Gemelli

 Ho 2 gemelli di 3 mesi, che allatto al seno + artificiale in quanto il mio latte non basta.Ovviamente a loro piace di più, e se prendono piu latte materno vanno anche di intestino, altrimenti devo stimolarli ogni 2-3 giorni.Vorrei tanto togliere quell’aggiunta di latte ma vedo che con il mio rimangono affamati.Infatti il giorno non riescono a trovare piu di 60-70 g dal seno sx e 40-50 dal seno dx, e più li attacco spesso e meno latte trovano.Mentre la mttina, dopo la pausa notturna fanno delle poppate soddisfacenti e non hanno bisogno di aggiunte.Come posso fare per aumentare il mio latte in modo che basti?
La cosiddetta calibrazione, cioè una produzione di latte corrispondente alla domanda, è difficile da ottenere – anche se non impossibile – passate le magiche, prime sei settimane di vita. Nondimeno lei può:
1. smettere di fare doppie pesate: questo le permetterà di risparmiare tempo da destinare all’estrazione di latte, con tiralatte elettrico o a nolo (meglio se a doppio attacco) da usare a fine poppata o fra le poppate, 6 x al giorno. All’inizio non vedrà nessun risultato ma con i giorni ci sarà del latte che prima userà come ‘aggiunta’ e poi semplicemente lascerà ‘in sede’ per il godimento dei piccoli
2. provare con un galattogogo efficace (vv FAQ)
3. togliere gradualmente l’aggiunta
4. rivolgersi a una Consulente IBCLC per valutazione poppata, utilizzo di spremitura del seno e altre mille strategie, ritagliate sul suo caso specifico.

 Sono la mamma di due gemelli di 4,5 mesi. Pesano 6,5 kg. Sono nati a 38+4 settimane e pesavano 3,150 e 2,840.
Li allatto esclusivamente al seno. Mio figlio da qualche settimana ha il reflusso che peggiora, gli davamo prima di ogni poppata Medigel, ma nell’ultima settimana ha mangiato pochissimo e la pediatra ci ha detto di dare 2 volte al giorno Zantac per 1 mese. La pediatra ci ha detto anche di iniziare lo svezzamento con la carne a 4 mesi. Io non l’ho fatto perché dopo 3 giorni di carne somministrata a mio figlio il reflusso è peggioranto tantissimo.
La pediatra praticamente mi ha sgridato, ha detto che devo introdurre la crema di riso con il brodo vegetale, poi il purè d 4-5 verdure (con la carne, olio, parmiggiano), a 5 mesi devo sostituire 2 poppate con 2 pasti di cibo solido (crema di riso, verdure), non devo dare più dopo questi 2 pasti il mio latte, allatto (o dò il latte artificiale durante gli altri 2 pasti). Non mi convincono le raccomandazioni della nostra pediatra, perciò vorrei farLe le seguenti domande:
1) se i bimbi sono allattati al seno non dovrei aspettare 5-6 mesi per iniziare lo svezzamento ?
2) Perché bisogna iniziare con la carne, che normalmente va introdotta dopo 7-8 mesi?
3) Perché la pediatra insiste di non dare nessun tipo di latte dopo 2 pasti solidi (nè mio nè quello artificiale)? Lei dice che devono “svezzarsi”, ho detto che conosco i miei bimbi e che secondo me non mangeranno fin dall’inizio il piattino intero, e come faranno se non dò nemmeno il latte, la pediatra mi ha detto di lasciarli piangere e la volta successiva di proporre di nuovo il piatto di verdure/creme (“tanto non muiono di fame!!!!” )
4) riguardo il reflusso. La pediatra dice che forse dovremo passare al latte artificiale AR? secondo
5) c’è qualche posizione diversa per allattarlo visto che ha il reflusso?
Forse devo allattarlo più volte al giorno proponendogli le piccole razioni in modo che non gli faccia molto male?

Complimenti per l’allattamento di due gemelli, nonostante la sfida del reflusso e – ahimè – dei paternalistici rimproveri che taluni pediatri elargiscono alle “mamme- bambine” … Risponderò alle sue domande:
1) sì, si aspettano i SEI mesi prima di iniziare le pappe
2)la carne è importante da subito o appena il bambino la gradisca, per i microelementi (ferro e zinco)- non ci sono linee guida che decretino il suo inizio a 7-8 mesi
3)perchè è legata allo schema di sostituire le poppate con la pappa, non di addizionarle di pappa (lo schema vecchio va semmai bene per il latte artificiale, ma non per il latte materno)
4) il latte AR è nutrizionalmente sbilanciato come composizione proteica – anche se sì, sembra fermare i rigurgiti più del latte materno (bisogna sempre fare il rapporto rischio/beneficio)
5) allattando il bambino in posizione più eretta e facendogli fare pasti più frequenti e piccoli utilizzando lo stesso seno per 3 ore circa, lo si aiuta a gestire il rge.

 Sono la mamma di due gemelle di 17 giorni, allatto al seno la più robusta e spremo il latte che riesco per la piccola. Come posso pensare di allattare al seno anche lei? Come posso stimolare la produzione per poterlo fare? ora che ne allatto solo una, devo utilizzare entrambi i seni per la medesima poppata o devo preservarne uno per la spremitura a favore della piccola? esistono siti specifici sull’allattamento al seno dei gemelli?
Le mamme con gemelli di solito allattano un gemello alla volta all’inizio, che è più faticoso; poi riescono a mettere entrambi i gemelli insieme al seno. Ora che ne allatta solo una potrebbe contemporaneamente stimolare l’altro seno con un tiralatte, a simulare la presenza della seconda bambina. Col tempo, con aiuto esperto e pazienza, lei dovrebbe riuscire ad attaccare anche la piccola e farla succhiare sempre di più al seno. Siti specifici per i gemelli sono il sito lalecheleague.org e www.ilmondodeigemelli.org

 Sono una mamma di due gemelli di 40 giorni che fino ad ora sono stati allattati solo al seno ma ultimamente temo che il latte sia insufficiente per entrambi, piangono tutta la notte…. se dovessi per forza dare l’aggiunta cosa mi consiglia? Vorrei evitare il latte vaccino, qualcuno mi consiglia quello di capra e quelli vegetali (tipo riso o avena)? Inoltre da quando sono nati ho una dolorosissima ragade sul capezzolo che mi fa soffrire ad ogni poppata e temo che i piccoli avvertano la mia sofferenza e il conseguente disagio…
Una ragade dolorosa vuol dire che uno o ambedue i gemelli si attacca male, cosa che comporta dolore per lei (e conseguente poco rilascio di latte) e una ridotta assunzione di latte ( e pianto) per loro. Nel suo caso è fondamentale la valutazione diretta della poppata da parte di una Consulente IBCLC. Nel frattempo può assumere degli analgesici (paracetamolo o ibuprofene). Per aumentare la produzione di latte le serve nel frattempo spremere il seno manualmente o con tiralatte – meglio se con doppio kit, che determina un più alto livello di prolattina, l’ormone responsabile della sintesi del latte. Lei potrebbe essere inoltre una candidata per il domperidone (vv FAQ Galattogoghi). Come sostituto del latte materno non sono consigliabili né il latte di capra – sbilanciato nutrizionalmente e allergizzante anche esso col tempo , né le formule a base di proteine vegetali, non sufficientemente collaudate, ma un latte artificiale standard.

 Sono mamma di 2 gemelli di 3 mesi allattati al seno. Attualmente pesano 5,3 e 4,9 Kg (peso alla nascita 2,47 e 2,49 Kg) e assumono circa 650/750 ml di latte al giorno. Per quanto tempo ancora posso sperare di avere latte sufficiente per allattarli entrambi in esclusiva? Il pediatra sostiene che non riuscirò più a far fronte al loro fabbisogno oltre il 4° mese, sarà proprio così?
Il fabbisogno dei gemelli, come quello di un nato singolo, viene soddisfatto una volta che a 4-6 settimane le mammelle si sono *calibrate* sui loro bisogni. Dopo questa epoca la quantità di latte necessaria alla loro crescita (che, non a caso, rallenta dopo i primi due mesi)aumenta in maniera impercettibile (che so, da 650-750 arriverà a 800ml pro die) per tutta la durata dell’allattamento esclusivo, cioè 6 mesi. Perciò non sono d’accordo che una madre non dovrebbe farcela “oltre il 4° mese”. Continui così, e complimenti per i risultati (nonostante il modesto incoraggiamento).

 Sono mamma di due gemelli allattati amorevolmente ed eroicamente al seno – senza mai bisogno di aggiunte – contro il volere del pediatra ed il chiacchiericcio dei parenti ma ora dopo tre anni e mezzo di allattamento non trovo un sistema per smettere. La richiesta ora è soprattutto notturna : si comincia dopo il rito del “pigiamino” e poi durante il sonno dopo le 3 a.m. ad intervalli regolari prima si sveglia l’uno e poi l’altro. La mattina, poco prima della sveglia, entrambi vogliono “ciuciù”. E’ sempre stato un piacere ma ora credo che la mia crociata debba avere una fine; ma come fare?
Complimenti innanzitutto per la tenacia. Come con ogni svezzamento iniziato da una mamma, si interviene togliendo la/ le poppata/e più pesante/i , nel suo caso quelle notturne. Dato che i bambini sono grandi e perciò in grado di capire sia le esigenze dell’altro (la sua stanchezza) e di accettare dei semplici ordini, il mio suggerimento è di dire le cose come stanno al primo risveglio : che cioè lei ha sonno e che se “ne riparla quando c’à luce”. Sorprendentemente molti bambini (anche più piccoli)accettano queste brevi spiegazioni con minime proteste . L’importante è che lei sia ferma. Se questo non dovesse funzionare sarà opportuno che lei si allontani o esca di casa, mentre interverranno il papà o la tata o chi altri, a consolare i bambini senza ‘ciuciù’ ma non senza coccole da parte di qualcuno. Di giorno farà saltare via via altre poppate, garantendo cmq sempre il contatto fisico e le coccole, perché anche se non c’è il seno c’è sempre l’affetto della mamma.

 Ho due gemelle di 10 mesi ho cominciato lo svezzamento al sesto mese compiuto delle bimbe (anche se il pediatria spingeva perchè cominciassi prima) le allatto ancora la cosa che mi chiedevo se le allatto alla mattina e a volte mi richiedono il seno anche alle 11.30-12.00 (come coccola)poi mangiano la pappa e poi la frutta verso le 13-13.30, può dare alcuni problemi per l’assimilazione di calcio e ferro?quante proteine consiglia lei nella giornata?in genere mangiano 40 g di carne cotta/50 gr di formaggio/1 uovo/2 cucchiai di lenticchie crude/
60 g di pesce cotto a pasto va bene come quantitativi?
posso dare la ricotta di capra per variare da quella di mucca?
quando comincerò l’introduzione del latte vaccino dopo il 12 mese riuscirò a continuare ad allattare?è sufficiente il mio latte oppure i bambini devono assumere latte vaccino per colazione o sera?

E’ fantastico che lei allatti ancora le due gemelle (nonostante le pressioni a introdurre precocemente la pappa)! Vorrei placare la sua ansia (indotta?) riguardo all’assorbimento di calcio e ferro:
1. il latte materno è un *promotore* dell’assorbimento di questi elementi, motivo in più per essere fiera di quello che fa
2. il suo latte, insieme al parmigiano offrono adeguate quantità di calcio
3. 40 g di carne sono eccessivi: attualmente i nutrizionisti ne consigliano 20 e poi 30g all’anno, pena il rischio di sovrappeso. Piano con le ricotte (anche di capra), spesso contengono crema di latte.
4. se il latte vaccino sarà semplicemente ‘un altro’ alimento a integrazione della dieta e lei continuerà ad allattarle mattina e sera, il suo latte continuerà a prodursi.

 Sono in attesa di due gemelli, ma in piena crisi su come potrei allattarli al seno. Poppate separate allattamento simultaneo,”giunte si”o”giunte no”.Cosa mi consiglia ?
Il mio suggerimento è di informarsi con altre mamme che hanno allattato felicemente due gemelli al seno senza giunte: si può fare se il ns corpo riceve subito sin dalla nascita il segnale, tramite la suzione contemporanea, che ce ne sono due; deve perciò recarsi a partorire in un Ospedale Amico del Bambino ( vv sito UNICEF Italia) o che favorisca il contatto precoce pelle-a-pelle dopo il parto. Legga le FAQ sul sito de La Leche League sui gemelli (fra i Link); contatti una Consulente IBCLC per avere aiuto: questo le può essere dato, quello che deve metterci lei e nessuno le può dare è la motivazione.

 Vorrei sapere se è possibile allattare tre gemelli al seno(sono in attesa di tre gemelli alla 27 settimana),in quanto io vorrei farlo ma tutti,proprio tutti, tentano di scoraggiarmi!!!!
Più che altro fatemi almeno provare,no?

Sì, è possibile! ecco i miei suggerimenti:
1) procurarsi il libro ” Allattare.net”
2) scegliere un punto nascita favorevole all’allattamento dei gemelli E dei prematuri E dei nati da cesareo – perchè spesso i gemelli sono tutte queste cose; e del contatto *pelle-a-pelle* precoce e ripetuto, per favorire il ‘bonding’ con ognuno dei gemelli
3) contattare già adesso una Consulente Professionale IBCLC, con cui stilare un piano d’allattamento.
Mi faccia sapere.

Basso peso alla nascita

 Quanti grammi dovrebbe mangiare il mio bimbo di 5 kg allattato al seno, nato prematuro di 2 kg tre mesi fa? Ha sempre poppato al seno,non riesco a capire bene quanto sarebbe la quantità giusta ottimale divisa in circa 6 pasti. Infatti dopo lui si lamenta ancora, potrebbe aver perso sostanza il mio latte?Dovrei dargli il mio latte che ho congelato e del quale non si lamentava?
Allattare al seno un bambino prematuro richiede la quantificazione del latte a loro destinato, ma solo inizialmente. Man mano che il bambino cresce e matura, si dovrebbe entrare tutti e due nell’allattamento ‘a richiesta’, che permette al piccolo di soddisfare le sue esigenze energetiche e affettive. Che il piccolo si lamenti a fine poppata indica probabilmente che i 6 pasti progettati a tavolino non … gli bastano. Riattaccarlo a richiesta serve a incrementare la produzione di latte – e risolvere il problema – dato che non esiste latte materno povero di sostanza.

 Sono alla mia seconda gravidanza. La settimana scorsa sono stata ricoverata per inizio di travaglio alla trentaduesima settimana di gestazione; dopo due giorni di contrazioni il travaglio si è inspiegabilmente interrotto da solo (per fortuna!). La mia sorpresa è accresciuta quando ho visto arrivare il latte! Non due gocce di colostro, tanto latte da bagnarmi la camicia da notte per tre giorni interi. Non ho spremuto o toccato il seno (per non aumentare la produzione e per non stimolare nuovamente un’attività contrattile all’utero) e finalmente il latte è andato via (dopo una settimana intera). Ora la mia preoccupazione è: quando sarà davvero il momento di nascere per M., il mio corpo gli darà ancora latte oppure, dopo questa montata senza infante, non sarò più in grado di allattarlo? le ostetriche in ospedale non hanno saputo dirmi nulla, limitandosi allo stupore.

Le è accaduta una cosa rara ma nota agli specialisti della lattazione:una vera e propria montata in travaglio di parto prematuro. Si tratta di un fenomeno non del tutto compreso dal punto di vista fisiologico, che potrebbe avere a che fare con il cortisone endogeno(da stress?) o con la sua somministrazione (se glielo hanno fatto per la prevenzione della immaturità polmonare del feto). Questo stimolerebbero la mammella prima del tempo e poi effettivamente – come lei intuisce – ci potrebbe essere una inadeguata secrezione mammaria dopo il parto vero. Per ovviare il quale fenomeno lei non deve lasciare riposare le mammelle nemmeno un po’, ma attaccare subito e spesso il piccolo (facendo rooming in). In caso di separazione del piccolo dovrà tirarsi il latte precocemente, già entro le 6 ore dal parto. Si metta in contatto per tempo con una Consulente IBCLC per ricevere assistenza diretta e tempestiva.

 Ho avuto il mio bambino a luglio, nato a 32 settimane, mi hanno detto che devo obbligatoriamente dargli il ferro perché i prematuri non hanno fatto in tempo a riceverlo dalla mamma; ma da quando gli sto dando il ferro in gocce il bambino soffre di coliche ed ora ha pure uno sfogo ( pelle desquamata , come se sia bruciato)sul viso e le orecchie. Visto che lo allatto posso prenderlo io per evitarle le coliche ?
I bambini prematuri nascono con meno riserve di ferro, quelle che normalmente servono per i primi sei mesi di età, al termine dei quali appunto si incominciano la cosiddetta alimentazione diversificata . Anche se la mamma prende il ferro, questo non passa nel latte. Se le coliche dipendono dalla terapia, si può trovare un dosaggio più adatto o un prodotto di ferro più tollerabile. Lo sfogo cutaneo non dipende invece dal ferro, ma dalla particolare cute del suo bambino (atopia).

 Ho un bimbo che compie oggi due mesi. E’ nato alla 34 settimana e pesava 2170. Ha subito due interventi per problemi intestinali (atresia digiunale e ileale) e nel mentre è’ stato alimentato con parenterale. Ora il bimbo e’ tornato a casa da 4 giorni e lo allatto io esclusivamente al seno dato che nel frattempo ho mantenuto il latte togliendomelo con il tiralatte. Per quanto tempo posso conservarlo quel latte dato che in ospedale(Buzzi Milano) mi hanno detto max 40 gg. in freezer. Io sapevo molto di più, almeno tre mesi. Mio figlio ha ancora problemi epatici dovuti sembrerebbe al prolungamento della parenterale e quindi deve assumere medicinali che vanno sciolti nel latte, quindi userei il latte congelato soprattutto per questo.
Sì, il latte materno dura in freezer dai tre ai sei mesi. Hanno preferito suggerire un periodo più ristretto perché si tratta di un bambino prematuro e ammalato. Ma si tratta sempre di fare i pro e i contro: è meglio il latte scongelato della propria specie e madre dopo (max 3 )mesi o un latte artificiale? Ogni caso va poi valutato singolarmente anche per capire che medicinali deve sciogliere nel suo latte . Per questi motivi le suggerisco di mettersi in contatto con una Consulente Professionale IBCLC.

 Come abituare al seno un bambino prematuro di 40 gg. Che vuole solo il latte artificiale, perché ormai abituato solo a quello?
Il percorso richiede un vero e proprio piano d’azione oltre che una grande tenacia da parte sua. Come potrà leggere nelle FAQ Sfide materne-> Riallattamento si tratta innanzitutto di riportare il bambino ad una condizione di fisiologica vicinanza/contatto col corpo materno, abituato com’è alla distanza fisica che l’interfaccia di plastica del bibe rappresenta. Poi occorre disabituarlo alla posizione della bocca a suzione di spaghetto tipica del biberon; in contemporanea dovrà spremersi il latte per riattivare una mammella a produrre quanto – né più né meno – richiesto dal piccolo. Rivolgendosi a una Consulente Professionale IBCLC lei riuscirà a capire fin dove può arrivare e quanta energia investire in questo progetto – che tante mamme portano a buon fine.

 A. è nato prematuro di 7 mesi e mezzo peso 2,120 kg. Gli do il mio latte ma la notte si lamenta di dolori alla pancia, le poppate sono ogni tre ore, il bambino pesa più di tre chili ora, sarà il mio latte non buono? cosa devo mangiare, sembra sempre che ha fame e ho paura di dargli un eccesso che possa causare una gastroenterite.
I prematuri hanno voglia di crescere ancora più dei nati a termine. Il latte di mamma è senz’altro il più adatto al proprio bambino (solo sotto i 1,500 kg di peso alla nascita è necessario arricchirlo con i cosiddetti “fortificanti”). Se ci fossero problemi di intolleranza (alle proteine del latte vaccino ingerito dalla mamma che poi passassero nel latte materno -evenienza piuttosto rara) egli si lamenterebbe anche di giorno. Credo che questo piccolo abbia bisogno di poppare e del contatto pelle-a-pelle che durante la poppata si realizza – anche la notte. Non abbia timore di alimentarlo (le vere gastroenteriti sono solo di origine infettiva).

 E’ possibile già dai primi mesi di gravidanza predisporre al meglio il proprio organismo per l’allattamento del piccolo? i miei primi 2 figli sono nati entrambi alla 34 esima settimana e per la seconda ho dovuto usare il tiralatte elettrico (bella invenzione la siringa è terribile, l’ho usata per il primo). Sono alla terza gravidanza e desidererei un allattamento più fluido.
Un allattamento più fluido, come giustamente lo chiama lei, si ottiene attaccando subito e spesso il bambino al seno. In gravidanza ci si può informare dove partorire perché anche un prematuro , una volta stabile, possa attaccarsi al seno della mamma e stimolarne precocemente la disponibilità di latte. Può inoltre già contattare una Consulente IBCLC, per averne il sostegno personalizzato già subito dopo la nascita del piccolo o appena arriva a casa.

 Sono la mamma di un bambino di 2 mesi e 6 giorni che è nato prematuro alla 32a settimana. Alla nascita pesava 1,370 kg, ora pesa 3,500 kg. Ha sempre preso il mio latte: i primi 40 giorni con il bibe (usavo il tiralatte), poi si è attaccato al seno e mangiava regolarmente tra i 60-70 grammi a poppata crescendo oltre 200 grammi a settimana. Da 2 giorni però il mio seno (e capezzolo) si è ammosciato drasticamente. Ho provato con la doppia pesata e sembra che anche se a fatica prenda comunque la sua dose. Ho timore che mi stia diminuendo il latte, cosa posso fare?
Complimenti per l’ottima riuscita dell’allattamento. La consistenza soffice del seno è la prova che finalmente produzione di latte mammaria e richiesta del bambino sono in pari – il fenomeno è comune, e nelle donne che allattano i nati a termine si verifica alla fine del primo mese.

 Nato di 36 settimane( peso kg 2.470) con un cesareo, sono riuscita ad allattare da subito T. senza aggiunte, sfidando l’incredulità dei pediatri ospedalieri che pretendevano un’integrazione.Nei primi 2 mesi è cresciuto bene, g 200 a settimana, nel terzo mese invece ha messo su solo g 200.
C’è da dire che è stato per lui un mese difficile con frequenti coliche.Nonostante ciò io allatto regolarmente a richiesta tanto di giorno quanto di notte senza tenere conto degli orari.
La mia pediatra e quello del consultorio ritengono che io possa avere poco latte e che quindi ci sia bisogno di un’integrazione.Ho provato ma ho avuto continui fallimenti perché Tommaso non prende il biberon né il ciuccio. Mi ha aiutato il nuovo biberon … con la tettarella molto simile al capezzolo. Nonostante ciò, la sua integrazione non rispecchia quella dettata dalla pediatra ma è di gran lunga inferiore rischiando anche di non riuscire io a svuotare completamente il seno.Quello che mi colpisce è che mio figlio è tranquillissimo, mangia quando vuole,anche in pubblico,e si stacca quando vuole.Io credo sia stato solamente un mese fisiologicamente pesante per lui e che si sia adattato. Sbaglio se seguo il mio istinto? Voglio assolutamente continuare ad allattare, integrando solo la sera qualora ce ne fosse bisogno per dare un po’ di serenità tanto a lui quanto a me.T. adesso pesa kg 4,200 e ha 3 mesi.Sono fiduciosa che fra un mese la situazione sia migliorata.

Lei ha ottenuto inizialmente e per suo solo merito, visto che l’ambiente era avverso, degli splendidi risultati. Ma c’è bisogno, e per questo ha fatto bene a consultarmi, di un occhio esterno E favorevole a un percorso d’allattamento materno, che osservi la crescita di T. alla luce delle Curve di Crescita OMS (nei Links): recentemente T. è calato al di sotto del 3° pct. E’ probabile che si sia adattato al poco come dice lei – essendo un bambino forse portato addosso più che trasportato – e per un po’ ne sia stato contento: ma è questo che vogliamo, o non piuttosto che possa raggiungere il massimo del suo potenziale di crescita? Occorrerebbe quindi intanto capire se c’è una causa sottostante a questo arresto (raffreddore? infez. vie urinarie? altro?) con una valutazione pediatrica; e quindi, se non è possibile riportare la crescita su percentili più alti con il solo miglioramento della qualità o frequenza della poppata, con altri mezzi. Questi non sono l’aggiunta di artificiale col biberon, non solo *non indispensabile* ma anche rifiutato dal furbo T., ma ad es.con il comodo Soft-Cup ( un biberon che termina col cucchiaino) o col Set per l’Allattamento al Seno (entrambi Medela e reperibili nelle sanitarie o online). In questi dispositivi si può mettere il latte materno che una mamma si spreme a fine poppata o fra le poppate – concordando, discutendo e scegliendo il tutto col supporto di una Consulente IBCLC.

 Sono la mamma di una bambina di 4 mesi (nata alla 36a settimana)che allatto esclusivamente al seno. La piccola ha un’ottima crescita ed è talmente brava che da un paio di settimane di notte dorme per 7-8 ore consecutive (dalle 9 di sera alle 4-5 del mattino). Volevo chiedervi se la lunga pausa notturna senza poppate può influenzare negativamente la secrezione lattea portando pian piano ad una diminuzione del latte e quindi se è meglio svegliarla per allattarla. Inoltre volevo sapere se lo svezzamento deve essere ritardato di un mese visto che la bambina è nata un mese prima.
1. se la bambina cresce e fa sufficienti poppate diurne, non la sveglierà. Se cresce meno/poco la sveglierà. Di solito riprendono a svegliarsi loro verso il 5° mese:-)
2. sì, le pappe si iniziano al compimento del 6° mese di età corretta e non cronologica – altrimenti l’intestino dei prematuri finisce per subire un impatto troppo precoce col cibo.

 Positiva del citomegalovirus IgG 103, IgM 0,20: posso allattare la mia bambina nata a settimane 31+6 al seno? Alcuni mi hanno detto di no, altri di si, ma dopo le 40 settimane (cosa cambierà?). Per il momento la bambina si nutre esclusivamente col mio latte che tiro con amore ma anche con fatica…La potrò allattare?
Le spiego subito: sotto le 32 settimane i prematuri si possono ammalare di CMV trasmesso dalla mamma col latte. Per questo si consiglia di pastorizzare il latte tirato prima di darlo al bambino. Ma, poiché passate le 32 settimane, non c’è nessun caso documentato di prematuri ammalati di CMV (anche se ci può essere infezione – cosa ben diversa) il bambino può assumere il latte tirato fresco o allattare direttamente al seno. Il discorso delle 40 settimane quindi non ha nessuna base scientifica (?). Le probabilità di allattarla saranno tanto più alte quanto prima lei la attaccherà al seno. Vada su http://www.aicpam.org/wp-content/uploads/2011/02/prematuro_AICPAM2.pdf e da lì scarichi il pieghevole “Come fornire latte al tuo pretermine”.

 Sto iniziando ad allattare al seno la mia bimba nata di 31 settimane, che è stata ricoverata in terapia intensiva. Adesso siamo alla 35 settimana e.g. corretta e inizia ad avere forza a sufficienza per la suzione ma non prende + di 40 g …e succhia solo da un seno…dopo è troppo stanca per succhiare dall’altro…in questo caso cosa devo fare?posso tirare il latte del seno ancora pieno o lo tengo pieno per il pasto successivo (circa 3-4 ore dopo)?
Dovrebbe tirare il latte dal seno ancora pieno e utilizzarlo per il pasto/i che verrà/nno dato/i alla bimba quando lei non c’è (se questo è il caso). Secondo la fisiologia infatti, il latte non drenato dà un graduale stop alla ulteriore produzione di latte – l’ esito finale essendo quello di avere nel prossimo futuro meno latte rispetto alle reali esigenze della piccola.
Una bambina di 35 settimane inoltre dovrebbe fare, *proprio perché si stanca* più pasti del nato a termine: in tal modo tenderà ad assumere meno latte ma più spesso (ogni 2 ore) recuperando energie.

 Il mio bimbo è nato il 14 gg fa con taglio cesareo alla 36a settimana. Ho cominciato subito a tirare il latte e oggi sono arrivata a produrre 280 ml di latte al giorno in 5 volte, ogni volta preceduto da fitte al seno. Verso le 5 di questa mattina, però, ho avuto fitte forti e dolorose solo al seno sinistro, che, tra l’altro, ha sempre avuto una produzione più abbondante dell’altro ma con un capezzolo più grosso e più dolorante. Pensando che le fitte fossero dovute ad una abbondante montata lattea ho cominciato a tirare il latte che invece è stato piuttosto scarso rispetto ai giorni scorsi, ed è ancora tutto dolorante. Cosa sta succedendo? cosa posso fare se, come temo, fosse un’infiammazione del capezzolo?
p.s. non ho ancora potuto attaccare il bimbo al seno perché ancora troppo debole per tirare.

Un capezzolo grosso e dolente mi fa pensare a un possibile traumatismo da coppa di tiralatte: questa deve essere della misura giusta (Medela fa diverse misure) e tirare il latte *non* deve fare male. Credo che lei abbia bisogno di farsi vedere da una Consulente, per verificare questa ipotesi – ed eventualmente curare l’infiammazione con analgesici e se necessario antibiotici. Occorre inoltre lavorare a una produzione più abbondante di latte: 5 sedute sono insufficienti a produrre tutto il fabbisogno di un bambino quando raggiungerà il termine e inizierà lo scatto di crescita (quello vero cui vanno incontro i nati prima del termine).

 La mia bimba ha 6 mesi e mezzo, è nata alla 39 settimana ma con un basso peso kg 2,280. A 4 mesi era 5 chili ed ora è kg 6,300. La pediatra mi ha detto che come altezza è nella media 67 cm ma il peso è troppo basso, è stata allattata esclusivamente al seno a richiesta fino a 6 mesi ed ora ho iniziato lo svezzamento con due pappe al giorno che mangia molto volentieri anche se con l’inizio dello svezzamento è comparsa un po’ di dermatite. La cosa che mi ha sempre preoccupato è il basso peso, ho paura di sbagliare qualcosa nello svezzamento io fino ad ora ho dato il seno prima della pappa, ma è giusto? anche perché le do il seno ma poppa poco poi le do la pappa e la mangia tutta cosa le succede? durante le 24 ore fa sempre 5-6 poppate o comunque cerco di darle il seno non appena mi sembra che abbia voglia di poppare.
La bambina ha PIU’ che raddoppiato il peso nascita e si trova ad un bel 15° centile nelle curve di crescita OMS (vv Link). Lei sta facendo – anzi ha sempre fatto – tutto bene considerando per di più da dove era partita, cioè dalla gestione di una bambina nata *piccola per l’età*. Questi bambini che soffrono di mancanza di nutrienti in utero grazie al *latte materno* hanno la possibilità di recuperare alla grande. Inoltre essi, ci dicono i dati, recuperano ancora più punti di QI (Quoziente Intellettivo) rispetto ai bambini alimentati artificialmente. Non sono d’accordo quindi con la definizione di basso peso data dalla sua pediatra, perché errata in assoluto e ancora più al di fuori di una valutazione più generale di salute. Continui a fare quello che fa.

 Sono la felice mamma di una bimba di 3 mesi e 8 giorni nata alla 36a settimana con il peso di 2.300, peso attuale di 4.900 . Le do’ esclusivamente il mio latte ma devo continuare a tirarlo perché all’inizio era troppo piccola per mangiare al seno. Adesso se riesco a farle fare una poppata al seno mangia solo da un lato per una quantità di 50/70 ml e se le propongo l’altro piange. In più il seno mi fa malissimo e devo tirarlo via con il rischio di non farle trovare nulla quando ha di nuovo fame. Ho paura che continuando con la tiralatte mi vada via il latte… dovrei provare per una settimana a offrirle solo il seno almeno un pasto al giorno a discapito di quanto mangi, sperando di conservare il latte così?

Insistere a far succhiare la bambina dal seno senza che ne abbia desiderio è controproducente – il pianto è un chiaro segnale di frustrazione. Il fatto che il seno le faccia male è un’ ulteriore riprova che la bambina debba ancora imparare a poppare e lei ad attaccarla adeguatamente – due facce della stessa medaglia. E’quindi l’eliminazione di questa poppata dolorosa che lei dovrebbe porsi come obiettivo per i seguenti motivi:
1. perchè da una poppata efficace e felice la bimba potrà succhiare molto più latte
2. perchè il contatto pelle-a-pelle durante la poppata stimolerà la produzione di latte da tirare le altre volte
3. perchè da una poppata efficace e fruttuosa lei potrà arrivare ad allattare direttamente al seno, eliminando le sedute al tiralatte.
Perciò non si accontenti di ‘sperare’, ma contatti una Consulente Professionale IBCLC (vada su Consulenti e su www.aicpam.org) per realizzare  degli obiettivi concreti.

 Sono mamma di un bambino nato molto prematuro (alla 27 settimana di gestazione) e che proprio a causa della sua grave prematurità è stato ricoverato per più di 2 mesi in neonatologia. Subito dopo il parto, non potendo allattare al seno mio figlio, ho iniziato a utilizzare il tiralatte elettrico; grazie alla mia costanza il latte non mi è mai mancato e durante la degenza mio figlio ha sempre potuto assumere il mio latte tramite biberon. Ora siamo tornati a casa, il mio latte è sempre abbondante (900 ml al giorno che ottengo in 5 stimolazioni), ma sono costretta a continuare a tirarlo artificialmente perchè mio figlio non riesce ad attaccarsi al seno essendo ormai abituato al biberon. Tutto ciò è molto demoralizzante, oltre che molto scomodo, perchè ovunque io vada devo sempre portare con me tutto il materiale che occorre per quest’operazione. Cosa posso fare? Diventando più grande c’è qualche speranza che impari a succhiare dal seno? In qualche modo può essere rilevante il fatto che ad oggi mio figlio sia ancora molto anemico (agli ultimi controlli 7,5 di emoglobina)?
Portare al seno un bambino prematuro alimentato solo con biberon è una sfida che moltissime mamme vedono coronata dal successo. E’ però necessario che la mamma intraprenda un percorso di *Riallattamento* (come accennato nelle FAQ), meglio se con l’assistenza di una figura competente come la Consulente IBCLC. Intanto la informo che la presenza dell’anemia è irrilevante rispetto alle competenze di attacco/suzione al seno.

 Da subito non sono riuscita ad allattare direttamente la bimba al seno perchè nata di peso basso, ma grazie all’utilizzo del tiralatte comunque per 3 1/2 mesi ha assunto il mio latte.E’ cresciuta bene ed oggi il suo peso è più di 5 kg.Il mio problema è questo: la quantità di latte che ora mangia( 150 ml circa per 5 pasti) è superiore a quanto io riesca ad estrarre(tiro il latte circa 4/5 volte al giorno ogni 4/5 ore).Ho integrato con l’aggiunta di 1/2 pasti di latte artificiale.Il quesito è questo:posso aumentare la quantità del mio latte oppure è meglio abbandonare e passare esclusivamente al latte artificiale? Ho provato più volte a fare riattaccare la bimba al seno anche con l’ausilio di paracapezzoli ,ma proprio non riesco.
Ci sono molti modi per aumentare la disponibilità del *proprio* latte – anche se la decisione ultima di passare esclusivamente al latte artificiale è personalissima. Eccone alcuni:
– usare un tiralatte a doppio attacco
– aumentare il numero di sedute almeno 3-4 giorni a settimana
– dormire con la bimba accanto, facendo contatto pelle-a-pelle
– fare la spremitura manuale dopo quella meccanica
– fare “power-pumping”: un paio di volte la settimana tirare il latte 10 min ogni ora per 4 ore di seguito.
Buon lavoro!

 Ho una bimba che a 10 giorni , e’ la mia prima figlia , e’ nata a 34 settimane e pesava 2220 dopo il calo fisiologico , adesso pesa 2340 , lei mangia il mio latte pero’ devo toglierlo con il tiralatte perché lei non riesce a attaccarsi , lei ci prova ma fa’ fatica a succhiare e non trova il capezzolo, mi hanno detto che e’ normale perché e’ nata prematura , c’e’ da dire che io ho un seno molto abbondante e il capezzolo e’ piatto dipenderà’ da quello ? riuscirò più avanti a farla attaccare ? e’ normale che la bambina di giorno mangia 40/50 gr ogni 4/5 ore e la notte invece arriva a mangiare 60/70 g ogni 2 ore ?
Con il capezzolo pianeggiante , come lei ha intuito, e una bambina immatura e con bocca più piccola occorre curare al 300% attacco/posizionamento (vv FAQ).Per farla attaccare occorre inoltre che la piccola ‘familiarizzi’ col seno, sentendone il calore e odore durante il contatto ‘pelle-a-pelle’ (ambedue mamma e bambina nude dalla vita in su). Mai come in questo caso occorre la guida sapiente di una Consulente IBCLC . E’ perfettamente normale che la richiesta di latte vari nella giornata – e la notte la prolattina è più elevata, proprio per rispondere a queste maggiori richieste.

Cesareo

 Sono all’ottavo mese di gravidanza e il medico ha previsto il parto cesareo. Vorrei sapere , avendo il desiderio di allattare al seno, se dovrò dare delle direttive alla nursery, ovvero, di non dare il ciuccio o l’acqua o altro, e dopo l’intervento, quando sarà possibile attaccare al seno il bimbo. Inoltre se dovrò allattare ogni qual volta lo richiede il bimbo, oppure dovrò seguire un tempo prefissato. Gradirei sapere quale comportamento notturno adottare.
Lei può allattare il piccolo da *subito*, mentre ancora stanno suturando l’addome – dopo averlo salutato e baciato. Sarà responsabilità del suo ginecologo permettere che questo avvenga. Il piccolo sarà asciugato e avvolto in un panno caldo: se messo subito a contatto *pelle-a-pelle* col suo petto e avrà le spalle coperte NON SI RAFFREDDERÀ’ (vv libro Quando comincia l’amore nei links) e il neonatologo lo potrà valutare mentre sta a contatto con la mamma. E’ meglio che lei faccia un ‘piano nascita’ subito, per evitare sorprese/soprusi dopo (a che serve partorire in un centro privato altrimenti?). Una volta in stanza continui a tenere il bambino con sé nel letto o in una culletta vicina, notte e giorno (rooming-in). Così facendo il piccolo non correrà rischi di cali glicemici perchè succhierà il colostro sin dalla nascita, e non gli verrà data sol. glucosata o latte artificiale. L’allattamento sarà a richiesta del piccolo: se tenuto vicino a lei, sarà ben in grado di succhiare come e quanto desidera. Il progetto biologico prevede che non ci sia separazione madre/bambino alla nascita – allo stesso modo in tutti gli altri *mammiferi*. Questa precoce, frequente e abbondante assunzione di colostro preserva i piccoli nati da T.C. dal maggior rischio futuro di gastroenteriti e asma che essi corrono rispetto a quelli nati per via naturale.

 Sono in procinto di partorire con parto cesario. Mi hanno detto che e’ piu’ difficile allattare in questo caso, perché il seno non e’ pronto naturalmente e quindi mi è stato consigliato di preparare il seno (massaggi,ghiaccio, limone,etc) per ovviare a questo problema. Mi sa dare dei consigli?
Ai fini di una montata lattea precoce *l’unica cosa* da salvaguardare è il contatto col neonato: le mamme che partoriscono in un ospedale che *veramente protegga* il loro allattamento, mette i piccoli al seno prima possibile, e lo lasciano lì 24/24 ore. Così facendo non avrà difficoltà diverse o maggiori rispetto a un parto per via naturale.

 Allattare mentre si stanno facendo antidolorifici dopo un parto cesareo fa male al neonato? Un neonato di 1 giorno è normale che dorma sempre? e che allatti dopo un cesareo ?
Un neonato di 24 ore può dormire quasi sempre e poppare tre volte; è assai probabile stia smaltendo gli effetti dell’analgesia (se l’anestesista non ha veramente calibrato i farmaci) e le fatiche della nascita. In tutto il mondo si allatta dopo un cesareo, sia in anestesia locale che generale: nel primo caso attaccando il bambino direttamente *in sala operatoria* e portando tutti e due così in stanza. Gli antidolorifici/anestetici rendono il neonato meno “attivo” nelle ore successive, ma passate le 24 ore, e stimolandolo, il lattante può – e deve essere sollecitato – a raggiungere il seno sempre più spesso.

 Sono la mamma di una bimba di 20 gg nata con un cesareo d’urgenza alla 40^ sett. a causa di un improvviso e momentaneo calo del battito. Alla nascita la piccola pesava kg 2470, recuperati in 15 gg. dopo un calo fisiologico di g 170. Sin dall’inizio non c’è stato verso di attaccarla al seno (ci si addormentava o ci giocava!) ed il procedimento da me seguito in ogni poppata era il seguente: tentare di attaccarla al seno, darle il latte da me preventivamente messo da parte tramite tiralatte elettrico (ca. g 20), darle l’integrazione artificiale, attaccarmi subito al tiralatte per produrre per la poppata successiva. Finalmente, due gg fa, la piccola ha deciso di SUCCHIARE, ed io non so più come regolarmi… Mi spiego: continuo a produrre non più di 20 g di latte, anzi meno, sia col tiralatte sia, pare, con la suzione della bambina (dico pare perché la bilancia non sempre li segna), al che mi chiedo: sto perdendo il latte o semplicemente ne ho poco? E comunque ho la speranza che a questo punto aumenti o è troppo tardi? Eventualmente che sistema devo adottare?

Il motivo per cui tante mamme di bambini vuoi prematuri, vuoi piccoli o cosiddetti ‘ pigri’ non producono abbastanza latte è perchè non si è provveduto metodicamente a estrarre sin dalle prime ore col tiralatte elettrico per 8 volte al dì il colostro prima e il latte dopo. Poiché la suzione della bimba non era(è) adeguata,le sue ghiandole mammarie si trovano a 20 gg ancora “sottotarate” rispetto al fabbisogno della piccola, e necessitano di ulteriore stimolazione. I giochi sono ancora aperti e mi muoverei così: eviterei la doppia pesata, inutile e frustrante; estrarrei il latte con tiralatte a kit doppio (quello dei gemelli per intendersi) 8 volte fra le 7 e le 23; attaccherei la piccola di notte a letto, per tutto il tempo che vuole e continuerei a darle l’aggiunta di latte materno spremuto preferibilmente NON col biberon, ma con mezzi alternativi. Inoltre contatterei una Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC.

  Mio figlio è nato da circa 15 giorni alla 38^ settimana di gestazione con p.c. Ha da pochi giorni recuperato il peso alla nascita di 2980 g sceso a 2540 g al 4° giorno di vita. Il mio primo problema è la quantità di latte al seno: circa 40 g a poppata. Mi è stata indicata l’aggiunta di 60 g di latte artificiale. Il secondo è che il bimbo si sveglia affamato intorno all’ 1:30 ed alle 4:30, facendo così 6 poppate senza una pausa di 6/7 ore notturne come consigliato. Durante il giorno dorme tantissimo e spesso dopo 4 ore di sonno sono costretta a svegliarlo per farlo mangiare. Potrebbe cortesemente darmi qualche consiglio o comunque qualche chiarimento sui problemi esposti?

Il motivo principale per cui lei non ha abbastanza latte è che il piccolo non fa sufficienti poppate! il miglior produttore di latte è un bambino affamato che non “dorme tantissimo”. Il suo dorme perchè non ha sufficiente energia per poppare e se non poppa non avrà energia. Come spezzare questo circolo vizioso? Certamente non perdendo tempo a fare la doppia pesata e rispettando una pausa di 6/7 ore notturne, ma:
– ascoltando la richiesta di cibo di suo figlio
– attaccandolo al seno ogni 2 ore di giorno e ogni 4 di notte ( o cmq ALMENO 8-12 volte nelle 24 ore)
– stando a letto due giorni col piccolo e alzandosi solo per andare al bagno: si farà anche portare da mangiare
– spremendo il latte se il piccolo fa poppate brevi, o se non si riesce a svegliarlo, e dandoglielo col cucchiaino
– dormendo quando dorme il piccolo -per recuperare le forze
– verificare che faccia 2-3 evacuazioni giallo oro al giorno e almeno 6 pipì chiare
Verificare che cresca almeno 140 g a settimana.

Malformazioni

 A maggio dovrò fare operare la bimba che avrà 8 mesi xchè ha l’ano anteriorizzato ed evacua solo se stimolata. Dovrà stare 1 giorno senza mangiare. Come faccio, perderò il latte?
Lei si tirerà il latte in corrispondenza delle poppate della bambina : si informi presso l’ospedale della disponibilità di un tiralatte o ne acquisti uno tutto per sè, per acquistare maneggevolezza imparando a usarlo già una settimana prima. In tal modo manterrà la produzione senza ingorgarsi o peggio sospendere l’allattamento.

 Il mio II genito è nato con la palatoschisi e sebbene ho partorito in un ospedale che favorisce molto l’allattamento al seno, NESSUNO è stato in grado di aiutarmi in questa situazione particolare!!!! che consigli mi può dare? So, che esistono donne che hanno allattato lo stesso, però una aveva gemelli, dove quello “sano” stimolava bene il seno che non è per niente paragonabile con la stimolazione di un tiralatte: molto faticosa, e ho dato poi il latte con un biberon morbido. La domanda mi rimane sempre pero: mio figlio sarebbe riuscito di “mungere” il seno, avrebbe imparato di tirare il latte a modo suo??
La palatoschisi rappresenta un ostacolo alla perfetta aderenza fra i tessuti mammari e il cavo orale del bambino, necessaria all’estrazione del latte. Se nel suo caso era possibile, per la presenza di un seno grande e morbido realizzare questo ‘sigillo’ allora si può dire che il bambino probabilmente ce l’avrebbe fatta. Adesso lei può migliorare la sua disponibilità di latte con un tiralatte a doppio kit e spremendo manualmente dopo. Non perda la speranza perché dopo la riparazione chirurgica del difetto si potrà ancora tentare l’attacco diretto al seno, se contatta una Consulente IBCLC.

Il mio secondo figlio (1 mese di vita, peso 2300 grammi,  nato a 39 settimane di 2 kg esatti scesi con il calo fisiologico a 1750) ha la sindrome di Edwards/trisomia 18. E’ in condizioni discrete non avendo grossi problemi agli organi vitali, ma come tutti i bambini con la sua patologia, che si manifesta anche con ipotonia, non riesce a succhiare in modo soddisfacente. In Tin (dove è stato in osservazione per una decina di giorni) e ora a casa viene alimentato con il mio latte tramite un sondino naso-gastrico e gavage; per non fargli perdere la capacità di suzione, durante il giorno gli somministro a inizio pasto 10/15 ml di latte con il biberon Haberman. L’incremento di peso per ora è sui 200 grammi a settimana; il bambino fa attualmente 7 pasti da 50 ml l’uno, a orari fissi e scarica regolarmente.
Quali strategie si possono attuare con bambini con questo problema, per lasciare il sondino e passare al biberon? Credo che non riuscirò mai ad attaccarlo al seno a causa della sua ipotonia, ma vorrei davvero trovare il modo migliore e meno “traumatico” di alimentarlo. Immagino che ora sia ancora troppo piccolo, ma spero che ci sarà qualche soluzione attuabile tra 3/4 mesi quando sarà più forte, vorrei il suo parere in proposito.

Mai dire mai: ci sono bambini con trisomia 18 che sono allattati al seno. Con l’aiuto di una Consulente IBCLC la mamma impara a mettere la mano intorno alle guance del bimbo e posizionare il corpo del bambino che gli permettono gradualmente di poppare direttamente al seno. Meglio se si inizia subito.