Svezzamento e rischio di celiachia

Periodicamente compaiono nelle riviste scientifiche degli articoli che sembrano rimettere in discussione tutte le precedenti  conclusioni in merito a un dato argomento. Questi articoli hanno un riassunto o abstract che viene rapidamente tradotto e divulgato,  insieme a brevi commenti, in siti online destinati ai professionisti o il pubblico in generale.

Uno di questi articoli, pubblicato a novembre 2013 sulla rivista Pediatrics http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24101761 , sostiene che il rischio di celiachia aumenta significativamente se il glutine viene introdotto nell’alimentazione dopo i 6 mesi d’età e se l’allattamento al seno prosegue oltre il 1° anno d’età. Una traduzione del suo abstract, pubblicata in una newsletter pediatrica, asserisce che queste conclusioni aumenteranno la polemica fra i pediatri in tema di svezzamento.

Gli autori hanno analizzato i dati riguardanti  82.167 bambini del Norwegian Mother and Child Cohort Study , nell’8% dei quali il glutine è stato introdotto  a 4 mesi, nel 45,3% dai 5 ai 6 mesi e nel 46,6% dopo i 6 mesi. La percentuale di allattamento al seno era di ca. 78% a 6 mesi. La diagnosi di celiachia è stata fatta in 3,68/1000 bambini nel gruppo in cui il glutine è stato introdotto  a 5-6 mesi, è salita a 4,15 /1000 nel gruppo in cui il glutine è stato introdotto più tardi ed è salita ancora a 4,24/1000 nel gruppo in cui è stato introdotto a 4 mesi.  Anche l’allattamento al seno oltre i 12 mesi è risultato associato ad un aumento del rischio di celiachia. Sembrerebbe  quindi che i dati rinforzino il punto di vista di quei pediatri che consigliano alle mamme che allattano al seno di iniziare la pappa verso i 5 mesi,  in contrasto con la raccomandazione OMS  di favorire l’allattamento al seno esclusivo per 6 mesi e di seguito introdurre il cibo vero e proprio o pappa che dir si voglia. In realtà, estrapolando con occhio critico dalle tabelle il dato del  “rischio assoluto” di celiachia, viene fuori che esso è di circa 0.5/1000 bambini in cui si anticipa l’introduzione del glutine a 5- 6 mesi. In pratica, seguendo la nuova raccomandazione, si eviterebbe ( teoricamente o forse si ritarderebbero i sintomi o la diagnosi) 1 caso di celiachia ogni 2000 bambini. Tutto bene  – si dirà,  ma vediamo in cambio di che. In cambio di 1999 bambini in cui si dovrebbe forzare l’assunzione della pappa, dato che sono pochissimi i bambini veramente pronti dal punto di vista motorio e quindi masticatorio ad accettare una pappa vera e propria (non gli assaggi) a meno di sei mesi. Forzatura che comporta disagio per il piccolo e rischio di rifiuto del cibo anche in epoche successive. Per non parlare dell’ansia e del senso di inadeguatezza di madri e padri. In conclusione credo ci sarà molto poco da dibattere sulle raccomandazioni attuali dell’OMS. Credo invece che ci dovrebbe essere una  guardia molto alta nei confronti di queste  “traduzioni” di articoli in lingua inglese messe qua e là per riempire pagine di giornali online.

16  Dicembre 2013