Saper fare: come spremere il seno manualmente già in ospedale (perché saranno tutti molto occupati e nessuno ve lo spiegherà…)

Se il bambino, che sia nato da un parto vaginale o cesareo, non è messo subito in contatto pelle-a-pelle con la mamma, dopo un paio d’ore in cui è sveglio e ricerca attivamente il seno, si addormenta. A questo punto ve lo portano e ogni tentativo di farlo attaccare è vano.

E’ stanco e vuole riposare. Averlo vicino al seno è sicuramente piacevole, ma poco efficace ai fini della produzione di latte. Solitamente accade che dopo un po’ sia portato al nido, o allontanato dalla mamma perché deve essere visitato o è la mamma a dover essere controllata. Al ritorno mamma e bambino provano a fare la prima poppata, ma non c’è nessuno che li aiuti: la sala parto è inondata di urgenze oppure c’è un parto gemellare, oppure il personale è sottodimensionato perché si è sotto un periodo di feste ecc e il bambino piange, piange e dopo un po’ si addormenta. Anche la mamma si addormenta e succede così che passano 24 ore senza che il bambino abbia succhiato. Tutti sono rassicuranti, il bambino è “sano e a termine” e non c’è pericolo di disidratazione. Il giorno seguente ci si riprova, ma accade che il bambino, pur essendo nato a termine, non spalanchi granchè la bocca, oppure che il seno sia molto grande e la mamma non riesce a tenerlo e a vedere allo stesso tempo. Un’ostetrica o infermiera passa e rapidamente “imbocca il seno” al bambino, che bello! …. il quale fa qualche atto di suzione poi però la mamma non sa rifare la stessa manovra e il piccolo si stacca e piange oppure cade in un sonno profondo. Passa un altro giorno e –ops! – il bambino “ha perso troppo peso”, bisogna darli delle aggiunte. Di che cosa? Ma di latte artificiale naturalmente, “signora, mica vorrà affamare suo figlio!”

Ecco, per evitare di cadere in questo prevedibile circolo vizioso, prima che si arrivi alla necessità di fornire aggiunte al bambino, in tutti i casi in cui questo non riesca ad attaccarsi e succhiare (o sia lontano dalla mamma al nido o in un’incubatrice) è utile e necessario tirarsi il latte manualmente. Nelle prime 48 ore infatti poche donne producono latte con l’utilizzo del tiralatte (ammesso che sia fornito dal punto nascita). La spremitura di latte è raccomandabile già dopo poche ore dal parto (a 6 ore in caso di parto prematuro) e andrà praticata 4 volte nelle prime 24 ore e portata a 6 volte nelle successive 24 ore. Potete raccogliere il latte in una siringa rovesciata e privata dello stantuffo  per poi darlo goccia a goccia al neonato (nel video la mamma è a casa e può usare un recipiente). Se le quantità saranno  abbondanti (una cucchiaiata) potranno anche essere messe in un biberon.  In tal modo non saranno necessarie aggiunte di latte artificiale.

Questo video https://www.youtube.com/watch?v=9gQ8119RNeI illustra bene come fare – ovviamente in stanza farete quello che potrete, perciò:

  • limitate il massaggio a 1 solo giro intorno al seno, possibilmente col busto inclinato in avanti
  • ponete le dita 2.5-3 cm dal capezzolo, pollice simmetrico rispetto all’indice o il medio (dove si sente un cambio di consistenza nel tessuto mammario) a formare una grande “C”
  • comprimete e rilasciate, comprimete e rilasciate, anche qualche minuto se necessario prima di vedere fuoriuscire il latte (nei primi due giorni non ci saranno getti ma gocce)
  • non strisciare le dita sul seno né strizzare il capezzolo – non è utile e irrita i tessuti mammari