicuramente oltre l’anno di vita e vorrei riuscirci.
L’uso del tiralatte è indicato in casi particolari solamente, non deve essere una routine – pena la fine della comodità di allattare.

Vorrei chiederle due cose: 1) quale è il momento migliore per tirami il latte? io ho provato dopo la poppata, ma sono scarica e prima ho paura che poi non ce ne sia per la bambina 2) per una bimba di 4 mesi quale è il quantitativo che deve assumere?
Il latte si tria fra le poppate. Il quantitativo normale è stabilito dai bambini – di solito fra 90-120 ml

Mi chiedevo fino a quale età dei bambini sia necessario sterilizzare tiralatte e biberon. La mia bambina ha sette mesi e, dovendo tirarmi il latte al lavoro, sarebbe certamente più comodo e veloce limitarmi a lavare accuratamente tutto quanto. Diversamente, è ovvio che troverò il modo anche di sterilizzare.
La sterilizzazione per tiralatte/contenitori/biberon destinati a bambini sani che stanno a casa non è necessaria oltre il primo mese di vita del lattante (periodo neonatale). E’ sufficiente lavare i pezzi con acqua calda e sapone e sciacquare con acqua calda; oppure metterli in lavastoviglie.

Può consigliarmi un buon metodo di massaggiare dolcemente il seno, prima di estrarre il latte con il tiralatte o manualmente? E per quanti minuti va fatto?
Il metodo più semplice ed efficace è l'”impastamento”: applica la mano a pugno tutto intorno alla circonferenza del seno, come se stesse impastando il pane MA delicatamente e senza strisciare . Basta fare un giro.

La mia bimba di 25 giorni ha la tosse e da ieri fa meno poppate e “tira” meno.Sentendo il seno troppo pieno ho preso il tiralatte medela professionale (ho un seno abbondante:8a) che mi doleva dopo (la magra 60 ml) estrazione. Posso usarlo meglio?
Il seno non dovrebbe mai dolere nè durante nè dopo l’estrazione. Dovrebbe ‘indovinare’ la minima pressione di suzione che estrae latte dal seno (opportunamente riscaldato o massaggiato qualche minuto)e inoltre sappia che c’è la possibilità di adottare coppe di misura congrua al capezzolo (più che alla taglia di seno).

Ho un problema…è tutt’oggi che la bimba ha fame e sta attaccata al seno…ma ora ho un seno dolente ed al tatto mi sembra non svuotato,ma usando il tiralatte(sia con il minielettric medela che con uno a siringa)non esce niente…come posso fare?
Allattare è un gioco di fiducia: per evitare di cadere vittime della tensione e dei suoi tiri mancini bisogna imparare a rilassarsi ad es. con un bel bagno caldo, una tisana o un massaggio: il latte ricompare. Se riuscisse a fare un pisolino col bambino vicino, meglio ancora. Queste crisi possono verificarsi di quando in quando, e la paura di non farcela viene incrementata dalla falsa prova del tiralatte – che non può stimolare la fuoriuscita di latte se la tensione dalla mamma blocca la ‘calata’ .

Vorrei sapere se usando esclusivamente il tiralatte(elettrico o manuale)il latte si riproduce sempre o primo-poi non ci sarà più?
Il tiralatte non implica un *contatto fisico* col bambino: il latte prima o poi si riduce. MA questo si evita se: a) si massaggia delicatamente il seno manualmente prima del suo uso b) finisce di spremere il seno a mano – escono sempre delle gocce (vv FAQ) c) si fa contatto ‘pelle-a-pelle’ col bambino, entrambi nudi dalla vita in su, la notte e quando è possibile.

Sono una la mamma di una bimba di 4 mesi e mezzo allattata esclusivamente al seno. Da qualche giorno sono ritornata al lavoro per 3 ore al giorno e ho cominciato a utilizzare il tiralatte per raccogliere il latte necessario durante la mia assenza da casa. Mi sono quindi accorta che non riesco a raccogliere più di 40 g di latte per volta (anche al mattino) o al massimo raggiungo i 70 g quando avverto la “calata”. A questo punto mi sono chiesta se mia figlia mangi questi quantitativi (mi sembra pochissimo!!!) o piuttosto se sia un problema legato al tiralatte che non va bene per il mio seno (in realtà nei primi 2 mesi riuscivo a tirare senza problemi 150 g di latte per volta). Preciso che il peso della mia piccola alla nascita era di 3.7 Kg e adesso e’ 7.8 (sembra crescere bene!) Cosa mi consiglia di fare? Devo pensare che il mio latte stia cominciando a diminuire o che altro? E in caso cosa posso fare per aumentarne la produzione per garantirmi di riuscire a soddisfare la mia piccola e al contempo riuscire a tirare il latte necessario alla poppata in mia assenza?
La bambina succhia meglio di qualsiasi tiralatte e la mamma non si deve preoccupare di questo. Piuttosto è il seno che si deve abituare nuovamente a essere stimolato da un aggeggio di plastica e rispondere a delle richieste fuori dell’ordinario. Per facilitare la produzione, oltre che sfruttare la calata le conviene utilizzare il doppio kit di coppe da tiralatte come per i gemelli (se il modello di tiralatte lo consente); imparare a spremere il seno manualmente per rifinire a mano il lavoro (esce altro latte); fare più sedute.

Il mio bimbo ha 4 mesi e lo allatto regolarmente al seno ogni 2,5-3 ore. Non ho mai effettuato la doppia pesata ma lui cresce bene (nato 2860 ora è circa 6 kg lungo 62 cm)e richiede le poppate in modo regolare. A gennaio dovrò riprendere il lavoro e vorrei iniziare a tirarmi il latte. Sto usando un medela harmony manuale ed ho effettuato alcune tirate circa 1 ora dopo che lui ha terminato la sua regolare. Poichè il seno ogni volta che tiro il latte mi fa male tiro circa 5 minuti per parte circa 80 cc in totale.In base a ciò vorrei sapere: 1) è meglio il tiralatte manuale o l’elettrico? 2) è corretto sia il tempo dopo la poppata sia il tempo di tirata? 3) tirandomi il latte, alla poppata successiva del bimbo lui prenderà il latte che gli serve? 4) è una quantità giusta o è poco? MI si sciuperà il seno e riuscirò a mantenere la portata di allattamento adeguata alle esigenze nutrizionali del mio bambino quanto più è possibile?
Il seno non deve fare male quando si tira il latte. Le consiglio un tiralatte elettrico più potente ma più dolce, come il Swing o il Pump in Style. Con una seduta piacevole potrà tirare il latte circa 10 min per parte, e avere una resa maggiore (è già buona) – la quale adesso serve per fare una riserva, poi la definirà lei sulla effettiva richiesta del piccolo (mediamente 90-120 ml a poppata). Il bambino troverà sempre del latte, attingendo alla capacità mammaria che di solito non viene sfruttata. Non è scritto da nessuna parte che il tiralatte sciupa il seno (?).

Sistemi alternativi (Sistema di Allattamento Supplementare, Soft-Cup, Sondino al dito)

Ho una bimba che ha 24 giorni, essendo nata piccola di soli 2.680, in ospedale hanno cominciato subito con l’aggiunta, che la piccola assume direttamente dal mio seno attraverso una sondina così che mi stimola anche la produzione di latte. Purtroppo pesandola prima e dopo ogni poppata vedo che da me non prende più di 20 g,e 80 g se li beve di artificiale,o gni poppata dura circa 1 ora, così facendo si attacca al seno ogni 4 ore.Quando lei finisce di mangiare e provo a spremere il seno esce sempre latte. Cosa posso fare per aumentare il latte? Dove sbaglio? sto assumendo il lactogal.
Non è lei che sbaglia, è che non è stata sufficientemente accompagnata a usare il Sistema d’Allattamento Supplementare (Medela). Provi a:

  • fare mangiare la bimba solo 40 ml e poi farla succhiare solo al seno
  • in tal modo le poppate dovrebbero verificarsi ogni 2 o 3 ore, che è un numero fisiologico per stimolare il seno
  • faccia le compressioni del seno durante la poppata come nel sito del dr. Newman (fra i Links )
  • se la bambina vorrà il resto dell’aggiunta gliela darà, ma dovrebbe verificare la tendenza a volerne sempre di meno.

Il lactogal è un prodotto commerciale, contenente una  miscela di prodotti da erboristeria, che non è stato testato come efficacia. Per fare latte occorre il drenaggio completo ed efficace della mammella – che è quello che un lattante deve fare. Se non lo fa la piccola lo deve fare lei : o manualmente o con tiralatte.

Ho una bambina di 2 mesi e da 2 giorni ho dovuto inserire il latte artificiale per 2 poppate in quanto il mio latte non bastava. La mia pediatra mi ha fatto fare la doppia pesata per un paio di giorni, dicendomi che la quantità minima che dovrebbe prendere è di 750 g, io sono arrivata a 580 pertanto dato che la bambina piangeva per la fame mi ha detto di darle quello artificiale. Posso gestire quando darle il latte artificiale oppure una volta inserito ad un orario ben preciso, va rispettato quello? Ho notato che se il biberon viene dato da un’altra persona la bambina lo prende regolarmente, se glielo do io, non lo vuole e cerca il mio seno. Penso che sia normale questo, non è così?
Il latte materno, come diminuisce, può anche aumentare. Il primo passo è eliminare il bibe, che genera confusione e suzione scorretta, sostituendolo con tazzina o SoftCup (Medela ®). Oppure con sondino di silicone (si utilizza il sondino da 90 cm di un “ago a farfalla” N°21 o N° 19 – l’ago verrà tagliato) che pesca in un contenitore di latte artificiale. L’altro capo viene assicurato alla superficie palmare del dito indice o medio (dalle unghie ben tagliate!) facendolo terminare in pari con la punta del dito, con un cerotto adesivo applicato a metà dito. Questa è l’alimentazione con osndino al dito. Dopo aver solleticato il labbro inferiore della bambina per farle socchiudere la bocca, le si farà scivolare in bocca il dito presentato col polpastrello rivolto verso l’alto, fino e non oltre al limite del palato duro. Il procedimento riesce di facile applicazione se mostrato da una Consulente IBCLC. Potrà fare due pasti in questo modo, quando le riesce più comodo. O potrà darli il papà, dato che a 2 mesi i bambini hanno già l’abilità, come ha potuto notare, di capire cosa e da chi la vogliono…