Notturno

 Ho una bimba di 10 mesi oggi. E’ stata sempre allattata al seno a richiesta( grazie al libro e ai vostri consigli), a sei mesi ho introdotto la pappa al pranzo e a sette quella di cena, per il resto sempre allattando a richiesta. Anna ha sempre dormito nella sua culla accanto al mio letto, si addormenta al seno e poi la metto nella sua culla. Da sei mesi ha iniziato a svegliarsi un paio di volte la notte ( prima no) so che questo e’ normale, ma la mia prima domanda e’ questa: nella prima parte della notte lei dorme profondamente, poi si sveglia, io la prendo nel mio letto, le offro il seno e quando si riaddormenta la sposto di nuovo nel suo letto. Ultimamente pero’ lei si risveglia e non c’e modo di farla riaddormentare se non riattaccandola al seno. Cosa che io faccio, poi per evitare di ricominciare tutto di nuovo la tengo con me. Non mi costa molto svegliarmi ed allattarla, ma tenerla tutta la notte con me e’ dura, perche’ praticamente io non dormo piu’ , preoccupata di non farla cadere ecc. Qualche tempo fa le si svegliava verso le 5 per cui non sarebbe un problema, ma da mezzanotte e’ troppo. Come posso fare? Credo che comprare ora la culla che si attacca al mio letto e’ troppo tardi perche’ lei e’ molto grande e sarebbe per poco.
Poi, quando potremmo iniziare ad abituarla alla sua camera? non ci vogliamo liberare di lei, vorremmo solo capire in quale momento e’ bene che lei abbia il suo spazio e noi riprendiamo il nostro.

Ecco alcune soluzione trovate da famiglie che hanno dato la precedenza all’allattamento conciliandolo in maniera pragmatica alle proprie esigenze di vita: accostare il letto alla alla parete; mettere il materasso per terra (alla giapponese); acquistare un materasso più ampio; costruire un (economico) lettino per bambini con materasso in spuma 180cm x 120cm su di una base di legno molto bassa (10-20 cm da terra)da accostare a un angolo, metterci la bimba e andare lì ad allattarla al primo risveglio, per poi uscirne – invece che portare la bimba nel lettone e spostarla. Funzionano.
La cameretta ha senso quando le poppate notturne sono cessate, insomma quando è comodo per tutti.

 La mia bimba di 3 mesi (peso alla nascita con 12 gg di anticipo 2790 g) nell’ultima settimana ha perso quasi 100 grammi. Il suo peso attuale è di 5570. Nell’ultima settimana il cambiamento maggiore è stato il sonno notturno e che è continuo (quasi 10 ore). Pensa che sia il caso di svegliarla per farle fare la poppata notturna? Dorme nella culla accanto a me.
Sì, perdere peso senza una causa plausibile (raffreddore o altra malattia) segnala la necessità di approfittare senza esitare delle poppate notturne. Queste mediamente forniscono il 20 % del fabbisogno di un lattante…

 Ho un figlio di 3 mesi che fino a qualche giorno fa si svegliava ogni 4 o 5 ore x mangiare adesso lo fa ogni 2 o 3 ore è normale!poi mi succhia solo dal seno destro al sinistro mi succhia solo la notte come posso fare x farlo succhiare anche di giorno ?
L’allattamento guidato dal bambino (un tempo definito a richiesta) è così: quando l’organismo sente bisogno di più poppate – per crescere, per bisogno di sicurezza, per conforto, perchè il latte materno o il suo rilascio sta attraversando modificazioni dinamiche ecc – il bambino poppa più volte. E’ un’ulteriore prova delle competenze del bambino a sopravvivere nel modo migliore nelle circostanze che gli si presentano. Le ragioni per cui preferisce un seno di giorno e uno di notte sone analoghe: *solo* il bambino è in grado di percepire variazioni di gusto o flusso che gli danno motivo di comportarsi così. Se questo è motivo di disagio, può all’occasione spremere manualmente un pò di latte dal seno troppo pieno.

 G. ha tre settimane ed è allattata a richiesta esclusivamente al seno. Seguendo il mio istinto la notte dorme con me,in modo da mantenere quel meraviglioso rapporto pelle a pelle.. La pediatra mi ha però “vietato” tale pratica affermando che dormire nel lettone con i genitori è una delle causa della SIDS… pur avendo trovato conferma a ciò in alcuni siti dedicati a tale argomento,vorrei sapere da voi se davvero è tanto pericoloso tenerla accanto a noi di notte!

Non è “vietato” tenere i bambini nel lettone a patto che lo si faccia in sicurezza. Se il letto è sicuro (il materasso non affonda, non ha fessure con la parete, non ci mettete piumini flosci) , la stanza non è eccessivamente calda e i genitori non fumano, il rischio (minimo) di tenere i bambini nel lettone va misurato con l’effetto PROTETTIVO DALLA SIDS dell’allattamento, pratica che non dura a lungo se non la si fa anche di notte.

 Mia figlia di 4 mesi da qualche giorno ha eliminato la poppata notturna dormendo 8-9 ore difilato. E’ normale e la lascio dormire o devo svegliala per farla mangiare?
Una bambina di 4 mesi che dorme 8-9 ore la notte lo fa per i seguenti motivi:
– allatta molto intensamente di giorno e cresce tanto. In tal caso ci si affida a lei, soprattutto se dorme in prossimità della mamma
– allatta ogni 3-4 ore di giorno e cresce ok. In tal caso fra qualche giorno riprenderà a svegliarsi la notte, ma è meglio che già lo faccia lei
– allatta ogni 3-4 ore di giorno e fa uso di ciucci/tisane. In tal caso dorme la notte per risparmiare calorie e dorme un lungo sonno innaturale se sta nella culletta e cresce poco o appena il giusto. In questo caso deve essere svegliata.

 Sono una mamma di una bimba di 7 mesi che ancora allatta alternando con le pappine.La cosa un pò stancante è l’allattamento notturno perchè a volte non smette mai di ciucciare,questo lo fa da quando ha cominciato ad avere disturbi alla bocca e quindi non prende più il latte con il biberon bensì con il cucchiaino,mentre prima dormiva tranquilla fino al mattino. E’un disturbo passeggero dovuto alla crescita dei denti o un morboso attaccamento alla sua mamma?
I bambini non sono mai morbosi (vv libro Allattare.net): si comportano secondo quello che la natura ha provvisto loro biologicamente e cioè cercano conforto dal seno materno. La ricerca può diventare spasmodica se ci sono motivi come dentizione o disturbi non meglio precisati alla bocca. Inoltre a questa età i bambini diventano più consapevoli della separazione dalla mamma e vogliono assicurarsi che la madre di notte sia … nei paraggi. Le variabili e le dinamiche sono tante (comprese quelle della singola famiglia) che per capire cosa sta succedendo e meglio consigliarla, sarebbe opportuno parlarne direttamente con una Consulente IBCLC.

 Allatto in modo esclusivo al seno la mia bimba di due mesi (nata di 2560 g è ora di 4900 g).E’ stata sempre molto vorace e l’ho allattata sempre a richiesta, senza mai guardare gli orari, nell’attesa che raggiungesse un suo equilibrio.Ma continua a cercare il seno al massimo ogni due ore( a volte anche meno) sia notte che giorno, e succhia per davvero…quindi non lo usa come ciuccio (per fortuna prende quello di caucciù).
Confesso che per me è una gran fatica specie di notte, perchè per problemi miei di salute dovrei dormire almeno 8 ore per notte.
Chiedevo se è possibile riuscire ad allungare il riposo notturno dando un’aggiunta di LA dopo l’ultima poppata serale.
Da precisare che ho molto latte (al punto da tirarlo e conservarlo la mattina quando è in eccesso)quindi sono convinta e sostengo pienamente l’allattamento al seno, ma vorrei trovare un attimo di respiro.
Un’ultima domanda: di sera durante la poppata delle 19, fà sempre storie.mi spiego sembra avere tanta fame , ma non appena inizia ad arrivare il latte si stacca e piange, poi si riattacca e inizia a piangere di nuovo.Sono costretta a darle il biberon col mio latte, ma a volte fà storie anche con quello.Questo solo con questa poppata..per il resto della giornata prende il seno senza esitare.
Ne ho parlato anche con la pediatra senza riuscire a trovare una soluzione.

Molte mamme si sentono spiazzate da un bambino ‘esigente’come una lattante vorace che chiede il seno ogni due ore . Il fatto è che probabilmente E’ QUESTO il suo equilibrio ancora per un pò, e da parte della mamma ci vuole più pazienza e più furbizia d’allattamento, insomma più ‘arte’, ma anche probabilmente più sostegno familiare e sociale (che intuisco non esserci). Se a questo aggiungiamo i sintomi serali di pianto e attacca/stacca al seno (che potrebbe indicare un grado lieve il reflusso -vv RGE nelle FAQ)posso ben immaginare come si senta sopraffatta. Mi lasci però spiegare che anche in queste situazioni ci sono rimedi e in particolare:
1)la sera la bambina vuole il seno/ciuccio e non il latte e perciò può essere utile stringere le dita a sigaretta intorno all’areola per frenare la calata.Il seno infatti è *anche* ciuccio…
2)partendo da un punto di forza come quello di avere tanto latte credo sia più saggio non ricorrere al latte artificiale, potrebbe tirarlo e far dare questo alla bambina la sera/notte.
3)Non so se ha mai approfittato di allattare sdraiata con la bimba a fianco: è molto comodo e così facendo le mamme si svegliano decisamente più riposate rispetto a quando si alzavano per la/le poppata/e (non so quale sia la patologia che impone a una mamma di dormire 8 ore di fila…)
4)di tutto ciò può parlare con noi specialiste IBCLC.

 Ho notato che il problema delle poppate notturne è comune a molte mamme, ma comunque difficile da capire. Il mio bambino ha 7 mesi pesa quasi 9 kili e ho iniziato lo svezzamento, per ora senza problemi, dal sesto mese. Ma non abbiamo mai sospeso l’allattamento notturno(2 poppate x notte). Anzi da 10 gg la situazione è drammaticamente peggiorata, con risvegli continui ogni ora e pianti inconsolabili. Non capisco perchè questa “regressione” ora, dopo 50 gg dall’inizio dello svezzamento. Ho solo tentato di togliere la poppata del pomeriggio, perchè mi sembrava inutile e gli riduceva l’appetito per la cena. Può essere sufficiente questo cambiamento per determinare un’irritabilità così eccessiva durante la notte? mi conviene reintrodurla? Cosa mi dovrò aspettare quando sospenderò definitivamente l’allattamento?
In verità il ‘problema’ dei risvegli notturni non è un problema, ma viene percepito come tale nel ns stile di vita. Come potrà leggere in Allattare. net i bambini si svegliano fisiologicamente più volte la notte, SE allattati al seno. A questa età la “regressione” è dovuta semplicemente alla maggiore consapevolezza del bebè come altro dalla mamma. Nel suo caso è anche possibile che la eliminazione della poppata pomeridiana si sia inserita ad aggravare il quadro – c’era un equilibrio che forse vale al pena di ripristinare.

 Il mio bimbo compie 5 mesi domani e si sveglia ancora la notte 2 volte per mangiare. Alla nascita pesava 3900 g ed ora 7400 g, non ho ancora iniziato lo svezzamento e lo allatto io senza bisogno di aggiunte. Gli orari delle poppate sono all’incirca le 9 di mattina, tra le 12 e le 13, tra le 16 e le 17 e alle 20. Poi alle 21 lo mettiamo a letto e si addormenta abbastanza velocemente salvo svegliarsi per mangiare tra l’1 e le 3 e un’altra volta tra le 4 e le 6. So che varia da bimbo a bimbo ma a che età smette di mangiare la notte? E’ una situazione normale? Vedo bimbi di amiche molto più piccoli che già dormono la notte intera.
La frequenza delle poppate del bambino che cresce sano (e felice) è dettata dalla sua ” richiesta”. Che serve a soddisfare bisogni non sono solo nutrizionali, ma di rassicurazione e contatto con la madre. Soprattutto in una fase di realizzazione della madre come distinta da “sé” . Consideri inoltre che , poppando solo 4 volte di giorno, le 2 poppate notturne sono quasi d’obbligo.

 Ho un bimbo di tredici mesi che dorme con noi , viene allattato, di notte a richiesta e di giorno quando si ricorda di volere un po’ di tetta io sono ancora a casa dal lavoro perciò gli dedico molto del mio tempo, andiamo al parco, giochiamo insieme e suo padre è molto presente e sta con lui quasi tutte le mattine. Ebbene il bimbo dorme sempre peggio, si sveglia sempre più frequentemente e fa sempre più fatica ad addormentarsi , questo di notte , di giorno è meraviglioso, gioca ed è molto tranquillo anche se fisicamente attivissimo, fa due pisolini di un’ora circa ognuno e si addormenta nel passeggino senza ciuccio senza pianti e molto tranquillamente , di notte è però tutta un’altra storia, sono un po’ stanca di questo sonno interrotto e le chiedo qualche consiglio…
La grande fase di attività e gioco che un bimbo di un anno circa attraversa di giorno è la stessa per cui di notte… si ricorda di poppare/ciucciare di più. Secondo la teoria dei Touchpoints del famoso dr. Brazelton, ogni fase di sviluppo è accompagnata o preceduta da una regressione: rimettersi a fare qualcosa che si faceva prima è rassicurante. E cosa è più rassicurante di una poppata? In questo caso suggerirei di trovare delle pause diurne nell’attività del piccolo per “RICORDARGLI” di fare delle poppate accompagnate da coccole e abbracci. Lo stesso si può ripetere la sera dopo cena, facendogli fare “il pieno” prima di dormire. Se neanche questo funzionasse, allora dovrebbe tentare con l’aiuto di suo marito lo Svezzamento programmato (vv FAQ).

 Sono la mamma di una bimba di 4 mesi allattata esclusivamente al seno. La bimba alla nascita pesava 3110 adesso pesa 7800, ma la cosa che mi preoccupa e’ la bimba durante la notte invece di diminuire le poppate le ha aumentate. Infatti si sveglia più volte e prima delle tre ore e cerco di riaddormentarla ma lei vuole riaddormentarsi con il seno. Cosa sta succedendo ? Sta forse diminuendo il latte? Non dovrebbe ormai saltare la poppata notturna? Cosa devo fare?
Il salto della poppata notturna non si verifica nei bambini allattati al seno (neanche a 4 mesi), dato che le poppate notturne servono a fornire almeno il 20% del fabbisogno di un lattante . Se è vero che alcuni bambini dormono la notte molte ore di seguito, questa è più l’eccezione che la norma. I bambini poi che lo facevano “riprendono” a svegliarsi verso i 4-5 mesi perché diventano consapevoli della figura “diversa da sé” che è la figura materna, che li accudisce. Il latte perciò non sta diminuendo , è solo una fase fisiologica dello sviluppo neuro-comportamentale della bimba. La assecondi cercando di allattare sdraiata comodamente.

 Sono la mamma di una bimba di 7 mesi e mezzo (peso 9,5 kg altezza 73 cm). La bimba è stata sempre allattata al seno in modo esclusivo, da circa 1 mese mangia le pappe complete a pranzo e cena e fa una merenda a base di yogurt. I restanti pasti li prende ancora al seno (uno spuntino dopo pranzo per dormire, ciucciata serale dopo cena sempre per dormire…varie ciucciate notturne e di prima mattina). Il problema è proprio dovuto al numero delle poppate notturne…mai meno di 3! La bimba dorme nel lettone con me e il padre…proprio perché io non ce la faccio ad alzarmi ogni 2 ore per allattarla (l’ho sempre allatta sdraiata e quindi riportarla nel suo lettino è un dramma dopo la poppata perché si sveglia arrabbiatissima e bisogna farla ciucciare di nuovo….). E’ normale che si svegli così spesso (la prima volta dopo 3/4 ore e poi ogni 2 ore anche 1?)…io sono stanchissima…lei vuole stare attaccata per dormire…a volte ciuccia in modo attivo, ma spesso in maniera consolatoria e io ho la schiena a pezzi a furia di stare di lato (anche se stesa è scomodo così a lungo!)…inoltre…possibile che a 7 mesi ancora non riesca a dormire più di 2 ore senza svegliarsi? E’ stata sempre poco dormigliona…ma adesso comincio a perdere le forze tanto più che sono tornata al lavoro…
Il ritorno al lavoro rappresenta una sfida non indifferente. D’altra parte la bambina fa … il suo mestiere. Anche se ha 7 mesi è perfettamente normale che non dorma le 5-6 ore di fila ‘previste’ e che cerchi il seno per riaddormentarsi. Lei ha perciò due possibilità : o adattarsi ancora un po’ a questo andamento, ma rendendolo molto più pratico e comodo. O cominciare a staccarla dal seno la notte (vedi Svezzamento programmato) . Nel primo caso si tratta di cambiare probabilmente materasso, e sceglierne uno che le protegga la colonna anche se sta di fianco. L’aiuteranno un guanciale dietro la schiena cui appoggiarsi e un cuscinetto fra le gambe. Oppure può adottare una culla da agganciare al lettone in modo che la bimba stia lì, ma lei si possa poi mettere di schiena o a pancia sotto quando ha finito di allattare.

 Ho bisogno della sua consulenza per quanto riguarda l’allattamento al seno di mia figlia. L. alla nascita pesava 2600 g, alla dimissione dall’ospedale 2390 g e ora a due mesi ne pesa 3920, nell’ultimo mese è cresciuta 620 g. Il pediatra mi ha consigliato di darle l’aggiunta di latte artificiale, senza per altro essere molto chiaro su quante volte al giorno, prima mi ha detto di darle l’ultima poppata con il biberon, quando ho obiettato dicendo che la notte sta già 7 o 8 ore senza mangiare e quando si sveglia ho i seni doloranti, ha ripiegato dicendo di darlo alternato al mio latte, di giorno mangia in media ogni 4 ore. Ci tengo molto ad allattare mia figlia ma purtroppo vivo all’estero e qui non danno all’ allattamento al seno la giusta IMPORTANZA e quindi non il sostegno dovuto alle madri, tant’è che già quando la bambina aveva 10 gg aveva “tentato” la strada dell’allattamento artificiale. Cosa devo fare?

In una bambina il cui peso è sotto il 3° centile (e che alla nascita era invece poco sopra) ma che cmq è cresciuta bene nell’ultimo mese (+ 620 g) la mia impressione è che abbia avuto difficoltà d’avvio al primo mese che deve poter recuperare. Col latte materno della madre – naturalmente – senza neanche che se lo tiri, ma semplicemente *attaccandola* la notte. Un numero di ore di sonno di 7-8 infatti è raramente naturale, solo appena accettabile se il lattante cresce – in presenza di un segno importante come il seno dolorante. La bambina dorme queste lunghe ore perchè riposa probabilmente in una sede che non le permette di emergere dai leggeri risvegli notturni che tutti noi abbiamo (leggi Allattare.net ordinabile su ibs.it), cioè in una culla separata. Se la tenga accanto nel lettone e sarà tutto più automatico!

Fertilità

 Qualche giorno fa le avevo scritto dicendole che mio figlio, che qualche giorno prima aveva fatto il vaccino, aveva preso solo 10 gr in 3 giorni. La dott.ssa mi aveva detto di dargli l’aggiunta stasera, ma io non volevo. Ho fatto invece quanto mi suggeriva lei, cioè mi sono tirata il latte al seno sx dal quale mio figlio rifiutava di mangiare, per mantenere la produzione.
Stasera il bambino non ha voluto proprio attaccarsi al seno. Ho pensato”sarà ancora sazio”. Poi ho scoperto che mi è tornato il ciclo. Sarà stato questo che l’ha fatto mangiare e crescere poco? Mi sembra che provi disgusto quando lo avvicino. Nel frattempo ha ripreso a crescere circa 20 gr. al giorno – e senza aggiunta di artificiale!

Il cosiddetto rifiuto del seno viene attribuito di volta in volta a cause intercorrenti come vaccinazioni, infezioni virali , dentizione ecc. Una delle cause più frequenti è la diminuzione della disponibilità di latte che precede la comparsa del ciclo – cosa che si è verificata con lei. L’importante è avere pazienza e sapere che il “meccanismo” ha capacità di recupero fisiologico…

 Ho un bimbo di 10 mesi che allatto solo al mattino e da 5 mi e’ tornato il ciclo, a me e al mio compagno piacerebbe tanto avere un secondo bimbo. L’allattamento inibisce l’ovulazione ? Avendo il ciclo vuol dire che ovulo?
Sì, l’allattamento inibisce l’ovulazione (o meglio il livello degli ormoni prodotti dall’ovulazione) ma con una sola poppata al giorno è facile che l’ovulazione preceda le sue mestruazioni . Perciò, abbiate fede!

 Ho 41 anni e una bambina di 7 mesi (peso 7,90Kg, h 69,5cm) allattata al seno a richiesta e in modo esclusivo fino al sesto mese compiuto . Poi abbiamo iniziato lo svezzamento a pranzo con pappe e acqua ma con difficoltà perché, superata la prima curiosità, cerca di rifiutare il pasto e piange chiedendo in modo ostinato il seno. Passiamo ancora molte ore “pelle contro pelle”, giorno e notte (si attacca almeno una volta per notte, più spesso due o tre). Data la mia età vorrei avere presto un altro figlio senza però toglierle ciò di cui ha bisogno, le mie mestruazioni non accennano a tornare e se devo scegliere continuerò ad allattarla. C’è un modo per conciliare queste due esigenze?
Le posso solo dire che l’ovulazione è stimolata dai cambiamenti bruschi della routine di lattazione, piuttosto che da quelli graduali. Potrebbe perciò decidere di intervallare di botto e di almeno 6 ore le poppate notturne, mantenendo tante coccole e poppate di giorno.

 Ho un bambino di 9 mesi e ½ che sto ancora allattando al seno a integrazione alle sue pappe di pranzo e cena. Il mio ginecologo mi ha chiesto di interrompere l’allattamento perché il ciclo non mi è più tornato. Cosa posso fare?
La soppressione del ciclo è fisiologica in allattamento e la scelta di far “ripartire il motore” è preoccupazione, responsabilità e decisione ultima della madre e di suo marito (con tutto il rispetto per il collega: che c’entra???). La ripresa naturale della fertilità è garanzia di un distanziamento più fisiologico fra i nati. Una distanza di almeno 3 anni garantisce la massima salute al nuovo nato e il miglior recupero psico-fisico alla donna. La mancanza di ciclo infatti permette di recuperare il ferro normalmente perduto con le mestruazioni e inoltre ogni mese d’allattamento in più riduce il rischio di tumore alla mammella e all’ovaio, e di osteoporosi.

 Volevo sapere se un test di gravidanza durante l’allattamento può sbagliare a causa degli ormoni?e quanto devo aspettare per farlo se ho un ciclo irregolare?
Se c’è stata fecondazione il test su urine/sangue è valido anche in allattamento. Il punto è, come lei nota, quando farlo rispetto a un ritardo, soprattutto se il ciclo è irregolare. Il test cmq è sicuro al 90% dopo il primo giorno di ritardo e al 97% dopo una settimana.

 Ho partorito 4 mesi fa ed allatto il bambino regolarmente, oggi però mi è comparso il ciclo, vorrei sapere se è normale e se può influire sulla qualità del latte o creare fastidi al bambino?
Anche l’allattamento esclusivo e frequente può associarsi alla ripresa del ciclo (e della fertilità) essendo il meccanismo molto individuale (e molto ancora c’è da scoprire…). Il bambino può risentire per un paio di giorni di una riduzione di volume di latte mostrandosi agitato e piagnucoloso. Questo potrebbe preoccuparla, soprattutto se il bambino avesse una crescita sotto la cosiddetta media. L’azione giusta è quella di insistere ad allattare e pazientare perché il latte, sotto continua e maggiore stimolazione delle mammelle, ritorna.

 Sono una mamma di una bimba di 11 mesi che allatto ancora al seno ,solamente la sera e la notte per conciliarle il sonno.vorrei tanto restare incinta di nuovo,ma mi e’ stato detto che e’ praticamente impossibile fin quando si allatta.
Ho qualche speranza?anche perche’ non me la sento di togliere il piacere alla mia piccola di attaccarsi al seno solo per dormire.

Moltissime donne rimangono incinte mentre allattano. La protezione dalla gravidanza decade rapidamente dopo i sei mesi di allattamento esclusivo, e ulteriormente se le poppate sono rade. C’è però la variabilità individuale e il fattore età (sopra i 35 anni la fertilità è ridotta, che si allatti o meno).
Tenga presente che il meccanismo è protettivo delle gravidanze ravvicinate: un distanziamento fra le nascite di 3 anni  comporta meno rischi per la salute del bambino e della madre.

 Poichè mi sono tornate le mestruazioni regolari ed abbondanti fino dal mese successivo al parto, mio figlio ha 4 mesi, è vero che sarebbe meglio non allattarlo esclusivamente oltre il sesto mese ma iniziare lo svezzamento dal 5 mese circa per evitare passaggi al bambino di ormoni femminili? potrei cmq proseguire anche oltre il sesto a dargli il mio latte abbinato comunque a frutta e pappe o sarebbe meglio sostituire il mio latte con quello artificiale? cosa compromette nel dettaglio il passaggio di tali ormoni in un maschietto?

Gli effetti negativi sui maschietti degli ormoni femminili presenti nel latte umano durante le mestruazioni non hanno nessuna plausibilità logica nè ci sono evidenze scientifiche in tal senso – è quindi un classico pregiudizio. Se ormoni passano, la invito a riflettere sul bombardamento ormonale che riceve il feto e come questo non incida sulla sessualità genetica. L’allattamento deve poter continuare normalmente anche dopo l’introduzione delle pappe a 6 mesi (non a 5) : il latte artificiale di proseguimento sarebbe come sostituire al meglio il peggio.

 Il mio bimbo ha quasi 1 anno ed è ancora allattato al seno un paio di volte al giorno almeno e di notte, poi nei we a richiesta, vorrei avere un secondo figlio ma non ho ancora avuto il capo parto, è possibile rimanere incinta?
Può esserci ovulazione anche in mancanza di mestruazione? I test persona mi possono aiutare in qualche modo?

1. E’ possibile rimanere incinta perchè può ovulare ed essere fertilizzata – prima perciò che all’ovulazione segua il capoparto
2. non può esserci ovulazione che non sia seguita da mestruazione – a meno che non si rientri nel caso di cui sopra
3. i test persona possono essere utili

 Ho un bimbo di un anno che allatto due volte al giorno. Da due mesi mi è tornato il ciclo mestruale e ad oggi è regolare (28 giorni). Vorrei tanto avere un secondo figlio in tempi brevi visto che ho 40 anni ma allo stesso tempo vorrei continuare ad allattare il mio bimbo. Ho qualche possibilità?
Le possibilità ci sono nella misura in cui più tardi arrivano le mestruazioni e più facile è che siano precedute da un’ovulazione – soprattutto se si allatta solo due volte al giorno. L’incognita è più la sua età che l’allattamento.

 Dopo sei mesi dal parto mi è arrivato il ciclo, mi hanno detto che questo è negativo per l’ allattamento, il latte può diminuire o essere più leggero, è possibile ?
Solo per alcune donne c’è una lieve riduzione della disponibilità di latte nei primi gg del ciclo. Di conseguenza il bambino popperà di più riportando il latte ai valori di partenza.

 Mio figlio ha 19 mesi. Continuo ad allattarlo a richiesta (quando non lavoro, ovviamente). Non ho ancora il ciclo. Il mio ginecologo ha visto, dall’eco, che la situazione e’completamente bloccata, e non c’e’ nessuna avvisaglia di ritorno dell’ovulazione, inibita dalla prolattina. Io ho intenzione di continuare ad allattare mio figlio finche’ lui vorra’ e finche’ avro’ latte, ma e’ possibile che, ammettiamo allatti ancora per 2 anni, per 2 anni non avro’ ciclo? Mi pongo questa domanda perche’ mi piacerebbe un giorno poter rimanere incinta senza dover privare mio figlio dell’allattamento.
Il blocco dell’ovulazione è un meccanismo di salute per la donna, in quanto protegge dal rischio di cancro all’ovaio e della mammella. In epoca primordiale, e in alcune residue società primitive odierne, la donna o era incinta o allattava e così arrivava al decesso avendo sperimentato pochissimi cicli mestruali.
Statisticamente, come le confermerà il ginecologo, alcune donne che allattano rimangono amenorroiche (senza ciclo) per 2 anni o poco più. Non conosco donne che lo rimangono per 3 o 4 anni ( meno che non passino attraverso un’altra gravidanza continuando ad allattare).

 La mia bimba ha 4 mesi e il mese scorso mi è tornato il ciclo. Io sto allattando, è possibile rimanere incinta avendo il ciclo? ma la domanda più importante è : se dovessi rimanere incinta da cosa me ne accorgo test di gravidanza a parte? le faccio questa domanda perchè mi è stato detto che allattando il ciclo può comparire un mese poi magari per qualche mese niente e poi di nuovo in questo caso come mi rendo conto se sono incinta? ho letto che se la madre è in stato di gravidanza e allatta, il bambino rifiuta i latte o lo rigurgita questo è un segnale di nuova gravidanza , è vero?
La presenza del ciclo indica una qualche ripresa della fertilità. Occasionalmente, e più comunemente nei primi sei mesi dopo il parto, la prima mestruazione si verifica senza ovulazione. Quando invece l’assenza di ciclo è più lunga, è più probabile che la donna abbia ovulato prima di mestruare. L’allattamento inibisce la fertilità a vari livelli (ovulazione, produzione di ormoni follicolari, annidamento dell’uovo eventualmente fecondato) in misura tanto più efficace e tanto più vicina al 100% (senza però mai arrivarvi) quanto più frequenti nelle 24 ore sono le poppate. In genere più è precoce il ritorno del ciclo, più graduale è il ritorno alla piena fertilità. I segnali del corpo che indicano il ritorno alla piena fertilità (rialzo della temperatura basale nel periodo periovulatorio, la perdita di muco cervicale ecc)sono meglio riconoscibili se li monitorava già prima della gravidanza, dato che in allattamento essi sono molto più sfumati ! molte donne li utilizzano per astenersi dai rapporti o usare un metodo meccanico di contraccezione per evitare una gravidanza precoce.
Se dovesse rimanere incinta non è affatto detto che la bimba rifiuti il latte, anche a fronte di una momentanea riduzione di volume (vv FAQ Tandem). I segnali di una gravidanza sono gli stessi di quando non allattava: il rialzo della temperatura basale a metà ciclo al di sopra di 36.9°C per più di 14 gg ; la nausea; il colore più violaceo delle mucose genitali; la dolenzia/ingrossamento del seno.

 Sono la mamma di un bimbo di 3 mesi e mezzo allattato esclusivamente al seno, cresciuto bene sin ora. 2 gg fa si è ripresentato il ciclo mestruale e ho notato che mio figlio richiede il seno anche ogni ora!latte mi sembra di averne e ne ho conferma dai cambi pannolino ma sembra che non si sazi piu come prima… e’cambiato qualcosa nella composizione del latte?devo usare qualche accorgimento particolare?ho paura di dover iniziare eventuali aggiunte di latte in polvere…
La maggiore richiesta di seno durante o immediatamente prima del ciclo è la classica soluzione dentro al problema: stimolando maggiormente le ghiandole i bambini arrivano a procurarsi più latte. Abbia fiducia nel suo corpo e lasci il latte in polvere … sullo scaffale della farmacia (invenduto).

 Ho una bambina di 6 mesi…la allatto 3 volte al giorno…non mi sono ancora comparse le mestruazioni…posso rimanere comunque incinta??? il test di gravidanza e’ attendibile anche durante l’allattamento???
Sì – la probabilità di rimanere incinta è elevatissima con solo tre poppate al giorno. Il test di gravidanza in allattamento è attendibile.

 Sono mamma di un bimbo di 13 mesi che sto ancora allattando al seno con grande gioia nonostante il sacrificio soprattutto notturno.
Ho effettuato visita ginecologica di controllo anche perchè non mi è ancora tornata la mestruazione. Dall’ecografia risulta essere tutto a posto ma il mio ginecologo mi ha quasi “imposto” di sospendere l’allattamento, attendere qualche mese per far tornare il ciclo mestruale altrimenti devo ricorrere alla PILLOLA anche perchè alla mia età un’amenorrea così prolungata provoca invecchiamento cellulare e rischio osteoporosi.

Esaminiamo i fatti scientifici. Questi ci dicono che l’allattamento impoverisce le ossa di calcio, che però si rideposita dopo la sospensione – sia che avvenga a 3-6-18 mesi. L’allattamento al seno protegge la mammella dal cancro mammario pre-menopausa in misura proporzionale alla sua durata(e più allattamenti con più figli ancora di più). Altri dati ci confermano la protezione dai tumori ovarici mentre il sedicente invecchiamento cellulare non trova conferme scientifiche nè ha plausibilità biologica.

 Allatto ancora al seno mio figlio B. di quasi 17 mesi, 3 o 4 volte al giorno (notte compresa). Ho 42 anni e vorrei avere, nonostante l’età, un altro figlio. Proprio per questo, visto che le mestruazioni non accennano ancora a tornare, avrei deciso, devo dire con dispiacere, di iniziare a smettere di allattarlo, seppur in modo graduale. Il problema è che, sopratutto di notte, lui non ne vuole proprio sapere di non essere attaccato al seno ed urla finché non lo assecondo. Come posso fare?
Spesso è sufficiente un’interruzione brusca e notturna di circa sei ore perchè il ciclo riparta. Può ‘sparire’ da casa di fatto o metaforicamente da mezzanotte in poi, mentre il papà o i nonni confortano il piccolo. Quando ricompare può riprendere ad allattare.

 Ho una bambina di tre mesi e mezzo ed uno di quasi 3 anni.Abbiamo deciso di comune accordo con mio marito di aver l’ultimo (ossia il terzo) cercando di non distanziarlo dalla piccola. Ho allattato esclusivamente al seno,poi ho introdotto ogni tanto della frutta e poca verdura alla bambina a causa di problematiche con le feci(irregolari e solide). Riprendendo la sua routine ora allatto di nuovo al seno e a 1 volta al giorno ho introdotto del latte artificiale e 1 volta al giorno pappa lattea (a 12pm). La bambina non si attacca di notte già da molto, e l’allatto poche volte con differenze di ore. Vorrei avere questa NEW ENTRY al più presto. Come posso fare? premetto che ho partorito il di ottobre con taglio cesareo, e già il 30 novembre ho avuto la prima mestruazione, seguita poi 11 gennaio con la seconda. Come faccio a sapere quando ovulo?E possibile rimanere incinta durante l’allattamento? Potrei continuare ad allattare in caso di gravidanza? Quali sono i metodi più efficaci per rimanere incinta?

Queste sono le raccomandazioni dell’OMS al fine del raggiungimento del MAGGIOR BENESSERE fisico e psicologico DI ENTRAMBI madre e figlio sul distanziamento delle nascite: idealmente 2 anni di allattamento + 6 mesi di recupero + 9 mesi di gravidanza. Sì, è possibile rimanere incinta mentre si allatta, tanto più facilmente quanto meno frequentemente si allatta al seno. Allattare in gravidanza si può fare, se l’allattamento si è prima consolidato in maniera esclusiva e con poppate frequenti. Per le altre domande deve chiedere a chi si occupa di fertilità e gravidanza.

 Mia figlia ha 1 anno ed è stata sempre allattata a richiesta, e tuttora prende il mio latte dalle 2 alle 4 volte al giorno (e non sono mere poppate di “consolazione”), pur mangiando in modo molto vario e consistente.
Prima della gravidanza ho preso Harmonet per quasi 10 anni.
Durante l’allattamento ho provato Cerazette, ma dopo l’arrivo del capoparto a 9 mesi ho avuto problemi con un ciclo molto lungo che è tornato nei mesi successivi nella piena normalità ed esattamente com’era prima della gravidanza.
Come anticoncezionale al momento stiamo usando il preservativo, ma né a me né a mio marito piace e dà sicurezza.
La mia ginecologa dice che fino a che non smetto totalmente di allattare non posso ricominciare a prendere una pillola come Harmonet ma solo affidarmi alla “minipillola” progestinica.
Ma ho sentito anche pareri diversi. Lei cosa ne pensa?

Anche se in allattamento la pillola progestinica è quella *preferita*, la pillola estroprogestinica – che riduce la disponibilità di latte – è cmq utilizzabile da mamme i cui bambini si trovino ben al di là del periodo iniziale di svezzamento, si alimentino cioè adeguatamente con cibo vario e crescano bene.

 Allatto al seno un bimbo di circa 5 mesi in modo esclusivo e a richiesta. Ancora non mi torna il ciclo mestruale e volevo chiederle come può influenzare l’allattamento sul ciclo: mi è stato detto che allattando c’è un minimo di protezione per evitare eventuali gravidanze, è vero?

Il Metodo dell’Amenorrea da Lattazione (LAM) fornisce una protezione dalle gravidanze indesiderate >98%, se praticato in modo corretto e cioè nei primi 6 mesi, con poppate frequenti (almeno 6) e con intervalli non superiori alle 6 ore. Le probabilità di avere una gravidanza aumentano se la risposta a ognuna delle seguenti domande è SI’:
– sono tornate le mestruazioni?
– sto dando delle aggiunte in modo regolare o faccio passare intervalli lunghi fra le poppate, sia di giorno che di notte?
– il bambino ha più di 6 mesi?

 Si può rimanere incinta allattando?
Sì, se :
– allatta < 6 volte/24 ore
– con intervalli > 6 ore (anche una sola volta)
lei può ovulare e se ha rapporti in quei giorni rimanere incinta. Nei primi sei mesi postparto l’allattamento a richiesta mooolto raramente crea questi presupposti , perchè il bambino poppa frequentemente di giorno e di notte e la suzione interferisce con gli ormoni che stimolano l’ovulazione.

A richiesta

 F. HA 4 MESI. FINO AD UNA SETTIMANA FA POPPAVA SEI VOLTE, A VOLTE ANCHE SETTE. DA QUALCHE GIORNO NON RIESCO A FARGLI FARE UNA POPPATA COMPLETA DURANTE IL GIORNO. MANGIA MOLTO A FINE GIORNATA CON 2 POPPATE RAVVICINATE (19 – 21 CIRCA), POI INTORNO ALLE 2,30 A.M. + UN’ALTRA ALL’ALBA. POI SI ATTACCA PIù VOLTE MA AL MASSIMO PER TRE MINUTI! LA DOMANDA E’: è NORMALE? QUANTE SONO LE POPPATE CHE DI MEDIA DOVREBBE FARE ALLA SUA ETA’? DIFFICILE TROVARE RISCONTRO ALTROVE…TUTTI SEMBRANO ESSERE OSTILI ALL’ALLATTAMENTO NATURALE!
E’ normale, se il bambino cresce normalmente. Le poppate variano da bambino a bambino, con una media fra le 6 e le 12 poppate per 24 ore. Quando cominciano a distrarsi (4-5 mesi) tendono a fare poppate più brevi.

 Ieri mia figlia di 9 mesi che pesa kg. 8.920 (alla nascita kg. 2950) ha effettuato il controllo pediatrico. La bambina da circa 3 mesi ha iniziato lo svezzamento e ora mangia la minestrina/semolino/crema di riso con carne, pesce o rosso d’uovo a pranzo e con i formaggi la sera e per il resto della giornata il mio latte ( a richiesta anche se la pediatra dice che deve fare 4 pasti al giorno.L’ultimo mese è cresciuta 400 gr. e il medico ha detto che deve prendere almeno mezzo litro di latte al giorno e per essere sicura di questo devo effettuare la doppia pesata per 3 o 4 giorni riferendole poi il tutto.
Premetto che non sono riuscita a pesarla perchè chiaramente la bambina ad ogni movimento sballa tutto il peso. Ma è proprio necessario tutto questo stress?

No, non è affatto necessario. Dato che nel secondo semestre la crescita media si aggira dagli 85 ai 140 g a settimana (a differenza dei 100-200 g a settimana dei primi 6 mesi) la crescita della bimba è più che adeguata e di conseguenza la quantità di latte che sta assumendo, e che lei continua saggiamente a offrire guidata o su indicazione della bimba (o a libera domanda come si diceva prima).

 La mia piccola è nata 6 gg fa, la montata lattea è arrivata in seconda-terza giornata. Da ieri i sei sono meno gonfi però mi sembra di avere latte (ogni tanto sgocciola anche spontaneamente dal capezzolo). Il “problema” è che mentre di giorno dorme anche 4-5 ore di fila (cosa che a dir la verità mi preoccupa un pò temendo che sia troppo stanca per svegliarsi e piangere) di notte rimane quasi sempre sveglia ed ho l’impressione che voglia in continuazione attaccarsi al seno (tira fuori la lingua si agita). Io l’attacco ma poi si addormenta quasi subito la stacco la tengo 10-15 minuti in braccio ed appena la rimetto nella culla si risveglia e o piange o comunque si agita e tira fuori la lingua…quindi ricomincio tutto da capo. La cosa mi sfinisce sopratutto psicologicamente perchè ho paura di non avere un latte di qualità. La cambio circa 3-4 volte durante la notte e 2-4 volte durante il giorno .

Questa condotta è perfettamente normale: i primi giorni e soprattutto settimane corrispondono alla massima crescita di un individuo in *tutta* la vita. E’ logico che, essendo il latte umano un alimento leggero e altamente digeribile, la richiesta sia continua. E per questo che si raccomanda di tenere i neonati nel lettone: loro si nutrono, e la mamma riposa. Poi se di giorno dorme tanto, ne deve approfittare anche lei:-)
Se parla con altre mamme “che allattano con successo” però, troverà modo di non avvilirsi psicologicamente, anzi si sentirà confermata. E’ molto importante frequentare, se possibile, dei gruppi di mutuo aiuto fra mamme, come ne esistono in tante città.

 Il mio secondo figlio che sto allattando al seno a richiesta, ha 3 settimane mangia ogni 2 ore; i ritmi per me sono molto serrati anche perchè il suo timer non comincia da quando ha terminato la poppata, ahimè…ma da quando l’ha iniziata. Ha qualche consiglio da darmi?
L’allattamento guidato dal bambino (a richiesta) va innanzitutto guardato attraverso gli occhi del bambino. Per come è il suo stomaco, il latte specifico che ha davanti (il suo)e il suo modo di succhiare, questo è il risultato *migliore* che sa tirar fuori. La grande stimolazione del seno nelle prime 6 settimane dà le migliori garanzie di allattamento efficace e duraturo – quindi di una strada in discesa per i mesi a venire. Il segreto per riuscire a riposare è:
– chiedere aiuto per tutte le altre attività, sia pure per poche settimane (o giorni)
– delegare l’accudimento del grande a parenti, tate, nonne (almeno per un pò)
– dormire col piccolo nel lettone: lui fa il self-service e la mamma riposa (almeno la schiena)
– dormire quando il piccolo dorme (e perciò vv primi due punti)
– allattare sdraiata tutte le volte che può
– cercare sostegno in un gruppo di mamme che allattano anche esse (con efficacia), presso una Consulente ibclc, presso un pediatra amico dell’allattamento.

 Ho una bimba di 3 mesi oggi ed è allattata in modo esclusivo (5 poppate al giorno). Alla nascita pesava 2.860 Oggi pesa 5.055. Due settimane fa sono andata dal pediatra e pesava 4.820. Ciò significa che a fronte di un aumento buono (quasi 200 g a settimana) nei primi due mesi e mezzo nelle ultime due settimane è cresciuta solo 117 g a settimana circa. E normale? Non è che il mio latte non è più sufficiente alla sua crescita?
Se la bambina ha libero accesso al seno, di giorno (ma anche di notte, dormendo in prossimità della mamma) senza uso di ciucci/tisane e senza tirare l’orario ed è soddisfatta, questo è quanto ha ‘scelto’ di crescere – quindi va bene.

 Mio figlio che compira’ 3 mesi fra pochi giorni sembra avere sempre fame, allatto esclusivamente al seno ed e’ un po’ di giorni che se non e’ attaccato al seno, allora si ciuccia voracemente le mani. Alla nascita pesava 3450 dopo il calo fisiologico 3.175, ora pesa 5.600 per ora e’ sempre cresciuto piu’ di 200 kg. E’ normale pero’ adesso questo attaccamento morboso al seno ?
La voglia di raggiungere il proprio individuale obiettivo di crescita – non il nostro espresso in g a settimana – è ciò che guida un bambino. Sono straordinari gli strumenti di cui la natura dota un bambino che non può ovviamente aprire bocca e dire “Ho ancora fame”. E questi sono il suo orientamento netto, luminoso, poco incline a compromessi, la sua decisione e caparbietà nel raggiungere l’intento, insomma il suo comportamento che comunemente – ma anche un pò offensivamente – viene definito ‘morboso’. Si rallegri e lo assecondi: ha un bambino normale.

 Mio figlio ha compiuto da poco 3 mesi, pesa oltre 7 kg . Il suo peso è aumentato di 400-500 g a settimana fino ai 2 mesi e mezzo, ora sono circa 10 giorni che ha nasino intasato e tosse, curati con aerosol e sotto controllo pediatrico. Da una settimana circa ho la sensazione che il bambino mangi meno, l’intervallo tra le poppate è sempre maggiore (3-4 ore contro le 2 ore e mezza di prima) e mi accorgo che dopo 5 minuti di suzione non è più interessato al seno, anzi piange quando lo avvicino. Il mio seno rimane pieno e spesso devo ricorrere al tiralatte. La cosa che mi preoccupa è che pianga quando lo avvicino al seno, ha sempre mostrato molto interesse per il seno, anche solo per succhiare (non prende il ciuccio).
Il bambino si sta assestando – crescere 400 g a settimana non è più suo obiettivo – anche perchè continuando così oltre i 3 mesi i bambini … lievitirebbero. Segua la sua guida, il seno si deve adeguare alla richiesta dei bambini – quando chiedono di più ma anche quando chiedono di meno.

 Ho una bimba di 4 settimane allattata solo al seno. Dorme di notte in media tra le 6 a volte anche 8 ore filate, la mattina quindi facciamo anche 3 poppate a distanza molto ravvicinata anche meno di un ora perché è affamata: può farle male? la pediatra mi dice che devo aspettare di più perché il suo stomaco lavora troppo ed per questo che ha tante coliche al pomeriggio. Cosa mi consiglia?
I lattanti hanno la potenzialità di auto-regolarsi e così la piccola, dopo aver dormito tanto, decide che deve recuperare. Non so dove dorma: i bambini che dormono in prossimità della mamma tendono a non fare tante ore di fila e si svegliano per attaccarsi al seno, distribuendo la loro fame più regolarmente nell’arco delle 24 ore. Lo stomaco del neonato è *programmato* per lavorare spesso dato che l’alimento che riceve – il latte umano – è l’alimento più digeribile che esista (viene utilizzato anche per adulti gravemente ammalati). Le coliche pomeridiane hanno molta probabilità di essere causate da altri motivi: un po’ di rigurgito abituale del lattante (rge), stress di fine giornata, richiesta di contatto fisico – non si tratta necessariamente delle classiche coliche del lattante.

 Sono la mamma di un bambino di un mese che pesava 4 kg alla nascita, 3.850 alla dimissione e 5.180 ad oggi. Lo allatto a richiesta e dorme tutta la notte mentre di giorno non tira mai più di 2 ore (anche meno la sera) ho fiducia in questo metodo ma mi chiedo, è normale che il mio bimbo voglia stare attaccato anche mezz’ora per parte tutte le poppate (anche di più la sera)? Tra l’altro mangia per tutta la poppata e non si addormenta mai. Quando si auto-regolerà a ritmi meno serrati?
Allattare a richiesta o “su indicazione” di un bambino significa farlo secondo le sue esigenze, il suo impulso e desiderio. Solo così del resto questo bambino nato grosso può permettersi di dormire tutta la notte (vv anche domanda di sopra) e solo così è potuto crescere quasi 1.4 kg in un mese. Lei è perplessa perché viviamo in una cultura che dà molto valore al (basso)numero delle poppate, i minuti che durano e gli intervalli (preferibilmente lunghi). Vero è che nella giornata non si ritrova molto tempo per fare altre cose, ma la notte lei dorme il mitico sonno senza interruzioni. Improvvisamente quanto imprevedibilmente i ritmi potranno anche diventare più dolci.

 Mio figlio ha quasi un mese ed e’ cresciuto più di 1 Kg in un mese, da 3.715 Kg alla nascita e calo di circa 200 g, ora è 4.730 Kg. Oggi mi hanno detto al consultorio che e’ cresciuto troppo le ultime due settimane (sopra i 300 g) e che devo ridurre le poppate da 8 a 5-6. Lui nelle ultime settimane è molto nervoso, piange subito dopo la poppata, piange per crampi e per chissà cos’altro. Mi hanno detto che il troppo mangiare lo porta a essere cosi perché fa fatica a digerire e si crea aria in pancia. Sarà difficile tenerlo calmo per farlo mangiare ogni 4 ore, anche perché dorme poco, ma ci proverò. Lei cosa ne pensa, dato che dalle risposte mi pare di capire sia un sostenitore dell’ allattamento a richiesta?
Penso infatti che sia illogico e controproducente limitare il numero di poppate in generale e ancora più a un mese di vita. Fare questo nel periodo della “calibrazione” della produzione di latte, cioè le prime 4-6 settimane, comporta il rischio di far ingorgare il seno prima e di ridurne la produzione di latte dopo. Il bambino non sta mangiando troppo, mangia quello che gli serve e il mal di pancia può essere alleviato offrendo solo un seno a poppata, che comporta dare via via meno latte ma di qualità diversa.

 Sono la mamma di un bambino di 41 giorni allattato al seno. Alla nascita pesava kg 3.050. Ora pesa 5.250 kg. Mentre alle dimissioni dell’ospedale mi avevano raccomandato di allattarlo a richiesta e in modo esclusivo, dopo dieci giorni il pediatra mi ha detto di sopprimere le poppate notturne perché, a suo dire, affaticavano lo stomaco del piccolo, e di sostituirle con un biberon di camomilla. Ho obbedito per una sola notte poi ho lasciato perdere perché il piccolo era irrequieto e piangeva e non mi sembrava giusto togliergli la consolazione del seno. Ho conservato, però, l’abitudine di dargli, prima delle poppate, 30 ml di tisana al finocchio perché il dottore riteneva che il mio bambino ingurgitasse troppa aria e avesse bisogno di un aiuto per espellerla. Ora, l’ultima prescrizione del pediatra riguarda la durata delle poppate. Dice che il bimbo è molto paffuto e soprattutto è ancora gonfio di aria perciò mi ha imposto di dargli poppate a distanza di tre ore e che non durino più di dieci minuti (cinque per seno). L’idea di allattare con l’orologio e staccare il bambino prima che abbia finito semplicemente mi angoscia. Amici e parenti insinuano che questa dell’allattamento a richiesta sia una mia ossessione e non un’esigenza reale del bambino. Sono preoccupata e soprattutto temo di sbagliare rifiutandomi di ascoltare il pediatra. Preciso che ho eliminato anche le tisane, che il bimbo non prende il ciuccio e che cerco di allattarlo davvero a richiesta (ma devo farlo quasi di nascosto perché mio marito, genitori e suoceri mi dicono che sbaglio). Che devo fare?
Il senso dell’allattamento esclusivo è legato al fatto che più frequentemente (nel linguaggio scientifico non si può dire *sempre*) si associa a un allattamento efficace per la madre e alla crescita ottimale per il bambino. Le cui esigenze di seno possono essere di fame, di consolazione, di accompagnamento al sonno, cui la madre è biologicamente portata a rispondere. Le tisane interferiscono in questo processo e il cosiddetto “gonfiore” dei lattanti a crescita rapida si ridimensiona dopo il primo anno. Che il bimbo non prende il ciuccio non deve meravigliare: i piccoli sanno bene quello che vogliono (altri si adattano semplicemente). Mi spiace che lei debba nascondere la sua attività di nutrice . Perché non si fa accompagnare da suo marito a un colloquio con una Consulente IBCLC? Le suggerisco inoltre di cercare un pediatra con cui condividere dubbi e perplessità, non un padre padrone cui ‘obbedire’: nell’alimentazione dei bambini e nella pratica dell’allattamento le esperte sono le mamme, in quanto titolari dell’esperienza.

 S. ha 7 mesi peso alla nascita 3.270 ora e’ circa 8kg.allattata esclusivamente e assiduamete al seno finoalla fine del quinto mese poi ho iniziato con fruttae via via pappa a mezzogiorno e da 2 settimane, questa e’ la terza anche a cena.. ho seguito i vs consigli x l’allatamento,ma ora mi ritrovo con la bimba che praticamente dorme solo se prima ciuccia il mio latte e cmq si fa 30 miuti di pisolo..x lo piu’ in braccio…come faro’ quando dovro’ andare a lavorare cioe’ tra 2 mesi?mi spiego io le do’ ancora spesso il seno nella giornata mediamente 4/5 anche 6 volte, ma quando non ci saro’ come mi devo organizzare e riuscira’ la nonna a farla dormire in maniera indolore visto che non ci sara’ il mio seno?—forse non dovrei chiedere a lei consiglio…ma credo che questo sia un po’ la conseguenza dell’allattamento a richiesta…come accontentare le richieste quando non ci siamo…e non parlo solo di sfamare ma del contatto, il calore la consolazione che da’ il seno….la piccola ha gia’ 2 dentini e di notte si sveglia ancora almeno 2 volte…
Lei mi sta facendo un’ottima domanda. Cioè mi sta chiedendo se sarebbe meglio privare anzitempo la bambina, *approfittando* della sua immaturità de “il calore e la consolazione che le dà il seno” e – aggiungo io – del senso di fiducia nella madre (nel mondo ) durante la fase più veloce e delicata di crescita cerebrale della vita di un individuo noncè della  formazione della sua personalità (e felicità?). Anche se questo è quello che vediamo accadere comunemente non vuol dire che sia la pratica più giusta. Con la sofferenza non si è mai educato nessuno. Neanche gli altri mammiferi lasciano deliberatamente piangere i loro cuccioli senza necessità, pur sapendo che in epoca successiva dovranno lasciare la tana per cacciare (mentre alcune madri se li portano sempre appresso in groppa, vv le grandi scimmie). Dunque se la bambina protesta quando percepisce il vuoto della sua boccuccia, ciò vuol dire che è stata *programmata* perchè quella bocca venga riempita da un organo che è stato progettato allo scopo – anche nel 2008. Che fare dal punto di vista pratico? intanto S. avrà 9 mesi e sarà più attrezzata a capire il distacco, cioè a riaffigurarsi la mancanza della madre che a 7, 5 o 3 mesi. Poi sarà ben capace di adattarsi ad un’altra figura familiare di accudimento (la meravigliosa nonna), che troverà modi diversi di confortarla e accompagnarla al sonno (cullandola, passeggiandola, accarezzandola ecc). Infine lei avrà la potente arma di consolazione del suo seno, che avrà la possibilità di offrirle ancora quando rientrerà dal lavoro, la notte e i fine settimana – e le pare poco?

 Ho una bimba di 3 mesi, cresciuta di ben 1kg al mese dalla nascita, grazie a una media di 10 poppate al giorno. soffre ancora di coliche e la pediatra ha consigliato di introdurre una pausa di 3 ore tra una poppata e l’altra per non intasare il suo intestino e la somministrazione di tisane per superare queste pause. Ho però notato che bevendo i 30ml di tisana in tali pause, la bimba arriva con meno appetito al pasto, arrivando così a prendere meno peso a fine settimana. Inoltre non ho notato miglioramenti a livello di coliche. Devo tornare ad allattarla a richiesta?
Vedo che è arrivata alla risposta giusta da sola. L’intestino dei bambino non si può intasare col latte materno: sono infatti progettati biologicamente l’uno per l’altro. Le coliche hanno molte altre cause: bisogno di essere portati in braccio, di essere fasciati (dalla vita in giù), fumo materno?, RGE (vv FAQ), ecc

 La mia bimba ha 4 mesi,mangia il mio latte e cresce(5800kg oggi,alla nascita 2860kg),ho però un dubbio,da circa 2/3 settimane continua a portarsi le manine in bocca,leggendolo come un segnale di fame l’ho sempre fatta attaccare,ma la cosa non cambia.il ciuccio lo sputa anche perchè ho cominciato a proporglielo tardi e poco.possono essere i dentini,o non è mai sazia…
E’ un segnale di bisogno di soddisfazione orale: quanto sta attaccata al seno? le poppate sono veloci? la fa mai ‘ciucciare’ al seno tanto per? ci sono bambini che hanno più bisogno di ‘contatto’ che di cibo e forse sua figlia è una di questi. Un’altra possibilità è la compresenza di Rge (reflusso (vv FAQ), che causa questo tipo di comportamento.

 Sono la mamma di una bimba di 2 settimane e mezzo; vorrei chiedere se è normale che si alternino giorni in cui la bimba appare soddisfatta dopo le poppate, e giorni in cui per 5/6 ore succhia un pochino e dopo una pausa un un quarto d’ora richiede di nuovo il seno. Il pediatra mi ha consigliato un’aggiunta serale di latte artificiale; io non so se ho abbastanza latte o no, comunque la bimba fino ad ora è cresciuta bene.

Il fatto che la bimba cresca bene è la PROVA che non serve alcuna aggiunta di latte artificiale. La bambina deve poter guidare l’allattamento (i neonati sono competenti, come è scritto nel libro che ho appena pubblicato) e così facendo diventa responsabile della propria crescita. La mamma deve favorire questo comportamento – e lei lo sta facendo egregiamente – il pediatra deve “tenere le mani dietro la schiena”.

Frequenza

 Il mio terzo bimbo ha 3 mesi e 5 giorni, pesava 6 kg abbondanti la scorsa settimana. Il primo mese ha preso 1,8 kg e il secondo 1,2 kg solo con il mio latte. Fa 6 poppate durante le 24 h, la notte lo devo svegliare io poichè fa pause molto lunghe (anche 7 ore) e il seno mi fa male. Ora di giorno la durata della poppata è molto diminuita: prima durava mezz’ora circa ogni 3 ore, adesso dura al massimo 15 minuti; volevo sapere se lo devo attaccare al seno più spesso visto che prenderà una minore quantità di latte ogni poppata.

Sono i bambini che regolano l’andamento della ‘vettura’. Se però la ‘vettura’ soffre, allora è indicato chiedere aiuto al conducente :”Vuoi, per piacere, poppare un pò di più così il seno smette di dolermi visto che probabilmente gli serve ancora tempo per mettersi in pari con le tue reali – e ridotte – esigenze?”

 L. ha due mesi e 15 giorni pesa 6 kili lo all’atto esclusivamente al seno. Si attacca bene ma frequentemente, a me sembra che voglia il seno anche per dormire perché’ dopo circa 1 ora e mezza piange e cerca il seno per poi addormentarsi attaccato. Dopodiche’ dorme per poco e quando si sveglia si vuole riattaccare. Volevo sapere se devo assecondarlo ogni volta oppure proporgli il ciuccio per dormire.Con il primo figlio ho abbandonato l’allattamento perché soprattutto alla sera era sempre attaccato al seno e se tentavo di staccarlo urlava ed io non capivo se aveva fame, mal di pancia o altro. Aiutatemi non vorrei arrendermi anche questa volta.

L’allattamento è un processo unico e irripetibile, diverso da donna a donna e da bambino a bambino, pur nella generalità dei principi fisiologici che lo governano. Quello che voglio dire è che se *il suo bambino* fa così è perchè questo è il miglior modo che lui ha di fare nel contesto in cui si trova, cioè con ‘quel’ seno, ‘quel’ latte ecc. E quindi va assecondato ANCHE se talora è pesante, ANCHE se gli altri non fanno così, ANCHE se piovono consigli e critiche da tutte le parti. Probabilmente si tratta di un bambino ad alto bisogno di contatto (come il suo primo), probabilmente ha bisogno di sentirsi in una fascia (se a lei piace), probabilmente rallenterà i ritmi nel tempo . Probabilmente questo è un caso per cui la mamma trova grande giovamento nel farsi seguire da una Consulente Professionale IBCLC.

 B. è nato a 36+4 settimane, peso 2,900 Kg. Allattato esclusivamente al seno, oggi, a 41 giorni, pesa 4,360 Kg.Fino a circa tre giorni addietro io e lui eravamo riusciti ad ottenere una certa regolarità nelle poppate: richiedeva il seno ogni 2 ore circa. Anche la notte si svegliava con una certa regolarità, poppava e poi, una volta riaddormentasosi sul seno, lo riponevo nella culla accanto al lettone. Da tre giorni tutto sembra essere cambiato. E’ nervosissimo, vuole stare sempre attaccato al seno(e quando dico sempre significa letteralmente SEMPRE), sempre e solo in braccio alla mamma. Non riesco più a posarlo nella cesta nè di giorno nè di notte, perchè urla e strepita. Anche se lo poso addormentato nel cestone, dopo dieci minuti si sveglia e vuol essere preso in braccio ed attaccato al seno. Sembra avere una fame divorante e voler solo IL seno della mamma, per mangiare e per dormici su. E’ normale? Sarà un momento passeggero? Ritornerà ad avere un certo ritmo, o devo pensare che sarà sempre così d’ora in poi?

E’ normale :-) Il bambino ha voglia di ancora più contatto, anche se poppa già frequentemente. Dai dati di una (seria)ricerca australiana pubblicata nel 2006 il numero di poppate nei primi sei mesi oscilla normalmente da 6 a 18 (lo può leggere su Allattare.net). Un trucco efficace adottato dalle mamme che allattano con successo è di tenere il piccolo accanto a sè nel letto la notte.

 Il mio bimbo ha 2 mesi,quanto latte dovrebbe assumere durante il giorno?Il fatto che cresca 1 kg al mese nonostante alla sera io abbia i seni sgonfi e lui vuole stare sempre attaccato mi può far stare tranquilla?

La produzione di latte giusta per la crescita varia da 500 a 1000 ml al giorno, in media. Ogni bambino determina quello che è giusto per sè, facendo più o meno poppate. Quando si arriva all’equilibrio fra domanda del bambino e offerta dei seni, questi appaiono … sgonfi. Può perciò stare tranquilla (legga bene le Basi e, per approfondire, il libro).

 La mia bimba ha 2 mesi e cresce bene (120 gr in 4 giorni) però si attacca sempre molto frequentemente di notte. Noto però che i miei seni sono diminuiti molto di volume e sono molto morbidi, se li spremo esce latte senza fatica però ho paura che stia andando via il latte. E’ normale che il seno si sgonfi? Ho perso praticamente una taglia (naturalmente ho una prima, subito dopo la montata si era stabilita una quarta ora una terza o giuù di lì).

L’ammorbidimento dei seni corrisponde al raggiungimento del perfetto equilibrio fra domanda e offerta, cioè la calibrazione mammaria, che si realizza usualmente dopo la 6a settimana. La natura prevede infatti che non ci sia alcun disagio o fastidio o pesantezza da parte di un’organo così ben inserito nella nostra struttura biologica a prescindere dalle fasi in cui si trova (riposo, inizio attività, attività a regime, riposo di nuovo).

 Fino a tre mesi ho allattata esclusivamente la bimba al seno poi la produzione del latte è diminuita anche perché la bimba si è regolata da sola su 4 poppate al giorno di circa 200 gr ogni 4 ore e la notte un sonno prolungato di circa 11 ore. Da un mese sto integrando con il latte artificiale ma non sono soddisfatta dal momento che, nonostante abbia assunto per 20gg GALEGA TM (20 gtt/3 volte al dì) ed ora, da 10 gg LACTOGAL (1cucchiaino da tè diluito in 1/2 bicchiere d’acqua/5 volte al dì), il mio latte non fa che diminuire.
Vorrei sapere se faccio male a pensare di riaccorciare la distanza tra una poppata e l’altra, magari arrivando a 5 poppate ogni 3 ore e conservando il sonno notturno prolungato o se invece sia meglio riabituare la bimba alla poppata notturna.
Aggiungo che, ovviamente, sono molto felice che la bimba dorma bene la notte ma sarei ancora più felice che ricominciasse a nutrirsi esclusivamente al seno.

La fisiologia comporta suzioni frequenti (8-12) nelle 24 ore, se vogliamo garantire al lattante una produzione adeguata di latte. Queste suzioni sono solitamente indicate dal bambino che, non subendo manipolazioni relative al distanziamento delle poppate (con succhiotti, tisane, passeggiate ecc) realizza così autonomamente il suo obiettivo di crescita (in coerenza con ciò, dormire tanto la notte è un’esigenza più nostra che dei bambini ). Poichè le tisane che assume sono solo di supporto a drenaggi *completi e frequenti* del seno (e neppure ci sono prove scientifiche della loro efficacia), non ci si può aspettare che magicamente risollevino la sua produzione di latte. E’ solo lei quindi che può decidere se la rende più felice allattare *affidandosi * alla richiesta della piccola e quindi più spesso e di notte, liberandosi totalmente dell’aggiunta di latte artificiale; o allattare solo una volta in più per mantenere cmq la continuità del sonno (e forse sempre con un’aggiunta di artificiale).

 Ho una bimba di 20 gg , pesa 3315 (nascita 3060) fa 5-6 pasti al giorno, gli ultimi due pasti serali sono più scarsi, sento i seni meno pieni (verificato con doppia pesata) e di notte dorme 7 ore. Cosa mi consiglia, la devo svegliare anche la notte ? Inoltre la bimba è un po’ pigra, temo non stimoli abbastanza il seno, cosa posso fare?
Sto pure assumendo il Lactogal fra una poppata e l’altre e un litro di tisana al finocchio al dì.

Sì, la svegli la notte – tenga presente che se i bambini stessero nel lettone accanto alla mamma – che è il loro ecosistema –  si sveglierebbero da sè. I prodotti che sta assumendo non sono basati su evidenze scientifiche e beva le tisane se le piacciono: quello che fa latte in realtà è il frequente, completo drenaggio dei seni. Che,tempo due giorni, sentirà più pieni.

 Ho partorito 13 gg fa con parto naturale un bimbo di 4,030 Kg. L’ho sempre allattato al seno arrivando la settimana scorsa a 4 poppate da circa 200 g l’una. Questa settimana però il latte ha iniziato a scarseggiare ed il piccolo svuota tutti e due i seni rimanendo comunque insoddisfatto. Ci tengo molto a continuare l’allattamento al seno e da ieri ho aumentato le poppate a 7 al fine di riattivare la produzione di latte. Oggi ho continuato ad attaccarlo al seno con poppate da circa 100 g l’una ogni volta che il bimbo voleva ma neanche così sembra che possa essere soddisfatto né che la produzione si riattivi. Premetto che non è mai stato un dormiglione durante il giorno quando invece la notte dorme tranquillo anche per 7/8 ore ma ora piange anche parecchio soprattutto nelle ultime poppate. Potete darmi un consiglio per fare in modo che il latte torni.

È successo che il seno, lavorando 4 volte al giorno, si è impigrito come un muscolo che lavora poco. Quando è arrivata la richiesta di maggior cibo, non aveva l’elasticità di offrire di più. La misurazione del latte (anche se cospicua) è stata perciò falsamente rassicurante, mentre l’aver aumentato il numero delle poppate è stato un passo nella giusta direzione. Vediamo però che 7 poppate da 100 ml non hanno egualmente soddisfatto il piccolo (non a caso si suggeriscono 8-12 poppate nelle 24 ore mediamente, nelle prime settimane di vita). Il nocciolo della questione è di focalizzarsi sulle sue esigenze e attaccarlo più volte, quante ne vuole , evitando di fare le doppie pesate. Dormire 7/8 ore può sembrare positivo a una neo-mamma, ma comporta un ridotto numero di poppate e quindi di dover fare i conti col pianto (= richiesta insistente) del piccolo verso sera. Insomma o lo tiene attaccato tante volte la sera per fargli fare “il pieno” o lo porta nel lettone di notte, dandogli l’occasione di girarsi verso il seno e servirsi in automatico. In ambo i modi il numero di poppate aumenta secondo la richiesta del bambino, e col giusto tempo (circa 48 ore) le mammelle si tareranno su una disponibilità di latte pari alle sue esigenze.

 Ho una bimba di 4 mesi nata a termine di gr 2450 e con calo fisiologico 2280. Allatto esclusivamene al seno e non uso ciuccio. La crescita è un po’ scarsa.
30/08 gr 4480
24/09 gr 4860
22/10 gr 5120.
Può dipendere dal valore nutrizionale del mio latte?
La bimba non piange per fame fa circa 6-7 pasti e 1 ancora la notte. L’allattamento è a richiesta e la tengo attaccata al seno il tempo che vuole.
Esame urine consigliato dal pediatra negativo. Il pediatra mi ha suggerito di introdurre un pasto di latte artificiale o la frutta con biscotto granulare.
Come sarebbe meglio fare? La bimba inoltre non è abituata al biberon.

Il latte poco nutriente non esiste. Esiste assai più concretamente il poco latte a causa di poche poppate (mamma più indaffarata? ripresa lavorativa? viaggio o trasloco? malattia? ecc) che, in una bambina che alla nascita era al 3° pct (vv curve OMS fra i Links), la stanno riportando verso questo stesso centile, dopo essersene discostata per un paio di mesi. Confido che nel suo caso ci sarà un netto miglioramento con poppate più frequenti di notte (se la porti a letto) e di giorno. In alternativa lei si potrebbe estrarre del latte (manualmente o con tiralatte) ed evitare così di far assumere *in prima istanza* (argh) alla piccola latte artificiale o la frutta e biscotto granulare (doppio argh). Se non vede miglioramenti in una settimana mi riscriva.

 Allattare mentre si stanno facendo antidolorifici dopo un parto cesareo fa male al neonato? Un neonato di 1 giorno è normale che dorma sempre? e che allatti dopo un cesareo ?
Un neonato di 24 ore può dormire quasi sempre e poppare tre volte; è assai probabile stia smaltendo gli effetti dell’analgesia. In tutto il mondo si allatta dopo un cesareo, sia in anestesia locale che generale: nel primo caso attaccando il bambino direttamente *in sala operatoria* e portando tutti e due così in stanza. Gli antidolorifici/anestetici rendono il neonato meno “attivo” nelle ore successive  – a meno che l’anestesita non sia amico dell’allattamento e non calibri *perfettamente* il dosaggio dei farmaci – ma passate le 24 ore, e stimolandolo, il lattante può e deve essere sollecitato a raggiungere il seno sempre più spesso.

Conservazione del latte

 Il mio bimbo non vuole il latte che avevo congelato (effettivamente puzza!)cosa devo fare, posso insistere? lo posso usare per preparare la farina lattea?
Insistere no (le ragioni essendo già state spiegate in altre FAQ), ma sicuramente riutilizzarlo per miscelarlo con crema di riso ecc – NO con farina lattea perchè questa contiene latte artificiale.

 Si può riscaldare il latte materno e tenerlo (con il biberon) nel thermos? Se si per quanto tempo posso lasciarlo nel thermos?

Il latte – materno e no – non può essere trasportato nè lasciato in termos dopo riscaldamento. Pena il rischio di una crescita batterica eccessiva.

 Sono mamma di una bimba di tre mesi allattata esclusivamente al seno. In previsione del rientro al lavoro sto tirando il latte in eccesso e lo sto congelando. Desideravo sapere se il latte tirato quando la bimba aveva ad esempio due mesi posso somministrarglelo quando ne avrà sei oppure se i principi nutritivi sono troppo differenti rispetto a quelli richiesti dall’età. In questo secondo caso, qual’è il tempo massimo in cui posso usarlo? (ad es. non più vecchio di quello estratto un mese prima?).
Non esiste tempo ‘massimo’: il latte umano è sempre il miglior latte possibile che lei possa offrire alla sua bambina. In generale conviene dare per primo il latte “più vecchio”.

 Mi sono estratta il latte alle 8 del mattino e l’ho riposto in frigorifero perché mio marito potesse darlo al bambino in mia assenza durante il pomeriggio. Poi l’appuntamento che avevo dal dentista mi è stato disdetto e non ho più dovuto uscire. Posso spostare il latte nel congelatore a distanza di 10/12 ore dal momento in cui l’ho messo in frigo? Se sì, i tempi di conservazione variano rispetto a quelli del latte messo subito direttamente nel freezer?

Il latte può stare in frigo 24 ore prima di essere passato in congelatore. I tempi di conservazione sono gli stessi.

 Da un pò sto facendo scorta di latte perchè da questo mese ho iniziato a lavorare. Ho osservato , penso accuratamente, tutte le procedure: tolto il latte durante iul giorno conservato in frigorifero in appositi contenitori di marca o di vetro sterilizzati, poi spostati in freezer datati.
Ora la settimana scorsa ho provato ad utilizzarne un paio: ne ho tolto uno e scaldato a bagnomaria risultato sapore come di latte andato a male… ho provato a toglierlo la mattina dal freezer e passarlo in frigorifero per usarlo la sera ma ho ottenuto il risultato.
Ora mi domando: perchè fa così “schifo” il mio latte congelato? Eppure appena tolto con il tiralatte è buono! Non capisco dove ho sbagliato e cosa devo fare di tutti i miei vasetti nel freezer? Avranno tutti quell’orrendo sapore…?

Talora accade che il latte abbia sapore/odore di sapone. Non vuol dire che sia andato a male, ma semplicemente che è molto ricco di un enzima (lipasi) che digerisce parzialmente i grassi. Perciò non ha sbagliato niente e lo può usare. Se in futuro vuole evitare l’inconveniente deve scaldare prima il latte (non bollire, ma vedere le bollicine sul bordo di un pentolino messo al fuoco), farlo raffreddare e poi riporlo in freezer: in tal modo si inattiva la lipasi.

 Volevo sapere se posso aggiungere nello stesso poppatoio le varie q.tà di latte spremuto nell’arco di una giornata, in modo da raggiungere un quantitativo ottimale e sufficiente per la conservazione. Ad esempio se alle 8 del mattino riesco a spremere 50ml, poi verso le 11 altri 40ml, ecc. posso usare lo stesso contenitore per poi congelare tutto insieme?

Sì, è esatto: il latte della stessa giornata può essere congelato tutto insieme.

 Da 2 mesi sono mamma di un bellissimo bimbo.Viene allattato al seno e riesco a tirare del latte in piu’ che congelo.
Volevo sapere quanto tempo puo’ restare nel congelatore del frigorifero, e una volta scongelato entro quanto tempo deve essere consumato?

Il latte umano spremuto o tirato può conservarsi in freezer (- 18°C )fino a 6 mesi (per essere poi somministrato a un bambino sano). Lo scongelamento si fa lentamente tenendolo la notte in frigo o più rapidamente sotto un getto d’acqua calda ( o in un recipiente d’acqua scaldata sul gas) MAI lentamente a temperatura ambiente. Deve poi essere consumato entro le 24 ore.

 Sono una studentessa iscritta al corso di diploma di laurea in scienze infermieristiche, mi trovo a dover rientrare in ospedale, tra un mese, per la frequenza ai corsi, tenga presente che ho partorito due mesi fa e che allatto al seno la mia bimba. I corsi hanno una durata giornaliera di 7 o 8 ore, come posso organizzare l’allattamento per evitare quello artificiale?
Può:
1) farsi portare la bimba, fosse anche una volta
2) cominciare a fare una scorta di latte (vedi altre FAQ)
3) individuare – se possibile – un ambiente idoneo alla spremitura e raccolta del latte; se non fosse possibile raccoglierlo sempre, conviene cmq tirarlo(e buttarlo) per mantenere la lattazione.
Sarà poi molto utile mantenere il contatto con la bimba quando sarà a casa (tenerla in braccio) e allattarla di notte nel lettone, facendo tanto contatto pelle-a-pelle. Molte mamme riescono a tenere alta la produzione di latte allattando frequentemente nel week-end.

 Vorrei provare a tirarmi il latte e fare delle scortine da freezer per ricominciare a fare un lavoro part time che può richiedere una prolungata assenza da casa (tipo 5 ore). Il pediatra mi ha subito freddato con un “beh, prima di tutto bisogna vedere se di latte ne ha abbastanza per tirarselo” e mi ha detto di fare la doppia pesata per verificare. Visto che dal controllo settimanale del peso per ora la bambina cresce bene (ha due mesi) e che non voglio entrare nel tunnel dell’ansia da prestazione con le pesate doppie avrei pensato di provare comunque a tirare il latte ma non so come si fa. Ho capito che ci vuole lo strumento ma non so e va sterilizzato e come, dove si mette il latte raccolto, quanto si conserva in frigorifero e quanto in freezer, come si dà ai bebè una volta tolto dal frigorifero o dal freezer (tipo come si scalda e quanto). E poi si può usare anche una tazza normale o ci vuole quella apposta? Un cucchiaino va bene?
Il latte si forma in misura di quanto se ne tira. Tre o quattro settimane prima di rientrare al lavoro cominci a tirare il latte fra le poppate, meglio se fra le 7:00 e le 14:00. Dopo essersi lavata le mani e aver scelto un luogo comodo , si preparerà il seno ( impacco caldo-umido o doccia mattutina o carezze circolari). Si siederà col busto reclinato in avanti e si focalizzerà sulla bambina . Potrà scegliere fra la spremitura manuale : porre simmetricamente pollice sopra e indice sotto il capezzolo in corrispondenza del confine areolare; sollevare il seno contro il torace e contemporaneamente e rapidamente pressare le dita imprimendo una rotazione tipo “impronte digitali” (vedi Dinamica della spremitura). Si effettua la stessa manovra tutt’intorno all’areola per svuotare tutti i segmenti ghiandolari. Il latte va raccolto in una tazza ampia. Se le prime volte non succede niente riprovi spostando le dita fino a indovinare il punto sensibile.
Oppure la spremitura con tiralatte: o manuale o vari tipi a motore elettrico. La scelta dipende dal periodo di spremitura previsto ( il motore dei modelli base dura 3-6 mesi, quello dei modelli più avanzati molto più a lungo). La manutenzione e sterilizzazione sono spiegate nelle istruzioni. Il latte destinato al freezer può essere raccolto in appositi sacchetti. Uno schema di conservazione ragionevole è: 6-8 ore a temp. ambiente; fino a 5 gg in frigo (parte bassa, protetto da una barriera o dentro un’apposita scatola); in freezer (a 3 o 4 stelle) fino a 6 mesi. Il latte da congelare può essere aggiunto a quello già congelato solo dopo refrigerazione di 1 ora e se il volume è minore di quello già congelato . Va scongelato passandolo nel frigo la notte prima o sotto acqua corrente via via più calda, o in una pentola di acqua calda (non sulla fiamma!). Va scaldato a bagnomaria (non nel microonde) e, se avanza, non può essere rimesso in frigo per un successivo utilizzo. Con l’aiuto di una Consulente IBCLC deciderà se darlo con i Metodi alternativi (vedi altra rubrica qui) o col Biberon.. Il cucchiaino è adatto solo nei primi giorni di vita. Le porzioni più pratiche sono da 60 e 120 ml (anche se conviene averne da 30 ml per gli imprevisti). Una volta che sarà rientrata al lavoro, le riuscirà facile tirare il latte in corrispondenza della poppata ‘mancante’.

Prolungato

 Le riscrivo dopo cinque mesi, ora la mia bambina ha venti mesi ed è ancora allattata alla sera (prima della nanna) ed al mattino (fa colazione solo con il mio latte).
Durante la notte, in questo ultimo periodo, i risvegli si sono notevolmente ridotti e se capita è sufficiente avvicinarla o darle da bere un po’ di acqua, se la richiede, per continuare il suo sonno. A questo punto la mia domanda è: è sufficiente che al mattino faccia colazione sono con il mio latte? Anche perché non riesco proprio a capire quanto latte possa succhiare, in quanto il seno non è gonfio, ma se provo a spremerlo effettivamente esce ancora latte! Comunque la piccola quando si stacca è tutta soddisfatta!
Ho anche provato a proporle il latte con i biscotti, ma non ne vuole sapere, e poi comunque vuole succhiare.
A pranzo, merenda e cena mangia tutto quello che le proponiamo . La bimba non ha mai avuto problemi di salute, ai controlli il pediatra non ha mai riscontrato problemi di crescita. Cosa ne pensa e cosa mi consiglia?

Lei le sta dando ancora qualitativamente e quantitativamente il miglior latte possibile immaginabile, non solo, ma pensi poi a una cosa: se la bambina è stata così brava a succhiarne le quantità necessarie per crescere adeguatamente solo con esso nei primi sei mesi di vita, perchè dovrebbe essere diventata meno competente nella gestione dei suoi bisogni adesso che è cresciuta?? non le sembrerebbe un pò strano se da un lato fosse progredita nel crescere, parlare, camminare, socializzare e dall’altro fosse regredita a fare qualcosa di controproducente per la sua salute fisica e sviluppo psico-motorio?? è mai possibile che l’allattamento sia *funzionale* solo fino a tot (mi dica lei quanti) mesi e dopo no? :-)

 Ho un bambino di 19 mesi che ancora allatta e non so come fare per poterlo staccare dal seno. Il bambino si attacca parecchie volte al giorno e non so se è un bene o un male, tenga presente che il bambino è in ottima salute e mangia tutto,l’unica cosa è che non beve volentieri il latte artificiale. cosa mi consiglia di fare?
Può leggere come fare uno svezzamento dal seno leggendo le FAQ, ma prima di decidere se è bene o male esamini i seguenti punti di vista.
Dal punto di vista antropologico è un bene: il bambino sta bevendo un latte di specie.
Dal punto di vista della salute fisica infantile è un bene: il bambino sta bevendo il latte che più gli dà vantaggi di salute.
Dal punto di vista della salute materna è un bene: meno rischio di cancro all’ovaio e al seno e di diabete di tipo adulto.
Dal punto di vista psicologico è un bene: il bambino riceve nutrimento e attaccamento in un colpo solo.
Dal punto di vista sociale è un bene: il bambino riceve educazione oltre che nutrimento (sa quando si può fare e quando no).
Dal punto di vista ecologico è un bene: lei consuma meno latte artificiale e animale e perciò produce meno CO2.
Dal punto di vista dei consumi è un male: lei spende poco, porta poco il bambino dal dottore e meno ancora lo ricovera in ospedale.
Dal punto di vista dell’approvazione sociale è un male: la gente critica tutti coloro che si discostano dalla ‘norma’ generale.

 Sona la mamma di una bimba di 15 mesi che ancora oggi è allattata al seno (colazione, al rientro dal lavoro ca. alle 18,30, ma non sempre, prima di addormentarsi e durante i risvegli notturni che fortunatamente si stanno diradando).
Gradirei sapere se è il caso di inserire anche il latte vaccino, che non ho ancora proposta alla bimba se non sotto forma di formaggio (ricotta, certosa, robiola, formaggino, parmigiano) e yogurt.
Premetto che la bimba, pur non essendo grossissima, pesa solo Kg. 9,500, non ha mai avuto nessun problema di salute e ha sempre accettato tutte le pappe proposte (mangia tutto, anche se è un po’ distratta, ossia deve essere sempre indaffarata a fare qualcosa sul tavolinetto del suo seggiolone per aprire la bocca, ad esempio spargere pizzichi di formaggio grana nella sua pappa!), inoltre è di una vivacità incredibile senza per altro essere capricciosa (almeno per adesso!).
Le pongo questa domanda, in quanto sento che le altre mamme danno interi biberon di latte vaccino con biscotti tipo plasmon, io personalmente non ho ancora utilizzato questo tipo di beverone né al mattino né alla sera prima di andare a dormire, ma mi chiedo se il latte che ancora succhia da me sarà sufficiente alla sue esigenze e soprattutto se posso ancora andare avanti così come sto facendo e per quanto tempo (allattarla non mi è mai pesato né prima né adesso).

E’ stata chiarissima, e altrettanto sarò io: lei sta fornendo alla sua bimba il ‘latte di specie’ non il latte di un’altra specie con un eccesso di grassi, proteine e sali, per non parlare delle inutili calorie fornite da biscotti conditi con grassi vegetali di scarso valore (olio di cocco o olio di palma:  quello che costa di meno sulla piazza). Continui ad allattarla finchè se la sente e le fornisca latte vaccino in piccole quantità, tal quale e come qualsiasi altro cibo.

 Il mio terzogenito (20 mesi) ha una grande passione per il “lattuccio” di mamma. Mi fa piacere, ed anche comodo, allattarlo ancora, ma ultimamente durante il giorno la sua è una richiesta continua. Sto provando quindi ad usare i suoi consigli per lo svezzamento programmato, in modo da ridurre le poppate almeno durante il giorno. Vorrei però sapere se la poppata mattutina è, per un bimbo della sua età (>97 perc. in altezza, 50-75 perc. in peso), nutriente quanto una colazione a base di latte vaccino. E poi, perchè i pediatri insistono tanto sulla necessità di togliere il latte materno ai bambini dopo una certa età?
A 20 mesi l’aspetto nutrizionale dell’allattamento è irrilevante rispetto a quello relazionale – nondimeno c’è del nutrimento, in quanto il latte che lei fornisce è latte ‘specie-specifico’ ed è stato provato che nel secondo anno di vita esso è percentualmente più grasso. Nei miei studi pediatrici non mi è stato insegnato nulla di fisiologia dell’allattamento e ancora meno di come sostenere le mamme: non mi meraviglia quindi che i miei colleghi proibiscano quello che non conoscono e, se sono donne, quello che non hanno sperimentato.

 Mio figlio ha quasi 20 mesi ed è stato allattato al seno da subito con mia grande gioia; ora continua a richiedere il seno nonostante abbia un’ alimentazione regolare e mangi di tutto. Il seno è diventato un ciuccio ..una coccola….. il problema è che la notte si sveglia una/due volte e si riaddormenta solo con il seno !!!!! Vorrei smettere di allattarlo ma ho paura di togliere qualcosa di prezioso per il suo equilibrio !!!!!!! cosa dovrei fare ?????
Per la verità il seno è da sempre anche ciuccio, solo che all’inizio la funzione nutrizionale prevale. Non c’è niente di male che il bambino si addormenti col seno, è stato ‘progettato’ così . E’ solo che la cosa viene criticata da tutti in una cultura che dà biberon e proclama l’indipendenza precoce dei piccoli. A questo punto lei ha le informazioni da ambo i fronti e può decidere cosa fare – purtroppo nessuno glielo può dire…

Ho due bimbe una di cinque e l’altra di due anni, la piccola di due anni l’allatto ancora, con piacere, anche perchè lavorando e non potendomela godere almeno la sera e la notte mi fa piacere allattarla, anche se non so se esista un limite temporale a questo, ossia fino a che età è utile ed opportuno allatare al seno. Ciò che mi preme inoltre sapere è cosa fare perchè la piccola beve volentieri il mio latte, mentre, ha spesso, per non dire sempre, inappetenza, infatti, pesa 11 kg scarsi, si ammala spesso (raffreddore, febbre, tosse, cattiva respirazione e sono costretta a somministrarle tachipirina, ventolin, bentelan o l’antibiotico del caso) probabilmente perchè la sorellina porta a casa i virus dall’asilo, e non so se esista qualcosa che possa darle per stimolarle l’appetito e renderla piu’ forte, le do la pappa reale ma non sortisce grandi risultati!!
Lei sta già facendo il massimo per la piccola, mentre 11 kg sono appena sotto il 50° pct secondo le curve OMS (vv Link). Non esistono termini oltre cui allattare non è accettabile (nè su quali termini: nutrizionali? morali? economici?) : antropologicamente parlando i nostri antenati allattavano per 4-7 anni. Se ne preoccupi quando comincerà a stufarsene!

 Il mio bimbo ha 15 mesi e viene allattato al seno la mattina e la sera, ma io credo che la quantità di latte che mangia sia minima, circa 70 ml. e credo sia poco per un bimbo della sua età anche se devo dire che non è un mangione nemmeno di pappa, lui mangierebbe in grandi quantità la frutta, il fruttolo e lo yogurt, ma pasta, carne ect. non ne mangia molto.
Comunque ritornando al latte, è lui che si stacca dal seno e non sembra abbia ancora fame, ma io temo che il mio latte sia proprio diventato poco. Dovrei dargli il latte nel biberon?

Se il bambino mangia latticini e yogurt e cresce e sta in salute, non c’è necessità di aggiungere latte vaccino tal quale e col biberon. Fra gli alimenti ricchi di calcio non dimentichi la ricotta e le mandorle; fra quelli ricchi di ferro i legumi e il germe di grano (che può essere spolverato sullo yogurt).

 Sono la mamma di un bimbo di 16 mesi. Ho smesso di allattarlo al seno, per scelta, ( e ne sono gà pentita) da pochi giorni, il piccolo ha accettato, suo malgrado la cosa, ma prende pochissimo latte dal biberon. Vorrei sapere c’è una dose precisa di latte che i bambini così piccoli dovrebbere assumere? In compenso mangia yogurt ogni mattina e spesso la ricotta o mozzarella può bastare?
La quantità di latte raccomandata nel secondo anno di vita va dai 200 ai 400 ml al giorno. Latticini e yogurt sono ancora più importanti se tali volumi non vengono raggiunti.

 Sono la mamma di Alessio che allatto felicemente da ben 2 anni.
Vorrei provare gradualmente ad interrompere l’allattamento perchè vedo che Alessio si sta attacando sempre di più e quando non ci sono piange perchè vuole la sisa, non vorrei combinare qualche pasticcio….purtroppo o per fortuna non ha delle abitudini, prende la sisa quando vuole ed anche la notte.
Qualche consiglio per iniziare ad allentare la presa?

In genere i bambini allattati a lungo non piangono per avere la sisa … più di quanto non piangano i bambini di questa età che vogliono … la mamma. Farei quindi molta attenzione a non scambiare il *particolare* per il *generale*, anche se forse tutti intorno a lei lo fanno. Oltre che leggere le FAQ di Svezzamento graduale perciò la inviterei a fare una Consulenza diretta, per capire bene i termini della questione e rassicurarsi così che non è per via dell’allattamento che si causano i pasticci.

 Ho letto delle esperienze delle mamme sull’allattamento prolungato e sono veramente felice di essermi sempre ascoltata nonostante ciò che gli altri mi dicevano pensando di sapere.
In pratica io allatto ininterrottamente da sette anni tra la prima e il secondo. Preferendo io il distacco naturale e senza traumi la bambina ha bevuto il mio latte anche quando è nato suo fratello. Era giudiziosa così le ho spiegato (aveva quasi quattro anni) che poteva continuare a berlo ma solo quello che avanzava dalla poppata del fratellino che ne aveva più bisogno.. lentamente poi si è staccata. Il piccolo di tre anni e un mese è un po’ meno giudizioso, e anche se nell’ultimo mese mangia un po’ di più io penso che la sua buona crescita sia stata agevolata dal mio latte.. non trovo altra spiegazione. Sono contenta perché ho imparato in questi sette anni e laddove avevo qualche dubbio il vostro sito e quello della Leche league mi sono stati utilissimi. Tutt’ora mi scontro con numerosi preconcetti, disinformazione, ignoranza.. ma non me la prendo più perché mi sento fortificata dalla mia stupenda esperienza. A volte, è vero, sono un po’ stanca perchè il piccolo è stancante in tutti i sensi e specialmente quando vuol bere la notte, però poi penso al latte come medicina e penso che passerà e anche lui si staccherà senza traumi. Entrambi sono abbastanza indipendenti e con le idee chiare contrariamente a quanti mi dicevano che con l’allattamento prolungato (tanto prolungato)sarebbero stati invece dipendenti, come se il latte e questo fatto invece così naturale fossero una “droga”. Sono trascorsi sette anni e ho aspettato questo momento per poter dire non soltanto che stavo facendo la cosa giusta ma che potevo anche provarla… Quindi auguro a tutte un buon proseguimento di allattamento e suggerisco a tutte di ascoltare il proprio istinto senza lasciarsi influenzare da chi in fondo non sa o parla per sentito dire.
Saluti Alessandra Bertoncini

Grazie per la testimonianza.

 La mia bambina ha 13 mesi e la allatto ancora.
La sua è una cosa psicologica, per lei è una coccola, una sicurezza, un modo per avere la certezza che la sua mamma è accanto a lei.
Ogni volta che mi vede tornare dal lavoro, a pranzo e nel pomeriggio, come mi vede vuole poppare e è impossibile distrarla. Una volta che ha preso il suo latte torna serena.
La bambina mangia tutto, non da nessun problema da questo punto di vista e io sinceramente non ho fretta di smettere di allattarla, non mi pesa, anzi lo faccio volentieri, ma ho paura che ci sia qualcosa di sbagliato. Ho paura che si sappia consolare solo in quel modo e non so se sto sbagliando qualcosa.
Sottolineo che io sono molto fisica con lei, la bacio e la coccolo tantissimo e anche lei lo è, o per carattere o per abitudine. Anche la notte si sveglia ancora due volte circa per il latte e molto raramente riusciamo a riaddormentarla senza seno. Non prende nè il ciuccio nè nessun altro tipo di latte o bevanda calda.
Come devo fare? E’ giusto che io l’assecondi? Sinceramente di smettere tutto un botto non me la sento proprio. Credo che rimarrebbe solo traumatizzata e ne soffrirebbe e assolutamente non lo voglio.

Sa qual’è il problema? è che una cosa fisiolgica e normale come quella che lei descrive e che funziona perchè si è evoluta insieme alla ns specie non è *più comune* e viene vista come strana. Per cui chi ne è protagonista, cioè la mamma finisce per sentirsi come una mosca bianca…

 Sto continuando ad allattare felicemente il mio secondogenito di 13 mesi(colazione, spesso il pomeriggio quando torno dal lavoro, sera prima della nanna e talvolta la notte) e mi chiedevo se è normale che dopo tutto questo tempo non mi sia ancora comparso il capoparto.Con la mia primogenita il ciclo mi era tornato intorno ai nove mesi ma il maschietto prende decisamente più latte della sorella.
A onor del vero io non mi preoccupavo minimamente di questa cosa ma oltre ai commenti allarmati di mamma/suocera/colleghe ora anche il mio medico di famiglia mi ha detto che forse sarebbe il caso di fare un controllo dal ginecologo…generalmente mi vede una volta l’anno ad agosto, devo anticipare?
Inoltre volevo sapere se è vero che con l’arrivo del ciclo il latte cambia e perde sostanza, me lo dicono in tantissime.

L’assenza di ciclo è un fenomeno biologicamente previsto che riflette l’intensità/la frequenza/l’orario delle poppate. Molte mamme perciò hanno il capoparto dopo il 2° anno di allattamento in ragione di una maggiore inibizione del meccanismo ovulatorio. Il processo è “naturale” e comporta risparmio di ferro per la mamma, la protezione dal cancro mammario e ovarico, la protezione dal rischio osteoporosi in età avanzata e altro ancora. Può riportare questi dati ai suoi familiari, mentre può – con le dovute premure – informare il medico di famiglia di informarsi, per es. scrivendomi: sarò felice di rispondere.
Alle mamme che, avendo smesso di allattare prima non hanno perciò idea di cosa stanno parlando, dirà semplicemente che il latte umano si adatta all’età del bambino allattato, per rispondere alle esigenze nutrizionali diverse di un bambino grandicello rispetto a un neonato. E’ perciò *vero* che cambia, e qui sta il bello, ma *falso* che sia privo di sostanza. Tanto è vero che chi vende ha tentato di copiare il modello, inventandosi latti “di partenza”, latti “di proseguimento” e latti “di crescita”.

 Quando si parla di allattamento prolungato fino a quando si intende? La mia bambina ha 27 mesi ed ancora mi chiede di attaccarsi (diverse volte al giorno, oppure solo un paio a seconda delle giornate), la cosa non mi pesa, anzi mi fa piacere, ma mi domando, succhierà qualcosa, visto che non mi sembra di avere più niente e lei si attacca per pochi minuti?
La definizione di allattamento prolungato è puramente “accademica” e niente affatto condivisa: poichè da noi solo il 10% delle donne allatta fino all’anno, allora si definisce prolungato l’ allattamento oltre tale termine. Allattare a 27 mesi e con piacere è (o dovrebbe essere) normale, in quanto i nostri corpi vi sono biologicamente predisposti. Se succhia senza arrecare fastidio, allora passa del latte. Questo è biochimicamente differente dal latte dei primi mesi ma perfettamente e unicamente adattato alle esigenze di un organismo di 27 mesi.E scusate se è poco.

 Ho un bimbo di due anni e sette mesi che sto ancora allattando, quando me lo chiede (soprattutto la notte quando si sveglia e prima di addormentarsi, ma anche durante il giorno se ne ha voglia); io ne sono molto contenta; ultimamente però, soprattutto a sinistra, mi capita di sentire un po’ male quando succhia, è normale? E poi, prenderà del latte oppure non le viene più niente perchè il mio latte è finito (come sostengono i miei familiari)? Dovrebbere bere del latte vaccino? In realtà non lo vuole nemmeno assaggiare.

Il dolore non è mai normale: è un segnale del ns corpo per avvisarci che c’è qualcosa che non va (un microtaglietto o altro). Ai suoi familiari dica che se la bambina succhiasse ‘a secco’ il dolore sarebbe insopportabile: che provassero loro stessi! Il latte vaccino *non è* un obbligo: è un altro alimento, come la carne il pesce le verdure la frutta ecc mentre il latte umano è il latte per i cuccioli umani.

 Ho un bimbo di 27 mesi che ancora allatto quando me lo chiede di giorno e come routine la sera e la mattina..Sono separata ma in buoni rapporti con il papà.Il bimbo dorme anche da lui. Mi chiedo se averlo nel lettone e allattarlo possa creare qualche problema vedendo che la mamma è tutta per lui..E poi mi chiedo…smettono da soli di chiedere la tetta???
Per l’argomento in generale le consiglio di leggere le altre FAQ di Allattamento prolungato e il libro Allattare.net :-)
Nello specifico, la continuazione della relazione d’allattamento anche durante la notte con la condivisione del letto non è di per sè *causa* di problemi nello sviluppo infantile – è la relazione di attaccamento con la madre nel suo insieme che lo può essere. La relazione d’allattamento è semplicemente usata dagli psicologi come un ‘indicatore’ di potenziali disturbi , con l’aggravante che essendo pocco praticata hanno perso il senso della normalità di tale relazione.

 Sono la mamma di una bimba di quasi un anno, allattata al seno e a richiesta da sempre. Ho introdotto i pasti complementari senza mai smettere di darle il seno quando lei lo chiede.
Ora la notte si sveglia un paio di volte cosi’ io posso prendermi il mio riposo.
La mia intenzione e’ di continuare, ma mi sento un po’ debilitate, c’e’ qualcosa che posso fare per riprendermi le mie energie?

Nell’ordine: una visita medica per escludere eventuali patologie da *post partum* che NON vuol dire da allattamento, quali anemia e tiroiditi. Poi una consulenza con una Consulente IBCLC per esplorare l’ipotesi di una eventuale lieve depressione post-partum – che viene comunemente scambiata a livello sociale come ‘esaurimento fisico’ da super lavoro (allattamento).

 Sono la mamma di un bambino di nove mesi allattato esclusivamente al seno fino ai sei mesi; in seguito ho introdotto lo spuntino di metà mattina poi il pranzo , e poi la cena a partire dal mese scorso. Continuo a dargli il mio latte a colazione, a merenda , e la notte quando si sveglia, anche se non so se abbia effettivamente ancora fame o magari vuole solo un po’ di coccole.
Mentre il bambino all’inizio è cresciuto molto rapidamente, negli ultimi mesi non sta aumentando molto di peso: a 6 mesi e 13 giorni pesava 8,210 kg, a 7 mesi e 19 giorni pesava 8,570 kg e a 9 mesi 8,690 kg. La pediatra ha detto che comunque rimane nella norma del peso per la sua età, ma in ogni caso mi ha consigliato di sostituire sia la poppata a merenda con yogurt, frutta e biscotto oppure farina lattea, sia l’ultima poppata serale con il latte di proseguimento; mi ha detto, infatti, che il mio latte dopo nove mesi non è più così nutriente (anche se a me sembra di aver letto diversamente). In questo modo continuerei a dargli il mio latte solo la mattina a colazione e, se lo richiede, la notte. Volevo quindi chiedere:
1.è vero che il latte perde le sostanze nutritive andando avanti con il tempo?
2.mi consiglia di seguire le indicazioni della mia pediatra? 3.Quando si parla di proseguire l’allattamento fino all’anno di età e oltre, a quanti pasti si fa riferimento?

Mi sembra contraddittorio affermare che il peso ” rimane nella norma” e allo stesso tempo che questo stesso latte così buono fino adesso non lo sia più ” dopo nove mesi ” Saremmo l’unica specie di mammiferi il cui latte dopo un certo periodo (quale??) perde valore. Quello che invece è vero è che i bambini alla cui dieta a base di cibi solidi si aggiunge latte artificiale tendono a smettere di allattare al seno, sostituendo il meglio col mediocre. In realtà lei potrà continuare ad allattare al seno e aggiungere altro cibo nel piatto del bambino *se e quando* lo richiederà. Allattare al seno non comporta osservare un ‘numero’ definito di poppate ma di praticarle sempre su richiesta, sia per soddisfare la sete che il fabbisogno di nutrienti – che solo il bambino sa percepire attraverso il cambiamento di gusto – sia per soddisfare il bisogno di contatto/conforto.

In ospedale

 Sono una neomamma, un pò disperata, sono uscita ieri dal ospedale con mia piccola, 4 giorni in ospedale di cui 3 senza molta difficultà in attaccare la bimba, l’ultima notte invece mi è arrivata la montata di latte e la bimba non ha voluto piu prendere la tetta, piangeva molto e le infermiere mi hanno spiegato che per conta del arrivo del latte i miei capezzoli erano diventati duri e la bimba faceva piu fatica a tirare, quindi mi hanno dato in prestito un paracapezzoli e lì dopo molta fatica si è attacata.
Tornata a casa ho preso uno anche a me, ma non mi è servito a niente, non ho dormito tutta la notte con la bimba che piangeva, questa mattina mio marito è andato a prendere il latte in farmacia, e quando lei ha preso il biberon ho visto o quanto aveva fame, non so cosa fare voglio tanto allattare al seno, ma non sopporto vederla piangere, ho provato a fare le comprese di acqua calda e massaggi, il latte c’è ma lei non prende il petto, aiuto cosa posso fare???

Contatti immediatamente una Consulente (vv Consulenti o va sulla pagina Consulenti del sito AICPAM): poichè in ospedale la bambina probabilmente non è sempre stata vicino a lei a succhiare, il seno s’è ingorgato. Non l’hanno neanche aiutata a drenarlo e di conseguenza la piccola non ha saputo attaccarsi … Per ridurre l’ingorgo intanto alterni impacchi caldo umidi a quelli freddi, poi si tiri il latte manualmente o con tiralatte (vv FAQ Tiralatte e Link Spremitura manuale).

 Scrivo per mia sorella che ha 26 anni, appena partorito con taglio cesareo una bimba, al momento dell’allattamento dai due seni fuoriusciva liquido di colore scuro, premetto che in gravidanza ha sofferto di ragadi e non è stata molto attenta nella cura del seno, a mio avviso, comunque ora alla bimba le danno del latte artificiale perchè lei non lo può tirare. Ci sono delle cure? è normale la fuoriuscita di questo liquido? ho paura che la bimba che ora ha solo 4 gg si abitui con la bottiglietta e non preferisca più il seno.

Il colostro può assumere diversi colori – fino al nero, che indica la presenza di prodotti di degradazione dell’emoglobina (cioè sangue). Questo aspetto “brutto” si contrappone alla qualità “sempre buona” del colostro, che quindi non dovrebbe essere negato al neonato. Sua sorella perciò dovrebbe immediatamente cominciare a tirare il lette e contemporaneamente portare la bambina in posizione petto contro petto perchè non perda la familiarità col seno materno e l’istinto ad allattare, con più probabilità di successo se accompagnata da una Consulente IBCLC.

 Sono appena stata dimessa dall’ospedale dove, a seguito di un aborto interno, mi è stato praticato il raschiamento in day hospital.
Ho chiesto al ginecologo che mi ha dimessa come dovevo comportarmi per l’allattamento e mi ha risposto di aspettare 24-48 perchè passi l’anestesia (generale).

E perchè mai? le donne che partoriscono con cesareo e anestesia generale allattano subito…

 Quando aspettavo il mio primo bambino, nato nel febbraio del 2008,scelsi di donare il sangue cordonale.
Ora (2011) sono in attesa di una bimba, che nascerà il prossimo luglio e, avendo letto di recente che il taglio precoce del cordone ombelicale è, nel parto fisiologico, procedura invasiva e non giustificata, mi chiedevo se fosse fondata questa informazione e se, in caso positivo, possa pretendere dal personale che mi assisterà al parto che il clampaggio venga ritardato fino alla cessazione delle pulsazioni o all’espulsione della placenta.

Mi sembra una domanda più che sensata: questo approccio fa parte del “piano del parto” che è l’insieme di richieste che la mamma dovrebbe poter presentare all’ostetrica/punto nascita in cui intende partorire. Fra le altre cose la futura mamma specifica se intende o meno fare l’epidurale, l’episiotomia, la manovra di Cristeller, se avere il bambino subito appoggiato al seno prima ancora che riceva le gocce oculari e il bagnetto – come previsto dalle linee guida della Società Italiana di Neonatologia. Naturalmente deve trovare un punto nascita in cui questo tipo di dialogo, comune in molti paesi d’Europa e d’America, è previsto e condiviso. Che ci abbiano già lavorato su. Purtroppo non sono molti, ma cominciano anche da noi a essere sviluppati dei percorsi di rispettosa e dignitosa  accoglienza della donna che partorisce , come persona e non più come ‘paziente che deve subire’ le routine di un reparto senza avere voce in capitolo.

 Sono mamma di una bambina di sette settimane che alla nascita,dopo il calo fisiologico,pesava 2.750;ora ne pesa 4,con una media di crescita settimanale di 180g.Purtroppo la mia piccola ha avuto una sofferenza perinatale che ha comportato il ricovero in neonatologia nei primi quattro giorni di vita. Andavo regolarmente a provare ad attaccarla al seno ogni tre ore(orari del reparto),ma ovviamente la situazione non era ottimale, soprattutto psicologicamente.Poichè ho avuto la montata lattea in terza giornata le hanno dato latte materno preso dalla banca del latte ospedaliero tramite biberon.Così si è abituata a succhiare dal biberon. A casa,la situazione non è molto cambiata,sebbene io abbia provato in ogni modo a farla attaccare di più, sempre pronta alle sue richieste;succhia dal seno circa 30-40 grammi di latte,poi smette e vuole il biberon,che riempio sempre con il mio latte,precedentemente tirato col tiralatte.Ho provato a darle solo il seno per alcuni giorni,ma erano pianti continui per tirare solo pochi grammi ogni volta(quella settimana non è cresciuta quasi niente).
Crede che questo comportamento derivi dall’imprinting dei primi giorni,oppure da una sua difficoltà di suzione?

Sì, la bambina ha molto probabilmente avuto un imprinting negativo, di cui la difficoltà di suzione in realtà *fa parte*. Il suo modo di succhiare non può variare se non si mette in atto una strategia di riallattamento (vv FAQ di Riallattamento)con pari energie e competenza di quelle erogate per curare la sofferenza perinatale alla nascita. Nessuno è più preparato in questo compito di una Consulente IBCLC (clicchi Consulenti e vada anche sulla pagina Consulenti del sito AICPAM).

 Scrivo dalla provincia di Udine. Ho già una figlia di un anno e mezzo, allattata con successo fino a 12 mesi, però ho avuto dei problemi di ingorgo mammario e ragadi (con sanguinamento) i primi 10 giorni dalla sua nascita, risolti con continuo uso del mastosuttore e dei paracapezzoli. Ora attendo il secondo bambino e vorrei sapere se sia possibile prevenire, con qualche gesto o uso di creme, quei problemi.
La prevenzione delle ragadi risiede nella prevenzione dell’ingorgo. La prevenzione dell’ingorgo si realizza con la *non separazione* al parto del neonato dalla mamma – neanche per poche ore. Attaccandosi subito al seno infatti il bambino succhierà il latte che si produrrà man mano e non ristagnerà nel seno, facendolo oscillare fra ingorgo (eccesso di latte) e svuotamento (poco latte). Il gesto da fare quindi è quello della sua mano che tenga il bambino accanto a sè per le prime 24 ore. Le gocce oculari e la profilassi com vit K possono essere effettuate senza prelevare il bambino, e il bagnetto e il resto possono aspettare 24 ore. Sulle creme non ci sono dati di efficacia: si usano perchè fa piacere mettere qualcosa ‘su’ (in tal caso usare solo quelle a base di lanolina purificata). Presenti un ‘piano d’allattamento’al punto nascita e sia determinata – eviterà: ingorghi, ragadi, mastosuttore, sofferenza e tempo sprecato.

 Sono all’ottavo mese di gravidanza io mi chiedevo con un parto normale dopo quanto tempo posso allattare il mio bambino cioe il latte mi scende subito ? grazie
Il colostro c’è già prima del parto (fuoriesce solitamente ma non necessariamente dopo stimolazione del seno) e il bambino appena nato e messo sul seno della mamma è perfettamente in grado di succhiarlo (cerchi un punto nascita che garantisca questa fase importantissima); la montata lattea vera propria compare a 48 ore circa.

 Sono alla seconda gravidanza, durante la prima gravidanza ho cominciato qualche mese prima del parto a macchiare il reggiseno ora invece, sono alla 34-esima settimana e ancora nulla, la mia paura più grande è non riuscire ad allattare neanche il secondo, può essere indicativa questa mancanza di fuoriuscita di colostro prima del parto?
Non è ‘obbligatorio’ macchiare il reggiseno. Se non è riuscita ad allattare il primo, adesso deve cercare un luogo del parto dove non si separano i bambini alla nascita per essere messi al nido – la causa principale del poco latte; meglio ancora un BFH (Baby Friendly Hospital ).

  Ho scoperto qualche giorno dopo la nascita di mio figlio, ed in maniera molto dolorosa, di avere entrambi i capezzoli ciechi. Mi hanno detto, cioè, che i dotti mammari non arrivano fino al capezzolo, ma si fermano prima, quindi è come se i canali di fuoriuscita del latte si fermassero a metà strada. Mi può dare qualche indicazione maggiore, se e come è possibile risolvere il problema e come mi dovrei comportare in previsione di una futura gravidanza.
I capezzoli ciechi *non* esistono. Non ho mai visto una donna dal cui seno non uscisse almeno qualche goccia di colostro. Molto probabilmente lei non è stata aiutata ad attaccare precocemente il bambino al seno, che è la modalità prevista in natura per un attacco efficace e piacevole.

 Posso donare il mio latte (il mio bimbo ha 22 mesi) per un bimbo di una mia amica nato prematuro di 3-4 settimane, 2,700 kg, e separato dalla madre?

Tale pratica non è ufficialmente raccomandata: lei dovrebbe avere una cartella clinica impeccabile e la sua amica dovrebbe poterle dare un consenso scritto. Cosa succederebbe infatti in futuro se il bimbo ammalasse di una malattia virale attribuibile al latte materno?

 Sono in attesa del mio secondo figlio e dovendo subire nuovamente un cesareo vorrei sapere come comportarmi subito dopo l’intervento visto che del primo figlio mi hanno permesso di allattarlo solo l’indomani,dopo che ho sospeso gli antidolorifici(tramadolo).Questo mi ha dato un pò di problemi ad attaccarlo.Ci sono riuscita comunque,contro la volontà di tutti perchè lo desideravo sopra ogni cosa tanto da arrivare ad allattarlo fino a poco tempo fa(mio figlio ora ha 2 anni). Io vorrei allattarlo subito,sapendo però di non arrecargli danno.Cosa mi consiglia di fare?
Ma infatti non gli arrecherà alcun danno: gli antidolorifici che lei assumerà non sono controindicati in allattamento (neanche il tramadolo). Si assicuri che il punto nascita le garantisca l’attacco precoce del neonato – altrimenti cambi punto nascita. Visto che è un cesareo programmato scelga il luogo meno avverso all’avvio dell’allattamento.

Rifiuto del seno

 Sono due mesi che allatto, e volevo iniziare a fare degli esercizi pettorali.Si possono fare allattando, e secondo lei ha senso farli ora che il seno si riempie e svuota di latte, o e’ meglio farli a fine allattamento?
In allattamento si possono fare tutti gli allenamenti che comportino uno sforzo max. di intensità ‘moderata’.

 Allatto al seno una bimba di 11 mesi con 8 denti che da qualche settimana, a fine poppata(3/4 al gg)mi morde.Non tutte le volte, ma almeno 1 v al gg mia figlia mi morde con forza la parte finale del capezzolo e non lo lascia nemmeno a sentire il mio grido di dolore.L’ho sgridata, negato il seno in quel momento ma niente, continua a farlo. Io NON VOGLIO INTERROMPERE L’ALLATTAMENTO,come posso fare?
Prima di tutto dovrà essere brava a cogliere i segnali di ridotta intensità di suzione (= non vuole più succhiare) per staccarla rapidamente. In seconda battuta le dia una schicchera non dolorosa alla base del naso e la guardi *seriamente* negli occhi dicendole ‘NO’e staccandola. Funziona.

 Mio figlio è allattato esclusivamente al seno alla nascita il peso ero di kg 3770 e ora che ha 4 mesi pesa 8450 nell’ultimo mese è cresciuto g 600 eppure la pediatra mi ha consigliato di iniziare lo svezzamento sostituendo la poppata di mezzogiorno con brodo vegetale con crema di riso a me sembra inopportuno iniziare ora lo svezzamento notando che il bimbo ha un’ottima crescita lei cosa mi consiglia?

Il peso di questo bambino si colloca all’ultima curva (vv percentiles OMS ) di peso per l’età: è talora preoccupazione dei pediatri che questi bambini grossi non ce la facciano ad andare avanti con le riserve di ferro accumulato in utero, anche se mancano evidenze scientifiche in tal senso (se ci fossero dei dubbi basterebbe fare un esame del sangue). Il mio suggerimento è di continuare ad allattare esclusivamente al seno fino a sei mesi e partire poi con cibi ricchi di ferro.

 Ho un bimbo di 4 mesi e 1/2. Alla nascita pesava 3150 ora 6190 per 65 cm. E’ sempre cresciuto bene ma ultimamente poco. L’ultima settimana ha preso 90 g, fa 4 pasti da 2 mesi e dorme tranquillo tutta la notte. La pediatra mi ha consigliato la doppia pesata e poi l’aggiunta di artificiale, dovrebbe mangiare 250 a pasto. Se poi non volesse l’aggiunta bisognerebbe sostituire il pasto serale interamente con l’artificiale. Io vorrei evitare per iniziare le pappe al 5 mese compiuto. E’ possibile che mi sia diminuito il latte? Cosa posso fare per evitare l’aggiunta? deve mangiare sempre 250 g a pasto?
4 poppate sono andate bene finora ma se volete vedere una crescita più sostenuta devono aumentare di numero, non la quantità di latte a poppata – dati i limiti di capacità dello stomaco dei lattanti. Il “dorme tranquillo” tutta la notte è probabilmente il risultato di un bambino che dorme da solo nella sua culletta, che quindi non riceve le sollecitazioni a svegliarsi e poppare di un bambino che dorme vicino alla mamma (vedi Allattamento notturno). L’aggiunta di un latte qualitativamente inferiore al latte umano , il latte artificiale, dilazionerebbe ancora di più le poppate al seno e limiterebbe la quantità di latte umano prodotto.

 Sono purtroppo una madre fumatrice (8-10 sigarette al giorno) che allatta un bambino di due mesi: vorrei sapere cosa veramente fa la nicotina e che conseguenze ha sul bambino adesso e in futuro. C’è chi mi dice che è meglio smettere di allattare …
Il fumo non è più considerato una controindicazione ad allattare, a prescindere dal numero di sigarette fumate, perché i vantaggi del latte umano e dell’allattamento sono netti anche a fronte della presenza di sostanze estranee derivate dal fumo di tabacco. Però è come se fumare rendesse in qualche modo il bambino allattato al seno più simile al bambino alimentato artificialmente, cioè più esposto a patologie respiratorie acute e croniche, deficit cognitivi e altro. Forse perché il latte viene impoverito di iodio (le fumatrici devono fare più attenzione ad assumerne a sufficienza) o perché si altera il profilo dei grassi. Si può evitare di caricare il latte di nicotina e altre sostanze estranee in eccesso fumando in un’altra stanza e fumando dopo la poppata e – ovviamente – fumando di meno. Ma anche evitando di tenere il bambino a letto la notte se non per lo stretto necessario ad allattare ed evitando di ingerire alimenti ricchi di nicotina naturale (pomodori , cavoli, cavolfiori e melanzane).

Esclusivo

 Sono due mesi che allatto, e volevo iniziare a fare degli esercizi pettorali.Si possono fare allattando, e secondo lei ha senso farli ora che il seno si riempie e svuota di latte, o e’ meglio farli a fine allattamento?
In allattamento si possono fare tutti gli allenamenti che comportino uno sforzo max. di intensità moderata.

 Allatto al seno una bimba di 11 mesi con 8 denti che da qualche settimana, a fine poppata(3/4 al gg)mi morde.Non tutte le volte, ma almeno 1v al gg mia figlia mi morde con forza la parte finale del capezzolo e non lo lascia nemmeno a sentire il mio grido di dolore.L’ho sgridata, negato il seno in quel momento ma niente, continua a farlo. Io NON VOGLIO INTERROMPERE L’ALLATTAMENTO,come posso fare?
Le dia una schicchera sufficientemente forte alla base del naso e la guardi *seriamente* negli occhi dicendole ‘NO’e staccandola. Funziona.

 “Mio figlio è allattato esclusivamente al seno alla nascita il peso ero di kg 3770 e ora che ha 4 mesi pesa 8450 nell’ultimo mese è cresciuto g 600 eppure la pediatra mi ha consigliato di iniziare lo svezzamento sostituendo la poppata di mezzogiorno con brodo vegetale con crema di riso a me sembra inopportuno iniziare ora lo svezzamento notando che il bimbo ha un’ottima crescita lei cosa mi consiglia?”
Il peso di questo bambino si colloca all’ultima curva (Curve Oms ) di peso per l’età: è talora preoccupazione dei pediatri che questi bambini grossi non ce la facciano ad andare avanti con le riserve di ferro accumulato in utero, anche se mancano evidenze scientifiche in tal senso (se ci fossero dei dubbi basterebbe fare un esame del sangue). Il mio suggerimento è di continuare ad allattare esclusivamente al seno fino a sei mesi e partire poi con cibi ricchi di ferro.

 “Ho un bimbo di 4 mesi e 1/2. Alla nascita pesava 3150 ora 6190 per 65 cm. E’ sempre cresciuto bene ma ultimamente poco. L’ultima settimana ha preso 90 g, fa 4 pasti da 2 mesi e dorme tranquillo tutta la notte. La pediatra mi ha consigliato la doppia pesata e poi l’aggiunta di artificiale, dovrebbe mangiare 250 a pasto. Se poi non volesse l’aggiunta bisognerebbe sostituire il pasto serale interamente con l’artificiale. Io vorrei evitare per iniziare le pappe al 5 mese compiuto. E’ possibile che mi sia diminuito il latte? Cosa posso fare per evitare l’aggiunta? deve mangiare sempre 250 g a pasto?”
4 poppate sono andate bene finora ma se volete vedere una crescita più sostenuta devono aumentare di numero, non la quantità di latte a poppata – dati i limiti di capacità dello stomaco dei lattanti. Il “dorme tranquillo” tutta la notte è probabilmente il risultato di un bambino che dorme da solo nella sua culletta, che quindi non riceve le sollecitazioni a svegliarsi e poppare di un bambino che dorme vicino alla mamma (vedi sopra). L’aggiunta di un latte qualitativamente inferiore al latte umano , il latte artificiale, dilazionerebbe ancora di più le poppate al seno e limiterebbe la quantità di latte umano prodotto.

 “Sono purtroppo una madre fumatrice (8-10 sigarette al giorno) che allatta un bambino di due mesi: vorrei sapere cosa veramente fa la nicotina e che conseguenze ha sul bambino adesso e in futuro. C’è chi mi dice che è meglio smettere di allattare …”
Il fumo non è più considerato una controindicazione ad allattare, a prescindere dal numero di sigarette fumate, perché i vantaggi del latte umano e dell’allattamento sono netti anche a fronte della presenza di sostanze estranee derivate dal fumo di tabacco. Però è come se fumare rendesse in qualche modo il bambino allattato al seno più simile al bambino alimentato artificialmente, cioè più esposto a patologie respiratorie acute e croniche, deficit cognitivi e altro. Forse perché il latte viene impoverito di iodio (le fumatrici devono fare più attenzione ad assumerne a sufficienza) o perché il profilo dei suoi grassi si altera. Si può evitare di caricare il latte di nicotina e altre sostanze estranee in eccesso fumando in un’altra stanza e fumando dopo la poppata e – ovviamente – fumando di meno. Ma anche evitando di tenere il bambino a letto la notte se non per lo stretto necessario ad allattare ed evitando di ingerire alimenti ricchi di nicotina naturale (pomodori , cavoli, cavolfiori e melanzane).

Tandem (allattamento in gravidanza)

 Allatto un bimbo di quasi 16 mesi e vorrei cominciare a cercare il secondo. Ho letto la consulenza nelle faq sull’allattamento in tandem e non ho dubbi sul fatto di continuare ad allattare durante la gravidanza e dopo il parto se il primogenito lo vorrà. Mi chiedevo soltanto se i cambiamenti del latte durante la gravidanza possono indurre il bambino ad un suo svezzamento precoce.

Sì, talora accade anche questo.

 Ho una figlia di 5 mesi che allatto al seno. Abbiamo iniziato lo svezzamento da due settimane in quanto il mese scorso ho avuto il ciclo mestruale,ma comunque il latte non scarseggia.La mia domanda è questa,io e il mio compagno stiamo cercando di avere un secondo figlio ma molti ce l’hanno sconsigliato sia perchè sostengono che la piccola potrebbe rifiutare il seno in quanto il latte diventerebbe “cattivo”, sia perchè ho avuto un taglio cesareo, perchè la bimba era podalica e mi dicono che devo aspettare almeno un anno o due…lei cosa ne pensa?

La distanza ideale fra un figlio e l’altro è quella che permette il massimo recupero delle forze e salute materne e si calcola, ci dicono gli esperti di medicina riproduttiva, sommando 24 mesi (di allattamento)+ 6 mesi (di pausa) + 9 mesi (di gravidanza) = 39 mesi. Il taglio cesareo è un’altro motivo per dilazionare la successiva gravidanza in modo da partorire almeno dopo due anni, sempre idealmente. D’altra parte, fra l’deale e il reale c’è tutta una gamma di possibilità. Fra cui quella che si può rimanere incinta mentre si allatta e continuare a farlo fino al parto e oltre (ho tante clienti che lo fanno, è una loro scelta) senza che il latte diventi ‘cattivo'(gran sciocchezza).

 Ho una bimba di 10 mesi che allatto ancora al seno. ma ora ho scoperto di essere incinta. Posso ancora allattare mia figlia? e che cosa succede con il mio latte?
C’è una più che considerevole esperienza di madri incinte che allattano: si può fare se la gravidanza è fisiologica, e la donna è ben nutrita come è norma per le donne dei paesi occidentali. Il latte semplicemente ritorna a ‘colostro’ in corrispondenza del parto , per permettere al nuovo arrivato di goderne tutti gli insostituibili vantaggi.

 Il mio bambino ha quasi 16 mesi, lo allatto molto frequentemente, sia di giorno sia di notte. Vorrei sapere se, nel caso di una nuova gravidanza, dovrei interrompere l’allattamento; me ne dispiacerebbe molto e preferirei evitarlo, ma mi chiedo se ciò creerebbe problemi al nascituro e cosa accadrebbe dopo il parto, quando sarebbero in due a ciucciare!
Allattare un bambino in gravidanza è totalmente compatibile con la fisiologia di una donna sana e ben nutrita. Non ci sono neanche rischi per il feto, legati alla sua salute o ad un eventuale parto prematuro, contrariamente a quello che si vocifera. Molte donne lo fanno e continuano a farlo dopo la nascita del neonato, se se la sentono e se il bambino più grandicello supera il cambiamento di gusto del latte (che ritorna a ‘colostro’ nell’immediato periodo perinatale).

 Sono alla 26° settimana di gravidanza e allatto ancora mia figlia di quasi 21 mesi, le chiedevo: ci possono essere complicazioni per quanto riguarda l’ allattamento del mio prossimo bimbo se non smetto di allattare mia figlia o posso continuare tranquillamente senza nessun tipo di problema per uno e per l’ altro bimbo?


L’allattamento non è rischioso per il feto. Allattare in gravidanza, detto anche allattare “in tandem” non causa neanche interruzione precoce della gestazione , né più né meno che in tutte le altre situazioni in cui si libera ossitocina (durante l’orgasmo ad esempio). L’eccezione è data da una eventuale storia di pregressa poliabortività. Allattare dopo la nascita del neonato è possibile e non pregiudica la salute né dell’uno né dell’altro: si deve privilegiare il nuovo arrivato naturalmente e ci si deve alimentare adeguatamente.

 Il mio pediatra, oltre che incredulo che essendo incinta possa allattare ancora, mi ha allarmato perchè la bambina è obesa.
Comunque continuero’ ad allattarla col mio solito entusiasmo e amore nonostante le innumerevoli pressioni affinche’ smetta.
Per quel che riguarda l’estrazione e la conservazione del latte, intendevo conservarlo per la “bambina grande” e non per il bambino che nascera’. Faro’ sicuramente un cesareo e nell’ospedale in cui partoriro’ c’e’ il rooming in, il bambino sara’ con me sempre e subito dopo il parto.
Volevo estrarmelo affinche’ la bambina “grande” non risenta troppo del mio allontanamento in ospedale e possa continuare a bere il suo/mio latte anche nei giorni del mio ricovero. Naturalmente una volta a casa e se lo gradira’ ancora, saro’ ben lieta di continuare ad allattarla al seno, “privilegiando” il nuovo nato, come lei consiglia nelle faq, ma soddisfando anche le necessita’ della “bambina grande”.
Puo’ consigliarmi quelle per poppata o quotidiane necessarie alla bambina di un anno?

In realtà la grande non ha bisogno del suo latte in quanto tale, ma della relazione d’allattamento. Quindi non penserei a estrarmi il latte per lei, la cui quantità potrebbe oscillare da 300 a 900 ml/24 ore(?) ; peraltro l’allontanamento da casa potrebbe fungere da stimolo a mangiare , mentre nelle visite che farà in ospedale potrà ‘rubare’ delle ciucciate – se lei se la sente.