Interruzione

 Da due settimane ho smesso di allattare mia figlia al seno.
Mentre il seno sinistro è morbido, quello destro risulta molto duro attorno e sotto il capezzolo. Cosa devo fare? può essere del latte rimasto? Devo preoccuparmi?

Sì, probabilmente è il latte rimasto : l’ingorgo da svezzamento è tanto più importante quanto più intensamente e quanto più a lungo ha allattato e quanto più bruscamente ha sospeso. Il segreto per evitare/attenuare il fastidio è di spremere dolcemente, magari sotto la doccia, una quantità di latte via via più ridotta.

 Fino a quando il latte materno è utile per la crescita del bambino?le pongo questa domanda perchè con la 1a figlia l’ho allattata fino all’età di 2 anni: uno stress per me ed un incubo per lei quando glielo ho tolto e quindi non vorrei ripetere lo stesso errore.
Il latte umano è il latte specifico per la razza umana, quindi è tecnicamente parlando sempre adeguato. Trattandosi anche di una relazione però, l’allattamento deve durare finchè piace a ‘tutti e due’. Nei casi in cui la mamma si stufi prima della bambina, lei deve essere aiutata a non esasperarsi ma anche la bimba a uscirne in modo dolce. Prima che ci fosse la professionalità della Consulente Professionale IBCLC, era difficile trovare il professionista a cui parlarne per fare una cosa ben fatta.

 Ho una bimba di quasi 11 mesi che ho sempre allattato al seno integrando con latte artificiale.Premetto che ad oggi lo quasi completamente svezzata su consiglio della pediatra e fortunatamente pur mantenendosi nel peso, mangia tutto volentieri!sono arrivata ad eliminare anche la poppata del mattino solo che la sera è impossibile per me distoglierla dal seno, anche se credo che di latte ce ne sia ormai veramente poco.La pediatra però mi ha consigliato di essere forte e mantenere la linea dura perchè secondo lei ormai non è + necessario allattare al seno visto che cresce e si nutre bene ma come fare a toglierle il seno completamente visto che ormai anch’io mi rendo conto che non la nutro +?
Il contatto col seno va oltre il semplice trasferimento di nutrienti ai bambini: esso è conforto, crescita psicologica e affettiva, rassicurazione , il solo mezzo che *contemporaneamente* conferisce alimento e sicurezza in un colpo. Il mio suggerimento perciò è tutto il contrario di “essere forte e mantenere la linea dura” , anzi :-) . Lei infatti ha la fortuna di essere riuscita a mantenere questo bellissimo legame con la bambina (nonostante l’aggiunta di latte artificiale, che distoglie spesso i piccoli dal loro orientamento biologico), che sicuramente estrae del latte (accaparrandosi ancora enzimi? grassi nobili? anticorpi? altro?)altrimenti rifiuterebbe o farebbe male (per la suzione ‘a vuoto’). Perchè non ne parla con una Consulente IBCLC (vv Consulenti e sito AICPAM)?

Cibo

Ho una bimba di poco più di 1 mese che allatto esclusivamente al seno e vorrei sapere se la frutta secca si può mangiare.
In allattamento la dieta è libera , purchè varia e quantitativamente moderata. La frutta secca è preziosa perchè ricca di proteine e grassi nobili.

In allattamento è meglio evitare alcuni alimenti,tipo brodo,uovo,vedure cotte ecc..,per non originare nel bambino coliche o mal di pancia??
La teoria che in allattamento ci siano cibi da evitare per evitare disturbi di tipo ‘colico’ al lattante non ha alcuna conferma ed è dura a morire. Ci possono essere cibi che di volta in volta per il singolo bambino *possono* dare una eccessiva emissione di gas intestinali (meteorismo) – ma questo sintomo banale non deve prevenire l’assunzione di tali cibi (legumi, cipolle, aglio o cavoli e similari ecc). Non si tratta infatti di ‘coliche’, le quali hanno un’origine diversa (vv anche FAQ Problemi del Lattante) non sempre chiara ,solo MOLTO raramente allergica e sono *statisticamente PIU’ FREQUENTI* nei bambini alimentati artificialmente: cosa che non stupisce affatto dato che il latte artificiale è appunto artificiale. In altre parole per la mamma che allatta è bene, giusto e piacevole mangiare di tutto e “non fasciarsi la testa prima di essersela rotta”.

Il mio bambino di 1 mese ha delle bollicine sottocutanee e dei piccoli brufoli, che dalla fronte si sono “spostati” verso le tempie. Ho notato anche delle bollicine sottocutanee dietro le orecchie, sui lobi e in prossimità delle narici. Poiché lo allatto esclusivamente al seno, è possibile che alcuni cibi siano responsabili di quanto descritto? Ammetto di essere un’inguaribile golosa, specie di cioccolata: mangio almeno 2 cioccolatini al giorno, e biscotti a colazione.
A 1 mese tipicamente i lattanti, sia allattati al seno che alimentati con latte artificiale, presentano uno sfogo più o meno marcato della cute del viso, paragonabile all’acne, che si risolve col tempo e/o, a seconda dell’entità, con creme idratanti. Esso è dovuto a un’iperattività delle ghiandole sebacee su base ormonale (vengono a mancare gli effetti protettivi sulla cute da parte degli ormoni femminili placentari). Non ha niente a che fare con l’alimentazione, né con la dieta materna più o meno ricca di cioccolato.

Vorrei sapere se è sconsigliato l’uso di spezie tipo il peperoncino nella dieta della mamma in allattamento.
E’ difficile pensare che in paesi dove l’uso di spezie è abituale, le donne ne facciano a meno totalmente e per tutto il tempo che dura l’allattamento (più di 1 anno in certi paesi). Ne consumi normalmente: se e quando dovessero verificarsi reazioni, ne limiterà l’utilizzo.

Vorrei avere, qualora fosse possibile, una dieta per la mamma che allatta visto che ci sono opinioni molto contrastanti sull’argomento.
In realtà, si può veramente mangiare veramente tutto. La confusione esistente in campo è dovuta alla contaminazione difficile a morire di studi di veterinaria sulla lattazione delle mucche, la cui produzione di latte varia in qualità e quantità rispetto al mangime usato. Ciò che è vero nella fisiologia delle mucche non lo è però in quella delle donne. Ogni paese ha poi il suo alimento di base. Da noi è la pasta, cui aggiungiamo i prodotti della regione: in Veneto gli asparagi bianchi, nel Lazio i carciofi, in Sicilia le melanzane ecc. I sapori si trasferiscono al latte e vengono apprezzati dal bambino, che durante lo svezzamento li riconoscerà .

Dieta

Sono in attesa della nostra seconda bambina e tra pochi giorni scadrà il termine della gravidanza. Per la prima gravidanza, il neonatologo dell’ospedale, mi aveva consigliato di eliminare completamente il latte di mucca dalla mia dieta durante l’allattamento per non trasmettere eventuali allergie alla bambina, ma sinceramente nel tempo non mai più sentito questa teoria e anche nel caso della mia prima figlia non so a quanto questo sacrificio (per me abbastanza faticoso) sia servito. Ora che mi troverò ad allattare di nuovo vorrei sapere se anche lei pensa che effettivamente debba eliminare il latte di mucca dalla dieta e se in modo assoluto (ad esempio anche alimenti che contengono latte come i biscotti) oppure posso continuare a seguire la mia dieta abituale.
Le linee guida dell’American Academy of Pediatrics del 2008 indicano come superata la necessità di porre dei limiti dietetici alle madri in attesa al fine di un’eventuale riduzione del rischio allergico nella prole – può perciò seguire una dieta libera :-)

Il mio bimbo di 7 e 1/2 mesi è sereno e cresce bene (2,6 Kg nascita, ora è 8,5), tuttavia da 1 mese sono a dieta con eliminazione di latte, uova e tutti i derivati nonchè il pesce, per via di una dermatite del piccolo provata da test allergologici: il mio latte può risultare meno ricco?
Il latte non è meno ricco perchè lei è a dieta di alcuni alimenti proteici – lo diverrebbe se eliminasse *tutte* le proteine.

Sono mamma di 2 gemelli di 14 mesi e li allatto ancora 4 volte al giorno. Dal parto però sono ingrassata parecchio e ora mi ritrovo con 13 kg da smaltire.è vero che ho pasticciato parecchio col cibo e quindi sono andata da una nutrizionista che, considerando anche l’allattamento, mi ha prescritto una dieta da 1620 kcal. Seguendola, mi rendo conto che mangio mooooolto meno rispetto a prima e che quasi per tutto il giorno ho fame (faccio la dieta da solo una settimana), nonostante i 5 pasti! L’unica cosa che mi preoccupa è di non apportare i giusti nutrienti al latte dei miei bimbi. La nutrizionista mi ha assicurato che la dieta è perfettamente equilibrata e che il latte sarà comunque perfetto proprio per questo. Ma io ho qualche dubbio.
Se è vero infatti che la dieta ipocalorica cui si è sottoposta non altera la produzione quantitativa di latte (per la cui sintesi le calorie verranno appunto desunte dai grassi di deposito), è il rilascio drastico di sostanze tossiche accumulate in 30 anni di vita nei suoi grassi che personalmente risparmierei ai gemelli – sia pur considerando che seguono una dieta mista (latte materno e cibo ). Perciò, anche perchè la fame la tormenta tutto il giorno, negozierei con la nutrizionista un due-trecento calorie in più.

Su quali basi si vieta l’assunzione di latticini nella dieta di una madre che allatta? La dermatite seborroica può essere una delle cause?
Si proscrive il latte vaccino alla madre solo su una base di sicura allergia del lattante (asma, dermatite atopica grave, enterite allergica),scatenata dalle minute quantità di proteine del latte vaccino ingerito dalla mamma e che raggiungono la mammella. Si tratta di casi rari (0.5 – 1% della poplazione) e i sintomi sono precoci ed estesi. La dermatite seborroica non c’entra, essendo dovuta alla ipersecrezione delle gh. sebacee e non essendo un segno di dermatite atopica.

Il mio bambino ha 5 mesi e allatta al seno. Il mio problema è che allatando ingrasso sempre più. Il mio peso attuale è di 61 kg (quando ero incinta del ho preso 15 kg) e vorrei una dieta specifica.
E’ raro ingrassare allattando se si mangia con moderazione, cioè giusto quel poco da permettere all’organismo di sfruttare i grassi allo scopo depositati in gravidanza. Adesso lei può con sicurezza porsi l’obiettivo di scendere di 500-600 g a settimana (non di più) che può raggiungere tagliando lievemente grassi e carboidrati dalla sua dieta quotidiana, mentre aumenta verdure fresche e cotte e frutta.

Sto allattando mio figlio di quasi 7 mesi con grande successo. Dopo il parto ho circa 8 kg in più che desidererei iniziare a smaltire. Una dieta ipocalorica è compatibile con l’allattamento? E la palestra e una ripresa di un allenamento fisico? Tenga presente che ho iniziato un graduale svezzamento.
Una dieta ipocalorica è sicuramente compatibile con l’allattamento al seno, a patto di non scendere sotto le 1800 Kcal/pro die , per perdere circa 500-600 g a settimana. A ciò può contribuire un’attività fisica aerobica di intensità moderata (ci sono peraltro donne atlete, come quelle che si allenano per le maratone, che allattano tranquillamente).

Tisane

Vorrei sapere se durante l’allattamento posso bere l’infuso di karkadè.
Bella domanda! l’infuso di karkadè, una bevanda dalle proprietà tonico digestive (e antinfiammatorie e altro ancora), non è stato studiato in allattamento e perciò viene sconsigliato alle nutrici. Essendo ricco di principi attivi dai molteplici effetti, si ignora se questi possano influire negativamente sul metabolismo dei lattanti.

Volevo sapere se e’possibile assumere un decotto purificante che contiene i seguenti ingredienti:ginepro,acetosella,aneto,finocchio,genziana,menta ,anice,boldo,carciofo,china,liquirizia,camomilla,rabarbaro,rafano nero e ruta. Allatto esclusivamente al seno la mia bimba di 3 mesi.
Molti ingredienti sono già discussi in altre FAQ . Non ho molta fiducia nei decotti /tisane ecc per le ragioni, sempre espresse nelle FAQ, di mancanza di dati sulla proporzione relativa dei singoli ingredienti, la loro provenienza e conservazione ecc. Probabilmente si tratta di un prodotto innocuo, che il buon senso ci consiglia di non assumere in quantità/concentrazioni esagerate.

Alcool / caffè

Vorrei sapere se è possibile bere alcolici durante l’allattamento ed eventualmente quanto tempo deve passare prima della poppata per smaltirlo o se tirare il latte è buttarlo soltanto in alcune occasioni può essere una soluzione.
Una lattina di birra o un bicchiere di vino o uno shot di superalcolico contengono alcool che passa rapidamente nel latte, e gliene conferisce l’odore. Perciò o si allatta ‘subito’ o conviene aspettare da 1 a 3 ore dopo, o cmq finchè non si ritorna sobrie. Il buon senso la guiderà se buttare il latte tirato in alcune circostanze.